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Madda 86, 21 anni spritzina di Milano CHE FACCIO? Non è da questo che si giudica una persona! Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Sempre a portata di mano: Bibbia "Madre di diecimila figli", Christel Martin ![]() «Tutto ciò che è fatto con amore finisce sempre per trionfare. Un uomo che non ama ha mancato la propria vocazione di uomo» "Una vita con Karol", don Stanislao "Liberaci dal male", Alessandro Gnocchi "Il venditore di armi", Hugh Laurie - umorismo british e azione per stomaci forti... HO VISTO Il mondo non morirà mai di fame per la mancanza di meraviglie, quanto per la mancanza di meraviglia. G.K. Chesterton Piangendo Francesco disse un giorno a Gesù: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Signore, mi devi perdonare, perché te solo io vorrei amare". ![]() ![]() ![]() ![]() Sorridendo il Signore gli rispose così: "Amo il sole, amo le stelle, amo Chiara e le sorelle; amo il cuore degli uomini, amo tutte le cose belle. O Francesco, non devi pianger più, perché io amo ciò che ami tu". ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Ho visto che ... non esiste razza nè colore, esiste solo l’uomo. E mani bianchi che stringono mani nere possono compiere piccoli grandi miracoli. ...sorrisi più grandi dove la povertà è più tremenda. ... che è possibile sentirsi a casa anche a 6000 km di distanza. STO ASCOLTANDO F.De Gregori a gò-gò il Liga ![]() Nomadi ![]() Branduardi ![]() Jovanotti ![]() Povia ![]() Guccini ![]() De Andrè ![]() U2 ![]() Luca Carboni ![]() Amedeo Minghi ![]() Max Pezzali ![]() IL CUORE DEL MONDO... "Non ci sono nemici ci son solo infelici Infelici da amare e basta anche un sorriso" ![]() «Io sono stato molto vicino anche a quelli che non credono in Dio. Mi sono fatto l’idea che essi combattono, spesso, non Dio, ma l’idea sbagliata che essi hanno di Dio». (Albino Luciani) ultimamente anche... "Father And Daughter",Paul Simon "Good Man",Josh Ritter ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Parlare con delle persone x ore e.....accorgerti che non ti hanno ascoltato neanche x un istante! MERAVIGLIE 1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 2) capire che una persona non è come sembrava...ma molto meglio! 3) sapere di aver vissuto la vita con uno scopo: rendere migliore quella degli altri. 4) Sapere che gli amici sono come le stelle.....non sempre li vedi....ma sai che ci sono! 5) ..quando pensi di essere solo contro tutti e ti accorgi k invece ci sn un sacco di persone disposte a darti una mano.. 6) Sentirsi accettati per quello che si è nonostante le prime impressioni! 7) l'Irlanda BLOG che SEGUO: Don Marco stampa Stella Lufty Leonida marylu87 Guerrieroo -angel- toffolo MacBass Tommaso dpa ali87 s.elisa pesca vicky_80 bergam8 pao82 Bruno86 ecce_ violavale nema cla92 zichichi lopez75 saurceful noirette BOOKMARKS Le opere del Padre (da Arte e Cultura / Poesia ) siti cattolici (da Pagine Personali / HomePage ) blog (da Pagine Personali / HomePage ) Altra irlanda (da Viaggi e Turismo / Agenzie ) Irish Rugby (da Sport / Vari ) Sportivi (da Sport / Vari ) Cuore e mani aperte (da Pagine Personali / HomePage ) Irlanda 1 (da Viaggi e Turismo / Riviste e Guide ) Federazione Rugby (da Sport / Vari ) UTENTI ONLINE: |
Avvertenza: per motivi di "ordine pubblico" (o, meglio, semplicemente di ordine) questo è un blog moderato. Il criterio è presto detto: tutto ciò che a mio insindacabile giudizio è ritenuto off topic o offensivo sarà cancellato. Oltre a tutti gli esibizionismi di carattere estetico (il carattere è predefinito, se qualcuno ha problemi di vista, può modificare le impostazioni di visualizzazione sul proprio schermo!)... Grazie per la collaborazione! ![]() Quando ti imbatti in una cosa bella, la racconti. E quando ti imbatti in una cosa vera, la dici. E se hai capito che la storia di Gesù è come un lampo che ha illuminato per sempre il cammino del mondo e dell’uomo dandogli un senso, allora lo racconti a tutti. Non puoi farne a meno. E se l’incontro con Gesù Cristo ha cambiato la tua esistenza dandole forza, direzione, gioia di vivere, allora inviti gli amici a condividerla. Bruno Maggioni Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui. (Ezra Pound) - Non bisogna mai mollare, dottore - Disse l’infermiere. - Ci vuole un gran fisico per correre dietro ai sogni (Stefano Benni, Elianto) Quando uno sogna da solo è soltanto un sogno, quando si sogna insieme è la realtà che comincia H.Camara (1 Cor 2,2) giovedì 8 novembre 2007 - ore 11:05 Il miracolo della vita TENACE COME ROCKY DA Il Messaggero LONDRA (4 novembre) - I medici avevano deciso di sacrificarlo nell’utero di sua madre per non mettere in pericolo il gemello, visto che il suo cuore era troppo grande e lui invece non si sviluppava normalmente. Prima hanno tentato di tagliare il cordone ombelicale, ma non ci sono riusciti, poi hanno diviso la placenta in due convinti che sarebbe morto. Ma lui, Gabriel, non ne ha voluto assolutamente sapere e ora è un bel pupo di sette mesi, senza più i drammatici problemi di salute che minacciavano di farlo nascere morto. La sentenza dei medici. «E’ davvero un miracolo!», esulta Rebecca Jones, la mamma, che si era lasciata convincere dai medici sulla «assoluta necessità» di sopprimere Gabriel prima della nascita. Trentacinque anni, consulente finanziaria, sposata a Mark, un venditore d’auto di 36 anni, Rebecca ha raccontato al tabloid "Daily Mail" la sua angoscia quando alla ventesima settimana di gravidanza i medici le hanno detto che le cose si mettevano male: uno dei due gemelli - il futuro Gabriel - aveva un cuore ingrossato, non si sviluppava e rischiava di morire da un momento all’altro con conseguenze altrettanto fatali per il fratellino. «Meglio porre fine alle sue sofferenze prima, piuttosto che dopo»: quest’argomento ha finito per far breccia nella donna che, alla 25ª settimana, ha autorizzato la soppressione del feto malato. I tentativi per sopprimerlo. L’impresa però si è rivelata molto più difficile del previsto: i medici del Women’s Hospital di Birmingham non sono riusciti a tagliare in due il robusto cordone ombelicale e nemmeno la separazione della placenta in due ha impedito a Gabriel di alimentarsi. Gabriel ha tenuto duro e assieme all’altro gemellino - Ieuan - è stato senza ulteriori problemi dentro la pancia di mamma per altre cinque settimane, quando entrambi sono stati portati prematuramente alla luce con il taglio cesareo. Tenace come Rocky: lo hanno soprannominato così. «Mi sono resa conto che Gabriel non aveva alcuna intenzione di mollare - dice la madre, che vive a Stoke-on-Trent - la mattina dopo l’operazione, quando ho sentito che tirava i calci. I medici non riuscivano a crederci quando hanno sentito il battito del suo cuore. E’ un miracolo!». A quanto sembra, il "miracolo" è stato reso possibile proprio dall’operazione che doveva concludersi con la morte di Gabriel. Grazie alla separazione in due della placenta il piccolo - subito soprannominato "rocky" (roccioso) per l’eccezionale tenacia dimostrata - ha infatti ricevuto più nutrimento dalla mamma e ha cominciato a svilupparsi normalmente. A sette mesi Gabriel pesa cinque chili e mezzo, non ha più problemi di cuore ed è perennemente appiccicato a Ieuan. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK martedì 6 novembre 2007 - ore 19:54 Un raccontino 2 rubli per vivere Per le fredde strade di Pietroburgo, s’affaccendava ancora la gente sul far della sera, mentre calava lentamente il sole su un altro giorno di novembre. Una masnada di ragazzi correva e ruzzava e nel mezzo vi passò un giovane garzone, aggiustandosi svogliatamente la sciarpa intorno al collo. Il cappello calato quasi sugli occhi, il gilet senza un bottone e una moneta da un rublo stretta nel pugno:passava in mezzo alla folla col passo stanco e gli occhi sgranati. Improvviso, un tintinnio arrivò agli orecchi del fanciullo; svelta come un lampo, la sua mano guizzò ad afferrare una lucente moneta da un rublo e già stava infilandosela in tasca, quando il rimorso lo colse e s’indirizzò verso un distinto signore che aveva in mano un portamonete in pelle. Il ragazzino gli porse la moneta senza dire una parola e con la testa rivolta verso il basso, quasi pentito del ripensamento. L’uomo si aggiustò il costoso panciotto, si mostrò pensieroso, poi, con una pacca affettuosa sulla sua testolina, disse: «Tienila, sei un buon ragazzo». Felice della fortuna inaspettata, con due dita si tolse il cappello, scoprendo i capelli arruffati e, sfoderando il suo migliore sorriso, ringraziò. ![]() Ripartì per la sua strada, con passo più spedito, fino ad una via buia, che sempre egli aveva temuta, benché mai egli avesse avuto incontri spiacevoli. Chiuse gli occhi e si mise a correre, ma inciampò. Nel rialzarsi, s’avvide dell’omone che gli aveva teso l’agguato; si sentì afferrare per la schiena e, quando fu messo a terra, non aveva più neanche un rublo. Il suo pensiero non andò alle sei bocche affamate dei suoi fratellini più piccoli, ma alle percosse che certo avrebbe subite da parte di sua madre, qualora ella lo avesse visto ritornare senza i soldi. Era sempre stato così. Da quando era morto il papà, la mamma aveva cominciato a bere, era sempre nervosa e se non arrivavano i soldi per mangiare, si attaccava alla bottiglia e poi non capiva più niente. I suoi occhioni si riempirono di lacrime: « A casa non ci torno » mormorò, allontanandosi. Non pensava, il piccolo Tomasz, che la notte fuori casa poteva essere anche più pericolosa. Arrivò fino alla piazza S. Isacco e, pieno d’ira e di rancore, estrasse da una tasca un piccolo vangelo e lo bruciò, gridando: «Tutte fandonie, belle parole per ingannare la gente semplice. Carta buona solo per farci il fuoco!». Avvampato, sia per il calore emanato dal fuoco, sia per la rabbia, finì per addormentarsi in poco tempo. Dal cespuglio dov’era vide un frate mendicante iniziare a predicare. Che poteva avere contro di lui? Forse nulla, ma chiunque fosse di Cristo, sarebbe stato contro di lui. Nascosto dietro un cespuglio, egli iniziò ad indirizzare pietruzze taglienti verso i piedi del frate, protetti solo da un paio di sandali; e non cessò finché l’altro non ebbe terminato di parlare. Il crocicchio in breve si sciolse e il frate raccolse le poche monete lasciategli. Con aria di sfida, Tomasz gli si mostrò con i sassi in mano, senza però aprire bocca. «Non mi sembra che tu abbia fatto una buona cosa» lo sgridò bonariamente il religioso. «E allora? Sei tu che mi hai spostato?» «Sì. pensavo avresti dormito meglio nell’erba. Se anche così non è stato, mi dispiace, ma perché te la prendi con me? Io non ti ho fatto alcun male, credo». «E se anche fosse? Che cambia un’azione buona o una cattiva, se poi te la fanno pagare se fai una cosa giusta?» lo interrogò il fanciullo. «Perché dici così? » s’interessò allora il frate. «Ho raccolto un moneta caduta ad un passante, che me l’ ha regalata in ricompensa del mio gesto, ma poi un brigante mi ha portato via tutto e così non ho fatto ritorno a casa perché avevo paura che mia madre mi picchiasse ». «Quanto avevi?» s’informò. «Due rubli» sospirò. «Tieni» disse, aprendo la mano recante le monete e allungandogliela con cordialità. Tomasz fece due passi indietro: «No, sono tuoi». Rifiutava dignitosamente la soluzione al problema che gli aveva causato tanta ira e preoccupazione. «Non preoccuparti, io non ne ho bisogno» insistette. «Come? E perché hai parlato allora?» domandò, in cerca di un motivo per rifiutare. «Sai, prima di predicare, avevo celebrato Messa. “Chi mangia il mio Corpo e beve il mio Sangue avrà la vita eterna”. Si potrebbe sperare di avere un dono più grande? Nemmeno re o imperatori potrebbero assicurarne uno migliore! A casa tua ci saranno tanti fratellini da sfamare. Prendili e sarò più contento anch’io». «Grazie, signore» rispose, un po’ confuso «ma io…» proseguì, ritraendosi. Il frate gli aprì la mano con dolcezza, gli lasciò le monete e gliela richiuse, posando la sua mano sopra quella del ragazzo. Tomasz avrebbe voluto rifiutare ancora, ma quel frate gli donò un sorriso così affabile, ch’egli non poté che spalancare i suoi grandi occhi e sorridere a sua volta di fronte ad un cuore tanto capace d’amare. Si svegliò di soprassalto, accorgendosi di avere in mano delle monete. Era confuso, non capiva cos’avesse sognato e cosa fosse realmente accaduto. Si levò ed entro nella chiesa cattedrale; avvicinò un prete, dicendogli: «Ho peccato contro la fede». Finita la confessione, contò i soldi, si accorse che c’erano venti copechi in più rispetto ai due rubli che gli spettavano: lasciò i venti copechi in offerta e si fermò per ringraziare Dio, ricordandosi di quanto Gesù avesse apprezzato la riconoscenza del lebbroso samaritano. In quel mentre, un frate mendicante gli passò accanto, con il breviario sotto braccio, rivolgendogli lo sguardo con un largo sorriso affettuoso. ![]() LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 5 novembre 2007 - ore 21:08 L’APOSTOLO DELLA CARITA’ CI SALUTA ![]() LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 4 novembre 2007 - ore 12:56 Il Vangelo della Domenica Su e giù dal sicomoro ![]() «Zaccheo, scendi subito, perchè oggi devo fermarmi a casa tua!» LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK sabato 3 novembre 2007 - ore 13:12 A passo di danza Il ballo dell’obbedienza di Madeleine Delbrel Che tiene, nel romanzo eterno avviato fra te e noi, il ballo singolare della nostra obbedienza. Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni; in essa quel che tu permetti dà suoni strani nella serenità di quel che tu vuoi. Insegnaci a indossare ogni giorno la nostra condizione umana come un vestito da ballo che ci farà amare da te, tutti i suoi dettagli come indispensabili gioielli. ![]() Facci vivere la nostra vita, non come un gioco di scacchi dove tutto è calcolato, non come u match dove tutto è difficile, non come un teorema rompicapo, ma come una festa senza fine in cui l’incontro con te si rinnova, come un ballo, come una danza, fra le braccia della tua grazia, nella musica universale dell’amore. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 1 novembre 2007 - ore 11:23 Ognissanti I santi, cioè i cristiani «Siate santi, perché Io sono Santo»: questo invito che tanto ci spaventa qualcuno l’ha preso sul serio. I santi: una "moltitudine immensa" di mamme, papà, frati, suore, monache, monaci, preti, politici, re, artigiani, insegnanti, educatori, soldati... Come a garantirci: nessuna strada è, di per sè, preclusa alla via della santità. Nelle prime comunità cristiane, ogni altro nome lontanto anni luce, i cristiani erano semplicemente "i santi". Erano "santi" tutti i battezzati. Con la semplicità e lo slancio della sua giovane età, Domenico Savio esprime a don Bosco il suo più grande desiderio: "Aiutami a diventare santo!". E Don Bosco sottolineerà: "Noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri!". Sì, la gioia condizione imprescindibile per la santità, anzi, prova della santità. Diffidate dai musoni, dagli inguaribili arrabbiati, dai lamentoni... lo dice anche santa Teresa d’Avila, che pregava implorando diessere liberata «dai santi imbronciati e dalle monache tristi, come da combriccole di diavoli». Dunque, la santità è, semplicemente, il cammino del cristiano che inizia con il Battesimo e si svolge nella gioia. Ma cosa fanno i santi di speciale? La loro bravura è saper fare tutto con amore. È così che riescono a rendere straordinario l’ordinario. ![]() Dopo la morte, un uomo si presentò davanti al Signore. Con molta fierezza gli mostrò le mani. "Signore, guarda come sono pulite le mie mani!". Il Signore gli sorrise, ma con un velo di tristezza, e disse: "E’ vero, ma sono anche vuote". Lo scrittore russo Dostoevskij racconta la storia di una signora ricca ma molto avara che, appena morta, si trovò davanti un diavolaccio che la gettò nel mare di fuoco dell’inferno. Il suo angelo custode cominciò disperatamente a pensare se per caso non esisteva qualche motivo che poteva salvarla. Finalmente si ricordò di un lontano avvenimento e disse a Dio: "Una volta la signora regalò una cipolla del suo orto a un povero". Dio sorrise all’angelo: "Bene. Grazie a quella cipolla si potrà salvare. Prendi la cipolla e sporgiti sul mare di fuoco in modo che la signora possa afferrarla, poi tirala su. Se la tua signora rimarrà saldamente attaccata alla sua unica opera buona potrà essere tirata fino in paradiso". L’angelo si sporse più che poté sul mare di fuoco e gridò alla donna: "Presto, attaccati alla cipolla". Così fece la signora e subito cominciò a salire verso il cielo. Ma uno dei condannati si afferrò all’orlo del suo abito e fu sollevato in alto con lei; un altro peccatore si attaccò al piede del primo e salì anche lui. Presto si formò una lunga coda di persone che salivano verso il paradiso attaccate alla signora aggrappata alla cipolla tenuta dall’angelo. I diavoli era preoccupatissimi, perché l’inferno si stava praticamente svuotando, incollato alla cipolla. La lunghissima fila arrivò fino ai cancelli del paradiso. La signora però era proprio un’avaraccia incorreggibile e, in quel momento, si accorse della fila di peccatori attaccati al suo abito e strillò irritata: "La cipolla è mia! Solo mia! Lasciatemi...". In quel preciso istante la cipolla si sbriciolò e la donna, con tutto il suo seguito, precipitò nel mare di fuoco. Sconsolato, davanti ai cancelli del paradiso, rimase solo l’angelo custode. Riempi le tue mani di altre mani. E stringile forte. Ci salveremo insieme, o non ci salveremo. ![]() Dopo una vita semplice e serena, una donna morì e si trovò subito a far parte di una lunga e ordinatissima processione di persone che avanzavano lentamente verso il Giudice Supremo. Man mano che si avvicinava alla mèta, udiva sempre più distintamente le parole del Signore. Udì così che il Signore diceva ad uno: «Tu mi hai soccorso quando ero ferito sull’autostrada e mi hai portato all’ospedale, entra nel mio Paradiso». Poi ad un altro: «Tu hai fatto un prestito senza interessi ad una vedova, vieni a ricevere il premio eterno». E ancora: «Tu hai fatto gratuitamente operazioni chirurgiche molto difficili, aiutandomi a ridare la speranza a molti, entra nel mio Regno». E così via. La povera donna venne presa dallo sgomento perché, per quanto si sforzasse, non ricordava di aver fatto in vita sua niente di eccezionale. Cercò di lasciare la fila per avere il tempo di pensare, ma non le fu assolutamente possibile: un angelo sorridente ma deciso non le permise di abbandonare la lunga coda. Col cuore che le batteva forte, e tanto timore, arrivò davanti al Signore. Subito si sentì avvolta dal suo sorriso. «Tu hai stirato tutte le mie camicie... Entra nella mia felicità». A volte è così difficile immaginare quanto sia straordinario l’ordinario. (Bruno Ferrero) ![]() AUGURI A TUTTI I SANTI!!! LEGGI I COMMENTI (21) - PERMALINK domenica 28 ottobre 2007 - ore 11:01 Incontro-concerto in seminario Seveso, Seminario di san Pietro Martire, 27 ottobre 2007 ore 17 «Non facciamo musica cristiana, facciamo musica da cristiani» Quando il mito scende dal palco ![]() «Ogni tanto provate a immaginare che Gesù Cristo sia in mezzo a voi e vi guardi. Anche adesso, sia tra voi e noi. E guardi sia voi che noi, chiaramente. Poi, piano piano, attraverso la preghiera e tante altre cose, imparerete che Lui è REALMENTE presente in mezzo a noi. Imparerete a sentirlo, a vederlo» Ecco cosa ci dice con grande semplicità e umiltà Nando Bonini, senza la pretesa di insegnare la vita a nessuno, ma con la convinzione che Qualcuno l’ha "buttato giù dalla giostra" per il suo bene, per poter continuare a fare ciò che ha sempre amato ma dando un senso alla sua vita. Ora, infatti, molti dicono che ha abbandonato il dorato mondo della musica. E in parte è vero, ma solo in parte. In realtà lui continua a suonare, fare concerti e musical. Continua fare quello che ha sempre amato fare. Ora però, come direbbe Charles de Foucauld, vuole "gridare il Vangelo con la sua vita". Quindi, nello specifico, con le sue canzoni e soprattutto, con la sua abilità straordinaria e i suoi virtuosismi alla chitarra... con tutti i rischi del caso, perché ammette, con sincerità, di essere "ancora in cammino", dal momento che "la conversione è continua" e puntualizza di non volere né potere "convertire nessuno". Non a caso, la sua compagnia teatrale, che trova unione in persone tra loro diversissime per professione ed estrazione sociale proprio nella convinzione che il Vangelo possa essere trasmesso attraverso la musica e il canto, si chiama "IN CAMMINO PER BETLEMME": un nome ricco di simboli, ma che innanzitutto richiama la nascita dell’uomo nuovo. Perché se Cristo si accosta alla tua povera vita di uomo, potrai accettarlo o rifiutarlo, ma nulla sarà più come prima. Nando sottolinea poi l’importanza di camminare INSIEME: " se prima sfruttavo gli altri, sentendomi come su un piedistallo, ora capisco che ho bisogno di loro per crescere, per continuare a camminare". Parla della famiglia, degli amici veri, della fidanzata che ora è sua moglie: è stato un cammino fatto insieme anche in particolare con lei e che prosegue, dal momento che ora entrambi sono parte dell’O.F.S. Un cammino che "ora", sottolinea, vuole essere serio, continuo, nonostante la ricaduta sia sempre in agguato, perchè lui non è certo arrivato da nessuna parte, ma che è iniziato proprio nell’orgoglio di diventare famoso, importante, di scalare le classifiche, con quel musical su san Francesco che lo ha "costretto" a riaprire il Vangelo. Errore fatale!... Dio si serve proprio dei nostri difetti per corteggiarci, di ciò di cui ci facciamo forti, è proprio attraverso i nostri "punti di forza" che, suadente, ci avvicina, ci spiazza, ci sbatte col muso a terra e accetta di combattere con noi, anche fino all’alba. MA A DIO NON PUOI SFUGGIRE...! ![]() ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote...» LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 25 ottobre 2007 - ore 19:52 AMATI! Ti prego, àmati! Accogli te stesso con bontà! Te lo dico io, Gesù. Àmati, guardati come io ti guardo, con gioia. Ricevi te stesso come persona, come spirito il cui valore costa il mio santissimo sangue. Considerati dono, dono da mettere tutto così com’è al servizio. Àmati! È importante! Allo specchio dell’anima ammira i tuoi occhi a cui diedi la luce, aiutato da chi ti generò. Gioisci del tuo corpo, abitazione del mio Spirito, dal battesimo in poi. Sii contento del tuo nome. Lo uso per chiamarti, per stringerti a me, per parlarti nella coscienza. Prendi la coscienza, tira fuori dal tuo tesoro (che ti ho consegnato) tutte le bellezze, capacità, doti, qualità, competenze. Ti ritroverai immenso, sommerso. Esulta! Riconosciti grande, per mio merito. E poi abbraccia la tua storia con i singoli momenti. È la tua storia, è la nostra storia, mia perché ti conducevo o ti attraevo, tua perché è la tua vita, sono le tue esperienze. Vedila nella sua realtà, senza manipolazioni o finzioni. Sii sincero con te stesso. Lodami per tanti positivi eventi. Chiedimi misericordia per le cose brutte. Ma pure accèttati, perdonati, àmati. Non punirti! Non essere spietato nel rinfacciarti le colpe. Sii generoso nel perdono! Cancella miserie, inadempienze, cadute. Guarisciti con la speranza. Tutto io so trasformare in grazia, perfino il male più ripugnante. Non affliggerti! Fa’ scendere sul tuo passato la mia compassione, la tenerezza di mia Madre. Il futuro ti spalanchi la pace, la riconciliazione non solo con te, ma con tutti. Gioiello mio, dilata il tuo cuore pensando a te stesso. La tua preziosità immensa è fondata su di me che ti amo più di quanto immagini. Ciao. Tuo unico Salvatore Gesù (Da un testo di Padre Nicola, Monaco di Clausura;cfr. Siracide 10,28-29) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 25 ottobre 2007 - ore 08:28 XX 20 volte Mary c’è un tempo per soffrire e un tempo per giore, c’è un tempo per innamorarsi e un tempo per sognare, c’è un tempo per Assisi e un tempo per Foza, c’è un tempo per studiare e un tempo per suonare l’arpa, c’è un tempo per fare l’animatrice e uno per fare la catechista, c’è un tempo per far arrabbiare don Marco e uno per scornarsi con don Lino, c’è un tempo per accompagnare un amico che ci lascia ma ci porta sempre nel cuore e uno per organizzare cose nuove con lo spirito di sempre, c’è un tempo per piangere e c’è un tempo per ridere, c’è un tempo per essere nostalgici e uno per dipingere con don Nicola, c’è un tempo per uscire con gli amici e un tempo da dedicare in patronato a servizio dei più piccoli, e poi… c’è anche un tempo per compiere gli anni! ![]() «Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo. Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno» (dal salmo 138) …continua nel blog di nema LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 23 ottobre 2007 - ore 17:56 Perle di bimbi (6) - Incomprensioni Quando la Madonna non ci capisce un’acca... Pellegrinaggio a Monte Berico Mia mamma ci ha fatti andare tutti a pregare la Madonna per la mia sorella più grande che è sposata da dodici anni enon può avere "putèi". siamo partiti, siamo arrivati, siamo pregati in chiesa, poi dopomangiato siamo tornati a casa. Conclusione: o non ci siamo spiegati bene, o la madonna non ha capito un’acca, fatto sta che è rimasta incinta l’altra mia sorella che non è nemmeno sposata... ![]() LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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