Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c’è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme di dietro e nessuno ci aspetta, [...]
Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell’orizzonte; [...] si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà più finire.
(D. Buzzati, "Il Deserto dei Tartari")
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domenica 13 febbraio 2005 - ore 09:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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giovedì 10 febbraio 2005 - ore 13:28
Ho trovato il mio tatuaggio!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Penso sarà qualcosa del genere:
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mercoledì 9 febbraio 2005 - ore 17:17
ancora...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Veniva da me gente che mi diceva salve io sono un utente windows e vorrei passare a macintosh ma non so perché, e io dovevo spiegargli perché lui avesse davvero bisogno di un macintosh. Poi quello si girava e vedeva dei compatibili dos fatti di cartone pressato con dentro il niente, ripieni di niente, che si rompevano solo a guardarli e mi contestava che però i macintosh costano di più di quelli lì, e mentre lo diceva indicava i compatibili dos con il dito, e solo quel gesto mandava
in crash windows, non dico altro".
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mercoledì 9 febbraio 2005 - ore 17:10
fabrizio venerandi scrive
(categoria: " Vita Quotidiana ")
il secondo [CD] è qualcosa che si intitola 'intolleranza 1960' che mi sembrava un titolo affascinante, poi ho scoperto che era tutto cantato in lingua tedesca e che l'ascolto aveva la capacità di dilatare i tempi, nel senso che dura un'oretta e io non sono mai riuscito ad ascoltarlo tutto perché veniva notte, poi mattina, poi giorno e poi ancora notte e il cd era ancora lì a lamentarsi in tedesco e quei dannati sessanta minuti non erano ancora passati. L'inferno.
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martedì 8 febbraio 2005 - ore 21:23
Voglio l'erba voglio, voglio avere un quadrifoglio, ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Voglio anch'io un naso rosso come quello di Shaula, così magari divento un po' clown e un po' meno serio (o serioso).
Voglio che questa storiaccia della tesi finisca, che Franz mi dica che gli sta bene, voglio portare a stampare il malloppo e disoccuparmene per un bel po'.
Voglio rivederti, ché è da troppo tempo che non ti vedo, e magari abbracciarti, accarezzarti e lasciarti andare di nuovo.
Ma l'erba voglio non cresce neanche nel giardino del vicino, che è verde.
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sabato 5 febbraio 2005 - ore 20:53
lo voglio anch'io...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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sabato 5 febbraio 2005 - ore 09:40
Da Repubblica.it (LINK):
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ma lo sapevate che "l'attività di meretricio va sottoposta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi"?
AHHAHHAHAHAHAHAHHAHHAHAEHEHEHEHEHEHHEE...
come dire che anche i guadagni illeciti provenienti dallo spaccio lo sono...
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venerdì 4 febbraio 2005 - ore 09:56
Time, Pink Floyd
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Ticking away the moments that make up a dull day
Fritter and waste the hours in an off hand way
Digging around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way
Tired of lying in the sunshine staying home to watch the rain
And you are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun
And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
Racing around to come up behind you again
The sun is the same in a relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death
Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to walk or half a page of scribbled lines
Hanging on in a quiet desperation is the English way
The time is gone, the song is over, thought I'd something more to say
Home, home again
I like to be here when I can
And when I come home cold and tired
It's good to warm my bones beside the fire
And far away across the field
The tolling of the iron bell
Calls the faithful to their knees
To hear the softly spoken magic spell
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martedì 1 febbraio 2005 - ore 20:01
Da Le Scienze, febbraio 2005
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Miniere di idrogeno (di Alessandro Ponti, da Le Scienze, febbraio 2005)
Aperta la via per celle a combustibile alimentate dalle biomasse
Produrre idrogeno per le celle a combustibile in maniera economicamente efficiente non è più un sogno. Alcuni studi pubblicati di recente mostrano come sia possibile produrre idrogeno con alta resa (fino al 95%) a partire da biomassa, cioè da comuni prodotti agricoli quali zucchero, amido, oli vegetali ed alcol etilico.
I metodi sono sorprendentemente semplici: basta azzeccare la temperatura e la pressione giuste e lo zucchero o l'olio di soia si trasformano quasi completamente in idrogeno (o, volendo, anche in benzina). In queste ricette però è assolutamente necessario un pizzico di un prezioso ingrediente: il platino che catalizza la reazione (un po' come lo zafferano nel risotto alla milanese). Ma anche quest'ultimo ostacolo, di natura economica, è stato superato con la realizzazione di un catalizzatore altrettanto efficiente costituito da metalli comuni quali nichel e stagno. E' dunque possibile avere ottimi combustibili, rinnovati anno dopo anno grazie all'agricoltura.
Come è noto, esistono già alcuni prototipi di auto a idrogeno basate su celle a combustibile, ma la loro commercializzazione è impedita, tra l'altro, dal fatto che l'idrogeno non si trova al distributore e che, anche se lo si trova, bisogna tenerselo sotto il sedile (ed è un elemento che esplode con facilità).
L'estate scorsa James Dumesic, dell'Università del Wisconsin, ha scoperto un modo finalmente efficace per far funzionare le celle a combustibile delle auto (ma non solo) con la normale benzina o addirittura con combustibili rinnovabili quali l'alcol etilico, grazie anche agli studi di cui abbiamo detto. Ma benzina ed alcol contengono, oltre all'idrogeno, anche carbonio, che nella cella si trasforma nel temibile monossido di carbonio CO, gas letale tanto per la cella quanto per gli esseri umani. Fino ad oggi, eliminare il CO richiedeva dispositivi complessi e molta energia, a spese dell'efficienza della cella.
Il gruppo di Dumesic ha però escogitato un metodo a costo energetico zero per eliminare il CO. Quest'ultimo viene fatto passare su uno speciale catalizzatore in cui nanoparticelle d'oro trasformano il velenoso monossido di carbonio CO in innocua anidride carbonica. Si tratta dunque di una nuova nanotecnologia, termine che ormai è entrato anche negli spot televisivi.
Nonostante il problema della produzione di CO2, che è comunque un gas serra, anche solo questa invenzione avrebbe già eliminato il maggior ostacolo verso la rottamazione dei motori a scoppio. Ma ecco il colpo di genio.
La trasformazione del monossido di carbonio produce nuova energia che viene sfruttata per aggiungere elettroni ad uno speciale ossido di molibdeno e fosforo non inquinante e noto con il nome di poliossometallato. Questo viene convogliato nella cella dove libera gli elettroni in eccesso contribuendo così alla produzione di energia. E una volta scarico il poliossometallato ritorna a raccogliere elettroni provenienti dall'eliminazione del CO, e così via.
Insomma, un letale nemico come il monossido di carbonio potrebbe diventare una preziosa fonte di energia pulita e le celle a benzina o ad alcol possono diventare semplici ed efficienti come quelle che funzionano solo con idrogeno puro. Diverse case automobilistiche hanno già espresso interesse per questa tecnologia a pochi mesi dal suo annuncio, perchè il suo impiego permetterebbe di passare alla produzione in serie di automobili elettriche.
Alessandro Ponti
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martedì 1 febbraio 2005 - ore 10:29
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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