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NICK: kherydan
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STO LEGGENDO
Jules Verne - Ventimila leghe sotto i mari


HO VISTO
zaffiri.


STO ASCOLTANDO
Negramaro


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
acciaio e musica.


ORA VORREI TANTO...
Saper scrivere bene quello che mi frulla per la testa.


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Un modo per liberarmi delle cose


OGGI IL MIO UMORE E'...
Sempre meno umano... Ma in fondo va bene così.


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata




Puoi cambiare le idee degli uomini con i tuoi argomenti, ma non puoi cambiare il loro cuore ricorrendo agli stessi mezzi. I cuori sono cambiati dalle azioni. ”

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ULTIMI 10 messaggi
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


mercoledì 9 marzo 2005
ore 10:09
(categoria: "Riflessioni")


Hagakure (VII,5)
Al momento dell'attacco al castello di Shimabara, Tazaki Geki indossava un'armatura fulgida. Al daimio Katsushige ciò non piacque e, dopo questo episodio, ogni volta che vedeva qualcosa di vistoso esclamava: "E' proprio come l'armatura di Geki". Alla luce di questa storia, si può dire che un'armatura e un equipaggiamento appariscenti possono essere interpretati come segno di debolezza. Da loro si può indovinare l'animo di chi li indossa.

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martedì 8 marzo 2005
ore 10:16
(categoria: "Vita Quotidiana")


Se passate di qua...
... siete donne e mi conoscete (ma anche no), auguri per oggi, così mi evito di cercarvi ad ogni refresh della lista degli utonti online

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martedì 8 marzo 2005
ore 09:43
(categoria: "Riflessioni")


Hagakure (VII,1)
Un giorno Hyogo Naritomi disse: "Sconfiggere i propri alleati è la vera vittoria. Trionfare sul proprio alleato significa vincere se stessi; è l'affermazione dello spirito sul corpo".
Il samurai deve coltivare quotidianamente il suo spirito ed esercitare il corpo, in modo che nessuno - fra mille alleati - possa toccarlo. Di certo, senza questa preparazione, non sarà mai capace di vincere un nemico.


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lunedì 7 marzo 2005
ore 10:33
(categoria: "Musica e Canzoni")


Angelo - Francesco Renga

Non mi piace sanremo. Questa canzone l'ho sentita per caso ieri sera per la prima volta. La scrivo perché... Beh perché mi sembra giusto. Di solito ragiono sempre in questi termini: non perché conviene, perché è la via più facile o perché "mi va"... Ma solo perché mi sembra la cosa più giusta, equilibrata ed armonica che posso fare.

Vorrei avere i tuoi angeli
Per non avere paura
E sapere cosa fare...
Notte fonda
Senza luna
E un silenzio che mi consuma
Il tempo passa in fretta
E tutto se ne va...
preda degli eventi e dell'età
Ma questa paura per te non passa mai
Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di là di quello che da
E l'ingenuità è parte di lei...
Che è parte di me
Cosa resta
Del dolore
E di preghiere, se Dioo non vuole?
parole vane al vento
Ti accorgi in un momento:
Siamo soli... è questa la realta?
Ed è una paura che... non passa mai
Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di là di quello che da
E tutto il dolore
Che grida dal mondo
Diventa un rumore
Che scava, profondo...
Nel silenzio di una lacrima
Lei non sa vedere al di là di quello che da
L'ingenuità è parte di lei...
Che è parte di me.

Vorrei avere i tuoi angeli
Per non avere paura
E sapere cosa fare...
Notte fonda
Senza luna
E un silenzio che mi consuma
Il tempo passa in fretta
E tutto se ne va...
preda degli eventi e dell'età
Ma questa paura per te non passa mai
Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di là di quello che da
E l'ingenuità è parte di lei...
Che è parte di me
Cosa resta
Del dolore
E di preghiere, se Dioo non vuole?
parole vane al vento
Ti accorgi in un momento:
Siamo soli... è questa la realta?
Ed è una paura che... non passa mai
Angelo, prenditi cura di lei
Lei non sa vedere al di là di quello che da
E tutto il dolore
Che grida dal mondo
Diventa un rumore
Che scava, profondo...
Nel silenzio di una lacrima
Lei non sa vedere al di là di quello che da
L'ingenuità è parte di lei...
Che è parte di me.



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lunedì 7 marzo 2005
ore 09:39
(categoria: "Riflessioni")


Hagakure (IV,66)
Il daimio Katsushige disse: "Ancora non dimentico quello che ripeteva sempre il daimio, e ora lo dico a tutti voi: Nei processi in tribunale ascoltate ciò che dice l'imputato e non condannate a morte. Neanche quando succede una cosa grave, dovete bere sakè. E' una cosa disdicevole".

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venerdì 4 marzo 2005
ore 09:39
(categoria: "Riflessioni")


Hagakure (IV,50)
Il daimio Katsushige era solito affermare che esistono quattro tipi di samurai: i "veloci poi lenti", i "lenti poi veloci", i "sempre veloci" e i "sempre lenti".
I "sempre veloci" sono samurai che, quando vengono impartiti loro degli ordini, li eseguono con prontezza risolvendo al meglio la situazione. Fukuchi Kizaemon e uomini come lui appartengono a questo tipo.
I "lenti poi veloci" sono samurai che, pur faticando a comprendere gli ordini, si impegnano subito riuscendo a portare a termine la missione. Ritengo che Nakano Kazuma e persone come lui siano tra loro.
I "veloci poi lenti" sono samurai che, quando ricevono istruzioni, sembrano comprenderle subito, ma poi temporeggiano e indugiano nell'esecuzione. Questa categoria è numerosa.
Tutti i restanti appartengono al tipo "sempre lenti".


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giovedì 3 marzo 2005
ore 09:53
(categoria: "Riflessioni")


Hagakure (IV,18)
Tutte le sere, il daimio Nabeshima Katsushige era solito bere sakè e fare conversazione fino a quando i fumi del liquore erano scomparsi, poi andava a dormire. Prima di coricarsi, si sistemava la cintura, sguainava la spada dal fodero, contemplava la lama e poi rinfoderava l'arma, quindi si addormentava. Non smise di compiere questo gesto fino alla morte.

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mercoledì 2 marzo 2005
ore 16:31
(categoria: "Riflessioni")


Hagakure (III,34)
Una volta il daimio Naoshige disse: "C'è un momento in cui tutti sono allegri e amichevoli, ed è allora che ci si rilassa. Tuttavia, in seguito ci sono sempre cose che si rimpiange di aver fatto o detto".

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lunedì 28 febbraio 2005
ore 10:32
(categoria: "Vita Quotidiana")


Da solo a casa
Ed il gatto in mio potere...

Potrebbe succedere di tutto...


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lunedì 28 febbraio 2005
ore 09:55
(categoria: "Riflessioni")


Hagakure (III,27)
Il daimio Naoshige disse al nipote Motoshige: "Non importa il rango di un uomo, il casato decadrà quando il suo tempo si compie. Se si cercherà di impedire la rovina, la fine sarà ancora peggiore. Se un uomo ritiene che il suo tempo sia compiuto, è bene accettare la fine. In questo modo potrebbe persino evitare la caduta."
Si dice che il fratello più giovane di Motoshige abbia imparato questo insegnamento da lui.


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