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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
CHE FACCIO? studio il mio sistema nervoso.
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ORA VORREI TANTO...

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OGGI IL MIO UMORE E'...

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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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sabato 4 marzo 2006 - ore 12:05


prova a star con me un altro inverno a Pordenone...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questa sera a Conegliano. (TV) Zionrock club


Ehi, ehi baby molto sex
Coca cola, testa vuota, vuota come la decidi tu
Io nuovo gioco, fuoco, ciao, rock’n roll
La parola chiave la decidi tu





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venerdì 3 marzo 2006 - ore 10:42


blanche seulement un couleur.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Comme « blanche, un couleur qu’il ne fait pas mal »
Comme « bonjour petit fluer » a la matin
Comme quand par fois dans tes rêves, tu es réussi, par fois être comme tu voudras.

Très difficile tourne dans les parages d’une envie.
Envie de vivre,
Envie d’aimer sans noire, aimer enroulé dans un blanche sur.
Envie d’un blanche claire, éblouissant.
Petites mains a découvrir les yeux d’une enfantée, le blanche vive dans une caresse,
Dans un mot d’autre temps, mais aussi, dans le ton noire présente.
Comme larmes pas seulement mélancoliques .
Larmes heureuses de continuer a creuser
Comme stalactites hypothétiques, tu es simplement un refuge, une grotte.
Comme « l’homme e le mouette » : deux gens dan un seule corps .

Pas excuse avec quelle enfantée.
Pas excuse dans quelle refuge, comme un autre « Auberge Almayer ».
Pas excuse pour touts les jeux, le penses, rage, haine.
Pas excuse si tu as envie de vivre, pas excuse.
Comme être sur un fil par équilibriste, une nuit étoilée au horizon, la bas seulement rêves flous.




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giovedì 2 marzo 2006 - ore 18:04


da piazza delle erbe in tarda serata riechieggia l’inno ispanico!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


EL VALS DEL OBRERO

Orgulloso de estar entre el proletariado
es difícil llegar a fin de mes
y tener que sudar y sudar
"pa" ganar nuestro pan.

Éste es mi sitio, ésta es mi gente
somos obreros, la clase preferente
por eso, hermano proletario, con orgullo
yo te canto esta canción, somos la revolución.
¡SI SEÑOR!, la revolución,
¡SI SEÑOR!, ¡SI SEÑOR!, somos la revolución,
tu enemigo es el patrón,
¡SI SEÑOR!, ¡SI SEÑOR!, somos la revolución,
viva la revolución.

"Estyhasta" los cojones de aguantar a sanguijuelas,
los que me roban mi dignidad.
Mi vida se consume soportando esta rutina
que me ahoga cada día más.
Feliz el empresario, más callos en mis manos
mis riñones van a reventar.
No tengo un puto duro, pero sigo cotizando
a tu estado del bienestar.
¡RESISTENCIA!

Éste es mi sitio, ésta es mi gente
somos obreros, la clase preferente
por eso, hermano proletario, con orgullo
yo te canto esta canción, somos la revolución.
¡SI SEÑOR!, la revolución,
¡SI SEÑOR!, ¡SI SEÑOR!, somos la revolución,
tu enemigo es el patrón,
¡SI SEÑOR!, ¡SI SEÑOR!, somos la revolución,
viva la revolución.

En esta democracia hay mucho listo que se lucra
exprimiendo a nuestra clase social.
Les importa cuatro huevos si tienes catorce hijos
y la abuela no se puede operar.
Somos los obreros, la base de este juego
en el que siempre pierde el mismo "pringao",
un juego bien pensado, en el que nos tienen callados
y te joden si no quieres jugar.
¡RESISTENCIA!
¡DES-O-BE-DIEN-CIA!


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mercoledì 1 marzo 2006 - ore 13:53


ai confini dell’erotismo webbatico?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


RICEVUTO DA: diavol

TITOLO: Senza Titolo
ORA: 01/03 - 13:42

MESSAGGIO:
Ciao sono Marco e sto cercando una ragazza che sia incuriosita dalla cintura fallica o che ne faccia uso nei suoi gioki...ps rispondi x piacere solo se interessatA, grazie



ma.....
sta cintura fallica ???
che minchia è???
ovviamente non rispondo, ma se qualche proprietario di sexishop può rispondere a questa ingenua domanda..
cintura fallica
una cintura con tanti cazzetti in fila forse?
no, mi fa già ridere non potrebbe provocare piacere.
cintura fallica quella che portava lo sceriffo nel far west?
E’ inutile andare in cerca di uomini, inutile parlare tanto da gran o mediocri filosofi, quando non si sa che cazzo sia sta cintura fallica .
Ringrazio il gran seduttore che m’ha fatto scoprire che esiste una cintura fallica ed io no ne sapevo nulla.
Si accettano definizioni a proposito, meglio dire a Sproposito..

PS: questo sito a volte mi deprime!





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martedì 28 febbraio 2006 - ore 18:20


da OCEANOMARE con amore, con amore.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Preghiera di uno che si è perso, e dunque, a dirla tutta, preghiera per me.
Signore Buon Dio, abbiate pazienza, sono di nuovo io.
Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno, ci si arrangia, in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela, voi mi capite, insomma, il problema non è questo.
Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi. Il problema è questa strada, bella strada questa che corre e scorre e soccorre, ma non corre diritta, come potrebbe e nemmeno storta come saprebbe, no. Curiosamente si disfa.
Credetemi (per una volta voi credete a me) si disfa. Dovendo riassumere, se ne va un po’ di qua, un po’ di là, presa da improvvisa libertà. Chissà.
Adesso, non per sminuire, ma dovrei spiegarvi questa cosa, che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio, di quando la strada che si ha davanti si disfa, si perde, si sgrana, si eclissa, non so se avete presente, ma è
facile che non abbiate presente, è una cosa da uomini, in generale, perdersi. Non è roba da Voi. Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare. Faccenda di un attimo. Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto che, tecnicamente parlando, non si può negarlo, questa strada che corre, scorre, soccorre, sotto le ruote di questa carrozza, effettivamente, volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto.
Tecnicamente parlando.
Continua diritta, senza esitazioni, neanche un timido bivio, niente.
Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema, lasciatevelo dire, non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi, che stiamo parlando. La strada in questione è un’altra. E corre non fuori, ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada.
Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi, che tra l’altro, non siete estraneo al progetto di questa macchina che siamo, tutti quanti, ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l’hanno tutti, cosa che facilita, per lo più, l’incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente, ce lo complica. Adesso è uno dei momenti che lo complica. Volendo riassumere, è quella strada, quella dentro, che si disfa, si è disfatta, benedetta, non c’è più. Succede, credetemi, succede. E non è una cosa piacevole. Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale, sia stata in effetti una trovata geniale. Perché a voler trovare un castigo, mi chiedo cosa sia meglio che lasciare un povero cristo da solo in mezzo a quel mare. Neanche una spiaggia. Niente. Uno scoglio. Un relitto derelitto. Neanche quello. Non un segno per capire da che parte andare, per andarci a morire.
... So perfettamente qual è la domanda, è la risposta che mi manca.
Corre questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta, e nella mia mente diventa buio. Così questo buio io lo prendo e lo metto nelle vostre mani. E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi un’ora soltanto, tenervelo in mano quel tanto che basta per scioglierne il nero, per scioglierne il male che fa nella testa, quel buio nel cuore, quel nero, vorreste? Potreste anche solo chinarvi, guardarlo, sorriderne, aprirlo, rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo ci penso poi io, a vedere dov’è.
Una cosa da nulla per voi, così grande per me. Mi ascoltate Signore Buon Dio? Non è chiedervi tanto, è solo una preghiera, che è un modo di scrivere il profumo dell’attesa. Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto. Basta un segno, qualcosa, un graffio leggero sul vetro di questi occhi che guardano senza vedere, io lo vedrò. Scrivete sul mondo una sola parola scritta per me, la leggerò. Sfiorate un istante di questo silenzio, lo sentirò. Non abbiate paura, io non ne ho. E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole, oltre la gabbia del mondo, fino a chissà dove.
Amen


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lunedì 27 febbraio 2006 - ore 18:18


autunno dolciastro..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A venezia domenica è stato esilarante!
finalmento ho ripreso in mano la Yashica!
quanta fatica, spero siano uscite..
dovrei allenarmi di più, coccolare quella fabbrica di ricordi in maniera più costante.

A ferrara molto più freddo di qua, padovani da quattro soldi!
Ancora più vento e più lacrime in bici, si decisamente!

----------------------------------------------------
Secondo l’indagineISTAT , hanno tra i 25 ed i 44 anni le donne che piu’ frequentemente hanno subito stupro o tentato stupro nel corso della loro vita (3,6 per cento della stessa eta’),[...] Il fenomeno e’ piu’ diffuso al Nord (3,4 per cento Nord-est e 3,3 per cento Nord-ovest) e nei comuni delle aree metropolitane (3,6per cento), mentre i tassi sono via via piu’ bassi al diminuire della dimensione demografica[...]Sempre secondo l’Istat, poi, soltanto il 7,4per cento delle donne che ha subito una violenza tentata o consumata nel corso della vita ha denunciato il fatto (9,3per cento negli ultimi tre anni).

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sabato 25 febbraio 2006 - ore 09:52


elogio al male.
(categoria: " Vita Quotidiana ")












Per lo spunto ringrazio BLOB, l’unica forma d’incazzo
che mi accompagna dall’infazia senza tradirmi mai.



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giovedì 23 febbraio 2006 - ore 14:53


condizionale
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ed è un periodo in cui ti senti come un cane da tartufo e cerchi disperatamente il tuo oro, il tuo futuro, la tua dimensione.
Come se fin’ora ne avessi avute migliaia, come se ti fossi sempre sdoppiata, odiata, fatta a pezzi ed ora finalmente cercassi di ricomporti per l’ultima volta, quella definitiva. Scrivi pensieri in Moleskine che t’è costata cara, riempi borse straripanti di dispense, quaderni, musiche malinconiche o zompanti.
E cerchi di andarti bene come sei. E "quel come sei" non c’è stata una fottuta volta che ti sia andato bene, mai!
Incostante, inconcludente, sempre contro, sempre rabbiosa, irrequieta, sempre e solo con fatica.
Valige, zaini, ascetici pensieri, grottesche malinconie deformano l’anima ed il pensiero si adatta. La corteggia, l’ama, la desidera ed infine al limite la possiede, restandosene a fumare Fortuna blu alla stazione di Ferrara, sfatto a sudato.
Ed il tuo credo si riducerà ad un grido,rauco, sordo.
Odi tutti ciò che è parola, e cominci a desiderare il Silenzio.
Silenzio, come pace, come pazienza, silenzio come assenza di caos.
Silenzio come arma contro la stupidità.
Ti andresti bene come sei, silenziosamente ascetica, particolarmente irrequieta, d’animo crudo.
T’andresti a genio così, silenziosamente comunista a sottovoce come hai imparato a fare.
T’ameresti così, con l’aceto nelle parole, col cuore aperto, al primo fuggiasco che sia in grado di capirti e sia forte per rapirti l’anima.
Silenziosamente, t’ameresti.





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mercoledì 22 febbraio 2006 - ore 14:51


.:.:.:.:.:.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bellamore Bellamore non mi lasciare,
Bellamore Bellamore non mi dimenticare.
Rosa di Primavera, isola in mezzo al mare,
lampada nella sera, Stella Polare.
Bellamore Bellamore, fatti guardare,
nella luna e nel sole fatti guardare.
Briciola sulla neve, lucciola nel bicchiere,
Bellamore Bellamore, fatti vedere.

E vieniti a sedere, vieniti a riposare,
su questa poltroncina a forma di fiore.
Questa notte che viene non darà dolore,
questa notte passerà, senza farti del male.
Questa notte passerà, o la faremo passare.

Bellamore Bellamore, non te ne andare.
Tu che conosci le lacrime e le sai consolare.
Bellamore Bellamore non mi lasciare,
tu che non credi ai miracoli ma li sai fare.
Bellamore Bellamore fatti cantare,
nella pioggia e nel vento, fatti cantare.
Paradiso e veleno, zucchero e sale,
Bellamore Bellamore, fatti consumare.

E vieniti a coprire, vieniti a riscaldare,
su questa poltroncina a forma di fiore.
Questo tempo che viene non darà dolore,
questo tempo passerà, senza farci del male.
Questo tempo passerà o lo faremo passare.


F.De gregori

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martedì 21 febbraio 2006 - ore 22:30


incazzosa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che branco di idioti a questo mondo.
Quando pensi di averli visti tutti i tipi ne scopri ogni giorno di nuovi.
Devastante.
Che palle.

che palle gli stronzi.
che palle.

news:
-sto dicendo troppe parolacce in questo periodo
-sto mangiando troppi dolci, malissimo.
-tutte le donne che mi circondano hanno un uomo che le scarrozzerà entro poco, malissimo.
-mia madre è una rompi palle, malissimo.
-io e mio fratello vogliamo andare ad vivere assieme, benissimo, ma io le sue mutande non le lavo.
-chi glielo dice a S che M le ha fregato l’uomo?
-chi glielo dice a M che L gli ha fregato la donna?


Un branco di stronzi siamo, ecco che siamo, e "se questo caffè sa di fosso, allora, gli stronzi come te dovrebbero galleggiarci sopra." .

basta, ora continuerò ad incazzarmi dormendo, già immagino quanti omicidi fasulli commetterò, quante litigate sane e depuratrici, e domattina guai a chi s’avvicina.

Notte incazzosa a chiunque passi di qua a quest’ora.

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