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![]() incazzosa, 28 anni spritzina di norma no. CHE FACCIO? studio il mio sistema nervoso. Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Niente, perchè sono un’asina. HO VISTO che la mia casa è con me...OVUNQUE VADA: Bologna Parma Firenze Pavia Ferrara Sant’Antioco, Cagliari Turi, Bari, Ostuni, Alberobello, Conversano Civitanova Marche Recanati Comunanza Porto Recanati Ascoli Castelluccio Norcia Sansepolcro Arezzo Siena Anghiari S.johan Casere Mantova SPAGNA Barcellona FRANCIA Parigi,Blois,Cap-Frehel,Caen, Arromanche, Rouen,Heavre, Honfleur, Etretat, Fecamp, Mont S. Michel, S. Malò, Giverny, Les Andelys, Chantilly OLANDA Amsterdam SVEZIA Stoccolma, Goteborg SLOVENIA Bled, Ptju, Kostanievika na krk NON ANCORA MA VORREI: Irlanda cammino di Santiago IMPOSSIBILE ma continuo a Sperarci: Canada STO ASCOLTANDO Guccini De Andrè De Gregori Ratti della Sabina McR Mercanti di liquore TaRm P. Conte L.Einaudi P. Bertoli R.Gaetano E. Piaf Afterhours Bandabardò CCCP Clash Ramones Ska-p 99Posse Ska originale Gaber Benvegnù Dente Battiato Capossela jack folla Offlaga disco pax Vecchioni Toy dolls Bob Marley Placebo J. Joplin Lou Reed Beach boys Bob Dylan Fossati Le luci della centrale elettrica Artemoltobuffa Zen Circus Giulio Casale ![]() Venerea No Seduction ABBIGLIAMENTO del GIORNO Vesto all’occidentale... con un senso di colpa micidiale. ORA VORREI TANTO... chiamarmi "genniffer" STO STUDIANDO... Chi non legge fiabe. OGGI IL MIO UMORE E'... Mio. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
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venerdì 16 gennaio 2009 - ore 18:14 coppie di fatto. ![]() Sta mattina quando ho aperto la finestra e ho visto la mia nuova convivente Poddy tra il legno e il vetro, mi sentivo tanto Biancaneve in mezzo al bosco. (Poi ho realizzato, che di nani nella vita ce ne son sempre troppi, e sette sarebbe davvero un sogno.) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 15 gennaio 2009 - ore 14:53 Chiamatemi Mimì. I ritardi dei treni, e Siracusa che ritorna cinque ore dopo. I biglietti boicottati: Rovigo, Firenze, gli avvocati spaesati e le dottoresse isteriche. I passi che non sembrano mai sufficientemente ravvicinati. E Ferrara che piove, che spera con me, che non vede lora di non vedermi più così alla ricerca di qualcosa che non si sa cosè. Gli inseguimenti al bagno, di una professoressa. Le americane in Erasmus. Gli occhi enormi di unassistente che ti fa pesare il fatto che tu linghilterra non labbia mai vista, e lo fa con simpatia: tentando di metterci quella sfumatura a metà tra Stanlio e Olio e Benny Hill. Anche io con lo humor inglese. Saranno stati i Giacobini pacifisti che non volevano eliminare i Girondini. Sarà stato che penso che queste giornate, dense di fatti che hanno una comicità propria, facciano parte di un film. E continuo a vivere di frame scomposti. Rido di gusto per lintera mattinata, anche con un esame, perchè ogni tanto, la fortuna di un voto in più capita anche a me. E poi arriva una scimmia col tutù rosa e mi porta nella savana al grezzo. E penso a tutto quello che potrei farci stare e decido di avere buon gusto (cosa soggettiva come la Logica, immagino). Tagliamo a fette un dolce burroso e stiamo un po in silenzo ad ascoltare il rumore delle nostre coronarie ora, come quattro anni fa. Con le collanine di legno e il tour dei Bacari. Con Luca che baciava tutte, e Simone con lascella pezzata. Con te che ti sposi e io che investo sui laghi Croati e i mini appartamenti che probabilmente non avrò mai, ci lasciamo come se dovessimo salvarci da qualcosa. Con lurgenza di essere rassicurate: cè un lietofine. O forse sarebbe più cauto precisare che ci sarà una lieta-non-fine e sperare di tenere gli occhi chiusi più a lungo possibile nel più ingenuo e soffice e burroso egoismo. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 13 gennaio 2009 - ore 18:16 Delle cose che si imparano. "Siamo tutti froci col culo degli altri." "fra due settimane vado a rogitare" Resisto fino a febbraio e poi l’idea di andare a lavorare in Valle aurina mi eletrizza. Saranno i tedeschi, che fa sempre molto emigrante in terra straniera, sarà il freddo che continua e che ci sarà. Sarà che non vedo l’ora di andarmene. Sara che ormai son pur sempre 5 mesi di veneto. Sarà che comunque saranno solo sette giorni. Ho un tempo misto. Non capisco ancora dove sono e che sto creando. Anestetizzata dai desideri. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 9 gennaio 2009 - ore 18:40 misto ![]() Se. Tu ti trasferisci in Irlanda. Io mi trasferisco ovunque. e. Ci veniamo a trovare tu in"ovunque" e io in "irlanda". Se. Ricorderemo di NON dire le stesse frasi ai nostri figli. E. Se, ci ricorderemo di non parlare ai nostri genitori con pacata obiettività. Riusciremo ad anestetizzare il tempo e a non ingrossare più le vene del collo. Se, fossimo tutti a rischio trombosi, infatti, gli ebrei non si incazzerebbero tanto per niente. "Loro" si metterebbero a fare yoga sopra al tavolo in cucina. Ma se la vita assomigliasse ad un enorme, mega, galattico, problema geometrico io non solo chiederei aiuto piangendo dal terrazzo ma mi ci butterei di sotto senza pensarci molto. Che se anche le nutrie degli argini violano i parchi delle ville venete. Noi chi siamo, che non abbiamo ancora piantato una tenda in giardino? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 8 gennaio 2009 - ore 19:03 Bodly. ![]() Mi piacerebbe ogni tanto vedermi con un fermo immagine. La reazione dei muscoli del viso. Quando si crea una smorfia. Mentre. Mentre si crepa il cuore e la sicurezza delle favole si frantuma nei dieci minuti consueti di Ghezzi. Mentre parlo e apro le finestre ai miei polmoni e scopro che più che per mancanza lo faccio per curiosità. Mentre mi sconforta lassenza di speranza, mi nausea e mi sembra di sentire lodore dellarmadio della mia prozia: indecentemente vecchio. ("vecchio" come "shampo":alla Gaber.) Mentre so che faccio male, ma ci godo perchè sono nervosa e non ho più unghie da mangiare. Mentre dico che sono innamorata e mi gongolo come il giorno di carnevale col vestito rosa. Mentre mi viene in mente di andare a trovare parenti altrui in Canada. Mentre: tiro che non è toro. Mentre cade il primo fiocco di neve e ti spiego che bisogna darle il benvenuto come quando entra un bambino in una stanza di adulti. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 30 dicembre 2008 - ore 16:50 bestiari(a) ![]() Faccio cucire a mano vestiti dalla fantasia anni’70 per sdrammatizzare la scoperta della femminilità a ventiquattro anni. E’ proprio vero che non è mai troppo tardi. Cucino ragù dalla colorazione meravigliosamente perfetta, tutta questione di occhi. Penso a te, e lo trovo un pensiero sano. Scrivo su pagine di dispense noiose i soliti nomi che si rincorrono come bisce e poi mi metto a guardarli con la testa appoggiata alla scrivania. Come da piccola, e mi immagino un suicidio di sillabe e lo trovo sempre divertente. C’è chi dice che il pensiero animista riguardi l’infanzia, io dico che il mio c’ha la sindrome di peter pan. Allora viaggio su navicelle spaziali con mio padre, e i suoi dialoghi con gente muta. Apriamo le porte che sono chiuse e alla fine ridiamo, perchè noi non facciamo mai pagare il biglietto. E non è mai troppo tardi per razionalizzare il dolore. Prendere due giorni d’apnea e fissare con la punta delle dita il futuro, lasciando appeso per un istante il presente. Fottendosene del menefreghismo depressivo e accorgendosi che si è fatti per sognare e che non fa così male il risveglio. Risveglio il prolasso uterino dei pensieri e partorisco finalmente quella che vorrei essere. (E fantasie erotiche degli eremiti.) Creare, per esempio, una seconda vita. Onirica. Un ingombrante tema onirico che ti contorce le budella e ti mostra bella, come non sei e ti fa sentire sicura, come non sei e il risveglio tutto sommato, non è così traumatico. Nessuno è così traumatico come pensa d’essere, ma c’è sempre qualcuno che si sente più importante. Inizio a fare Nordic walking e inizio a socializzare con gli abitanti dell’argine. Spio le nutrie a prendere il sole e faccio incubi su una capra annegata. A volte mi pare di essere tra i protagonisti di "Fur", anche io vorrei un amico come Lionel. Mi scontro con l’assenza di stupore(le stesse scornate che avrà dato almeno una volta la capra annegata). Mi accorgo che conto sulle dita della mano la gente che ancora sa stupirsi, perchè effettivamente abbiamo lenti talmente diverse, perchè effettivamente "minimizzare" è diventata la parola d’ordine. Così insomma faccio Nordic da due giorni, che già mi pare d’avere in mano il mondo, sorrido. Accarezzo cani sconosciuti, ma non i padroni. E la befana che vien di notte? COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 18 dicembre 2008 - ore 18:47 filosofiche reminescenze infantili ![]() (E ci siamo capite) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 17 dicembre 2008 - ore 11:28 del cioccolato che si perde. Tu che hai tagliato i capelli ed io che li voglio più lunghi. Le torte che sono buone solo col latte e la tisana senza limone che mi fai bere e che stranamente mi piace. Tu che mi racconti e che ridi. Io che penso che non cè cosa migliore al mondo che lincoscienza se vogliamo chiamarla così. Tu che mi parli di piastrelle suocere, lauree, catering. Io che penso solo che vorrei la stessa identica espressione del viso. Tu che mi mostri la camera con le pareti bicolor e hai ancora la foto del nostro interrail con quello zaino enorme e mi è venuta un angoscia assurda di non ritorno assoluto. Io che penso a quanta felicità unidirezionale ci sia nel tuo cuore e dico che devessere bello così, non come da me, proprio così, come li da te. Tu che mi mostri foto in cui esiste il plurale, perchè il plurale si impressiona eccome, e trovo i miei fogli sulla tua scrivania. Io che ti parlo della mia autostima, del desiderare, di mio padre, di Freud e della consapevolezza. Tu che mi dici che non si può essere così razionali. Io che ti parlo delle gocce, del calcare e che ho paura di non farcela a far tutto da sola. Tu che sei cinica, che mi vuoi bene sempre, che mi metti nuovi punti di domanda. Io che me ne sono andata perchè fisicamente non riuscivo più a trattenere i liquidi. Tu che mi hai lasciato col pensiero delle bomboniere equo-solidali. Io che inumidisco il cuscino e mi sento come un verme appena prima del suicidio. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 16 dicembre 2008 - ore 17:58 tho! ![]() Oggi mi sono ricordata quello che leggevo un po di anni fa. Che magari un giorno ti svegli e magari ti capita qualcosa di extra-ordinario. extra-ordinario. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 10 dicembre 2008 - ore 11:16 tic tac [ trovo di nuovo le tracce di un anno che è passato. Di rapporti che se ne sono andati come se non si fosse detto niente. E nel niente luniverso presuntuoso del proprio dolore. ] (Essere tutto tranne naturali. Essere meccanici perfino nellaffrontare la vita. Basta un cortocircuito per finire come un cane stressato a tentare di morderti la coda per anni.) # Da un po di tempo ho capito quello che mha sempre insegnato mia madre: il ricordarmi chi sono. Ricordarmi chi sono.# E a volte delladolescenza non ti porti via solo il meglio, ma finisci per agghindarti da sempiterna dellangoscia, della miaseria della tua gravidanza isterica nei confronti della felicità. Felicità non è serenità, e questo lo sto capendo. Serenità è il plus ultra è qualcosa che non si può raggiungere, è utopia. Ma almeno un po di felicità ogni tanto? saperla vedere, scovare: un-due-tre per te! Non vantarsi daver cambiato le tende del proprio eremo, daver investito nel mattone del proprio egoismo e fottersene. Trovare le tracce di quello che ho lasciato e noto come niente sia cambiato. Non stare più ostinatamente male per se stessi, concedersi dei buoni intervalli, magari ritrovando gli stessi crakers col sterilgarda alla pera e sta volta ridere perchè dalla quinta elementare non lavevi più visto. Ed essere dei veri "pettirossi da combattimento" da combattimento. Non essere troppo obiettivi con i propri limiti. Dimenticarsene, ogni tanto, fottersene, ogni tanto. Alla tua lista di misericordia prego per quello che ho fatto anche io, ma anzichè piangere mi incazzo sempre come una iena per come potrei essere e non sono. Dico solo che secondo me è molto più ecologica una gastrite che un pianto continuo. Almeno non spreco carta. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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