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lunedì 21 luglio 2003 - ore 10:05


da Oceano Mare
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa."

uhm..com'è vero...
Azz..dovevo andare a bologna e ci osno andata?
risposta: NO
Dovevo fare altre 350mila cose che ora non mi vengono in mente, progettate e colorate di passione per poi..... il nulla! "il grande bho!" azz!
Ma se fossi figlia di Berlusconi sarei andata a Bologna!
Bologna je t'aime!
Visto che non vado a Bologna...dopo i tre anni di scienze storiche si parte per Cuba allora! eh???
Dai ile che sta volta ci riusciamo..insomma... con o senza "aiuti umanitari" per dincibacco!
Ok... A cuba scriverò il mio libro incasinato e astratto da far schifo! scriverò lettere e cartoline, andrò a conoscere i rivoluzionari del '59 e manderò a fanculo Castro per aver deluso il sogno di ognu resistente... così mi ucciderà col plotone d'esecuzione e morirò all'età (circa) di 28 anni, da eroe ovviamente... come canta il Guccio "gli eroi son tutti giovani e belli..."
Però ne avrei di cose da fare...volgio dire, magari posso mandare a Fanculo castro ugualmente e poi rifugiarmi in casa di un sovversivo!
ok... altra storia..
casa del sovversivo, li conosco in pratica le ristrutturazione del movimento i BARBUDOS! che c'hanno un loro fascino..diciamocelo ile..
ok...li organizzeremo un attacco al regime castrista, lo prenderemo e gli faremo il lavaggio del cervello, porterò le cassette con dentro registrato il berlusca e lo faremo piangere! Così si renderà conto dello scempio che sta facendo e ritornerà alla resistenza!

Ma...
si potrebbe pure andare in Irlanda! insomma, sarà che i modena mi hanno affascinato..
un bel viaggio in Irlanda...porto di inish more... e tutte le leggende su fate, elfi, gnomi e gnometti vari!

Però...
ci sarebbe pure Barcelona...che città affascinante...li mi trovo un sovversivo dell'eta (mentre Pavel è in irlanda con la sua sovversiva irlandese...forse si sposerà pure..ma ancora dobbiamo decidere...)ok...porto Ernestina con me e sull'aquilone che abbiamo in comune io ed il torinese portiamo i nostri amori a bologna!
ora... il sogno portebbe avere diverse diramazioni:
1. insieme complottiamo e formiamo un gruppo rivoluzionario stile cubano ( !!!!! )
2. i due sovversivi si innamorano (molto probabile) irlanda e spagna assieme for ever... così io e Pavellito restiamo a bocca aperta
Ora...
se i due no ci apprezzano, ce ne andremo da qualche altra parte a cercare il nosatro destino!
Eh bhe..lo troverò prima o poi!!!sarebbe meglio prima però...


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domenica 20 luglio 2003 - ore 14:32


Perchè faccio tutte queste figure di merda?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ok..ok... a questo punto, usando un virtuosismo in materia, definiamola arte!
l'arte delle pessime figure..
Voglio dire, rendersi ridicola gratuitamente e divertirsi della propria comicità credo sia una sorta di malattia, oltre che arte!
Ok... peggio degli infanti mi metto a giocare con l'ombra in prato dlela valle...Sotto quel sole così..stronzo qualsiasi essere ivvente cerca riparo all'ombra...il mio riparo era dato dal tendone di una bancarella.
IMMAGINE: dific(i)ente che cerca di scansare il sole abbassando la testa, rientrando così nella pseudo frescura dell'ombra...1000 prove per poi arrivare finalmente alla posizione giusta, sorriso soddisfatto (molto raro dallE mie parte..i sorrisi non si sprecano ma si contano col contagoccie...)mi giro fiera e chi vedo???????? il venditore che sghignazza come un idiota alla visione delirante di una ragazza in preda alla calura padovana!
"Ops.... scus-scus-scusi!!! " "NIENTE AH AH AH HA HA..SI FIGURI!!!" "ehm..no sa..perchè fa caldo..ma va bhe...arrivederci...." naturalmente mi è toccato andarmene..mica vengo pagata per fare il pagliaccio io!!!

FIGURA DI MERDA N 2

perchè devo dire la verità in faccia?
ok...potrebbe essere un pregio (o un fregio...già...)ma aggiunto all'acidità personale proprio non ci sta!
"ehi ile ..vieni a prederti una birra con noi???" ste due tipe tutte contente, entusiaste del prossimo acquisto (bhe converrete..na birra ze sempre na birra!)con una dentiera da 450 denti mi propongono qualcosa che poco prima avevo già soddisfatto..
con 450 denti la risposta
"NO! CIAO" ok...Chiedo scusa alla Annalesa perchè insomma!!! potevo averle detto pure..."guarda sorella, ho già soddisfatto l'esigenza...ora sto bene, odio padova e quindi me ne ritorno nella periferia inoltrata!"
ma no..perchè non mi so ancora comportare..ma credo sia dovuto al nodo della cravatta... faccio a tempo a plasmarmi alla massa di ruffiani... l'Annalesa perdonera dopo questa signora scusa! abbasso le cravatte, w la scortesia!!!!!


(quanto so stronza oggi!!!! ah ah ah ah!)

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venerdì 18 luglio 2003 - ore 22:37


Sfumature 99posse
(categoria: " Vita Quotidiana ")



I giorni scorrono veloci
più di quanto potessi desiderare
le notti sono assai più brevi
di quanto potessi temere
mi mancano già questi luoghi
mi mancano già i vostri nomi
l’essenziale è invisibile agli occhi
il cuore invece no non può ingannarti

no no no no, no no!
I pensieri scorrono più veloci della luce
i miei occhi parlano con un’altra voce
i pensieri scorrono più veloci della luce
e i miei occhi........

Impercettibili sfumature
così difficili da dimenticare
così decise da trasformare
sorrisi in lacrime
Impercettibili sfumature
così decise da trasformare
cieli grigi in giornate di sole
il coraggio in mille paure

C’è il bianco, il nero e mille sfumature
di colori in mezzo e lì in mezzo siamo noi
coi nostri mondi in testa tutti ostili
e pericolosamente confinanti siamo noi
un po’ paladini della giustizia
un po’ pure briganti, siamo noi
spaccati e disuguali, siamo noi
frammenti di colore, sfumature
dentro a un quadro da finire
Siamo noi, che non ci vogliono lasciar stare
siamo noi, che non vogliamo lasciarli stare
siamo noi, appena visibili sfumature
in grado di cambiare il mondo
in grado di far incontrare
il cielo e il mare in un tramonto
Siamo noi, frammenti di un insieme
ancora tutto da stabilire
e che dipende da noi
capire l’importanza di ogni singolo colore
dipende da noi saperlo collocare bene
ancora da noi, capire il senso nuovo
che può dare all’insieme
che dobbiamo immaginare
Solo noi, solo noi, solo noi...

RIT

Attimi irripetibili
tutto finisce lo so
ma non voglio partire, no
ancora no, ancora no
ancora no, ancora no...


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giovedì 17 luglio 2003 - ore 13:59


AH AH TROPPO BELLA QUESTA!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


LEI:
Sabato sera l'ho trovato un po' strano. C'eravamo accordati per un drink. Sono arrivata con un po' di ritardo e, poichè avevo passato il pomeriggio con le mie amiche, mi sentivo in colpa. Ma lui non mi ha fatto appunti. La conversazione però non era un granchè. Allora gli ho proposto di andare in un luogo più intimo. Siamo andati in un bel ristorante, ma lui ocntinuava ad essere assente. Ho iniziato a chiedermi se poteva essere colpa mia. Gliel'ho chiesto e lui mi ha risposto che non centravo;ma non mi ha convinta.Tornando a casa gli ho detto che lo amavo tanto, ma lui si è limitato ad abbracciarmi senza dire parola.
Non so spiegarmi il suo comportamento..non mi ha detto che anche lui mi amava...sono preoccupata di brutto!Finalmente siamo arrivati a casa; ero ormai ocnvinta che mi volesse mollare. Ho provato a parlare, ma lui ha acceso la tv e ha iniziato a guardarla assorto, sembrava volesse dirmi che tutto era finito. Mi sono arresa e sonmo andata a letto. Ma 10 minuti dopo è arrivato anche lui e, con mia sorpresa abbiamo fatto l'amore, anche se continuava ad essere distaccato. Ho cercato di parlare della nostra situazione, ma si è addormentato. Ho pianto tutta la notte. Sono convinta che lui sta pensando ad un' altra. La mia vita è un disastro!
LUI:
L' INTER HA PERSO... MENO MALE CHE ALMENO HO TROMBATO...

ah ah ah!!! grande Pavelllito!


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martedì 15 luglio 2003 - ore 14:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Chiedo pubblicamente scusa ad una persona perchè mica si fanno certi tiri (ieri zzera! !!! )
cmq, non l'ascolto più quel cd di merda, farò muscolo e girerò la pagina! e che cazzo! odio le amorfe-depresse!
mica psicoanalisi adolescenziale qua!
GIANNI ...SONO OTTIMISTA!
Mondo infame si ricomincia!
RESISTENCIA!



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lunedì 14 luglio 2003 - ore 22:10



(categoria: " Pensieri ")


“Lei non lo sapeva che sarebbe finito così…
Lei sperava di dimenticare tutta la sofferenza e guadare avanti, l’aveva letto in qualche libro: “dignità significa stare diritti con la schiena e tenere la vostra ferita aperta come una bandiera ”, smettere di guardarsi indietro.
Nella sua innocente speranza spedì al mittente tutte i vecchi ricordi, le cose che per un anno le erano appartenute, credeva che bastasse questo a dimenticare l’amore e la sofferenza, ignorando che tutto questo l’avrebbe portato dentro di se per molto tempo…
Per lei sembrava impossibile non voltarsi. Alla sera, anche nelle risate amichevoli, nei bicchieri di compagnia lei vedeva sempre quelle pagine, quel diario magnifico in cui aveva sempre creduto da subito, anche nell’insicurezza di quella distanza.
La giovane sognatrice credeva nella storia stupenda e comica del Cervantes, con quel Don Chisciotte così fasullo, e ci credette talmente tanto che si trovò a suo modo ad esserlo, un Don Chisciotte, una ricercatrice sempre a combattere mulini mossi dal vento avverso della vita.
Diceva in giro “Cerco il mio Don Chisciotte…forse l’ ho trovato!”… La bambina credeva che lui lo fosse davvero, badate: l’aveva cercato a lungo e con tutti i suoi pensieri sbandierati, i sogni e la ribellione, accecata aveva creduto che quell’ombra fosse proprio la sua.
Mi diceva però che man mano sentiva il suo Don Chisciotte sempre più distante, quasi si fosse venduto a quei sentimenti da televisione, quei falsi sorrisi da telenovela, si sentiva l’unica protagonista di quella storia e ciò non le piaceva più.
Le uniche parole silenziose del suo pseudo Cavaliere erano di stanchezza, dovuta forse al suo unico intento formativo.
La sognatrice avrebbe voluto parlare con lui della sua malinconica filosofia, delle nuvole e magari delle diverse teoria sulla morte, si erano proposti di fare una veglia alle stelle, lei aspettava solo la serata giusta, ma mai arrivò quell’attimo, sfumò come il volersi bene.
Non mantenne nemmeno la sua promessa di fine, perché dopo mesi di attesa di parole mai udite si rese conto che quella storia matta andava contro tutto quello che voleva dire “rispetto per se stessi”, ma nonostante questo ritornò sui suoi passi, per abbracciare quell’amicizia che lui ricercava…
Ma continua ancora a cercare nelle sue parole quell’apostrofo o quel tono che le è sempre mancato…
Ma lo troverà prima o poi, lo spero per lei…”








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lunedì 14 luglio 2003 - ore 14:29


Stanco albero...
(categoria: " Poesia ")


Stanco albero
ti hanno sfibrato i nuovi ricercatori
ti hanno sequestrato linfa per accertamenti
si sono offerti di cambiare la tua sorte.

Stanco albero
che panorami vedevi un tempo?
Quali realtà, e chi eri?
forse una maestosa quercia,
un possente pino…
non di certo una pianta d’ortica.

Stanco albero
i tuoi rami si riducono a sterili braccia
le tue foglie in bianchi capelli
il tuo tronco secco in un corpo provato

Stanco albero
ti vedo ancora cullato dal vento esistenziale
ma perché la tua ombra è ferma?

Stanco albero le tue radici
come bagagli stai riordinando,
cerchi affetti che sembrano non appartenerti
poche braccia circondano il tuo tronco.
le mie, mai mancheranno.


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giovedì 10 luglio 2003 - ore 13:45


VERRANNO A CHIEDERTI DEL NOSTRO AMORE (Fabrizio De Andrè)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta un amore così lungo
tu non darglielo in fretta,
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai" non son riuscito a cambiarti non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore alle carezze dell'amore
era facile ormai non sei riuscita a cambiarmi non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi sono riusciti a cambiarci ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai, continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai...

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giovedì 10 luglio 2003 - ore 11:04


La chiamavano bocca di rosa…
(categoria: " Vita Quotidiana ")


“..ah ah! Ecco le vergini..guarda quella… …V E R G I N E E E e e e…”
Non so se qualche giovane donna, che legga questa stupida riflessione, si sia mai sentita come me quella sera.
No, non si parla di verginità, ne di mosse da manuale, si parla di sfruttamento e derisione.
Io in una macchina, circondata da gente, più o meno amichevole, lei fuori, la Bocca di rosa del 2003 non sta in via del Campo, ma nella zona industriale (…ill nostro fiorente nord leghista. Fottetevi tutti.)
Bella donna, trucco (stranamente) appena accennato, capelli mori raccolti alla nucca con un piccolo ciappino, piccoletta, sui 40 anni, fisico snello e sorretto da due scarpette di classe, dopo essermi soffermata sulla sua bellezza differente e sofisticata noto uno sguardo assente, distaccato e malinconico..
E ancora dietro le esclamazioni di due maschi.
Però, bel coraggio, io mi sono sentita morire…
Lo so il perché, perché sono una “donna” anch’io e mi sono talmente sentita indignata e non capita a quelle grida..
“ Che ne sai tu giovane maschietto ormonato di quanto schifo ho visto passare, credi che mi diverta qui? Non sono certo io a divertirmi ma i bravi padri di famiglia, i matti di paese, i 50enni con le bave alla bocca, o i giovani 20enni che ogni tanto vengono a sfottere…”
Ma non è tutto qua, io ho rivisto tutte le lotte e le guerre perse addosso, mi sono sentita in poche frazioni di secondo: strega, cortigiana, casalinga frustrata, ma non mi sono di certo sentita in questi momenti la nuova manager ne tanto meno i pantaloni addosso.
Ma andando più indietro la quarant’enne ritorna bambinetta, 16, capelli ricci, corpo formoso e vestito eccentrico, scarpe scomodamente alte: lo notavo dalla postura sofferente.
16 anni, ora quella ragazzina ne avrà 23 più o meno…
Sapete cosa vuol dire trovare per una bambina una coetanea un po’ più grande di lei lungo una strada ad aspettare qualcuno?
Vedere macchine che si fermano e lo sguardo ansioso di chi non sa cosa gli aspetta?
I mie 9 anni contro i suoi erano talmente stronzi, quella volta avevo chiesto alla mutter “…ma non potremmo portarla a casa nostra?” così ingenuamente che ora mi vien quasi…
Non esistono più le Bocca di rosa di De Andrè…
Esiste un esercito di bambole che vengono gonfiate all’età di 9 anni (e forse anche meno in molti paesi dell’America Latina) e si sgonfiano forse solo con la vecchiaia del loro corpo…
Bambole, come giocattoli dove si trasferiscono frustrazioni ed incomprensioni, bambole silenziose, piene di dolore e rabbia per questa lotta cieca alla sopravvivenza.
Non ti fai schifo maschio ormonato quando carichi nella tua bella macchina pulita quella bambina?
Non ti fa schifo il solo pensiero che ti basti un buco per godere, senza riflettere sull’anima di quell’individuo che hai sotto?
Non ti arrabbi nel sentire queste accuse?
E allora perché non fai un cazzo per cambiare?
Ma sarebbe ridicolo dare la colpa ad un parte sola..
Perché la colpa è mia, è nostra…perché non è femminismo da camera questo…è pensiero e speranza che qualcosa cambi.
Ho impostato l’intera tesina sul femminismo, ma non perché io sia veramente tale, ma perché credo che ogni donna debba venire a conoscenza delle proprie radici sofferte.
Il regime mica ce lo insegna d'altronde… quante volte abbiamo sentito parlare di Suffragette, del manifesto del femminismo e delle lotte di piazza? Si possono contare sulle dita di una mano, e da aggiungere a questo: la qualità delle informazioni com’era, com’è?
Non dobbiamo pensare che il femminismo sia un branco di donne esaltate..perché allora se pensiamo questo ce l’ hanno fatta loro a vincere…
Il femminismo del nostro presente dovrebbe essere un insieme di donne che si guardano attorno e capiscono che non si ha ancora conquistato nulla se i compagni tolleranti che hanno a fianco, di sera fanno il pieno e partono alla ricerca di 15enni…
Siamo noi che da subito dobbiamo urlare e ritornare ad indignarci di fronte a tutto questo, lottare di nuovo perché non ci rappresenta solo il pantalone o la direttrice aziendale, ma anche quelle bambine già donne nelle nostre zone industriali…


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mercoledì 9 luglio 2003 - ore 14:03


Ideali...
(categoria: " Riflessioni ")


Ieri sera pensavo agli ideali, e alle diverse generazioni…
Gli ideali: farfalle, la parola che più li rappresenta (ho già detto che scrivo per me ricordi intruso?)… L’ideale è un misto di rabbia e serenità, una genuina giovinezza che a quarant’anni cederà alla corruzione della vita…
Altra bella figura la vita, talmente stronza da portare a suicidi o impiccagioni plateali, non intendo fisiche, intendo psichiche…
Vita, l’essenza che fa rinnegare ed affermare, sognare e soffrire, impazzire e morire…
Gli ideali sono l’unica medicina che riesce a far galleggiare in questo mare da psicoanalisi, poiché ritengo che non ci sia cosa migliore che credere in qualcosa, non più in qualcuno.
Sono finiti i tempi dei grandi Leader, eppure a volte ne sento così l’esigenza, di vedere un sognatore che anima piazze, o di nuovo un medico per le strade con una motocicletta…
Forse sono un po’ troppo estemporanea, ma credo sia dovuto ai ricordi a alle radici, e a tutto quello che rappresenta questa famiglia di Rossi maledetti!
Perché quando sento parlare del 1968 mi si illuminano gli occhi e dentro la mente, scorre il film in bianco e nero di quei giovani e delle loro parole pesanti, non leggere come queste del mio 2003, parole sofferte parole da calli sulle mani e tute blu, rabbia contro chiesa, stato e famiglia… ma qui ci vorrebbe Pasolini…
L’ideale è qualcosa che inalbera corpi, li fa vivere e li unisce, poiché noi abbiamo tutto ma siamo talmente soli…
Chiusi nei nostri doveri e nella nostra corsa alla sopravvivenza, pronti ad accogliere stranieri e ad odiarli nel medesimo istante, siamo sempre noi quelli dei banchi di scuola e dei nostri sacri voti da rincorrere.
Sempre noi nelle discoteche fra puttane e gigolo, persi fra sprazzi di fumo, pastiglie del droghiere ventenne, noi che non pensiamo all’infuori dell’imposto, noi che non spendiamo una lira per venir fuori dalla merda in cui vogliono farci vivere…
Ma siamo sempre noi quando ci indigniamo se ci vengono dette queste verità gridate solo a volte, perché “…noi non lo facciamo per moda, ma per essere diversi…”
Diversità, concetto più astratto non ne troverei!
Anch’io mi convinco di essere diversa… ma so che troverò sempre qualcuno che sa fare di meglio!
Credere in qualcosa è la mia passione, senza ideali non potrei vivere… ma il credere in qualcosa va oltre la materialità dei desideri..
Credere in qualcosa significa restare muti alla prima manifestazione e non saper che dire, perché l’orgoglio di essere tra quelle file non fa muovere alcun arto..e credo che mai nessuno abbia provato questa emozione!
Credere in qualcosa significa pure studiare e leggere, perché la farfalla che vive nella mente si nutre di parole e frasi, si nutre di libri e di filmati da tarda serata, quelli scomodi che appena li si nota si cambia canale..
L’ideale è pure rispolverare una vecchia giacca militare perché aiuta a ricordare la propria classe d’appartenenza e alle passate sofferenze..
L’ideale ha bisogno di concretezza e l’ ho cercata nell’estate lavorativa, in quei mesi di fabbrica, nella piccola informazione operaia ad un misero gruppetto di Rumene sfruttate e forse l’intento è riuscito dato che le povere hanno abbandonato quel becchino da 5.000 lire l’ora e hanno cercato un lavoro decente.
Il mio ideale è così astratto che a volte nemmeno ne percepisco la presenza ma si muove non appena si sentono esclamazioni insensate o si leggono articoli talmente neutrali da far concorrenza all’acqua.
Perché mi sono rotta con tutti questi moderati, la democrazia fasulla e di tutti i regimi.
Mi sono rotta delle cravatte nel parlamento e della loro assenza nei cortei…
Ed è anche tristezza nel veder che non si è mai rappresentati, poiché non siamo un ammasso di coglioni come vogliono farci credere, se solo osassimo di più, se provassimo a volare, come ci incitava il vecchio Jack folla, forse riusciremmo a superare questa recinzione di falsità.
Perché non basta una maglia o un cd a fare una persona… ma due ali e una buona dose di tenacia affinché si abbatta quella recinzione e finalmente si arrivi le proprie nuvole.




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