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martedì 14 marzo 2006 - ore 13:41
segnalazione
(categoria: " Riflessioni ")

segnalo questo attenti che è un pò pesante, sconsigliato a chi non ha una linea veloce, vale a dire lintervista con lucia annunziata.
quesaltro invece è lintervento al parlamento europeo, quello del capò per intenderci.
poco da fare, questuomo non sa affrontare delle critiche e delle domande impertinenti. se lannunziata certa di metterlo in un angolo (del resto è giornalista notoriamente di parte avversa, che doveva fare? mica è bruno vespa, LEI), prende e se ne va.
se un parlamentare europeo lo stuzzica, su un problema che oggettivamente allestero suscita sconcerto, lo insulta in piena seduta.
assumo posa pensosa e divertita davanti allo schermo del pc
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lunedì 13 marzo 2006 - ore 16:53
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mio figlio è morto attorno alle sei di mattina. Io alle sei e trenta stavo spegnendo il fuoco, poi ho versato il caffè e me lo sono bevuto con un po di latte freddo, come tutte le mattine.
Mio figlio è uscito come tutti i sabati sera attorno alle sei, ci siamo salutati sulla porta. Gli ho detto di non fare tardi, e gli ho passato la mano sotto il mento, dove comincia a crescergli la barba.
È vestito come al solito jeans e maglietta. È talmente un bel ragazzo che gli sta bene tutto. Io e suo padre non siamo belli come mio figlio, a lui abbiamo dato il meglio. Ha lossatura del viso di suo padre, i miei occhi, le mie lentiggini sul naso, la bocca è di mio marito. La sua risata non so da dove sia saltata fuori. Non ho mai sentito nessuno ridere come ride mio figlio.
Alle sette di sera mio figlio è in piazzetta con gli amici. Lui la chiama piazzetta, in realtà è un parcheggio che fa da piazza del paese. In mancanza di meglio i ragazzi vanno là. Io sono a casa con mio marito, stiamo per andare anche noi. Andiamo a cena dalla vicina. Due chiacchiere, una pasta, carne o pesce, un caffè, lamaro, siamo di nuovo a casa, saranno le nove.
Alle nove mio figlio è a cena da unamica, ha già bevuto due bicchieri di qualcosa. A cena dallamica mangia una pasta e beve vino rosso. Si macchia la maglietta.
Alle due mio marito dorme. Io sono in piedi e leggo un romanzo bevendo del the. Mi accorgo di una finestra aperta. È nella camera di mio figlio, la stanza è gelata, la corrente daria muove la tenda come unala.
Alla una e mezza mio figlio entra in una discoteca. È arrivato là con una ragazza carina, bionda, la macchina la guida lei. Sono vicini.
Verso le cinque mi sono svegliata, ho sete. In camera non cè più acqua. Mi alzo nel buio e bevo dal rubinetto del bagno. La lampadina sopra al rubinetto, nel buio della casa mi fa ombre pesanti sul viso. Sembro piena di lividi.
Alle cinque e trenta mio figlio prende una bottiglia di corona, la ragazza bionda è sul sedile posteriore, addormentata.
Sono le nove, mio figlio non cè, la colazione per mio marito è pronta. Sono alla finestra, destra, sinistra, ancora destra, ancora sinistra, mi giro gli anelli alle dita, sposto le cose, tiro e ritiro le tende.
Alle nove e dieci suona il telefono.
nei miei racconti muore sempre qualcuno, credo che linsegnante il fucile lo terrà carico e a portata di mano. datemi un parere, come auto-critico non sono un gran che.
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lunedì 13 marzo 2006 - ore 13:08
scrivere a letto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
la nuova frontiera della pigrizia

adesso vado anche a fare un pisolino prima dei simpson, mi metterò la sveglia sul cellulare.
più tardi vi posterò il racconto, finora ho scritto un pò, incipit e finale, più parte del corpo del testo, intestino tenue direi, e forse il primo esofago. mi cala la palpebra, non ci posso fare niente, devo dormire. oggi ho scritto un pò del raconto, ma tra la crema per il contorno occhi che mi sono spalmato guardando casalinghe disperate e tutto sto dormire le zampe di gallina non mi verranno mai.
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lunedì 13 marzo 2006 - ore 09:53
funziona
(categoria: " Vita Quotidiana ")
la settimana comincia bene; Davidoff ha sistemato lintoppo al blog [grazie], mi sono svegliato presto e ho trovato una puntata di desperate housewives fresca fresca sul mio pc [grazie emule]. devo scrivere un racconto per stasera ma ho già qualche idea.
nulla di che, ma un significativo miglioramento. ieri a questora ero piegato a 90° nella tazza del water, oggi sono vestito e dignitoso che scrivo. è già qualcosa.
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lunedì 13 marzo 2006 - ore 01:22
s-nervi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mi dà sui nervi vedermi il blog ridotto a un colabrodo.
mi sono svegliato stamani praticamente strizzato dal doposbornia più cocente che ricordi. fino alle quattro e qualcosa del pomeriggio ho dormicchiato e in alternativa vomitato un inquetante liquido nero e denso. lindiano si è fatto sentire in due versanti; nel vago retrogusto di senzero del mio vomito nero e nellaroma che pervade tuttora il bagno, peggio di un arbremagique scaduto.
nonostante questo calvario, dopo aver vomitato molto più di quanto mi ricordi di aver bevuto, il mal di testa, ecc, il blog ancora non funziona, sono scornato, anche se so benissimo che lo stato del mio stomaco non cambia di un palmo linghippo di spritz.it
nervi nervi nervi e scornate clamorose.
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venerdì 10 marzo 2006 - ore 11:02
sfiga
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ieri open office ha deciso, arbitrariamente, di non salvare le ultime pagine del mio lavoro di ieri, contemporaneamente su spritz si omettevano i miei ultimi post. perché la tecnologia mi è sempre così nemica?
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giovedì 9 marzo 2006 - ore 23:43
gioca a cubetto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
con la iena
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giovedì 9 marzo 2006 - ore 21:40
mi è venuta in mente questa:
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io sono più che convinta che tu sei il più disgustoso uomo che abbia incontrata da quando sono nata. Nel breve tempo che siamo stati insieme tu hai messo in luce tutte le ignobili caratteristiche della personalità maschile, scoprendone alcune davvero nuove: tu sei fisicamente ripugnante, intellettualmente ritardato, moralmente riprovevole, volgare, insensibile, egoista, stupido, sei privo di gusto, hai un osceno senso umoristico... e per di più puzzi. Non sei neanche abbastanza interessante da farmi vomitare. (Cher a Jack Nicholson, in "Le streghe di Eastwick")
mi vengono in mente almeno un paio di situazioni in cui ricordarla a memoria mi sarebbe stato utilissimo. da mandare a mente SUBITO!
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giovedì 9 marzo 2006 - ore 21:29
esemplare
(categoria: " Vita Quotidiana ")
spulciando fra i post della pulsatilla ho trovato questo e mi sembra di condividerlo.
perché non lo copioincollo? perchè così spero visiterete il blog di questa donnina, adorabile no, da adottare nemmeno, ma da osservare col dovuto rispetto.
[immagine puramente decorativa. decora? no?! pazienza]
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giovedì 9 marzo 2006 - ore 15:55
lo stile
(categoria: " Vita Quotidiana ")
il compito per il corso di scrittura riguarda, modestamente, lo stile.
sommariamente, ci è stato spiegato che lo stile è il tono, io preferisco immaginarlo come un colore, che la voce assume mentre parla.
oltre a questo cè uno stile più profondo, che è quello personale e individuale, che si riferisce alla riconoscibilità di un testo. fin qui stiamo sullovvio.
ora, resta il problema, il mio problema attualmente, di definire il mio stile. so bene di che raccontare, ma qualè il mio colore? mi piace il rosso, il verde, ma non è che sia un tipo che ha un tono sui toni (bel gioco di parole eh?) del rosso o del verde. al massimo sui toni del verde detersivo, o rosa ammorbidente. giusto per sprecarsi: il giallo del Pane Brioche. anche se fra le labbra mi sento di più un azzurro annoiato e meditativo, tipo il cielo che cè fuori adesso.
allultimo appuntamento ci hanno fatto riscrivere un pezzo di Philip K. Dick. una cazzata, una cosa su una tizia che va a morire (beh si lo ammetto, niente di allegro, di base), il mio, e me ne sono reso conto poi, era abbastanza sconcertante. avevo cambiato poche parole e il testo era [pausa di sconcerto] molto meditativo. almeno così lha definito linsegnante. la prima volta, per un esercizio, avevo descritto un omicidio, e la seconda un tentato suicidio. ora penso che linsegnante tenga un fucile carico di sedativi per animali sotto al tavolo.
forse mia madre mi mette gli ormoni per la menopausa, per dispetto, nella minestra.
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