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NICK: Jolie
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Racconto fantastico a più dimensioni

di Edwin A. Abbott


LA RICCHEZZA DELLE IDEE
Storia del pensiero economico

di Alessandro Roncaglia


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ORA VORREI TANTO...


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ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




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MERAVIGLIE

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"Strappa all’uomo medio le illusioni di cui vive e con lo stesso colpo gli strappi la felicità"

(Henrik Ibsen)






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(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 5 giugno 2008
ore 19:51
(categoria: "Vita Quotidiana")


See you soon....

...


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giovedì 5 giugno 2008
ore 19:38
(categoria: "Cinema")


Ci pisciano addosso e ci dicono che piove...

Da vedere su google video:

"What happened to our dream of freedom_part 1"

"What happened to our dream of freedom_part 2"

"What happened to our dream of freedom_part 3"


Disponibili con sottotitoli in italiano....


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martedì 3 giugno 2008
ore 08:59
(categoria: "Vita Quotidiana")





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sabato 31 maggio 2008
ore 17:26
(categoria: "Vita Quotidiana")


-1 e poi...

... !!!!


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lunedì 26 maggio 2008
ore 10:49
(categoria: "Vita Quotidiana")


Oggi ho imparato che...

....se la domenica sera ti cimenti con le topone in una gara di bevute contro una squadra di rugbisti e poi il lunedì mattina pretendi di prendere il treno delle 7:29, è probabile che l’aria fresca del mattino non basti per farti cominciare bene la giornata....
Per favore...CAFFEEEEEEEEEEE’!!!!!!!!!!!!!!!




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domenica 25 maggio 2008
ore 12:55
(categoria: "Pensieri")


NOSTALGIA....

...oggi va così....


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giovedì 22 maggio 2008
ore 21:57
(categoria: "Vita Quotidiana")


A grande richiesta...

...le foto della festa della famiglia al Vecchio Casale ...






...e quelle della festa drum’n’Base on boat a Venezia....












Il tutto, naturalmente, aspettando il BBQ family party del 1 giugno!!




E nel frattempo...domenica in Casana...






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martedì 20 maggio 2008
ore 18:20
(categoria: "Vita Quotidiana")


Io AAAMO quest’uomo!!!



E per la mia gioia ( ma non solo) mercoledì 28 maggio sarà a Padova per presentare "Se li conosci li eviti".

More info su www.cittadiniattivi.it (però non venite in troppi che se per colpa vostra poi non mi fanno entrare perchè non c’è più posto divento aggressiva!)




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venerdì 16 maggio 2008
ore 09:40
(categoria: "Vita Quotidiana")


Mi ricorda qualcuno...



L’inetto si sente inadatto a vivere poiché non riesce ad aderire alla vita, non ha un ruolo nella società in cui riconoscersi, quindi non riesce a dare un senso alla propria esistenza. Inoltre l’inetto si sente malato di quella malattia che è il disagio: l’incapacità di provare sentimenti, che provoca nell’uomo un intenso alone di tristezza e di infelicità. L’inetto quindi, è sempre un eroe sconfitto, a causa della frattura venutasi a creare tra l’io e la realtà e all’interno dell’uomo con la scoperta dell’inconscio.
L’inetto, incapace di “vivere come gli altri” e di “fare come gli altri”, reagisce alla sua incapacità rifugiandosi alternativamente nell’alibi della propria presunta superiorità intellettuale o nei sogni di una vita improbabile, densa di azioni clamorose e di gesti eccezionali.

Nel romanzo Una Vita, di Italo Svevo, il protagonista Alfonso Nitti, dotato di una certa cultura umanistica e di improbabili ambizioni di scrittore, soffre per la monotonia e lo squallore della propria esistenza.
Dopo essere riuscito a sedurre Annetta Maller, la figlia del suo principale, Alfonso si rende immediatamente conto di non provare dalla relazione quella gioia che immaginava. Così, dopo una notte d’amore, fugge al paese natale con un pretesto. La lunga assenza sarà fatale ad Alfonso; infatti, Annetta, passato l’entusiasmo del momento, intreccierà un’altra relazione sentimentale. Al suo ritorno Alfonso oscilla tra rassegnazione, orgoglio per aver rinunciato ad un amore d’interesse e delusione per vedersi nuovamente risucchiato nella squallida vita di sempre. In ditta viene messo da parte e trasferito ad un incarico meno remunerativo. Perde quindi il controllo della situazione…

Fin da subito appare con chiarezza come la città, la banca, la società in cui il protagonista è costretto a vivere siano per lui ostili e brutali ed emerge subito la sua tendenza ad autocompatirsi, la sua incapacità di lottare e vivere nella società; quando viene invitato a casa Maller prepara in anticipo vuoti discorsi, ma una volta in salotto è imbarazzato, a disagio… Egli sogna di diventare un grande scrittore, sogna di diventare un grande filosofo, immagina Annetta come una dea. Questo continuo contrasto tra sogno e realtà accentua un’altra caratteristica del personaggio, tipica dell’inetto di Svevo: il sopraggiungere della malattia, del malessere che è indice di disadattamento da cui Alfonso si solleva solo parzialmente con le evasioni fuori città, esce da un senso di inferiorità che sente con le persone che percepisce a lui superiori.
Alfonso prima si sente vivo perché seduce Annetta, poi ha paura di tuffarsi nella vita e si autoinganna e inganna gli altri con l’ipocrisia del sacrificio. Egli, cioè, maschera la decisione di scappare lontano dalle responsabilità e dalla lotta con la scusa di sacrificarsi per il bene di Annetta (è Annetta, in principio a chiedergli di allontanarsi). Poi, saputo che Annetta sposerà un altro, Alfonso spera di passare dal ruolo scomodo di traditore a quello, gradito, di abbandonato (è il ruolo che più soddisfa il suo desiderio di autocommiserazione e di pietà altrui). Questo ruolo lo mette al riparo dai rischi dell’esistenza, giustifica la sua rinuncia e lo colloca in uno stato in cui egli si sente “felice, equilibrato, come un vecchio.”

Pieno di inibizioni, di frustrazioni, l’inetto avverte la sua inferiorità e subisce gli eventi, non li domina; è dunque colui che soggiace passivamente ai condizionamenti ambientali e alle pulsioni dell’inconscio, che lo privano di ogni possibilità di scelta. È un abulico, un essere privo di forte volontà, più incline alla contemplazione che non all’azione.



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mercoledì 14 maggio 2008
ore 11:15
(categoria: "Vita Quotidiana")


Sì, però dai an....


gara di sputi


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