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giovedì 23 ottobre 2003 - ore 09:28



(categoria: " Pensieri ")


Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura,e la paura più grande è quella dell'ignoto
(Howard Phillips Lovecraft)


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martedì 21 ottobre 2003 - ore 17:06


Il Primo di Novembre
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Nell'area mediterranea il periodo dei primi freddi autunnali era dedicato ovunque al culto dei morti. Già nell'antico Egitto la tradizione collocava proprio in questo periodo l'uccisione del dio Osiride da parte del malvagio fratello Seth.
Presso i Celti il primo di novembre, Samhain (la fine dell'estate), che veniva anche detto Saman o Samonios presso i Galli, era il Capodanno, l'inizio dell'ANNO CELTICO, il Tempo Nero: una giornata importantissima, chiamata anche festa delle ombre, delle anime morte, dell'Altro Mondo. Era un giorno che non apparteneva né all'anno che finiva, né all'anno che stava per cominciare, in cui cadeva ogni barriera tra i vivi ed i morti ed i due mondi potevano comunicare. Coloro che non si erano reincarnati potevano tornare in questo mondo e rivedere luoghi e persone care. Si diceva che chiunque volesse rivedere i propri cari defunti poteva scoperchiare il sepolcro ed entrarvi: l'unica condizione era rimanere nell'aldilà per un anno intero, fino al successivo Samhain.
I sacerdoti celebravano cerimonie per tre giorni, durante i quali si entrava in stretto contatto con le divinità. Nel primo si commemoravano gli eroi, nel secondo i defunti e nel terzo si tenevano fiere, giochi, riunioni conviviali e si gioiva per la fine delle ostilità: infatti durante il periodo freddo era usanza comune sospendere le guerre e far svernare gli eserciti. L'idromele, la bevanda dell'immortalità, scorreva a fiumi, oltre alla più comune birra. In Irlanda era il giorno riservato alla consacrazione di un nuovo re (in caso di morte del precedente). La festa, che non di rado si prolungava per una settimana, veniva santificata con il sacrificio di un toro bianco agli dei.
Come fu che Samhain si trasformò in Halloween come noi lo conosciamo, la festa commerciale delle streghe?
Una leggenda dice che, scomparsi gli antichi dei, cacciati dai Cristiani, rimasero solo le fate ed altre creature dei boschi, ma non quelle buone: creature crudeli e malvagie, che uccidevano chiunque trovassero in giro di notte, come le "Banshee "in Scozia e le "Lavandaie della Notte"in Bretagna.
E non dimentichiamo le streghe, che volavano al Grande Sabba sulle loro scope. L'usanza di mascherarsi da scheletri e da fantasmi vuole ricordare la caratteristica della notte fatata, di comunicare con l'Oltretomba, ed anche di impedire che le streghe vi portino via, riconoscendovi come esseri viventi.

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martedì 21 ottobre 2003 - ore 15:24


NO PAIN NO GAIN
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Dato ke AnaCHRUNCH continua co' sta storia...to', contento?!?! Adesso taglia!

Face in the gutter eyes on the floor
Knocked down twice can't take it no more
You got no vision in your head
You got no vision better dead
Get on your feet open the door

Walk on down you know the score
It's a dead-end street back to the wall
You get it together you can get it all

The weak will fall the strong remain

No pain no gain (yeah)
No pain no gain (yeah)

No time for losers you make the call
Believe in yourself stand tall
Another day it's in your hand
You can be the winner in the end

The weak will fall the strong remain

No pain no gain (yeah)
No pain no gain
No pain no gain (yeah)
No pain no gain (yeah, yeah)

Keep runnin' don't look back
Keep movin' paint it black
Keep goin' don't ever stop
There's time to rest the day you'll drop

You roll the dice you play the game
The weak will fall the strong remain

No pain no gain
No pain no gain


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martedì 21 ottobre 2003 - ore 15:04


Maledette Pastine!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



NN è possibile...a pranzo pastine con la Mirror...arriviamo in ufficio e....Tada! PASTINE.....Oh nn voglio mica diventare na mongolfiera eh!!!!!!!

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martedì 21 ottobre 2003 - ore 11:18


IL CORVO - di EDGAR ALLAN POE
(categoria: " Poesia ")



Mentre, debole e stanco, verso la mezzanotte
scorrea d’antico libro pagine strane e dotte
sonnecchiando, ad un tratto come un picchio ascoltai,
un lieve, un gentil picchio de la mia stanza all’uscio.
- E` qualcuno che picchia de la mia stanza all’uscio,
e non altro, - pensai.
Ricordo. Era il dicembre freddo, e ogni tizzo lento
si spegnea disegnando l’ombra sul pavimento.
Il dì solo anelavo – dacchè invano cercai
oblio nei libri al duolo per la morta Leonora –
per te, raggiante vergine, che in ciel chiaman Leonora,
e qui nome non hai.
E il triste incerto fremito de le rosse cortine
tema ignota e fantastica m’incutea senza fine,
sì che, a calmare i battiti del cuore, io mi levai;
indi: - E` qualcun che picchia de la mia stanza all’uscio,
qualcun che varcar vuole de la mia stanza l’uscio,
non altro, - mormorai.
Calmato allor lo spirito, senza esitare ancora:
- Da voi perdono imploro, signor – dissi – o signora;
ma il fatto è che dormivo, e voi pur piano assai
picchiaste, così lieve della mia stanza a l’uscio,
che avervi udito appena mi pare. – Ed aprii l’uscio;
ma sol bujo trovai.
Dubbio e timor nel bujo m’assalsero, e stupito
restai, sogni seguendo che mai uomo ha seguito;
ma ognor silenzio e tenebre intorno a me scrutai,
sol bisbigliossi un motto, il nome di Leonora!
Lo dissi io stesso, e l’eco rimormorò: Leonora!
Sol questo e nulla mai.
Tornando nella camera con lo spirito agitato,
ecco il picchio ripetersi d’un tratto e più spiccato.
- Oh! certo è a la finestra che battono, - esclamai, -
è là, su la persiana; scopriamo un tal mistero…
tregua un istante, o cuore; scopriamo un tal mistero…
Sarà il vento, - pensai.
A spalancar le imposte mossi, e, agitando l’ale,
entrò un bel corvo antico in aria trionfale.
Non fe’ saluto alcuno, arrestossi mai,
finché, come un padrone, posò lì sopra l’uscio,
di Pallade su un busto, proprio lì sopra a l’uscio.
Fermossi e l’osservai.
E allor lassù mirando quel nero uccello assiso,
il suo grave contegno mi diè lieve un sorriso.
- Rasa hai la cresta, - dissi, - ma un vinto non sarai.
Corvo spettral che vieni tristo dai regni bui,
parla, qual’ è il tuo nome, laggiù nei regni bui?
E il corvo: Non più mai!
Gran meraviglia io m’ebbi quell’uccello ad udire,
benché il motto sì incerto poco volesse dire;
ma pur quella fantastica parvenza io l’accettai,
poiché vedea l’uccello giù, al di sopra dell’uscio,
bestia o uccello, sul busto giù al di sopra dell’uscio,
col nome: Non più mai!
Ma non disse oltre il corvo, fermo sul busto e assorto,
come se pronunziando quel motto ei fosse morto.
Nulla s’intese, e alcuna piuma non mosse mai,
infin ch’io ripetei: - Altri fuggiron via;
ei pur n’andrà siccome le mie speranze via.
E l’uccello: Non mai!
Atterrito da l’arida risposta così adatta:
- Oh, senza dubbio – dissi – d’un corvo qui si tratta,
al quale un infelice padron stretto ne’ guai,
cantando con le lugubri nenie le sue meschine
speranze, in ritornello avrà insegnato alfine
quel triste: Non più mai!
E poiché l’alma al riso moveami ancor l’aspetto
del corvo, il seggiolone volsi a lui dirimpetto,
e tosto dietro a innumeri fantasie mi lanciai
per saper che volesse quel triste antico uccello,
quello sgraziato e magro, spettrale antico uccello
dir con il suo Non mai!
Così fantasticando stetti, senza parlare;
ma dai suoi occhi il cuore io mi sentia bruciare;
un pezzo stetti, e il capo sul velluto appoggiai
del sedil, che la lampada irradiava da l’alto,
la violacea stoffa irradiata da l’alto,
ch’Ella ha lasciato ormai.
Allor dei passi d’angeli udir mi parve e denso
L’aere intorno farsi d’indivisibile incenso.
- Malvagio, a mezzo d’angeli ti manda Iddio, - gridai –
riposo da le assidue memorie di Leonora;
bevi l’oblio, dimentica la perduta Leonora!
Disse il corvo: Non mai!
Profeta, – io feci, – e sempre tal, sia uccello o infido
spettro, ti spinga l’Erebo o la tempesta al lido, –
tu che su questa terra desolata ten vai,
per la mia tetra casa; dimmi schietto, t’imploro:
v’è pace almeno in Galaad?…dimmi, dimmi, t’imploro!
E il corvo: Non più mai!
Profeta – io ripetetti, – sia uccello o spettro errante –
Dimmi, pel Dio che adori, per quel ciel scintillante:
potrà in un Eden lunge l’anima triste assai
trovar la dolce vergine che chiamano Leonora,
la vergine che gli angeli ora chiaman Leonora?
Disse il corvo: Più mai!
Demone o uccello, parti, – proruppi allora, – ai boschi
torna, fra le tempeste, di Pluto ai regni foschi,
né una penna in ricordo di quel che detto or hai
resti! a la solitudine mi lascia, e sgombra via
dal busto! Oh, il becco levami dal core, e sgombra via!
Disse il corvo: Non mai!
E là, senza più muoversi, rimane esso a guardare,
fermo sul busto pallido, de l’uscio al limitare.
Sembrano di sognante demoni gli occhi, e i rai
del lume ognor disegnano l’ombra sul pavimento,
né l’alma da quell’ombra lunga sul pavimento
sarà libera mai!


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lunedì 20 ottobre 2003 - ore 17:38


Cavalliiiii!
(categoria: " Pensieri ")





Ho voglia di tornare in sella...di sentirmi libera, di galoppare…di sentire il contatto speciale ke si crea tra te e il cavallo...Come mi manca la mia vita da amazzone!!! Nn so ki abbia mai provato a galoppare lungo la spiaggia senza sella…o le passeggiate in mezzo ai boschi…quello è assaporare la natura e la libertà al tempo stesso! Sono sensazioni stupende...

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lunedì 20 ottobre 2003 - ore 16:15


SYMPHONY OF THE DAMNED
(categoria: " Musica e Canzoni ")


In Nomans Land Between
Heaven And Hell
Madness Is Chanting My Name
Thousand Souls
Erratic In Life
Chained In Noplace
Bereaved Their Heaven

Out Of Tune Noises
Pulsating In My Mind
A Fatal Opera
Inferno Of Sounds
My Conscience Fading
Fading

Nowhere In Time
Yesterday Is Tomorrows Today
Yesterday Is Tomorrows Today
Shadeless Faces
Souls With No Name
Standing Hypnotized
Going Insane
Hearing Helpessly - Listen

To The Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned

I Search For Light That
I Can't Find
I Search For Shadows In This
Life Behind
From South Of Heaven They Are
Calling Me
Through This Hysterical
Psychic Custody
I Feel Hands Of Compact Nothing
Tighten Its Grip On Me

Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned

Corridors Blindly
I Can See Them
Flashing By In The Shadows
Of My Conscience
There's A Voice
Calling For My Soul
In My Mind
The Senses Overflowing
To A Peak Past
Of What Is Human
As A God I Spread My Wing I Fly

I'm Alive
I Got The Fire
Got The Rage
Like A Giant Bird Of Pray
I Am The Night
I'm The Dark
I'm The Raven
I'm The One
That You Would Call
Descended From The Sky

Like Tears Lost In The Rain
That Music Fades...

I Sweep Over Paradise
Where This God Rules In Disguise
Further On To A Higher Plane
Where I'm Promised To Be Born Again

Like Tears Lost In The Rain
That Music Fades...

...That Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned
Symphony Of The Damned


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venerdì 17 ottobre 2003 - ore 17:24



(categoria: " Musica e Canzoni ")


Tutto il giorno ke ho in testa il ritmo di sta canzoneeeee....

THE CHOICE

It Ain't Fair I Can't Believe It
There's Two Doors Out Of Here
They're So Identical And Both Of Them
Is Whispering My Name

In Despair I Cry Apathy Is
Poisoning My Mind
Will I Win Or Will I Lose
Does It Matter What I Choose

My Shadow Is Silent
What Else Can It Be
It's Always A Secret
Ones Own Destiny
Voices Are Calling
They Want Me To Hear
Want Me To Trust Them
And Believe They Are There

The Choice
There Is Two Doors Out Of Here
The Choice
Will I Ever Be Free

I've Made The Choice Now
I'm Entering A Door To Somewhere Else
Everything Is Black
And There Is No More Turning Back

My Shadow Is Silent
What Else Can It Be
It's Always A Secret
Ones Own Destiny
Voices Are Calling
They Want Me To Hear
Want Me To Trust Them
And Believe They Are There

The Choice
There Is Two Doors Out Of Here
The Choice
Will I Ever Be Free


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venerdì 17 ottobre 2003 - ore 11:39



(categoria: " Fotografia e arte.. ")






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venerdì 17 ottobre 2003 - ore 09:34



(categoria: " Fotografia e arte.. ")






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