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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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lunedì 26 maggio 2008 - ore 16:41


sul noi (loro)
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Camminiamo, parliamo, colazioniamo e collezioniamo, disfiamo il sarcasmo nel caffè.
Aborto. Hanno sparato in cielo la verità, e ci è caduta in testa come zucchero a velo.
Di corsa sempre e comunque. Lanciate sul prato come le tende Quechua della Decatlon.
Orribili, come la Franzoni o come Ernestina che ha mangiato i cuccioli.

Eppure dover mandare giù ogni cosa, come se fosse una conquista, come se tutto ora fosse finalmente una conquista.
Si, finalmente.
Ho il diritto di non fiatare mentre sento certe notizie, di star muta, tentare di non giudicare (infondo non ci conosciamo).
Non giudicare, non è mica facile.

Ma se mettessi sul marmo del mio confessionale altre ginocchia, o se le stesse si fossero viste impugnare l’arma della modernità molto, ma molto prima , quando si sentivano Quechua e i prati erano un sacco (cazzo!)e i lanci erano tanti e tu solo l’ennesima perdente che non sa godersi la vita. Non si sa lanciare. (tutta questione di molle nella vita.)

A quelle che non vanno giudicate, ma che vanno solo comprese (al massimo informati se è a pagamento. Ma sbrigati.) direi di prendersi una cazzo di Quechua, chiudersi dentro e non uscire più, che non c’ho voglia di guardarle in viso, ne di sentire i loro bla bla bla isterici da donne di mondo.

[Il dolore è uno status acquisito oramai, me ne fotto. Me ne fotto.]






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giovedì 22 maggio 2008 - ore 10:27


colett(e)ivamente
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Punto tre porte, ma siamo in quattro.
Ma Niki ha le scarpe da clown, ma Susy dice "clacsonada" e Cresta non è più invalida.
Scivolano via discorsi, come si muove bene la mente in tutti quei posti che ho già vissuto. Mi rendo conto di non saper più usare completamente il presente, a tratti mi verrebbe da coniugare al passato, ma non so, non sono mica così esperta della vita!

Castelli e cavalieri, dai cavalli rombanti, ma non ti riportano a casa, così ti fermi a pisciare con un Fiorellino in un bosco, ridiamo, persi i biglietti, persi alla stazione. Ma quante cazzo di fermate ci saranno?
E a quale scenderemo?

E camminano le scarpe sotto a portici vivi di coppiette oscenamente romantiche, e se non fosse stato per Cresta (non che m’avrebbe fermato, ma c’ha il vizio d’ingigantire le parodie!) avrei riproposto il "bleeeeeee, che schifo!" di quel bambino troppo figo, che qualcuno tanto detestò!

Kebab e Falafel, e si scopre che nessuno vedeva "la signora del west"
allora, andate tutti in mona, snob del cazzo! Tutti abbiamo visto almeno una volta quel telefilm, e tutte abbiamo fatto qualche sogno erotico vedendo Sally che taglia la legna, dai mo!



Ma torno a casa, e poi parlo e poi desidero, e poi sogno di posti che non ho mai visto: ho sognato d’essere in Armenia.
Ho sognato tanto di quell’argento, ma tanto, argento ovunque.
E madri che non badavano ai figli e non facevano una carezza, ed ero un po’ sconvoltà di questo.
E bambini con braccia gelate, che m’hanno rubato la sciarpa che m’ha fatto mia nonna... E tutti a piedi, per andare dove? E io con loro.
E insomma, bambini argento e Armenia (che non ho mai visto...).

Saranno stati tutti quei discorsi sulla fantasia, cara la mia vecchia Pablita?
O i falafel e poi il gelato da diabete?
O le olive negli spritz?

[io adoro vedere cinque donne una totalmente diversa una dall’altra e bastarsi, e ridere, e brindare alle verdure e fregarsene del mondo.]

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mercoledì 21 maggio 2008 - ore 09:58


a-punti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



[mi piace sempre di più ascoltare.]

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martedì 20 maggio 2008 - ore 18:24


e le alghe nel risvolto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[3 esami in una settimana. Ma va in mona.]



Piove e fotografo il finestrino.
Piove e sono felice che manca poco.
Piove e sfumano certe pretese, mi sto rasserenando, tranquilli che ce la facciamo.
Piovono parole, esami che si contano, anche quelli degli altri?Non comprendo l’utilità di certi menti umane.
Piove, ho voglia di musica urlata nei timpani, ma l’unico lettore mp3 ce l’ha lui, ed io attendo tempi migliori.

Ma piove suprattutto sulla mia preferita, che quest’anno compie 50 anni ed è troppo figa con la carta dorata, 100 di queste slurpate!
[Questo è peterpanesimo acuto. L’importante è esserne consapevoli.]

Piovono biglietti dal cielo, non mi confesso e investo il denaro in panini dal nome orientale, attendendo un professore alcolista che non si presenta mai: da lui piove lambrusco e non me ne capacito.

Per il resto, oggi m’è venuta in mente Meg.
Deprimendomi al pensiero di quattro diciottenni che la cantano sotto la doccia dell’unico ostello genovese.
Ma Felice del fatto di non essermi dimenticata nulla, nemmeno il caos di un letto sfatto, dello zaino sempre aperto e dei vari spogliatoi naturali. (cento di quelle smutandate!).
.
.
.
.
[E noi siamo tutti in fila davanti al bagno,
e noi siamo tutti in fila davanti a un sogno.
E noi siamo tutti instrada davanti a un segno,
e noi siamo tutti al fiume
a trasformare l’oro in stagno.]






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lunedì 19 maggio 2008 - ore 19:26


delirando
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Sono stanca e ho voglia di preparare biscotti al cacao!
Per il resto.
Oggi m’è piaciuta la vecchietta che spiava dalla finestra, la signora Hippy inglese (l’unica parola in inglese che sono riuscita a dirle "si per Venezia, di là, binario FAIV". poliglotta, che ce posso fa?).
L’esame collaborativo d’informatica.

Se muoio domani, so già chi verrà al mio funerale vestito di rosso, mentre intorno danzeranno donne gravide e Rebelde scondinzolerà con addosso la cuffietta da piscina (oggi in preda al delirio da Psicologia generale 2, gliel’ho provata ed è troppo figa.). Tutto questo mi garba parecchio.
Ferrara s’è improvvisamente svuotata dei miei numerosi sogni erotici, non c’è più religione.
Com’è che non c’era l’omino della ceramica? E il vecchio col papillon?

Sara e Gianmaria giocano assieme, mentre Ali aspetta Adua di rosa vestita,ci aggiorniamo sulle ultime novità inspiriamo ed espiriamo, stiamo calme e registriamo, registriamo tutto attentamente, che poi non si dica che non c’eravamo!




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domenica 18 maggio 2008 - ore 18:20


filosofalessa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Minchia, quanto sono casalinga ultimamente.
"t’ha preso lo shampoo per calvi, l’hai visto?"
"no, era giù."
"no, era nel mobile"
"sono andato in cesso per pisciare."
"esattamente."
Ho voglia di Sherwood, di Ele e di vino scadente.
C’ho un attacco improvviso di peterpanesimo acuto e un mucchio di libri che m’incollano a casa.

Perchè certa gente dice "ultimamente vedo tutto nero" e non s’accorge che quell’"ultimamente" dura da una vita e hanno rotto i coglioni a mezzo mondo con i loro piagnistei?
Riflettevo, l’altro giorno, con una persona che ha visto tutte le fasi della mia esistenza (o quasi), "sei cambiata.". Non sono cambiata penso io, ho solo cominciato a mettere i piedi a terra, e mi sto accorgendo cos’è un pretesto e cos’è necessità.
Quanto sono indispettita da questa cosa, sto "sei cambiata" come se fosse un male! Che a forza di sbatterci la testa una impara che il muro se non si può saltare, magari si può costeggiare, e alla fine si arriva uguale. Ovviamente senza tutto quell’eroismo, si c’hai ragione!

Anche i sogni cambiano, o meglio s’aggiustano, come i vestiti. Ne avevo di extra large, che potevano coprire tutto il mondo, l’universo, i pianeti e quello che avanzava poteva essere impegato per tappare il buco dello zono che hanno provocato le cotonature degli anni ottanta.
Ma cambiano le forme, gli universi diventano giardini, e non per questo sono meno validi. I sogni, restano sempre con il loro bel perchè appuntato come una medaglia al valore, il mio.

Ora tolgo la saliva da certe cose che avevo tanto detestato, e mi sembrano rassicuranti, quello che sembra piccolo diventa ora qualcosa di sconfinato.
Non tocca il cielo, rimane a baciare il terreno ed è sconfinato!

Sono contenta di riuscire a leggere un unica poesia di Baudelaire, sono felice che mi basti cantare un po’ per aggiustarmi di nuovo.
E ti vien da urlare "Animo cazzo!" e scuoterli quando camminano e filosofeggiano, mangiano e filosofeggiano, bevono e filosofeggiano, trombano e filosofeggiano. Filosofeggiano sempre.
E’ che ultimamente vedono tutto nero, dovrebbero dire" cazzo quanto mi odio quando vedo tutto nero", ma se ne restano a piagnucolare, in vita eterna amen.

Mi rendo conto ogni giorno che passa, che sono troppo ruspante, come il galletto vallespluga, ma non ci sto nella teglia, quindi sono salva o al massimo da lesso.
Per il resto i frigidi m’hanno stancato. Filosoficamente parlando, sia chiaro!





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venerdì 16 maggio 2008 - ore 17:50


rec
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[La gente dice che sei diversa.
Tu sei diversa.
La gente dice che si vede nello sguardo.
Ti chiedi "cos’ho?".
Sorridi e attacchi foto alle pareti.]


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venerdì 16 maggio 2008 - ore 08:44


evoluzione
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Alla parata militare
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese "Perché "
lui gli rispose "Questo è niente
e adesso è ora che io vada"
e l’innocente lo seguì,
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Sui viali dietro la stazione
rubò l’incasso a una regina
e quando lei gli disse "Come "
lui le risposte "Forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada "
e la regina lo seguì
col suo dolore lo seguì
sulla sua cattiva strada.

E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota
quando l’aeroplano cadde
lui disse "È colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada "
ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada.

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse "Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada"
l’alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose "Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto
che io vada "
ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c’è amore un po’ per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada.


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martedì 13 maggio 2008 - ore 17:46


** festina lente **
(categoria: " Vita Quotidiana ")


[ Non so se sento il richiamo dell’estate.
Riflettendo, prima dei sogni, forse è così.
Forse d’estate c’è qualcosa di diverso in me, e non sopporto più nulla, sono ansiosa e non so più come camminare per vivere.
Forse quando sento che giugno s’avvicina, il richiamo del solstizio si fa forte e non riesco a degluttire.

Forse spero sempre che esista qualcosa pronto a contenermi, invece è solo libertà e no ne avevo poi così tanta voglia. Libertà di urlare da sola, che tanto resti sempre bambina. Fai tutto quello che serve per essere adulta, ma un coro ti dice che non lo sei, che non va.
E allora perchè non posso essere viziata? almeno solo in poche parole, viziata, come una snob aristocratica stanca del suo salotto.
Viziata come gli indecisi cronici, viziata come quelli che hanno sempre una terza scelta.
Viziata come quelle che..

Non ci trovo niente da ridere, niente che riesca a farmi parlare come vorrei.

E non pretendo, e se lo faccio è solo appena prima di dormire, la mattina mi sveglio con la malinconia ma me la faccio passare.
E non vorrei violenza, nemmeno in una virgola appuntita, vorrei solo un contenitore. Un vaso, un bicchiere, un cesto, per infilarmici dentro e star buona, un abbraccio.

Non cambia un cazzo, non centra la felicità, ne tanto meno chi con te la condivide, non cambia essere diverse, avere un buon tempo a disposizione, non centra.
Sento l’estate, ho voglia di piangere da due giorni e non l’ho ancora fatto. Non ho un resto da dare. ]


Alpini,alpinisti e Bassano che manda in mona i telefoni.
E valzer ubriachi di cabernet e promesse di matrimonio e Andrea che s’è perso sui monti di Trento e la fisarmonica! E gli alpini di Brescia, e quelli di Pordenone. E i sacchi dell’immondizia e Pabli che diagnostica un futuro attacco di polmonite.
E Pietro, che su di lui Dio ha Scagliato la chiesa.
E Mario e Peter.
E la colazione col bianco e la grappa di Stefano.
E Susy che fa la civetta e l’avrebbe data veramente solo all’alpino, che basta sempre poco per innamorarsi!
E Dio Carlo Magno che era uscito dal coma, ma non sapevamo cosa farci visto che odiava Feltre era da boicottare anche come caso umano.

E la felpa che non c’è, e la pioggia.
E i km a piedi che non si trova mai la navetta giusta, e quelli della protezione civile che s’atteggiano.
E il valzer, che Valzer cazzo!
(ma poi penso solo ad andarmene, non fanno testo i ricordi)
"Andrea s’è perso, s’è perso.. e non sa tornare.."


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mercoledì 7 maggio 2008 - ore 18:25


.amoremodernosecondome.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Il mio tempo passa bene, il mio tempo passa in maniera magnifica.
E mi piace, mi piace tanto.
E quando scompare mi manca, ma mi gusto l’attesa.
Se potessi versare il colore che ho addosso imbratterei una vallata di verde e azzurro e giallo e di tramonto e di risveglio.
Se potessi ritornare, rivedere, risentire, riprovare, respirare.

Se potessi toccare la carne, il marmo di una chiesa, il pelo di una cagnolina che scodinzola sempre.
Se potessi riavvolgermi in una coperta e non fare brutti sogni.
Se fossi felice per i pochi istanti, per il mare che non è romantico!
Se pensansi a godermi anche il viso di un passante, mentre nella mano ne tengo un’altra, più calda.
Se continuassi a ridere per Biascica e Renè?!

E se riuscissi a rimanere così, con un contratto a tempo indeterminato, firmerei un mutuo per la felicità!

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