
kikkakokka, 24 anni
spritzina di conegliano
CHE FACCIO? Scienze Statistiche
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
devo studiareeeeeeee
HO VISTO
STO ASCOLTANDO
niente... la mia testa scoppia...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
comodo... ho la febbreeeeee
ORA VORREI TANTO...

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STO STUDIANDO...
purtroppo dovrei studiare....teoria statistica delle decisioni; organizzazione aziendale A e B; economia e gestione delle imprese B; algebra lineare...

penso basti no?!?!?!
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) GESU'!!!!
29/11/2006:
KIKKAKOKKA=110 e LODEdi tutto di più.... dare libero sfogo alla mente... lasciarsi andare...

A chi non lascia traccia
regalo il mio sorriso,
A chi crede di non contare nulla
la mia forza.
A chi vorrebbe sogni,
qualche speranza...
Per tutti un pò della mia essenza.
Sia piacevole il tempo
che scorre in questo luogo.
Grazie per la tua visita.

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ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:33
(categoria: " Vita Quotidiana ")
REGOLA AUREA DEL CAPITAL BUDGETING: IL TASSO DI ATTUALIZZAZIONE DI UN PROGETTO DEVE SEMPRE ESSERE EGUALE AL RENDIMENTO ATTESO DAI PORTATORI DI CAPITALE, DATO QUEL PARTICOLARE LIVELLO DI RISCHIO
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Equazione della Capital Market Line:
E(Rp) = Rf + [[E(RM)-Rf] / M ] x p
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gli investitori definiscono i titoli da scegliere e poi il peso relativo
prima asset picking;
quindi, asset allocation, secondo la loro propensione al rischio
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Investire in titoli con il coefficiente negativo può ridurre la dispersione rispetto all’nvestimento effettuato in uno solo dei due titoli .
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Rendimento atteso di un singolo titolo =
rf + (b x Premio per il rischio di mkt storico
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Data una distribuzione di frequenza possiamo calcolare la media aritmetica della distribuzione. A tal fine, sommiamo tutti i valori e dividiamo per il numero totale (T) delle osservazioni.
La differenza tra i rendimenti di titoli rischiosi e i rendimenti di titoli privi di rischio prende il nome di rendimento eccedente dell’attività rischiosa. Esso rappresenta dunque il rendimento aggiuntivo che deriva dalla rischiosità dei titoli azionari ed è interpretabile come un premio per il rischio (risk premium).
Il secondo indice che che caratterizza una distribuzione dei rendimenti è una misura del rischio degli stessi. Un modo di pensare al rischio dei rendimenti delle azioni ordinarie è in termini di dispersione della distribuzione di frequenza. La varianza e la sua radice quadrata, lo scarto quadratico medio, sono le più comuni misure di dispersione.
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La storia dei rendimenti del mercato dei capitali è troppo complessa per essere trattata in forma estesa. Per “usare” la storia dobbiamo trovare qualche maniera trattabile per descriverla, sintetizzando i dati in poche e semplici affermazioni.
La figura che segue illustra la distribuzione di frequenza dei rendimenti: sull’asse delle y è riportato il numero degli anni che si trovano nell’intervallo indicato sull’asse delle x.
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 17:02
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si definisca Rt il rendimento nel generico anno t, o rendimento annuo (espresso in decimali!). Il rendimento totale ottenibile dall’anno 1 all’anno T è il prodotto dei rendimenti di ciascuno di questi anni:
(1+R1) x (1+R2) x … x (1+Rt) x … x (1+RT)
Per esempio, se in un periodo di 3 anni i rendimenti fossero 11, -5 e 9 per cento, un investimento di un dollaro all’inizio del periodo avrebbe un valore di:
(1+R1) x (1+R2) x (1+R3) = (1+0,11) x (1-0,05) x (1+0,09) = 1,15
15% (o 0,15) è il rendimento che deriva dall’investire in azioni i dividendi del primo anno per altri due anni e dal reinvestire i dividendi del secondo anno per un altro anno.
Il rendimento del 15% è chiamato rendimento periodale dei tre anni.
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 16:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ più conveniente riassumere le informazioni sui rendimenti in termini percentuali piuttosto che monetari.
La domanda alla quale intendiamo rispondere è pertanto: qual è il rendimento che otteniamo da ogni $ investito?
Definiamo dividend yield:
Divt+1 / Pt
Guadagno in conto capitale:
(Pt+1 – Pt) / Pt
Combinando queste 2 componenti si ottiene il rendimento totale dell’investimento….
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martedì 17 gennaio 2006 - ore 16:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il rendimento ottenibile da un investimento in azioni, come da uno in obbligazioni o da ogni altro investimento, ha 2 componenti:
Nel corso dell’anno la maggior parte delle società paga dividendi agli azionisti. Questo pagamento è la componente di reddito del rendimento.
L’altra parte del rendimento, che si aggiunge ai dividendi, è il guadagno in conto capitale o, se negativo, la perdita in conto capitale dell’investimento.
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