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momo, 3x anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
CHE FACCIO? quello che non c'è
Sono single

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STO ASCOLTANDO



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ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


OGNI GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


5 GIUGNO DJSET @ MAGNOLIA - MI AMI FESTIVAL (MI)
DAL 18 GIUGNO AL 17 LUGLIO SHERWOOD FESTIVAL
19 GIUGNO DJSET @ BIG BOY
25 GIUGNO DJSET @ BANALE
26 GIUGNO DJSET @ WHATEVER (TRIESTE)
3 LUGLIO DJSET CON DENTE @ SHERWOOD FESTIVAL

DAL 25 MAGGIO, OGNI MARTEDI E VENERDI
@ BANALE COLONIA ESTIVA - PADOVA

RESIDENT @ NEW AGE, BANALE, WAH WAH CLUB, SHERWOOD
ESTRAGON AFRAID EVENTS

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THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
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domenica 5 marzo 2006 - ore 12:20


Sunday tales
(categoria: " Pensieri ")


La domenica mattina è utile a determinate categorie di persone. Ma solo a quelle.
1) I cattolici praticanti. Possono andare a messa, leggere le interessantissime storie di Pinky su "Il giornalino", fare i chierichetti, percorrere a piedi il tragitto casa-chiesa e confessare tutte le peggiori colpe in confessionale. Scoprendo poi che Gianni il diacono, vostro vicino di casa e confidente del partner, si è ubriacato col vin santo ed il vov del parroco ed ha collassato in quell’antro, e non vede l’ora di tornare a casa per pasticciarsi pensando a ciò che ha involontariamente carpito
2) Gli operatori di call center. Parlare con persone totalmente rincoglionite e sbronze dalla sera prima di problemi di telefonia, disfunzioni erettili, crisi di coscienza, frati porcelli di Cosenza, muffa sulla crescenza ed altre amenità è qualcosa di eccezionale. Fortunatamente, la terza generazione dei cellulari ancora non permette la trasmissione del caratteristico alito da topi morti
3) Gli amanti della natura. C’è sempre un programma televisivo adatto. La scelta è tra Linea Verde, Verde Fazzuoli, Linea Fazzuoli, Fazzuolinea, Verdezzuoli. Pare sia stato Fazzuoli l’inventore del Guerrilla Marketing, nonché il consigliere mediatico di Silvio Berlusconi. A seconda della settimana, avrete l’occasione di vedere vigneti, uliveti, sagre di paese oppure sagre di paese, vigneti, uliveti. Essenziale ed arrapante anche la vista di Gabriella Carlucci con grembiule, mascherina e guanti monouso mentre finge di cucinare più cozze possibili per entrare nell’unico Guinness ancora da tentare.
4) Pubbliche relazioni e Jetset. Imparare il mestiere del perfetto comunicatore, sempre aggiornato su cosa succede nel mondo, è un’arte difficile. Ma grazie a Davide Mengacci e Rosita Celentano è tutto più immediato. Uno sguardo al televisore ed avrete più esempi di bizzarri esseri umani che campioncini di profumo sotto Natale. Famosi di Mengacci i saggi brevi "Come farla godere di più con i capelli rossi", "Io le eccito perché sono il re del petting", "Come diventare il miglior presentatore del mondo", "Come stai? Io abbastanza male".
5) Casalinghe disperate. No, non le gnocche della tv. Le massaie costrette al telefono, generalmente dalla propria sarta. La sarta è solitamente persona abitudinaria. Telefona tra le nove e le nove e mezzo della domenica mattina, quando il mondo civile ancora sta dormendo o sfruttando la morning glory per scopi ludici. Il telefono squilla, e fa bene al lavoro del prete confessore. Si calcola che, durante il primo squillo del mattino, si consumi il 20% delle bestemmie delle intere 24 ore.
La sarta parla di vari argomenti:
- il figlio della "tua" migliore amica si è separato
- la moglie del figlio della "tua" migliore amica ha lasciato il marito
- un tizio ha mollato la moglie, che era la nuora della "tua" migliore amica
- qualcuno si è separato
- morti recenti
- Umberto Tozzi è ancora molto sexy nonostante l’età. Merito dei capelli rossi mutuati dalla muta di Mengacci, che dovrebbe stare muto.
Tu, povero giovine, dall’alto della tua branda (al piano di sopra), senti gli acuti della lunga chiaccherata telefonica. Con in bocca ancora il sapore di birra, inizi a pensare a dio, come con la noia ed il blues secondo Masini. Quindi giungi ad una conclusione. "La sarta è noia e blues"? No. La sarta è una rompicoglioni e deve morire. Con calma ti alzi, soffochi il primo rutto della giornata, apprezzi l’odore della camera, controlli rapidamente dove siano le ciabatte ed inizi a scendere le scale. Ti avvicini a tua madre, per chiederle l’indirizzo della sarta. Ma lei è ancora sofferente, cornetta in mano. E ti chiedi perché al mondo esista qualche stronzo che non bada alle bollette telefoniche, risaliresti fino alla centrale, come una carpa il fiume, per estirpare il filo che porta a casa della sarta o, meglio, estirpare la sarta.

Tutto questo per dire che, essendo la sarta di mia madre dura d’orecchie, la domenica mattina è davvero difficile reggere l’indotto delle sue telefonate.

Post-post scriptum: Grazie a Mist und Torta per la visita, a Silvio (auguri!) per una festa di compleanno spettacolare, iniziata al Greenwich e terminata al DNA. Anche se non ho capito perché un gruppo che fa cover degli Ska-P non faccia pezzi di Michael Bolton.


SUNDAY MORNING - MAROON 5
Sunday morning rain is falling
Steal some covers share some skin
Clouds are shrouding us in moments unforgettable
You twist to fit the mold that I am in
But things just get so crazy living life gets hard to do
And I would gladly hit the road get up and go if I knew
That someday it would bring me back to you
That someday it would bring me back to you

That may be all I need
In darkness she is all I see
Come and rest your bones with me
Driving slow on sunday morning
And I never want to leave

Fingers trace your every outline
Paint a picture with my hands
Back and forth we sway like branches in a storm
Change the weather still together when it ends

That may be all I need
In darkness she is all I see
Come and rest your bones with me
Driving slow on sunday morning
And I never want to leave

But things just get so crazy living life gets hard to do
Sunday morning rain is falling and I’m calling out to you
Singing someday it’ll bring me back to you
Find a way to bring myself home to you

And you may not know
That may be all I need
In darkness she is all I see
Come and rest your bones with me
Driving slow?


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sabato 4 marzo 2006 - ore 14:51


Just follow your own way
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un Silvio, un Matteo, una Beatrix, una Malinka. Greenwich 2. Qualche litro di birra si aggira per il tavolo, nell’attesa di quelli che si berrano al Greenwich 1 questa sera. Un film che, insomma, poteva essere migliore, o, almeno, poteva essere più splatter. Ma noi ridiamo e siamo felici, come i bambini prima di entrare a Neverland.


Si fugge verso un piazzale a caso, posto prenotato da MC Francuzzo

Eleonora in guardaroba, Simona in cassa, Daniel, Lisa, Suaila, LFP ai bar, Giona, Merch, Glenda, Bugo.. Manca qualcuno, l’insegna è diversa, l’interno pure è strano ma sembra di essere tornati a casa. Il tempo di aprire le tende del piano rialzato, tornare in cambusa e .. welcome back, Boosta















Sì, "qualcuno" ha la faccia provata. Ma le emozioni erano tante, troppe per una sola sera. Grazie a chi era con noi ieri sera, my brother, a chi ha fatto parecchia strada per venire, a una fairy che esorcizza i privee con me, grazie anche al DNA. Benritrovati, anche se dopo una certa ora non capivo più niente.

LA MODA DEL LENTO - BAUSTELLE
Svegliati
Fai tardi
Perdi l’autobus stavolta
Non sprecare questa possibilità
Lo capisci amore mio
Io sono l’unica che ti ha amato
E’ che adesso non mi va
Quante volte le ho sentite
Le parole della verità
Quante volte le ho credute
L’unica fottuta realtà
E ora giro per locali
Mi stupisce la puntualità
Delle mode musicali
Giro come un disco
Non mi fermo mai
Le ragazze della pista
Sono esempi di velocità
Che mi annebbiano la vista
Ballo senza troppa tecnica
Sono in un periodo strano
Fumo e bevo troppo
E non mi va
L’innamoramento umano
Ballo senza fiato
Non mi fermo mai

Ho più freddo adesso
Di quando tanti anni fa
La neve bianca mi gelò
La giacca a vento
So che tornerà fra 100.525 anni
La moda del lento
O forse no

Te ne rendi conto
Guarda come sei ridotto
Mi fai pena
Cerca uno psicologo
Lo capisci amore mio
Io sono l’unica che ti ha capito
Puoi contare su di me
Essere depressi oggi
Provoca troppi dibattiti
Essere perduti oggi
Dura solo pochi attimi
Io sono lo scrittore in mare
Lasciami affogare
Lasciami una bibita al terrore
Il poeta affonda
E non si ferma mai

Ho più freddo adesso
Di quando tanti anni fa
La neve bianca mi gelò
La giacca a vento
So che tornerà fra 100.525 anni
La moda del lento
So che torneranno presto
100.525 storie di tormento
Se ritornerai
Saranno 100.500 battiti
Per unità di tempo
O forse no


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venerdì 3 marzo 2006 - ore 01:54


They tried to tame you, looks like they’ll try again
(categoria: " Pensieri ")



Immagine emblematica, direi, immagine del giorno di Andrea dottore, o Rossofuoco dottore che community si voglia. Immagine senza i suoni delle urla, dei canti, dei calci in culo da via Ugo Bassi (che ogni volta mi fa pensare alla sua omonima via di Bologna) al Kolar, immagine che non fa capire cosa siano un papiro infinito, clienti del supermercato belle ma con baffo, dieci uova spalmate ovunque, donne, un’intera confezione di assorbenti interni un po’intinti nel vino, un po’regalati ai passanti... una bella giornata di sole, calda, che ha reso Padova persino più bella del solito. Cibo a profusione o, per meglio dire, tiro sciopàre, buon vino, chiacchere, risate, overdose di confetti, brancamenta per salutare il dì che se ne va. Ho avuto in testa tutto il giorno sempre quell’immagine, quella del pullman che recupera Russel alla casa della festa in "Quasi Famosi" od Almost Famous che dir si voglia. Ed ho avuto tempo per pensare a certe cose, forse semplici, sicuramente banali che è bene mettere da parte. A rallegrare ulteriormente il tutto, sapere che qualcuno sta meglio ed un film al di sopra di ogni aspettativa, pur senza essere un capolavoro, un piccolo gioiellino in grado di tenermi incollato allo schermo fino alla fine, Notte prima degli esami, con un Faletti azzeccatissimo nella parte del docente ed un cast che ha reso benissimo un po’dell’Italia anni ’80 e molte delle caratteristiche che, in fondo, rendono ogni esame di maturità unico e, contemporaneamente, uguale a tutti gli altri. Rivedevo me, dalla sera prima dello scritto d’Italiano, mentre gli amici andavano alla festa celtica in fondo a via Anelli, rivedevo l’amico con la ragazza incinta, la spiaggia pochi giorni prima, le infatuazioni così stupide eppure essenziali di quel periodo, tutto. E mi sembrava che qualcuno avesse attinto a non so quale mio diario, pure, con il racconto di ciò che sentivo. Il mio esame "vecchio tipo", la notte su Internet in cerca di improbabili titoli dei temi dall’Australia, il calcio in culo all’uscita del Liceo Classico Di Sto Cazzo Tito Livio, e, di contro, i due programmi cult di quando ero bambino, Colpo Grosso ed Indietro Tutta.
E penso che in effetti anche dentro le cose "marce" c’è qualcosa di buono. Del resto, non è nemmeno colpa di Arbore se è parente di Niccolò Fabi, no?

IO FACCIO ’O SHOW - RENZO ARBORE
Nun me guarda’ stuorto pecchè
momentaneamente nun sto vicino a te
sto’ cu ll’amice
e cu ll’amice
io faccio o’ show.

Ma che vuo’ fa’ ... so’ fatto accussì
’na chitarra e va a fernì a canzone
sto’ cu ll’amice
e cu ll’amice
io faccio o’ show.

Cu ’na canzone americana
’nu giro ’e blues all’italiana
’na canzuncella napulitana
i’ faccio ’o show

E faccio ’o show tutt’ ’a nuttata
pure se tu sei contrariata
chi sa’ pecchè me so’mbriacato
e io faccio ’o show

Cu ’na canzone americana
’nu giro ’e blues all’italiana
’na canzuncella napulitana
i’ faccio ’o show.

E faccio ’o show pe’ senza niente
faccio accussì pe’ sta cuntente
pure si tu nun me siente
i’ faccio ’o show.


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giovedì 2 marzo 2006 - ore 11:06


Well, who gives a damn about the profits of Tesco?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1 che è molle e scivoloso: un terreno fangoso e v.
2 spesso con riferimento a ciò che al tatto suscita repellenza e disgusto: la pelle viscida dell’anguilla | estens., fig., di atteggiamento, sgradevolmente insinuante ed equivoco: un personaggio veramente v., modo di fare v.

Aggiornerei il lemma viscido, con definizioni equipollenti.

3 che per le sue manie di protagonismo causa problemi a persone che hanno fatto l’unico errore di essere vicino a lui in quel momento, magari tentando di toglierlo da casini un v. personaggio in cerca d’autore. Perché pagine di vita propria non ne sa più scrivere
4 che vede il male ovunque, abituato al proprio modo di fare, ai suoi mezzucci sempre da giustificare come chissà quale "autodifesa da comprendere". Recidivo e vigliacco, spesso il v. fa processo alle intenzioni
5 egocentrico, così v. da guardare il mondo da un oblò, tenendo d’occhio non si sa quale recinto. E giudica

Cinque definizioni sommabili, plasmabili, snodabili, con serbatoio. Per mandare il v. del momento, o di sempre, a farsi fottere.

NINNA NANNA - LA CRUS & CRISTINA DONA’
Vento freddo della notte
vento della notte nera
non soffiare a questa porta
lascia accesa la candela
lasciaci guardare quando l’angelo sorride
lasciaci sentire il canto dolce della sera

nel silenzio passa un carro
d’oro e carico di sogni
e per te che aspetti il sonno
scuote ancora i suoi sonagli
lasciaci guardare quando l’angelo sorride
lasciaci sentire il canto dolce della sera

viene un angelo a cullarti
canta favole incantate
che ti portano al mattino
poi ti sembrano sognate
lasciaci guardare quando l’angelo sorride
lasciaci sentire il canto dolce della sera


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mercoledì 1 marzo 2006 - ore 12:07


Save the best for last
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Potere "mediatico". Dopo aver fatto il post di ieri, mi hanno proposto 6 corsi in tre turni la settimana. Corsi che, con ogni probabilità, rifiuterò.
Venezia mi stende. Non ricordavo il carnevale così provante.. ma è anche vero che qualche ora dopo la fine della serata del martedì grasso già non ricordavo molto della giornata!
Serata spettacolo, nonostante la taranta LEGGERMENTE monotona in piazza san Marco. Ma la festa continua per le calli, in giro per i campi.. Si sente l’eco di ogni suono, dal reggae alla goa, passando per i superclassici del rock e del pop, o per gli stereo dei "fanecchi" nelle piazzette. Tanta polizia, mai vista così tanta, ma sempre lo stesso caos, gente stesa dove capita, aromi di terre lontane nell’aria, bottiglie che si passano, si svuotano e si riempiono di nuovo, coriandoli dappertutto, che spuntano la mattina dopo tra i capelli, sul cuscino.
Anch’io ho ricevuto uno scherzo di carnevale, comunque.. grazie ai gentili signori dell’ACTV, quattro autisti fermi in piazzale roma che mi avevano giurato che il bus N1 sarebbe diventato N2 e mi avrebbe portato dritto al parcheggio della macchina. Sto cazzo. Grazie a loro, però, ora so le strade di Mestre e Marghera meglio del signor Tom Tom.
Grazie a un’amica che spero non si sia fatta vedere per una serata più proficua dei giochi carnascialeschi, tifo per te! Bello rivedere Mary, Camilla, Ale, Flo, Elettra all’improvviso. La Teodofora Dottoressa nello stesso campo "prima e dopo" la serata, vestita da Capitan Harlock, il famoso "re del Vov". Il pozzo di, appunto, Campo Santa Margarita e le sue panche, bar, tabaccai, capretti e swat team. Giulita, sempre un piacere da rivedere, nuova adepta del Cavallo, che ha promesso di iscriversi a spritz.it seguendo le Pupesche gesta, con cui impossibile sarebbe stato non parlare di una Fattoria. E last but not least "Cartina", Sara e compagnia bella, dalla A allo Zibibbo.

Stasera DNA!

Top 5 di carnevale
5 parata di cani in stazione. tu sei in macchina
4 trovare in giro il mitico Gnata, in classe con te 12 anni fa:
"Gnata!"
"ciao, ma come mai ti me conossi?"
"compagni di classe!"
"scusa ma dee superiori no me ricordo un casso, magnavo paste daa matina aea sèra!"

3 il vicolo (perché non era una semplice calle) "refugium peccatorum"
2 "signore, io ho addosso più stelle filanti di lei. ho vinto"
1 bisognarìa andare in VIAGGIATURA!. Copyright by: la mia vicina di casa.

CARNIVAL - THE CARDIGANS
I will never know
cause you will never show
come on and love me now
come on and love me now

Carnival came by my town today
bright lights from giant wheels
fall on the alleyways
and I’m here
by my door
waiting for you

I will never know
cause you will never show
come on and love me now
come on and love me now

I hear sounds of lovers
barrel organs, mothers
I would like to take you
down there
just to make you mine
in a merry-go-round


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martedì 28 febbraio 2006 - ore 10:56


La scuola d’informatica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La scuola d’informatica è un’attività che ognuno di noi dovrebbe intraprendere. Qualche linea telefonica, un po’di studenti in cerca di un lavoretto part time attaccati alla cornetta a procacciare contratti mentendo, come da copione scritto da altri, sui corsi. Una decina di clienti per corso, ai quali una lezione costa circa 120 euro a testa, un’aula affittata a 50 euro, qualche computer (metà di quelli promessi, generalmente, in fase di imbonimento del cliente), un insegnante pagato una ventina di euro l’ora ed il gioco è fatto. Di solito, però, i rapporti di lavoro si gestiscono bene. Pertanto, si avvisa l’insegnante quando deve iniziare un corso, gli si fornisce conferma qualche giorno prima.
Se il cielo non mi cade sulla testa tolgo giacca e cravatta e vado a Venezia, quanto è vero che Eddie Vedder esiste.

Dimenticavo, qui sopra ci sono un paio di appuntamenti, la serata spezza-settimana e spezza-fegati di domani ed un Subsonico in consolle nel locale che ho più adorato nella mia vita per venerdì. Il piazzale è sempre lo stesso, via Bernina all’Arcella. Fate finta che al posto di quella scritta "Love" ci sia scritto Pachuca, e dite che vi mando io (leggasi: lista momo) all’ingresso.
There is a light that never goes out, disse Qualcuno.

LOVE, HATE, LOVE - ALICE IN CHAINS
I tried to love you I thought I could
I tried to own you I thought I would
I want to peel the skin from your face
Before the real you lays to waste

You told me I’m the only one
Sweet little angel you should have run
Lying, crying, dying to leave
Innocence creates my hell

Cheating myself still you know more
It would be so easy with a whore
Try to understand me little girl
My twisted passion to be your world

Lost inside my sick head
I live for you but I’m not alive
Take my hand before I kill
I still love you but, I still burn

Love, hate, love...


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lunedì 27 febbraio 2006 - ore 16:47


Mela-I
(categoria: " Pensieri ")


Di solito ti esponi dopo la prima occasione. All’inizio fa paura, e ti limiti. Poi esplori, aumenti la dose, per vedere come va. Fino a quando ti rendi conto che certe cose possono andare di pari passo a ciò che fai. L’altra scelta è farsi bastare qualche occasione fino ad esaurimento scorte, poi si ripassa in magazzino. Entrambe le categorie di "utenti" non sono poi così contenti, o non sono contenti affatto. C’est la vie. Il magazzino, a volte, fallisce. Un po’per questioni di costanza, di onestà, di interferenze. E intanto i La Crus continuano ad urlare.
Ho i coglioni pieni di rispondere "in piedi" a chi mi chiede come stai?

1.9.9.6. - AFTERHOURS
porco cristo offenditi
c’è una dote che non hai
non è chiaro se ci sei
sei borghese arrenditi
gli architetti sono qua
hanno in mano la città

cambia rotta
cambia stile
scopri l’anno bisestile
è volgare il tuo annaspare, sai
squarciafavole t’illudi
come notte fra le nubi
questo è l’unonovenovesei

cristo fa che lei non sia qua
non è chiaro, si lo so
ma è una dote che non ho
estremista edile
piangi e poi gli fai le fusa
mentre ho perso la mia musa

cambio rotta
cambio stile
scopro l’anno bisestile
è volgare il mio annaspare, sai
divertente e criminale
la tua scala di sapone
questo è l’unonovenovesei

dove sei?


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domenica 26 febbraio 2006 - ore 05:51


Io non tremo / E’ solo un po’di me che se ne va
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Esce cattiveria, esce un vaffanculo verso chi urla come allo stadio, per chiedere i pezzi in italiano. Esce un suono congeniale a "Germi", esce una cover di eccezionale fattura di "Heroin". Una "The Bed" che tradotta in napoletano non avrebbe senso che sembra stringere il locale attorno al palco.

Poi arriva un momento in cui musica e realtà incredibilmente coincidono.

Cose semplici e banali
per riconciliarmi
con gli anni sprecati
e dentro ci sei tu


Esce un po’di tutto, tra una vodka & redbull e le note, salgono mani e pensieri. Anche se la scaletta è simile a quella di sabato scorso, è diverso. Batte in modo diverso. La fine del concerto e gli incontri successivi fanno il resto. Belle chiacchere con persone che fanno bella musica. E.. il resto è mio.
Poi strada, messaggi che arrivano qualche ora dopo, chiamate perse.. e il DNA, dove c’è ancora festa. I Pearl Jam e gli Smiths in back room valgono bene il perdere un po’di sonno. Thank (or hang) the dj.


LA GENTE STA MALE - AFTERHOURS
Lascio ciò che ho
Sento che crescerò
Vivere male prima o poi ti fa male
E tu vendi come un sogno la normalità
Che mi ucciderà
Non riesco a godere della tua velocità
Non mi fai gioire della mia felicità
Questo non è quello che vorrei
Per me, per noi
Non voglio ciò che hai
Credi di sognare
E la verità è che la gente sta male
Inseguendo ogni giorno la normalità
Che ci ucciderà
Non riesco a godere della tua velocità
Non mi fai gioire della mia felicità
Questo non è quello che vorrei
Per me, per noi


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sabato 25 febbraio 2006 - ore 13:14


Il meraviglioso tubetto
(categoria: " Pensieri ")


Un DNA così pieno non l’avevo mai visto, chi non c’era non può nemmeno avere idea di cosa si sia perso. Sorrido da ieri sera, vedere così tanta gente faceva sembrare tutto diverso. Stasera Afterhours al Gate52, mentre al DNA c’è lo Sclerocarnevale. Per l’ubiquità mi attrezzo a fine serata veronese.
Grazie alle momo’s angels per il pre-serata, agli amici che si sono alternati al bancone, ai fratellini, all’alcool che tornava grazie alla "A suo modo" crew, alle pause in privee..
E al gruppo che sto per tornare a vedere, per farmi venir voglia di saltare sulla sedia, in camera, in macchina.. dove capita.

COSE SEMPLICI E BANALI - AFTERHOURS
Oggi le mie mani sembrano d’avorio
è l’inizio di una nuova era anche per me
Oggi è mattino e mi ha afferrato lucido

e se fossimo noi
ad esser sbagliati
e se fossimo noi
pazzi e malati
hai il coraggio o no?

Cose semplici e banali
per riconciliarmi
con gli anni sprecati
e dentro ci sei tu

grazie a tutti
per davvero
siamo alla fine
e ho perso l’inizio
ma ho un senso in più.


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venerdì 24 febbraio 2006 - ore 16:48


DJ per caso
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho scoperto che secondo "il mattino" e 2night stasera io e meuamigurastamannu suoniamo alla festa Erasmus al DNA. La cosa mi turba alquanto, ma è bello che i giornali si ricordino di noi. Nel (non) dubbio, l’importante è esserci.

TONGUE - REM
Call my name, here I come
90 to nothing, watch me run
You call
I am ashamed to say
Ugly girls know their fate
Anybody can get laid
You want a room with a fire escape
I want to tell you how much I hate this
Don’t leave that stuff all over me
It pains me
Please, just leave it
I should toss that vanity license plate
Toss that make-up painted face
Box those poems, chocolate cake
Scratch that name on the record player
Please, just leave me be
Don’t lay that stuff all over me
It crawls all over, all over me
Call my name, here I come
Your last ditch lay, will I never learn?
Caramel turn on a dusty apology
It crawls all over me
You turn all over
It pains me
Please, just leave it


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