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Madda 86, 21 anni spritzina di Milano CHE FACCIO? Non è da questo che si giudica una persona! Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Sempre a portata di mano: Bibbia "Madre di diecimila figli", Christel Martin ![]() «Tutto ciò che è fatto con amore finisce sempre per trionfare. Un uomo che non ama ha mancato la propria vocazione di uomo» "Una vita con Karol", don Stanislao "Liberaci dal male", Alessandro Gnocchi "Il venditore di armi", Hugh Laurie - umorismo british e azione per stomaci forti... HO VISTO Il mondo non morirà mai di fame per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia. G.K. Chesterton Piangendo Francesco disse un giorno a Gesù: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Signore, mi devi perdonare, perché te solo io vorrei amare". ![]() ![]() ![]() ![]() Sorridendo il Signore gli rispose così: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Francesco, non devi pianger più, perché io amo ciò che ami tu". ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Ho visto che ... non esiste razza nè colore, esiste solo l’uomo. E mani bianchi che stringono mani nere possono compiere piccoli grandi miracoli. ...sorrisi più grandi dove la povertà è più tremenda. ... che è possibile sentirsi a casa anche a 6000 km di distanza. STO ASCOLTANDO F.De Gregori a gò-gò il Liga ![]() Nomadi ![]() Branduardi ![]() Jovanotti ![]() Povia ![]() Guccini ![]() De Andrè ![]() U2 ![]() Luca Carboni ![]() Amedeo Minghi ![]() Max Pezzali ![]() IL CUORE DEL MONDO... "Non ci sono nemici ci son solo infelici Infelici da amare e basta anche un sorriso" ![]() «Io sono stato molto vicino anche a quelli che non credono in Dio. Mi sono fatto l’idea che essi combattono, spesso, non Dio, ma l’idea sbagliata che essi hanno di Dio». (Albino Luciani) ultimamente anche... "Father And Daughter",Paul Simon "Good Man",Josh Ritter ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Parlare con delle persone x ore e.....accorgerti che non ti hanno ascoltato neanche x un istante! MERAVIGLIE 1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 2) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio! 3) sapere di aver vissuto la vita con uno scopo: rendere migliore quella degli altri. 4) Sapere che gli amici sono come le stelle.....non sempre li vedi....ma sai che ci sono! 5) ..quando pensi di essere solo contro tutti e ti accorgi k invece ci sn un sacco di persone disposte a darti una mano.. 6) Sentirsi accettati per quello che si è nonostante le prime impressioni! 7) l'Irlanda BLOG che SEGUO: Don Marco stampa Stella Lufty Leonida marylu87 Guerrieroo -angel- toffolo MacBass Tommaso dpa ali87 s.elisa pesca vicky_80 bergam8 pao82 Bruno86 ecce_ violavale nema cla92 zichichi lopez75 saurceful noirette BOOKMARKS Le opere del Padre (da Arte e Cultura / Poesia ) siti cattolici (da Pagine Personali / HomePage ) blog (da Pagine Personali / HomePage ) Altra irlanda (da Viaggi e Turismo / Agenzie ) Irish Rugby (da Sport / Vari ) Sportivi (da Sport / Vari ) Cuore e mani aperte (da Pagine Personali / HomePage ) Irlanda 1 (da Viaggi e Turismo / Riviste e Guide ) Federazione Rugby (da Sport / Vari ) UTENTI ONLINE: |
Avvertenza: per motivi di "ordine pubblico" (o, meglio, semplicemente di ordine) questo è un blog moderato. Il criterio è presto detto: tutto ciò che a mio insindacabile giudizio è ritenuto off topic o offensivo sarà cancellato. Oltre a tutti gli esibizionismi di carattere estetico (il carattere è predefinito, se qualcuno ha problemi di vista, può modificare le impostazioni di visualizzazione sul proprio schermo!)... Grazie per la collaborazione! ![]() Quando ti imbatti in una cosa bella, la racconti. E quando ti imbatti in una cosa vera, la dici. E se hai capito che la storia di Gesù è come un lampo che ha illuminato per sempre il cammino del mondo e dell’uomo dandogli un senso, allora lo racconti a tutti. Non puoi farne a meno. E se l’incontro con Gesù Cristo ha cambiato la tua esistenza dandole forza, direzione, gioia di vivere, allora inviti gli amici a condividerla. Bruno Maggioni Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui. (Ezra Pound) - Non bisogna mai mollare, dottore - Disse l’infermiere. - Ci vuole un gran fisico per correre dietro ai sogni (Stefano Benni, Elianto) Quando uno sogna da solo è soltanto un sogno, quando si sogna insieme è la realtà che comincia H.Camara (1 Cor 2,2) martedì 21 novembre 2006 - ore 11:35 VIAGGIA INSIEME A ME «Guai a chi è solo, perchè non avrà alcuno che lo rialzi» La vita è un viaggio. Ogni viaggio è pieno di imprevisti. Ogni viaggio rappresenta una sfida. Posso vincerla o perderla, ma devo giocarla io e non posso delegare ad altri questo compito. Per questo è importante trovare un "compagno di viaggio" che sappia qualcosa in più e possa vedere con "occhi lucidi e penetranti oltre le cose vane", che sappia condividere, senza sostituirsi a me. http://www.gofish.com/player.gfp?gfid=30-1027954&hid=2141213386 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 19 novembre 2006 - ore 11:19 UN VERO REGALO E tu... al suo posto? ![]() Un fratello così Un mio amico di nome Paul ricevette un’automobile come regalo di Natale da suo fratello. La vigilia di Natale, quando Paul uscì dall’ufficio, un monello di strada stava girando intorno all’auto nuova luccicante, ammirandola. “E’ sua questa macchina, signore?”domandò Paul annuì. “Me l’ha regalata mio fratello per Natale”. Il ragazzo rimase sbalordito . “Vuole dire che suo fratello gliel’ha regalata e a lei non è costata niente? Ragazzi, vorrei…” esitò.Naturalmente Paul sapeva che cosa avrebbe voluto. Avrebbe volutoavereun fratello così. Ma quello che il ragazzo disse scosse Paul fino ai talloni. “Vorrei” proseguì il ragazzo, “poteressere un fratello così” Paul guardò il ragazzo con meraviglia, poi impulsivamente aggiunse: “Ti piacerebbe fare un giro con la macchina?” “Oh, sì, tantissimo” Dopo un breve giro, il ragazzo si volse e con gli occhi luccicanti chiese: “Signore, le dispiacerebbe passare davanti a casa mia?” Paul sorrise.Pensavadi sapereche cosa volesse il ragazzo. Voleva mostrare ai vicini che poteva tornare a casa su un’auto grande. Ma Paul sisbagliava di nuovo. “Può fermarsi dove ci sono quei due gradini?” chiese il ragazzo. Corse su per i gradini. Poco dopo Paul lo vide ritornare, ma non velocemente. Accompagnava fratellino storpio. Lo fece sedere sul gradino inferiore, poi si strinse a lui e gli indicò l’automobile. “Eccola, Buddy, proprio come ti ho detto sopra. Suo fratello gliel’ha regalata per Natale e a lui non è costata un centesimo. E un giorno io te neregalerò una uguale… allora vedrai tutte le belle cose delle vetrine natalizie che ho cercato di descriverti”. Paul scese,sollevò il ragazzo e lo portò sul sedile anteriore dell’auto. Il fratello maggiore, con gli occhi luccicanti, salì accanto e tutti e tre cominciarono un memorabile giro natalizio. ![]() (fonte non specificata) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 18 novembre 2006 - ore 10:12 PER CHI LI ASPETTAVA: I RISULTATI TOTALE VOTI: 22 1 voti (4.55% ITALIANO 7 voti (31.82% FRANCESE 3 voti (13.64% INGLESE 4 voti (18.18% SCOZZESE 6 voti (27.27% IRLANDESE 1 voti (4.55% GALLESE Risultato non imprevedibile, che rispecchia parzialmente i risultati del 6 nazioni. Che stupisce è stato il testa a testa (mai avvenuto di recente sul campo) tra Francia e Irlanda. ![]() Per chi fosse curioso, ecco la mia personalissima classifica. 1)RUGBY IRLANDESE. Mette al centro l’essenza del rugby, dove il gioco risultante è molto più che la somma delle virtù del singolo. 2)RUGBY GALLESE. Mantiene le caratteristichedel gioco celtico, in più ci sono giocatori originali, si sta riprendendo rispetto a qualche anno fa. 3)RUGBY SCOZZESE. So bene chel’anno scorso non ha fatto faville, ma le partite contro la Scozia vedono sempre scendere in campo una squadra che gioca con il cuore. Ed è questo l’importante. 4)RUGBY ITALIANO. Sì, lo so che molti considerano il rugby italiano il Paperino del gruppo, ma l’umiltà e la dignità con cui è entrata a far parte del 6 nazioni mi fanno dire che si merita quello che si è costruita, pur nella fatica di uno sport che in Italia è considerato meno dell’atletica leggera. 5)RUGBY INGLESE. Ormai è diventato troppo simile a quello francese perchè mi possa piacere. Ma Dallaglio resta un mito. 6)RUGBY FRANCESE. Il motivo del mio "astio" nei confronti del rugby francese è forse in parte dovuto al carattere dei francesi. A quel "fare i galletti", voler essere sempre le prime donne a tutti i costi, che a me, personalmente dà molto fastidio. E forse io ci vedo anche un tentativo di snaturare il rugby, avvicinandolo al calcio. Opinioni opinabili, forse. Però sono le MIE. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 17 novembre 2006 - ore 17:16 Morire inseguendo la BELLEZZA... L’anoressia uccide modella brasiliana Alta un metro e 74 era ridotta a 40 chili La madre: «Vittima del suo mondo» ![]() 17/11/2006 di Emiliano Guanella SAN PAOLO. Una mela e un paio di pomodori; poi, subito dopo, la corsa in bagno a vomitare per placare l’ossessione di sentirsi più grassa delle altre modelle. Eppure, proprio per l’eccessiva magrezza era stata scartata da Giorgio Armani. Ridotta a 40 chili per un metro e 74 di altezza, Ana Carolina Reston, modella brasiliana, è morta martedì in una clinica di San Paolo, dove si trovava ricoverata da tre settimane, per insufficienza renale, conseguenza dell’anoressia avanzata che l’aveva portata 17 chili sotto il peso adeguato alla sua statura. Modella da quando aveva 13 anni, aveva girato il mondo, sfilando in Europa, Cina, Giappone. Una carriera altalenante con tante delusioni: in Messico l’agenzia che l’aveva contrattata la licenziò senza nemmeno pagarle il biglietto di ritorno a casa; aveva partecipato alle selezioni per un catalogo di Giorgio Armani ma fu appunto scartata per l’eccessiva magrezza. A fine ottobre avrebbe dovuto partire per Parigi, ma si è sentita male e il suo viaggio è finito all’ospedale, accompagnata d’urgenza dalla mamma Miriam. Nata a Jundai, cento chilometri da San Paolo, Ana proveniva da una famiglia senza grandi possibilità. La madre, venditrice ambulante, l’aveva seguita fino ai 17 anni per poi lasciarla andare da sola perché, ha spiegato in questi giorni, lei non aveva i soldi per pagarsi il biglietto. Capelli castani, sguardo intenso, Ana Carolina sognava di entrare nel mondo della moda fin da bambina. «Ma per trionfare sulla passerella - diceva - bisogna essere magre». Aveva già avuto problemi l’aprile scorso in Giappone: aveva accusato forti giramenti di testa prima di un servizio fotografico, fece le valigie e tornò indietro. Aveva ammesso di essere ossessionata dal peso: «Ho un’immagine distorta di me, mi sento sempre grassa». Sottoposta a psicoterapia aveva recuperato qualche chilo ed era stata chiamata di nuovo dai titolari dell’agenzia Equipe. La madre lancia accuse durissime: «Ana soffriva tantissimo. Tutto ciò che guadagnava lo usava per pagare i debiti contratti nei periodi di scarsa attività. Una volta mi confessò che durante il viaggio in Cina rubava carta igienica e zucchero nei McDonald’s perché non gli bastavano i soldi. Bisogna metter in guardia le ragazze su questo mondo spietato». La morte di Ana Carolina riaccende la polemica su una malattia comune tra le adolescenti. Nell’Orkut, la comunità virtuale di Google occupata per l’80% da brasiliani, l’anoressia è argomento di oltre un centinaio di forum dove si confrontano ragazze magrissime che ammettono di essere malate e altre che invece confessano di fare di tutto pur di scendere di peso. Il problema non è solo brasiliano. Il decesso della modella segue quello dell’uruguaiana Luisel Ramos, stroncata da un attacco cardiaco in settembre, poco prima di una sfilata a Montevideo, per lo stress causato dall’eccesso di lavoro e un fisico troppo magro. In Argentina i casi di anoressia interessano il 15% delle adolescenti. Sotto accusa l’esempio televisivo di presentatrici e attrici magrissime. Recentemente è stata approvata una legge che obbliga le marche d’abbigliamento a confezionare taglie non inferiori alla 38 e i negozi a vendere anche taglie forti. ![]() tratto da"La stampa" di oggi. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 17 novembre 2006 - ore 12:18 PRENDIMI... LA MANO Un papà e il suo bambino camminavano sotto i portici di una via cittadina su cui si affacciavano negozi e grandi magazzini. Il papà portava una borsa di plastica piena di pacchetti e sbuffò, rivolto al bambino. " Ti ho preso la tuta rossa, ti ho preso il robot trasformabile, ti ho preso la bustina dei calciatori... Che cosa devo ancora prenderti? ". " Prendimi la mano" rispose il bambino. ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 14 novembre 2006 - ore 16:26 Si chiama pluralità o autocensura? Padova, il sindaco di un piccolo centro invita il presule all’inaugurazione. Ma il direttore didattico blocca la visita: può urtare i non cattolici Marino Smiderle da Padova Nel «Padovastan» si ostinano a intitolare le scuole a San Domenico Savio. Già questo, evidentemente, è ritenuto una manifestazione di intolleranza religiosa nei confronti dei pochi alunni musulmani. E così il vescovo Antonio Mattiazzo, che voleva inaugurare la nuova struttura scolastica alla presenza dei bambini, si è visto sventolare un cartellino rosso che, rivisto alla moviola della burocrazia e della politica, ha scatenato un uragano di comprensibili polemiche. Siamo a Terraglione, frazione di Vigodarzere, paesone alle porte di Padova. Il sindaco Franco Frazzarin, della Margherita, è contento di poter mettere a disposizione della comunità la nuova scuola, tirata a lucido a pochi metri dallo stabile utilizzato finora per ospitare gli alunni delle elementari, e pensa di fare cosa gradita ad invitare il vescovo di Padova, all’inaugurazione dell’istituto, approfittando del fatto che il presule è in visita pastorale da quelle parti. La cerimonia avrebbe dovuto svolgersi domani e i bambini erano già pronti e preparati per l’evento. Ma il direttore didattico della scuola, Vincenzo Amato, ha interpretato la cerimonia come un gesto che potrebbe suonare d’offesa e di mancanza di rispetto nei confronti di chi, pur frequentando una scuola che si chiama San Domenico Savio, figura non citata dal Corano, professa una diversa fede religiosa, quella islamica. Questa, in prima istanza, la motivazione, seguita da un’osservazione di carattere organizzativo: non ci sarebbe il tempo di proporre attività scolastiche alternative ai bambini che desiderassero rimanere in aula. Monsignor Mattiazzo, nel corso dell’omelia tenuta durante la messa celebrata a Vigodarzere, ha espresso tutta la sua delusione: «Sono amareggiato per non poter visitare la scuola assieme ai ragazzi. Confermo che non parteciperò alla inaugurazione». Sollecitato dai giornalisti, il vescovo ha spiegato di aver preso la decisione per una questione di libertà. «Nella nostra diocesi - ha detto al Gazzettino - non ci comporteremmo mai in questo modo. Noi garantiamo sempre la massima accoglienza ai fratelli musulmani». Alla fine il sindaco e i parroci hanno trovato un escamotage, un pochino umiliante per la verità, per fare in modo di salvare comunque la celebrazione. I bambini della scuola, di cui solo il 10 per cento non appartiene alla religione cattolica, usciranno sabato prossimo grazie a una giustificazione firmata dai genitori. Non risulta, peraltro, che le famiglie dei bimbi non cattolici abbiano espresso perplessità o rimostranze. «Abbiamo evitato una guerra di religione che non ha alcun fondamento religioso», ha commentato Frazzarin. Franco Costa, vicario episcopale per la catechesi e direttore dell’Ufficio scuola della diocesi di Padova, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, parlando di caso gonfiato, di tempi troppo ristretti. Per Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera, invece, deve intervenire il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni «per correggere il provvedimento o per rimuovere il dirigente». COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 14 novembre 2006 - ore 13:12 La chiesa di Londra: per i neonati prevalga la compassione LONDRA — Il diritto alla vita per un neonato prematuro con gravissime malformazioni può essere superato dalla compassione. Alcuni bimbi troppo malati debbono essere lasciati morire. È questo il parere inviato dalla Chiesa d’Inghilterra alla commissione scientifica indipendente che sta valutando l’eticità di rianimare e curare piccoli venuti alla luce in condizioni disperate dopo gestazioni troppo brevi. «In alcuni casi può essere giusto evitare o sospendere il trattamento clinico, sapendo che questa scelta può portare forse, o probabilmente, o anche certamente alla morte», scrive il vescovo Tom Butler che a Londra regge l’importante cattedrale di Southwark. La lettera diffusa dall’Observer prosegue: «Ci possono essere casi nei quali, per un cristiano, la compassione può prevalere sulla regola che la vita dev’essere inevitabilmente preservata... le cure sproporzionate in nome del prolungamento della vita sono un esempio». Le parole sono scelte con evidente sofferenza: il religioso spiega che la decisione «letale» del medico dev’essere frutto di «manifesta riluttanza»; ma non si sottrae neanche all’argomento dei costi economici: «Il principio di giustizia implica che il costo delle cure e i costi di lungo termine per la sanità e la pubblica istruzione debbono essere valutati in termini di opportunità per il servizio sanitario di usare le risorse per salvare altre vite». Un pensiero netto e destinato a pesare sul rapporto del Nuffield Council di Bioetica che giovedì pubblicherà dopo due anni di studio le sue linee-guida per i medici del Regno Unito. ![]() La ricerca è partita dopo il lacerante dibattito giuridico e mediatico per il caso della piccola Charlotte Wyatt. Quando è nata, nell’ottobre del 2003, Charlotte pesava meno di mezzo chilo, misurava 20 centimetri e aveva gravi danni cerebrali e ai polmoni. I medici inglesi chiesero l’autorizzazione a staccare la spina perché la qualità della vita era «intollerabile»; i genitori volevano continuare. L’Alta Corte ascoltò i medici. Ma Charlotte continuò a vivere, anche se in stato vegetativo: oggi ha tre anni ed è attaccata alle macchine in ospedale. Il parere religioso della Chiesa anglicana è molto vicino al documento del Royal College di Ostetricia e Ginecologia che ha chiesto di considerare «l’eutanasia attiva» per neonati con gravissime disabilità. Secondo il Royal College «un bambino gravemente disabile può significare una intera famiglia disabile per il peso morale e economico della situazione». Se in questi casi l’eutanasia fosse accettata «potrebbe ridurre i casi di aborto, perché alcuni genitori accetterebbero il rischio» di aspettare la nascita e poi decidere in base alla gravità della situazione. I bimbi estremamente prematuri corrono rischi molto elevati di danni cerebrali. Sotto le 22 settimane il 98 per cento muore subito dopo il parto, dopo le 23 sopravvive il 17%, ma dopo le 26 settimane la possibilità di sopravvivenza, con i progressi clinici, sale all’80%. Alcune legislazioni hanno già affrontato il problema. In Olanda i medici non prestano cure ai nati prima delle 25 settimane di gestazione e per alcuni tipi di malattie come spina bifida e epidermolisi bollosa arrivano all’eutanasia. Il mondo scientifico è diviso. «Rischiamo di trasformare la natura fondamentale della professione medica in una forma di ingegneria sociale il cui scopo è di massimizzare i benefici per la società e decidere quali vite hanno valore», dice l’istituto di neonatologia dell’Università di Londra. E il «British Council of Disabled People» ammonisce che «introdotto il principio si arriverebbe inevitabilmente a dire anche agli anziani malati che la loro vita vale meno». Guido Santevecchi fonte: "Il corriere della sera", 14/11/06 LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 11 novembre 2006 - ore 10:28 IL MIO DIO Il mio Dio non è un dio duro, impenetrabile, insensibile, stoico, impassibile. Il mio Dio è fragile. E’ della mia razza. E io della sua. Lui è uomo e io quasi Dio. Perché io potessi assaporare la divinità Lui amò il mio fango. L’amore ha reso fragile il mio Dio. Il mio Dio ebbe fame e sonno e si riposò. Il mio Dio fu sensibile. Il mio Dio si irritò, fu passionale, e fu dolce come un bambino. ![]() Il mio Dio fu nutrito da una madre, ne sentì e bevve tutta la tenerezza femminile. Il mio Dio tremò dinnanzi alla morte. Non amò mai il dolore, non fu mai amico della malattia. Per questo curò gli infermi. Il mio Dio patì l’esilio, fu perseguitato e acclamato. Amò tutto quanto è umano, il mio Dio: le cose e gli uomini, il pane e la donna; i buoni e i peccatori. Il mio Dio fu un uomo del suo tempo. Vestiva come tutti, parlava il dialetto della sua terra, lavorava con le sue mani, gridava come i profeti. ![]() Il mio Dio fu debole con i deboli e superbo con i superbi. Morì giovane perché era sincero. Lo uccisero perché lo tradiva la verità che era nei suoi occhi. Ma il mio Dio morì senza odiare. Morì scusando più che perdonando. Il mio Dio è fragile. Il mio Dio ruppe con la vecchia morale del dente per dente, della vendetta meschina, per inaugurare la frontiera di un amore e di una violenza totalmente nuova. Il mio Dio gettato nel solco, schiacciato contro terra, tradito, abbandonato, incompreso, continuò ad amare. Per questo il mio Dio vinse la morte. E comparve con un frutto nuovo tra le mani: la Resurrezione. Per questo noi siamo tutti sulla via della Resurrezione: gli uomini e le cose. E’ difficile per tanti il mio Dio fragile. Il mio Dio che piange, il mio Dio che non si difende. ![]() E’ difficile il mio Dio abbandonato da Dio. Il mio Dio che deve morire per trionfare. Il mio Dio che fa di un ladro e criminale il primo santo della sua Chiesa. Il mio Dio giovane che muore con l’accusa di agitatore politico. Il mio Dio sacerdote e profeta che subisce la morte come la prima vergogna di tutte le inquisizioni della storia. E’ difficile il mio fragile amico della vita. Il mio Dio che soffrì il morso di tutte le tentazioni. Il mio Dio che sudò sangue prima di accettare la volontà del Padre. E’ difficile questo mio Dio, questo mio Dio fragile, per chi pensa di trionfare soltanto vincendo, per chi si difende soltanto uccidendo, per chi salvezza vuol dire sforzo e non regalo, per chi considera peccato quello che è umano, per chi il santo è uguale allo stoico e Cristo a un angelo. ![]() E’ difficile il mio Dio Fragile per quelli che continuano a sognare un Dio che non somigli agli uomini. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 9 novembre 2006 - ore 12:57 Una poesia d’amore Una delle più belle poesie d’amore degli ultimi tempi è stata scritta da una ragazza americana. E’ intitolata: "Le cose che non hai fatto". Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l’ammaccai? Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l’hai fatto. E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve? Credevo che avresti esclamato: "Te l’avevo detto!". Ma tu non l’hai fatto. Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito? Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l’hai fatto. Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina? Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l’hai fatto. E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans? Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l’hai fatto. Sì, ci sono tante cose che non hai fatto. Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi. C’erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l’hai fatto. Ma tu non sei tornato. Una regola d’oro: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito. Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte. 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