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Lercio, 28 anni
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LEGGO IN MANIERA COMPULSIVA!
LIBRI CHE HO LETTO NEGLI ULTIMI TRE MESI:























HO VISTO


EL HOMBRE PERSEGUIDO POR UN OVNI, Juan Carlos Olaria (1976)

El Hombre Perseguido Por Un Ovni è un raro caso di genere fantastico nella cinematografia Spagnola. Girato con un budget ristretto da Juan Carlos Olaria, considerato attualmente in patria una sorta di Ed Wood nazionale proprio grazie a questo film, lascia trasparire l’enorme sforzo del regista per ovviare ai problemi produttivi. E’ chiaro, vedendo il film, che i fondi hanno costituito un limite invalicabile alla riuscita ottimale dell’opera. Le riprese furono travagliate, durarono dal 1972 al 1975, ma ancora più problematica fu la distribuzione, dato che il film vide la luce (o il buio dato che uscì nelle sale) soltanto nel 1977. Il soggetto è molto semplice e il titolo, che tradotto significa “L’uomo inseguito da un Ovni”, è sufficiente nel riassumere il tutto alla perfezione. Con qualche nudo più che altro suggerito abbiamo anche qualche accenno exploitation che insieme alle tematiche tenta di stupire senza esserne del tutto all’altezza. l’operazione, dal lato fantascientifico, è riconducibile ai B-Movie Americani tipici degli anni ì50, celebri per il loro sottotesto critico sulla guerra fredda. In questo caso non abbiamo nessun sottotesto o metafora da cogliere, spesso e volentieri non si può fare a meno di notare come il minutaggio sia tirato per le lunghe in alcuni punti che risultano statici e noiosi. A conferma di quest’ultima tesi, dopo un‘ora circa entrano in scena, e non in maniera secondaria, sequenze di repertorio di telegiornali e documentari che riguardano missioni spaziali o documentari sullo spazio. Immagini di repertorio vi sono anche durante i bizzarri titoli di apertura, i quali elencano i principali avvistamenti UFO del periodo, con i titoli che appaiono in caratteri stile psichedelico. Il protagonista, uno scrittore in crisi, è interpretato da Richard Kolin, già visto nel cast di film di genere Italiani quali Anche Gli Angeli Mangiano Fagioli e Gatti Rossi In Un Labirinto Di Vetro. Alberto Oliver, questo il nome dello scrittore, braccato saprà difendersi con i suddetti e prenderà a pugni gli alieni, i quali non sono altro che comparse con una maschera di stagnola in faccia e una tuta attillata color nero-grigio. Riuscirà anche a decapitare uno di loro con una roncola mettendo in mostra il sangue giallo di questo. Un collega dell’alieno decapitato non si farà intimorire dalla decapitazione e appiccicherà la testa mozzata sul proprio collo avendo così due teste al posto di una. Come avrete intuito il budget ristretto e gli anni che pesano sul film lo rendono ricco di comicità involontaria. La risata scappa in più punti per l’ingenuità di alcune soluzioni visive e escamotage per ovviare ad effetti speciali di difficile realizzazione. Il disco volante stesso, in pieno stile B-Movie oltreoceano, è di un argento vivo ed è graziosissimo quando insegue il nostro scrittore che fugge a piedi ricordando alla lontana la sequenza culto di Intrigo Internazionale. Film di difficile reperibilità fino a fine 2007, anno in cui per il trentesimo anniversario è uscita l’edizione DVD dell’opera restituendo visibilità a un anomalo caso cinematografico della Spagna anni ‘70.




LOS CRONOCRIMENES, Nacho Vigalondo (2007)

Vincitore dell’edizione 2007 del Science Plus Fiction Festival di Trieste, festival dedicato al cinema di Fantascienza, questa opera prima di un regista Spagnolo, Nacho Vigalondo, dimostra come con un piccolo budget a disposizione si riescano a confezionare opere di grande pregio e di ottima fattura. Come il titolo, che tradotto significa proprio quello che sembra: “i crono crimini”, anche il film particolare. Il tempo citsto nella prima parte del titolo è il fattore principale del film, il viaggiare in esso, con i suoi imprevisti e i suoi contrattempi è ciò che tratta il film, i crimini a cui si riferisce la seconda parte del film indica la disperazione e lo sforzo estremo da parte del protagonista per far ritornare tutto come prima di un accidentale viaggio nel tempo. In realtà l’accidentalità o meno sfuge come ogni certezza in questo lungometraggio, Uno dei pregi è proprio intavolare riflessioni profonde e machiavelliche riguardo all’ intreccio. Si firma una sorta di gioco di proiezioni, le quali ci vengono introdotte dai protagonisti stessi del film, ma venirne a capo non è semplice e l’errore o l’illusione si annidano dietro ogni angolo. Il tutto inizia quando Héctor seduto nel giardino di casa vede con il suo binocolo una fanciulla molt carina in mezzo al bosco, segue i movimenti di lei in maniera quasi Hitchcockiana, la vede ad un tratto nuda e decide di andare a vedere che succede, subito viene aggredito da un uomo mascherato che lo pugnala ad un braccio con una forbice. Fuggendo dall’aggressore finirà in un laboratorio in cui un giovane scienziato lo rinchiude in uan macchina del tempo e lo fa viaggiare. Uscito da essa non vien riconosciuto dallo stesso che lo ha messo nella macchina. In seguio col binocolo vedrà casa sua, sua moglie e se stesso. E’ una riflessione di se stesso dopo aver viaggiato nel tempo? Il fulcro del film è questo e non è affatto a semplice venire a capo con quello che accadrà in seguito. Héctor dovrà lottare per far prevalere il proprio io contro i suoi riflessi e lo spettatore dovrà lottare per seguire questa lotta. Avvincente nella narrazione e interpretato magistralmente da Karra Elejalde, il quale ruba letteralmente lo schermo in un gioco di ruoli riflessi resi al meglio con lievi ma estremamente funzionali sfumature caratteriali. Gli io del protagonista sono riflessi, l’animo speculare sebbene simile non è identico e l’attore riesce ad esprimerlo in maniera efficacissima.


NUOVO PUNK STORY, John Waters (1977)

Uno degli inizi più dissacranti della storia del cinema! Una signora dell’alta borghesia Americana è soffre di attacchi d’ansia e andiamo a conoscerla proprio mentre sta per avere un esaurimento nervoso. Rimprovera i suoi figli e il marito per nessun motivo e delirando riguardo alla morale e il bene comune, tutto ciò sotto gli occhi divertiti della sua domestica, una immensa donna di colore stile big mama . La ricca signora litiga col marito e lo ferisce rompendogli una bottiglia in testa, la cicciona nera colta in fragrante pochi attimi prima dal marito mentre rubava nella casa, approfitta della situazione uccide l’uomo poggiandogli il suo immenso culo sul volto. Morto soffocato ecco che le due donne si trovano con un cadavere in casa, decidono quindi per la fuga. Fuggendo tra i boschi sono alla ricerca di Mortville, rifugio di chi vuole scampare alla galera. Un poliziotto le intercetta ma in cambio che le due sopportino le sue depravazioni sessuali non le arresta, ma indica loro la direzione per giungere a destinazione. Questo è l’inizio di uno dei film più divertenti del regista undergroud più cult degli Stati Uniti, Mr John Waters, autentico istrione e critico feroce dei difetti del primo mondo: il primo mondo stesso. Mortville non è altro che l’altra faccia della società, non a caso i suoi abitanti sono rifiuti sociali che si nutrono di immondizia e creano loro stessi le proprie leggi. Una regina perversa e crudele, oltre che obesa, regna su Mortville, ma come in ogni società vi sono i ribelli. Il quadretto che mette in mostra il regista è una tavolozza apparentemente confusa di volgarità e costumi ridicoli, un dadaismo del grottesco caratterizzato da una popolazione prevalentemente femminile e lesbo. Con un narrare che ha del fiabesco il film spiazza e stupisce ad ogni ripresa grazie a seni, rapporti saffici e molta carne nuda in bella mostra. Indimenticabile la sequenza lesbo tra la cicciona di colore e la sua ex padrona, un ammasso di carne flaccida e nuda che si strofina sulla bianca signora per bene che urla inorridita. La microsocietà di Mortville vive al limite degli stenti e la ricca signora non riesce ad abituarsi alla bizzarria di quei luoghi non rendendosi conto che ormai ha perso tutto, ma non si rende nemmeno conto che la sua nevrosi sta migliorando vivendo nella più completa e istintiva libertà. Peccato che la grassa e sgraziata regina di le ricorderà i suoi vecchi gioghi sociali e la rimetteranno all’interno delle logiche del potere sociale. Unico film doppiato in Italiano di John Waters e suo sesto lungometraggio, se includiamo anche il mondo movie Mondo Trasho, è un’opera indimenticabile e ancor oggi stupefacente in quanto a volgarità e a situazioni al limite, basti pensare che i titoli di apertura affiancano la presentazione di un piatto con un coperta super lussuoso, peccato che la pietanza sia un topo morto. Desperate Living è il titolo originale, trasformato per il mercato Italiano in Nuovo Punk Story probabilmente per l’esplosione del fenomeno Punk in quegli anni (siamo nel ’77), e accompagnato assieme al motto “Mai penato di mangiare un topo?”


MY SWEET KILLER, Justin Dossetti (1999)

Il tutto si regge sulla più che buona prova di Kirk Harris che interpreta il disturbato Charlie Cavenaugh, nella sua caduta attraverso la spirale della follia. Charlie è un ragazzo che è finito in prigione per omicidio e in seguito è stato ricoverato in una clinica psichiatrica. Ci affacciamo sulla sua storia quando viene rilasciato dalla struttura sulla parola e lavora in una piccola fabbrica come operaio. Nel suo nuovo appartamento durante il sonno vede una bella ragazza che gli parla e lo tratta con dolcezza. La fanciulla è la ex inquilina che si è uccisa tempo addietro tagliandosi le vene nella vasca da bagno. Il dubbio che possa essere un fantasma e quindi che il film viri sull’horror non si pone mai ed è una scelta azzeccata, dato che la follia ha fin dall’inizio la sua escalation. Spaventato ma nello stesso tempo incuriosito si innamora della sua visione femminile e cerca di dormire il più possibile per riuscire ad entrare in contatto con lei attraverso il sogno. Seguito da uno psichiatra Charlie dimostra un peggioramento e le cose andranno veramente male quando pur di dormire ricadrà di sua volontà nella dipendenza da barbiturici e droga dal quale lo avevano tolto. Iniziando a drogarsi la sua sociopatia aumenterà e inutili saranno gli sforzi di un suo collega di lavoro, che tenterà di renderselo amico, tentando di abbattere il muro che il protagonista crea tra se stesso, il suo mondo onirico e la realtà. Schizofrenico e sociopatico uccise il padre dopo che lo vide ammazzare sua madre e sua sorella a coltellate, trauma che lo deviò ancor più.
Harris, man mano che il suo personaggio affonda nella follia muta lo sguardo da quello di una persona sofferente a quello torvo di uno psicopatico pronto ad uccidere, mantenendo però nelle movenze e nei gesti la sofferenza insita nella vita del protagonista, il quale si rende conto di essere malato e vuole solo fuggire nel sogno per stare bene.





LE DEPORTATE DELLA SEZIONE SPECIALE DELLE SS, Rino Di Silvestro (1976)

Dal titolo sembrerebbe un nazi-porno duro e crudo, in realtà siamo più vicini alle corde del WIP (Woman In Prison), non vi sono quasi torture, stupri, e del lager si vedono solo gli interni, i quali sono ricreati in maniera del tutto simile ad un carcere più che ad un campo di concentramento. Ecco quindi il ritorno dietro le sbarre del regista Rino Di Silvestro, armato di cinepresa come già tre anni prima, nel 1973, per il suo film d’esordio Diario Segreto Di Un Carcere Femminile. Girato con perizia si eleva ad un rango superiore rispetto ai suoi colleghi. Vi è un’attenzione particolare alla fotografia, in alcuni casi molto curata come nell’iniziale viaggio in treno delle protagoniste e l’arrivo alla stazione, il tutto girato in notturna e con un’atmosfera simil gotica negli esterni, circondati da nebbie e fumi che evocano mistero. Toni lividi e oscuri caratterizzano la fotografia anche all’interno del campo, in cui poche luci illuminano i volti statuari dei tedeschi e le insistenti nudità delle deportate. Il cast femminile annovera bellezze non da poco, tutte, come gli attori, volti noti del cinema bis Italiano, in particolare il folle capo del campo, interpretato suggestivamente dal noto John Steiner, Inglese dal volto asciutto e spigoloso, assiduo frequentatore del cinema di genere Italiano per ruoli che spaziano dal Western al Poliziesco all’Italiana. La storia ha un qualcosa di più sebbene rientri nei canoni classici del genere dato che fin dai primi momenti le fanciulle tentano di organizzare la fuga approfittando che una di esse in passato era un’acrobata. Vediamo quindi di nuovo prevalere le caratteristiche del sottogenere WIP, con sevizie sessuali da parte dei secondini, tutte donne, quindi sfociando classicamente nel lesbo e non tradendo il marchio di fabbrica. Nella versione uncut (non il dvd edizione Giapponese perché ha la censura col tondino fuori fuoco proprio là) si vedono alcune detenute a cui vengono rasati peli pubici e la telecamera segue l’operazione con dovizia di particolari stimolando la libido per non dire la smania di qualche eventuale spettatore sadico. Più vicino al nazi-porno è invece la deportata Tania Nobel, figura di donna a cui hanno ucciso il fidanzato perché sovversivo, la quale conquista il cuore del comandante, il quale tenta di corteggiarla in tutti i modi ottenendo però solamente il suo disprezzo. Tania, interpretata da Lina Polito, simboleggia la resistenza all’interno del film dando il tipico connotato della resistenza tipico dei film di questo genere.
Un film ibrido dunque questo Le Deportate Della Sezione Speciale Delle SS, sebbene facente parte di un filone per lo più alimentare, è girato con cura e le caratterizzazioni dei personaggi inducono a pensare ad un lavoro di scrittura non troppo frettoloso. Il finale lirico inoltre da un quel qualcosa in più.




TOKYO GORE POLICE, Yoshihiro Ishikawa (2008)

Tôkyô zankoku keisatsu, nel suo titolo originale, è un film Giapponese di Yoshihiro Nishimura, regista classe 1967 che si occupa principalmente di effetti speciali. Non a caso questo Tokyo Gore Police di effetti speciali ne annovera tantissimi, essendo un ultrasplatter. Simile ad opere straight to video conterranee quali Machine Girl o Meatball Machine ne è una spanna al di sopra grazie all’utilizzo di un budget più consistente e quindi una cura maggiore nel reparto FX, ma soprattutto ad una fantasia ed un estro impressionanti da parte del regista e degli sceneggiatori. Lo splatter è estremo, teste, arti, organi genitali volano mozzati in ogni direzione conditi da spruzzi di sangue ad alta pressione tipici della cinematografia del Sol Levante. La storia non è certo elaborata e vede un’ avvenente e timida quanto letale fanciulla, come membro di una polizia che ha subito delle modifiche. La privatizzazione ha infatti investito il corpo rendendolo economicamente autonomo ma non solo, la violenza è spropositata e le punizioni sono letali per ogni tipo di infrazione. Con la scusa di rendere le pene esemplari gli agenti massacrano piccoli o grandi criminali in maniera plateala per il piacere della telecamera e di chi ama il gore più estremo. Le idee assurde entrano in campo durante tutta la durata del film: memorabile il congegno Wii con cui una famiglia vittima delle malefatte di un criminale, può vendicarsi imbracciando delle spade e facendo a pezzi il criminale direttamente dal salotto di casa loro, godendo delle urla di dolore dell’inquisito. Questo è solo un assaggio della follia visiva a cui andiamo incontro e tutte le gesta della polizia sono commentate in tempo reale da una presentatrice con parrucca bionda anni ’50 che presenta divertita l’escalation di violenza di cui si rende protagonista l’organo incaricato di proteggere e servire il cittadino. Unico problema al crescente ed incontrastato potere e dominio della privatizzata polizia sono gli Engineers (letteralmente ingegneri, sembra quasi una presa in giro mirata), una sorta di criminali che inseriscono nei loro corpi una strana chiave organica che li rende spietati mutanti. Nel senso che una volta feriti o mutilati il loro corpo si rigenera sostituendo alla carne danneggiata una letale e fantasiosa arma biomeccanica. Non si può non notare la vicinanza in questo dettaglio al sopracitato Meatball Machine. La giovane protagonista Ruka, interpretata da Eihi Shiina, indimenticabile protagonista di Audition di Takashi Miike, inizia a rendersi conto del troppo e indiscriminato potere dei suoi colleghi proprio mentre diviene oggetto di continui attacchi da parte di un Engineer che sembra essere una sorta di leader di questa temutissima progenie. La Tokyo futuristica in cui è ambientato il film è stretta in una morsa di capitalismo estremo in cui la tv bombarda le persone con spot allucinanti come la pubblicità progresso contro l’harakiri (forma di suicidio della tradizione giapponese) con dovizia di particolari della pratica stessa. Mostri mutanti assurdi e abomini organici si succedono nella visione con organi sessuali maschili trasformati in cannoni letali, gambe femminili trasformate in fauci di coccodrillo e ciliegina sulla torta, l’animale domestico del capo della polizia: una donna priva di braccia e gambe che cammina sui moncherini rivestiti in latex nero, con il volto coperto da una maschera aderente sempre in latex che culmina in un tubo che le entra in bocca. Insomma una summa di fetish e bondage nello stile del fumetto Psychopathia Sexualis di Miguel Angel Martin. Sceneggiatura debole, ma l’ estremamente fantasia e il weirdo che si respira dall’inizio alla fine rendono il film sorprendente per inventiva, se poi amate lo splatter Tokyo Gore Police diventa del tutto imperdibile.
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TARKAN VIKING KANI, Mehmet Aslan (1971)

La Turchia annovera una quantità di film non indifferente, spesso lontani dai nostri gusti risultando il più delle volte risibili ad un pubblico di vedute ristrette. Certo che quando in film come quello in questione, oltre al fascino “esotico”, i produttori mettono troppa carne al fuoco non tenendo conto del budget ridotto, si scade inesorabilmente nel ridicolo involontario. Questo Tarkan Viking Kani ha un’ottima sceneggiatura e la storia intrattiene dal’inizio alla fine. Il protagonista è Tarkan, lo ritroveremo in due seguiti (Tarkan: Altin madalyon del 1972 e Tarkan güçlü kahraman del 1973) girati sempre dallo stesso regista, Mehmet Aslan, nelle vesti di un turco nerboruto e abile con la spada in compagnia di due lupi che lo seguono ovunque. L’incipit di questo film si situa durante l’invasione Vichinga dei confini Turchi, questi Barbari venuti dal nord sono spietati e mettono a ferro e fuoco tutto quello che trovano. Un bel giorno rapiscono la figlia di Attila e fanno l’errore di ammazzare uno dei lupi di Tarkan suscitando la sua ira e la sete di vendetta. Il titolo del film tradotto significa infatti “Tarkan e il sangue dei Vichinghi”. Sangue chiama sangue e in pieno stile occhio per occhio la caccia inizia tra belle fanciulle, duelli all’ultimo sangue e scene cruente che sfociano nel gore. I problemi di questo lungometraggio, come accennavo prima, riguardano la mancanza di un budget sufficiente, ma non solo. Le recitazioni sono terribili e spesso risultano ridicole. Il maestro d’armi non ha di certo fatto un buon lavoro dato che scudi, spade e frecce sono di cartone colorato di argento o legno. Il rumore di lance e frecce scagliate è riprodotto con il sibilo umano (o per lo meno sembra così) e davvero non si riescono a trattenere le risate. Le battaglie per qualche ignota e orrida ragione sono velocizzate alla moviola creando un effetto comico tipo film anni 30’, per non parlare del protagonista che salta mura alte otto metri con un singolo balzo in maniera totalmente innaturale. I due lupi del nostro eroe quando abbaiano sono doppiati, se già la cosa suscita il riso, riderete di gusto al rendervi conto che sono doppiati fuori sincro in una maniera scandalosa. In Tarkan Viking Kani c’è anche spazio per un tocco horror, infatti i cattivi di turno danno i loro nemici in pasto a un piovrone gigante che spunta lentamente dagli abissi. Quest’ultimo è un telo di gomma cucito a forma di piovra con degli occhioni disegnati alla meglio. Non un effetto speciale totalmente da buttare c’è da dire, ma quando si muove casca il palco. Qualche seno nudo qua e la lo si vede e i massacri oltre a mostrare carne di immacolate fanciulle sono di una violenza inaudita, infilzano bambini, ammazzano donne mentre le stuprano, il tutto con le loro spadine di cartone. Il film non esula da battute che dimostrano un certo orgoglio di patria, memorabile la sequenza in cui Tarkan si prepara ad una traversata via mare con una barchetta da gita al lago e dei tizi gli dicono “ Ci avevano detto che i Turchi erano coraggiosi, ma non che fossero matti!”. Il film è cosparso di esclamazioni a sfondo umoristico che risultano agghiaccianti ma seguire il nostro eroe è tutto sommato divertente non solo per i momenti risibili, d’altra parte a livello di sceneggiatura non ha nulla a che invidiare a film come Conan Il Barbaro con l’attuale presidente della California.
I PRIMI DIECI MINUTI DEL FILM, SU YOUTUBE LO TROVATE TUTTO IN PARTI DA 10 MINUTI


SEUL CONTRE TOUS, Gaspar Noe’ (1998)

1980. Parigi. C’è la crisi, le persone vengono licenziate. La vita del macellaio, interpretato da uno splendido Philippe Nahon, attore Francese con la A maiuscola, percorre un sentiero di tristezza e di fallimenti ritrovandosi disoccupato, senza amici e con una figlia abbandonata in un istituto. L’ambientazione di una Parigi all’alba degli anni ’80 è resa livida e inerte da una fotografia statica, da sfondi urbani fisicamente attraversati da quest’uomo in pena di cui mai veniamo a sapere il nome, se non il lavoro che sa fare e che una volta esercitava nella sua piccola bottega di macellaio.
La violenza e la rabbia che crescono in lui vanno a cercare valvole di sfogo in ogni cosa gli capiti a tiro, l’odio che prova ci viene raccontato attraverso i suoi pensieri che circolano a flusso continuo nella sua mente umiliata da un fato che non vuole accettare. Programma la sua vendetta in modo confuso ed elabora le sue ragioni e il senso della vita, il non senso di questa esistenza che lui subisce e a cui vuole ribellarsi. Il mondo è cinico, tutto è venale e si basa su rapporti di convenienza. Non vi è amore, non vi è amicizia se non incanalati in maniera finalizzata alla continuazione del tram tram sociale. A suo modo è un sovversivo, sembra estremizzare riflessioni verso l’autodistruzione, la negazione di ogni speranza umana in maniera consapevole, sprezzante. Il macellaio mostra tutto se stesso a se stesso, ascoltiamo ogni sua riflessione in maniera quasi ossessiva e priva di censure. Quando entrerà in un cinema porno lui penserà alla miseria umana e l’inquadratura si soffermerà a lungo sullo schermo in cui viene proiettato un film a luci rosse. Le scene hard le vediamo in primo piano e la cosa spiazza, ma ci rendiamo conto che sebbene atipiche per un film non pornografico non hanno la forza sovversiva pari alle parole e riflessioni del protagonista. Il finale è allucinante e dolce nello stesso tempo e turberà la sensibilità di molti. Il regista Gaspar Noé, diventerà noto al pubblico Italiano quattro anni dopo per il suo Irréversible, interpretato dalla coppia (anche nella vita reale) Vincent Cassel e Monica Bellucci, in cui quest’ultima sarà vittima di uno stupro anale di svariati minuti suscitando le lamentele dello stesso marito e solleticando vari mezzi mediatici. Stupefacente questo Seul Contre Tous e di fattura elegante come è tipico del regista, che riesce ad essere disturbante insinuandosi con delicatezza a toccare la nostra presunta moralità turbando anche gli animi meno sensibili.
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P2 IL LIVELLO DEL TERRORE, Franck Khalfoun (2007)

Alexandre Aja e Grégory Levasseur scrivono la sceneggiatura di questo thriller-horror claustrofobico e lo affindano alla regia dell’inesperto Franck Khalfoun. Il duo alla sceneggiatura non è certo sconosciuto, il primo ha diretto Alta Tensione, film simbolo della nouvelle vague iperviolenta Francese degli ultimo anni e recentemente film quali il remake de Le Colline Hanno Gli Occhi o il bistrattato Mirrors, anch’esso un remake. Levasseur collabora da sempre con Aja alla scrittura dei suoi film. Il problema di P2 è che il regista non sfrutta appieno le potenzialità dello script. Affidare un trattamento che si svolge interamente nel parcheggio interrato di un grattacielo di New York a una persona inesperta si è rivelato un grande errore. La narrazione è troppo frammentaria a mette a repentaglio il senso di claustrofobia, come non sono indovinati gli attori, soprattutto lo psicopatico di turno che è interpretato da un per nulla convincete Wes Bentley. La vittima di turno, Rachel Nichols, invece per lo meno mette in mostra belle forme durante tutta la durata. In pieno stile Aja - Levasseur lo splatter, in quei rari momenti in cui è presente, ha una carica esplosiva molto forte e ci viene mostrato tutto nel dettaglio. Un’occasione sprecata per un film che poteva essere molto di più. La sequenza del pazzo che balla imitando Elvis Presley sulle note di un classico del Re è molto bella e stona con tutto il resto. Peccato, un film da una serata post-pizza e nulla più.



THE HATCHET, Adam Green, 2007

Se bazzicate un po’ la cultura popolare Statunitense saprete senz’altro cos’è il Mardi Gras, o meglio cos’è diventato attraverso gli anni. Ok, traducendolo si capisce subito che è il nostro Martedì Grasso ma molti, leggendo queste due parole, immagineranno un paio di tette mostrate da fanciulle urlanti, adornate da collane di variopinta bigiotteria e alcool a fiumi tra uomini e donne che festeggiano e delirano. Il Mardi Gras è la festa casinara per eccellenza e si svolge nell’estremo sud Degli Stati Uniti, dove leggenda, mito e il voodoo hanno un posto d’onore: New Orleans.
Ecco quindi che il regista Adam Green ci trasporta nella sua sceneggiatura che prende vita nel bel mezzo dei festeggiamenti poco lontano dal Mississippi. Ci infila tra un gruppo di studenti mezzi ubriachi e ci mostra frettolosamente come uno di loro non si diverta. Perché? Ma per la ragione più classica del mondo! Soffre di mal d’amore essendo stato recentemente lasciato dalla fidanzatina che ha preferito farsi, diciamo, coccolare da altri.
Il ragazzo triste vuole andare a vedere la famosa palude stregata, argomento di cui ha sentito parlare, e tra vari tira e molla un amico del gruppo lo assisterà in questa escursione macabra. La guida è un cinese con una camicia a fioroni che si inventa palle immense riguardo la palude. I due andranno in gita con due avvenenti fanciulle accompagnate da un regista (probabilmente di film porno), con una ragazza misteriosa e con una coppia di over cinquanta piccoli, tozzi e noiosissimi.
Dopo un viaggio in uno sgangherato ex scuolabus giallo, arrivati alla palude, si imbarcano in un battello e dopo poco, anzi, dopo aver sentito la leggenda di un essere deforme, “The Hatchet” appunto, che massacra chiunque si addentri nella sua dimora, restano bloccati. Non possono proseguire perché la barca è rotta e come se non bastasse sta affondando.
Indovinate un po’? Hatchet se ne esce dalla sua casa, si è proprio nella palude, e inizia a sterminare chiunque gli capiti a tiro. Splatter estremo in chiave umoristica che non può che ricordare il Peter Jackson dei tempi andati, di Brain Dead però, quello con gli effetti speciali degni di nota. La giostra del massacro ci culla e ci fa fare grosse risate accompagnato dall’umorismo cameratesco dei più giovani del gruppo. Spegnete il cervello, armatevi di birre e godetevi questa demente festa di sangue!




VERO COME LA FINZIONE, Marc Forster, 2006

Il personaggio di questa storia è un uomo metodico, un ragioniere che lavora per l’Ufficio Imposte di Stato. La sua esistenza è dettata dal suo orologio, col quale organizza ogni istante della sua giornata in maniera maniacale avendo sotto controllo ogni fase della sua non vita. La voce narrante introduce il personaggio nella sua eccentricità, ma un mercoledì Harold Crick, interpretato da un ottimo Will Ferrel, inizia anch’egli a sentire la voce narrante. Il film prende dopo pochi minuti un piglio meta cinematografico, ma va oltre e il nostro protagonista si vedrà protagonista di una storia scritta da un’altra persona, il suo personaggio ha scoperto di avere un autore. Un giorno sente i pensieri dell’autrice (la voce è quella di una donna) riguardo alla sua morte d inizia a preoccuparsi. Specularmente vediamo la vita della scrittrice, la quale ha un blocco e non riesce a finire il romanzo di cui Harold è protagonista. La nevrosi della donna sembra ripercuotersi sulle ansie di consapevolezza del protagonista, il quale si rivolge a un docente di letteratura per capire meglio la sua situazione. La vita, i dolori e anche l’amore del giovane protagonista sbocciano proprio quando si rende conto di avere una volontà derivata, di non essere padrone del proprio destino. L’autrice è vicina all’esaurimento nervoso e il suo editore le affianca un’ assistente che ha il compito di tenerla in riga affinché completi il manoscritto. I due personaggi, creatrice e creatura, diventano speculari e una delle chiavi di letture è senz’altro quella psicologica se ci si ferma al comportamentismo dei due e non si analizza il bizzarro fenomeno a cui assistiamo. Harold Crick e la sua storia ricordano molto Kafka per quanto riguarda la sua vita d’ufficio (Il Processo) e una mela verde che avrà un’ importante funzione nella storia (La Metamorfosi). Il film ah una gran carica emozionale, diverte, commuove, spaventa, la sospensione tra due realtà che non sono parallele, ma il prodotto una dell’altra, non può che spiazzare e trasferire le nostre emozioni e reazioni su un piano che ci è nuovo. Il personaggio governato dalla macchina da scrivere arriva a desiderare e vivere una sorta di libertà maggiore di quella della sua creatrice, la quale si sente imprigionata in se stessa.


DENTI, Mitchell Lichtenstein (2007)

Terrore ancestrale di ogni uomo e simbolo dell’anti-vita per eccellenza la vagina dentata ha origini mitologiche. In moltissime culture viene raffigurata con significati magici e di conseguenza riscontrabili nella psicologia sociale. Il vincere la vagina dentata, la sua minaccia, rappresenta lo sconfiggere il blocco dell’umanità, il diventare adulti. Madre di tutto se smettesse di svolgere la sua funzionalità principale, l’uomo cesserebbe di esistere. Il film è tutt’altro che demenziale sebbene la locandina faccia pensare in questo senso, al contrario la comicità diventa cinismo e l’umorismo si avvicina ad uno humour nero, plumbeo. La nostra protagonista Dawn (il nome rappresenta forse una nuovo destino per l’umanità?), interpretata molto bene in tutte le sfumature adolescenziali da Jess Weixler, oltre ad avere questo bizzarro inconveniente tra le cosce, fa parte di un associazione integralista cattolica che sponsorizza il conservare a tutti i costi la verginità fino al matrimonio. Queste associazioni andarono pure di moda verso la metà degli anni ’90 negli States. Interessante come in questo caso sia a capo di uno di questo gruppi una persona che conserva la verginità per dei motivi più pratici che filosofico-religiosi. Si sa la carne è debole e quando Dawn avrà il suo primo rapporto sessuale, in maniera forzata e tutt’altro che naturale, la sua vagina troncherà di netto “l’intruso”. Non è certo un film splatter e a parte qualche moncherino di pene maschile non si vede un granché (scordatevi fin dall’inizio di vedere la vagina dentata) . La presa di coscienza del suo difetto rapportato al sesso sarà travagliata e simbolicamente rappresenta il suo passaggio dall’età adolescenziale all’età adulta. Quando trancerà quattro dita a un ginecologo inizierà davvero a rendersi conto delle sue “potenzialità” . Denti è il primo film di Mitchell Lichtenstein, regista di prodotti per la tv che si accinge ad oltre cinquant’anni a girare un film bizzarro che da un lato diverte e da un lato prende alla sprovvista. Il regista caratterizza bene i suoi personaggi e il fatto che la struttura e le musiche facciano spesso pensare ad una favola che da lontano ricorda un certo stile alla Tim Burton, prende in contropiede nei momenti cardinali del film. Fabula anche per la critica molto velata che racchiude l’opera, sia all’integralismo cattolico che al voler fare sesso a tutti i costi, alla disgregazione famigliare, rappresentata dal fratello della protagonista, interpretato dall’androgino, ma qui nella parte di un bullo violento, John Hensley, star di Nip/Tuck.
Non si può non notare la centrale nucleare che si staglia due passi dal paese in cui la nostra protagonista vive, c’è quindi anche un’ avvisaglia tutt’altro che velata sull’inquinamento, rappresentata solo visivamente perché non vuole essere la sola. Il fascino del film è anche nel non rendere chiaro il motivo, ossia il seminare l’opera di molti indizi sulle cause del fenomeno facendoci continuamente porre l’interrogativo e rendendo la visione tutt’altro che rilassata. Denti è un film affascinante e fuorviante. Da vedere col cervello collegato.



THE BUSINESS, Nick Love, 2005

Dall’Inghilterra una storia di gangster ambientata negli anni ’80 sulla costa Spagnola dell’ Andalusia. In effetti già la location di suo sa di retrò e un accurata ricostruzione del periodo, compresi i pantaloni a vita alta e le infinite permanenti delle donne, ci catapultano nella metà del decennio più odiato-amato degli ultimi cinquant’anni. Il nostro protagonista lo troviamo nel sud di Londra ed è il giovane e debosciato Frankie, impersonato da Danny Dyer già interprete principale, sempre sotto la regia Nick Love, del precedente Football Factory. Frankie ha un padre mezzo delinquente e una madre che prende botte a seconda dell’umore del marito, un giorno tira fuori i suddetti e prende a sprangate il genitore violento. Cambiare aria per un po’ non è una brutta idea e una conoscenza gli propone di portare una misteriosa borsa in Andalusia in cambio di un compenso. Il ragazzo accetta. Arrivato in Spagna consegna al borsa ad un Inglese denominato “Il Playboy”, tal Charlie, fuggito da Londra dopo una rapina andata storta col suo socio Sammy Brooks e il resto della banda. Charlie fa la bella vita, sempre al sole, circondato da droga, belle donne e belle macchine. Prende subito in simpatia il giovane e timido Frankie e lo tiene sotto la sua ala protettiva facendolo entrare poco a poco nella sua gang. Un po’ come Tony Montana di Scarface, ma senza diventare il boss dei boss, il nostro giovane protagonista inizia a divertirsi vivendo nell’illegalità e ingranando sempre più col nuovo lavoro, scoprirà giorno per giorno i piaceri della malavita, con gli inganni e i dolori di essa. L’ascesa sarà repentina e il regista ci piazza di sottofondo hit dell’epoca nei momenti cool del film, sono avvisati quelli che odiano la musica anni ’80! In questo film, ma anche nel suo film precedente,, Nick Love sembra sentire vicina la provenienza dei suoi personaggi, vengono dai bassifondi e hanno inoculata una mentalità tipica dei futuri delinquenti, una sorta di arrivismo che è pronto a tutto, dove la gratificazione si contempla nell’avere tutti i vizi che si vogliano a disposizione nell’essere rispettati. Il protagonista di questo film appare timido, dice lui stesso che il mondo della criminalità non fa per lui, ma poi si troverà a proprio agio nel fare lo sbruffone coi soldi e il potere. Frankie uscirà dalla merda in cui viveva al sud di Londra per salire in Paradiso in Spagna e sprofondare nuovamente nella merda. Il finale è in pieno stile Nick Love. Vedere altre sue opere per credere! Un overdose di eighties style per un film avvincente e dalla narrazione anfetaminica, coinvolgente al punto da far dimenticare l’inizio quando si è solo a metà visione.


STO ASCOLTANDO




L’ispettore Carlaghan che legge i miei diritti

KILLING MI SOFTLI BIBISSO

LINK

I miei avvocati, il Paggetto e Kabura, che discutono sulle ARINGHE!

"balla vecchia spugna balla!"

DEEJAY ESTATE 1990

LINK

IL MIO IDOLO SOTTO FORMA DI PRESENTATORE TELEVISIVO
LINK

LUI, COLUI CHE HA SEMPRE RAGIONE, COLUI CHE SA, COLUI CHE AGISCE, L’ARTISTA PER ECCELLENZA!:
LINK

Un vecchio che entra in un bar: "Un cafè coreto graspa", "ansi no, fame na graspa coreta cafè"

Delli che mi parla

PONTE PONTE MOLINO che ha declassato bruscamente PONTE PONTE CORVO


TIZIANO FERRO in "Sere nere", un artista con la A maiuscola


ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

Fare quello che avrei voglia di fare

Il caos, instabilità, irrequietezza, estro, tutto ai livello massimi che implicano equilibrio


Un coltello a scatto

Una gang

Un treo

Giocare coi cubi di legno

Compiere crudeltà




STO STUDIANDO...

film, corsi post laurea, emarginati sociali e cose carine così

--------------------------------
-Cinema
-Musica
-Perversioni
-Trucchetti
-Ricette


OGGI IL MIO UMORE E'...

ALTALENANTE con picchi di
PERICOLOSITA’ SOCIALE



Una rissa non è una rissa se non c’è Dallas!











ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata




Cliccate


Cliccate sul piccolo Susho






GUARDA BENE FRATELLINO, GUARDA BENE

LECCA BENE FRATELLINO, LECCA BENE (artwork by Suzi9mm)


SIAMO DIVENTATI CINESI(da sinistra Jek-Dyb, non mi ricordo come si chiama, Lercio)
jpeg su memoria rigida, cm 180x290




----------------------------------------



"La mia città si rivela qui sulle strade. Nuda diventa viva. Le sue strade cantano melodie carezzevoli quanto il suono di un vetro rotto. Una musica interiore che riflette al tempo stesso tenerezza e terrore!"







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domenica 27 febbraio 2005 - ore 13:28


L'ORDINE DISORDINATO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Vi capita mai di trovare le cosa al primo colpo su un mucchio di cose accatastate? Di avere un ordine nel disordine? Io funziono nel caos, se mi riordinano la stanza, la scrivania ecc.. io non mi trovo più. Mi è capitato un sacco di volte di trovare la stanza perfettamente riordinata contro la mia volontà. La cosa peggiore è quando mettono le mani sulla pila di fogli, libri, fumetti, testi che ho sopra la scrivania. La pila, sebbene dsordinatissima e sbilenca, ha un suo ordine, ossia un ordine cronologico in cui trovare un singolo foglio tra 100 non è un problema. Se, come capita purtroppo, qualcuno prende i fogli e li mette coi fogli, i libri coi libri e così via, la mia bussola va in frantumi!
Tutto ciò per dire che la scrivania va lasciata in disordine.

Foto:
LINK



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sabato 26 febbraio 2005 - ore 15:09


INIZIO PROBLEMATICO DI UN SABATO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


-Alzarsi alle 10:12 dal letto

- Essere andati a dormire la notte precedente (che poi è mattino stesso) alle 5:15

-Andare a fare la spesa con coda infinita alle casse

-Vedere barilotto di birra (5 litri) Francese in offerta a 4 euro esatti

-Comprare il barilotto di birra, aprirlo e metterlo in terrazzo perchè nel frigo intriga

- Bere la birra del barilotto di tanto in tanto alternata a caffè

- rendersi conto con se stessi che non ci si addormenterà mai di pomeriggio, nemmeno al buio e sotto le coperte

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venerdì 25 febbraio 2005 - ore 15:42


MISSIONE AD ALTO RISCHIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi, stamattina, alle 12.30 circa, appena sveglio, fui incaricato di una missione ad alto rischio. La trovai scritta su un biglietto di carta, quasi non ebbi coraggio a leggerne i dettagli, poi mi feci coraggio e andai verso il mobile dell'entrata di casa mia su cui giaceva il messagio. Dopo non poche esitazioni presi il breve scritto e lo lessi, per un attimo non capii, poi tutto fu chiaro, e come un automa mi avviai verso la preparazione, tutto doveva essere perfetto.
Mi Spostai verso la zona stanze della casa, presi indumenti apparentemente a caso, pesanti e avvolgenti. Le scarpe da ginnastica le snobbai, presi gli anfibi e me li infilai stando attento a strigerli bene coi lacci. Mi recai in seguito nella cucina (sala delle cibarie), bevvi un caffè, poi un altro, ingoiai due fette di trota lessa prese dal frigorifero (scomparto refrigerazione alimenti). Aprii la porta di casa lentamente, osservai il pianerottolo, tutto era tranquillo, l'ascensore era in stand by, potevo agire. Scesi le scale con passo felpato, la gamba mi faceva un po' male, ma non aveva importanza anche perchè il dolore quasi scomparì quando giunsi al portone d'entrata, lo aprii, uscii nel cortile e poi in strada, silenzioso come chi sa esattamente cosa e come fare. Percorsi i 500 metri tra il campo base (casa mia) e l'obbiettivo. Tutto continuava ad essere tranquillo, niente aerei, niente finestre con persone nascoste tra le tende, niente di sospetto ai miei occhi attenti e per nulla ingenui.
Entrai nel caseggiato prestabilito, parlai quanto era necessario, non una parola di più. Avevo la merce in mano e rifeci il percorso al contrario. Cercai di non lasciare la benchè minima traccia. Non presi l'ascensore nemmeno questa volta, salii le scale ed entrai in casa. Mi guardai intorno e poi appoggiai il sacchetto del pane sul tavolo della cucina.

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venerdì 25 febbraio 2005 - ore 02:41


CHE FINE HA FATTO GARBAZ??
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Garbàz pare essere mieteriosamente scomparso, pare il suo cellulare sia difettoso, pare non possa più connettersi. Tutto ciò coincide con la visita della Francesca, sua vecchia amica. E' un trucco? Hanno rapito Carlà? Forse gli alieni? Gli hanno rubato i pensieri e vaga per lande desolate e inevitabilmente sconosciute? Ha cambiato identità? E' diventato un super eroe?



MISSING!

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giovedì 24 febbraio 2005 - ore 20:06


Posto la mia lista di film, se qualcuno è interessato per scambi ecc.. può contattarmi, graditi scambi ambito horror, soprattutto titoli poco conosciuti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


DIVX:
-1975 occhi bianchi sul pianeta terra (ita)
-Addio zio Tom (ita)
-L’alba dei morti viventi (ita)
-L’aldilà e tu vivrai nel terrore (ita)
-Alien 2 sulla terra (ita)
-Alien dead (spa)
-Alien degli abissi (ita)
-American pie (ita)
-L’armadio (corto ita)
-Audition (spa)
-Aftermath (muto)
-E alla fine arriva Polly (ita)
-Quella villa accanto al cimitero (spa)
-Buio omega (ita)
-La banda del gobbo (ita)
-La balva col mitra (ita)
-Basket case 1,2,3 (spa)
-800 Balas (spa)
-Bio zombie (sub spa-ita)
-Blutgeil (corto germ)
-Bowling for colombine (ita)
-Bully (spa)
-Bubba ho- tep (eng+sub spa/sub ita)
-Brutal dogo (corto spagnolo)
-Brutality show (corto spa)
-Bulimia (corto spagnolo)
-The brood,la covata malefica (ita)
-La bestia in calore (ita)
-Body melt (fra)
-Blood feast (eng)
-The burning moon (ger)
-The bunker (ita)
-C.H.U.D. canibales humanoids ululantes demoniacos (spa)
-La casa (ita)
-Che fine ha fatto Totò baby ? (ita)
-La carcel allucinante (spa)
-La casa degli zombi (ita)
-Castle freak (fra)
-Un chien Andalau (muto)
-Children shouldn’t play with dead things (spa)
-The call (ita)
-La casa dei 1000 corpi (ita)
-Il cinico, l’infame, il violento (ita)
-La città sconvolta, caccia spietata ai rapitori (ita)
Clase 1984 (spa)
-Da Corleone a Brookliyn (ita)
-Darkness (non quello spagnolo, uno splatter)
-The dead next door (eng)
-The dead hate the living (eng)
-Dead end (ita)
-El delirante mundo de los febles (spa)
-Deathdream, crimen en la noche (spa)
-Demonium (ger)
-El dia de la madre (spa)
-Dog soldiers (spa)
-Driller killer (spa)
-Drinkula (corto spa)
-Evil dead (eng)
-Fame chimica (ita)
-Faster pussycat kill kill kill (ita)
-Frankenhooker (spa)
-From Beyond (ita)
-Il gatto a nove code (ita)
-Gacy el payaso asesino (spa)
-The grandmother, D. Lynch (corto muto)
-Guinea pig (serie completa sottotitolata in inglese)
-Gummo (ita)
-Hardgore (olandese)
-Haute tension (sub spa-ita)
-Ho camminato con uno zombi (ita)
-House (spa)
-The house of 1000 corpses (eng)
-Los hijos de los muertos vivientes (esp)
-The house of the dead (ita)
-L’inquilino del terzo piano (ita)
-Ilsa la loba de las SS (spa)
-La invasiòn de los zombis atomicos (spa)
-La legion de los muertos (spa)
-Junk (esp/ita sub)
-Jason x (ita)
-Jeepers creepers 2 (ita)
-Julien donkey-boy (sub spa)
-Ken Park (ita)
-Kids (ita)
-La mala ordina (ita)
-La maschera del demonio (ita)
-Manhattan baby (ita)
-Macabro (ita)
-El matadero (spa)
-Meat market (ita)
-Milano violenta (ita)
-La mummia (corto ita)
-Mutantes en la Universidad (spa)
-Mangiati vivi (ita)
-Mucha sangre (esp)
-Mondo cane (ita)
-Mondo cane II (ita)
-Mondo cane 2000 (ita)
-Mondo candido (ita)
-Men behind the sun (eng sub)
-Milano odia, la polizia non può sparare (ita)
-Milano trema, la polizia vuole giustizia (ita)
-La morte ha sorriso all’assasino (ita)
-Muertos de risas (spa)
-Muertos y enterrados (spa)
-Mundo infecto (corto spa)
-Napoli violenta (ita)
-Natural city (sub spa)
-Non avere paura della zia Marta (ita)
-Non si sevizia un paperino (ita)
-La novia de reanimator (spa)
-Naked blood (eng sub)
-Nikos the impaler (ger+eng sub)
-The necro files (eng)
-La notte dei diavoli (ita)
-Nekromantik (ger+sub ita)
-Nekromantik II (spa)
-Nosferatu 1922
-Non si deve profanare il sonno dei morti (Ita)
-Oldboy (+ sub ita)
-Operazione paura (ita)
-Gli orrori del castello di Norimberga (ita)
-Phantasm I (ita)
-Perdita Durango (spa)
-Plaga zombie (spa)
-Premutos, lord of the dead (spa)
-Quien puede matar a un nino (spa)
-Quando Alice ruppe lo specchio (ita)
-I ragazzi del massacro (ita)
-Reazione a catena (ita)
-El regresso de los muertos vivientes (spa)
-Roma a mano armata (ita)
-Sardù, « bloodsucking freaks » (spa)
-Shaun of the dead (spa)
-Stacy (+spa/ita sub)
-Street trash (esp)
-Story of Ricky (eng sub)
-Salò o le 120 giornate di sodoma (ita)
-Strade perdute (ita)
-Staplerfahrer klaus (corto tedesco splatter)
-St John’s wort (spa)
-Suspense (spa sub)
-Schramm (spa)
-Schock (ita)
-Tremors (ita)
-Tremors 2 (ita)
-Tremors 3 (ita)
-Tremors 4 (ita)
-The Texas chainsaw massacre ‘74(eng)
-The toolbox murder (sub ita)
-L’uccello dale piume di cristallo (ita)
-L’ululato (ita)
-Ultimo mondo cannibale (ita)
-The ugly (spa)
-The untold story (spa sub)
-Una de zombies (esp)
-Undead (eng)
-Undead (spa)
-Vampires (ita)
-Violent shit (1,2,3, ger, eng)
-Virus, l’inferno dei morti viventi (ita)
-Visitor Q (eng sub)
-Waxwork (ita)
-White zombie (spa)
-Yo, robot (spa)
-Zombi 2 (ita)
-Zombie cult massacre (eng)
-Zombie nosh (spa)
-Zombie 90 extreme pestilence (eng)
-Zombie paletos (spa)
-Zombie horror (ita)
-Zombi 3 (ita)
-Zombi 5 (spa)
-zombis toxicos (spa)



DVD ( regione 2 o ALL)
-Cannibal holocaust
-Classe 1999
-Henry pioggia di sangue
-Toxic avenger IV
-Dagon
-La casa dalle finestre che ridono
-La cosa
-Un lupo mannaro Americano a Londra
-La notte dei morti viventi
-The dentist 2
-Halloween
-Faust
-The rocky horror picture show (ita sub)
-La casa III
-Funny games
-Rabid sete di sangue
-Il corvo III
-Aliens (serie completa)
-All night long (eng sub)
-All night long II (eng sub)
-Bad taste
-Blood feast (eng)
-Gore gore girls (eng)
-L’ultima casa a sinistra
-Premutos (spa-ger)
-Tho thousand maniacs (eng)
-Zombi 2
-Splatters gli schizza cervelli
-Nameless
-Nekromantik
-Maniac
-Nikos the impaler
-Dellamorte Dellamore
-Ringù
-Ringù 0
-The eye
-Ultima estate a Shell Beach (corto)
-L’ultima casa a sinistra
-Psichomania (spa)
-La casa
-Week end (corto)
-L’occhio nel triangolo
-Christine





WHS (quasi tutti film registrati da tv o doppiati da nolleggio, pochi nastri originali)

-Non aprite quella porta II
-I vampiri di Salem Lot
-David Gray, Vampyr
-Paura nella città dei morti viventi
-Bloody psicho
-L’armata delle tenebre
-I sonnambuli
-Faust
-L’oasi degli zombi
-Il gatto nel cervello
-Lost boys
-L’albero del male
-Miriam si sveglia a mezzanotte
-Zombi
-Il giorno degli zombi
-Re-animator 1, 2
-Hardware
-Il ritorno dei morti viventi III
-Shining
-Nero
-The night flyer
-Dellamorte Dellamore
-Accion mutante
-Frankenstein (1931)
-La piccola bottega degli orrori (1961)
-Bad taste
-El dia de la bestia



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giovedì 24 febbraio 2005 - ore 13:56


AUTOGUARIGIONE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi sono andato all'ospedale, sito in via Giustiniani, a Padova, in Veneto, nel continente Europeo, emisfero Boreale (ma sarà quello giusto), Mondo, sistema solare conosciuto. Ho fatto le lastre e sono andato a sottoporle all'attenzione del medico che mi ha già operato 4 volte in più punti. Io ero convinto mi operassero un' altra volta e che mi ingessassero la gamba. Invece l'osso si sta calcificando a dovere anche se lentamente, quindi ho un'altra visita fra due mesi e per ora non si parla di interventi nè di gessi. Sono direi contento, sto guarendo anche se pianino. L'idea di restare un mese con la gamba ingessata mi turbava non poco. Niente operazione, niente anestesie varie, niente deliri e nemmeno masochismo chirurgico..


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mercoledì 23 febbraio 2005 - ore 15:44


JOLLY. IO SONO LEGGENDA parte 2°
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Carlà viene sempre fuori nei momenti più strani. Sei in giro a passeggiare per Padova, a gustarti l'ozio, ti arriva questo Carlà a proporti missioni astruse e obiettivi allucinati che farebbero impallidire la sceneggiatura di "Intrigo internazionale", se le sceneggiature avessero un volto di carne. Inizia a tirare fuori dalle tasche foto di amori morti o perduti e grattandosi un attimo la testa le lascia cadere a terra, come un matto, dicendo, come l'amico Barney, "non piangete per me". Come un jolly spunta fuori all'improvviso, propone ricette mai proposte, ma non perchè improponibili, sono talmente originali che nemmeno la commistione di diverse cucine etniche appare tanto bizzarra e barocca, un amplesso tra suor Germana e un freak è leggermente esplicativo quanto sublimante. Commenta i palazzi antichi o meno, gli stili, parla con loro per svariati minuti come fossero cosa viva, ne ascolta le infinite storie come fossero antichi salici a cui manca la vita. Poi li tocca e sente il freddo della loro non vita, ma li fa nascere dentro se, nell'animo culla dell'artista.
Le leggende vanno e vengono, ma rimane sempre qualcosa scolpito nell'immaginario collettivo, una catalogazione più o meno particolareggiata resta di ogni leggenda.
Carlà non ha un berretto coi sonagli e non è nemmeno un serpente a sonagli, da piccolo non aveva nemmeno i sonagli nella culla, e nemmeno le api sonagli che suonavano. Carlà da piccolo, narra la sua leggenda, dormiva su una lettino in metallo, tutto di freddo metallo, pare derivi da questo la sua passione per l' heavy metal. Qundo proferì la prima parola non fu una prima parola, ma una frase, correva l'anno 1991 e Carlà si accingeva a dire la sua prima parola tre albe dopo aver compiuto i suoi primi 11 anni, tutti erano felici, i parenti eran spiegati in pompa magna nella stanza magna della casa, ossia il salotto. Il ronzio dei flash si percepiva, le lampade a carburo bruciavano della loro fredda luce, un grammofono era stato messo a tacere di per lasciar parlare Carlà, poi lo disse: "IO SONO LEGGENDA"

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martedì 22 febbraio 2005 - ore 17:49


RICORDI
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Link foto ingrandita:
LINK

Questa foto risale al mio ultimo soggiorno a Madrid, nel 2001. Ero a casa di un amico, quello che è affianco a me sul divano, si chiama Arturo. Da poco viveva in affitto con un ragazzo che si chiamava Alberto. Alberto era molto gentile, disponibile, dal gran cuore. Durante i 15 giorni che rimasi a Madrid si offrì di aiutarmi nel procurarmi dei dischi che cercavo, invitò me e l'amico che mi ospitava a feste varie, insomma rese il mio soggiorno ancora più piacevole. Questo Alberto si era appena sposato, a me sembrava strana la cosa, infatti anticipò la mia sorpresa spiegandomi che sposarsi con la sua donna era un sogno che aveva da tanto tempo. Mi fece vedere il filmato del matrimonio, in municipio, e si era sposato con la cresta verde tirata su indossando giacca e cravatta, proprio come immaginava da tempo il suo matrimonio. Alberto era molto magro e aveva l'epatite, quindi stava attento a quello che mangiava, però sembrava non sapere che la "bibita" non è la miglior cosa con i problemi al fegato.
Alberto era un amante delle droghe pesanti, ma io non sapevo nulla più.
Nella foto che vedete, sopra il divano, c'è il suo pigiama che è quella cosa azzurra. Pensate che quando mi conobbe decise di festeggiare il mio soggiorno facendo un torta, la fece coi biscotti e sopra il tavolino potete vedere gli ingredienti un po' sparsi intorno..
Un mese dopo essere ritornato in Italia chiamai il mio amico, Jaime, quello che mi aveva ospitato. Gli chiesi di Arturo e di Alberto e mi raccontò quello che era successo: Arturo una mattina si era svegliato e vededendo Alberto sul divano, immobile, aveva pensato che stesse dormendo o non voleva accettare quello che in realtà il suo subconscio aveva già intuito. Poco dopo si sveglia e va a guardare il suo amico: ha una siringa che gli pende dal braccio, overdose, morto. Si sapeva che aveva un passato con l'eroina, ma la cosa sconvolse un po' tutti, anch'io che mi trovavo a quasi 2000 chilometri di distanza rimasi molto turbato e triste. Prima che me ne andassi, quell'estate, mi comprò pure un regalo, un posacenere a forma di teschio, un sciocchezza, ma la conservo ancora in suo ricordo..
R.I.P. Alberto

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martedì 22 febbraio 2005 - ore 14:54


FINITO IL ROUND
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho finito questo round di esami, non è andata come speravo, ne ho passati 3 su 4, uno mi tocca rifarlo a giugno..
Ero convinto di passarli tutti ma, come mi avevano annunciato persone che avevano già sostenuto l'esame in questione, la cosa si è davvero rivelata un terno al lotto, e non mi è andata bene. L'esame era incredibile, non pensavo esistessero professori che ti interrogano sul colore e titolo esatto del libro da studiare e si arrabbiano se non ti ricordi il titolo esatto del testo, robe da pazzi. Tutto ciò è ridicolo, ma vero, mi è successo proprio stamattina. Che due palle


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lunedì 21 febbraio 2005 - ore 21:30


DOMANI LA FOLLIA ESAMISTICA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domani farò una cosa pazzesca, ossia sostenere 4 ESAMI, 3 dei quali di lingua spagnola: grammatica, dettato , traduzione. L'altro è l'orale di diritto internazionale (l'esame più fetente di scienze politiche). Il minimo mi sembra scrivere questo post in Spagnolo.

Manana (la prima enne (N) di questa parola reca l'ondina sopra, non so come si mette quindi immaginatela come del resto nelle seguenti parole in cui ci andrebbe) tengo 4 examenes, la cosa es muy jodida, tres son de lengua castellana pero el cuarto es de derecho internacional y està muy jodido!
Bueno, el derecho internacional lo he estudiado bastante bien y la lengua castellana me sale bastante automàtica, pero nadie va a saber precisamente lo que va a pasar manana joder! Pues me cago en dios...

Una frase che secondo me porta fortuna (in gergo spagnolo):

"ME CAGUEN DIOS Y EN LA VIRGEN PUTA! TOO EL MUNDO QUIETO ESTO ES UN ATRACO!!"


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Un fià de veci:
marino1934 Italo Palmino! lucio1957 loamaro Tosta

Questo mi ha mess oin lista nera e non ne vedo proprio il motivo anche se sospettavo che i papaboys fossero xenofobi:
PAOLONE883

Trash trash trash
da farci una tesi di sociologia: Don Marco

Il cugino di Sanja: mister xxl droga droga droga per fortuna l’hanno arrestato colto in fragrante mentre smazzava zucchero purissimo non tagliato: tupac




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