Un grazie speciale, poi, va a tutti coloro che non ci hanno creduto, a chi mi diceva di lasciar perdere, a chi mi diceva che non ce l’avrei mai fatta, che questa non era la mia strada, a chi se ne č andato quando le cose si sono fatte difficili. Senza la vostra sfiducia, il mio orgoglio e la mia testardaggine non sarebbero mai stati solleticati abbastanza da darmi la forza di andare avanti. Grazie davvero.
(Ultime righe dei ringraziamenti della mia tesi)
il bello degli ingegneri č che hanno sempre una dote non sfruttata che un’altra parte di mondo avrebbe usato per guadagnarci i milioni. L’ingegnere no, fa calcoli. Fenomenale.
(Ceres, che ringrazio)
E come disse Lao Tse "Ghe ’ndemo in culo a tuti, noialtri!"
(Forse era Confucio...)
(5Corde, il commento del secolo

)
Un grazie sentito a *Template* per lo splendido lavoro fatto nel personalizzare il mio blog, e l’infinita pazienza nello starmi dietro.
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domenica 13 marzo 2005 - ore 16:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Di nuovo: chi salva i salvatori?
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PERMALINK
sabato 12 marzo 2005 - ore 14:34
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Il sole splende, non c'e' un alito di vento, la temperatura pare decente... ok, ho deciso, vado al campetto a fare due tiri". Questo e' quanto pensavo questa mattina, appena il caffe' ha deciso di entrare in circolo...
Bello come il sole (?) e baldanzoso, mi sono messo la tuta e le scarpette da ballo (come amo chiamare i barconi misura 47 e mezzo che metto ai piedi) e mi sono diretto al campetto del mio paese, noncurante dell'oltre anno e mezzo che non andavo a giocare (se si escludono 10 minuti di un uno contro uno questo Novembre a -2... ma giocare con i giacconi invernali ed i guanti non e' proprio "giocare"...). "Tanto, the class isn't water" mi dicevo...
Avrei dovuto capire l'andazzo gia' durante il riscaldamento quando, mentre facevo scatti e mi trovavo all'apice della velocita', ho sentito strombazzare da dietro. Girandomi, ho visto un bambino di approsimativamente un anno e mezzo a cavallo della sua macchinina a pedali che mi sfanalava chiedendomi strada (e mostrandomi anche il dito, peraltro... ah, questa gioventu' moderna...).
Va beh, mi dico, essere un po' a corto di fiato e di velocita' e' normale, dopo un anno. Ma vedrai ora che mi metto a fare un po' sul serio: salgo in cattedra e vedrai che numeri!
Dopo 9 minuti, per rispetto a me stesso ed al gioco che amo tanto, avevo deciso che non stavo piu' giocando a pallacanestro, ma a pallaferro: se fossi riuscito a prendere almeno il ferro, sarebbero stati due punti, come avessi fatto canestro.
Al 23mo minuto, mi sono accorto che le gradinate del campetto erano stracolme, ed i balconi dei condomini circostanti erano pieni di gente: si era sparsa la voce che al campetto del paese c'era un tipo bravissimo ad evitare il canestro, e che ogni volta che lo vedevi tirare avresti giurato che la palla sarebbe entrata ma... nulla, niente, ti fregava sempre: e' un drago, riesce sempre a mancarla.
Al 45mo, mentre sugli spalti era cominciata una sciarpata, ed i tifosi urlavano il mio nome, un'improvvisa raffica di vento ha fatto entrare la palla nel canestro... immediata, e' partita la ola, ed i fumogeni hanno invaso l'aria.
Al 90mo, in completa trance agonistica, ho visto Jordan che mi si avvicinava camminando sulle pozzanghere e mi diceva "In verita', in verita' di tico: ricordati della tua media di 3 su 4 da tre, e della partita in cui mettesti 12 triple su 12 tiri, e prova un tiro in sospensione da tre".
E cosi', mentre il pubblico improvvisamente si ammutoliva, sono partito da centrocampo... finta a sinistra con pericoloso cigolio del femore... spostamento a destra con proteste del ginocchio... arresto ad un tempo con conseguente richiesta di espatrio di entrambi i tendini, ed elevazione di 1,32 mm.
Un arco perfetto si e' disegnato nel cielo, e mentre atterravo dalla vertiginosa altezza cui ero arrivato, ho visto Jordan sorridermi ed annuire, per poi dissolversi come rugiada al mattino.
Quando la palla e' entrata a canestro, l'intero paese e' esploso: dai condomini la gente si buttava direttamente in strada per venire ad abbracciarmi, dalle gradinate si e' levato un boato, ed e' scattata l'invasione di campo, 23 bambini sono stati concepiti nell'euforia del momento e tutti e 23 verranno chiamati Jeff, il sindaco del paese e' venuto ad offrirmi la cittadinanza onoraria (peraltro inutile, visto che io sono gia' cittadino del mio paese, ma mi sembrava brutto deludere quell'uomo...), io che facevo il giro del campo urlando, mentre Dan Peterson urlava "campioni del mondo, campioni del mondo, campiondi del mondo"...
Uno spettacolo incredibile...
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sabato 12 marzo 2005 - ore 00:28
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fatto cio' che dovevo.
Vorrei scrivere tanto, troppo... ma sono vento alla deriva, troppo esausto per raccontare.
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venerdě 11 marzo 2005 - ore 19:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Bene.
I capelli sono corti.
La barba e' a prova del peggior sergente istruttore.
Il dopobarba e' quello che lei trova divino.
La mise che indossero' e' la sua preferita.
Gli stivali sono lucidi a specchio.
Il cuore pompa adrenalina.
Se vieni a prenderti qualcosa a casa mia, devi capire con chi hai a che fare, e se devo ammainare la bandiera, devo farlo nel modo piu' splendido possibile.
Sara' un'ultima battaglia memorabile.
Here we go!
"E quando camminero' solo nella valle della morte, Signore, non avro' paura, perche' sono io il piu' dannato figlio di puttana di tutta la valle!"
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giovedě 10 marzo 2005 - ore 22:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... curiosa coincideza, oggi: a "Scrubs" lei dice a lui che va a vivere con l'altro, ma lui riesce a dissuaderla e a convincerla a tornare insieme...
L'aspetto curioso e' che domani lei mi presenta l'altro, con cui va a vivere...
Di sicuro non tentero' di dissuaderla a meno che lui non mi "puzzi" troppo... certo, domani sera mettero' in scena il mio spettacolino, e verra' combattuta la battaglia piu' vecchia del mondo: una lei, due lui... ho gia' recitato questa parte, ed anche se questa volta lei ha gia' fatto la propria scelta, non mi tirero' indietro: voglio che gli sia chiaro che gli sto con il fiato sul collo, e che al minimo errore, io saro' li'.
Ha avuto solo fortuna, lui, perche' quando lei era in crisi con il precedente ragazzo, non c'ero io li', ma lui...
E voglio che sappia.
Voglio che mi guardi negli occhi domani, e capisca la cosa piu' importante di tutte.
Voglio che, come l'altro prima di lui, si renda conto che lei non e' sola, e che qualsiasi ferita le infliggera', gli verra' resa dieci volte tanto.
Se non posso averla, nessuno mi puo' impedire di proteggere la cosa che ho piu' cara al mondo.
Ho una sola parola, e le ho promesso protezione.
Cosi' sara'.
E lui lo deve capire.
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lunedě 7 marzo 2005 - ore 20:00
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Venerdi' sera conoscero' il ragazzo della mia amica.
Viene apposta dalla Francia.
Beh, ad essere piu' precisi, viene perche' lei ha casa libera tutto il week end, ed e' piu' di un mese che non riescono a vedersi, ma fa lo stesso: ha chiesto di conoscermi, lei voleva che io lo conoscessi, io volevo conoscerlo.
Una conoscenza comune, insomma.
Vediamo, devo farlo sentire il benvenuto in Italia, e, sopratutto, devo fargli capire quanto sono contento che venga a portarsi via, in Francia, la persona piu' importante della mia vita...
mumble...
mumble...
mumble...
Beh, ma e' evidente!
Dunque, la prima cosa che spicca in lui (per chi non lo conosce, certo) e' che e' musulmano... quindi, per farlo sentire a casa, provvedero', nell'ordine:
1. Ungero' di grasso di maiale la via di fronte casa della mia amica
2. Intreccero' una barriera di interiora di porco di fronte alla porta di ingresso
3. Mi presentero' con una collana di salsicce al collo, a forma di croce
4. Mi vestiro' da domenicano (noti persecutori, nel passato, di "infedeli")
5. A tavola intratterro' una brillante discussione sulla Santa Inquisizione, di cui confido la Santa Sede tornera' presto a servirsi
6. Ad un certo punto della serata, interverro' dicendo che il mio personaggio storico preferito e' Nicolau Eymerich (il piu' giovane Inquisitore Generale della storia, noto per la propria ferocia e barbarie) di cui, sosterro', sono pronipote diretto per via partenogenetica
7. Concludero' la serata con numerosi brindisi alcolici, ognuno dei quali seguito da un Salve Regina (anche questo, canto usato spesso dai domenicani)
8. Prima di salutarlo, lo cospargero' di acqua Santa, dicendogli "speravo che questo ti facesse dissolvere, ma visto che cosi' non e' stato, forse ho almeno purgato un po' della tua anima"


Disclaimer: quanto scritto sopra non vuole essere assolutamente un inno al razzismo o altro. Ce l'ho solo con _questo_ musulmano, ma per ragioni indipendenti dalla religione, ma molto piu' personali.
Spero che nessuno si senta offeso da quanto sopra scritto che, ripeto, non va in nessun modo inteso come un invito alla discriminazione religiosa, ma solo come uno sfogo personale: se lui fosse stato cristiano, avrei trovato altri modi per sfogarmi.
Ritengo altresi' necessario sottolineare che condanno le pratiche sanguinose della Santa Inquisizione.
Grazie per la cortese attenzione.
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lunedě 7 marzo 2005 - ore 19:31
Frammenti di pensiero
(categoria: " Pensieri ")
Cerco di sopravvivere all'amore, mentre la vita mi vive intorno
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venerdě 4 marzo 2005 - ore 20:38
(categoria: " Pensieri ")
"Non dimenticare mai cio' che sei, perche' il mondo non lo dimentichera'. Fanne la tua forza, affinche' non sia la tua debolezza. Rendila la tua armatura, affinche' non possa essere un'arma da usare contro di te"
(George R. R. Martin, "Il trono di spade")
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giovedě 3 marzo 2005 - ore 19:32
Oceano
(categoria: " Pensieri ")
Ho cercato a lungo parole che potessero descriverti, che parlassero di te.
Ho atteso che il processo che mi porta a scrivere, a raccontare, a dettagliare, giungesse a compimento, e una tua rappresentazione diventasse chiara e lampante.
Ma questo non e' avvenuto.
Non e' avvenuto perche' non ti conosco abbastanza da poterti disegnare con precisisione, non posso raccontare cio' che sei.
Ma posso raccontare l'immagine con la quale sei presente in me, con lo strascico di colori che lasci ogni volta che mi capita di pensare a te...
Tu sei Oceano.
Perche' l'oceano e' grande, ed immenso.
L'oceano contiene in se' milioni di presenze, milioni di stati d'animo: in un angolo e' di un blu cupo e minaccioso, che hai paura solo a guardarlo negli occhi, mentre nell'estremo opposto e' di un tenue azzuro, e ti dice che nulla puo' farti del male fino a che ti immergi in lui'
L'oceano non lo puoi conquistare.
L'oceano decide lui, se gli piaci o se no, e non spiega i propri motivi a nessuno al mondo.
Se non gli piaci si gonfia, diventa tremendo e grande, e tu saprai che non puoi fare piu' nulla, se non scomparire... ma se gli piaci... oh, se gli piaci allora ti cullera' in se', e ti portera' al sicuro ovunque tu voglia andare, baciandoti con le sue onde, e lasciando che il sole ti accarezzi il viso.
L'oceano non lo puoi capire, non lo puoi prevedere. All'oceano puoi solo chiedere di accettarti per come sei, perche' l'oceano sa guardarti dentro, e non lo puoi prendere in giro.
L'oceano ha molteplici presenze nascoste nei suoi abissi, sepolte dove il blu e' piu' scuro. Storie vecchie e nuove che si intrecciano, e giacciono su fondali talmente profondi che se sei solo un uomo non puoi nemmeno pensare di arrivarci. Vecchi scheletri ingialliti nel tempo, che vengono portati a galla saltuariamente, per un motivo o per l'altro, per poi immergersi e tornare dove fanno meno male.
L'oceano e' li', in attesa. Non sai di cosa, perche' non lo sa nemmeno lui.
L'oceano viene e ti porta via, se lo decide, e poi ti lascia confuso e stremato su qualche spiaggia, nella speranza terrorizzata che torni a prenderti.
L'oceano puoi solo accettarlo per quello che e': l'oceano.
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lunedě 28 febbraio 2005 - ore 21:31
Lotte e rese
(categoria: " Riflessioni ")
Mi ritengo una persona che non si tira indietro quando c'e' da lottare, con il coraggio di affrontare a viso aperto le varie situazioni, ed i conflitti che possono venire a crearsi.
Da folle, spesso non smetto di lottare neppure quando le speranze sono nulle, almeno fino a che la battaglia non e' finita: "Lo spettacolo non e' finito, fino a che l'ultima battuta non e' stata pronunciata, ed il sipario calato" (W. Shakespeare).
Tuttavia, a volte accade che prudenza e saggezza consiglino di rinunciare alla lotta, di non cominciarla nemmeno.
Nel preciso istante in cui il mio impeto viene frenato dai piu' miti consigli, comincia un'altra battaglia, questa volta dentro di me: chi puo' discernere se tale rinuncia e' vigliaccheria, o essere superiori alle provocazioni?
Anche questo, sono io...
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