Alla fine muore, oppure è tutto un sogno.
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(Attenzione. Questo è un messaggio subliminale. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri. Compra i miei libri.)


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If I were to suggest that between the Earth and Mars there is a china teapot revolving about the sun in an elliptical orbit, nobody would be able to disprove my assertion provided I were careful to add that the teapot is too small to be revealed even by our most powerful telescopes. But if I were to go on to say that, since my assertion cannot be disproved, it is intolerable presumption on the part of human reason to doubt it, I should rightly be thought to be talking nonsense. If, however, the existence of such a teapot were affirmed in ancient books, taught as the sacred truth every Sunday, and instilled into the minds of children at school, hesitation to believe in its existence would become a mark of eccentricity and entitle the doubter to the attentions of the psychiatrist in an enlightened age, or of the Inquisitor in an earlier time.
(B.Russell)
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domenica 20 novembre 2005 - ore 23:03
The Big White
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Atmosfere alla Fargo, Robin Williams come al solito ottimo, storia coinvolgente capace di farti parteggiare di volta in volta per un personaggio diverso. Tutti protagonisti, nessun antagonista: originale.
E poi che colonna sonora, con Eels (ben tre pezzi) e James.
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sabato 19 novembre 2005 - ore 14:00
Coffee & TV
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non cè niente da fare, son passati 10 anni e più ma la gente il britpop lo balla ancora. E il DNA è sempre più vicino alla perfezione: la backroom/bunker/sarcazzo è semplicemente clamorosa.
Per il resto,
brancamente me ne infischio.
Suede - Beautiful Ones (1996)
High on diesel and gasoline, psycho for drum machine
shaking their bits to the hits,
Drag acts, drug acts, suicides, in your dads suits you hide
staining his name again,
Cracked up, stacked up, 22, psycho for sex and glue
lost it to Bostik, yeah,
Shaved heads, rave heads, on the pill, got too much time to kill
get into bands and gangs,
Oh, here they come, the beautiful ones, the beautiful ones
loved up, Doved up, hung around, stoned in a lonely town
shaking their meat to the beat,
High on diesel and gasoline, psycho for drum machine
shaking their bits to the hits,
Oh, here they come, the beautiful ones, the beautiful ones.
You dont think about it,
You dont do without it,
because youre beautiful,
And if your babys going crazy
thats how you made me,
la, la, la, la...
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venerdì 18 novembre 2005 - ore 09:03
Catchy Kaisers
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Concerto
quiE a proposito di concerti, stasera al DNA ci sono due ottimi gruppi, in particolare mi hanno impressionato molto gli Schiele, che vagano in territori SonicYoutheschi senza sfigurare assolutamente.
Am I losing control
Or am I learning to let go?
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giovedì 17 novembre 2005 - ore 15:42
Non ci arrivo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ora, prendetela come normale curiosità da parte di qualcuno completamente estraneo alla materia (ma che vedrà comunque pubblicati dei propri versi in un libro di prossima uscita. storia lunga, vi racconterò a tempo debito...): ma come mai cè gente che nel proprio blog si esprime in versi?
Non intendo "versi" alla Bubajenny, intendo simil-poesia.
Cioè, cosa vi spinge a scrivere in quel modo? Di persona parlate normalmente, cosa succede dietro a quello schermo?

Scoprivatelo, su rieduchescional channel.
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giovedì 17 novembre 2005 - ore 09:03
Vado al Maximo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
(ahahah. vabbè)E Maximo Park furono. Bravi ragazzi, tranquilli, disponibili, e autori di uno di quei dischi da imparare dalla prima all’ultima parola, per poi cantarlo ai concerti in cerca dello sguardo compiaciuto del signor Smith, che si gira verso di te durante il finale di Postcard of a painting e ti indica con decisione, perchè state cantando le stesse parole nello stesso momento. Cose belle, ma che dico belle, di più.
Il New Age è ben lontano dall’essere pieno, ed è un peccato perchè l’esibizione, fanatismi a parte, è stata di gran livello. Un’ora tutta d’un fiato nella quale la band esegue tutto il repertorio vecchio (a parte Acrobat) e parte di quello futuro, che si preannuncia altrettanto gustoso.
Inoltre, la mia imitazione di Paul Smith ha ormai raggiunto la perfezione stilistica.
Maximo Park - Kiss you better (2005)I know the night has reached that stage again
Where I never wanna see my home
I know that you’ll provide the brains
But who’ll provide the brawn
And if it comes down to me or him
You know I’d kiss you better
I kept the message you sent me
Bear with me
If you’re scared
My beliefs make me bound
I think it’s time we compiled a list
Of places where we shouldn’t go
Now its not the time to lose your voice
Everyone should have a choice
And if you should ever fall
You know I’d kiss you better
I kept the letters that you sent me
Close your eyes
If you’re scared
My beliefs will make you drown
You, are you so scared that you’re just gonna let it happen?
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mercoledì 16 novembre 2005 - ore 16:36
Puntuale come il raffreddore
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Laggiornamento del listone.
Ecco, aggiornare il listone sembra una cazzata, ma è una cosa che porta sempre con sè un certo imbarazzo.
Alzare la posizione in "classifica" di qualcuno equivale, se la logica non mi inganna, ad abbassare quella di un altro. Che non è mai bello.
Quindi se qualcuno si sente defraudato, detronizzato, destabilizzato, denuclearizzato, parli ora o taccia per sempre. O almeno fino al prossimo, inevitabile aggiornamento.
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mercoledì 16 novembre 2005 - ore 09:10
Viva il New Age
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Venerdì scorso Kaiser Chiefs, stasera Maximo Park, settimana prossima Bloc Party. Come sembrano lontani i tempi in cui li insultavo via mail perchè non proponevano mai niente di decente.
Bloc Party - Helicopter (2005)North to south
Empty
Running on
Bravado
As if to say, as if to say
As if to say, he doesnt like chocolate
Hes born a liar, hell die a liar
Some things will never be different
Stop being so American
Theres a time and theres a place
So James Dean
So blue jeans
Gonna save the world
Hes gonna
Are you hoping for a miracle?
Are you hoping for a miracle?
Are you hoping for a miracle?
Are you hoping for a miracle?
Three out of five, three out of five (its not enough)
Six out of ten
Better luck next time
Just like his Dad, just like his Dad (the same mistakes)
Some things will never be different
Hungry and dumb, hungry and dumb (so wait in line)
Queuing up for some more junk food
Its not my fault, its not my fault (just this once)
Theyre getting so much younger
Why cant you be more European
Bastard child of guilt and shame
Bury your head in the sand
Im thinking six, six, six
Im thinking six
Are you hoping for a miracle?
Are you hoping for a miracle?
Are you hoping for a miracle?
Are you hoping for a miracle?
Its not enough.
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martedì 15 novembre 2005 - ore 16:20
La compilescion
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fin dall’alba dei miei tempi ho sempre trovato la compilescion un ottimo modo per comunicare. Quando a sette anni ascoltavo Sanremo, registravo i pezzi migliori alla radio col mangianastri Fisher Price: già in tenera età sentivo il bisogno di differenziare il mio ascolto non accontentandomi di tutto quello che mi veniva propinato.
Alle medie preparavo compilescion dei
Queen a tutti. Conoscevo due gruppi: loro e gli
Aerosmith (arrivati comunque un po’ dopo). Avevo un cd dei
Rem, il mio primo in assoluto, ma non mi aveva preso. Le scelte erano dunque molto ridotte, e ben presto diventai noto come "quello dei Queen", al punto che quando mi capita di rivedere miei vecchi compagni di quel periodo, la prima cosa che mi chiedono è se "ascolto sempre solo i Queen". Cambiato qualcosina, mi sa.
Alle superiori aprìi gli occhi e iniziai a scoprire nuova musica. Nelle compilescion adesso ci finivano
Marion, U2, Cure, Manics, Radiohead, Stereophonics e
Suede. Arrivai al punto di prepararne una per la Maria, la mia nemesi, la ragazza con cui ho litigato dal primo giorno di prima all’ultimo giorno di quinta (lo so, di solito una cosa del genere sta a significare che c’era qualcosa tra di noi. no, nel modo più assoluto. l’avrei seppellita nel guano se ce ne fosse stata l’occasione). Ci ficcai dentro tutti i pezzi più brutti che avevo. "Bella, mi è piaciuta!". La stronza!
Finito il liceo iniziai ad espandere a dismisura i miei orizzonti sonori, e le compilescion diventavano sempre più ricercate e originali. Quando una persona contava qualcosa per me, gli facevo una compilescion personalizzata: spesso parlava molto più di mille parole.
Paradossalmente, per la persona che ha contato di più in tutta la mia vita non ne ho mai fatte. Credo che il fatto di aver ascoltato sempre tutto insieme abbia giocato un ruolo non indifferente in questa incongruenza. O forse con questa persona riesco a comunicare meglio in altri modi

Ed ora, le regole d’oro mistiche per la realizzazione della compilescion perfetta. Si ringrazia
Alta Fedeltà per l’ispirazione.
- In una compilescion ci vanno sedici pezzi. Perchè sedici? Perchè la durata perfetta di una compilescion è 45-50 minuti, e in genere equivale a sedici pezzi.
- Il titolo non è fondamentale. Se avete l’ispirazione giusta bene, altrimenti mettete il titolo di uno dei pezzi, o limitatevi ad uno scarno "Novembre 2005"
- Mai mettere due brani dello stesso autore in un’unica compilescion
- Partire col botto, ma senza esagerare. Il primo pezzo dev’essere figa di legno, te la fa annusare ma non la sgancia. In questo modo, puoi sfogarti con il...
- Secondo pezzo. La chiave dell’album. Sta tutto lì. Se il secondo pezzo è una bomba, metà del lavoro è fatto.
- Il terzo pezzo dev’essere più o meno al livello del primo. Non è ancora ora di abbassare la guardia.
- Ecco, adesso si può. Il quarto pezzo è libero, si può mettere qualsiasi cosa.
- L’importante è non tenere basso il ritmo con il quinto, che deve essere al livello del primo e del terzo.
- E’ il momento del secondo pezzo-chiave, il sesto. Il sesto è il cuore pulsante dell’album. Sbaglia il sesto e l’ascoltatore smetterà di ascoltare.
- Settimo e ottavo vanno a braccetto. In genere sono pezzi di transizione, l’ideale è mantenersi sul genere del sesto.
- Nono, decimo e undicesimo devono essere molto tirati, devono catturare l’ascolto. Il disco medio dura 10-12 brani, quindi l’ascoltatore, solitamente, a quel punto spegne. Se riuscite a mantenere viva l’attenzione, si può filare dritti fino alla fine.
- Dodicesimo e tredicesimo: tranquilli, senza esagerare, meglio se affini.
- Quattordicesimo: l’ultima cartuccia, puoi tranquillamente giocarti un altro pezzone.
- Quindicesimo: discreto, umile, modesto, il gregario che lancia la volata a...
- L’ultimo brano. L’ultimo brano deve avere una forte carica emotiva, perchè sarà quello che rimarrà nelle orecchie dell’ascoltatore a compilescion ultimata. Se il pezzo è lungo e ha una coda che sfuma, tanto meglio.
Bene, la compilescion ideale è ora pronta. Essendo il post giunto alla conclusione, posso anche smetterla di scrivere compilescion e riprendere a scrivere compilation. Buon ascolto e buon divertimento.
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martedì 15 novembre 2005 - ore 11:14
El Presidente - omonimo (2005)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cominciamo elencando i lati positivi di questo omonimo debutto degli italo-scozzesi-altro
El Presidente: la voce del cantante Dante Gizzi ha un timbro molto interessante, una sorta di Jack White più sciolto, e raggiunge il proprio apice nel recente singolo
Without You, dove si incrocia a meraviglia con linee di chitarra in puro stile
T-Rex. Poi.
Poi...
Allora.
Tema: i lati positivi del disco degli El Presidente.
Svolgimento: i lati positivi del disco degli El Presidente sono.
Sono?
Sono...
Sono finiti.
Oh, ci ho provato a trovarne, ma niente. Non è che faccia male a nessuno, eh. Basta non metterlo su, dopotutto. Ecco, se lo lasci nella custodia non è brutto, è rotondo come tutti gli altri. Quindi in qualità di disco-oggetto inanimato raggiunge la piena sufficienza, a meno che non ne abbiate una copia rigata, in tal caso il giudizio cambierebbe radicalmente.
Se invece vogliamo (ma davvero vogliamo?) parlare del disco-contenitore di musica, allora tocca affrontare la triste e dura verità: è brutto.
Ma non di quel brutto talmente brutto da diventare addirittura bello per lascoltatore radical-chic, proprio brutto - e - basta.
Prendete gli
Scissor Sisters, i
Dandy Warhols,
Prince, due ore di coda dal dentista, accorgersi che ormai le proprie scarpe preferite son da buttare e ammalarsi il venerdì sera, mischiate il tutto senza avere idea di dove andare a parare, dividetelo in dodici parti uguali (undici, toh, che un pezzo decente cè), amorfe, insipide, inutili e non perdete neanche tempo a servirlo, buttatelo via e basta, fate finta che non sia mai esistito e andate a vedere gli
Akron/Family dal vivo.
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PERMALINK
martedì 15 novembre 2005 - ore 09:15
Cose preoccupanti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi piace la nuova canzone di Madonna.
La modalità online dei giochi della PS2 dovrebbe essere considerata alla stregua delle droghe pesanti. Smetto quando voglio.
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