BLOG MENU:



mayamara, 31 anni
spritzina di padova
CHE FACCIO? Graphic Designer... creativa da strapazzo
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO

"Intimacy" di Hanif Kureishi

"Firmino" di S. Savage

"Il mercante di tulipani" di O. Bleys

"Poesie Beat" di J. Kerouac

"Il labirinto del tempo"
di Maxence Fermine

"La fine del mondo e il paese delle meraviglie" di H. Murakami

"La Folie Baudelaire" di Roberto Calasso

"The Dubliners" di J. Joyce

"Il coperchio del mare" di Banana
Yoshimoto

"I segreti erotici dei grandi chef" di Welsh Irvine

"L’ eleganza del riccio"
di Muriel Barbery

"Manon ballerina"di Antoine de Saint-Exupéry

"La Serenità" di Seneca

Sto rileggendo...
"Il libro dell’inquietudine" di F. Pessoa

"Les fleurs du Mal" di C. Baudelaire

HO VISTO

... anche cose che non volevo vedere...

STO ASCOLTANDO

... Per Citarne Alcuni
• Afterhours
• Air
• Alanise Morisette
• Alessandro Grazian
• Alice Ricciardi
• Amy Winehouse
• Amos Lee
• Bjork
• Casino Royale
• Coldplay
• Craig Armstrong
• Damien Rice
• De Phazz
• Depeche Mode
• Editors
• Elisa
• Emiliana Torrini
• E.S. Trio
• Foo Fighters
• Giovanni Allevi
• Giuliano Palma
• Gotan Project
• Ilya
• Imogen Heap
• Keane
• King Of Convenience
• Koop
• Lamb
• Les Nubians
• Lisa Germano
• Madredeus_Electronico
• Mario Biondi
• Massive Attack
• Michael Nyman
• Mobius Band
• Mum
• Muse
• Nicola Conte
• Nu Jazz
• Oi Va Voi
• Pink Martini
• Placebo
• Psapp
• Portishead
• Radiohead
• Richard Ashcroft
• Roisin Murphy
• Rufus Wainwright
• Sigur Rós
• Skin
• Smashing Pumpkins
• St. Germaine
• Stereophonics
• Subsonica
• The Cure
• The Smiths
• Thievery Corporation
• Tosca_Suzuki _J.A.C. _ Dehli
• Tom Waits
• Travis
• Vinicio Capossela
• Joan As Police Woman
• Joy Division

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

... col calzino abbinato... quasi sempre

ORA VORREI TANTO...

un vombato

STO STUDIANDO...

mpfologia

OGGI IL MIO UMORE E'...

... lunatico



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) Dimenticare
3) Chi sa mentire guardandoti negli occhi

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...


"Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a coloro che sognano di notte soltanto." Edgar Allan Poe

"Non sono niente. / Non sarò mai niente. / Non posso volere d’essere niente. / A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo..."
Alvaro de Campos (Tabacaria)

"Un mattino, ci si sveglia. E’ il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere" da Neve di M. Fermine

"Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita." da Neve di M. Fermine

"Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita." W. Kandinsky

"Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale, che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove." F. Pessoa da Poesie inedite




(questo BLOG è stato visitato 30986 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



giovedì 13 aprile 2006 - ore 11:19


Orsoz!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un grazie a CyBA per la serata... e per avermi ufficialmente iniziata al favoloso mondo del felafel!!! ADORO!!!


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



mercoledì 12 aprile 2006 - ore 11:33


adoro quest’uomo!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



mercoledì 12 aprile 2006 - ore 09:16


New entry nell’ Mtv Anime Night!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da ieri sera alle 21,00...

FULLMETAL ALCHEMIST

I due fratelli Elric, Edward e Alphonse, vivono con la mamma nel villaggio di Resembool. Il padre, che li ha lasciati quando erano piccoli per partire per un lungo e misterioso viaggio, era un abile alchimista e fin dalla tenera età anche Ed e Al hanno iniziato a studiare questa affascinante scienza.
La morte della loro madre li porta però a provare qualcosa di proibito: resuscitare la donna usando proprio l’alchimia!
Purtroppo per loro la trasmutazione finisce male e i fratelli pagano un caro prezzo. Al perde l’intero corpo, ma la sua anima viene legata ad un’armatura permettendogli di rimanere in questo mondo, mentre a Ed vengono strappati un braccio e una gamba.
I due fratelli partono quindi alla ricerca della Pietra Filosofale, un oggetto mitico che si dice possa rendere possibile qualsiasi cosa, anche ridare un corpo a Al e restituire gli arti persi a Ed...

Una lunga avventura che li porterà a scoprire delle shockanti verità sul loro mondo, ma anche sul loro passato e che insegnerà loro qual è il prezzo delle proprie azioni!

IMMAGINE : © HIROMU ARAKAWA/SQUARE ENIX, MBS, ANX, BONES, dentsu 2004




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 11 aprile 2006 - ore 09:02


Gran Bretagna, uomo fermato dalla polizia per aver cantato un pezzo dei Clash
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Allerta ancora ai massimi livelli, in Gran Bretagna, dopo gli attentati dello scorso 7 luglio. Un allarme che, a volte, forse è un po’ eccessivo. Ne sa qualcosa il signor Harraj Mann, 24 anni, che, mentre stava per decollare, è stato fermato dalla polizia perché in taxi aveva cantato un pezzo dei Clash. Mann, mentre si stava dirigendo in taxi verso l’aeroporto di Durham, dal quale avrebbe dovuto prendere un volo per Londra, col permesso del guidatore ha connesso il suo lettore MP3 con lo stereo del veicolo. Tassista e passeggero hanno allegramente ascoltato assieme varie canzoni, tra le quali brani dei Led Zeppelin e dei Beatles. Però, ad un certo punto, il guidatore è diventato sospettoso: il cliente sembrava estasiato da "London calling" dei Clash e si era messo a cantare con particolare trasporto il passaggio "Now war is declared/and battle come down". Il tarlo ha roso il tassista fino al punto da fargli ritenere che il trasportato potesse essere un kamikaze in missione suicida. Dopo averlo scaricato al Durham Tees Valley Airport, il conducente ha allertato la polizia che, mentre l’aereo con Mann era già in pista, è entrata nel velivolo ed ha portato via in stato di fermo l’incredulo karaokista. Dopo la perquisizione il signor Mann è stato rilasciato e, con un certo umorismo, ha dichiarato: "Probabilmente al tassista i Clash non piacevano, però chiamare la polizia mi è sembrato un po’ eccessivo".

LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



martedì 11 aprile 2006 - ore 08:58


’Tango canzone’, cavalli da corsa e musica da film: riecco i Gotan Project
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quanta voglia di tango, in giro per il mondo. Tra scuole di danza, stage, tournée di musicisti e ballerini, il più intricato, malinconico e sensuale dei balli di coppia e le musiche che lo accompagnano hanno ripreso quota a tutte le latitudini rinnovandosi nel solco della tradizione. Come la musica dei Gotan Project, esplosi a popolarità internazionale con un disco, “La revancha del tango”, che creò un nuovo stile di frontiera, il cosiddetto electrotango, vendendo molto in tutto il mondo (approssimativamente 100 mila copie in Italia) grazie a una formula originale che sposava il bandoneon ai loop elettronici, il clima arroventato delle vecchie balere all’atmosfera cool dei club di tendenza.
I cinque anni trascorsi dalla sua pubblicazione sono stati colmati da concerti, progetti collaterali e un disco di remix. Ma ora arriva nei negozi “Lunático”, che evoca il maestro Carlos Gardel prendendo in prestito il nome dal suo cavallo da corsa e rinnova sapori e colori del suo predecessore con il contributo di collaboratori vecchi e nuovi (la cantante Cristina Villalonga, i Calexico di Joey Burns e John Convertino). I tre titolari del marchio, loro stessi una multinazionale tanguera (Eduardo Makaroff argentino, Philippe Cohen Solal francese, Christoph H. Mueller svizzero tedesco), ne parlano con entusiasmo, in una babele di lingue e di dialoghi incrociati che assomiglia al loro modo di far musica. Gli chiediamo del lungo silenzio e Mueller spiega che in realtà i Gotan non si sono mai fermati. “Siamo stati in tour per due anni, poi ci siamo dedicati ognuno a cose proprie, realizzato dei remix, scritto la colonna sonora per un film. A questo disco abbiamo iniziato a lavorare agli inizi del 2004, ma abbiamo dovuto aspettare che ‘La revancha del tango’ venisse pubblicato in tutto il mondo: l’ultimo paese è stato proprio l’Argentina, l’anno scorso, probabilmente a causa della difficile situazione economica in cui versa il paese. Questo ci ha aiutato anche a diluire le aspettative e le pressioni della casa discografica” (la ¡Ya Basta! di Parigi, dove il trio ha la sua base operativa). “Non che non ce ne fossero, di pressioni”, aggiunge Cohen Solal, “ma noi non ne abbiamo tenuto conto. Abbiamo continuato a lavorare normalmente, facendo in modo che le cose succedessero con spontaneità e naturalezza. E’ stato, per così dire, un processo organico”. “Il nostro primo obiettivo”, riprende Mueller, “era di non ripeterci, provando a fare qualcosa di diverso. Cominciamo sempre sperimentando, in studio, anche se poi il risultato è una musica piuttosto organizzata, per la maggior parte scritta su uno spartito. Una volta che abbiamo capito cosa funziona e cosa no, di solito lavoriamo abbastanza velocemente. A Buenos Aires (presso i leggendari Estudios Ion) abbiamo registrato alcune percussioni, le sezioni d’archi e gli interventi di un giovane rapper locale, Koxmoz. Quando ci siamo andati avevamo già completato le tracce base a Parigi”. “Abbiamo voluto tornare”, spiega Philippe, “perché volevamo un’autentica sezione d’archi di tango: non sarebbe stato lo stesso agli Abbey Road di Londra, anche se gli orchestrali inglesi sono bravissimi. E’ che le atmosfere di Buenos Aires sono irriproducibili altrove”. Sono presenti in tutto il disco, a partire proprio dai ripetuti richiami a Gardel. “Ma l’album”, precisano i tre, “è dedicato a Domingo Cura, il famoso percussionista scomparso nel dicembre scorso che tanta influenza ha avuto su di noi. Gardel è l’inventore del tango canción, e il nostro modo di rendergli omaggio è stato di inserire nel disco molte canzoni, molti pezzi cantati”. “Lui”, sottolinea Makaroff, “è ancora attuale perché ha inventato uno stile. Era un grande compositore di melodie, e come cantante aveva il timbro inconfondibile di un Frank Sinatra o di un João Gilberto. E anche se non scriveva testi seppe circondarsi dei migliori parolieri in circolazione. Quando si lanciò nella carriera cinematografica, in Europa e poi negli Stati Uniti, si mise a lavorare con Alfredo Le Pera, soggettista e sceneggiatore che con lui scrisse le canzoni per molti film. Molti dei maggiori successi nella storia del tango sono firmati da loro due: ‘Arabal’, ‘Volver’, ‘Cuesta abajo’ per noi argentini sono dei veri e propri inni”. “In qualche modo”, aggiunge Cohen Solal, “lo si può paragonare ai grandi chansonnier francesi, a Charles Trenet che era allo stesso tempo un grande interprete e un grande autore. E un poeta”.
Di suggestioni cinematografiche è piena anche la loro musica: “Sì”, concorda Philippe, “capita che alcune delle melodie che eseguiamo evochino delle colonne sonore. Ricordo bene che la nostra prima registrazione insieme, una versione di ‘Vuelvo al Sur’ di Piazzolla, a me fece subito venire in mente l’atmosfera dei film di Almodóvar. E’ successo anche con questo disco: un mio amico giornalista mi ha detto che la chitarra twang di ‘Amor porteño’ (il pezzo che ospita i Calexico) gli ricordava ‘Kill Bill 2’ di Tarantino. E la coda di ‘Tango canción’, con quel trombone, può ricordare le musiche di Nino Rota o la solitudine di certi personaggi di Charlie Chaplin”. C’è anche una bella cover di “Paris, Texas”, in coda al disco. E al Ry Cooder i Gotan Project assomigliano, in fondo, per quella voglia di frugare nel passato per riportarlo alla luce, e l’inclinazione a usare nei dischi voci differenti. “Come noi, lui ama i viaggi musicali. Abbiamo scelto quel brano non solo per la sua bellezza ma anche perché il film da cui è tratto è il migliore di Wenders. Insieme ad ‘Amor porteño’ ci ha anche dato modo di allargare il nostro panorama sonoro, avvicinandoci all’alternative country. In ‘Paris Texas’ abbiamo usato la baguala, un ritmo folk che proviene dal Nord dell’Argentina”.
Dovevano inventarsi qualcosa di nuovo, del resto, dopo che “La revancha del tango” aveva aperto una porta da cui molti sono transitati. Spiega Mueller: “Proprio in Argentina quel disco ha funzionato come un catalizzatore, in molti aspettavano che qualcuno violasse l’intoccabilità della musica tradizionale, e probabilmente poteva farlo solo uno straniero. Abbiamo incoraggiato altri musicisti a fare altrettanto e oggi, al Tango Festival di Buenos Aires, c’è una intera giornata dedicata all’electrotango. Sono emersi un sacco di giovani musicisti che tornano a guardare al loro background culturale in modo fresco e innovativo. Alcuni, come noi, mischiano il tango ai beat elettronici, altri vanno in direzioni differenti”. Neppure i puristi, assicura l’argentino Makaroff, hanno avuto molto da ridire: “I musicisti della scena tradizionale hanno accolto subito con favore la nostra proposta musicale. L’establishement del tango ci ha messo un po’ di più ma alla fine la reazione è stata altrettanto positiva; solo qualche fondamentalista avrebbe voluto distruggerci, ma non ha fatto proseliti. E così ora siamo considerati pionieri della nueva tendencia, del tango elettronico: un genere in cui oggi si riconoscono almeno venti o trenta gruppi musicali sparsi in tutto il mondo. In Germania, in Scandinavia, in Spagna. Ovunque, anche in Italia”. Infatti. Perché il tango gode di tale successo universale? “Perché è musica popolare ma allo stesso tempo vicina al jazz e alla classica. Non si identifica con un unico ritmo, ma con un intero, ricco mondo culturale che era quello espresso da Buenos Aires all’inizio del ventesimo secolo. Allora, e prima della decadenza attuale, la città era un posto meraviglioso dove vivere, un crocevia di influenze”. “E poi il tango è una fusione di stili”, aggiunge Mueller, “ingloba elementi provenienti dall’Africa e dall’Europa, forse anche per questo così tanta gente vi entra subito in sintonia”. E’ uno degli aspetti più interessanti e sorprendenti (per un neofita) di “Lunático”, infatti, questa forte presenza di Africa e tribalismo in canzoni come “Notas” e “Domingo”. “E’ musica che arrivava dai sobborghi”, spiega Makaroff, “e non era ben accetta dalle classi benestanti di Buenos Aires allora dedite al valzer e ad altri balli di origine europea”. “Le prime sale da ballo per tangueros”, precisa Cohen Solal, “erano frequentate solo da gente di colore che imitava il modo di ballare dei bianchi. Inizialmente il loro stile, con quel modo di danzare stretti stretti, corpo a corpo, era ritenuto disdicevole e adatto solo ai ‘bad boys’. Poi, gradualmente, i bianchi cominciarono a imitare i neri che li avevano imitati… esportarono il tango in Francia dove divenne immensamente popolare, e di lì tornò in Argentina ammantato dall’alone chic e glamour di Parigi. A quel punto venne accettato anche dalla borghesia locale, e in seguito musicisti come Astor Piazzolla lo hanno fatto apprezzare in tutto il mondo. Musicalmente è un’espressione della realtà urbana. Ma allo stesso tempo è anche profondamente erotico, e malinconico: una combinazione piuttosto rara”. E tipica della gente argentina, così diversa dai suoi vicini sudamericani. “E’ perché siamo un popolo di immigrati”, annuisce Eduardo. “A Buenos Aires, e nella zona del Rio de la Plata, arrivarono in tantissimi da tutto il mondo. Dalla Turchia, dalla Germania, dalla Romania, dall’Italia e dalla Spagna: gente che, nella maggior parte dei casi, non rivide più le famiglie di origine e che soffriva di nostalgia di casa. Ecco perché nel popolo argentino, e nel tango, c’è tutta quella malinconia”.
(da rockol.it)

LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



lunedì 10 aprile 2006 - ore 11:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Rossi c’è... Il campione del mondo ha vinto il Gp del Qatar con una gara delle sue: imperiosa. Dimenticato subito il 14esimo posto ottenuto in Spagna nella prima gara della stagione. Al secondo posto Hayden su Honda, terzo posto per Loris Capirossi su Ducati, che comunque guida ancora la classifica mondiale della classe Gp dopo due gare. Peccato per Melandri... in difficoltà... speriamo solo temporaneamente

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



lunedì 10 aprile 2006 - ore 09:18


uh gente...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che weekend! Pieno di cose da fare... mille mila km percorsi.
In compenso ho vinto un pranzo di pasqua dalla nonna, gli ultimi 1000 km prima del tagliando alla celeste, un gelato succogudurioso... una serata allucinante (si beer a go proppppprio co ti )

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 7 aprile 2006 - ore 10:26


Coiffeur "politically correct"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Serata inaspettatamente "impegnata"... quasi un faccia a faccia se non fosse che i mediatori erano troppo poco seri... più che altro impegnati a seguire le evoluzione della "deliziosa" mousse gentilmente agevolataci dalla syl@... bravissima!!!.
Beerbante di la verità... ad un certo punto era il cartizze che parlava ... la prvprpvera del prosecco


LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



giovedì 6 aprile 2006 - ore 14:59


La Hepburn è la più bella... non a caso è la mia preferita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


LONDRA - Qualcuno potrebbe storcere il naso, perchè la classifica è stata redatta da solo donne, circa 5.000, ed è stata pubblicata dalla rivista di gossip inglese New Woman Magazine. Il gentil sesso ha stabilito che la più bella donna della storia è Audrey Hepburn, che durante gli anni ’50 e ’60 ha rappresentato la quintessenza dell’eleganza e della femminilità. La protagonista di «Colazione da Tiffany» e «Vacanze Romane» ha preceduto un’altra icona del cinema del secolo scorso, Grace Kelly, musa del grande regista Alfred Hitchcock e successivamente principessa di Monaco, dopo aver abbandonato le scene cinematografiche e aver sposato Ranieri di Monaco. Sul gradino più basso del podio, una delle modelle più famose degli anni novanta, Cindy Crawford.
Tra le italiane ottiene un ottimo quarto posto Sophia Loren, che precede il mito hollywoodiano Marilyn Monroe, la futura moglie di Brad Pitt, Angelina Jolie, Catherine Zeta Jones e la compianta principessa Diana. Al nono e decimo posto si classificano Halle Berry e la diva del momento Scarlett Johansson.Tra le donne che hanno partecipato
al voto ci sono anche le star inglesi Victoria Beckham e Coleen McLoughlin che hanno scelto la Hepburn per il suo stile e la sua classe. Le due star si sono classificate rispettivamente quarantaduesimo e al novantaduesimo posto. «Le donne che si trovano in cima alla classifica - afferma Helen Johnston, editore del magazine inglese, «posseggono una bellezza classica e senza tempo e sanno come mostrarla nel migliore dei modi. Le donne ora stanno tornando al look curato del passato perchè le fa sentire bene e sanno che agli uomini piace». Ciò che è interessante è che nella classifica non compaiono molti delle star odierne, mentre le votanti hanno preferito le icone del passato, anche dei lontani anni venti e trenta. Tra le altre star di Hollywood degli anni passati si distinguono Elizabeth Taylor, che guadagna il dodicesimo posto, Vivien Leight che è quattordicesima, Rita Hayworth, diciottesima e infine Ingrid Bergman che si ferma al diciannovesimo. Tra le bellezze di oggi si distinguono Kate Moss all’undicesimo posto, Cameron Diaz al tredicesimo; Charlize Theron al quindicesimo e Nicole Kidman al sedicesimo. (Francesco Tortora / www.corriere.it)



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



giovedì 6 aprile 2006 - ore 10:55


messaggi in bottiglia...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Riporto questo messaggio in bottiglia... non ho controllato i dati... non ho visto il libro... quindi lo prendo con beneficio d’inventario...
cmq... vogliamo parlarne?!

" Hai ricevuto il libro di Silvio?


Io sì. Vai a pagina 154: c’è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la prima.

E’ scritto che nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari. Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari.

Mi sono chiesto: ma perché mi danno le cifre in dollari? Io già ho difficoltà a capire le cifre in Euro, figuriamoci con la moneta di uno stato estero... E come me, anche moltissime famiglie, massaie e pensionati che hanno ricevuto il libro!

Comunque, per capire meglio queste cifre, mi sono fatto un po’ di conti; sono andato sul sito internet www.uic.it, che è il sito dell’Ufficio Italiano dei Cambi, per tradurre le cifre in euro.

Dunque, il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) moltiplicato per 1,15 fa:28.370,5 euro.

Poi, il 31 marzo 2006 (l’altro ieri), per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006), moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro.

In altre parole, mi si spacciano le cifre in dollari per farmi credere che il reddito medio sia aumentato, mentre, invece, di fatto è diminuito di 5861,73 euro!!!"


COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


telete m.organ miticasiza Noel porcaboia SqualoNoir


BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE:



MAGGIO 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31