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incazzosa, 28 anni
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ORA VORREI TANTO...



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venerdì 11 gennaio 2008 - ore 12:19


tutto arrosto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ prendere il motorino, poi il treno, poi la metro.
E’ prendere un regalo e sperare di non romperlo.
E’ contare i piani di uno stabile e pensare, che ti rifiuteresti di abitare al primo, ma se ti proponessero il vent’esimo, forse ci penseresti!
E’ aspettare, mentre passeggi per una via sconosciuta.
E’ sentire i cani che ululano al passare di un ambulanza e sullo sfondo il castello sforzesco, mentre mi racconta e non capisce perchè non sto attenta!
E’ ricordarsi della Loira.
E’ mangiare, e parlare in mezzo al mondo, con tono vergognoso a censurare, pudore.
E’ "lui è come te, ma io che devo fare?".
E’ "no, ti prego, non fanculizzarlo!".
E’ un maglione nuovo, un libro in verde.
E’ che ci sarà sempre un corso di dizione, che si potrebbe fare, ma le radici sono la peculiarità che ci resta quando rimaniamo da sole, sole come un verme nella piccola mela.
E’ perdersi nei discorsi, perdersi nel coraggio che non ho, perdersi anche in quello che non si è detto, e che resta sospeso.
E’ pensare che quel negozio sia una farmacia, invece è un panificio.
E’ Milano centrale, ma per tornare prendi il Livorno e poi scendi a Lambrate e prendi il Venezia, è improvvisarsi ultras.
E’ la carrozza in fumo per via dei freni, tengo le cuffiette e vedo divertita le facce dei passeggeri, incazzati e mezzi soffocati, come me, mentre scorre una canzone lenta e me ne frego, con mussoliniano rancore.
E’ prendere la metro poi il treno poi il motorino e arrivare dopo 400 km, senza regalo e senza forze!
E’ entrare in un bar e tossire sistematicamente, aria secca da bar milanese, con toast che viaggiano nell’aria e Cinese che non capisce e mi parla in inglese. Ma vengo da Padova e io so solo il francese, mi immedesimo nel lombardo d.oc. e ordino i nostri caffè al proprietario italiano, in italiano.
E’ vedere una mamma col suo bambino e le sue labbra siliconate, è pensare a dove cazzo sia sexi quella.
E’ lei che riesce comunque a riprendere il filo di ogni discorso, glissato, smembrato e a farmelo ricomporre su un piatto di mosaico.
E’ parlare di bellezza.
E’ odiare le svedesi.
E’ Milano.

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mercoledì 9 gennaio 2008 - ore 18:25


oidrac
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ma se potessi usare il condizionale, come uso il presente, mi sentirei meglio, di questo ne son certa.
Se potessi usare il condizionale, per i miei conti, senza riporto (non riporto nulla) e senza virgole (troppo complicate), darei una speranza anche all’improponibile illogicità di ciò che penso.
Invece arrendevole, penso di cedere, dirò di più:penso che sia giusto cedere.
I fogli vagabondi, piegati e ripiegati per non farli leggere a nessuno, nascondono poesie talmente lontane da farmi indispettire, e mi domando com’è stato possibile, davvero, pensarla così.
No, non ho un contagocce per le riflessioni, non ho un muro di cemento armato in cui infrangermi. Non conosco la strada. Semplicemente. Costeggio per lungo il mondo.
Non ho un sasso levigato da far scivolare sul pelo dell’acqua, ma qualcosa che pompa e si ribella. Io voglio un sasso.
L’unico rumore che ammetto è quello del rimbalzo.
Non voglio un sasso parlante, pesante, pensante, non voglio abbia un colore, un odore, una forma. Voglio un sasso vaporizzato che rimbalza.
Mi sembra chiaro.
Avere una sasso vaporizzato rimbalzante nella cassa toracica.
Da piccola mi piaceva vedere negli altri come si gonfiava il petto ad ogni respiro. Credevo che non fosse aria, ma fosse il battito, così me lo immaginavo:qualcosa di importante, qualcosa che si mostrava.
Ma non c’è respiro che tenga, non si vede.Non si vede.
Non voglio in me nessuna forma di prostituzione, ogni arto che si senta libero di fare quel che gli pare, ma io decido, alla fine, io decido. E ho deciso di aver paura di ciò che non conosco, ho pensato che così va meglio.
Mi accorgo di essere così estrema da rischiare la schizofrenia. Ci sono chiari segni di due mondi opposti, non paralleli, ma opposti e contrastanti, il mndo non mi fa paura, ho terrore dell’anima. Del senso di colpa, della speranza per me.
Ma non è così. E’ così.
Bambola.






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lunedì 7 gennaio 2008 - ore 13:50


Psicologi..
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Cacioppo?
ma va in mona!

Si può davvero, inserire in un libro di testo un lavoro fatto da uno psicologo che fa Cacioppo per cognome?



Parlando on Anna, mi chiedevo quando finirà lo stato d’allerta.
Quando gli scienziati di famiglia cominciano a lavorare e sono distanti anni luce da quello che siamo, possono ancora considerarsi scienziati a cui è sempre andato bene tutto?
Insomma, lo status dovrebbe terminare con la caduta del prestigio scolastico, invece, ora c’è l’aggravante del contratto a tempo indeterminato, e sti infami saranno sempre gli "scienziati di famiglia" a cui in sostanza va bene tutto.

E la madre s’incazza perche una volta l’anno deve lavare un mucchio di cose da una valigia senza strisci.
E girano il mercoledì sera con l’aria schifata mentre. poveri illusi come me, girano alla ricerca del nirvana con un tasso alcoolico, che meno male hai parcheggiato il motorino e non l’auto.
Girano con il bacardi Breez! ma ’ndemo ahn!
Dovrebbero scriverci un libro sulla gente del Bacardi Breez..
Con le loro scarpettine bianchettine, passate col cif per togliere lo schifo dalla punta.
Sono certa che mutande calzini e maglietta saranno dello stesso colore: bianco lindo e pindo.
E per giunta biondi, che si sa che l’unico biondo della storia a resistere è Ken.
Lo abbiamo sempre usato per vedere se la smorfia sulla faccia di Barbie cambiava, invece manco quello sa fare Ken, resta sempre quel sorriso ebete, anche quando lo facevamo trombare.
Divagazioni a parte, i biondi non li reggo, gli scienziati di famiglia pure, e alla fine Ken muore, mentre Barbie frigida, si scopre lesbica.

[Oggi, sono cinica più del dovuto.]

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domenica 6 gennaio 2008 - ore 18:04


Noblessss!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


che sciroccate, ma anche sciroppate, come le pesche che mi piacciono.Mi piacciono le pesche sciroccate.

Sarà campari, sarà ruhm e pera, sarà giro di vodka, sarà la barista che viene a bersi qualcosa di verde con noi, e ci sentiamo come Aretha Franklin in quella canzone.
Sarà l’opel corsa con vetri impanati di "ciacoe", sarà la quinta ai 50.
Sarà la nebbia, le pozzanghere, l’asfalto.
Sarà "no!".
Sarà chiudere gli occhi e muovere il corpo, solo per sentirsi leggere, solo per non sentire null’altro che un po’ di ossa e un po di muscoli e un po’ di ciccia e un po di capelli e un po’ di tutto il resto che si può trovare in un libro di anatomia, muoversi!
Sarà l’avversione, sarà incomprensione, sarà quel che sarà!
Sarà il panino bisunto delle 4 del mattino, saranno i tappetini ai peperoni rossi.
Sarà spensieratezza.

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sabato 5 gennaio 2008 - ore 12:22


ediconoparoleavuotomatelemettiintascaetaci.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


solopioggiadopopioggia.Dentroefuori,senzaun riparo,pioggiadiobono!
Lepaledeimulinifannocigolii, masontroppolontaniperchèpossasentirneilventodinuovo,sullapelle. Nienteècosìscontatodanonfarmale.
Nessunaparanoicadevianzaintellettuale,noèchesinasceesimuore, nessunocambia. Cisipuòarricchire,impoverirsiosopravviere,fapartedell’evolversi, nientediparanoiconell’esserecomesiè. Mentreilfumodiunafortunablusiattaccaalvetrodiun’auto
ferma
inunparcheggio,fermopurelui,tuttotremendamenteimmobile. Tuttoètremendamenteimmobile, comesefossestatotuttounostacchettopubblicitario,deglianni80, sideglianni80perforza.
Tuttounostacchettopubblicitarioossessionante, unfingersilontanaemettersiinmostra,enonloesserlomai,tuttoinsieme,
uncaosuterino. Nelmiocaosuterino. Tutti,tutte,ognuno,naturale,macomedimoaRoma"regolare"!. Masi,nonc’ènientedicosìcomplicatonelnondesiderarsi, forseèancorapeggiodelnonfarsidesiderare. Nondesiderarsi,nientediche,insomma,unosbuffo,
alzarelespalleepartire,chiuso. Chiusacomel’ariadimontagnanelbarattolodivetro,unsouvenir!Hosempreodiatoisouvenirelagentecheselifaportareacasa, perchènonpartire,stancarsi,vedere, sentireodorinuovi, provarelucidiverseneiriflessi?perchenonvedereriflessi..
nonvederealtralucesenonquestadipintadaunvecchiopittorefiammingo, miilluminasoloilviso, queltantochemibastapervedermisoffocare. vorreiunfaroeuntavolosottoilqualenascondermi, sochenonresistereimolto, fuggiascalosonosemprestata.



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venerdì 4 gennaio 2008 - ore 14:08


urgenze..
(categoria: " Vita Quotidiana ")



<< Gli uomini guardano pieni di stupore le vette delle montagne, il flusso ininterrotto delle maree, l’ampia distesa dei fiumi, gli oceani che ci circondano, le orbite degli astri, e tuttavia essi passano inosservati a loro stessi; non sono oggetto del proprio stupore.>>


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giovedì 3 gennaio 2008 - ore 11:07


dall’alba al tramonto..
(categoria: " Vita Quotidiana ")




La differenza sta nella qualità del proprio tempo cairologico.
Ognuno cerca il suo, ed io non l’ho ancora trovato, ma ci sono cose che succedono, e sono belle.
La bellezza deve far parte di questa dimensione.
La bellezza ti fa risvegliare dal torpore della stanchezza e ti perdi a guardare il cristallo di neve che si appoggia sulla giacca.
E la bellezza ti fa leggere parole che ti fanno sorridere, in maniera così dolce, che non pensavi di riuscirci.
E la bellezza di scegliere, di prendere, andare, perdersi e tornare.
E la bellezza di vedere qualcuno che scarta un regalo.
E la bellezza è una bambina che ha sonno e che non sa che vuole ancora da qualla notte.
E’ una vecchia signora che mi sorride, è un uomo che mi da diciott’anni e mi fa fnatasticare sull’amore.
E’ una dedica scritta a matita, letta davanti al fuoco.

E se penso a quest’anno nuovo che viene, mi auguro di continuare a vedere bellezza, come una formula pascoliana di speranza. E di riuscire a perdersi in questa e solo allora innamorarsi.
E di essere, semplicemente, essere.
E di andare, dove ogni sentiero porta, e di riuscire a resistere a me, come faccio e continuerò a fare, in questa lotta, io voglio vincere, io vincerò.
E se posso lanciare una moneta nella fontana, la scelgo che sappia galleggiare, il fondo è per i desideri sciocchi, io ne vorrei trovare uno di magico.



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venerdì 21 dicembre 2007 - ore 14:32


boom!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




A volte mi domando dov’è finita quella bambina che disegnava principesse sui fogli.
Sarà finita, come finita è la foresta amazzonica, a furia di fogli, a furia di principesse libere, senza castello ne principe azzurro. Principesse e basta.
E cerco anche quella che suonava il piano, e quella che scriveva lettere a macchina.




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giovedì 20 dicembre 2007 - ore 11:04


(DIMENTICANZE)
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Bhe "mi no digo gnente ma gnanca no taso!" bravo Paolini.

Ogni volta che mi viene un’idea che esuli il pulire il culetto santo ai bambini di un asilo nido per il resto della mia vita, qui, non viene sostenuta.
C’è sempre qualche stronzo che non capisce l’importanza, fondamentale per me, di iniziare con un’impresa ardua, ripida e difficile, come ho sempre fatto nella vita.
L’idea di provare e sperimentarmi con qualcosa di facile, o comunque che non mi mette agitazione, insicurezza e paura nel pensarci, questo mi tarpa le ali.
Ho paura della calma, della sicurezza, anche se le vorrei tanto.
Paura di stare così bene nel caldo guscio della facilità, della semplicità, di non riuscire più a spiccare il volo.
Di adagiarmi su uno stipendio, e ai sogni reali che, visto come sta procedendo questa esistenza, non m’appartengono.

Sono sempre dell’idea che solo sentendomi sola, spaesata ed impaurita, riesco a crescere.
E’ così che ho sempre scelto di buttarmi in ogni nuova impresa, è questo che amo delle novità.
Quel dire "non so se ce la farò" e stringere i denti e mettercela tutta e vincere, se è possibile.



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mercoledì 19 dicembre 2007 - ore 13:37


www.nonciclopedia.wikia.com
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pissicologia dei punk... il solito esempio della principessa, ma con i crestoni

STREET PUNK: Il protagonista ammazza il drago con una testata grazie alla cresta, si fa la principessa, le tatua addosso una A cerchiata, la porta nel suo appartamento occupato dove berranno birra e scoperanno come procioni.

GRINDCORER: Il protagonista arriva, grugnisce qualcosa di completamente indecifrabile per circa 2 minuti e poi se ne va.... 5 minuti dopo ritorna, caga di fronte alla principessa e le urla "sei solo una puttana di merda come tutte le donne" e se ne và di nuovo. La principessa fa spaluccie e cerca il protagonista di Street Punk.

SKINHEAD: Lo Skinhead pesta a sangue il drago, si fa la principessa, la pesta a sangue, si rifà la principessa e quindi se ne va.

ANARCHOPUNK: Il protagonista piazza una bomba sotto il drago, che esplode via. Porta la principessa in una comune, e al posto di trombarsela comincia a parlarle della condizione difficile della donna moderna. La principessa diventa femminista e lesbica.

PUNK 77: Il protagonista arriva in moto, fattissimo, cade dalla stessa e viene mangiato dal drago, che a sua volta muore di overdose. La principessa diventa tossicodipendente.

STRAIGHT EDGE: Il protagonista arriva, pesta a sangue il drago perché fumatore e se ne va. La principessa fa spaluccie e cerca il protagonista di Street Punk.

CRUSTER: Il protagonista si rifiuta di uccidere il drago perché animalista. Il drago si mangia lui e la principessa.

MCDONALD PUNK: Il protagonista arriva in skate, ma i dread si attorcigliano tra le ruote del mezzo di locomozione, facendolo cadere. Il drago lo mangia, mentre la principessa fa spaluccie e cerca il protagonista di Street Punk.

WARRIOR PUNK: Il punkettaro arriva,pesta il drago,lo ammazza,continua a pestarlo,mentre la principessa fa spallucce e va a cercare lo STREET PUNK

FALSI PUNK: il falso arriva vestito in modo abbastanza simile ad un truzzo.Da finto ubriaco si avvicina al drago ondeggiando e gli dice :"T’aggia dà a sangue?" il drago risponde di si e il falso scappa.La principessa lo cerca perché vuole farselo ma lui la vede e scappa di nuovo non fregandosene più di far vedere che ondeggia perché ubriaco.

BABBUDOIU PUNK: Il protagonista arriva, vede la principessa, guarda il drago. Lo indica! esclama: "Drago! samafatobabbudoiu?" e la principessa: "eeeeh?!?"... "sciupppa!!!".. ma a sciupparselo fu il drago

PUNK ABBESTIA: Il protagonista arriva seguito da 4 cani, 3 gatti, 3 coccodrilli, 1 piranha assatanato, 1 pappagallino rosso e giallo, 5 zanzare, 2 ratti, 8 coniglimannari, 1 criceto, 1 cavallo, 2 gechi, 1 cane guida per i due gechi, ed un raro esemplare di behuyhazorf. Vede il drago e decide che anche lui può errare insieme a loro. Alla principessa vengono dati volantini di manifestazioni e proteste antivivisezione.

GRUNGE: Il protagonista non arriva perché si stanca troppo ad alzarsi dal divano.

PUNKARRE’: Il protagonista arriva vecchio stanco puzzando di alccol etilico tipico dei conservanti punkarresi (da notare che sono secolari). si fa la principessa che puzza anche lei di alcool, la uccide si spalma il suo sangue addosso e si fa cuocere dal drago, uccide il drago e aspetta con ansia che qualcuno lo mangi.

DRAFT PUNK: Il protagonista arriva incazzato nero per il governo che vuole abolire i centri sociali sbrega la chitarra sulla schiena al drago urlando alcuni versetti della bibbia secondo Rotten, dopodichè lo finisce a crestate. Cerca la principessa e trovatala si sfoga su di lei stuprandola. dopo averla esaurita come una ruota sgonfia se ne va ancora piu incazzato.

PANC: Il crestone arriva e si mette a pogare. Insieme a lui si aggiungono il drago e la principessa. Il panc, avendo la cresta troppo lunga, prende nel muso tutti e due e li ammazza. Per finire, il panc violenta il drago morto.

NERD PUNK: Il protagonista arriva in bicletta affannato e con gli occhiali appannati. Vede la principessa e le chiede i trucchi per warcraft 3; subito dopo ritorna a casa a giocare al suo nuovo gioco on-line insieme al drago. la principessa diventa una cicciona occhialuta


(Spunk)


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