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incazzosa, 28 anni
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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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venerdì 23 marzo 2007 - ore 18:55


Io rubo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")



-Febbre a quarantuno-

Amore mio, ho passato
Tutta la notte annaspando,
Fra lenzuola grevi come il bacio d’un perverso.

Tre giorni. Tre notti.
Limonata, brodo, acqua,
Acqua, fammi vomitare.

Per te o chiunque sono troppo pura.
Il tuo corpo
Mi offende come il mondo offende Dio.

Io sono lanterna - la mia testa una luna
Giapponese di carta, la mia pelle oro foglia
E’ carissima, molto delicata.


Non ti sbalordisce il mio calore? E la mia luce?
Sono un’immensa camelia
che s’infuoca e va e viene, vampa a vampa.

Penso che sto sollevandomi,
Forse mi librerò -
I grani di ardente metallo volano e io, amore, io

Sono una pura
vergine d’acetilene
Con una scorta di rose,

Di baci, di cherubini,
Di tutto che esprimono queste rosee cose.
Non tu, né quello

Non lui, né quello
(Ogni mio io si perde, sgualdrinesco orpello)
- Al Paradiso.

Sylvia Plath





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giovedì 22 marzo 2007 - ore 19:23


Anti Ana.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ana

Scrivo perchè sono preoccupata.
Non per me, ma per una persona con cui condivido del sangue, dei nonni, delle radici in comune.
Non è un problema femminile, non è come credevo.

Chissà cosa nasce dentro.
Che fai una scuola che non ti piace, con tua madre che ti paga ripetizioni, poi ti iscrive all’università, ti trova un lavoro in un centro commerciale.
Ti paga ancora ripetizioni perchè devi essere come gli altri, e forse anche meglio.
E parli con me e tiri su aria col naso di continuo, come a pulire del marcio che t’avanza dal sabato sera.
Che hai amici che vanno all’ippodromo a scommettere, che ti fanno sfasciare un auto in una sera d’inverno lungo un argine.
Che mi raccontavi da piccolo che volevi una sorellina, e tua madre s’è svegliata ora, che di anni ne hai 20.

Chissà cosa nasce dentro.
Chissà come ci si sente, ad essere sempre aiutati a far tutto, ad essere in quel vicolo, con quel paraocchi che ti serve per andare avanti senza distrazioni.

Chissà cosa nasce dentro.
Quando perdi 30 kg in 3 mesi.
Quando l’unica cosa che ti resta sono le lampade che ti fai, per sembrare più vivo, mentre cammini piano.

Chissà cosa nasce dentro.
Quando cominci a bere poca acqua e senti freddo e passi la mattina sdraiato in divano con la coperta.

Chissà cosa nasce dentro.
quando cominci a prendere un 30, tua madre sgancia i soldi al sabato e ha finito di chiederti "perchè?".

Chissà cosa nasce dentro.
quando mi guardi e ti faccio quasi schifo, ma mi sorridi e a me ricordi solo il mio vecchio nell’ultimo periodo di metastasi.

Chissà cosa nasce dentro.
Quando tutti ti dicono "quanto sei dimagrito" e la dottoressa chiama i tuoi per dire che devi fermarti.

Chissà cosa nasce dentro.
quando cominci a seguire la società e ti dimentichi di te.
quando mangi 40 grammi di pasta scondita e senza sale, quando anche l’insalata t’ha stancato.

Chissà cosa nasce dentro.
perchè ho una rabbia più forte.
Che ho sembre sbagliato, sempre pagato, sempre tutto alla luce del sole.
Ho sempre risposto in malo modo, sempre sconfitta, sempre fantasticamente vera e viva nel mio mondo.
Di sentirmi in questi giorni così impotente, davanti ad un male così grande, che nessuno, neppure una madre riesca a vederlo, tutto ciò mi fa sentire peggio.

Che la vita è la cosa migliore che ci sia, che di essere unici bisogna perdere la voglia, ma di pensarlo quello davvero non potrà toglierci dalla convinzione nessuno.
Che verrebbe da prenderlo in braccio e dire"ora fai come dico io" ma con quella voce tenera che hanno tutte quelle che sanno amare.

Zigomi e naso e niente altro, mi abbandono alle lacrime della paura, sperando nelle suppliche e che facciano qualcosa, io per prima.

Mi abbandono alla diversità, che sia di nuovo Dea suprema, di pensieri uomini, donne e sogni.




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giovedì 22 marzo 2007 - ore 09:00


shhhh...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Pisciare all’una di notte, vicino al Pio X, all’angolo di una chiesa, da una tale soddisfazione...

Aveva ragione il nonno di Sepulveda, anche senza gazzose, bevi 3/4 campari e ci riesci ugualmente.
La mia frontiera scomparsa.

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mercoledì 21 marzo 2007 - ore 09:52


Ferrara, stazione di Ferrara.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sicura? non vorrei aver capito CAZZI per CATENAZZI...


Ho iniziato ad annotare frasi che mi fanno sorridere.

Ieri ho scoperto che una che frequenta il corso con me, fa le orgie.
Che ha due figli, è divorziata e fidanzata con un avvocato.
Gestisce un centro anziani.
Fa la figa.
Si mette i tacchi.
Segue tutte le lezioni (anche quelle delle 8)

le donne chiameremo uomini
e gli uomini bisatecca o prosciutto,
ma un bacio resta sempre un bacio
e un rutto resta sempre un rutto...


del resto a me i tacchi non servono, di conseguenza tutto il resto è noia..... ma sta cosa mi continua a turbare!


turbe psichiche, su rieducational channel.





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martedì 20 marzo 2007 - ore 18:11


canguri nordici.
(categoria: " Vita Quotidiana ")





E’ il freddo della Groellandia che arriva a Venezia e fa cascare alberi sopra case di donne alcolizzate, e si disperano ma tu hai addosso lo schifo ed il meglio che sai mostrare è un sorriso da primate (scegliedo quel sorriso appositamente, con un significato preciso, che non si pensi di scappare dal circolo vizioso dell’ermetismo.).

E di Ferrara, che ti ruba la giornata, di seminari che ti rubano 6 ore di vita e ti ritrovi prosciugata, con le viscere contorte e con un pensiero fisso: "quando sarà la prossima pausa cicca?".

E poi ci sono le riunioni e il comune, ed un vecchio che compie gli anni ed un padre che è la sua festa, ma tu torni da Ferrara alle 20.30 e riparti dopo poco.

E poi ci sei tu, che vedi casa per mezz’ora ed è vuota, e approfitti per sperimentare un nuovo metodo ultra rapido di digestione:
salti, che così il cibo scende.
E poi c’è Rebel, con i suoi perchè e ti guarda con la testolina inclinata.
Ma da brava le dai una spiegazione.


Questi esperimenti mi piacciono, anche se mi faceva un male alla milza assurdo, ho capito che i salti non fanno digerire prima.

Oggi mi hanno regalato:
-neve a Rovigo
-cielo carico di nuvole
-un " era proprio quello che voleva dire...non deve aver paura di esporsi"
- un ritardo del regionale di soli 5 minuti.

Messico e nuvole...

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domenica 18 marzo 2007 - ore 20:37


polvere
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Un esame andato a puttane, da rifare orale, e a prendersi un rimprovero, che magari non si sa mai che sei tra i nullafacenti del tuo corso e per questo, purga. Di una materia inutile "filosofia della scienze" che credo mai supererò.

Ci sono certi momenti in cui mi odio più profondamente, degli altri giorni, che detesto questo nervosismo, questo piangere per il cazzo, come se fossi ritornata bambina e tutto sembra gigantesco, insuperabile. Dove tutto è più buio e non c’è una lucetta accesa vicino alla porta.

Così inutile e persa, non c’è una fottuta cosa in questa fottuta vita del cazzo che vada bene.
Non una, nemmeno mezza, nemmeno i miei sogni combaciano con le aspettative, un’altra insostenibile realtà parallela.

Ma ora mi vien quasi da sorridere a sentire sulla punta della lingua la trama di una sciarpa ed il gelo della neve sotto la schiena, davanti agli occhi solo gli occhi sorridenti di mia madre.

Non sono quasi più abituata alla dolcezza gratuita, mi sembra una presa in giro.
Grazie Dany.



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giovedì 15 marzo 2007 - ore 10:10


Erudii tu erudisti egli erudì noi erudimmo voi erudiste essi erudirono.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


niente, pensare a niente, pensare a niente, pensare a...
un girotondo allucinogeno, mi ci fiondo e mi lascio trasportare.

[Un baciamano romantico Trentino, con una candela in mano ed una giacca scura. ]

Tizi con scollatura oscena ma Paola conpensava con la sciarpa, me ne fotto dello sbalzo termico e decido che si, è primavera e si..sta mattina sto da cani.

Tizi che mi fa ragionare sulla strumentalizzazione del sesso ma alla fine abbiamo la costante : MA MOLEGHELA A STO OMO NO?
e si ride csul fatto che tra noi si può dire tutto quel che ci passa.
Come "mi sono innamorata solo due volte questa settimana, ed uno aveva 60 anni, ma era molto carino.." ma bevi che ti passa, se ti passa.

E bevo e sorrido.
E mi scappa un verbo e succede il macello, che mica facile coniugare il verbo "Erudire" alle 2 di notte con la lingua felpata e l’unico neurone sull’hamaca con lo spritz che si dondola fiero e mi guarda dall’alto.

Ma Erudire è stato risolto, si è passati a:
"McKenzare" "Ballerinare" "Grandopticalare" personalmente non ce la facevo, ma ormai avevo buttato il sasso della demenza e mi ha preso la mano e via...


La mia più bella leggera valvola di sfogo.
Voglio rinascere pentola a pressione.



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mercoledì 14 marzo 2007 - ore 11:06


su carta patinata, troppo sottile.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’attesa, in certi casi non da lo stesso effetto che descrive il Leopardi.
A volte in certe attese ti crei un mondo diverso, con dialoghi, persone da incontrare, lacrime da versare.
In certe sale d’attesa trovi un comodino, un letto da fare, uno specchio.
In certi minuti d’attesa, cominci a pensare al peggio del peggio e quando arriva ciò che aspettavi ti ritrovi instupidita dalla fantasia del tuo dolore.
Non distingui i lineamenti di un male in un’ecografia, odori una busta che sa di ospedale, e ascolti delle parole che non sono poi così tranquille.
[[ Vedi che si prepara un caffè prima di andare a letto, e tocchi il dolore con la punta delle dita, ma piano che hai paura che si rompa. ]]

Ricordi qualche anno fa, qualche altro uomo.
Rispolveri tutti i casi di malasanità, ed una costante sfortuna familiare.
Riprendi tra le righe della fronte, dei pensieri che scappano e per rincorrerli il cuore accelera.

Altri due mesi d’attesa, per un "si pensa che sia, ma dovremmo aspetare".
Come quando ti risvegli dopo una nottata passata a far tardi e a bere vino, come quando cadi a terra ti fai male, come quando entri in un tunnel e le orecchie non ti fanno sentire bene.

"E tu? tu che vuoi?"
<< Bhe, io vorrei solo essere felice..."
"Allora, sei fuori dal gioco."
<< ... >>


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martedì 13 marzo 2007 - ore 21:44


--
(categoria: " Vita Quotidiana ")



(foto rubata, frere du lait.)
"Io non voglio parlare, è che a volte ho solo voglia di ricevere una pacca sulle spalle".
Fatti in la, che voglio solo starti vicino. E abbracciarti come quando ti vedevo un gigante.
Fatti in la, che se potessi prendere la Luna te la porterei in un pacco azzurro con un fiocco arancio.
Fatti in la, ma solo per crearti un cunicolo, e scavo anche io assieme a te, scavo e spero.
Fatti in qua, che a gente come te si può solo voler bene, a te che non sai cos’è "cattiveria" a te, solo, che m’hai insegnato che si è sempre fottutamente ma anche meravigliosamente soli.

Fatti in qua, che ti voglio accarezzare, e ti voglio guardare negli occhi.
Fatti in qua, che nessuna pacca sulla spalla, ma sempre un oceano(mare) d’abbracci, fin che ne vuoi quanti e di più, elevati al quadrato, un logaritmo di abbracci.
Fatti in qua, che è sempre il tuo tempo.
Fatti in qua, che bisogna farsi del male per capirsi.
Fatti in qua, che si è sempre troppo distanti per leggere il labbiale.


Credo d’avere occhi distinti dal resto del corpo.
A volte li sento siamesi autodidatti d’emozioni, altre volte miseri esseri in cerca d’approvazione.

A volte solo insicuri, allarmati e furiosi in un cipiglio costante che di sicuro (se per caso diventassi così svampita) riempireà le tasche dei peggiori chirurghi plastici.

Auguri ad Ali, a noi piccole bambine maltrattate, ognuno nel proprio triste universo, triste, malsano e dinamico universo.
Scandito da Tritolo, paste alla crema, fragole, pois, rimmel, corse in bagno, orologi biologici e Zzio Ccan.

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domenica 11 marzo 2007 - ore 19:06


vento, terra e tecnologia: sto diventanto un Rock’n’Roll robot
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il vento freddo della montagna, quello che ti rincorre tra i capelli, che scivola dentro le orecchie e che gela la gola.
Quel vento mi fa lievitare e niente è importante, niente altro se non ripararsi.
Ma non gli occhi, quelli che lacrimino pure; quelli, che vogliono vedere l’erba lasciarsi andare, i primi "crocchi" che sbucano bianchi dal terreno.

A volte mi sento un tutt’uno col paesaggio e mi trovo a sorridere scoprendo un pensiero romantico.
"quant’è bella la terra.".
Che quando la vedi ti vien voglia di sporcarti le mani.
E zolle rovesciate, lasciandola respirare.
[[ L’importante è non dirlo a nessuno. ]]

Un "bel" wk di lavoro, e domani si ricomincia veneto-emilia, adoro questo annientarsi, credo che un automa abbia molta più personalità e vita sociale di me, lo credo fortemente.

Automatosi.


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