HAI MAI DANZATO COL DIAVOLO NEL PALLIDO PLENILUNIO!?!?...lasciate ogni speranza o voi ke entrate...
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 21 ottobre 2005 - ore 09:29
Delirio mattutino...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io sono il signore dio tuo!!!
Il mio castigo e la mia ira xò sono garantiti e immediati e...il perdono e la misericordia nn sò cosa siano!!!
AH AH AH!!!!!!!!!!
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giovedì 20 ottobre 2005 - ore 18:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono, certe volte che
Lo sai vorrei essere un re perché
Sentirmi il primo in qualche cosa anch’io
Ma il re del niente sono io
E se va bene ecco, sono qui
Non ci son trucchi ma l’inganno si
Sono le parole che m’ invento
Che sono come foglie al vento
Splendido niente di un uomo che cammina
Un uomo in mezzo alla gente
Seguendo l’onda in questo mare di giorni
Che ancora non mi affonda
Io che voglio e vivo una vita normale
Che me ne accorgo cercando qualcosa di speciale
Io che non esisto ma che non voglio morire
Sono il re del niente statemi a sentire
Capita a volte che la tristezza
Mi sfiori appena con la sua carezza
Ma in quel piacere dispiacere
Sai ho imparato anch’io a godere
Splendido niente di un uomo che cammina
Un uomo in mezzo alla gente
Seguendo l’onda in questo mare di giorni
Che ancora non mi affonda
Io che voglio e vivo una vita normale
Che me ne accorgo cercando qualcosa di speciale
Io che non esisto ma che non voglio morire
Sono il re del niente statemi a sentire
Sono il re del niente, vivo tra la gente ma non conto niente, sono il re del niente
Sono il re del niente, vivo tra la gente ma non conto niente, sono il re del niente
Sono il re del niente, vivo tra la gente ma non conto niente, sono il re del niente
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venerdì 14 ottobre 2005 - ore 14:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Chiaro no!?!?
A che genere di uomini appartengo?
A quello di chi prova piacere nellessere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta desser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando.
Infatti, io ritengo che lesser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri.
Niente, difatti, è per luomo un male tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo.
Se dunque anche tu sostieni di essere un uomo di questo genere, discutiamo pure; altrimenti, se credi sia meglio smettere, lasciamo perdere e chiudiamo il discorso.
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giovedì 13 ottobre 2005 - ore 13:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Quanto manca alla vetta?"
"Tasi e tira!!!"
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mercoledì 12 ottobre 2005 - ore 14:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..conosci il significato della parola nemesi?
La giusta e logica imposizione di un castigo terribile che si manifesta attraverso lopera di un agente adeguato, personificato nella fattispecie da un terribile figlio di puttana...me!
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martedì 11 ottobre 2005 - ore 09:06
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...ed ho sentito tutto il vuoto del mondo in una carezza...
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venerdì 7 ottobre 2005 - ore 09:20
X i poki ke la leggeranno
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Prendo le distanze da me perchè non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi : sono il mio nemico, il più acerrimo.
Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata a triplice mandata dall interno : sono lanima dannata messa a guardia del mio inferno.
Reprimo ogni possibile "me", inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile, segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario..
Sono lUomo Nero che turbava i sogni quando li facevo, credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso - e guido un autodafè - In cattiva compagnia soprattutto se sto solo, negativo come i G in una picchiata, prendo il volo, salgo, stallo e aspetto il peggio, che non sta nella caduta ma nellatterraggio come dice Hubert.
Malato immaginario più di quello di Molière, sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perchè, che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere..
Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai, batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi, strappami da questo mio torpore atarassico, mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie duscita : vieni a prendermi o precipito, scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio : nel tedio per me non cè rimedio e me ne accorgo perchè sono sotto assedio mentre tu mi fai lembargo.
Critico, marrampico su cattedre che non mi spettano e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero : ma come al solito il danno fatto è irreparabile, la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile..
Abito questombra con contratto ad equo-canone pagando la pigione allabitudine e prendendo leccezione come regola di vita : sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.. Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi, cerco mani e spesso trovo piedi, cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano, ed io so bene che le cicatrici restano. Carta, penna e poco più per stare a galla, nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla : seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.. pazientemente...
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venerdì 30 settembre 2005 - ore 16:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tu metteresti luniverso intero nella tua alcova donna impura: la noia ti rende crudele. Per tenere in esercizio i tuoi denti al tuo singolare gioco, ti necessita, ogni giorno, un cuore sulla rastrelliera. I tuoi occhi, illuminati come botteghe o antenne fiammeggianti nelle feste pubbliche, fanno uso, con insolenza, dun potere preso a prestito senza conoscere la legge della bellezza.
O macchina cieca e sorda, feconda in atrocità! Salutare strumento che ti sazi del sangue del mondo, comè che non hai vergogna, comè che non vedi impallidire le tue attrattive dinanzi a ogni specchio? La grandezza del male in cui ti reputi sapiente non tha mai fatto indietreggiare di spavento, quando la natura, grande nei suoi fini segreti, si serve di te, femmina, regina del peccato - di te, vile animale - per plasmare un genio?
O fangosa grandezza! suprema ignominia!
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lunedì 19 settembre 2005 - ore 09:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E terra, e acqua, e vento
Non c'era tempo per la paura,
Nati sotto la stella,
Quella più bella della pianura.
Avevano una falce
E mani grandi da contadini,
E prima di dormire
Un padrenostro, come da bambini.
Sette figlioli, sette,
di pane e miele, a chi li do?
Sette come le note,
Una canzone gli canterò.
E pioggia, e neve e gelo
e vola il fuoco insieme al vino,
e vanno via i pensieri
insieme al fumo su per il camino.
Avevano un granaio
e il passo a tempo di chi sa ballare,
di chi per la vita
prende il suo amore, e lo sa portare.
Sette fratelli, sette,
di pane e miele, a chi li do?
Non li darò alla guerra,
all'uomo nero non li darò.
Nuvola, lampo e tuono,
non c'e perdono per quella notte
che gli squadristi vennero
e via li portarono coi calci e le botte.
Avevano un saluto
e, degli abbracci, quello più forte,
avevano lo sguardo,
quelle di chi va incontro alla sorte.
Sette figlioli, sette,
sette fratelli, a chi li do?
Ci disse la pianura:
Questi miei figli mai li scorderò.
Sette uomini, sette,
sette ferite e sette solchi.
Ci disse la pianura:
I figli di Alcide non sono mai morti.
E in quella pianura
Da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno
e in mezzo alla nebbia
ci scoprimmo commossi.
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giovedì 15 settembre 2005 - ore 14:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se i mari fosse de tocio...larilelà...e i monti dee poenta...larilelà...hoi mama ke tociade...de poenta e baacaeà!!!
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