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![]() Leela, 32 anni spritzina di Padova CHE FACCIO? Lavoratore Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO i fiori del male HO VISTO un ragazzo ed una ragazza STO ASCOLTANDO di tutto un po. ABBIGLIAMENTO del GIORNO jeans e maglietta ORA VORREI TANTO... essere coccolata STO STUDIANDO... lavoro OGGI IL MIO UMORE E'... brillanteggiante ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
Leela è lunica persona della sua specie esistente sulla terra. E cresciuta in un orfanotrofio e a scuola era sempre presa in giro per il suo unico occhio. Per compensare la mancanza di amici ha praticato la boxe e altri sport simili. In seguito ha trovato lavoro come assegnatrice di carriera e ha conosciuto Fry proprio tentando di assegnarla. lui la convince ad abbandonare il suo il lavoro, e insieme a Bender vengono assunti alla Planet Express dove il Professor Farnsworth le da il titolo di comandante della navetta. Ha ancora qualche problema con il sesso opposto. Pare che abbia qualche interesse per Fry, ma è sicura che non ci sia nulla di più.
venerdì 3 giugno 2005 - ore 08:55 che strano ... essere tornata... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 18 marzo 2005 - ore 15:56 HO VINTO IO! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 4 febbraio 2005 - ore 09:10 concorso vorrei fare una gara di chi ha il seno piu prorompente... si accettano iscrizioni.. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 4 novembre 2004 - ore 08:32 Non avrei mai pensato che potessi riaffiorare così nella mia vita, da quell'angolo remoto e fin'ora indisturbato del cuore... non dovevi! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 3 novembre 2004 - ore 08:44 orbite La notte nelle orbite contorna, Come luna di pece, il limite dei globi; Il giorno illumina l'osso; Dove freddo non è, i venti che scorticano dispillano Gli abiti d'inverno; Lo strato sottile della primavera penzola dalle palpebre COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 3 novembre 2004 - ore 07:57 Dai sospiri Dai sospiri nasce qualcosa, Ma non dolore, questo l’ho annientato Prima dell’agonia; lo spirito cresce, Scorda, e piange; Nasce un nonnulla che, gustato, è buono; Non tutto poteva deludere; C’è, grazie a Dio, qualche certezza: Che non è amore se non si ama bene, E questo è vero dopo perpetua sconfitta. Dopo siffatta lotta, come il più debole sa, C’è di più che il morire; Lascia i grandi dolori o tampona la piaga, Ancora a lungo egli dovrà soffrire, E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa Del suo soldato sporco di parole Che spargono un sangue così acre. Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male, Il provare rimpianto quando quello è perduto Che mi rendeva felice nel sole, Quanto felice il tempo che durava, Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne, Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza E guarirmi dai mali. Se ciò bastasse, osso, tendine, sangue, Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti, Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane, L’uomo potrebbe guarire dal cimurro. Ché tutto quello che va dato, io l’offro: Briciole, stalla, e cavezza. (D.T.) LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK |
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