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LadyCocca, 26 anni
spritzina di vigodarzere (tra pochi giorni padova)
CHE FACCIO? sto al mondo...e non è poco!!
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HO VISTO

non semtto mai di stupirmi di quello che sento/vedo...

STO ASCOLTANDO

notizie confuse...che cerco di far si non mi tangano più

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

minchiaccheffreddo!!!

ORA VORREI TANTO...

cambiare

STO STUDIANDO...

ri-studiando prego!

OGGI IL MIO UMORE E'...

sereno variabile. tipico del cancro no?

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quelle macchine che ti tagliano la strada e poi girano dopo 2 metri
2) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
3) vedere la falsità delle persone che per interesse personale o anche solo per divertimento sono capaci perfino di cambiare comportamento per un periodo lungo di tempo..
4) Il gatto ha mangiato?

MERAVIGLIE


1) quando un bambino ti dice "ti voglio bene"..e allora lì capisci che forse,qualcosa di buono in te è rimasto..
2) mettercela tutta per poi scoprire che...nonostante tutto hai più di quello che ti sei meritato


Ho who bends to himself a Joy
Doth the winged life destroy;
But he who kisses the Joy as it flies
Lives in Eternity’s sunrise.
(W. Blake)





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domenica 17 febbraio 2008 - ore 23:04


perchè le donne vanno sempre al bagno in 2?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


UNA GRANDE VERITA’ CARE AMICHE...DITEMI CHI NON CI SI RICONOSCE!!! thanks to sara!


Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: ’MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto’ e poi ti mostrava ’la posizione’ che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
> ’La posizione’ è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, ’la posizione’ è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando ’devi andare’ in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di ’me la sto facendo addosso’.
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con ’la bambina piccola che non può più trattenersi’ e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe.
Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c’è la chiave (non c’è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c’è (non c’è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com’è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai.
tornando alla porta... dato che non c’è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l’altra ti abbassi i pantaloni e assumi ’la posizione’... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa ’non sederti mai su un gabinetto pubblico!’, così rimani nella ’posizione’, ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere ’la posizione’ richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n’è...! (mai).
Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!!
Allora urli ’O-CCU-PA-TOOO!!!’, continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l’interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l’altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo **** non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero ’non sai quante malattie potresti prenderti qui’. Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l’asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!
Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un’eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l’unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. ’Perché ci hai messo tanto?’ ti chiede irritato.
’C’era molta coda’ ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l’altra ti tiene la porta e l’altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere ’la posizione’. E la dignità.


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domenica 3 febbraio 2008 - ore 18:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


A parte il fatto che stasera mi aspetta questo...

...e che questa domenica è stata segnata dalle nanne sotto morbidde copertine ...

è stata una domenica super rilassante dopo gli ultimi tre giorni passati tra esami e febbrone da cavallo

abbondantemente bloccati con una dose da cavallo di Novalgina per cui mi sono presa na caterva di parole dal medico di base, che mi ha suggerito di accendere un cero al santo per non essere come minimo collassata dopo 36 GOCCE DI NOVALGINA...

Sigh ma nel foglietto illustrativo era scritto:" adulti da 20 a 40 gocce"...e io non ho pensato che la dose è in base al peso...sarò un medico molto pericoloso temo...

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venerdì 1 febbraio 2008 - ore 18:57


quasi dimenticavo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


HO PASSATO GINECOLOGIA!!!!


Ancora 4 esami e poi...caspita si...mi laureo!!!!

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venerdì 1 febbraio 2008 - ore 18:43


pensieri nostalgici...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’università è stata la cosa più bella che mi sia capitata finora...perchè mi ha regalato tante cose belle...la rifarei sal primo all’ultimo secondo...non sono mancati momenti duri, momenti di tensione, momenti di stanchezza...ma fanno parte del gioco, e hanno contribuito a far sembrare ancora più belle le cose meravigliose che mi sono capitate...
Adesso che sono finite le lezioni è strano...sono 22 anni che vado "a scuola", se consideriamo l’asilo!! Quindi capirete che fa specie...anche se negli ultimi 3 anni a lezione ci sono andata gran poco, ma comunque ogni tanto ci si doveva andare e comunque sapevi che c’era!!

Grazie a chiunque, più o meno da vicino, ha condiviso con me questo cammino rendendolo unico...












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venerdì 1 febbraio 2008 - ore 18:30


ecco chi vi curerà x i prossimi 50 anni...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 24 gennaio 2008 - ore 23:20


dolce..per una buona nanna
(categoria: " Vita Quotidiana ")


tanto bisogno di dormire...
Buonanotte!!!



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mercoledì 23 gennaio 2008 - ore 23:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ah...e oggisempre a gineco ci hanno rivelato gli interessanti risulatati su uno studio secondo cui il 50% derlle ragazze minorenni sono convinte che al primo rappporto non si possa rimanereincinta!!!coraggio!!!!misericordia! se volete vi invio le foto di cui sotto così vi passa la voglia di rischiare... ...In sala parto dovrebbero portarle, altro che educazione sessuale nelle scuole!!!

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mercoledì 23 gennaio 2008 - ore 23:09


ho deciso che non avrò un figlio..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A quanti di voi pensano che la maternità sia poetica, bella, tutte rose e fru fru, l’esperienza più esaltante della vita di una donna..anche io lo credevo...poi sono stata a lezione di gineco...ecco... vi tralascio le immagini per decenza...una lezione sull’accoppaggio dei suini era meglio!!!




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sabato 12 gennaio 2008 - ore 12:44


non vuol dire niente forse ma è quello che sento adesso...
(categoria: " Riflessioni ")


E’un gran casino...ma mi piace!

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lunedì 17 dicembre 2007 - ore 23:18



(categoria: " Riflessioni ")


questa lettera l’ha scritta la moglie del fratello di Patch Adams, una ragazza di poco meno di 30 anni che ieri era presente alla conferenza a cui sono andata, sul tema "salute e umorismo". Lei è un’infermiera di Padova..ha conosciuto Patch...l’ha segiuto ed eccola in America e in giro per il mondo a portare felicità a tutti..

Sono parole bellissime e mi pareva bello divulgarle..


Cara Lettera,

lascia che le parole che oggi ti compongono possano essere un messaggio di pace e di amore verso un mondo tormentato dai ricordi delle guerre passate e dagli inganni di quelle presenti.

Lascia che ci sia uno spazio anche per chi crede ancora che qualcosa possa cambiare senza per questo sentirsi un illuso o un eterno sognatore, lascia che ci sia prova di qualche piccola goccia di sogno diventata realtà.

E parla, silenziosa lettera, racconta di quando eravamo bambini e sognavamo di diventare grandi, racconta poi che siamo diventati grandi per uccidere gli altri bambini perché erano ebrei, perché erano russi, perché erano iracheni, perché erano neri e laggiù non arriva neanche l’acqua; racconta che i grandi hanno ucciso i bambini per diventare ancora più "grandi"…

Ma raccontalo sottovoce perché qualcuno sta ancora dormendo…ed è convinto di avere delle idee in proposito, magari quelle dei luoghi comuni che ti fanno pensare di essere di un partito politico oppure di un altro e le chiamano idee originali o addirittura valori per cui combattere.

Quale valore può portare al combattimento?

Perché se di valori si parla allora si dovrebbe affermare: valori per cui fare la pace.

Fare la Pace!

L’abbiamo pubblicizzata fuori da ogni balcone pensando a chi soffriva o moriva lontano perché siamo tutti un po’ presbiti: vediamo lontano, ma abbiamo difficoltà a vedere vicino.

Dillo tu Lettera ai bambini di domani, racconta di quella pace esposta a grandi lettere dal balcone e dei litigi familiari, di quella pace piena di un vuoto significato che pendeva dalle case e del silenzio che uccide nel luogo di lavoro quando tra colleghi non si riesce a comunicare o quando per niente ci si arrabbia perché qualcuno ha commesso un errore.

Ai bambini di domani racconta di quanto tempo si spende per trovare la formula capace di condurre l’uomo sulla Luna quando non ha ancora imparato a vivere sulla Terra.

Questi sono i paradossi del nostro tempo che si nutrono di progresso-regresso.

Questi sono i risultati del passato e del futuro.

Ma in questa ipocrisia di falsi sorrisi, dove l’idea sbagliata di un’economia che rende più ricco il ricco e ancor più povero il povero negando l’autenticità delle relazioni umane, non si dia per vinto chi crede nel valore di un gesto di pace.

Forse il solo fatto di continuare a credere ancora in qualcosa di migliore in una cultura addormentata come questa è già un atto eroico poiché cadere a compromessi con i propri ideali sarebbe più facile in questo mercato di carne umana, ma chi crede davvero e agisce nelle piccole cose traccia una strada diversa verso cui è possibile andare.

L’eroe di oggi non è chi vince una battaglia o conquista la vetta più alta, ma chi trova ancora un motivo, magari banale, per cui ridere di cuore, un motivo per dire grazie, per dare un sorriso a chi lo aspetta da tempo, l’eroe di oggi è chi ha il coraggio di trovare l’intelligenza per capire che i giudizi e i pregiudizi non servono a nulla, chi ha il coraggio di usare i colori nei vestiti di ogni giorno e chi, di fronte alle stragi e alla propaganda terroristica diffusa da tutti i mezzi di comunicazione, non si lascia spaventare e continua senza paura il proprio progetto di pace senza tirarsi indietro.

L’eroe di oggi è chi ha il coraggio di dire "ti voglio bene" quando gli altri lo lasciano sottinteso per risparmiare un abbraccio.

Sii l’eroe del tuo tempo, non dare per scontato l’affetto, l’amicizia, un sorriso e l’amore, compi anche tu il tuo gesto eroico!!!

Elisa


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