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Buono

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Rendersi conto di essere soli... Di aver avuto accanto un Angelo... E di averlo ucciso... Di aver sbagliato e di non poter tornare indietro... Vivere sospesi tra l'indecisione e la paura... Ogni giorno ti svegli e lei nn c'è... e così per sempre... ti svegli, ma in realta dormirai per sempre senza lei accanto... Vivi la vita con una maschera per nn far vedere a chi ti stai accanto che in realta sei morto... Ti circondi di persone che nn ti conoscono perché loro nn possono vedere che hai perso la felicità... Un giorno era venuto un angelo per me e io l'ho ucciso... Nn ti scorderò mai Piccola...

MERAVIGLIE


1) Essere in pace con se' stessi e con coloro a cui vuoi bene.
2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
3) svegliarsi accanto alla persona che si ama
4) ..vedere il principio di un sorriso crearsi nel volto di una persona..
5) Guardare intensamente gli occhi della donna che ami
6) Rendere felice qualcuno ke senza di te non lo sarebbe!
7) scoprire di amare una persona e di non poterne fare a meno dopo averci litigato...


Lo senti come tira il vento
Che quasi non ci fa dormire
E l’anima che brucia dentro
Dammi un segnale fatti sentire
Ma è di te che io ho bisogno
E non ti sento
è l’amore che ci fa cambiare idea
Ti scrivo amore
Ti scrivo amore perduto amore
E nessun santo
Se adesso piango mi salverà
Noi navighiamo
Noi transitiamo col cuore a galla
Esca per pesci
Se poi scoperti ci tiran su
In una foto i tuoi occhi belli
Tenuti stretti fra le mie dita
Guardano il mondo così lontano
Da farlo stare tutto in una mano
E un pubblico di stelle sorride
Ti scrivo amore
Ti scrivo amore perduto amore
E nessun santo
Se adesso piango mi salverà
Noi navighiamo
Noi transitiamo col cuore a galla
Esca per pesci
Se poi scoperti ci tiran su
Ma è di te che io ho bisogno
E non ti sento
è l’amore che ci fa cambiare idea
è di che io ho bisogno e non ti sento
è l’amore che ci fa cambiare
Ti scrivo amore
Ti scrivo amore perduto amore
Liberi pesci
Ma con le ali io e te
Volati in alto
Posati dove si può sperare
Ricominciare senza confini io e te
Ti scrivo amore
Ti scrivo amore perduto amore.










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sabato 27 dicembre 2003 - ore 09:16


Amore
(categoria: " Riflessioni ")


Amore, una dolce parola. Imbarazza alcuni, spaventa altri, e’ la soluzione di ogni problema per altri ancora... C'è chi lo sfugge come il peggiore dei mali, chi lo sogna per tutta l’esistenza ricercandolo nel volto di ogni passante, c'è chi afferma di non averlo mai provato e di non sapere realmente che cosa e’, c'è chi lo ritiene vero solo se eterno e passionale, chi invece sente di poter amare anche solo per un istante, c'è chi lo desidera razionale, ragionato, sotto il più stretto controllo, chi invece si lascia andare al tumulto delle emozioni e gode di questo mare in tempesta. Quale che sia l’approccio che se ne vuole o che si e’ obbligati ad avere, l’amore lascia indifferente pochi, spaventa ed attiva le difese di molti, ed e’ il sale della vita dei più.Ma di quale amore parliamo? Di questo concetto se ne abusa letteralmente: "Amo un dolce, amo la famiglia, amo andare in vacanza ecc.", ma e’ poi una questione di definizione. Non confondiamo l’amore passionale con il piacere per la cioccolata o per un paese. Ora stiamo parlando dell’amore rivolto ad una persona, di colui o di colei che e’ al centro dei nostri pensieri, la cui vita potrebbe avere la precedenza sulla nostra, a coloro a cui offriremmo mari e monti, anche se poi ci pensiamo su se e’ il caso di offrirgli/le una cena. Stiamo parlando di quell’amore che ci fa uscire dagli schemi della vita di tutti i giorni, che rende stupido ed irrilevante ciò che era in cima alla gerarchia dei nostri valori fino ad un attimo prima, confondendoci e facendoci tinteggiare di rosa tutta la realtà che ci circonda. E’ l’amore passionale, spesso quello dei primi momenti, che non di rado con il passare dei giorni, ma ancor più delle settimane e specialmente dei mesi, si affievolisce e si trasforma in affetto, in abitudine, in senso di sicurezza. Ed e’ in questo passaggio tra la tempesta delle emozioni alla quiete di un ruscello che scorre sempre uguale, che tante promesse di amore eterno naufragano e tante relazioni si spezzano.Ma perché amiamo? Che bisogno c'è che le persone sbattano la testa, si rompano il naso, gioiscano ma anche soffrano all’inverosimile per qualcun d’altro i cui interessi si rivolgono magari altrove? Quali sono i meccanismi psicologici che ci possono aiutare a capire come l’amore nasce e perché spesso in una tale intensità da far rimanere ciechi di fronte a degli ostacoli oggettivi o al più semplice buon senso? E non solo... Perché tradiamo?Non si cerchino delle risposte oggettive. Questo non e’ un manuale di chimica. Alla fine da queste righe non spunterà fuori il modello di una molecola, ossia l’oggettivazione di un mondo infinitamente piccolo. Siamo nell’ambito dell’interpretazione, della ricerca di un senso plausibile per qualcosa che colpisce come una pandemia i cuori di mezza popolazione mondiale, e che e’ la gioia di commercianti di fiori, film e canzoni. L’amore non e’ una formula chimica, anche se la chimica gioca sicuramente un ruolo. L’amore non si lascerà probabilmente neanche mai veramente spiegare in maniera definitiva alla logica di un modello psicologico, sociologico, biologico o qualsivoglia altro ...logico possa esistere. Possiamo soltanto cercare di capirlo nella consapevolezza che più ci avvicineremo ad esso con il ragionamento più ci allontaneremo dalla sua reale essenza. Frase paradossale? Seguite il ragionamento...Cos’è l’amore? Innanzitutto e’ una sensazione. E’ un qualcosa che ha significato soltanto dentro di noi, all’interno della nostra realtà soggettiva. L’amore non e’ un tavolo, un computer od un filo d’erba. L’amore può esistere soltanto la’ dove c'è qualcuno in grado di viverlo o almeno di capirlo. Senza esseri "amanti" o senza esseri che abbiano mai amato, l’amore come concetto e’ un puro non senso. L’amore e’ dunque innanzitutto soggettività, pensieri che scaturiscono da un impeto emotivo, che sono poi la base anche di quelle reazioni fisiologiche che chiunque abbia amato ben conosce. L’amore nella sua essenza più pura e’ un fatto profondamente soggettivo, la sua analisi e’ per contro un tentativo di oggettivarlo. Tanto più ci confrontiamo con l’amore cercando di capirne razionalmente i meccanismi e le funzioni, tanto più ci allontaniamo dall’essenza soggettiva ed individuale di questo "sentimento". L’amore o lo si vive in prima persona con tutto il suo caratteristico trasporto emotivo ed il suo calore oppure lo si analizza freddamente. Calore soggettivo e fredda analisi si trovano sui due poli opposti. Vivere pienamente ambedue allo stesso momento e’ un impresa ercoliana, al limite di una spaccatura schizofrenica. Oscillare tra i due e’ più semplice e può essere una buona scelta, se si decide di vivere con conoscenza quello che si prova.In questa sede mi occuperò più che altro dell’amore posto sotto la lente fredda dell’analisi. Per l’amore vissuto, ognuno ha poi potenzialmente a sua disposizione la realtà che lo circonda, o quella di Internet dove le emozioni possono scorrere a fiumi nei nodi della rete.Dobbiamo dunque distinguere due definizioni: quella soggettiva non e’ realmente definibile a parole, in quanto comprensibile soltanto all’interno del proprio vissuto. Sa cosa e’ l’amore chi lo prova o chi l’ha provato. Non mi spingerei oltre.La definizione oggettiva vede invece l’amore come un’interazione complessa tra sensazioni, pensieri, reazioni chimiche / fisiche e fisiologiche. Sia le sensazioni come anche i pensieri possono essere ambivalenti, complessi, difficili comunque da definire in poche parole. Scopo di questa "sindrome" sarebbe quella di avvicinare l’individuo A alla persona B, ma l’uso del condizionale e’ d’obbligo, in quanto queste emozioni possono causare l’effetto opposto di inibire una persona facendole preferire di chiudersi nel suo guscio piuttosto che correre il rischio di essere rifiutato. Da questa definizione "spazzatura", si capisce di quanto sia arduo definire l’amore, e viene da chiedersi se un tale sforzo sia per altro giustificato. Se l’amore ha senso soltanto per chi lo ha vissuto ed e’ riuscito a riconoscerlo, perché cercare di definirlo oggettivamente? Chi ha amato, sa cosa significa amare. Inutile spiegarglielo dunque. E chi non ha mai amato e non ha neppure dei termini di confronto simili, non può veramente capire l’amore anche se si spende un enciclopedia di parole per farglielo capire. Ed e’ per questo motivo che in maniera del tutto ascientifica decido di rinunciare ad una definizione oggettiva. Dovessi fare una ricerca su questo argomento, penso che comunque finirei per basarmi sulla definizione soggettiva, malgrado i caratteristici problemi metodologici che insorgono quando si sceglie questo tipo di procedimento.A che serve l’amore?Lo scopo primario e’ quello di unire due persone. E’ uno scopo che spesso fallisce, vuoi per la timidezza, vuoi per la non corrispondenza dell’affetto provato, vuoi per contingenze esterne che fungono da classici bastoni in mezzo ad un paio di ruote traballanti... Ciò nonostante parto dall’idea che l’amore abbia in prima istanza la funzione di unire due persone. E’ un’affermazione che può essere contestata. Mi sento pero’ di sostenerla, in quanto la maggior parte delle persone che hanno amato, hanno presumibilmente desiderato e pensato di avvicinarsi al soggetto del desiderio, hanno sperato di creare un contatto, fosse anche solo verbale, e hanno provato gioia quando le loro emozioni sono state corrisposte, quando hanno ricevuto il primo bacio, il primo abbraccio ecc. E’ chiaro che la realtà e’ tanto complessa che non si lascia concentrare in due righe. C'è chi ama in modo platonico, vive l’emozione, ma non la manifesta preferendo la fantasia al potenziale duro impatto con la realtà. Oppure oppure oppure oppure... Da qualche parte bisogna poi porre dei punti fissi affinché il discorso possa continuare. Affermazione:L’amore ha lo scopo primario di unire due persone. E’ una delle tante emozioni che ha questo scopo.Perché spesso ha un inizio cosi’ intenso? Presumibilmente per rafforzare la possibilità che un incontro effettivamente abbia luogo. Consideriamo tutti gli impedimenti della vita di tutti i giorni. Due persone si trovano in due contesti separati, indipendenti, con una rete già esistente di conoscenze, con un proprio ritmo giornaliero, con i propri doveri ecc. La possibilità che siano disposte a modificare qualcosa della loro vita attuale, a concedere tempo, a rinunciare a vedere gli amici che occupano il tempo libero, a rinunciare a delle ore di sonno o a sacrificare ore preziose per i loro hobby ecc., e’ piccola. A meno che... non siano innamorati. L’amore modifica l’ordine nella gerarchia dei propri valori e sposta le priorità. L’amore ha da essere intenso probabilmente per far si che un incontro abbia più chance di aver luogo. L'intensità del sentimento permette inoltre di far compiere azioni "pazze" al "povero fortunato" innamorato, che d’improvviso si vede capace di fare cose che mai avrebbe ritenuto di essere in grado di fare, come per esempio, telefonare al soggetto del desiderio, per una cena o un caffè. Possiamo anche dire che la "natura", questo essere citato tante volte, ha un po’ esagerato. Per far muovere gli esseri umani gli uni nelle braccia degli altri, ha spinto come un forsennato sul pedale dell’emozione, senza ritegno, aumentando di molto le possibilità di un brutto incidente che lasci il povero innamorato scaraventato su qualche albero a leccarsi le ferite giurando magari a se stesso di non ritentare mai più un’avventura del genere. Ed e’ forse anche per ovviare alle inevitabili delusioni amorose, che amiamo tanto. Per non lasciarci permettere di dire ora "basta", dell’amore non ne vogliamo assolutamente più sapere!. A questo rischio di astensione dai contatti umani, la "natura" risponde prima o poi con un nuovo innamoramento, che pare completamente nuovo, come un emozione mai vissuta, oggi completamente diverso da allora. E’ questa un’altra caratteristica della vita amorosa. Ogni volta pare la prima volta, con emozioni e pensieri che sembrano non ripetersi mai. Inibendo spesso la possibilità di creare una catena di ricordi negativi associati alle delusioni d’amore. Per lo meno fin quando ci riesce...Perché unire le persone? E che genere di persone? Alla domanda perché uomini e donne si incontrano e si amano, molti vedrebbero probabilmente la procreazione, la diffusione della specie come una delle cause principali. La nascita di nuova vita e’ sicuramente uno dei motivi che spinge a stringere relazioni tra uomini e donne. Ma, e si perché c'è un ma. Non tutte le relazioni portano alla nascita di nuove vite, anzi al giorno d’oggi si tende a ridurre piuttosto che ad avere una prole numerosa. E poi... non esistono soltanto relazioni uomo-donna. Ed ancora... dal punto di vista di un uomo non sarebbe necessario stare insieme ad una donna per tutta la vita. Per la diffusione dei suoi geni sarebbe molto più interessante saltare da una donna all’altra, come un ape salta senza sensi di colpa tra una margherita ed un crisantemo. Ed inoltre perché un uomo ed una donna non si separano quando hanno concluso l’educazione della prole? In definitiva... lo scopo dell’amore può essere soltanto la spinta procreativa? L’argomento si fa decisamente complesso, non da ultimo per l’influenza della cultura. Si potrebbe dire che la cultura obbliga gli uomini a rimanere con le loro mogli. E’ pero’ anche vero, che la stessa cultura e’ molto maschilista. E perché gli uomini al timore della cultura avrebbero costretto se stessi per secoli a rimanere con una donna, quando avrebbero potuto senza grandi problemi avere più donne alla luce del sole (e non di nascosto come invece spesso avviene)? Oppure: si potrebbe affermare che tutte le relazioni al di fuori dello schema uomo-donna siano malate, o anormali. E’ un giudizio di valore, che non contribuisce comunque a vedere in maniera più chiara perché l’amore unisce le persone.Parto da un altro punto di vista. Non volendo in ogni caso rinnegare l’importanza della procreazione, penso che la natura abbia regalato agli esseri umani l’amore per spingerli a cercare qualcuno con cui creare una relazione stretta, in quanto in due si sopravvive fisicamente e psicologicamente meglio che da soli. Non e’ detto che al di la’ della barriera culturale della copia intesa come due persone, non siano possibili anche unioni di più persone. Ed e’ un qualcosa che avviene ben più spesso di quello che si pensa. Con l’uomo che per esempio divide la sua vita con una moglie ed un amante, creando di fatto una relazione a tre spesso molto complicata.In due ci si sente più forti, e sentirsi più forti significa che le proprie risorse mentali e fisiche hanno più probabilità di manifestarsi pienamente. In due si può chiedere aiuto all’altro quando le proprie forze vengono a mancare. In due si sa di avere un punto di orientamento, una sorta di certezza illusoria in quanto si spera di avere un punto stabile e sicuro di appoggio. Quanto sia importante essere in due (o più) si capisce per esempio quando bisogna andare in un nuovo posto. In due e’ più semplice e si ha più coraggio. Ma andare in un nuovo posto, e’ solo uno dei problemi che si possono incontrare. Guardiamoci attorno e che cosa vediamo? L'instabilità pura e semplice, anche la dove tutto pare certo.Ogni minuto della nostra esistenza potrebbe essere l’ultimo, nei prossimi 10 minuti potremmo scoprire di avere una malattia inguaribile, avere un incidente, un infarto, una notizia scioccante, qualsiasi cosa. Ogni momento potrebbe accadere qualcosa di terribile. Lo sappiamo razionalmente, anche se lo rimuoviamo più o meno bene. Ma questo timore per il terribile ad ogni momento non può dissolversi nel nulla. Da qualche parte cova dentro di noi. Ed e’ contro questo ignoto che lottiamo e creiamo le nostre difese. Le nostre dighe si chiamano Dio, credenza di qualcosa che sta oltre, ma forse si chiamano anche amore.Questo potrebbe chiarire perché amore e morte sono due concetti che tanto paiono vicini malgrado in realtà appartengono a due mondi quasi opposti. Si pensi all’amore classico tra Romeo e Giulietta, ma si pensi anche a quegli innamorati che al momento giurerebbero di poter "morire d’amore" o di rinunciare alla loro esistenza per quella dell’altro. L’amore passionale e’ energia incontenibile, la morte e’ assenza di energia. Come e’ possibile che questi due poli abbiano qualcosa da spartire? Potrebbe essere qui la chiave di uno dei misteri che anche dopo questo scritto avvolgeranno la parola amore: innamorarsi di una persona con lo scopo di creare una barriera contro tutte le incertezze (compresa quella di concludere la nostra esistenza) che dominano nell’inconscio della nostra vita di tutti i giorni. E’ chiaro che razionalmente ben sappiamo che il potere del partner e’ limitato. Ma l’uomo non e’ puro raziocinio. E dentro di noi c'è una forte componente magica che si manifesta nei riti religiosi, nella credenza che esiste qualcosa dopo la morte, ma anche nelle piccole manie quotidiane, nel toccare ferro quando viene detto qualcosa di negativo, nel fare dei collegamenti causa-effetto del tutto fantasiosi, ma molto utili. Mi ricordo di come per esempio prima del mio primo esame a Zurigo vidi uno scoiattolo. Fatto questo più unico che raro. Convinsi me stesso che questo era un buon segno. E’ chiaro che razionalmente tra il buon andamento dell’esame e quello scoiattolo non vi era alcuna relazione, ma al momento e’ stato un piccolo sostegno "magico" in un mondo di pensieri e concetti razionali e "scientifici".Si pensi all’innamorato che pensa al partner, che lo descrive, lo vede... i suoi pensieri non sono razionali, il suo sguardo non e’ lucido, ma bensì piuttosto sognante. Pensieri e fantasie dell’innamorato vengono proiettati sul partner come una cinepresa proietta fasci di luci ed ombre sul telo bianco. In questo flusso di pensieri, di desideri, di sogni, aspirazioni, emozioni ecc., non stanno soltanto elementi razionali. Per contro molto probabilmente volano anche elementi dell’essenza "magica" che sta dentro di noi, del nostro vissuto infantile forse, del fatto che non siamo fatti per pensare soltanto in maniera oggettiva. Ed il partner viene irradiato senza neanche percepirlo razionalmente da un’onda voluminosa composta da tutti questi elementi razionali e non. Viene offuscato nella sua reale entità. Di fatto penso che non possiamo percepire l’altro per quello che e’ fin quando ne siamo completamente innamorati. Ed ecco che l’altro può diventare il nostro strumento inconscio contro le asperità della vita, contro le nostre paure, il sostegno magico contro tutto ciò che e’ cattivo attorno a noi.Ed ecco già in parte spiegato il meccanismo che porta all’innamoramento, ossia una proiezione asimmetrica contemporanea. I due innamorati proiettano in contemporanea i loro elementi inconsci sulla controparte. Questo e’ possibile soltanto allorquando si incontra qualcuno che per le sue caratteristiche fisiche/comportamentali permette questa proiezione e la situazione lo acconsente. Detto altrimenti l’innamorato si innamora dell’inconscio che sta in se proiettato sull’altro (questa e’ una dimostrazione di come le considerazioni "oggettive" sull’amore possano essere stridenti se confrontate con il vissuto soggettivo di questo sentimento). Se la situazione non lo acconsente e se la persona non ha determinate caratteristiche, la proiezione non ha luogo in questa maniera e con esso non ha luogo l’innamoramento. Rispetto al partner, l’individuo si sente tendenzialmente inferiore. Il partner e’ di fatto l’arma per poter ottenere quello che l’innamorato desidera (questo può essere la difesa dalle insicurezze della vita, ma può essere anche un bambino, il riconoscimento sociale ecc.). Il partner si sente tendenzialmente inferiore, se innamorato, perché necessita dell’altro, come un assettato dell’acqua, un ubriaco della bottiglia, o il bambino del seno materno. C'è un vero e proprio rapporto di dipendenza tra innamorato e partner. Questa asimmetria la si trova anche in altre relazioni, come tra il bambino ed i genitori, oppure tra il fedele e Dio. Queste relazioni asimmetriche precedenti possono contribuire alla forma che ha la relazione attuale tra i due innamorati. Ma tutti e due i partner sono nella stessa situazione. Tutti e due proiettano contemporaneamente (magari contenuti diversi), tutti e due sono dunque in uno stato di dipendenza, dunque asimmetrico rispetto all’altro, ma tutti e due sono rispetto all’altro anche in una posizione di potenziale dominio. Si crea dunque un incrocio dominatore-dominato-dominato-dominatore. E’ una X.. E tutto avviene contemporaneamente. E’ poco più di un’introduzione, ma già serve a capire la complessità di questo argomento. Ed il bello e’ che non c'è bisogno di rifletterci troppo. Questo sentimento esiste da millenni, ben prima che il primo psicologo comparisse sulla terra. Non sono necessari libretti d’istruzioni. Chiunque, colto o meno che sia, si può innamorare. E questo lo rende probabilmente uno dei sentimenti più democratici. Meno democratiche possono essere le reazioni degli altri...

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venerdì 26 dicembre 2003 - ore 07:48


Invito della Follia
(categoria: " Pensieri ")


La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
"Si gioca a nascondino?".
"Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità.
"Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
"1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
La fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L'Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
"CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare".
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio
nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
"Dov'è l'Amore?".
Nessuno l'aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l'Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido.
Era l'Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l'Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L'Amore accettò le scuse.
Oggi, l'Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.




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giovedì 25 dicembre 2003 - ore 07:44


Il Natale
(categoria: " Pensieri ")


"Che cosa festeggiamo a Natale? L'unione dell'anima e dello spirito. L'anima e lo spirito si uniscono per mettere al mondo un germe che è il punto di partenza, dentro di noi, di una nuova coscienza. Questa coscienza si manifesta come una luce interiore che caccia le tenebre, come un calore talmente intenso che, anche se il mondo intero ci abbandona, non ci sentiamo mai soli, come una vita abbondante che facciamo sgorgare ovunque andiamo. Questa coscienza si accompagna ad un afflusso di forze che vogliamo consacrare all'edificazione e alla costruzione del Regno di Dio, e ci dona allo stesso tempo la gioia straordinaria di sentirci in collegamento con tutto l'universo, con tutte le anime evolute, di far parte di questa immensità... Infine abbiamo la certezza che nessuno può toglierci questa gioia. In India questo stato di coscienza si chiama buddhico, mentre i cristiani lo chiamano "nascita del Cristo"."

Buon Natale a tutti!!!

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sabato 20 dicembre 2003 - ore 21:59


Liberta'
(categoria: " Riflessioni ")


Ridere e’ rischiare di sembrare pazzo
Piangere e’ rischiare di sembrare sentimentale
Tendersi verso un’altra persona
e’ rischiare di rimanere coinvolti
Mostrare sentimenti
e’ rischiare di mostrare il proprio vero se’
Esporre le proprie intime idee, i propri sogni ad una folla e’ rischiare di perderli
Amare e’ rischiare di non essere amato in cambio
Vivere e’ rischiare di morire
Sperare e’ rischiare di disperarsi
Cercare e’ rischiare di fallire

Tuttavia bisogna correre dei rischi
Perche’il più gran rischio della vita
e’ quello di non rischiare niente
Le persone che non rischiano niente,
fanno niente e sono niente
Possono evitare di soffrire e piangere,
ma non possono imparare, sentire, crescere, cambiare, amare, vivere
Incatenati dalle loro abitudini, sono schiavi, hanno imprigionato la propria liberta’
Solo la persona che rischia e’ libera


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martedì 9 dicembre 2003 - ore 14:37


La Felicita'
(categoria: " Riflessioni ")


"Ognuno si fa un'idea diversa della felicità, a seconda del proprio carattere: uno è felice quando riflette e l'altro quando è senza pensieri e si diverte; uno ha bisogno della vita di famiglia e l'altro preferisce la solitudine e il celibato; uno è spinto ad aiutare il suo prossimo, a soccorrerlo, a curarlo, mentre l'altro è spinto a dominarlo o a distruggerlo,. ecc.
In realtà questa ricerca della felicità è un aspetto della ricerca di Dio; una ricerca più o meno saggia, più o meno illuminata, ma pur sempre una ricerca di Dio, perché dietro all'idea, che gli esseri umani si fanno della felicità, si cela Dio. Lui ha messo questa aspirazione alla felicità in loro, affinché possano alla fine trovarLo e anche se frattanto lo cercano segretamente nelle fogne, nelle paludi, nei cimiteri, un giorno capiranno che debbono cercarLo nelle regioni superiori, sotto forma di purezza, di luce: allora certamente Lo troveranno e saranno veramente felici."

Omraam Mikhaël Aïvanhov


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mercoledì 12 novembre 2003 - ore 01:02


Prima di Tutto
(categoria: " Musica e Canzoni ")


In questo giorno di pensieri pesanti dove sono e chi sono tu non sai cosa
fare, tu non sai cosa dire.
Dovresti almeno cercar di capire o perlomeno provare basta solo un gesto, un
minimo segnale.
Prima di mangiare, prima dell'amore prima, prima di tutto dovresti
stringermi forte, farmi male.
Prima di dormire, prima di partire, prima, prima di tutto
dovresti stringermi forte, farmi male basta basta, basta basta basta
basta con il silenzio, non ricordo la tua voce
c'è una completa assenza di gesti, d'affetto e di parole nuove.
Basta col dire basta è meglio, è meglio non parlarne,
ecco la malattia che fa lentamente morire l'amore, noi due,
noi due dobbiamo parlare, ci stiamo solo guardando, noi
ci stiamo dividendo, salviamo questo amore.
Prima di mangiare, prima dell'amore prima. prima di tutto dovresti
stringermi forte, farmi male
prima di dormire, prima di partire prima, prima di tutto
dovresti stringermi forte, farmi male basta basta basta basta basta
basta con il silenzio non ricordo la tua voce
c'è una completa assenza di gesti, d'affetto e di parole nuove
Basta col dire basta è meglio, è meglio non parlarne
ecco la malattia che fa lentamente morire l'amore noi due,
noi due dobbiamo parlare ci stiamo solo guardando, noi
ci stiamo dividendo salviamo questo amore, salviamo questo amore.
Prima di mangiare, prima dell'amore prima, prima di tutto dovresti
stringermi forte e farmi male...







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martedì 4 novembre 2003 - ore 22:23


TANTRA
(categoria: " Amore & Eros ")


La tradizione del Tantra è stata fondata, secondo la leggenda, da Sadashivab o, più semplicemente, Shiva, nell'India orientale, più di settemila anni fa.

Tantra, in sanscrito, significa estendere, ampliare, quindi tecnica per ampliare la coscienza.

Il termine Tantra implica liberazione e espansione: si trattava in origine di una scienza sacra che si prefiggeva di accedere all'Assoluto (Brahma), attraverso tecniche di espansione psichica e corporea concernenti non solo la dimensione erotica.

La tradizione tantrica considera, come agente, una forza che è Potenza Assoluta, pura manifestazione dell'azione dell'Assoluto, e che va sotto il nome di Shakti.

Le tecniche tantriche (esercizi e posture) apprendono a guidare Shakti in noi, e poi fuori di noi in vista di un'illuminazione finale: il congiungimento dell’energia di Shakti con la consapevolezza di Shiva (estasi).

L'atto sessuale scatena una potenza, una energia che trascende il piacere fisico e diventa strumento, veicolo di una fusione spirituale tra l'io e il cosmo.

Con il nome tantra si allude, soprattutto, alle pratiche, non comportanti emissione del seme, tese alla trasmutazione delle energie sessuali, mediante respirazione, mantra e visualizzazione dell'energia che sale lungo la colonna vertebrale fino ai chakra. Nel praticare il tantra è fondamentale la devozione, la preghiera alla Madre divina, l'idealizzazione spirituale del partner. Precisamente, occorrono: coordinazione del corpo (gesti o Mudras), la comunicazione verbale (Mantras), e la mente (meditazione e visualizzazione creativa, o Yantras).

Il tantra nel suo senso elevato è comunque una tecnica per dirigere le proprie energie a prescindere da posture sessuali.

Numerose col tempo sono state le deviazioni da tale impostazione spirituale e soprattutto, oggi in Occidente, il tantra imperversa come tecnica, priva di spiritualità, utile a procurare maggiore piacere fisico ma non per questo è priva di pericoli per l'equlibrio psichico dei praticanti.

A nostro avviso, il tantra nelle sue versioni, ancorché spirituali, non è consigliabile soprattutto agli occidentali: la condotta di vita in generale è la migliore strada di perfezionamento individuale secondo l'insegnamento iniziatico trasmesso di Vangeli. Per non parlare dei rischi ai quali si espongono coloro che cercano di risvegliare con ogni mezzo questa energia (Kundalini o shakti).

Ricorda O.M.Aivanhov "Il miglior consiglio agli occidentali è di non far nulla per risvegliare Kundalini prima del tempo, ma di vivere una vita pura rispettando le leggi divine.Quando sarà giunto il momento, si risveglierà da solo... La direzione che prenderà kundalini una volta risvegliata non dipenderà dalla volontà ma dalle qualità e virtù dell'uomo (pag 117 e segg del volume Centri e corpi sottili). Ecco perchè effettivamente non è consigliato eccedere nel risveglio volontario di questa forza.




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martedì 4 novembre 2003 - ore 08:07


il guardiano del faro
(categoria: " Riflessioni ")


Non dovete mai scordare che si viene al mondo con il cuore pieno di sogni e l'obbligo morale di tradurli in realta'
E' bene essere consapevoli che e' nel viaggio che risiede la vera felicita'.
Realizzate i vostri sogni,
e rendetene sempre partecipi tutti quelli che amate,
e anche quelli che non amate.
A volte essere gentili e' piu' importante che avere ragione...
Ho imparato che non importa quanto lunga sia la ricerca,
ma quanto ci si senta bene nel compiere il proprio cammino.
Il tempo e' un'invenzione dell'uomo e i sogni sono senza tempo.
Credere in qualcosa puo' farlo diventare realta'
Infrangete i muri di cristallo che vi circondano, e dispiegate le alti per volare piu' in alto che potete.
E se vi sentite troppo vicini all'abisso, non abbiate paura !
E' soltanto arrivato il momento di fare visita alle stelle.


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sabato 1 novembre 2003 - ore 12:55


A Carlo
(categoria: " Pensieri ")


Ciao Carlo, oggi ti abbiamo dedicato questa corsa a Baone, dal tuo amico Nando... Cavolo è passato piu' di anno, dal quel cazzoso incidente, tua madre è sempre disperata come prima, ci manchi a tutti.Domenica scorsa ho visto piangere anche Mario, nel vedermi dopo tanto tempo, e inevitabilmente ricordandogli quando lo superevamo sempre a tutte le corse o maratone, alla mitica maratona alpina. Ti ricordi ci diceva ma chi fa quella corsa è pazzo, e noi ridendo gli dicevamo che l'avevamo gia' fatta 3 volte. Oggi è stato il primo memorial per Te, non ti dimenticheremo mai, la mia vita, e la vita di molti altri,(ciano, franco, daniele, leonardo, ecc..ecc..) è stata piu' bella con la tua presenza, ti chiedo scusa che non sono riuscito a completare quella pratica di tuo nonno, ma forse adesso andra' a buon seguito.
Ti saluto, versando anche io una lacrima nel ricordo . Ciao

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giovedì 30 ottobre 2003 - ore 13:36


inno alla DONNA
(categoria: " Pensieri ")


Inno alla donna



Che cosa è il cielo senza il sole,

che con i suoi raggi penetra le nere nuvole;

che cosa è il mare senza le onde,

che rendono viva la monotona vita marina;

che cosa è la notte senza il giorno,

che dà luce e calore all’oscuro cielo;

che cosa è la poesia senza la rima,

che dà un senso alle inutili parole;

che cosa è l'albero senza le foglie,

che colorano i lunghi rami in attesa della vita;

che cosa è ....

che cosa è ....

che cosa è la vita senza di te…

raggio di sole nel mio cielo in tempesta,

candida luna che illumini la mia oscurità,

romantica rima che fai della mia vita una soave poesia.



Sergio Vivirito



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