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sabato 7 ottobre 2006 - ore 14:39


no future..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando la sera colora di stanco dorato tramonto le torri di guardia,
la piccola Ophelia vestita di bianco va incontro alla notte dolcissima e scalza,
nelle sue mani ghirlande di fiori e nei suoi capelli riflessi di sogni,
nei suoi pensieri mille colori di vita e di morte, di veglia e di sonno.

Ophelia, che cosa senti quando la voce dagli spalti
ti annuncia che è l’ora già e il giorno piano muore.
Ophelia che vedi dentro al verde dell’acqua del fossato,
nei guizzi che la trota fa cambiando di colore?

Perchè hai indossato la veste più pura, perchè hai disciolto i tuoi biondi capelli?
Corri allo sposo, hai forse paura che li trovasse non lunghi, non belli?
Quali parole son sulle tue labbra, chi fu il poeta o quale poesia?
Lo sa il falcone nei suoi larghi cerchi o lo sa sol la tua dolce pazzia?

Ophelia, la seta e le ombre nere ti avvolgono leggere,
ma dormi ormai e sentirai cadenze di liuto...
Ophelia non puoi sapere quante vicende ha visto il mondo,
ma forse sai e lo dirai con magiche parole...
Ophelia le tue parole al vento si perdono nel tempo,
ma chi vorrà le troverà in tintinnii corrosi...
Ophelia, lalalalalalala.....


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venerdì 6 ottobre 2006 - ore 13:59


ladonna deve soffrire, questo fa girare er monno!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ho il raffreddore.
Del resto, che bondo sarebbe senza raffreddore?
E per la serie "lo donne hanno da soffrì" domanti tutti a spanocchià!
Dopo la saga dei piselli, quelli dei pomodoro, dei fagioli, ora è arrivato il turno dei mais.
Fazzoletto rosso in testa stile "desaparecidos", tanta buona volontà, tra cavallette e cimici, Rebel che ulula da casa per la mancanza della padrona. E poi la gente va a fare i corsi di sopravvivenza per andare a salvare il mondo, per abituarsi a tutto...
Ma venite a lavorare in campagna, che ve passa la voja de spenne i soRdi!
Con angoscia e rassegnazione, spero vivamente che il vostro sabato mattina sia meno traumatico e faticoso del mio!
Anzi non lo spero, spero che soffriate pure voi le pene dell’inferno , non per sadismo..ma per "solidarietà" peace and love fratelli.





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giovedì 5 ottobre 2006 - ore 19:26


F.D.M non è una sigla qualsiasi ma il motto della mia vita!oi!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono maldestra.
E non ci riesco ad essere meglio, questo è fastidioso per una donna, essere maldestra, non andrò mai alla scala se continuo così....
Sta mattina ore 08.55 metto la giacca per scendere, e mica ci si può prendere la giacca comoda no? e no, va de moda quella che te se appiccica addosso.
Ma non è questo, è che me la son messa da seduta e una mega gomitata arriva a quella povera rincoglionita che avevo di fianco che aveva il frencc e tamarrata delle tamarrate, la stellina blu, non basta il frencc dico io?
Chiedo scusa, risolviamo con un plastico sorriso di circostanza (io) e con un "vaffanculo" muto della malcapitata.

Arrivo in quella magnifica aula multimediale, niente da fare, 0 posti, ma in fondo per terra si può, e allora via!!!
Gaie e felici passiamo tutto il tempo a ciacccolare dato che l’acustica era pessima e la voce del docente manco par cazzo la sentivamo, fin che alla fine la frase magica "grazie per il sottofondo acustico, voi li dietro"

Del resto per un panino col crudo oggi m’hanno spennato solo 2 euro ... per due fette di crudo...la prossima volta porto il porco da casa.

"E a culo tutto il resto!"

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mercoledì 4 ottobre 2006 - ore 16:54


inizio e fine
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Van Loon, uomo destinato direi da sempre ad un lavoro più forte
che le sue spalle o la sua intelligenza non volevano sopportare
sembrò quasi baciato da una buona sorte
quando dovette andare;
sembra però che non sia mai entrato nella storia,
ma sono cose che si sanno sempre dopo,
d’ altra parte nessuno ha mai chiesto di scegliere
neanche all’ aquila o al topo;
poi un certo giorno timbra tutto un avvenire
od una guerra spacca come una sassata,
ma ho visto a volte che anche un topo sa ruggire
ed anche un’ aquila precipitata...

Quanti anni, giorno per giorno, dobbiamo vivere con uno
per capire cosa gli nasca in testa o cosa voglia o chi è,
turisti del vuoto, esploratori di nessuno
che non sia io o me;
Van Loon viveva e io lo credevo morto
o, peggio, inutile, solo per la distanza
fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza e superbia d’ allora,
la mia ignoranza:
che ne sapevo quanto avesse navigato
con il coraggio di un Caboto fra le schiume
di ogni suo giorno e che uno squalo è diventato,
giorno per giorno, pesce di fiume...


Van Loon, Van Loon,
che cosa porti dentro, quando tace
la mente e la stagione si dà pace?
Insegui un’ ombra o quella stessa pace l’ hai in te?
Vorrei sapere
che cosa vedi quando guardi attorno,
lontani panorami o questo giorno
è già abbastanza, è come un nuovo dono per te?


Van Loon, Van Loon,
a cosa pensi in questo settembrino
nebbieggiare alto che macchia l’ Appennino,
ora che hai tanto tempo per pensare, ma a chi?
Vai, vecchio, vai,
non temere, che avrà una sua ragione
ognuno ed una giustificazione,
anche se quale non sapremo mai, mai!


Ora Van Loon si sta preparando piano al suo ultimo viaggio,
i bagagli già pronti da tempo, come ogni uomo prudente,
o meglio, il bagaglio, quello consueto, di un semplice o un saggio,
cioè poco o niente

e andrà davvero in un suo luogo o una sua storia
con tutti i libri che la vita gli ha proibito,
con vecchi amici di cui ha perso la memoria,
con l’infinito,

dove anche su quei monti nostri è sempre estate,
ma se uno vuole quell’ inverno senza affanni
che scricchiolava in gelo sotto le chiodate scarpe di un tempo,
dei suoi diciottanni,
dei suoi diciottanni...


Non se ne va un anziano di 78 anni.
Se ne va la fisicità di un’esperienza, tutto quello che è riuscito a darmi un uomo in un anno di passeggiate, un anno di servizio civile.
Altri tempi, fazzoletti da scartare, paltò cobalto da chiudere e teneramente riprendere la sciarpa.
Rispetto, anche nei momenti peggiori dove una malattia mette a dura prova la dignità di un uomo.
Mi lascia il ricordo delle risate, del legno umido di qualche panchina, delle mie parole e delle sue. Mi resta il ricordo per intero della sua vita.
Mi resta un sentiero davanti no è poco, forse questo è ciò che più conta.

<<...“Che ore sono signore?”
Silenzio.
Attesa.
“E’ ora…ora di guardare le foglie…”
Compagno di illusioni, l’aria portava qua e la un’ essenza impercettibile di filosofia, mi sentivo così frivola di fronte ad un uomo che sapeva apprezzare l’ultima stagione delle foglie, come uno spettacolo danzante di vecchie signore.
Un valzer, qualche capriola in aria ed eccole baciare il terreno. E ancora le ultime appese funambole ai rami, spezie dorate e circensi.
Le guardava, ed io sarei restata li, con lui, per tutta la giornata per capire che paesaggi stesse costruendo per lui la sua mente, quali profumi, quali colori… Chi fossero stati i protagonisti e se nella storia si prevedeva una dama da salvare, qualche scudiero impertinente da tenere come amico.
Quel giorno capii la fortuna nell’aver fatto quella scelta.
Capii la sua serenità, e pregai per riuscire a sconfiggere la tirannia del tempo così, come quell’uomo faceva ogni giorno, in maniera dignitosa.

Pensai che anch’io nella vecchiaia avrei potuto portar via con me una passante curiosa senza farle pagare il biglietto, così… nell’ora delle foglie...>>



Del resto penso che ogni cosa no debba finire mai una volta cominciata, ogni amore, ogni vita, solo la sofferenza può avere una fine, delle cose belle non ci si stanca mai eppure se ne vanno anche loro come un "niente di speciale", solo un’altra forma d’ingiustizia.




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martedì 3 ottobre 2006 - ore 11:18


istanbul casalingo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Adoro le Spezie.
La cosa che più mi da soddisfazione quando cucino e metterci quel qualcosa che non si vede, ma senti con sorpresa che c’è.
Come una frase segnata in un libro nuovo, stupire un poco il gusto.
Rendere un po’ speciale quello che stai combinando, ora è il turno della paprica dolce e dello zenzero.

Trovare in qualche modo qualcosa in più da aggiungere e non fermarsi.
E’ sempre un andare oltre, amo i gusti decisi.
Come la birra rossa.
Mi piacciono le cose acidule, come il limone, la frutta non ancora matura,l’uva.
Odio i profumi dolci, odio la vaniglia.
Mi piacciono quelli che fanno arricciare il naso.
Ricordo con tenerezza il profumo scelto e regalatomi da mio padre, il profumo che resta nella storia della mia esistenza come il peggior profumo mai indossato.
Vaniglia.
Che c’è di peggio della vaniglia addosso ad una che di vaniglioso ha poco o niente!?
Ma sono quelle cose che porti per amore, perchè accompagnano il ricordo di un libro, di quella giornalista che faceva strage di cuori con questa fragranza, mi faceva così sorridere.
Un profumo che piace agli uomini ma non a te stessa, non sono mai riuscita a portarlo.
Vorrei trovare un libro sulle spezie, mi piacciono i gusti nuovi, mi danno l’idea che tutto sia un mosaico e che ogni quadrato vada assaggiato vissuto almeno un poco nella propria vita, che siano spezie o che siano esperienze, forse solo profumi non so.
Certi giorni riesco a vedere la totalità delle cose, come un profumo riesca a rimandarti indietro un ricordo.
Come mia madre che varcava la soglia con l’impermeabile rosso e la sciarpa di lana, e correvo ad abbracciarla e profumava di vento.
Qualche volta rincorri qualcosa solo per riprovare la stessa emozione, così è per il vento, non si può descrivere il profumo che lascia sui vestiti, è qualcosa che ti fa innamorare.
Buona giornata!








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lunedì 2 ottobre 2006 - ore 16:34


Rewind
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Hola mondo!
Sono stati giorni intensi, super intensi!
PArtiamo da Venerdì al Verdi?
Magnifico, semplicemte godurioso.
Milva che cantava le poesie di Alda merini, con quei rossi capelli, sembrava una gitana e quella voce forte. Le musiche erano di un giovane musicita un certo Nuti, che io, ignorante, non avevo mai sentito nemmeno nominare, ma erano stupende e dalla galleria(quello mi potevo permettere) assieme al caldo sentivo delle emozioni fortissime.
Poi è entrata la poetessa, ha parlato un po’ di lei, e mi veniva solo di scendere e stringerla e cominciare a ridere, perchè mi sembrava di uno spirito più duro dell’acciaio, potrà essere stata solo segnata dalla sua vita, ma impossibile temprare quel carattere.
Mi sono commossa quando è stata dedicata alla figlia, una poesia con un titolo che può sembrare così stupido "Verza" ed invece sentivo un pezzettino di cuore andare, sentivo la bellezza della passione in parole così semplici come in "linguini" oppure l’amarezza e la sofferenza in "Gerico".
E’ stata un’esperienza bellissima, e sono così contenta d’averla sentita parlare, sorridere, persino ballare sulle note che accompagnavano "osterie" e d’aver sentito tutto come qualcosa che in qualche modo m’appartenesse, non tutto, niente, un po’.
Forse solo l’intensità.
E sentire la rabbia mista a stanchezza che solo i vecchi che ne han passate tante sanno trasmettere.
Ringrazio momenti ocme questi, della vita mia, li irngrazio.
Sentirsi viva dentro ad una pagina letta, sentirsi vive ascoltando i violini ed una brava cantante recitare, urlare,sussurrare parole forti, e dolci.
E rendersi conto che chi non ha una via di mezzo resta, nonostante il passar del tempo un folle.
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Sabato e domenica a lavurar.
Domenica sera ritorno a vita più normale racimolo qualche ricordo del venerdì tra le nuvole e piccola birra in piccolo paese chiamasi Campodoro, piccolo live dei Venerea e sta mattina tutti a Ferrara!

So shhhhhtanchissssima!

Update:
dopo esser passata per:
tedesca
norvegese
olandese
al Verdi me so beccata della Danese.
Avevo cercato in ogni modo di fingere l’italianità dietro ad una gonna, ma forse l’abbinamento con le all star... in un teatro in effetti qualche dubbio .... Non ne esco resto nordica, freddo, brina, neve, stufa accesa, e vin brullllè !


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venerdì 29 settembre 2006 - ore 12:14


Il mio odio per i Mods
(categoria: " Vita Quotidiana ")




E non sono i Mods che non vogliono il mio guardaroba, è il mio guardaroba che non vuole loro.
Classisti, vi odio!
Solo perchè non ho una fred perry nell’armadio e non ho quegli odiosi jeans a tubo!
Razzisti!
E la ballerine, ecco, le ballerine nere potrebbero andare?
ho supplicato un uomo per andarci!
ma alla fine, giovane plebea, pure io ho una dignità!
E Fred, non ti ho mai sopportato, non mi piace l’alloro.
E le jeans a tubo non le ho mai digerite e credo di non averle manco mai viste passare per casa!
E ballatevi il vostro ska, con le vostre vespe parcheggiate ecco...
Ecco, e se rinasco mod faccio entrare anche chi non ha le jeans a tubo nell’armadio e non ha minigonne e.. non ha una fred perry e non ha i dc. martines a tre buchi e bla bla bla..
Frivolesss nel sotterraneo.




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giovedì 28 settembre 2006 - ore 09:44


s-coperte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera guardavo un telefilm stupido, con dottori stupidi, con pubblicità stupide che disturbano.
Nell’episodio il sangue di un siero positivo, con un colpo di tosse arriva al viso della dottoressa stupida.
Pensavo solo, che problemi ci sono, l’ha solo sfiorata, pochi schizzi sulle guance.



Vi ricordate tutte quelle cose, che vi dicevano da piccoli, del genere "te lo spiegheremo quando sarai più grande"?
Ieri sera è stata una serata Revival.
Anche a mio padre era successa la stessa cosa, soltanto che ferendosi con l’ago della siringa è molto più facile contrarre aids.
Parola che, per quanto ne dicano, è una condanna a morte per me.
Non ricordo nulla del periodo, nulla.

Una siringa infetta, nel corpo di un uomo sano, con due bambini a casa che l’aspettano ed una bella moglie che sa cucinare e lo ama.
Un anno di esami, monitoraggio continuo.
E’ stata solo fortuna, per una volta, la fortuna.

Non so spiegare la reazione, ma è come se.. m’avessero gettato un macigno addosso.
Solo il pensiero delle cose che sarebbero andate perse, del giocare a nascondino al buio, delle canzoni imparate assieme...
uno fa il suo lavoro, e bam, si prende l’aids.
E tu piccola peste te ne continui a giocare sul tappeto di camera tua col fratellino, e scopri a 22 anni...
Che rabbia.




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mercoledì 27 settembre 2006 - ore 14:51


Mercy
(categoria: " Vita Quotidiana ")


So quasi quasi felice oggi:
-sabato e domenica li passerò nel bene e nel male fuori casa!
-venerdì c’è Alda Merini al Teatro Verdi!!!!!!!
-fino al 4 ottobre non si parla d’università.
-sta sera all’excelsior "the road to Guantanamo"

Mi sento particolarmente attiva!


"Stringimi madre
ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l’amore un rogo
e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida

senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità..."



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