Frak e pantofole, con calzino turchese, ovviamente.
ORA VORREI TANTO...
Espatriare.
STO STUDIANDO...
Sostengo (nonché ne sono parte attiva) il comitato:
OGGI IL MIO UMORE E'...
non proprio la comune tristezza più una lieve malinconia ...ma di altre sensazioni la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato, io ho sempre tentato... "
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Prediligere il parallelismo tra spigoli di oggetti vicini: es. libro vicino a bordo del tavolo, matita vicino a libro, scarpe appaiate e parallele (anche se é improprio)...
spazio di infiniti ritotni e slanci caratteriali e impressionistici...tutto il più eternamente coplicato che c’è "NON MI CONFONDERE CON NIENTE E NESSUNO E VEDRAI CHE NIENTE E NESSUNO TI CONFONDERA’"
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giovedì 13 gennaio 2011 - ore 17:07
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io sogno. Incubi per lo più. Parlano di gente che mi abbandona, o di presenze pesanti sulle gambe, ma di ciò non mi curo molto, solo il tempo della giusta distanza tra una tachicardia ed il ritorno al battito regolare e senza preoccupazioni del sonno profondo. Alle volte però sono sogni galoppanti e megalomani, in cui scopro il tassello mancante nelle concause e cause della Sla, Misia su Neurology, trionfante ego che spiega com’è arrivata l’illuminazione; il primario, gli strutturati e gli specializzandi ai suoi piedi, il progetto sperimentale, e tutti che si alzano e camminano (non proprio tutti, solo quelli con la malattia del motoneurone)...poi mi sveglio delusa, con le manie di grandezza sgonfie come un palloncino rotto in partenza, e mi ricordo che è tardi, che mi devo alzare che ho delle valutazioni da fare ed un presepe vuoto da deridere.
Feel no shame for what you are Feel no shame for what you are Feel it as a water fall Fall in light, ooh Fall in light, fall in light, Fall in light, ooh Fall in light, fall in light, fall in light Grow in light
Stand absolved behind your electric chair, dancing Stand absolved behind your electric chair, dancing Past the sound within the sound Past the voice within the voice
Leave your office Run past your funeral Leave your home, car Leave your pulpit Join us in the streets where we Join us in the streets where we Don’t belong, don’t belong You and the stars Throwing light
Ooooooh Fall, fall Ooooooh Fall in light, fall in light. fall in light Oooooh Fall in light, fall in light fall in light Grow in light
Fisicamente il bicchiere è sempre pieno...questa è la base dellottimismo che mi perseguita, mi prende a calci in questo periodo di leopardiano pessimismo, bada bene non cosmico, perchè non incombi sul mio cosmo intero, ma semplicemente lì dove si estende la proiezione dellombra del nostro stare assieme. Io non vedo molto in merito, e questa pioggia mi infastidisce e mi lava via qualsiasi forma di fiducia residua. La mia tutor dice che sono schizoide ed evitante, ma anche terribilmente osmotica, tanti termini per una persona sola, tanti termini per dire che se vuoi star con me devi metterci tanta di quella fiducia da riempire pure la mia parte, che al mio ritorno al mattino non ci sia solo uno di noi due.
Oggi si decide l’Italia. L’Italia, la si fa tutti i giorni.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Paolo si sente spaesato da una specie di incredulità sente di non avere certezze e forse ne fanno la svendita. Dagli show in tv della sera alle secche della virtualità dove sfilano le opinioni con la loro stoffa generica.
Si chiede come si potrà mai fare per darsi vita e rintracciare le anime belle e salve che cantava De Andrè perchè rifiuta di accettare di essere l’unico anormale ma come si può fare a rintracciare le anime che ti son simili.
Paolo odia ciò che accade nella quotidianità negli uffici o per le strade la gente non lo stimola lo scenario è un melodramma di artificiosità con inserti di forzata vuotaggine.
Si chiede come si potrà mai fare perdersi vite e rintracciare le anime belle e salve che cantava De Andrè perchè rifiuta di accettare di essere l’unico anormale ma come si può fare a rintracciare le anime che ti son simili.
Perchè ti son simili perchè sensibili molto meno fragili di chi tutto crede di sapere di quel grande nulla che sa poi s’intristisce, pieno di dubbi poi si incupisce vedendosi di spalle e partire.
Come si potrà mai fare perdersi vite e rintracciare le anime belle e salve che cantava De Andrè perchè rifiuta di accettare di essere l’unico anormale ma come si può fare a rintracciare le anime che ti son simili.
La mia tutor dice che piangere è normale, che è naturale, e che tra le altre cose, siamo venuti al mondo piangendo, chi più chi meno. Da piccolo piangi spesso e volentieri, comunichi quasi più facilmente con il pianto che non con qualsiasi altra espressione e hai accanto i tuoi genitori che ti consolano, sanno come fare, quasi sempre e non senza qualche difficoltà, sanno come comportarsi davanti al pianto del loro bambino in maniera naturale e spontanea. Il problema sorge quando le cose si invertono, io non so come consolare il pianto di mio padre. Giuro, sono laureata, ma non so fare una cosa così. P.s.: al gruppo, il cui nome ho rimosso, al quale youtube veniva prima reindirizzato spritz: fate cagare, siete degli sfigati di merda, canzone e video fanno cagare da qui allinfinito.
Faccio un sacco di storie, borbotto come se avessi novantanni e una vita inscritta nellincurvatura delle spalle, e poi però mi viene lo stesso la pelle doca: nellentrare in un palazzetto dello sport, nellaffrettare il passo, nel vedere la polizia fuori al freddo a spezzare lattesa delle transenne vuote, nellaprire con le mani infeddolite la borsa che, ahimé no nemmeno stavolta conteneva armi di distruzione di massa, nel cercare di correre sui tacchi, perchè ovviamente il concerto è già iniziato, nellentrare e sentire sulla faccia fredda il caldo istantaneo, la folla, le luci e la musica...fatichi a vivere una settimana intera ma quando sei lì non potresti fare a meno di ringraziare un paio di mamme, la mia e quella di qualcunaltro, che ci han fatto così.
SeUna persona non ti dice che va tutto bene,fino a prova contraria,va tutto male
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi pare che la scrittura sia diventata ridondante, pesante accessorio ad una vita che mi si racconta ogni giorno, e che vivo in prima persona a fasi alterne, con più o meno impegno. Mi piacciono i dialoghi adesso, sentire papà parlarmi, parlare con gli altri in ospedale, mi piace scambiare qualche chiacchera comune con i pazienti prima di una consulenza, non mi piacciono, non li sopporto più, i monologhi, un pò come questo, ma più formicolante di declinazioni verbali in prima persona e non oggetto alla mera comunicazione di servizio. Mi piace guardare, infine, e fare assiomi sulle corrette regole delle proporzioni di come le cose e gli eventi stanno a se stessi e agli altri.