Ogni personaggio ha recitato la sua parte. Nulla cambia. Se non che invecchiamo. [...] Ho mangiato il solito menù, ho giocato a carte, sono tornato a casa. [...] Antipasto, primo, secondo, panettone, sorbetto, caffé. Ricordo del cugino più grande, di quando finivo a casa sua a mangiare il pane con burro e marmellata. Mi ricordo di quando me ne stavo sul divano del suo salotto ed arrivava dicendomi ehi marcolino! E me lo ritrovo lì a tavola, vecchio. Solo ora vedo che ha ven’tanni più di me. Ed inizio a pensare: cazzo marco sei vecchio. L’unico cugino ch’è a tavola è qua perché è single. E me ne frego. Alla grande. Ma quando passata qualche ora passano anche gli altri cugini con i figli, oddio. Quei cazzo di bambini sono davvero grandi.
"E quest’anno?" vi chiederete... quest’anno le cose son diverse. Perché non ho mangiato il panettone. Vabbé.
A parte il fatto che mi piace cosa combina questo uomo musicalmente (n.b. parola forse inesistente) parlando, questa canzone ci sta. A mio parere ci sta.
Canzone per Natale... canzone per Natale... Le finestre accese e le ombre tutte quante insieme a conversare Per le strade tetre del quartiere un nuovo centro commerciale Alberi che puntualmente, giorno dopo giorno, vengono a mancare Canzone per Natale... soltanto per Natale
Tornò dalle battaglie perse e si dimenticò la strada Poi errando si svagò avagando un po’ al museo di scienza naturale Faceva proprio finta di sapere dove andare! Sognò di festeggiare le nozze di Natale
C’è il temporale E nelle case la luce si fa artificiale S’è fatto buio e si racconta la vera storia di Napoleone C’è il temporale E ANCHE SE NON FOSSE STATO NATALE T’AVREI AMATA UGUALE