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![]() incazzosa, 28 anni spritzina di norma no. CHE FACCIO? studio il mio sistema nervoso. Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Niente, perchè sono un’asina. HO VISTO che la mia casa è con me...OVUNQUE VADA: Bologna Parma Firenze Pavia Ferrara Sant’Antioco, Cagliari Turi, Bari, Ostuni, Alberobello, Conversano Civitanova Marche Recanati Comunanza Porto Recanati Ascoli Castelluccio Norcia Sansepolcro Arezzo Siena Anghiari S.johan Casere Mantova SPAGNA Barcellona FRANCIA Parigi,Blois,Cap-Frehel,Caen, Arromanche, Rouen,Heavre, Honfleur, Etretat, Fecamp, Mont S. Michel, S. Malò, Giverny, Les Andelys, Chantilly OLANDA Amsterdam SVEZIA Stoccolma, Goteborg SLOVENIA Bled, Ptju, Kostanievika na krk NON ANCORA MA VORREI: Irlanda cammino di Santiago IMPOSSIBILE ma continuo a Sperarci: Canada STO ASCOLTANDO Guccini De Andrè De Gregori Ratti della Sabina McR Mercanti di liquore TaRm P. Conte L.Einaudi P. Bertoli R.Gaetano E. Piaf Afterhours Bandabardò CCCP Clash Ramones Ska-p 99Posse Ska originale Gaber Benvegnù Dente Battiato Capossela jack folla Offlaga disco pax Vecchioni Toy dolls Bob Marley Placebo J. Joplin Lou Reed Beach boys Bob Dylan Fossati Le luci della centrale elettrica Artemoltobuffa Zen Circus Giulio Casale ![]() Venerea No Seduction ABBIGLIAMENTO del GIORNO Vesto all’occidentale... con un senso di colpa micidiale. ORA VORREI TANTO... chiamarmi "genniffer" STO STUDIANDO... Chi non legge fiabe. OGGI IL MIO UMORE E'... Mio. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
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lunedì 25 agosto 2003 - ore 11:34 Desirè, 7 anni, bambina ricca occidentale. ---------------------------------------- "PENSA AD UNA PAROLA... POI UN ALTRO DICE LA SUA...FUNZIONA COSì IL GIOCO OK? GIOCHI ANCHE TU CON NOI?" "si" "BENE, DAI, DESIRE' INIZIA TU ALLORA!" "cosa c'è dopo il mondo?" Sublime... domanda da romanzo... ci sarebbe stato da parlarne per ore ed ore... ma più guardavo quegli occhietti grigi...più avvertivo la voglia di certezza... i bambini... "UHM... CREDO CI SIA SOLO SPAZIO..." (spazio... avrà voluto sentire questa parola poi? se fossi bambina credo di si... insomma..non si pensa poi moltissimo..deprimente...avrei voglia di dirle un sacco di cose...) " bene..alllora io inizio con questa parola...spazio." ---------------------------------------- LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK sabato 23 agosto 2003 - ore 13:09 ah ah ah ah ah ah! "ciao volevo dirti che sono fascista. e che non capisci un cazzo della vita" GATTAMORTA QUESTA è DEDICATA A TE! E FATTI UNA RISATA PER DIO! Sopra un prototipo di missile tedesco, con sei gallette cadauno come desco, i nostri eroi van dritti al cuor della marziana, le verdi antenne al nostro Duce piegherai! Fascisti su Marte, rosso pianeta bolscevico e traditor, fascisti su Marte, con un moschetto e un "me ne frego" dentro al cuor. Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, gli irrevocabili conquistador del sangue con onor ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. Fascisti su Marte, pianeta rosso aspetta che veniam da te, fascisti su Marte, noi ti daremo al nostro Duce al nostro Re. Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, gli irrevocabili conquistador, il mondo ha il nostro odor ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. Fascisti, fascisti, su Marte, fascisti. CON TANTO AMOR! ![]() ah ah ah ah......... LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 22 agosto 2003 - ore 14:22 ciondolo d'umiltà.... Non c'è luogo in cui non mi senta persa.. Nemmeno in quella casa, in quella vecchia casa in cui 9 persone 50 anni fa abitavano... Ecco ora cos'è rimasto del suo sapore antico, dei "caffellatte in cucina" delle sudate e dei pianti... Un nuovo prepotente è entrato, appena il vecchio dalla chioma bianchissima ha fatto la sua misera valigia (i saggi non hanno gran che di materiale da portarsi appresso.)se ne è entrato nella sua casa, dove persino le impalcature gli appartenevano, la malta, le porte, tutto fatto col sudore di quella famiglia, la scomodità come traguardo e la miseria come partenzalasciano posto a cosa? ad un teto nuovo, ad una caldaia, ad un divano orrendo ma nello stile del cliche molto "in"..ora addirittura il condizionatore... orrendo. Orrendo questo modo di essere, questa ricerca di comodità assoluta, quando invece la comodità che dovrebbe cercare sta nell'equilibrare, approfondire, cercare il rapporto ocn la gente... Lei, li... con i suoi 73 anni di stanchezza. Se ne stava sul divano a blaterare di verdura ed coltivazioni ocn mio padre. Man mano che vedevo la sua bocca muoversi, dentro me un sentimento stronzo si impadroniva dei sentimenti che da sempre erano appartenuti a quella donna, non più dolcezza e comprensione nell'ascoltare quella durezza..No,ora era puro sdegno, quasi fosse stata un umiliazione, un insulto vedere tutta la comodità in quella casa che aveva nella sua anima solo malattia e sacrificio.. Sposto lo sguardo dalla bocca, tho, che cazzo succede ora? Uno schifoso, enorme, cuore di diamantini sl petto della donna e una collanina fine molto luccicosa... "scusa, ma...cosa ne hai fatto della collana che ti regalò il nonno?" "ah..." "scusa, quando l'hai preso quel coso enorme?" "..ma niente ho dato dentro la collana di tuo nonno e ho preos questa..tutto qua...a me piace tano...a te?" NIente, il più falso dei sorrisi l'ho fatto sta mattina alle undici e già mi sento sporca abbastanza... Io... io proprio non ho parole, come si fa a buttare a fanculo un ricordo in quella maniea? A me quel cuoricino dava un che di protezione, un intaccabile sentimento, che andav oltre a tutto, in quel cuoricino di 5mm c'era tutto l'infinito.. Fottiti, donna frivola che non sei altro... fottiti perchè il rispetto pe rquell'uomo ora l'ha messo sotto ai piedi, accecata da che? da diamantini fasulli? dai diamantini dei poveri? chissà se te li ricordi gli aneddoti che mi raccontavi.. Rivoglio tutto com'era. Rovoglio la scomodità che apparteneva a quella casa perchè questa nuova ricchezza rende tutto più freddo e staccato.. Non ci riesco a starci li oc te...preferico il marmo freddo di quel cimitero e lo sguardo fisso del vecchio che mi rimprovera per non venirti troppo a trovare... Quanto ti odio..per esserti così ceduta alla faclità...proprio ora che avevi vinto la sofferenza. A volte nella vita si prendono calci persino da chi non avresti mai sospettato. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 21 agosto 2003 - ore 13:35 dove starò andando? L?altro giorno mentre leggevo ho riflettuto su una frase abbastanza provocatoria per uno che di mestiere scrive libri... L'autore sosteneva in sostanza che chi legge un libro anzichè guardare il mondo è un vile. Non ha il coraggio di viverlo... Azz... Poi ha indorato la pillola ma intanto ha invaso i pensieri. Mi manda un po via di testa sto fatto... insomma, che sia solo illusione di saper vivere la mia? alla fine l'astrattismo dove cazzo mi porta? sciocca..l'astrattismo non porta a nulla altrimenti la concretezza cazzo è? A volte mi piace tutto sto pensare e sparare cazzate grandi come case, insomma, la scusante è :" se non sogno ora quando lo farò? a 40anni?" però sentendo gli imput esterni mi sto convincendo che non andrò da nessuna parte... Alla fine sarò ocme tutti gli altri, stetta nella morsa e rimpiangerò la lotta giovanile e il vento che muoveva i pensieri, dandogli quella voce che non temeva nessuno.. Se fosse così... se fosse così andrei contro a tutto quello che sono, contro la 19enne idealista e le sue convinzioni..perchè mi fanno tanta tristezza gli "io ero uno che...ma ora...ecco mi vedi." "Dobbiamo pur averla un’arma, un qualcosa, per non morire in silenzio." bien...eccola la frase adatta...ancora una volta rifugio in quell'libro... sarà paura di guardare il mondo o paura di svegliarsi? credo la seconda ile... LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK martedì 19 agosto 2003 - ore 14:27 PARLAMI D'AMORE MARIU' cazzo che paranoia! tutta sta mattina che vado avanti con sto schifo addosso!!! pasta! Parlami d’amore Mariù Tutta la mia vita sei tu Gli occhi tuoi belli brillano Fiame di sogno cintillano Dimmi che ilusione non è Dimmi che sei tutta per me Qui sul tuo cuor non sono più Parlami d’amore Mariù Dimmi che ilusione non è Dimmi che sei tutta per me Qui sul tuo cuor non sono più Parlami d’amore Mariù Parlami d’amore Parlami d’amore Mariù LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 16 agosto 2003 - ore 21:30 Ble..Padovaccia di nuovo nelle tue mani... Da circa mezzora son tornata... Avrei un sacco di cose da raccontare ma la casa è vuota! Azz che delusione...così decido di raccontarmi di nuovo questi stupendi 5 giorni a Genova. Genova è una città stupenda, magnifica, simpatica e comprensiva, forse sarà stato il clima dell'ostello...Ma tutto mi sembrava da vivere, tutto, anche la colazione con i piccioni nel cortile. Un sacco di compagni di avventura in questo primo breve viaggio. Iniziando in treno con un Vicentino depresso che si è ancorato dopo 5 pallosissimi anni all'"ilarità" di 4 sbandate! La "bozen" che dicendo la verità...annuivo come un cagnolino senza capire un menga di quello che mi diceva! A genova non c'è gente stronza, a Genova la gente ti aiuta chiedendo permesso, a Genova ci sono un sacco di cacche per terra ed una marea di Vespette bianche e blu arrugginite, parcheggiate tra un tornante e l'altro. A Genova non ci osno i controllori in pulman, e nella zona del duomo non si vedono i caffettini da 5 euro o Prada, ma punkabbbestia parcheggiati ovunque (mon dieu..un po di timore c'era...) A genova c'è stata una giornata magnifica, stupenda nella sua totalità, dalle 8.40 del mattino alle 01.30 della noche. Partenza : "tose, oggi ci facciamo Via del campo, andiamo a vedere il piccolo museo su De Andrè, poi andiamo a salutare Carlo... per il resto si vedrà." Alla domanda " CARLO CHI?" avevo già risposto più o meno un anno fa, quindi le pargole erano preparate (?deprimente.) Ore 09.30 arrivo in via del campo dopo mille spiegazioni e come sempre aver percorso la via più lunga... Tuffo al cuore, nella mente continuava a scorrere il testo della canzone, girando la testa per uno dei mille e strettissimi "caruggi" vedo le bocca di rosa di Fabrizio, così, "pam" come un pugno, ci si sveglia e la realtà astratta e poetica diventa davvero concreta.Riflessioni. Gianni Tassio, megliore amico di De Andrè è stato il nostro passatempo preferito e forse noi il suo "BELIN! LE PADOVANE! VA' CHE BELLA GENTE! " dentro a quel piccolo buco ciabbiamo passato una mattina intera, per me credo sia stata letale, non tanto per la psiche che credo abbia raggiunto il famoso e sognato "NIRVANA" ma per l'immagine che stavo dando: uno zombie che camminava e non riusciva a non fare a meno di sorridere, sorridere alla vita, c'ero stata in quel posto dove il mio poeta tacchinava, filosofava e rideva! Ho impugnato la sua chitarra e ho abbracciato la sua vita in quell'omino tutto pepe!Come stavo bene, ancor ora se ci penso. "SAI COSA SEMBRAVI IN QUEL NEGOZIO?? HAI PRESENTE I BAMBINI QUANDO LI PORTI IN POSTI ENORMI E COM TANTI GIOCATTOLI? ECCOTI!" "VA CHE FACCIA CHE C'HAI...GHEA MOITO DEI RIDERGHE IN FACCIA A ZENTE? " E alla sera non bastassero le grandi emozioni eccomi immischiata in un viaggio psichico progettato solo nei sogni.Roberto si chiama, già, un nome qualunque per un pèersonaggio che si sforzava al meglio per non esserlo. Si presenta con una scusa: l'ascensore e così io e la Ele ci parliamo assieme, lo invito a venir a fumare con noi, così il rasta bergamasco ci parla un po della sua vita.Che storie. Tra una risata e l'altra ecco che sbucano due svizzeri, entrati di prepotenza assurda nell' allegria di quella piccola combriccola! "E NO CAZZO, ELE HANNO CHIUSO IL BAR..NIENTE BIRRE..MA CAZZO." "no, non dirrrrre cazzo... di ucelllino! ih ih ih ih!" Al che ho pensato dentro di me "ma sti qua, o son due coglioni, o si sono fottuti due birre più di noi, oppure, vaffanculo!" Dai infondo infodno, ragazzi con un po di senno...già, cazzo! 30 anni s enon lo trovi a quell'età!!!! Ma gli svizzeri eranosvizzeri, ma Roberto era proprio...Roberto! A me non era mai successo, voglio dire riuscire a quattrocchi a denudare il pensiero in quella maniera, trovare un apersonalità talemnte simile alla tua da trovarsia dire le stesse cose! a provare le medesime incertezze, lo stesso, pazzo, astrattismo in tutto. Più di un ora di filosofia esistenziale (da quattro soldi ovviamente, mica si vuole sminuire gli studiosi in materia...) Io giuro, faccio davvero fatica a crederci, da aver parlato di quelle cose con una ragazzo...voglio dire, già non ci parlo nemmeno ocn i migliori amici, tanto so che se non si è nello stesso castello di sabbia non ci si riesce a capire. Elmar e Alessandro, pure loro ci davano dentro con la loro filosofia pratica, altre lezioni di vita, da custodire. Per ultimi Valerio e Alessandro che sembravano la bruttacopia di mio fratello! due sbarbati 16enni all'avventura! simpa! Uff...voglio tornare a Genova! e Rivoglio il bergamasco e lo scambio di ocnsigli, di sogni ed ideali! merda! l'estete spezza i cuori. azz che paranoia!spetta..alla milanese (valerio grande mago..ah ah ah!) FIGA CHE PARA! E' stata un successo.Ma che para mo'... LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 10 agosto 2003 - ore 11:36 PRIMA, TRAGICA SETTIMANA DI FERIE MATERNE... uhm..so stanca! mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni. ah si basta... devo stirare, pure, che ogni volta che sputo sto verbo mi sembra di calpestare tutti i principi femministi! convinzione stupida, ma è tutto logico se ci penso...cmq non pensiamoci all'asse da stiro ora...concentriamoci su altro... tipo che... mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni mia madre rompe i coglioni. uff..va bhe..non la reggo chiù! l'unica cosa che la salva è che fa le pulizie a suon di "curre curre guagliò!" che, da la insomma, già si potrebbe capire l'indole ovino-repressiva (phua!) della genitrice...mha magari bastasse la musica per farla tacere..no macccchè! Sono fortunata, veramente fortunata, parto proprio nella sua prima settimana di ferie ![]() In effetti la prima settimana di ferie della mutter è oltreche tragica per tutti pure stressante. Sembra che la sudetta si prepari addirittura la divisa, nonostante capi abbastanza chiari tutti i componenti le attribuiscono ( non sol oin questa prima settimana) una divisa famigliare di color verde, a volte compare pure una bacchettina nera. La sveglia non è silenziosa, la sveglia è una lista di faccende da eseguire, pena una cantilena di "potevi" e "dovevi". Nella prima settimana la mutter organizza vere e proprie orgie lavorative, sembri sia addirittura smaniosa, quasi un orgasmo casalingo...cazzo! In una settimana quante cose si scoprono della propria dimora, stanze sconosciute! altre rivalutate... Si scopre di aver l'urgenza di parlare con uno psicologo. La prima settima è cruciale, da li si basa il rapporto con la mutter per l'anno che viene. - Se riesci a scamparle, a non seguire le sue fobie, saprai che sarà guerra aperta del tipo "non fai mai un cazzo, vergognati." - Se invece le dai una mano e segui apparentemente le sue fobie, a settembre si dimenticherà già tutto ricordandosi solo quelle volte in cui ti sei dimenticata qualcosa. Ora... Io dico che sono fortunata perchè mi perdo tutto questo! mi perdo le sveglie alle 7, le canzoncine che san tanto da musical americano (orripilanti) per tirarti su il morale, i rimproveri quotidiani perchè "non si fa così!" parto per genova! e vaffanculo alla rpima settimana di ferie! yuppi! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 6 agosto 2003 - ore 11:29 Da "il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupery C'era a fianco del pozzo un vecchio muro di pietra in rovina. Quando ritornai dal mio lavoro l'indomani sera, vidi da lontano il mio piccolo principe che era seduto là sopra, le gambe penzoloni. Lo udii che parlava. "Non te ne ricordi più?" diceva, "non è proprio qui!" Un'altra voce senza dubbio gli rispondevo, perché egli replicò: "Sì! sì! È proprio questo il giorno, ma non è qui il luogo" Continuai il mio cammino verso il muro. Non vedevo, né udivo ancora l'altra persona. Tuttavia il piccolo principe replicò di nuovo: "Sicuro.Non hai che da attendermi là. Ci sarò questa notte". Allora abbassai gli occhi ai piedi del muro e feci un salto! C'era là drizzato verso il piccolo principe, uno di quei serpenti gialli che ti uccidono in trenta secondi. Arrivai davanti al muro giusto in tempo per ricevere fra le braccia il mio ometto, pallido come la neve. "Che cos'è questa storia! Adesso parli con i serpenti!" Mi disse: "Sono contento che tu abbia trovato quello che mancava al tuo motore. Puoi ritornare a casa tua". Soggiunse "Anch'io, oggi, ritorno a casa". Poi, melanconicamente: "E' molto più lontano è molto più difficile" Mi sentii gelare per il sentimento dell'irreparabile. E capii che non potevo sopportare l'idea di non sentire più quel riso. Era per me come una fontana nel deserto. "Ometto voglio ancora sentirti ridere" Ma mi disse: "Sarà un anno questa notte. La mia stella sarà proprio sopra al luogo dove sono caduto l'anno scorso" "Ometto, non è vero che è un brutto sogno quello del serpente, dell'appuntamento e della stella?" Ma non mi rispose. Disse: "Quello che è importante non lo si vede" "Certo" "E' come per l'acqua. Quella che tu mi hai dato da bere era come una musica, c'era la carrucola e c'era la corda... ti ricordi... era buona". "Certo" "Guarderai le stelle, la notte. E' troppo piccolo da me perché ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio così. La mia stella sarà per te una delle stelle. Quando ti guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora. "Sarà come se ti avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere" E rise ancora. Poi ridivenne serio. "Questa notte sai, non venire". "Non ti lascerò". Quella notte non lo vide mettersi in cammino. Si era dileguato senza far rumore. Quando riuscì a raggiungerlo camminava deciso, con un passo rapido. Mi disse solamente: "Ah! Sei qui" E mi prese per mano. Ma ancora si tormentava: "Hai avuto torto. Avrai dispiacere. Sembrerò morto e non sarà vero" Io stavo zitto. "Capisci? E' troppo lontano. Non posso portare appresso il mio corpo. E' troppo pesante". Io stavo zitto. "Sarà bello, sai. Anch'io guarderò le stelle. Tutte le stelle saranno dei pozzi con una carrucola arrugginita. Tutte le stelle mi verseranno da bere" Io stavo zitto. "E' là. Lasciami fare un passo da solo". Fece un passo. Io non potevo muovermi. Non ci fu che un guizzo giallo vicino alla sua caviglia. Rimase immobile per un istante. Non gridò. Cadde dolcemente come cade un albero. Non fece neppure rumore sulla sabbia. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 5 agosto 2003 - ore 15:29 LiBeRtA' ?? "Questa è la nuova tradizione, questo volare seduti." uhm...quanto ho pianto!!! jackuccio mio! e che cazzo, se legge sto virtuosismo da quattro soldi evade da Alcatraz e mi sputa in faccia! Non so il perchè ma in questo periodo continuo sempre più a pensare alla definizione di "libertà" (lasciando la scelta di scriverla o meno con la maiuscola, anche questo dipende dal valore che si vuole attribuirle...) Insomma, libertà è anche scegliere di restare in trappole illusorie? libertà ha un significato così vasto, infinito, non potrò mai avere una definizione esatta, tutte le cose infinite sono altrettanto imperfette. La libertà mi fa pensare ad un enorme giungla, una summa di selvatico e sconosciuto. Un immensità dove mai troveremo via d'uscita, dove piccoli esseri si muovono per cercarne i luoghi migliori... Libertà fa pensare per paradosso alla prigione, e a come un essere abbiama il potere di rinchiudere un altro suo simile in pochi metri... A volte penso a come faccia certa gente a dire" mangiano e bevono, non fanno un cazzo e li manteniamo." Togli ad un individuo la materia essenziale (dopo l'acqua ovviamente, ma è un bisogno primario...)la LIBERTA'...e credo sia la punizione più giusta per un crimine, ma non si dovrebbero dire certe cazzate... certe stronzate da ignorantoni non si dovrebbero proprio sparare...alla fine nessuno di noi si è trovato in condizioni del genere, e spero di non ritrovarmici mai nella vita, mai. Eppure, ora come ora in una nazione enorme, che ha monopolio su tutto il mercato mondiale da talmente tanta fiducia all'individuo che crede possibile far decidere a quest'ultimo la sorte di un altro pari. Cioè, io mica lo concepisco il ocncetto... tu, uomo come me, in grado di sbagliare come me, tu mi condanni a morte? e si renderanno poi conto che sono nella stessa barca? che quel sistema nevrotico li porterà ai medesimi sbagli da generazione in generazione? Libertà è pure mettere al mondo dei figli, in un paese che va a puttane! dicesi libertà di scleta... Apres nous trouvons la liberté de penser! mais oui! libertà lasciata andare, si crede non sia molto importante quest'ultima, questo lo sostiene fermamente il nostro capò. Ne abbiamo a "bizzeffe" di libertà..ma nemmeno una in mano...nemmeno una ne sappiamo usare. Che schifo. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 4 agosto 2003 - ore 14:33 POEMA AL CHE Francesco Guccini... Un popolo può liberarsi da solo malgrado le sue gabbie di animali elettrodomestici nell'avanguardia d'America dobbiamo fare scrifici per il cammino lento della piena libertà e se il rivoluzionario non ha altro riposo che nella morte che rinunci al riposo e sopravviva che niente o nessuno lo fermi nemmeno per l'istante di un bacio o per qualche calore di pelle o prebenda. I problemi di coscienza interessano tanto quanto la perfezione di un risultato lottiamo contro la miseria ma allo stesso tempo contro l'alienazione lasciatemelo dire il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti di amore ha figli che non imparano a chiamarlo mogli che fanno parte del suo sacrificio i suoi amici sono i suoi compagni di rivoluzione. Addio vecchi miei questa volta è quella definitiva non lo cerco ma è nelle possibilità addio Fidel questa volta è quella definitiva sotto i cieli della gran patria di Bolívar la luna di Higueras è la luna di Playa Girón. Sono un rivoluzionario cubano Sono un rivoluzionario d'America. Signor colonnello sono Ernesto Che Guevara spari pure sarò tanto utile da morto come da vivo. ---------------------------------------- finalmente ho trovato il testo di questa canzone cantata al concertone magico di maggio! ma com'è che non conosco nessuno che ascolti sta musica e ai concerti ci troviamo a flotte?? rassegnati, soli, incompresi! LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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