JUB’S
STATE FACENDO IL POSSIBILE PER FARE IL MENO POSSIBILE
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La mia passione...
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"ILA E VALE" e...

Dal monologo di Freccia tratto da un film di LUCIANO LIGABUE
"...Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l’affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti sfondosfondocon lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che c’ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le cazzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri..."
"Per una magia cosi’, dice, val la pena vivere"
"O siamo capaci di sconfiggere le
idee contrarie con la discussione,
o dobbiamo lasciarle esprimere.
Non è possibile sconfiggere le idee
con la forza, perché questo blocca
il libero sviluppo dell’intelligenza."
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martedì 2 ottobre 2007 - ore 18:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tratto dal bolgo di ceo...
Vi cito queste righe nella speranza di trasmettervi quello che hanno trasmesso a me...
Eccomi qui… alle 4 di notte in ufficio.. di nuovo… da solo con i miei pensieri, la mia musica e il mio lavoro…
Stanotte son stato a cena da Amici… Motociclisti… in compagnia di un Piccola Peste tanto grande dentro quanto ermetica fuori (ma queste è un’altra storia… una storia che lentamente si stà scrivendo da sola quindi lascio che quella piuma vaghi da sola libera di tracciare il suo delicato tratto fin dove ne avrà voglia…) e un altra ragazza non Motociclista…
Serata piacevole come tutte quelle che passo in compagnia di questo gruppetto che si è formato spontaneamente intorno a quel fantastico oggetto inanimato capace di catalizzare una passione così impalpabile in fiumi di emozioni..
Verso fine cena il discorso è volato sulle nostre disavventure, i nostri piccoli, più o meno cruenti, incontri con quel nastro d’asfalto che tanto amiamo quando planiamo bassi e veloci e odiamo quando ci ricorda che esiste un limite… e che è stato passato giusto un istante fa…
Son volate tante risate mentre c’era chi narrava di escursioni speleologiche, incursioni sotto a macchine, curve fantasiose e analisi accurate di carrozzerie più o meno resistenti agli impatti con il corpo umano… una specie di “diario della calma zen post-impatto del motociclista”… anche se in quei momenti nessuno si dimentica del dolore, della paura, della rabbia e dei mille pensieri che si riversano dentro in quel lasso di tempo infinitesimale che ci separa dall’impatto contro qualcosa che ci auguriamo più morbido di noi… ma non è quasi mai così… e fa male.. Cristo se fa male…
La serata è proseguita con le visioni delle foto dei momenti passati, dell’estate scorsa, dei raduni più o meno vicini e la proiezione del filmato del raduno di Foligno con tutto quello che ne è nato…
Guardavo la Piccola Peste mentre guardava il filmato… silenziosa…
Guardavo i suoi occhi… mentre lei guardava le cifre del tachimetro, gli angoli di piega cosi assurdi per chi non è avvezzo a vivere la vita ad inclinazioni variabili, le accellerazioni da mozzare il respiro… guardavo la sua paura celata nel poter perdere qualcuno a cui, piano piano, magari comincia a tenere a cuore…
In questi giorni, inaspettatamente, Ella si è immersa in questa vita dominata da questa passione così inspiegabile ed incomprensibile per chi non ama bagnarsi di vento… ha conosciuto la gioia dell’essere un gruppo di persone così diverse ma così uguali… il dolore del ricordo di chi non piega più insieme a noi su questa terra… e la consapevolezza della presenza costante di una variabile che porta la vita a potersi spegnere da un momento all’altro…
E’ difficile comprendere…
Per Lei è assurdo essere consapevoli di tanto pericolo e salire in sella ogni giorno sfidando la Nera Signora incuranti dei suoi sguardi… sperando che la sua pazienza non sia ancora finita e che ci lasci giocare ancora un pò con i nostri draghi di fuoco e metallo…
Assurdo… si lo è… per Lei lo è eccome e la posso capire… ma vi è un errore di fondo…
Qui nessuno sfida quel nero mantello, nessuno balla sulla lama di quell’impietosa falce… anzi… la nostra consapevolezza ci porta solo ad essere preparati e cxonsapevoli più di altri che questa vita, prima o poi, finirà… tutti ci auguriamo che sia in vecchiaia mentre guardiamo i nostri nipotini crescere e sbucciarsi le ginocchia con le minimoto… ma non è detto.. non è scritto…
Penso a noi mentre ci vestiamo per andare a lavorare, al bar, a prendere un gelato al lago o semplicemente a comprare il giornale dietro casa… penso a noi mentre indossiamo gusci semirigidi in plastica e leghe varie sulla schiena, mentre indossimao giacche tecniche con protezioni omologate cee e testate dai piloti, mentre ci facciamo scivolare addosso quella pesante pelle o multistrato in cordura che ormai odora di traffico e smog, mentre ci caliamo sul capo caschi in fibre varie testati per resistere ad impatti inimmaginabili e calziamo guanti che anni fa non avrebbero sfigurato in un torneo medievale… eppur nemmeno così bardati ci sentiamo al sicuro… nemmeno così vestiti ci sentiamo invincibili…
Poi penso al classico automobilista che esce di casa, sale in macchina e, senza nemmeno degnarsi di guardare la cintura di sicurezza, s’immette in quella bolgia infernale che non sfigurerebbe paragonato ad un girone dantesco ch’è il traffico d’oggi confidando nella lamiera che lo circonda, quasi fosse uno scudo impenetrabile… senza pensare nemmeno lontanamente che basta un impatto a 40km/h e la sua stupida e orgogliosa testolina passerebbe attraverso il parabbrezza seguita dal resto del corpo… direttamente in braccio a quella sinuosa figura nera ed incappucciata…
Ora chi è DAVVERO l’incoscente allora?
Quando è l’ora è l’ora… c’è poco da fare lì… lo vediamo intorno a noi… a volte vicino.. a volte lontano… ma è così… ma chi tra i due sfida davvero lo scintillio di quella falce?
Si dice che ogni volta che saliamo in sella ad i nostri destrieri insieme a noi salgano pure angeli e diavoli… è vero…
Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre… ad urlare… diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo skizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti… che ti spingono a piegare quel tanto che basta da far diventare bianche le mani e diventare tutt’uno con la nostra passione… la nostra vita… tanto da pensare di averlo sfiorato quel limite… di aver scosso quel mantello con il nostro passaggio radente… e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi… dei nostri affetti… delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostra ossa rotte… angeli che ti accarezzano quel polso che torna a colorarsi e lascia andare la manetta quel tanto che basta per godere senza infastidire quel mantello che fino ad un secondo fa avremmo strappato urlando per lo spostamento d’aria per vedere s’è veramente così bella e sinuosa questa mitologia creatura perennemente celata dall’ombra della paura…
Pazzi? A volte forse… ma gli anni.. i kilometri e quelle risate che non sentiremo più ci fanno crescere più di quasiasi schiaffo o cinghiata presa in gioventù… eppure “gli altri” non ci capiscono… esser Motociclisti è pericoloso… si muore… ma chi ve lo fa fare?
Poi ci trovate i WeekEnd in quache strada di campagna sperduta tra i monti… seduti su un muretto con la sigaretta che si consuma lenta all’angolo delle labbra… con lo sguardo perso all’orizzonte e una mano che inconsciamente segue le sinuose linee del serbatoio o dell’affilato cupolino… colorati come farfalle… bardati come antichi cavalieri… da soli o in sfavillanti sfilate di scintille e riflessi… con il saluto sempre pronto anche se chi incroci non l’hai mai visto e mai più lo rivedrai…
Poi ci vedete seduti intorno ad un tavolo di trattoria o stesi su un prato vicino ad un lago.. con le nostre belle in vista.. rigorosamente in vista… che facciamo baldoria e ridiamo e mangiamo e beviamo tra noi come se fossimo nati tutti lo stresso giorno, dallo stesso grembo… tutti delle medesima classe socialie, estrazione e famiglia… ma come potreste credere che magari ci si è semplicemente trovati sulla stessa strada senza essersi mai visti o parlati prima? Ci crederebbero? Mai…
…ma in moto si muore… è vero… capita… ma quanta Vita è capace di regalarci questa passione?
Il papà di uno di noi che ora non c’è più… il papà di un Angelo con il #24 sul cupolino e nel cuore ci ha definiti così:
“…Mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran “capoccione” me li ha voluti far conoscere uno ad uno,questi ragazzi e ragazze meravigliose da abbracciare e baciare come figli propri,immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro tatuaggi, con i loro caschi da i colori sgargianti, tutti veri DURI! Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo,ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida,occhi che solo la gioventù più sana può avere. Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita,delle scorribande,dei week end a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare così duro….”
…si, è vero.. in moto si muore, capita… può capitare ad ognuno di noi… ci si fa male… tanto male… ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorore da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre?
Parlate con ognuno di noi… fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva… e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare come quello di un bimbo che scopre la vita per la prima volta… nelle risate… nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte…
Parlate con ognuno di noi… e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione… e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio… e a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista… di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra…
Già.. in moto si muore… ma ora credete di poterci capire? Io non credo… nonancora…
Chiedete allora di portarvi ad un raduno, ad una scampagnata… bagnatevi di piggia scrosciante che vi penetra fino alla biancheria intima.. che vi entra nelle ossa… lasciate che il freddo vi punga fino a farvi lacrimare… lasciate che il sole tenti di liquefarvi mentre indossate limmancabile giacca tecnica… o semplicemente provate a chiedergli di fermarsi così, senza nessun motivo apparente x strada accostandosi al ciglio per stupirvi di quanti (automobilisti) non vi degneranno di uno sguardo e quanti (motociclisti) si fermeranno per offrirvi aiuto, compagnia, un semplice passaggio al più vicino distributore anche se esso si trovi asvariati km o un posto nel proprio box per la moto e un pasto caldo per voi mentre aspettate i soccorsi…
..fatelo e allora, solo allora arriverete a sfiorare l’essenza di essere Motociclista…
In moto si muore, è vero… ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… e se ancora non lo avete capito beh.. lasciate perdere, non lo capirete mai… ma se un domani mentre andrete a mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo rinunciate a capire anche lui… lui che nella sua incoscenza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere… e se vedere il Motociclista ricambiare il saluto… beh… non c’è nulla di strano sapete? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre… ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…
Motociclisti… strana, meravigliosa gente…
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venerdì 28 settembre 2007 - ore 12:23
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 25 settembre 2007 - ore 14:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lo sapevo che prima o poi capitava anche a me...
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venerdì 21 settembre 2007 - ore 12:27
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Con una giacca sbagliata
Walter il mago si presenterà di nuovo qua
Con un cilindro truccato
ed un coniglio vecchio quasi come il trucco che fa
Ed il suo abra cadabra-cadabra abra
si fa chiamare zingaro
ma è uno zingaro di lusso e lo sa. Lo sa
Seconda attrazione del circo
Walter il mago tornava da Mario come una star
le mani molto più ferme e storie di donne che
lo aspettavano in ogni città
per un suo abra cadabra-cadabra abra
e la magia più grossa giura
che gli è successa in casa sua
con il suo cane per pubblico,
*per una magia così* dice *val la pena vivere*
Fai comparire una donna
fai apparire una donna
faremo apparire una birra noi, se vuoi
Fai comparire una donna
fai apparire una donna
che questa notte farà meno freddo, vedrai
Con i suoi scarsi segreti
Walter il mago si presenterà di nuovo qua
ci fingeremo stupiti
che non ci costa niente farlo sentire una star
con i suoi abra cadabra-cadabra abra
quanti bambini ha stupito
e ora i bambini sono più vecchi di lui
nemmeno un trucco è cambiato che
che se il mondo cambia
qualche mondo non cambia mai
Fai comparire una donna
fai apparire una donna
faremo apparire una birra noi, se vuoi
fai comparire una donna
fai apparire una donna
che questa notte farà meno feddo, vedrai
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giovedì 20 settembre 2007 - ore 10:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")

24 anni sto diventando vecchio...
grazie a tutti coloro che si sono ricordati di farmi gli auguri...
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mercoledì 19 settembre 2007 - ore 14:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
i annoiate in ufficio? Vi state annoiando in ufficio? Battete la noia in modo intelligente e costruttivo accettando una di queste sfide.
SFIDE DA 1 PUNTO
1) Fai un giro dell’ufficio di corsa alla massima velocità.
2) Ignora le prime cinque persone che ti dicono buongiorno.
3) Porta la tua tastiera da un collega e chiedi "Vuoi fare cambio?".
4) Per un’ora, rivolgiti a chiunque ti parli come se si chiamasse Bob".
SFIDE DA 3 PUNTI
1) Lascia la cerniera dei pantaloni aperta finché qualcuno te lo fa notare e digli "Mi spiace, la preferisco cosi"
.2) Cammina lateralmente fino alla fotocopiatrice.
3) Dì al tuo capo "Mi piace il tuo stile" e sparagli con le dita a pistola.
SFIDE DA 5 PUNTI
1) Inginocchiati di fronte alla macchinetta del caffè e bevi a canna.
2) Alla fine di un incontro di lavoro, suggerisci che sarebbe bello, per una volta, concludere cantando l’inno nazionale (3 punti extra se davvero inizi a cantare).
3) Ripetere la seguente conversazione per 10 volte con la stessa persona: "L’hai sentito? Cosa? Non importa, è sparito adesso".
4) Entra nell’ufficio di qualcuno che non conosci e, mentre ti guardano con crescente irritazione, accendi e spegni la luce per 10 volte.
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mercoledì 19 settembre 2007 - ore 14:25
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LEGGERO
Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male
e le vedi dondolare al ritmo di chi è li dentro
per potersi consolare
godendo sui clacson.
Fra i fantasmi di Elvis ci son nuvole in certe camere
e meno ombrelli di quel che pensi.
Lo sapete cos’ha in testa il mago Walter
quando il trucco gli riesce non pensa più a niente?
E i ragazzi son in giro
certo alcuni sono in sala giochi
e l’odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai
Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una
canzone.
Dove passerà la banda, col suo suono fuori moda
col suo suono un giorno un po’ pesante
un giorno invece troppo leggero?
mentre Key si sbatte perché le urla la vena
pensi che sei fortunato:
ti è mancato proprio solo un pelo
e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
e ti senti il diritto di sentirti leggero
c’è qualcuno che urla per un addio al celibato
per una botta di vita con una troia affittata.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai.
Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po’ di sole ed in bocca una canzone.
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mercoledì 19 settembre 2007 - ore 14:19
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Siamo solo noi
che andiamo a letto la mattina presto
e ci svegliamo con il mal di testa
siamo solo noi
che non abbiamo vita regolare
che non ci sappiamo limitare
siamo solo noi
che non abbiamo più rispetto per niente
neanche per la mente
siamo solo noi...
quelli che poi muoiono presto
quelli che però è lo stesso
siamo solo noi
che non abbiamo più niente da dire
dobbiamo solo vomitare
siamo solo noi
che non vi stiamo neanche più ad ascoltare
siamo solo noi
quelli che non hanno più rispetto per niente
neanche per la gente
siamo solo noi
quelli che ormai non credono più a niente
e vi fregano sempre ...sì...
siamo solo noi
che tra demonio e santità è lo stesso
basta che ci sia posto
siamo solo noi
che facciamo colazione con un toast
del resto
siamo solo noi
quelli che non han voglia di far niente
rubano sempre
siamo solo noi
generazione di sconvolti che non han più
santi né eroi
siamo solo noi
siamo solo noi
siamo solo noi
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lunedì 17 settembre 2007 - ore 14:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I Comuni ai cittadini

E adesso? Dopo il V-day?
La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali.
I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli.
I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi.
Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo.
Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche.
Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati.
Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città.
Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog.
Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale.
La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica.
Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned.
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domenica 16 settembre 2007 - ore 22:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
te ghe i occi pi grandi dea bocca
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