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NICK: Markoski
SESSO: m
ETA': 29
CITTA': Ocopoli, la città avversaria di Paperopoli
COSA COMBINO: Capo del mondo, ma anche tetris
STATUS: middle

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STO LEGGENDO
soliti polizieschi francesi, letteratura estiva varia. Ho scoperto che Lino Banfi parla con l’aldilà ogni giorno, e che la faccia di Padre Pio è un po’ dappertutto. Io ho trovato un Choco Krispy con la sua forma, e lo conservo come una reliquia.


HO VISTO
e anche Chi, Gente, Stop, Cronaca Vera


STO ASCOLTANDO
il dottor Cruciani


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO


ORA VORREI TANTO...
invadere la Polonia


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
come mettere a punto un apparato per il controllo delle menti. il progetto "raggio della morte" è per ora accantonato


OGGI IL MIO UMORE E'...
umido


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata




“Adoro Gesù, ho visto tutti i suoi film

- Intendo dire - disse Alice - che uno non
può fare a meno di crescere.
- Uno forse non può - disse Humpty
Dumpty - ma due possono. Con un aiuto
adeguato, tu avresti potuto fermarti a
sette anni.

Ci vuole giorno molto piovoso per affogare papera ”

(questo BLOG è stato visitato 15693 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


SONDAGGIO: FRA GLI AROMI DELLA COMPAGNIA DELLE INDIE, QUALE PREDILIGETE?




La delicata essenza del patchouli
L’’intenso profumo del vetiver
L’’avvolgente fragranza del sandalo
Gli inebrianti effluvi del ylang-ylang
Il prorompente bouquet del muschio bianco

( solo gli utenti registrati possono votare )

martedì 6 luglio 2004
ore 00:50
(categoria: "Vita Quotidiana")


Racconto del Playboy
Serata da urlo ragazzi...insomma, mi chiama C., una contessa molto viziosa nel giro delle rock band strafatte, che mi invita a raggiungerla a questo party. Una tenuta fuori mano, di proprietà del Vaticano, con delle frequentazioni mica da ridere. Nel viale d'ingresso, Bentley e Rolls si susseguono, intramezzate da qualche Ferro. Arrivo, e la contessa mi si fa incontro sorridendo, come se già presagisse quello che stava per succedere...con lei sua sorella K., più giovane ma non per questo innocente. L'alcool scorreva a fiumi, i calici di cristallo traboccavano e i vini più pregiati finivano sui pavimenti di marmo bianco, ma nessuno sembrava curarsene. Seduto in un angolo, con la faccia devastata dopo l'ultimo incidente di base-jumping estremo, J., una mia vecchia conoscenza, che mi strizza l'occhio con l'aria di saperla lunga. Accanto a lui D., un sensitivo che nei giri VIP va per la maggiore, dopo un grave incidente sul suo jet privato si dice sia in grado di predire esattamente ogni genere di evento, da quelli meteorologici a quelli sportivi. Scambio due parole con loro, quando noto delle facce note tra il complessino che suonava sul palco: "ma quello non è Bono Vox?" faccio a J. "bravo, non sei del tutto distrutto dalla merda che ti fai" mi fa lui, non sapendo che con la roba ho chiuso da 127 giorni ormai. Mentre il quartetto accorda gli strumenti, vedo arrivare S., una ex-modella con cui ho avuto una storia mai davvero chiusa, con un produttore americano. "vedo che mi hai rimpiazzato adeguatamente" le sparo a bruciapelo. "più che adeguatamente" replica lei, alludendo al 30 metri che lui ha attraccato a Saint-Tropez di cui parlano tutti i tabloid. L'orchestrina inizia a strimpellare, e sul ritmo delle percussioni iniziano delle danze lascive che non tardano a sfociare in un baccanale. I corpi si contorcono, non si contano, e a un certo punto un bonzo transessuale viene e prova a trascinarmi nel mucchio. Ma resisto, forse una volta, non ora. Nell'ammasso di carne uno in particolare è un'ossesso, si dimena come un derviscio e castiga a destra e a manca. Io, J. e D. lo guardiamo ammirati ma spaventati, è un corpo che non ha più nulla di umano. Proprio mentre la serata sembra degenerare in un girone dantesco, D. inizia ad agitarsi, subodorando qualcosa. Una tromba d'aria, temo. Peggio. La terra inizia a tremare, le facciate in marmo si crepano, ma i debosciati non se ne accorgono e a decine finiscono sotto un cumulo di macerie. Io e S. riusciamo a raggiungere la mia spider giusto in tempo, un crepaccio si sta aprendo e ci insegue ma non può competere con i miei 8 cilindri. Siamo fuori di lì in un lampo, "sembra che tu mi deva qualcosa, baby", dico io. "la vita?" salta su lei. "diciamo un whiskey liscio, per ora", e accelero via mentre il sole sorge all'orizzonte.

Racconto reale:
Mi dice la Chobba che c'è na sagra tipo festa della birra a mezzavia. Arrivo al patronato, un fracco di macchine sul marciapiede e mi tocca parcheggiare in mezzo alle breccane. Mi si fa incontro la Choppa appunto con sua sorella Kitty, stanno tracannando un rosso della casa e delle birre in bicchieri di plastica sedute attorno a un tavolinetto smarso con J e Davide. J è ancora mezzao tumefatto post caduta, Davide sostiene di prevedere con un paio di ore d'anticipo se piove in virtù di una frattura alla gamba. ci rassicura sulla tenuta del tempo per la serata. Suonano i Biaiv, e scopro che il chitarrista è lo stesso che suonava con i Cinquecento che erano proprio forti a suo tempo. (ometto di dire che mi aveva detto che iniziavano alle 21 e che hanno iniziato verso le 22:30). Intanto arriva mia morosa con un mio amico americano, appena tornato da un giretto a Venezia. Intanto i Biaiv attaccano, e un tizio con la scusa che stavo canticchiando una canzone prova a trascinarmi in mezzo ai 10 fedelissimi che stavano sotto il palco. Resisto anche perché ho una caviglia gonfia e sono stufo. Ci capottiamo perché c'è un cicciobomba 40enne ubriaco che balla come un parkinsoniano sul ghiaccio. A sto punto sento le prime gocce. Guardo D e le sue cazzo di ESP. Aspetto due minuti e in pessima fede (aveva anche iniziato a lampeggiare all'orizzonte) gli domando:"dici che piove?". Controlla i suoi sensori ossei e mi dice di stare tranquillo. Proprio per stare tranquillo imbarco mia morosa e l'americano e ce ne andiamo. Ore 00:00 sono in branda.


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mercoledì 30 giugno 2004
ore 18:59
(categoria: "Vita Quotidiana")


Sono incazzato come una bestia
Non è vero, solo che per una volta volevo anche io fare un tipico intervento da blogger serio. Se volete mi profondo anche in una lunga lista di nomi mettendoci ''te vojo ben'' a go-go, e smileys di quelli ganzi e link alle mie foto con altre persone di spritz.it, e rimandi ad altri blog di spritz.it, senza dimenticarmi i ringraziamenti a Davidoff e un appuntamento a tutti alla prossima seratona in qualche pub e giardino estivo.

Autoreferenzialità? Mi pare si dica così.

Cacchio, mi ero dimenticato una cosa essenziale!

Besos chicos y chicas! Besos a todo el mundo! (smiley con dentoni+smiley che strizza l'occhio, opzionalmente quello con trombetta e cappellino da party)


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martedì 29 giugno 2004
ore 19:57
(categoria: "Vita Quotidiana")


il figo di Zurigo
Non è che in Svizzera morissi dalla voglia di andarci. Specie in quella tedesca, che in confronto Guantanamo sembre Les Folies Bergeres. Specie Zurigo, che a guardare i prezzi di MacDonalds ti viene il dubbio che qui servano il MacCaviar e il MacBeluga con le tartufine fritte e un bicchierone Magnum di M&C (senza ghiaccio, grazie). Ma siccome ero rimborsato e non avevo scelta (più la seconda devo ammettere), mi sono instradato di buon ora e con un'attitude, come dicono i rosbif, del tutto aperta e positiva.

Oh, mica da solo. Viene con me tale Andrea, detto Iridio perché al mondo di più pesanti non ce n'è. In effetti ho provato in tutti i modi a mandarlo in aereo, in treno o in traghetto (ero disperato e confidavo nel fatto che fosse scarso in geografia), ma alla fine, complice un latente senso di colpa e la speranza di poter detrarre le ore passate con lui dal monte ore di un eventuale servizio civile, l'ho fatto montare. Appuntamento ore 14:45 stazione di Padova.
Ore 14:47. Suona il cellulare: "Sono Andrea, volevo solo dirti che sono qui".
Ore 15:01, ingresso in autostrada PD ovest. "Caspita, ma non hai paura di sfondare la sbarra? Il telepass va preso a 30km/h!"
Ore 15:03, 3km a Grisignano. "Caspita, ma non hai paura delle multe?"
Ore 15:15, VI est. "Se sei stanco guido io"
I 500 km che separano PD da ZH mi sembravano già in partenza piuttosto ardui. Ho allora acceso la radio (spero sempre di riuscire a chiacchierare anziché ascoltare le chiacchiere degli altri) ma in mancanza di altro ho messo su una compilescion del tutto random. Il tizio si è messo a cantare. Solo che non sapendo i testi, cantava con un secondo di differita. Che ne so, c'erano su i ricchi e poveri? CHE SENTIMENTO...mentooo..SARA' PERCHE' TI AMO...moo!
Credo di essermi spiegato. Inutile dire che a VI ovest avevo già rispento la radio, adducendo un guasto del lettore CD (ho puntato un cratere meteoritico di proposito per farlo saltare) prima che mi cadessero in disgrazia tutti i cantanti che preferisco.
Ha iniziato allora a cercare isoradio, spazzando tutte le frequenze dell'etere con passo di 0.05MHz. Clic..88.70 e ascoltava...clic...88.75 e ascoltava...nei dintorni di Dalmine è arrivato al 103.30, e ha iniziato a esultare. "Eccolo, eureka, iuppi-ia-ia-ie, 1-2-3 per me". La radio: "kroooaaaakkhhhkhhhhhukrrrrrrfrrrrffff-affico al casell-gnnnnnnnnnuuhhkrrrrffffttttttttt". Più scariche che dopo un mascarpone andato a male. Ovviamente, per cogliere meglio le poche sillabe intelleggibili, ha messo il volume a 50 (volume medio di ascolto: 12), al che ho estripato il frontalino cercando di inghiottirlo. Fallendo, peraltro.
Il dio del traffico ci ha graziato e Milano è andata liscia. Al confine, a Chiasso, dopo aver declinato un'altra dozzina di inviti a lasciarlo alla guida (a questo punto ero disposto a fare cambio di residenza con il mio abitacolo), mi è scappato un delicato "Ma come cazzo fa tua morosa a stare con te!?!". Infatti, non stava più. E via al delirio intimista sulle storie che finiscono, l'amore che passa, le persone che crescono. Me la sono meritata, almeno fino al San Gottardo.
Lì, con la scusa di un rarissimo Rododendro cresciuto in pizzo ad un viadotto, complice un istante di scarso traffico, l'ho fatto scendere dalla macchina e spinto giù dalla scarpata. Non credo ci siano testimoni, dovrei averla fatta franca. Su due piedi non ci ho visto nulla di male. Risalgo e riparto.
(in realtà non l'ho spinto giù davvero, lo faccio solo per movimentare un po' la cosa. In realtà, dopo averlo narcotizzato non me la sono sentita)
Eccomi finalmente all'albergo, in centro a Zurigo. Per cosa sono famosi gli svizzeri? Cucù, cioccolato e mucche. Un po' come dire pizza, spaghetti e mandolino. E in che stile era il mio albergo? Mucca! Come fare a Napoli l'hotel Mandolino.
Pavimento in mucca, bancone con inserti di pura vacca frisona, chiavi della stanza bovine, tendina del bagno pezzata, un trionfo ruminante. Mucche sulle mattonelle, mucche che pendono dal soffitto, a forma di mucca persino il numero della stanza. E il ristorante annesso? Crazy cow (pessima questa, ma ho le prove).
Per farla breve, mi mangio una cotoletta e mi addormento guardando il Portogallo in tv.
L'indomani vado finalmente al centro ricerca dove ero stato convocato, faccio la mia presentazione (impeccabile in spezzato estivo, la oompagine crucca con birkenstock di ordinanza su calzino viola), pranzo cordialmente a base di pesce e hash brown (roesti per i germanofili), chiacchiero e mi ridirigo verso casa (avevo un festino la sera stessa).
All'altezza del San Gottardo, noto sul bordo della strada una figura impolverata ma ancora riconoscibile: era proprio Iridio. Accosto, e biascicando due parole di circostanza lo faccio salire. Sale, mi chiede come è andata e se ne esce dicendo: "'Spetta che sentiamo cosa dice isoradio!" E clic...clic...clic...

Credo che a quest'ora dovrebbe essere all'altezza di Chiasso, se ha camminato con un buon passo.


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mercoledì 23 giugno 2004
ore 01:23
(categoria: "Vita Quotidiana")


Il film più brutto del mondo
Dimenticate Alex l'ariete e l'opera omnia di Jennifer Lopez, abbiamo un nuovo campione.

MEAN MACHINE

lo davano oggi su sky, sto valutando se ritirare l'abbonamento e darmi alla pirateria. DUNQUE, vado a descrivere la trama (giuro che è tutto vero).

Danny "Mean Machine" Meehan è un ex calciatore, che all'inizio del film si intuisce alcolizzato e caduto in disgrazia, ma non abbastanza da non poter essere inseguito sulla sua Mercededs cabrio 5000 da una pattuglia mentre sfreccia a 200 all'ora sorseggiando del gin a canna da un bottiglione (fino a qui plausibile). Raggiunto in un pub, rifila due sberloni ai poliziotti, in virtù dei quali si ritrova in un carcere di massima sicurezza (mi domando cosa succeda a chi parcheggia in doppia fila) a dover scontare 3 anni.

Solita trafila di doccia e divisa (vista solo in 137 film), solita presentazione dei secondini arroganti e sfollagente-muniti ("Tu mi chiamerai signor-Hutchins-signore, hai capito?""Certo (bastonata) ouch...signor-Hutchins-signore").

Sennonché, il capo secondino intima a Danny di non osare accettare l'incarico che gli verrà proposto di allenare la squadra di calcio dei secondini, perché l'allenatore è lui e non vuole nessuno tra i piedi (inizia il disorientamento, che cazzo c'entra sta cosa non si capisce).

Il direttore della prigione nonché presidente della squadra si offende molto, dice che ha oliato un sacco di gente per fare arrivare Danny nella sua prigione, perché lui vuole vincere il suo girone del campionato amatori (adesso faccio arrestare Baggio e lo convoco per il calcetto di sabato).

Allora Danny ha la trovata (grazie anche al suo amico Massiccio, nero e frocio) di proporre un derby prigionieri-secondini, con lui allenatore-giocatore (TAH-DAH!).

Inizia così la preparazione, con una galleria di personaggi geniali: il Monaco (ha ucciso 24 persone a mani nude, prepara giocatori al corpo a corpo in area), Nitro (tourettiano bombarolo (due caratteristiche che vanno molto d'accordo), fa un po' il doppio gioco, MALEDETTO!), Massiccio (nero frocio che si fa menare da tutti, ma ha sempre camicie impeccabili), il vecchio (lo spazzino, è dentro da una vita e spiega a Danny i trucchi per sopravvivere, tipo raccogliere gli stronzi che i detenuti gettano nottetempo dalle finestre dopo averli avvolti in fogli di carta, PER NON SO CHE CAZZO DI MOTIVO), Sykes (supercriminale, il boss della prigione, che da i cavalli su cui scommettere al direttore, che si copre così avere un mare di debiti con gli allibratori, fa entrare la droga in prigione facendo imbevere il giornale che gli arriva di acido per poi venderlo a pezzi) e molti altri che ho rimosso.

Il problema è che tutti odiano il nostro Danny per aver tradito la nazionale, e lui fatica non poco a farsi accettare, viene sempre messo in mezzo (una sera piange sulla branda, POVERINO!) e finisce anche in isolamento. Per fortuna qualcuno gli fa arrivare una palla da tennis che rende il tutto più sopportabile, e gli fa tornare la voglia di giocare a pallone (EVVAI!).

poi non ce l'ho più fatta. se vi è piaciuto Alex l'ariete, adorerete questo film.

Un commento che mi ha fatto ridere e rende l'idea:

"The scriptwriters are no less a menace to society than the film's characters."
(gli sceneggiatori non sono da meno come minaccia per la società dei personaggi del film)
-- Andrew Howe, FILM WRITTEN MAGAZINE



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domenica 20 giugno 2004
ore 21:33
(categoria: "Vita Quotidiana")


Finalmente ho trovato la mia guida sprituale: Budda da Pianiga
Ok, mi propongono un sabato sera al Badia ristodance, e mi aggrego volentieri visto che è un po' di tempo che non ci andavo e mi sono sempre divertito. Per farla breve, in seguito ad una gara di caraffe, mi ritrovo a dover portare un ragazzo al pronto soccorso per gli effetti combinati dell'alcool e di una ferita lacero-contusa in fronte. Non uno dei miei migliori amici, ma insomma, ero uno dei pochi sobri e mi scocciava mollarlo là.

Arrivati nell'ER del Padova Community Hospital, subito noto un ammasso umanoide poggiato su una barella con l'eleganza e la compostezza di uno stronzo di cane sul selciato. Non lo sapevo ancora, ma era Budda di Pianiga. In pratica l'amico, dopo appena 75 euro di consumazioni a Padovaland (costo per consumazione euro 5, totale consumazioni 15) aveva aggredito verbalmente la barista, colpevole di aver suggerito che forse con l'alcool stava esagerando. Sennonché, mentre gli auricolarati lo scortavano all'uscita, era crollato al suolo, fortunatamente raccolto da un amico che passava di lì. Il tipico acume promosso dall'assunzione di steroidi ha suggerito agli emuli di Ambra di buttare fuori entrambi. Il problema è che mentre Budda supera abbondantemente il quintale, l'amico è na tacca sotto Malgioglio a prestanza fisica (ma una tacca sopra come banana)(nel senso di capelli)(SBUCCIAMI!...). Per questi e molti altri motivi, dopo una cinquantina di metri nel parcheggio ha puntellato Budda contro un palo (o forse il contrario) per ripigliarsi. Avendo però il buon Budda antenati meridionali, e rispondendo alla teoria aristotelica dei luoghi naturali, è caduto di muso, riportando la frattura del setto nasale. Laco di sangue.

Flashforward. Al pronto soccorso, il buon Budda presentava un naso peperonato, un colorito latteementa E labbra gonfie e spaccate.
"Ma come ha fatto il vostro amico a rompersi naso e bocca?" faccio io. "Eh, xe cascà in tera de muso e se ga rotto el naso".
"Sì, e la bocca?"-"Quea semo sta noialtri con sinque tanghere, i se gavea rabaltà i oci".

Nella caduta, Budda aveva ritenuto opportuno svenire. L'amico, divenuto nel frattempo gli amici, si era ricordato del corso di primo soccorso delle medie, che suggeriva di percuotere la vittima di uno svenimento, possibilmente spaccando uno o più denti ("medico pietoso, malato cancrenoso" recita l'adagio). Detto, fatto.

"Ma al vostro amico capita spesso di passare il sabato notte in pronto soccorso o è la prima volta?"
"Vara, ea prima volta proprio no, insomma, disemo che so mama ea xe abituà a vegnere torlo"

Per concludere, la madre raggiunta telefonicamente si è rifiutata di andarlo a recuperare l'indomani mattina e ha suggerito di caricarlo su un taxi, che "co che riva eo ciapo a bastonae sui oci, sto mona".

La cosa più meravigliosa è che di tutto questa Budda non ricorderà mai nulla.

(il mio amico tutto bene. alle 6:30 lo abbiamo riportato a casa, dove con delle scuse geniali ha giustificato: taglio, braghe sporche di vomito e fango, orario di rientro, puzzo di alcool e punture dei prelievi. Oggi ha pranzato borghesemente con i suoi)(io sono stato svegliato alle 9 dal cane che voleva uscire, ho un malditesta formato famiglia e ho buttato una domenica nel cesso)

MORALE: quando aiuti qualcuno che è nei guai, si ricorderà di te: la prossima volta che è nei guai.


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mercoledì 16 giugno 2004
ore 15:55
(categoria: "Vita Quotidiana")


vesti berlusconi!
LINK

a me Puffo mi fa troppo ridere


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mercoledì 16 giugno 2004
ore 00:35
(categoria: "Vita Quotidiana")


Oggi ho imparato una cosa che mi pare molto bella e utile (sembra un pensierino di terza elementare, lo so)
come dicevo nel titolo, proprio nel bel mezzo di una lezione di strategia, ho scoperto una cosa che mi ha cambiato il resto della giornata (in attesa che passino le settimane e i mesi, dopo cui spero che mi avrà cambiato settimane e mesi).
La cosa è questa: non bisogna perdersi a cercare di migliorare i propri punti deboli, è molto più utile e divertente esercitarsi e migliorare i propri punti di forza.
Se sei bravo a suonare il violino, non ha senso passare le ore al pianoforte, è molto più appagante, utile e divertente suonare il violino. Oltretutto, nessuno ti apprezzerà mai come pianista, ma sempre come violinista.
Ecco, questa cosa non mi era chiara. Ho sempre pensato che per essere persone complete bisogna essere un po' di tutto, ma non so bene da dove arrivi sta cosa. In fondo credo di non averci mai creduto. E oggi *PAF* l'epifania.

Mi pare tutto molto più bello e sensato. Ho scoperto che Uto Ughi, che è un genio del violino, non sa fare altro nella sua vita (cercate un suo autografo, scrive come un bimbo in corsivone). Ma è felice credo, così come rende felice gli altri con la sua musica. E ci sono moltissimi altri esempi in questo senso, e tutto sommato pochi contrari.

L'errore di fondo è che il tempo che abbiamo a disposizione è finito, limitato. Non c'è tempo per molto, quindi perché sprecarlo a fare cose che non ci divertono, non servono a nessuno e non ci riescono bene?

(ma che ovvietà)


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lunedì 14 giugno 2004
ore 00:38
(categoria: "Vita Quotidiana")


Da Malamocco al Lido
Giretto in barca ieri, malgrado le previsioni di maltempo (in effetti alberi sradicati al lido nella serata). Giornata puntualmente splendida e soleggiata, compagnia piacevole, mangiato, bevuto etc etc.

Quando iniziava a coprirsi, ci siamo fermati a Burano per prendere un gelatino. Ecco. Bar. Entriamo. Aspettiamo. Aspettiamo. Ci avviciniamo al frigo gelati. Ci caga. "'Desso 'rrivo". (Non so come rendere la tipica R veneziana). Aspettiamo. Aspettiamo. Apro il frigo gelati. "Cossa fè caigo ta sboro go dito che 'desso 'rrivo". Entra gruppetto di autoctoni. In particolare un 30enne, due ultra70enni, due ultra70enni (donne). Ci passano ovviamente davanti. Il barista serve loro. Apro il frigo e mi prendo un Solero Exotic. Inizio a mangiarlo. Con lo stecchino in bocca, prendo le coppette per gli altri. Le porto alla cassa e le deposito sul bancone. "Altro?" fa il vecchio stronzo. Sguaino lo stecchino dalla bocca e lo deposito sul bancone. "Un Solero".

Ometto quanto mi sono costati quei cazzi di gelati. Non ho avuto il coraggio di protestare.

Per il resto anguriata e ora mi sto seguendo gli exit-poll. Sono veramente una cosa insulsa, a sentirli hanno vinto tutti, o meglio, hanno tutti "centrato l'obbiettivo prefissato". Il migliore è come al solito Fede. Ma che galleria di mostri. E gli inviati sono di una incompetenza, balbuzie, ignoranza straordinaria, sono incerti, impacciati, e tutto quello che inizia per I. Si accettano proposte.


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giovedì 10 giugno 2004
ore 20:43
(categoria: "Vita Quotidiana")


Difficoltà
Ho passato gli ultimi 3 giorni a contatto con un futuro premio Nobel. In passato, ho avuto la fortuna di incontrarne altri, ma nessuno come questo mi ha dato l'idea di essere un fantastico scienziato, nel senso più galileano del termine (chi bazzica in ambito di ricerca scientifica può capirmi, gli altri vadano a studiare un cornicione medievale o il romanzo epico cingalese). Un incrocio tra un drago e uno schiacciasassi.

Ecco cosa è successo: parlavamo delle nuove tendenze (non nel senso di vita bassa e colori pastello, ma in particolare di nanotecnologie), dell'esagerazione che c'è sull'argomento, del fatto che si attirano fondi ma si crea irresponsabilmente aspettativa, che la scienza funziona a cicli decennali e non settimanali, del fatto che i media sono raccapriccianti, etc etc.

A un certo punto, questo signore 60enne mi scoppia a piangere, ricordando che la moglie è morta da poco di cancro, e che se ci fosse stata una sola possibilità di salvarla con qualche cosa di fantascientifico, non l'avrebbe forse fatto? da una parte leggeva il suo nome sui giornali come il detentore di tecniche quasi onnipotenti, dall'altro sua moglie lottava da 12 anni contro una malattia che viene curata con tecniche medievali (e non ce ne sono di migliori).

e io lì, a battergli sulla spalla.
per oggi, sconfitti su tutta la linea, direi.


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domenica 6 giugno 2004
ore 02:10
(categoria: "Vita Quotidiana")


Inizieremo allora dal volo orizzontale
Mi pare fosse il gabbiano Jonathan Livingston, non c'entra un cammello ma mi è sempre piaciuta e così ce l'ho messa.

Inizierò invece dalla fine, cioè dalla massima che ha chiuso una giornata molto bella.


Amico:"Ho un problema bestiale: odio le donne, ma mi piace la figa"
Io (con aria del tipo: la soluzione è ovvia):"..."
Amico:"E sono tirchio"

Scena geniale oggi a SoZZomarTina (proprio lì, dove c'è lo iodio che fa tanto bene che poi ti abbronzi in fretta).
Botta di vita, prendiamo il lettino in uno dei pochi bagni che tollerano la presenza di un cagnetto (che per di + non si ritiene tale). Mi sdraio e, dopo aver consultato la letteratura nazionale da bagno quotidiana, settimanale e mensile, cospiranti alle mie spalle il sole e 2 chili di uva e ciliegie, crollo colpito da una clavata di sonno arretrato.

Dopo circa 15 secondi, si susseguono questi 3 eventi nel volgere di un Zum-Pam-Pam:
-cane abbaia da sotto il mio lettino
-bimba grida da sotto il mio lettino (???)
-una craniata di bimba mi colpisce i coglioni, con una precisione al milionesimo di millimetro

Ora, a me risultava di avere un cane ma non una bambina. So di non essere sempre stato impeccabile quanto a protocolli di prevenzione STD e controllo delle nascite, ma sarebbe davvero una bella sorpresa.
Deduco perciò che la bambina non mi appartiene. Resta da capire che cazzo ci fa sotto il mio lettino. Quindi, con le palle doloranti e quel senso di inflazione ai reni che solo chi ha o ha avuto dei testicoli può condividere, rotolo giù dal lettino e lo ribalto, scoprendo (SURPRISE!) una bambina, anche carina nel genere, in lacrime, e il mio cane che la guarda con l'aria del padre a cui il figlio neopatentato ha rigato l'auto appena presa i leasing. Il padre della bimba (buzzurro integralmente tatuato che fumava sul passeggino) si affretta a recuperarla dicendomi "ha paura dei cani".

Io penso che nei bambini l'istinto di sopravvivenza sia ancora vitale e presente, perché se sta nanerottola va a tirare i baffi a tutti i cani che incontra prima o poi ne trova uno che cucciola o non cucciola se ne mangia un pezzettino almeno. E il fatto che la bimba apparisse integra depone a favore del suo istinto di sopravvivenza, che in qualche modo misterioso deve lavorare in sua protezione.

La mia purea di palle mi impedisce dal recuperare la posizione prona che tanto aveva conciliato la mia liasion con Morfeo, che tradisco per qualche pagina di un entusiasmante Sanantonio di annata.
E' angosciante leggere gli autori postumi, è la lotta tra l'avidità di lettore e il piacere di negarsi un desiderio immediato a vantaggio di uno futuro.

Ecco una definizione di leader che mi è molto piaciuta:
"(davanti all'assemblea)...diceva di noi, ad alta voce e all'indicativo, quello che noi pensavamo di noi stessi, ma sottovoce e al congiuntivo".

Serata conclusa, dopo cena a Bologna, al City Hall, dove cantavano cinque ragazze carine e brave (per quello che ne capisco di bellezza e musica). Sarei rimasto più a lungo, ma la niuiorchese che ci accompagnava ha rotto lo stracazzo e per ospitalità italica l'abbiamo riportata a casa (dove la tradizione italica avrebbe previsto delle cinghiate con una cintura per lo meno El Charro).
Come in Matrix, mi è poi squillato il telefonino: era Morfeo (sempre lui!).


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