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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
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ORA VORREI TANTO...



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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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lunedì 22 giugno 2009 - ore 16:52


er biietto!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Saluto Giovanni, l’evvimetal-iea, io che sono straniera, Niky che è svedese.
Se c’è una cosa che mi fa simpatia in estate è la gente ubriaca, d’estate è tutto più divertente.
Giovanni ha diciotto anni e scrive, ma non è bravo a scuola.
A lui piace solo scrivere e suonare.
E l’evvimetal-iea, ma io sono stata a Goteborg, conterà pur qualcosa?
Sarà che ieri compivo i primi venticinque anni, ma mi ha fatto una tenerezza assurda, sarà, che "Porco *io" a furia di sentirlo non mi sembra così sconvolgente.
Saluto i complessi d’inferiorità con il vino scrauso in boccia di vetro.
indi per cui saluto la mia Crestona, indi per cui C.I.C.S!
(non è "Ciao Ilenia Come Steto", ma ze Che Indrio Che So!)
Saluto la mia pazienza che se n’è andata e spero ritorni!
Saluto Susy che ha preso il sole con la felpa mentre un maniaco con la borsa del Dix le guardava le tette.
Saluto il mio uomo delle borse in cuoio.
Saluto il parcheggio dello sherwood, perchè anche quest’anno credo non riuscirò mai ad occuparlo.
Saluto il motto "può bastare un euro" mi fa tristessa.
Saluto Fabietto, perchè sta zitto quando non bisogna parlare.
Saluto i miei ventiquattro anni, le serpi che chiamano ricordandoti tutto quello che non hai saputo fare.
Saluto la celebrale chiusura ermetica di mia madre.
Ciao!

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lunedì 22 giugno 2009 - ore 10:46


ti prego vieni qui!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mangiamo pesce crudo e ci divertiamo, mentre a Dolo le nutrie sono l’attrattiva del paese, rimaniamo scandalizzati dal nostro romanticismo marziano. Le torte salate con gli spinaci provocano mutazioni genetiche.
La malizia degli istanti che sembrano sfuggire, io la compro e te la rivendo come la cosa più naturale che ci sia, stiamo bene e Mary Poppins pure.

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venerdì 19 giugno 2009 - ore 10:23


tam-mat
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ieri al concerto di Carmen Consoli, c’era il chitarrista di colore, perchè lei è multietnica.
La macchina sovraccarica di gambe e di pance che non si sgonfiano, ridiamo mentre apprezziamo la nostra sindrome del panino in più.
Marì che si ricorda di me e mi regala un bel libro.
Lui che fa l’offeso perchè non guardo i cartoni animati, e sopravvaluto i suoi addominali rilassati.
I flash di una serata sudaticcia sembrano botti di capodanno, negli occhi taurini di una nana con la camicia rosa. Le sedie di paglia ed i matrimoni romantici, "dopo l’anno bisogna sposarsi", dice, io sorrido, rido, guido male e concordo, mentre l’amaro del campari neutralizza le avventure adolescenziali.
Mentre gli uomini pregano Dio e poi stanno con Giuda, guardiamo di nascosto la giacca abbottonata della Carmen, io penso che mi piace la sua mimica, sostanzialmente mi piacciono le persone buffe.
Oppure sostanzialmente spesso trovo il buffo anche quando non è intenzionale.
Oppure andiamo a casa presto, che domani si deve studiare e allora ci salutiamo e ci baciamo senza lingua, solo per un principio di autoconservazione.
camminare senza chiedersi perchè



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mercoledì 17 giugno 2009 - ore 11:30


L’America.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io che non riesco a concludere, quindi mi provo i vestiti e ballo da sola davanti allo specchio, che mi metto allegria.
Resta il fatto che la sera la passo al fresco, mentre mia madre mi deprime con le sue delusioni e depressioni e privazioni.
Ed io.
Che penso di non essermi privata di molto, tranne forse di una minigonna nell’armadio, ascolto il rumore di una cascata di foglie tristi.
Ho in mente anche le tue parole, e non so perchè ma sorrido e mi dico che tutto quello che hai provato: il non sentirsi adatta o il non sentirsi parte di nessuno, gli anni ’90 e poi l’adolescenza, tutto fa parte di me con lo stesso peso dei miei calzini a righe.
Riga più, ruga meno.
Mentre tu tenevi per mano, delicatamente la vita, io la prendevo sotto braccio, come in quelle foto goliardiche.
E mentre ti rassegnavi al futuro, io pensavo al Brasile, oppure al Messico o a Camillo Cienfuegos, non so.
Ci sono persone che si incrociano in momenti distanti, e si sentono vicine, e così capita anche a noi, nel momento esatto della catastrofe mi ricordo chi sono e cosa voglio: il mulino bianco non esiste ma "Via dei matti n°0" su google maps c’è.

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lunedì 15 giugno 2009 - ore 15:53


Cantando in autostrada, senza clima.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I ferraresi di domenica mattina, con 35 gradi e e le nostre jeans.
Scusi il presente parlando del passato: io che mi sento una nonna col suo nipotino.
Ascolto, degluttisto, e mi morsico i pensieri mentre i ristoranti hanno ancora cameriere aristocratiche che ci servono l’acqua con mezzora di ritardo.
Ho deciso di fare "La cazzata più grande che ci sia: mi fido di te.".
Mi fido di me.


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sabato 13 giugno 2009 - ore 17:04


cccpcccpcccpcccpcccpcccp
(categoria: " Vita Quotidiana ")


curami curami
prendimi in cura da te
curami curami
che ti venga voglia di me
curami curami
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
verranno al contrattacco
ma intanto adesso curami
solo una terapia
solo una terapia
verranno al contrattacco
con elmi ed armi nuove
curami curami curami
curami curami curami



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venerdì 12 giugno 2009 - ore 16:06


Con me non devi essere niente.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’amaro in bocca, dopo l’anestesia.
Ti amo e non c’è un perchè, ti amo e basta perchè da piccoli ci siam sempre divertiti, oppure perchè ti rasavo i capelli non so.
Attorno ci dicono che siamo fallimenti, io ho sempre voglia di un riscatto, tu sembri rassegnato al destino di un nome.
Ti amo forse perchè tu non mi hai mai spedito una cartolina, mentre io ne sceglievo una a Mont saint Michel, con due in Vespa.
Attorno ti dicono che sei un fallimento, ma io so che nella vita non è sempre facile dimostrare.
Ti amo perchè fumiamo assieme, perchè mi manchi sempre quando ti vedo con altra gente.
Attorno c’è chi guarda solo se stesso, pensando d’aver generato un figlio senza cuore, o col cuore sprecato, lasciato per caso.
E la continua incessante sensazione di non poterti abbandonare per un minuto, un misero minuto, di non poterti stare lontano per poi vederti scivolare giù.

Io che vivo tutto come una sconfitta, e so cosa provi. Io che detesto questo tuo volare seduto, questa angosciosa paura nel non voler provare la vita. La lasci passarti affianco senza afferrarla per un polso, senza scuoterla: amala! mi vien da dirti.

A noi falliti e sopravvisuti agli anni per misericordia.
Per misericordia cancellati dai registri delle interrogazioni, dei quattro a fine anno. Noi senza lezioni riparatrici, senza maestrine che impartiscono lezioni pomeridiane.
E tu che mi guardi come se non contassi niente, per quanto ti amo odio queste viscere che ci legano, questo sangue matto che ci rende fratelli.
La tua sorte che sembra piacerti così tanto e la pena della tua anima che cade sui miei sentimenti fragili, sul mio senso di colpa, sul mutuo del mio riscatto che sto riuscendo a pagare.

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giovedì 11 giugno 2009 - ore 17:32


quanto costano i tuoi desideri...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Le dighe che saltano e i fiumi che invadono le cucine, le stufe ocra, le sigarette da aperitivo.
Ti riverso contro il mondo in un anno, e mi sento come pollicino nella foresta.
Ma dato che non voglio sbriciolarmi il cuore ti supplico di entrare nel confessionale, che i voti io li ho presi da tempo.
E la paura del buio e i mostri dei film horror di Susy sotto al letto.
Chi mi aspetta?
Vado a letto quasi serena per le frasi a metà e per quelle che voglio sentire intere.
Scusa se ti terrorizzo e ti sparo in vena una dose di adrenalina, ma ho fretta di vivere.

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martedì 9 giugno 2009 - ore 11:58


ri-tarda
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Analizzo le budella contorte del cigno.
Mi sveglio con dieci minuti di ritardo e penso che niente sarà come prima, è la sensazione che avverto nell’aria dolciastra del mattino.
Niki che mi fa incazzare, quando mi parla della nostra presunta diversità.
Io la chiamerei mediocrità, chè è diverso.
Francesca poi mi parla di "particolarità".
Io sorrido, nella mia tristezza, di come la gente sia anche un po’ patetica nel tentare di consolare un fallimento.
Dovremmo essere un po’ realiste anziche leggere libri dal titolo "agli uomini piacciono le stronze".
Mi fai la panna con la pasta e il tonno al naturale, poi mi fai digerire con la cocacolasottomarca sul divano dell’ikea. Poi mi fai fumare e lanciare moziconi come pensieri, in orbita lontani, mentre stiamo al telefono e sono terrorizzata dagli eventi, ti anticipo la sensazione della catastrofe.
Mi alzo col sapore dei cocodrilli rossi in bocca, e le labbra ancora troppo dolci per essere le mie. FAccio un monologo singhiozzante, uno di quelli che mi piacciono tanto, e mi guardo incredula allo specchio, come facevo da piccola, perchè secondo me, piangere da soli non è la stessa cosa, almeno in due.
Almeno un riflesso, la parvenza che sei l’unico infondo a conoscerti così bene da poterti capire senza quello sguardo da ricercatore precario di frasi azzeccate.
Ricevo gli applausi del mio pubblico e mi metto a lavorare sulla tesi, perchè a quanto pare, va ben.

Ho terrorizzato le sciacquette del quartiere, non sanno con chi prendersela ed io mi sveglio sempre con quei dieci minuti di ritardo.


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