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Madda 86, 21 anni spritzina di Milano CHE FACCIO? Non è da questo che si giudica una persona! Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Sempre a portata di mano: Bibbia "Madre di diecimila figli", Christel Martin ![]() «Tutto ciò che è fatto con amore finisce sempre per trionfare. Un uomo che non ama ha mancato la propria vocazione di uomo» "Una vita con Karol", don Stanislao "Liberaci dal male", Alessandro Gnocchi "Il venditore di armi", Hugh Laurie - umorismo british e azione per stomaci forti... HO VISTO Il mondo non morirà mai di fame per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia. G.K. Chesterton Piangendo Francesco disse un giorno a Gesù: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Signore, mi devi perdonare, perché te solo io vorrei amare". ![]() ![]() ![]() ![]() Sorridendo il Signore gli rispose così: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Francesco, non devi pianger più, perché io amo ciò che ami tu". ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Ho visto che ... non esiste razza nè colore, esiste solo l’uomo. E mani bianchi che stringono mani nere possono compiere piccoli grandi miracoli. ...sorrisi più grandi dove la povertà è più tremenda. ... che è possibile sentirsi a casa anche a 6000 km di distanza. STO ASCOLTANDO F.De Gregori a gò-gò il Liga ![]() Nomadi ![]() Branduardi ![]() Jovanotti ![]() Povia ![]() Guccini ![]() De Andrè ![]() U2 ![]() Luca Carboni ![]() Amedeo Minghi ![]() Max Pezzali ![]() IL CUORE DEL MONDO... "Non ci sono nemici ci son solo infelici Infelici da amare e basta anche un sorriso" ![]() «Io sono stato molto vicino anche a quelli che non credono in Dio. Mi sono fatto l’idea che essi combattono, spesso, non Dio, ma l’idea sbagliata che essi hanno di Dio». (Albino Luciani) ultimamente anche... "Father And Daughter",Paul Simon "Good Man",Josh Ritter ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Parlare con delle persone x ore e.....accorgerti che non ti hanno ascoltato neanche x un istante! MERAVIGLIE 1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 2) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio! 3) sapere di aver vissuto la vita con uno scopo: rendere migliore quella degli altri. 4) Sapere che gli amici sono come le stelle.....non sempre li vedi....ma sai che ci sono! 5) ..quando pensi di essere solo contro tutti e ti accorgi k invece ci sn un sacco di persone disposte a darti una mano.. 6) Sentirsi accettati per quello che si è nonostante le prime impressioni! 7) l'Irlanda BLOG che SEGUO: Don Marco stampa Stella Lufty Leonida marylu87 Guerrieroo -angel- toffolo MacBass Tommaso dpa ali87 s.elisa pesca vicky_80 bergam8 pao82 Bruno86 ecce_ violavale nema cla92 zichichi lopez75 saurceful noirette BOOKMARKS Le opere del Padre (da Arte e Cultura / Poesia ) siti cattolici (da Pagine Personali / HomePage ) blog (da Pagine Personali / HomePage ) Altra irlanda (da Viaggi e Turismo / Agenzie ) Irish Rugby (da Sport / Vari ) Sportivi (da Sport / Vari ) Cuore e mani aperte (da Pagine Personali / HomePage ) Irlanda 1 (da Viaggi e Turismo / Riviste e Guide ) Federazione Rugby (da Sport / Vari ) UTENTI ONLINE: |
Avvertenza: per motivi di "ordine pubblico" (o, meglio, semplicemente di ordine) questo è un blog moderato. Il criterio è presto detto: tutto ciò che a mio insindacabile giudizio è ritenuto off topic o offensivo sarà cancellato. Oltre a tutti gli esibizionismi di carattere estetico (il carattere è predefinito, se qualcuno ha problemi di vista, può modificare le impostazioni di visualizzazione sul proprio schermo!)... Grazie per la collaborazione! ![]() Quando ti imbatti in una cosa bella, la racconti. E quando ti imbatti in una cosa vera, la dici. E se hai capito che la storia di Gesù è come un lampo che ha illuminato per sempre il cammino del mondo e dell’uomo dandogli un senso, allora lo racconti a tutti. Non puoi farne a meno. E se l’incontro con Gesù Cristo ha cambiato la tua esistenza dandole forza, direzione, gioia di vivere, allora inviti gli amici a condividerla. Bruno Maggioni Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui. (Ezra Pound) - Non bisogna mai mollare, dottore - Disse l’infermiere. - Ci vuole un gran fisico per correre dietro ai sogni (Stefano Benni, Elianto) Quando uno sogna da solo è soltanto un sogno, quando si sogna insieme è la realtà che comincia H.Camara (1 Cor 2,2) sabato 23 giugno 2007 - ore 09:45 No alla pedofilia LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK venerdì 22 giugno 2007 - ore 17:15 Occhio, quel Kakà gioca con loro ![]() Mio caro Malacoda, vedi di metterti sulle tracce di questo Kakà, un brasiliano che fa il calciatore in Italia, uno che si professa molto credente. Ma non è questo che mi disturba, sono tanti i calciatori che si fanno il segno della croce prima di entrare in campo, gli allenatori che agitano acqua benedetta, si tratta a volte di una forma di fede che fa sorridere per la sua ingenuità e spesso sa di scaramanzia mascherata. Non mi preoccupa neanche il fatto che questo vada oltre un generico «io credo in Dio. è lui che mi dà la forza di fare quello che faccio. se gioco bene è perché Dio lo vuole», quanto piuttosto che pensi che questa sua fede abbia delle conseguenze. Non sono rimasto colpito dal fatto che abbia detto di essere arrivato vergine al matrimonio, e che questo sia successo realmente (cerca di capirmi, la botta mediatica è stata enorme, e per noi tremenda, ma un valore può sempre essere trasformato in una moda), quello che realmente mi infastidisce è vedere nel 2007 un giovane che pensi che la fede sia incidente sulla vita, ritenga che Dio, oltre che ispirarlo, possa anche chiedergli qualcosa. Il pericolo per noi non sono le supposte conseguenze etiche della fede, ma il suo non essere più afasica. Non è la coerenza morale di Kakà che ci deve allarmare, ma la sua cogenza logica. Non so se lo faccia in modo riflesso, ma quando dice «la Bibbia insegna che il vero amore si raggiunge solo con le nozze», torna a legare ciò che eravamo riusciti a separare per secoli: l’essere e la presenza. In modo molto pratico, stanco di cercare argomenti per dimostrare che Dio non c’è, l’uomo moderno si era accucciato nella rassicurante ipotesi che Dio se c’è non c’entra, c’è ma non è presente, si può, anzi si deve vivere "come se non ci fosse". Come sa chiunque sia andato in macchina con la fidanzata con seduti dietro i genitori di lei, come sa chiunque abbia giocato a pallone con il padre a bordo campo, come sa chiunque abbia parlato in pubblico davanti al suo maestro. la sola presenza, anche silenziosa, cambia il modo di vivere. A prescindere dalla sua coerenza - ma la coerenza non è mai stata una virtù, semmai un miracolo e per questo doppiamente pericolosa - uno che dice che Dio "insegna" dimostra un atteggiamento dal nostro punto di vista nefasto. Perché vuol dire che c’è qualcosa da imparare, che lo spontaneismo non è un valore (semmai lo è la spontaneità con cui si aderisce all’insegnamento). Perché vuol dire che l’uomo non è regola a se stesso e questo è contro tutto il nostro dannarci a favore della dannazione universale. P. S. Datti comunque da fare perché questo Kakà non capisca che il vero nome dell’amore è fedeltà, una virtù che non necessita della reciprocità, come dimostra la storia di Dio con quel popolo che ritiene suo, e come ogni madre e ogni padre capiscono a loro spese. Casto possiamo sopportarlo, fedele sarebbe troppo. Tuo affezionatissimo zio Berlicche LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK giovedì 21 giugno 2007 - ore 21:29 Il contropiede della castità Dopo le confessioni del calciatore Kakà: Anna Bernardini De Pace e don Sigalini a confronto. «È più facile oggi un incontro fisico di uno progettuale e ciò può indurre a scelte imprudenti o tragiche per il proprio futuro». Già il fatto che Kakà, il più ammirato calciatore del momento, rilasci un’intervista sulla sua scelta di arrivare casto al matrimonio, è un po’ fuori dall’ordinario. Ma che anche Anna Bernardini De Pace - il più noto avvocato matrimonialista d’Italia, immagine, se ce n’è una, di donna di successo, per di più esperta nelle contorsioni delle coppie di oggi - spenda parole per difendere il valore della castità, sembra fin troppo. Avvocato, ma sta diventando reazionaria? «No, sono e resto piuttosto un’anarchica. Ma se ho apprezzato le considerazioni di Kakà e perché penso che riguardino un problema serio. È molto più facile, oggi, fare un incontro fisico che un incontro spirituale, progettuale. E una situazione fisica positiva, se dietro non c’è dell’altro, può indurre a scelte imprudenti e tragiche per il proprio futuro. Con il rischio di incontrare presto, nella vita matrimoniale, il disgusto. Quello vero. Che nasce sempre dai comportamenti delle persone, non certo dal minore o maggiore benessere fisico. I problemi fisici, se non sono irrimediabili, si risolvono. Quando c’è un’intimità vera e di pensiero tra due persone, non è difficile affrontarli. Sono i problemi psicologici e comportamentali che non si risolvono mai, o quasi». Ma castità per lei cosa vuol dire? «La castità non può essere certo una violenza, qualcosa di imposto, ma dev’essere un impegno comune, un progetto, un modo di essere. Direi che è l’affermazione di determinati valori, che devono essere condivisi e che consentono alle persone di sperimentare e di rafforzare una cosa preziosissima, che è la volontà». In che senso? «Ci pensi: cosa vale di più nella vita di ognuno della volontà? Oggi, negli anni 2000, c’è una crisi profondissima di volontà: le persone non sono più capaci di affidarsi alle proprie forze, di mettersi davvero in gioco, ma si affidano al destino, alle raccomandazioni o alle speranze da ’gratta e vinci’. La castità e un mettere alla prova le proprie capacità e le proprie forze». Sarà conscia dell’irrisione che suscitano considerazioni come le sue... «Lo so, perché oggi il valore prevalente è quello del sesso, e non può che essere deriso colui che al sesso si sottrae. Però in tutto questo c’è una grande incomprensione del valore e anche del sapore della castità. Per esempio di come la fedeltà di una coppia sia non solo una scelta eroica, ma anche altamente erotica». Uno psicologo da rivista femminile le direbbe semmai che è il tradimento a ravvivare ciò che è morto. «Invece è molto più elettrizzante il rapporto se tu dici no alle occasioni che ti capitano per confermare quel rapporto. Negarsi agli altri, alle tentazioni, è un grande modo per sperimentare, toccare con mano il valore e anche l’erotismo che una coppia porta in sé. Abituarsi a dire di no è qualcosa di fecondo». Ok, abbiamo visto che non è reazionaria. Ma di finire un po’ sulle posizioni cattoliche non la inquieta? «Non sono per niente clericale, baciapile o cose del genere. Ho studiato dalle suore e ho litigato con tutte su questi discorsi, nelle mie battaglie femministe. Ma non mi sono fermata a certe posizioni, che allora avevano un senso, oggi meno. Penso poi che certe proposte della morale cattolica sapessero allora come oggi di muffa e di vecchio per il modo in cui venivano e vengono comunicate. Se invece uno ha la capacità di guardare dentro a certe cose, magari grazie all’esperienza personale e professionale, ecco che si possono illuminare di luce nuova valori che prima erano considerati senza senso». Il teologo Facciamo ancora questa proposta, aiuta i giovani a puntare più in alto «I ragazzi cercano esperienze intense ma pure poetiche, per sognare. Però nessuno li educa a desiderare cose grandi, assolute» «Ben venga l’esempio di un grande calciatore. Perché penso che la proposta della castità vada fatta con maggiore decisione, senza troppi timori reverenziali ». Monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, già assistente generale dell’Azione Cattolica e una vita spesa a contatto con i giovani, guarda con simpatia alle uscite della superstar del calcio brasiliano. Entrando un po’ nello specifico. «Ovviamente bisogna chiarire bene cos’è la castità, cioè che non è un semplice fuggire da qualcosa di bello o piacevole, non è una privazione fine a se stessa, per il gusto di mortificarsi, ma è preparare il cuore a una vita di dono. Una preparazione che tocca per forza anche la corporeità». Per tanti genitori o educatori, un discorso «alto» sulla sessualità con adolescenti o giovanissimi sembra una battaglia persa in partenza. «È difficile, certo. Oggi praticamente tutto – cultura, senso comune, mass media – portano nella direzione opposta, ma sbaglia chi pensa che certi discorsi siano destinati a non passare. Glielo dico per esperienza. Proprio oggi che fare esperienze sessuali a una certa età è diventato facilissimo, senza grandi traumi, paradossalmente cresce anche il numero di giovani disillusi, che si chiedono ’beh, tutto qui?’, che percepiscono presto l’inganno. E cercano una risposta più profonda, cosa che non trovano in pressoché nessuna agenzia educativa. Perché nessuno ha il coraggio di andare contro il cattivo senso comune». Quindi affrontare i risolini di compatimento o il disprezzo, nel parlare di castità, può dare ancora dei frutti. «Sicuramente. Anche perché – pure questo va ricordato e sottolineato – un ragazzo o una ragazza di oggi non sono alla ricerca di pura ’fattualità’. Cercano anche e soprattutto cose grandi, alte, assolute. Esperienze emotivamente intense, ma anche poetiche, che facciano sognare... E come, dico spesso a tanti giovani, la castità è proprio quella via che impedisce ai sogni di Dio di diventare degli incubi. Se vuole un riferimento un po’ prosaico, mi rifaccio spesso anche al libro Jack Frusciante è uscito dal gruppo, che non è certo dalla parte della castità, ma in cui si legge della scommessa bellissima di due protagonisti: dobbiamo far vedere a tutti che ci vogliamo bene senza andare a letto assieme». Tra luoghi comuni e fraintendimenti, cosa rende più difficile parlare in un certo modo di sessualità, e farsi intendere, ovviamente? «Penso la convinzione che amore ed erotismo siano due cose diverse, disgiunte, che si possono vivere in modo del tutto indipendente. Una banalità che cela una profonda mistificazione». Quale, invece, un vantaggio immediato, in una scelta di continenza rispetto al «carpe diem»? «La capacità di distinguere due realtà opposte ma che nei rapporti, negli incontri si incrociano e si confondono spesso: amore ed egoismo. La castità aiuta anche a vagliare le vere intenzioni di una persona, aiuta una coppia a scoprire ciò che di strumentale o superficiale c’è nel loro stare insieme. Aiuta ad evitare ad entrambi amare sorprese». Avvenire donboscoland LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 21 giugno 2007 - ore 10:05 Viaggio avventura, missione, speranza, sogno?! Burundi. ![]() Un nome che atterrisce e affascina. Evidentemente, su di me ha fatto breccia la seconda. Che cosa mi aspetta realmente? Di che si tratta? NON LO SO, e probabilmente non me ne renderò conto fino a che non sarò là. Perché? Ma chi te lo fa fare? Ribadisco: non lo so. Forse è solo entusiasmo, slancio giovanile, impeto incosciente, testardaggine atavica… chissà! Piuttosto: perché no? Ma poi quello che fa più male: “È pericoloso… non c’è un altro posto dove andare?”. E io a stringere i pugni in un gesto infantile di rabbia malrepressa, a non capire perché. “Perché? È pericoloso? Ma SOLO per me? Non ci sono forse MIGLIAIA di miei fratelli che vivono situazioni di povertà, miseria, abbandono, insicurezza, solitudine OGNI GIORNO? In base a cosa io DEVO esserne esentata? Perché? Ci sono cittadini di serie A e di serie B? Ci sono UOMINI di serie A e di B? E in base a quale criterio è stabilito ciò?" Ma quest’interrogativo non è rimasto solo, timida risposta di fronte ad una mentalità che non riesco a fare mia… Gli si sono affiancati tutti quelli che, con uno sguardo, un sorriso, un’approvazione, un silenzio compiaciuto hanno appoggiato questa mia -ennesima- follia e allora ho capito che non sarei partita da sola, li avrei portati con me. Ho capito che non sarei MAI stata sola, perché LE MIE STELLE sarebbero sempre state con me, timide, fragili, coraggiose luci a rischiarare questa notte. ![]() Forse la speranza è solo la pia illusione di chi non riesce a rassegnarsi al “SI È SEMPRE FATTO COSÌ”, ma io penso che dovremmo brillare gli uni per gli altri, vicini per darci forza, per affrontare la quotidiana sfida di una realtà che ci provoca risposte sempre nuove. ![]() Perché insieme… la fatica si dimezza, ma la gioia… raddoppia! ![]() Un grande, grandissimo grazie a don Marco che mi ha invitato a fare questa "follia" e un grazie anticipato a chi mi sopporterà per 20 giorni!!! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 20 giugno 2007 - ore 12:52 La Chiesa La Chiesa... quante se ne sentono, ogni volta. Pare quasi che al suo interno siano raggrumati tutti i peggiori mali del mondo. E in parte è anche vero. Ma il fatto è che ci lasciamo sfuggire la grandezza della Chiesa, per la sua piccolezza. La grandezza della Chiesa è Cristo. Siamo nani che poggiano sulle spalle del GIGANTE. Cristo è Capo, se vogliamo nel duplice senso latino di caput: è lui, il capo, la testa, mentre noi siamo le membra ma anche è lui che ha preso la decisione, sfacciata anche, di fidarsi di noi. Soltanto qui può risiedere l’incommensurabile ed anche misteriosa grandezza di un Dio che si fida a tal punto da scommettere sull’uomo ed affidare la SUA Chiesa agli uomini (Mt 16, 18:«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la MIA chiesa»). ![]() Ma la Chiesa è fatti di piccoli uomini alle prese con le proprie colpe, le proprie pigrizie, le proprie mancanze, le proprie inadeguatezze, unite naturalmente ai propri pregi personali, al proprio carisma, alla propria capacità di amare. Ma Dio ha scelto di prendere dimora tra gli uomini, di stare con ciò che è piccolo per renderlo grande. ![]() E la Chiesa rappresenta proprio questo: la grande scommessa di Dio sull’uomo! ![]() LEGGI I COMMENTI (17) - PERMALINK martedì 19 giugno 2007 - ore 21:35 Una doverosa dedica ... RUGBY Peter Stringer... lo guardi e ti domandi cosa ci faccia lì... piccolo uomo in mezzo ai giganti ![]() poi però continui a guardarlo, lo osservi giocare... ![]() e vedi il suo senso della posizione, la sua capacità di stare in campo e ti accorgi di quanto sia tenace, battagliero, rompiscatole, indomito... il peggior avversario che tu ti possa trovare innanzi! ![]() Caro Peter, te lo meriti: Pietro il Grande, un grande grazie per il tuo splendido modo di giocare che insegna a tutti noi che, leone o gazzella, è meglio incominciare a correre! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 19 giugno 2007 - ore 17:51 Un vero amico è quello che entra quando il resto del mondo esce. ![]() (Walter Winchell) LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 17 giugno 2007 - ore 23:20 Il Vangelo della Domenica XI Domenica del Tempo Ordinario (C) Lc 7,36-8,3 Vi ricordo che è indispensabile, per una maggiore e migliore comprensione della riflessione che segue, avere in mano il testo del brano evangelico e leggerlo con molta calma ed attenzione, più volte, per poi far seguire la letture del commento, tenendo sempre un occhio fisso al brano evangelico! ![]() Commento La Parola è una spada che taglia ed entra nella nostra coscienza, se le permettiamo di farlo, così che possiamo con certezza conoscere la verità dei nostri gesti e delle nostre parole… chiediamo allo Spirito Santo che avvenga questo in noi nell’ascolto e nella meditazione della Parola del Signore di questa Domenica. Il contesto del brano del Vangelo è l’invito al banchetto!! “ Uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui”… “ed egli (Gesù) entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola”. Fino a questo punto tutto è normale, se non fosse che è a casa di un fariseo, non si dice il suo nome e neppure il motivo di questo invito. Sappiamo che tra Gesù e i farisei non scorreva buon sangue… e poi se noi ci fermiamo un attimo e non continuiamo nella lettura del testo, viene spontanea una domanda, almeno a me: “Ma che cosa c’era da mangiare a quella tavola?”. Quindi riassumendo non sappiamo l’identità del fariseo, non sappiamo il motivo dell’invito e non conosciamo il menù! Ma “ed ecco una donna” e poi subito si specifica il genere di donna, “una peccatrice”, ecco il pranzo è servito… ecco il cibo è pronto sulla tavola… vediamo allora come si comporta Gesù e come si comporta il fariseo… Gesù sente il pentimento, il profumo dell’offerta e le lacrime della contrizione che lo inondano e Lui si lascia inondare senza fare nessuna resistenza… e si lascia asciugare e baciare… Gesù “gusta” il cibo che questa e donna e peccatrice gli offre… a differenza del fariseo che solo sa guardare all’esterno, all’aspetto… e non solo della donna ma la sua vista si offusca anche nei riguardi del Signore che per lui è comunque semplicemente un profeta, che dovrebbe però sapere… che specie di donna è quella! Ha “un non so che” di delicato l’invito del Signore Gesù: “Simone, ho una cosa da dirti”. Finalmente sappiamo chi è questo fariseo che invita a casa sua Gesù, e poi dalla parabola che Gesù racconta non è difficile capire come anche Simone il fariseo aveva qualcosa da farsi perdonare, ma egli aveva impostato tutto dal punto di vista razionale, evitando una partecipazione affettiva con il Maestro. Gesù nella parabola mette a confronto due debitori: uno aveva un grosso debito (la donna peccatrice) mentre l’altro uno molto più piccolo (Simone il fariseo) e formula la domanda centrale di questo Vangelo: “Chi dunque di loro amerà di più?” che trova una puntuale ed esatta risposta da parte dell’intermediario Simone il fariseo… Qui possiamo ben comprendere che a Simone il fariseo non manca la capacità di ragionare e di scoprire la Verità evangelica del perdono e della gratitudine, ma è il passo successivo che fa fatica a compiere, quello di riconoscere nella vita pratica i fratelli e le sorelle che stanno nel peccato, come i possibili prediletti del Signore, qualora riconoscano il loro peccato, si pentino e si allontanino da esso e ritornino a Lui con tutto il cuore… Alla risposta esatta di Simone il fariseo segue il confronto operato da Gesù nei riguardi dei due interlocutori: Simone il fariseo e la donna peccatrice. Il primo non ha compiuto i semplici e comuni doveri dell’ospitalità ebraica: è infatti uso comune accogliere un ospite lavando a lui i piedi, cosa che Simone il fariseo omette di fare e che invece la donna non smette di fare da quando è entrato in quella casa, e molti altri gesti di amicizia e di amore che dall’una riceve mentre dall’altro no! Gesù in questo confronto sembra quasi “un bambino” nella sua semplicità, ma è lapidario come sempre, ogni minimo particolare per il Signore Gesù, ogni gesto o pur minimo accenno, hanno un valore grandissimo, Vi sa ritrovare l’uomo, anzi in questo caso la donna, nella sua interezza e nella sua genuinità… Ma non è ancora finita, anzi ora Gesù sfodera la sua potenza di Figlio del Dio Altissimo: “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, come a dirle di non temere più, la sua opera è stata gradita e il suo peccato dimenticato, anzi gettato nel fondo del mare… e alle parole di Gesù seguono i commenti mormoratori dei commensali:” Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati”? E la risposta la offre lo stesso Gesù: “La Tua fede ti ha salvata: va in pace”, ecco chi è quest’uomo, è Colui che guarda nel profondo del cuore di ciascuno di noi, e fa scaturire la nostra salvezza rendendo visibile la fede che è dono del Padre Suo e non nostro merito! La Pace, è la stessa pace che offre dopo la sua risurrezione, è splendido, siamo nella dimensione eterna, il perdono ci proietta nell’eternità nell’abisso del Cuore Paterno e Materno di Dio. ![]() Azione di grazie: Di fronte alla potenza miracolosa del perdono e della grazia Ti invito a moltiplicare i Tuoi atti di fede e di speranza, di essere sempre positivo e di guardare al Tuo futuro e al futuro dei Tuoi cari con grande slancio e grande ottimismo. Amen. Ti benedico + Padre Devis Rocco (devisocd@hotmail.com) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 17 giugno 2007 - ore 22:54 Come back... again! Pensavate di esservi sbarazzati di me, eh? E invece... sono ritornata! peggio di prima, anche! ![]() Ciao a tutti, belli e brutti, ma un saluto speciale va, naturalmente ai miei 4 aficionados... ciaooo! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 22 novembre 2006 - ore 21:31 Il cielo è sempre più blu Si dicono tante cose brutte (magari vere) su Milano, ma oggi era una favola. Sì, è vero, c’era un freddo un pochino pungente, ma un cielo terso, d’un colore celeste persino inverosimile. Proprio UNA FAVOLA DI CIELO! Ogni tanto bisogna imparare ad "alzare lo sguardo"... per vedere il bello che c’è ! ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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