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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 18 aprile 2006 - ore 23:04
sconcerto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ho riletto lultimo capitolo, sono sconcertato per quanto male è scritto. non si tratta di cose spiegate male o di errori di ortografia e sintassi. ci sono proprio cose che fanno ribrezzo.
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martedì 18 aprile 2006 - ore 20:27
Lamica dei gay
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Caro Ruini perché parla sempre di sesso?In anteprima un assaggio del nuovo libro di Melissa P. «In nome dellamore»
Caro cardinale Camillo Ruini, (...). La decisione di rivolgermi a lei tramite una lettera è stata solo qualche mese fa, da quando ha cominciato a lanciare messaggi al popolo italiano attraverso giornali e televisioni. Era come se quei messaggi mi colpissero in prima persona, era ovvio che fossero rivolti anche a me. Però mi sentivo come se lei stesse parlando da un pulpito altissimo e io mi ritrovassi ai piedi di quel pulpito, incapace di chiederle spiegazioni, di porle i miei dubbi. Così mi sono detta: se il cardinale Ruini ha voglia di parlare con me, forse avrà anche voglia di ascoltarmi. MATTEO AMA SANDRO Matteo mi presentò un anno fa e quello che vidi fu una bella coppia innamorata. Nè più nè meno. Cosè che fa di una coppia una coppia felice? Laffetto, senza dubbio, il rispetto, la solidarietà, la complicità. Il sesso. Nella coppia di Matteo e Sandro cerano tutti gli ingredienti giusti, con lunica variante che latto sessuale si spostava sul "lato B". Matteo e Sandro non potevano procreare, ma forse Dio ama solo quelli che mettono al mondo teneri pargoli? (...) Qualche tempo fa, passeggiando per le vie di Roma, mi capitava spesso di leggere orribili manifesti firmati "Militia Christi" che dichiaravano: "Perverso? No, grazie! Pe er verso giusto". Qual è il verso giusto, cardinale Ruini?
Sono commosso dalle nobili intenzioni di Melissa P., dal fatto che abbia prestato il suo intelletto alla causa omosessuale così, a titolo gratuito. senza minimamente pensare che cavalcare londa della pruderie legata a:
1.omosessualità
2.chiesa vs sesso
3.adolescente dai noti pruriti che parla di gg(2g)iovani che amano incularsi.
esistono due opposte retoriche: quella di ruini, tradizionalista e bigotta che, morta una generazione di vegliardi e andati in menopausa precoce da troppi pellegrinaggi i papa boys, nessuno spero degnerà più di considerazione, e la retorica progressista che raduna Melissa P., Jovanotti, e Asia Argento. Questultima, dopo aver giurato di essere in procinto di partorire il figlio della Sig.ra Leroy, deve aver afferrato che, per quanto trasgressiva, non poteva essere fecondata da una donna e adesso sembra sparita. personalmente preferisco lanziano ruini. lui è un anziano rottame, di quelli che si fanno il segno della croce prima di accendere il pc. ma melissa p. che cazzo è? mi domando che cavolo deve fare una persona dopo che anche la trasgressione è diventata una strategia di marketing. tanto per fare un esempio, quella cantante slabbrata: dolcenera.
ormai, tra marilyn manson che si sposa, vabbè con una pornostar ma anche quello ormai è un lavoro come un altro, melissa p. che tiene rapporti epistolari con ruini, dolcenera che si dà il rossetto col rullo per imbiancare casa, mi ritengo il Rimbaud della situazione con una tisana al tiglio. buonanotte.
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martedì 18 aprile 2006 - ore 00:54
beppe grillo scrive a bush
(categoria: " Vita Quotidiana ")
clicca sullimmagine
concordo al 100% con quanto scrive grillo
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lunedì 17 aprile 2006 - ore 13:45
riprodursi ?!
(categoria: " Riflessioni ")
oggi sono andato al mercato e ho visto una mia compagna delle superiori. aveva una faccia che sembrava la strega cattiva di un libro di fiabe, spingeva un passeggino e aveva un altro un pupo attaccato alla cordicella del tampax. mentre si incazzava con uno laltro urlava a squarciagola, lei aveva i capelli come una povera pazza e lanciava fatture a morte contro tutto e tutti. in quel momento ero talmente felice di essere finocchio e di non poter figliare che avrei adescato il venditore di hot dog. in quel esatto momento infatti stavo discutendo al cellulare con un amico sulla possibilità, per lui, di diventare la concubina viziata di un ricco avvocato mestrino. possibilità che la mia povera, pazza, compagna di scuola aveva perso da almeno (a giudicare dalla taglia dei pupi) tre anni.
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domenica 16 aprile 2006 - ore 02:10
Carrington 1995 C. Hampton
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non so come finirà il mondo: donne che si immamorano di omosessuali, omosessuali che si innamorano di donnaioli, per non parlare del prezzo del carbone!
buona pasqua, stasera per fare gli auguri con gli sms mi si è impallato il cellulare e ora ho 200 sms in memoria, da vodafone, che mi avvisano, in un crescendo parossistico, che non ho soldi, che non posso spedire sms, e che se solo ci provo mi spediscono a casa megane gale, con i pattini, per ammazzarmi di botte.
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sabato 15 aprile 2006 - ore 13:41
trattoria da Huaqiao
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ce li avete presente i cinesi? quelli dei ristoranti? beh io ce li ho presente così: i maschi in sottopeso, femore di vetro, nervosi come gatti in amore e con la pelle lucida di grasso di frittura. normalmente hanno il buon umore di furetti incazzati. le cameriere invece sono dei fiorellini di cera, assolutamente impassibili, sia che ordini un involtino primavera sia che chiedi di mangiare il cuore di un bambino di sei mesi loro dicono: si, subito. salvo poi portare invariabilmente qualcosa di fritto che ha lo stesso sapore dellinvoltino primavera.
ieri sera ho scoperto che non tutti i cinesi vanno dai venti ai trentanni, tanto per cambiare. avevo raramente visto un cinese che avesse più di trentanni e in quei rari casi era il proprietario. solitamente i camerieri sono in un silente stato di esaurimento da stress, locchio asciutto e glaciale. ieri sera il nostro cameriere era un ragazzone gaudente e sovrappeso che rideva come un ragazzo down e ci dava pregevoli consigli sul cibo. era tanto gaudente che mentre mangiavamo mandava rapite occhiate damore ai nostri piatti, tanto che volevo invitarloa sedersi. oltre che grassi i cinesi possono essere anche vecchi, il tavolo a fianco al nostro era pieno di esempi. vecchie cinesi con permanente grigio ferro, appetito dacciaio e faccia di bronzo. ho scoperto anche che i bambini cinesi sono deliziosi, morbidi e rosei, non mi sorprende affatto che qualcuno se li mangiasse, un morso lavrei dato volentieri anche io. la loro mamma sembrava la classica sposa ("o" apertissima) veneta, capello lungo, espressione preoccupata, vizzita precocemente e con grandi arie dimportanza per il fatto di aver procreato. solo che per richiamare i figli lanciava strali degni di unarpia in cinese e per imboccarli di gnocchi (di riso) usava le bacchette. a una certora le vecchiette e la comitiva dei bambini cinesi sono partiti con lespresso venezia/mestre- pechino/shangai.
ora, la cosa più importante, il cibo. il menu si divide in menu allocchi, che è quello classico dei ristoranti cinesi, lo potete immaginare senza che stia qua a raccontarvelo, e il menu "intenditori". consiglio il menu intenditori, per laltro non vale la pena. nel menu intenditori mangiate quello che anche un cinese mangerebbe. nel corso della mia esperienza gastronomica mi sono sempre chiesto come, con una cucina simile, le malattie cardiovascolari non abbiano ucciso metà della popolazione cinese. la risposta è che i ristoranti cinesi esistono per decimare la nostra di popolazione. loro non mangerebbero mai quella roba. infatti il menu per cinesi è una autentica delizia. io ho mangiato lantipasto misto. notevolmente più buono della media ma non ripeterei lesperienza. poi, poi ragazzi, il paradiso: minestra di polpettine di pesce, come mangiarsi una sirena, divino. e cosa non secondaria, al prezzo di una minestra di un normale cinese (cioè una tazzina da thè) loro mi hanno portato un bidone di paradiso, era veramente tanta (ovviamente non ho avuto problemi a finirla), idem per lantipasto. il secondo è stato una scelta ardua, sembrava tutto molto buono. il gaudente cameriere ha consigliato pancetta arrosto con patate cinesi, il suo piatto preferito. dalle occhiate che ha lanciato poi al piatto credetemi, non mentiva. è arrivato una specie di timballo con delle strane patate che sembravano funghi. noi eravamo scettici, ma lespressione del cameriere e soprattutto la sua bava che colava sul pavimento hanno spezzato ogni indugio. cominciamo, ora aveva un gusto forte, bisognava farci la bocca, ma meritava un applauso.
dolci: non fatevi fregare, mandate a fanculo il meno della sorbetteria o come diavolo si chiama e chiedete il menu del ristorante. consiglio i dolce di riso con semi di papavero.
spesa totale venti euro a testa. cena bella abbondante, prezzo tutto sommato contenuto, simpatia assicurata. il tocco finale per dire: "è amore", lo abbiamo avuto quando il proprietario ci ha portato non i bicchierini di grappa cinese ma tutta la bottiglia e ha ingiunto: "finitela" e noi "obbedisco". tenete presente che una cena normale potrebbe prevedere anche solo la zuppa e un antipasto, per un prezzo totale di non più di dieci/quindici euro.
huaqiao
allinizio di via piave, vicino alla stazione
mestre-venezia
nota bene, a suo ulteriore merito il ristorante ha un servizio lungo tutta la sera. se andate ad orari strani, tipo le dieci, conviene telefonare, ma un piatto di qualcosa di buono non lo rifiutano a nessuno. verso le undici è arrivato un povero disgraziato dalla stazione. beh anche lui è uscito satollo e grato dopo due o tre piatti di spaghetti di riso con verdure.
Sparks, grazie del consiglio
poi ho visto anche un bel film, ma questa è tutta unaltra storia.
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venerdì 14 aprile 2006 - ore 15:49
gustosa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
un tocco di malvagità da una deliziosa zitella inglese. in verità trovo che il diciannovesimo secolo sia stata unetà felice per le zitelle, in particolar modo in inghilterra.

da "Persuasione" di Jane Austen p.58
perchè continuo a postare citazioni oggi? perchè mi mancano cose significative da raccontare e la politica mi è venuta a noia.
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venerdì 14 aprile 2006 - ore 13:52
cornetto acustico
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Anche queste io credetti usanze nuove che non mi dispiacevano affatto; me nero presi tanti io di urlacci negli orecchi, che poterne fare a mia volta era una cosa che mi attraeva alleccesso. Ma si trattava di ben altra cosa, che la giuliva signora era sorda come una campana, ed ecco il perché di quella pantomima sua e di mia madre. Non appena accomodatasi nello scompartimento con tutti i suoi pendagli, da quella borsetta che stringeva come una preda trasse premurosa un ciuffo di trine nere che ricuoprivano il corno acustico, e postoselo allorecchio come una tromba angelica iniziò una conversazione ballonzolando sul cuscino, e puntando il corno ora a destra ora a sinistra, giubilando dalle quattro pupille, dalla bocca, e da tutti i pori della sua pelle vellutatissima; e da quello strumento nascosto dentro le trine, si sarebbe detto che una musica celestiale le invadesse il cuore e lanima. Mia madre mi fulminava cogli occhi. «Non ridere. Non si ride ! ». Voleva dire: «Se ridi guai a te !» Mi linciava guardandomi. Sempre così le madri, e i padri non diversamente: «non si ride!» quando ci sarebbe da farsela addosso, poveri bambini; «non si tocca!» quello che piacerebbe di avere; «non si guarda!» quello che piacerebbe di vedere; bisogna parlare quando si ha voglia di stare zitti, bisogna stare zitti quando si avrebbe voglia di discorrere: che educazione impossibile! Ma non ci angustiamo per così poco.... La signora Fiammetta rideva anche per me, e ora ridiamo tutti insieme un po in ritardo, ma meglio tardi che mai. Rideva, puntava il corno, e collaltra mano agitava il ventaglio ora decisamente per farsi vento, ora con suprema dolcezza zeffirandosi appena la peluria della guancia: non le mancava che volare. E mentre tutti le scandivano bene le parole dentro il corno, lei invece parlava così adagio che gli altri erano costretti a fargliene ripetere sempre, ed essa più rideva beata e sodisfatta volendo dire: « lo so, lo so che siete tutti sordi, lo so, mi tocca a dirvi le cose tre o quattro volle » e rassegnata le ripeteva più adagino di prima. E io non dovevo ridere.
Aldo Palazzeschi, I bagni Pancaldi
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giovedì 13 aprile 2006 - ore 20:46
primavera
(categoria: " Vita Quotidiana ")
prima questa cosa di giorgio falco, grande stile, poi una prosa (che sia una posia o una prosa?) di marguerite yourcenar sugli alberi. leggerla è come fare un bel respiro.
buon respiro a tutti.

marguerite yourcenar "scritto in un giardino" il melangolo
(grazie t.)
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giovedì 13 aprile 2006 - ore 16:01
chiché
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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oggi è una di quelle giornate in cui vorrei tornare a essere bambino. il cielo azzurro azzurro, laria pulita, gli uccellini. sono le cose che piacciono a me, direbbe julie andrews, ma non sono più un bambino e per fortuna non sono julie andrews. ormai il cielo azzurro azzurro, laria pulita e gli uccellini sono un cliché. inventiamoci qualcosa di diverso, metafore un tantino più raffinate per esprimere cosa? che mi piace la primavera perchè le cose crescono e laria è fresca. che questa stagione mi ricorda le vacanze di pasqua, che erano un assaggio di quelle estive, che resta da vedere cosa sia peggio, se linfelicità o la disilussione.
prima ho visto una cornacchia, ha fatto cra, ed è andata via.
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