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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
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ORA VORREI TANTO...

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STO STUDIANDO...

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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domenica 7 maggio 2006 - ore 10:45


Andando a cercare la parte di sogno che ti aspetta di diritto...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




<<"Aspetta che il tuo sogno si avveri, e sarai liberato. Prima o poi sucede sempre. Basta aspettare."
"Per molto tempo?"
"Il tempo non c’entra. Qualche minuto o qualche secolo, non fa differenza. L’attesa finisce sempre per essere ripagata."
"Sempre?" disse Johannes.
"Sempre!" rispose Erasmus.
Johannes sospirò, poi fece la sua mossa. La regina nera.
"Non so se avrò la pazienza necessaria" disse.
E decise di aspettare.
>>

Maxence Fermine ne "Il Violino nero"
Foto: sogni traditi del nonno vent’enne.


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sabato 6 maggio 2006 - ore 11:20


Four roses
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono canzoni che ascolti e che potresti capire, ma non ci riesci.
Poi un giorno riprendi in mano quel disco, con nostalgia romantica e malinconica e aspetti che arrivi.
Ti siedi sul letto e ascolti incredula.
Come tutto sia spiegato bene come tutto sia chiaro e semplice. E la musica è solo un eco lontano e ti trattieni sul filo dei tuoi pensieri.


E un giorno...
E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all’asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo...

E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t’aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l’età che s’invola...


E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare...
di andare e restare...


E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand’eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...

E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi...

E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto...
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire...
che sogni gestire...


Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c’è solo il dolce ad attenderti, ma molto d’amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande...


I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici...

Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po’ folle, un po’ saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "


[in Stagioni. F.Guccini.]


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venerdì 5 maggio 2006 - ore 18:52


NO, NO, NO !
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avevano un granaio e il passo a tempo di chi sa ballare
di chi per la vita prende il suo amore e lo sa portare


x1: andiamo a ballare sabato?
incazzosa: no.

x1: andiamo al mare domenica?
incazzosa: no.

x2: puliamo tutti gli armadi di casa?
incazzosa: no.

x3: posso sentire che musica ascolti?
incazzosa: no.

xx:mi presti oceanomare?
incazzosa: no.

Ma quanto è bello dire no?
Ne direi a valanghe, sommergere il mondo di no.
Invece di restare li tutti con la testa china.
Non sentite? provate..
La lingua che tocca il palato proprio vicino ai denti e poi cade appena superata la consonante dritta dritta alla vocale, bene aperta.
NO.
Invece analizzando il si ad esempio.
Che mi rappresente il si ?
C’è qualcosa a questo mondo ch emeriti un si ?
Vipera meschina che si infiltra tra labbra e denti senza toccare niente...ssssssibilo sottile... brrr ribrezzo.
Non c’è niente che valga un sssssi.
O meglio forse tutto vale un si .
E’ talmente svilito il si che è priori ci sputo sopra.
Non tocca ne denti ne palato.
Non tocca niente e frivolo, sciocco ed insipido.
Non fa mai riflettere nessuno e non fa mai soffrire nessuno.
E’ solo un si .
Potrebbe essere un’offesa, "pezzo si "
"ma ******culo testa di si "...(togliendo il vaffan**** sarebbe molto più raffinato...ma non so senza questo post quanti riuscirebbero a capire quel si che voglia dire.
Ma un si forte come un bel no non esiste.
Delle belle parole iniziano con no:

NOmade
NOcino (mmm...)
NOnnviolenza

Mentre prendiamo quelle che iniziano per si:

SIfilide (che non dev’essere simpatica)
SIntesi (che non ho mai sopportato e che in questa modernità liberale oraganizzata va così tanto di moda, andatevene tutti a ******* voi, la sintesi, il riassunto!)
SIstemare (......dovrei...ma...inizia per si quindi boicotto la scrivania ed il verbo.)

Detto ciò, mi sento meno in colpa ora che ho postato questa mia nuova filosofia di vita.
E a fanculo tutto il resto






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giovedì 4 maggio 2006 - ore 11:16


musica indipendente e cani equo e solidali!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera mi sono sentita finalmente il progetto addosso.
Allora, riusciamo a portare il commercio equo e solidale in villa, e a quei quattro cazzoni calciatori che si vogliono mangiare il panino ogm che andassero pure da qualche altra parte (mi sento particolarmente pugliese oggi...).
Mi sono accollata la progettazione del volantino, ma so benissimo che mi toglierà la vita.
Avrei mille idee su come farlo ma non riesco a trovare un’ immagine decente.
Per fortuna non ho continuato a studiare pubblicità...
Quindi,questa riunione, non è stata poi così pallosa come le prime due...
Ritornata a casa e parcheggiata la macchina l’unico problema divertente della mia vita: Rudy.
Il cane che non morirà mai, il cane che s’è scopato tutte le cagnette della zona, il cane che ha 200 figli anche se non è un coniglio,
Il cane dall’anca sbilenca, dalle cataratte facili, dall’apparecchio acustico inesistente.
Il cane da un dente si e dieci no.
Il cane dal pelo che si perde ogni tanto.
Il cane dai rasta facili.
IL cane delle pippe in cortile.
IL cane che ogni fottuta sera devo trascinare per tutto il cortile, e portarlo a dormire nella sua cuccia in garage, altrimenti il mattino dopo lo si trova, come è già successo, storto (che ridere cazzo!).
Il mio cane non morirà mai.
Nel frattempo continuo a tenerlo in vita istigandolo all’attacco di una mano che non vede, associata ad una voce che non sente....
Quant’è bello rompere le palle alla gente?
ma quanto mi piace!
Vai Rudy, piccola e ossuta mummia egiziana!





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mercoledì 3 maggio 2006 - ore 19:04


Dai ile...tiriamoci su il morale...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c’è bisogno soprattutto
d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l’ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l’accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l’ingiustizia giorno e notte,
com’è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...


Sancho Panza:

Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E’ la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
E’ un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant’è vero che anch’io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...

Don Chisciotte

Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all’aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !
L’ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l’anima dell’uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fa d’ombra e s’ingarbuglia la matassa...


Sancho Panza

A proposito di questo farsi d’ombra delle cose,
l’altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com’è vero... che ora ho fame !

Don Chisciotte

Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch’io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese di quest’anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d’oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...


Sancho Panza

Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ?

Don Chisciotte

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?


Insieme

Il "potere" è l’immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte !






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martedì 2 maggio 2006 - ore 14:58


quadernetto per le domande impertinenti.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


la pecora nel bosco,
tin tina tintella,
la pecora s’è persa,
tin tina cavalier.
Aveva gli occhi azzurri, tin tina tintella,
la pecora s’è persa,
tin tina cavalier...


Poco triste guardarsi il concerto dalla cucina di casa?
Poco triste sentire il nuovo segretario della cisl cantare fuori tempo "Viva l’italia" di De Gregori?
Tristissimo!

Stavo pensando.... come faccio a ricordarmi di tutte quelle domande che hanno avuto per risposta "te lo diremo quando sarai più grande?" e alle quali rispondevo "va bene..."?
Saranno un centinaio di domande, ed ora le ho perse tutte.
Avrei potuto annotarle in un quadernetto.
Ed invece mi sono fidata della memoria altrui, e questa scelta non mi appaga ora.
Avrei ora un quadernetto pieno di domande divertenti a cui tentare di rispondere o di far rispondere.
Invece sono qua che tento di ricordarmi quali potessero essere i perchè che mi colpivano e non me ne viene in mente uno.
Quando avrò un figlio dovrei consigliare a proposito un quadernetto per le domande impertinenti da risolvere una volta compiuti i diciott’anni, almeno non si ritroverebbe ai ventidue a scervellarsi tanto!
Perchè succede così, che se ora a ventidue anni chiedi a tua madre "puoi rispondere ora a tutte quelle domande che ti facevo e alle quali hai risposto "te lo spiegherò quando sarai più grande?" lei ti potrebbe pure guardare come si guarda una bestiolina e dire... "più che i studia... più semi i deventa!"
A mio figlio non succederà, perchè mio figlio mi fregherà col quadernetto delle risposte impertinenti e dovrò passare un sacco di tempo per rispondere a tutti i suoi perchè, e non è essere scemi e solo fidarsi di un genitore stronzo che ti dice che quelle cose te le spiegherà e poi non lo fara mai!
Questi alti tradimenti non li ho mai sopportati!






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lunedì 1 maggio 2006 - ore 12:03


primo maggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tutto okay.
Oggi è il primo maggio, avrei voluto tanto passarlo al concerto, almeno quest’anno, dopo cinque anni di delirio autarchico, speravo di coronare il sogno idealista di passare un primo maggio dei lavoratori tra una canzone e l’altra.
"E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti."


Ho raccolto un po’ di cocci, anche se è come aver cambiato casa, aver cambiato città, è come stare a Trieste, nella taciturna e malinconica Trieste, tratti elvetici e vento.
Cocci riparati e da riparare, come un archeologa in cerca di fama.
Ogni tanto ne perdo qualcuno dalla tasche bucate, che non ho mai voglia di rammendare più per orgoglio che per voglia.
Scritte sui muri e fucili di rassegnazione.

Mi perdo nei tramonti d’aprile perchè ancora questo maggio non lo sento, mi concedo qualche quadro naturale senza pagare alcun diritto all’autore.
"Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d’attenzione e d’amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti... "

Ieri sera sentivo qualcuno alla tv, dire di quanto siamo disabituati al silenzio, dovremmo perderci nel silenzio almeno mezz’ora al giorno.
Così mi chiedevo chi fosse quell’uomo così egoista da non capire che il silenzio non esiste più e che tutto attorno a noi urla, e siamo fin troppo bravi a far finta di niente.
Riflettevo ancora sulla mezzora di silenzio, con i miei cocci in mano, da fal saltare, senza cura rifarli cadere in qualche attimo.
Mi chiedevo se forse con quel rimprovero non volesse dire di fare più attenzione a ciò che c’è in un silenzio.
Come un’ essenza sviscerarne le origini, come un invito al viaggio, tutti i profumi corrotti del silenzio.
"E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco..."

Senza frack ne carrozza, nessuna mezzanotte da riempire per i sentieri del silenzio proverò con i miei cocci, proverò.

[Grazie ad Enzo bianchi per il Silenzio, Fabrizio De andrè per le canzoni, Il primo maggio per essere primo maggio e a me per non aver scelto davvero archeologia.]








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venerdì 28 aprile 2006 - ore 18:42


Più che certa...certosina.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Certe sere mi va di bere un jack daniels con del ghiaccio, anche se un Four Rose sarebbe stato forse più appropiato.
Certe sere, a certi orari, in certe macchine italiane, si fanno certi discorsi tra due ventenni.
Certe disquisizioni su certi periodi storici, su certi popoli.
Si fanno certe riflessioni su certi periodi di tirannidi greche e si impostano certi dialoghi da film su certe cose della vita.
Certe sere passano veramente molto bene.
Certe sere fai un certo vialetto di casa contenta e stanca per certi pensieri che finalmente non riguardano certi futili malesseri.


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giovedì 27 aprile 2006 - ore 17:27


giustizia.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ giusto che due ragazze vengano sequestrate, stuprate per una notte interana ?
Ma soprattutto è giusto che i due maschi siano "condannati" a dei tranquilli arresti domicialiari?
E’ giusto classificare una violenza usando parole come "escoriazioni che guariscono in alcuni giorni"?
E’ giusto dedicare monumenti ai caduti di Nassiria?

Vorrei tornare ai tempi dei greci.
Vorrei tornare li, da qualche parte e vorrei chieder tante cose.

Ma me ne stò qui a studiare cose indecifrabili sul linguaggio, leggendo parole stupide ed inconsistenti, di come "Bea" sia ubriaca, di come "non ci si senta mai soli con la schizofenia".
E parole e bla bla bla...
Mentre più niente necessita spiegazione.
Tutto è talmente chiaro da sembrare confuso.

Ma non vi sentite mai un po’ persi?
non vi chiedete mai "ma che cazzo succede?"... ma soprattutto non vi chiedete mai se un giorno succederà pure a voi?


Mangio a tavola ed il tg va, abitudine, abitudine.
Bush che cambia qualcuno per qualcosa, cambia qualcuno che risolva la brutta figura fatta con i prigionieri e bla bla bla...

L’abitudine.
Poi me ne ritorno ad ascoltarmi la mia lezione di Sociologia, con un docente che mi istiga pur non dicendo nulla di personale, riportando pensieri altrui.

La consapevolezza che sono in un vortice che è iniziato molto tempo fa... Spencer, Durkhaim, Marx, Weber ronzano attorno, e scopro quanto sia efficace sapere qualcosa su questo mio tempo da persone che avevano una sensibilità talmente marcata da permettere una visione di ciò che sarebbe stato, ora.

Non me ne importa nulla della pragmatica, della semantica, del computer a scuola, delle minchiate pedagogiche sul come inserire pc ovunque.

Riflettevo sulla giustizia, chissà poi se esiste davvero.
Sembra quasi essere una religione, o ci credi o non ci credi.
E mi sono chiesta se credo nella giustizia, anche quella piccola, che fa parte del quotidiano .
Non penso di crederci davvero, credo nel conservato giudizio divino, voglio credere almeno in quello.
Che sia il peggiore, insaziabile, doloroso, crudo.
Che sia bianco o nero, che sia per tutti noi.
Davvero per tutti noi.
Che non si possa comprare con banconote, che non si possa corrompere con favoritismi.
Un bel giudizione universale, che faccia tribolare, che faccia cambiare.

Mi fa schifo questo mio paese.
Pedalando ieri, ancora i rimasugli di qualche tricolore, quasi non l’avevo riconosciuto.
"sentimmo l’amore per patria nostra.." chissà se ritorneremo al tempo della Montagna.
Chissà che si vorrà dire con Giustizia, il soggetto del quadro astratto italiano, chissà se esiste davvero una definizione che non faccia piangere, che faccia riaffiorare quel senso di non appartenenza, quanto mi manca credere nella giustizia.






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