Come può essere la vita?
un’utopia forzata
o una realtà dura da accettare?
cosa è meglio fare?
farsi di una droga che ti fa pensare che c’è qualcosa di bello
o capire che non c’è molto da fare solo accettare???
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 13 agosto 2007 - ore 17:06
TUTTO OK!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Anche oggi sono riuscito ad abusare della benevolenza di altri..!!! e da dire che e veramente fantastico.. pero ho un pensiero costante, anzi due: mi manca un po il mio vechio mondo, e continuamente vorrei ci fosse una persona in particolare qui on me, ...ma non ce, sarebbe stato fantastico, but i cant cry!
spero di poter aggiornare quanto prima questo splendido blog. GRAZIE BLOG!
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venerdì 10 agosto 2007 - ore 15:01
saluti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
forse uno dei miei ultimi mess
Saluto tutti dalloltre tomba, o meglio dal vero e proprio ISOLA CHE NON CE e un piacere potermi fare sentire...
ricordate...
take it easy!!
oggi giornatona, ma ho sempre paura dei cambiamenti non vorrei mai che uscisse la brutta bestia che e in me.. alla prossima..
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giovedì 9 agosto 2007 - ore 13:46
HI HI HI!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Rido per non piangere.. ormai mi resta poco da poter fare!
che palle sentirsi un cane abbandonato.. per fortuna ci sono i Black Label Society a farmi compagnia..colgo loccasione per ringraziare nuovamente Salamandro, e di conseguenza anche MetallicA per il loro aiuto!!!
Vorrei scrivere una cosa che non posso!!
..ok, faccio a meno!!
Però ne approfitto a salutare tutti.., anche quelle brutte merde che se ne vanno in ferie senza dire nulla..così dal mezzogiorno alla sera! Loro non pensano che qui cè gente che ha bisogno di loro...
CHE BASTARDI!!
Ma comunque li saluto..CIAOOOOOOOOOOOO!
HI HI HI!
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mercoledì 8 agosto 2007 - ore 12:22
GOOD... IS NOTHING!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...si preavvisa una giornata di merda,
un impegno saltato stamattina,
un sogno che non ci voleva, non adesso,
delle parole.. piene di significato, ma taglienti per i ricordi di cui sono impregnate, e per la realtà che portano con sè.
ancora poco, devo resistere, mi hanno sempre detto che sono una persona forte..(e io so che non lo sono!) adesso devo esserlo..una manciata di ore..qualche accordo per passare il tempo, della musica da ascoltare, degli spartitti da scriver.. ce la farò! sperando sia la soluzione migliore, lunica che mi viene in mente.
Ma purtroppo la prendo con amarezza e qualche lacrima..perchè non si torna indietro, si può solo andare avanti. e nellandare avanti molte cose cambiano, forse veramente troppe!
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mercoledì 8 agosto 2007 - ore 00:43
GOOD NIGHT PEOPLE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Buona notte.. sperando che il domani sia sempre migliore!
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martedì 7 agosto 2007 - ore 10:41
TOMATO!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il vero frutto della passione...il pomodoro!
Così dolce e acido allo stesso tempo,
di un color rosso acceso, passionale, caldo,
a volte irresistibile,
e quando hai una ferita è lì per farti capire che non è vero dolore quello che provavi prima di essere passato su di lui!
..come ogni anno in questo periodo mi sento un po’ in trans...
a letto tardi, magari con un grado alcolico diverso dal solito, sveglia due ore dopo aver assaporato il materasso, e.....
.....quintali di cose rosse che ti sfidano per vedere se resisterai tutto il giorno:
lava,
taglia,
cuoci,
macina,
mescola,
invasa,
sterilizza,
immagazzina...!

ARRIVERA’ SERA??
NON VOGLIO PIù VEDERE POMODORI PER LE PROSSIME SETTIMANE, HO LA NAUSEA!!
Vorrei far resuscitare quello che ha inventato la conserva e chiedergli..PERCHE’??
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martedì 7 agosto 2007 - ore 02:05
Ringraziamenti particolari!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Ringrazio chi questa sera mi ha fatto arrivare storto a casa!
Ringrazio chi mi ha ascoltato!
Ringrazio chi mi sta facendo crescere, anche se nel modo peggiore!
Ringrazio chi mi ha amato!
Ringrazio chi mi accetta per quello che sono!
Ringrazio tutti!
Ringrazio tutto!
Ma io non ci stò..
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lunedì 6 agosto 2007 - ore 14:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 6 agosto 2007 - ore 11:15
CHI HA RAGIONE E CHI NO?
(categoria: " Riflessioni ")
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
la vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
move la greggia oltre pel campo, e vede
greggi, fontane ed erbe;
poi stanco si riposa in su la sera:
altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
al pastor la sua vita,
la vostra vita a voi? dimmi: ove tende
questo vagar mio breve,
il tuo corso immortale?
Vecchierel bianco, infermo,
mezzo vestito e scalzo,
con gravissimo fascio in su le spalle,
per montagna e per valle,
per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
al vento, alla tempesta, e quando avvampa
l’ora, e quando poi gela,
corre via, corre, anela,
varca torrenti e stagni,
cade, risorge, e piú e piú s’affretta,
senza posa o ristoro,
lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
colà dove la via
e dove il tanto affaticar fu vòlto:
abisso orrido, immenso,
ov’ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
è la vita mortale.
Nasce l’uomo a fatica,
ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
per prima cosa; e in sul principio stesso
la madre e il genitore
il prende a consolar dell’esser nato.
Poi che crescendo viene,
l’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
con atti e con parole
studiasi fargli core,
e consolarlo dell’umano stato:
altro ufficio piú grato
non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perché dare al sole,
perché reggere in vita
chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
perché da noi si dura?
Intatta luna, tale
è lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
e forse del mio dir poco ti cale.
Pur tu, solinga, eterna peregrina,
che sí pensosa sei, tu forse intendi,
questo viver terreno,
il patir nostro, il sospirar, che sia;
che sia questo morir, questo supremo
scolorar del sembiante,
e perir dalla terra, e venir meno
ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
il perché delle cose, e vedi il frutto
del mattin, della sera,
del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
rida la primavera,
a chi giovi l’ardore, e che procacci
il verno co’ suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
che son celate al semplice pastore.
spesso quand’io ti miro
star cosí muta in sul deserto piano,
che, in suo giro lontano, al ciel confina;
ovver con la mia greggia
seguirmi viaggiando a mano a mano;
e quando miro in cielo arder le stelle;
dico fra me pensando:
a che tante facelle?
che fa l’aria infinita, e quel profondo
infinito seren? che vuol dir questa
solitudine immensa? ed io che sono?
Cosí meco ragiono: e della stanza
smisurata e superba,
e dell’innumerabile famiglia;
poi di tanto adoprar, di tanti moti
d’ogni celeste, ogni terrena cosa,
girando senza posa,
per tornar sempre là donde son mosse;
uso alcuno, alcun frutto
indovinar non so. Ma tu per certo,
giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
che degli eterni giri,
che dell’esser mio frale,
qualche bene o contento
avrà fors’altri; a me la vita è male.
O greggia mia che posi, oh te beata,
che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perché d’affanno
quasi libera vai;
ch’ogni stento, ogni danno,
ogni estremo timor subito scordi;
ma piú perché giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
tu se’ queta e contenta;
e gran parte dell’anno
senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
e un fastidio m’ingombra
la mente, ed uno spron quasi mi punge
sí che, sedendo, piú che mai son lunge
da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
e non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
o greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
se tu parlar sapessi, io chiederei:
- Dimmi: perché giacendo
a bell’agio, ozioso,
s’appaga ogni animale;
me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale? -
Forse s’avess’io l’ale
da volar su le nubi,
e noverar le stelle ad una ad una,
o come il tuono errar di giogo in giogo,
piú felice sarei, dolce mia greggia,
piú felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
forse in qual forma, in quale
stato che sia, dentro covile o cuna,
è funesto a chi nasce il dí natale.
Leopardi
Qualcuno pensa, a distanza di due secoli, che non abbia ragione??
..questo è l’uomo!
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PERMALINK
domenica 5 agosto 2007 - ore 22:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
..un grazie veramente particolare alla persona che mi ha aiutato nella battaglia della realizzazione di questo blog (naturalmente è solo un abbozzo di ciò che vorrei!)
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