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![]() mace, 24 anni spritzino di Abano Terme CHE FACCIO? Crew Management Oficer in MyAir Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Il borgo insanguinato Le sabbie di Saqqara Intervista a buscetta Regime HO VISTO ![]() ![]() STO ASCOLTANDO pinetop perkins, b.b.king, john lee hooker, barbecue bob, benny goodman, big bill broonzy, albert ammons, hound dog taylor...e altri bluesman... ABBIGLIAMENTO del GIORNO ...magari! ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() RIVOLUZIONARIO ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero. MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: ciccious sbalcky kikko85 *ela* estate84 samuele floatman funboy77 BOOKMARKS CLIMATECRISIS.NET (da Scienza e Tecnica / Ambiente ) caterpillar radio2 (da Informazione / Notizie del Giorno ) SKIINFO (da Sport / Sport Estremi ) filmati di aerei (da Scienza e Tecnica / Riviste Scientifiche ) www.md80.it (da Scienza e Tecnica / Riviste Scientifiche ) Forniture Aeronautiche (da Scienza e Tecnica / Ambiente ) FilmUp (da Cinema / Archivi ) ...notizieDiGuerra... (da Informazione / Agenzie di Stampa ) Il blog di Beppe Grillo (da Informazione / Notizie del Giorno ) UTENTI ONLINE: |
A soul in tension thats learning to fly Condition grounded but determined to try ![]() http://g-dem.forumfree.net/ CONTATTO MESSENGER: driftangle@hotmail.it IO CI STO!! Vi lancio una sfida..nel mondo dei blog siamo numerosi però possiamo riuscirci a far girare un messaggio a tutti...è per una causa buonissima ANTIPEDOFILIA! Perchè episodi su TANTI BAMBINI siano solo un brutto ricordo per tutti. Daremo un segnale...CREDIAMOCI INSIEME! Ricopiate sul vostro blog questo stralcio e vediamo quanti di noi riescono realmente a dar vita a questa campagna e, dopo averlo copiato aggiungete la vostra firma..come dire IO CI STO!!!! Rudy.Goten77.Phenomena.VioletLady.-V-. Vicky_80, SAEUDO,mace, martedì 26 settembre 2006 - ore 18:58 (categoria: " Vita Quotidiana ") A distanza di quasi 30 anni non si può spiegare l’interesse che viene ancora dedicato alla tragedia di Ustica se non la si mette strettamente in connessione con il luogo dov’è avvenuta. Ma non tanto in riferimento alla piccola isola a nord della Sicilia, quanto più complessivamente all’area del Mediterraneo e all’importanza strategica di questo mare. Alla fine degli anni ’70 l’attenzione internazionale è rivolta al bacino del Mediterraneo a causa del problema energetico. L’alto grado di dipendenza dell’Occidente dalle fonti energetiche concentrate in Medio Oriente e il conseguente problema di come garantire le vie del petrolio hanno trasformato il Mediterraneo in un luogo di confronto Est-Ovest e Nord-Sud. Oltre alle petroliere che fanno la spola da un porto all’altro, nuovi oleodotti spostano il Greggio dall’Iraq alla Turchia, dall’Arabia Saudita e dall’Egitto, senza dimenticare i gasdotti che partono non solo dal Medio Oriente, ma anche dal Nord-Africa e dal Sud dell’Unione Sovietica. U.S.A. e U.R.S.S.si fronteggiano nel Mediterraneo, schierando 2 potenti flotte. Quella americana conta su portaerei nucleari (classe Enterprise e Nimitz da 90.000 tonnellate), e convenzionali (classe Forestal, Kennedy e Midway da 60.000 tonnellate), dalle quali possono decollare poco meno di un centinaio di aerei da combattimento, oltre a elicotteri e aerei di supporto. La VI Flotta (che ha il suo comando a Napoli) conta poi su incrociatori nucleari lanciamissili e sommergibili convenzionali e nucleari. La flotta sovietica del Mediterraneo ha il suo quartier generale a Sebastopoli. Dispone di 85 unità di superficie, 25 sommergibili, un centinaio di aerei da combattimento e numerosissime navi appoggio. In questo scenario l’Italia ha naturalmente una posizione chiave. In particolare da quando la Gran Bretagna, alla fine del 1978, ha deciso il ritiro delle sue forze da Malta. La sicurezza dell’isola-stato secondo i Maltesi dovrebbe essere garantita da un accordo che coinvolge 5 paesi: Algeria, Francia, Italia, Libia e Tunisia, ma consiglieri militari libici sono subito arrivati a La Valletta per addestrare le forze armate locali. Tuttavia il premier maltese Dom Mintoff tratta riservatamente con gli Italiani un’intesa che sganci la sovranità dell’isola dal controllo libico. Proprio nel 1980 le trattative giungono a compimento, grazie a 3 visite a Malta del sottosegretario agli Esteri Zamberletti. A garantire consistenti aiuti economici è il nuovo governo di Pentapartito, insediatosi il 4 aprile. Intanto la Saipem 2, una nave piattaforma dell’E.N.I., inizia ricerche petrolifere sui giacimenti di Medina, per conto della Texaco. Mintoff vuole sottrarsi dalla dipendenza nei confronti della Libia anche nel settore energetico. Il 27 giugno il leader libico Muhammar Gheddafi dovrebbe raggiungere la Polonia, ma la visita viene annullata all’ultimo minuto. La sera, lungo ad una rotta simile a quella che avrebbe dovuto tenere l’aereo presidenziale, un velivolo civile, un DC9 dell’Itavia diretto da Bologna a Palermo, precipita nel mar Tirreno: 81 i morti. Il 17 luglio viene "ufficialmente" ritrovato fracassato sulla Sila un Mig dell’aviazione libica. Di entrambi gli episodi il sistema di difesa italiano non fornisce una versione plausibile. Dell’aereo civile si ipotizzerà subito sia caduto per un cedimento strutturale, mentre del Mig si dirà che il pilota ha tentato la diserzione, precipitando senza carburante in Calabria. Frattanto per quanto riguarda la Libia, analisti internazionali scrivono di una fase politica delicatissima, forse della repressione di un tentativo di colpo di stato. Mentre l’opinione pubblica italiana è concentrata sull’attentato dinamitardo che il 2 agosto, a Bologna, ha provocato decine di morti, il 21 agosto Gheddafi invia una fregata militare davanti Saipem 2 con un ultimatum: o la nave italiana si ritira da un’area a sovranità libica, o verrà presa a cannonate. Una settimana dopo il Ministro degli Esteri libico Alì Addelasam Treiki consegna all’Ambascitore Alessandro Quaroni una richiesta di risarcimento danni per la colonizzazione italiana e la II guerra mondiale. Il giorno dopo due unità militari salpano dal porto di Augusta con la missione di proteggere la Saipem 2. Il 3 settembre Mintoff, che ha espulso i consiglieri militari libici, si reca a Roma in visita ufficiale per definire il trattato italo-maltese. Il ministro della Difesa Lelio Lagorio, parlando al Festival dell’Avanti a Pistoia, dichiara: "E’ una scelta doverosa per un paese che è la sesta potenza industriale del mondo. L’accordo con Malta è un gesto di presenza che non può essere rinviato". Invece la firma viene rinviata e l’accordo sarà siglato solo alla fine dell’anno. Il 31 dicembre 1980 le Brigate rosse assassinano il generale dei Carabinieri Enrico Galvaligi. Qualche giorno dopo il Presidente della Repubblica Sandro Pertini afferma in un’intervista alla TV francese: "Perché il terrorismo si scatena in Italia, ponte democratico fra Europa, Africa e Medio Oriente?". Ma il terrore colpisce anche l’Egitto. Estremisti islamici uccidono in un attentato il premier Sadat, reduce dall’accordo di pace con Israele. In febbraio il Ministro degli Esteri Emilio Colombo fa visita al nuovo premier Mubarak. Il 15 marzo 1981 il quotidiano moscovita Pravda scrive: "I militaristi italiani vogliono il monopolio del Mediterraneo, ignorando i desideri di decine di paesi che vorrebbero fare di questo mare un mare di pace". L’Avanti risponde: "Mirano a colpire l’anello più debole dell’alleanza atlantica". In aprile si riunisce a Venezia il Comitato atlantico della N.A.T.O. e, alcuni giorni dopo, il nuovo Segretario di stato USA Gaspar Weinberger incontra Lelio Lagorio all’aeroporto militare di Pisa. Il governo italiano si è dichiarato favorevole all’installazione a Comiso di una base missilistica (per il lancio dei nuovi Pershing 2 e Cruise). Il settimanale L’Espresso titola: "Generale Reagan, sergente Lagorio". Il 30 aprile il nostro Ministro della Difesa giunge in visita ufficiale a La Valletta, dove la missione militare italiana ha già iniziato il programma di addestramento e cooperazione tecnica. In primavera tre dragamine italiani partecipano all forza multinazionale in Mar Rosso, decisa dall’O.N.U. per garantire gli accordi Egitto-Israele sul Sinai. In Senato i rappresentanti del PCI abbandonano per protesta i lavori della Commissione Difesa. Giancarlo Pajetta definisce l’iniziativa italiana un atto di sottomissione agli USA. Il 19 agosto la pace mondiale è in pericolo. Due caccia libici Sukhoi-22 vengono abbattuti sul cielo della Sirte da F-14 Tomcat decollati dalla portaerei Nimiz, che incrocia nel golfo per riaffermarne l’extraterritorialità, contro l’opinione di Gheddafi che lo considera a sovranità libica. Il 1° settembre, in occasione del XII anniversario della rivoluzione, il leader libico afferma: "Se gli Americani violassero di nuovo il golfo della Sirte, noi attaccheremo gli arsenali nucleari in Sicilia, in Grecia e in Turchia". Il Governo italiano convoca l’ambasciatore libico per una protesta ufficiale. L’Italia ha da tempo sospeso le forniture militari alla Libia, ma il 23 ottobre, con intento distensivo, Gheddafi concede una celebre intervista televisiva al Telegiornale italiano, in diretta dalla sua tenda nel deserto. Almeno per il momento la pace è salva. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 26 settembre 2006 - ore 02:31 COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 25 settembre 2006 - ore 18:56 ITALIA SI, ITALIA NO... da il Blog di Beppe Grillo Il Paese sta tracimando. Non il Governo soltanto. Tutto il Paese. Governo e Opposizione, entrambi Santi, hanno benedetto un decreto legge per bruciare le intercettazioni illegali. Intercettazioni eretiche. Roghi in Procura. La prossima volta toccherà ai giudici, non un rogo, basterà una piccola scottatura. La fretta, la rapidità e il consenso politico (unanime) del decreto portano il cittadino a un legittimo sospetto. Che le intercettazioni illegali contengano prove di attività illegali. La domanda da porsi è: “E’ legale distruggere prove illegali di atti, se illegali, che riguardano i nostri rappresentanti in Parlamento?”. Se lo chiedi a loro la risposta è si, senza no e senza se. Un si incondizionato. Ma, se non c’è nulla di illegale nei contenuti delle intercettazioni, perchè non lasciare invece ai magistrati la decisione se distruggerle o se utilizzarle? La m..da tracima da tutte le parti. La paura dei politici di essere sputtanati dalle conversazioni telefoniche è una paura lecita. Probabilmente molto fondata. Ma inutile. Devono stare tranquilli. L’Italia non è l’Ungheria e neppure la Thailandia. Qualunque informazione sui politici venisse riportata sui giornali, gli italiani dopo una sana indignazione, vera e vissuta, tirerebbero dritto alla pagina sportiva. Nessuno si chiede chi ha ordinato le intercettazioni e perchè ha spiato. I nomi di Buora o di Tavaroli vanno bene per giocarci a biglie. Al massimo esecutori degli esecutori degli esecutori. Terzo o quarto livello. Quelli usati per il lavoro sporco. Forse qualcuno all’interno delle istituzioni dirigeva il gioco. Il Governo, se ne ha la forza, ma ne dubito, accenda un faro sui mandanti e non un falò sulle intercettazioni. Il gioco del chi è. Se non sono i partiti, non è la Telecom diventata improvvisamente uno Stato nello Stato, non è Licio Gelli (per motivi di età), non è la criminalità organizzata (non ne ha bisogno), rimangono i servizi segreti, Bin Laden e l’usciere della Pirelli. Ed è lui che pagherà per tutti. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 22 settembre 2006 - ore 00:16
(categoria: " Vita Quotidiana ") Signori e Signore, sono lieto di annunciare ke la parte treorica dellagognato brevetto CPL-IR è in mio possesso....tra me e il brevetto finale adesso ci sono solo un centinaio di ore di volo e un esame pratico... I-MACE cleared to take off. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 18 settembre 2006 - ore 00:09 MADONNA HO VISTO "UNITED 93" Mamamia, orrendo, peggio delle parole di Papa Ratzinger. Il regista s’è inventato di quelle cose allucinanti, e facendolo passare alla pubblicità come il film verità sull’11settembre, la gente, spero non tutta, avrà pensato che quei fatti siano avvenuti davvero così. HAnno mostrato sgozzamenti pestaggi, come se avessero potuto fare l’autopsia sui corpi ritrovati...ma se i soccorritori non hanno trovato neanche l’aereo???????? OH io non è che odio gli americani di persona, ma odsio la nazione per quello che rappresenta, per come si comporta per come si relaziona con il mondo circostante. Quante palle sparano. Succede qualche casino, e stai sicuro che nel giro di 50 metri c’è un americano, col sorrisetto... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 16 settembre 2006 - ore 21:52 IL CULTO DEL CARGO. Culto del CARGO Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Un culto del cargo (Cargo cult) è una tipologia di movimento religioso che storicamente si è manifestata in Melanesia, nel Pacifico sud-occidentale. I membri di un culto del cargo credono che i beni occidentali provenienti dall’industria (i ’cargo’, i cosiddetti carichi di beni spediti per via aerea) siano stati creati dagli spiriti degli antenati e fossero destinati alle popolazioni melanesiane. I bianchi, al contrario, avrebbero slealmente preso controllo di questi oggetti. I culti del cargo quindi sono indirizzati a purificare le loro comunità e quello che loro percepiscono come influenzato dai bianchi conducendo dei rituali simili ai comportamenti che i locali hanno visto assumere dagli occidentali, presumendo che questi riti possano far giungere i cargo. Una peculiarità dei culti del cargo sono la credenza che gli agenti spirituali in futuro facciano arrivare dei cargo molto più di valore, e i prodotti più desiderati dai partecipanti al culto. I culti del cargo sono stati notati dalla comunità scientifica fin dal diciannovesimo secolo, ma la loro più grande espansione è avvenuta dalla Seconda Guerra Mondiale in poi. I cultisti non comprendono appieno il significato della produzione industriale e del commercio, ed hanno un limitato potere d’acquisto. La loro conoscenza della società, della religione e dell’economia occidentali sarebbe rudimentale. Questi culti sono una risposta alla confusione e all’insicurezza derivanti dal contatto con l’Occidente, e razionalizzano la loro situazione riferendosi a simboli magici e religiosi che vengono associati con la cristianità e la società occidentale. Tra le varie differenze culturali e una vasta area geografica melanesiana ci sono stati casi di movimenti organizzatisi indipendentemente gli uni dagli altri. Gli esempi più famosi di comportamenti derivati dal culto del cargo sono le false piste di atterraggio, gli aeroporti e le radio fatte di noci di cocco e paglia, costruiti dai membri del culto nella credenza che le strutture avrebbero attratto aerei da trasporto pieni di ’cargo’. I credenti inoltre inscenano finte trivellazioni e marcie, dotandosi di martelli pneumatici e fucili costruiti con del legname, usando finte insegne militari e dipingendosi il corpo con la scritta "USA", per camuffarsi da soldati. Tutt’oggi molti storici ed antropologi obiettano che il termine "culto del cargo" sia un modo poco preciso per identificare una vasta varietà di fenomeni. Tuttavia è diventato il modo più comune per denominarli ed il termine continua ad essere usato oggi. In maniera più precisa tali culti sarebbero spesso identificabili come culti millenialisti, nel senso di un futuro utopico portato loro da un messia LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 15 settembre 2006 - ore 15:57 lo sai cos’è questa? ![]() è una desert eagle .05....mettete via le vostre pistoline ad acqua... TROOOOOPPO FICO the snatch LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK venerdì 15 settembre 2006 - ore 14:51 PENSIONI DORO Da Il MAttino di Pa dova 15-09-06 VENEZIA. Sono gli ex dipendenti del settore aeroportuale a ricevere le pensioni più ricche tra tutte le gestioni previdenziali iscritte all’Inps. Bene anche i telefonici e gli elettrici. In coda invece i commercianti e i coltivatori diretti. La fotografia è stata scattata in un’analisi elaborata dall’Ufficio Studi dell’Associazione Artigiani Cgia di Mestre secondo cui il contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche dovrebbe tener conto di questa classifica. Nell’agenda sulle pensioni discussa nel vertice dei ministri di maggioranza, il contributo di solidarietà sulle pensioni più ricche - è detto in una nota della Cgia di Mestre - sembra essere sparito. E forse i pensionati più «ricchi» d’Italia se la godono. Tra questi sicuramente gli aeroportuali che guidano questa particolare graduatoria. Infatti, percepiscono il vitalizio più ricco del paese con un importo medio per pensionato di oltre 31.000 euro all’anno. Mentre a seguire gli ex dipendenti aeroportuali ci sono gli impiegati delle società telefoniche (20.803 euro) e delle aziende elettriche (19.637 euro). Valori ben al di sopra della media del paese (7.428 euro) e comunque lontanissimi dai fanalini di coda. Infatti, a occupare le posizioni più scomode troviamo i coltivatori diretti, mezzadri e coloni (5.094 euro), e i commercianti (5.087 euro). Per queste categorie, rileva ancora la Cgia, il basso importo è legato ai versamenti contributivi molto modesti effettuati da queste categorie nel corso della loro carriera lavorativa. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 15 settembre 2006 - ore 14:48 STRAGE DI USTICA Da Il Mattino Di Padova del 15-9-06 ROMA. La procura di Roma acquisirà il testo del discorso pronunciato dal leader libico Muammar Gheddafi nella parte in cui gli Stati Uniti vengono accusati per il disastro di Ustica. La decisione è stata presa ieri nel corso di una riunione dal procuratore Salvatore Vecchione e dai magistrati Maria Monteleone e Erminio Amelio, rappresentanti dell’accusa al processo contro quattro generali dell’Aeronautica imputati per i presunti depistaggi che avrebbero fatto da sfondo all’inchiesta giudiziaria. Si tratta di un atto - è stato fatto notare in procura - necessario per capire il reale contenuto del discorso. Allo stato, infatti, appare inverosimile che qualcuno potesse pensare che il colonnello volasse su un aereo di linea italiano da Bologna a Palermo, così come traspare dalla traduzione delle parole pronunciate dal leader libico e riportata dagli organi di stampa. Per questo motivo bisogna capire prima di tutto che cosa Gheddafi abbia effettivamente detto. E non è escluso che, all’esito della valutazione di quanto effettivamente riferito da Gheddafi, la magistratura italiana possa, qualora lo ritenga necessario, attivare le procedure internazionali per ascoltare lo stesso leader libico. In quest’ultimo caso gli atti finirebbero in un fascicolo nuovo. L’attuale processo in corso sul caso Ustica riguarda l’imputazione di alto tradimento e non ha attinenza con il reato di strage. Quest’ultima accusa fu archiviata agli inizi degli anni ’90 dal giudice istruttore Rosario Priore perchè «ignoti gli autori del reato». Intanto è un susseguirsi di dichiarazioni da parte dei politici. «Necessaria una nuova iniziativa del governo sulle parole di Gheddafi» perchè esse confermano che «sulla tragedia di Ustica non si è ancora arrivati alla verità completa» dice il presidente dei senatori della Quercia, Gavino Angius. «Invece di avallare tesi mai confermate - prosegue l’esponente dei Ds - e già smentite da sentenze espresse dai tribunali, il nostro Governo deve impegnarsi ai massimi livelli per far sì che cadano tutti i silenzi e le reticenze di altri Paesi su questa vicenda. Abbiamo un Presidente del Consiglio che quotidianamente si vanta di essere grande amico dei potenti del mondo da Bush a Putin, da Gheddafi a Blair. Impegni allora queste sue amicizie per arrivare finalmente alla verità». Per Pagliarulo (Pdci) le parole di Gheddafi «hanno di fatto riaperto il caso Ustica. A questo punto il governo deve assumersi le sue responsabilità ed operare per appurare finalmente la verità sul caso». «Ogni volta che Ustica torna alla ribalta le ferite si riaprono. Ma si torna anche a sperare che questa sia la volta buona, che arriveremo finalmente a capire cosa successe quella notte del 27 giugno 1980». Così Daria Bonfietti, senatrice diessina e presidente dei familiari delle vittime di Ustica (perse suo fratello Alberto nella strage), commenta le dichiarazioni del leader libico. «E’ vero, non c’è nulla di nuovo nei contenuti. E’ la reiterazione di cose già dette da Gheddafi, ma il contesto è completamente cambiato. Bisogna convincere americani e francesi a sedersi attorno a un tavolo e arrivare alla verità. Adesso è il momento di insistere. Lo so che è difficile. Ma bisogna cominciare e andare avanti con tenacia» ![]() Il fratello gemello del DC-9 marche I-TIGI caduto il 27 Giugno 1980 tra Ponza e Ustica LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 13 settembre 2006 - ore 12:07
(categoria: " Vita Quotidiana ") DISTINTI SALUTI SIR DICK. ![]() P.S. SI FACCIANO AVANTI I VARI: CPT. J. SPARROW, DOTT. TEGA, CPT. BARBOSSA! LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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