"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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mercoledì 5 novembre 2008 - ore 03:05
Dead heavy days
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quanti anni sono passati...quanti giochi del destino. "Noi due, solo noi due." E così è stato, unite da lui, da loro.
Sotto a quel palco ancora una volta, ancora insieme. In certi momenti sembra tutto così incredibile. I suoi sguardi, i nostri sguardi....e tutta l’attesa ripagata in un attimo.
Grazie per essere sempre la migliore, anche quando le cose sembrano andare dannatamente male. E grazie anche se poi alla fine ti ubriachi e devo guidare io!
Perchè notti come queste non si dimenticano. E perchè è proprio quando non te le aspetti che le sorprese sembrano ancora più belle.
E che dire dei Dark? Incredibili, come tutte le volte. Ma quest’uomo....quest’uomo...
...il frontman più carismatico che io abbia mai avuto l’onore di vedere su un palco. E’ eccezionale il modo in cui riesce a coinvolgere il pubblico con tanta umiltà e passione.
A volte ci si prende delle belle batoste senza averle previste, si incassa come meglio si può, si cerca di arrangiarsi per altre vie, ed infine ci si ripromette di imparare dai propri sbagli. Ma quando la presa per il culo si fa duplice e inevitabile c’è davvero poco da fare. Adesso mi chiedo soltanto…ma chi me lo fa fare? Bella l’università, sì sì, soprattutto come emblema di libera volontà di apprendere e di investire in qualcosa che sembra valere. Bello il corso di storia dell’arte. Ma volevi fare una tesi in arte contemporanea? Naaa…troppa gente, impossibile. Alla triennale cerca di accontentarti di qualcos’altro, ti rifarai alla specialistica. Bene, ora sono alla specialistica. Se ho pazienza di aspettare fino al 2010 ok, altrimenti finisco di nuovo a passare notti insonni su una materia che non mi interessa minimamente. Wow. Bella l’università. E mica ho chiesto una tesi in ingegneria aerospaziale.
E’ così che anche le più radicate passioni sfumano. Così che si rischia di buttare all’aria ciò in cui si è creduto per tanto tempo.
E poi mi chiedono perché perdo tempo dietro ai giochi di ruolo. Semplice: perché il mondo reale a volte è intollerabile. In un qualsiasi contesto fantasy la realtà è brutale, violenta, esagerata, eppure in un modo o nell’altro l’equilibrio tra bene e male trova sempre una via per ristabilirsi. Si può essere eroi, furfanti, assassini…non importa, perché ognuno trova il suo posto in quel mondo secondo regole ben precise. E se persegui uno scopo, prima o poi trionferai. Forse è solo uno svago, forse una sorta di rivalsa. In ogni caso la mia vita mondana è messa seriamente a repentaglio! XD
Bene. Sdrammatizziamo. Voglio un Kuo-Toa Cincisbaldo peluche gigante!! E’ bellissimoooo!! Che poi sarebbe questo qui:
Il dm di turno, sotto forma di rana mutante allupata, raduna i suoi prodi avventurieri per il momento della ricreazione post-quest!! L’apparente situazione di ordine è purtroppo solo un miraggio che precede l’anarchia più totale. Uno spasso!
Va beh…che vi frega a voi che leggete? Non lo so, però stasera ho tempo da perdere in scemenze. Ok. Passo e chiudo!! *sospira* *cerca un cappio nelle vicinanze*
When you hear this song
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi chiedo come posso ancora sognarti, svegliarmi e sentire il tuo odore come se fossi stato davvero qui un attimo fa. Forse è colpa della tua voce che riempie la mia testa nel silenzio della stanza, quando sto per addormentarmi e le cuffie scivolano sul cuscino, mentre tu continui a cantare. E mi tornano alla mente altre notti come questa, quando il buio era più fitto e il sonno non giungeva mai. Quando cremisi era sinonimo di inferno, e c’eri tu ad urlare al posto mio, a liberarmi dai miei incubi, facendomici sprofondare di più. La mia cura si celava in parole lontane, scaturite dalle fiamme di un cuore gelido che ormai non scrive più, incarnate in una musica che scuoteva nel profondo dell’animo, e pronunciate da te con quella rabbia che avevi un tempo. Sì…sempre tu al centro di tutto. Come quegli odori che in attimo riportano alla mente ricordi che avevamo perso, la tua voce dice tutto di me, anche quello che io non sarò mai in grado di raccontare. Perché passano gli anni, ma quella musica continua a vivere, muta forma, si aggrappa all’esistenza di tutti quelli che non possono dimenticare. Un’era è finita, sì, ma tu sei ancora qui. E ora dici di parlare con schiettezza, di essere finalmente soltanto te stesso, e lo fai così bene. Ma bisognava essere ciechi per non capire com’eri realmente: il peccatore senza rimorsi, l’angelo tentatore. E non ti sei mai fatto problemi a disprezzare le tue vittime. Ma pensi davvero che sia solo questo? La vita non è solo questione di carne e sangue, e tu sei la più amara bugia. Credi che vogliamo svuotarti, adorarti, annullarci in te. Ti sbagli…io non oso nemmeno toccarti. Voglio solo sapere che ci sei, e che posso sentirti cantare davanti a me ancora una volta, perché in quella tua voce c’è così tanto di me, che non posso più immaginarmi senza.
Penso a te, ma scrivo tutto questo solo per dirlo a me stessa. Perché tu non ascolti, non hai mai ascoltato davvero. Ma non importa, mi basta il tuo mezzo sorriso, il tuo abbraccio, la tua attenzione per un attimo. E sono pronta a stare lì in prima fila una volta ancora.
“Quando sentirai questa canzone tutto sarà finito. Quando sentirai questa canzone sai che dovrai sopportare ancora ...e cantare da solo.”
Stai invecchiando vero? Sento l’addio così vicino, troppo vicino. Canta ancora, te ne prego.
Close... the shadows creep close A failure drifting lost in cold embrace Pain...every cut of pain Makes him bleed and weak, fall from grace
On and on I bleed... on and on I bleed
Walk... circles I walk Awaiting for that sweet cure to seep in Night... I’m breathing the night It conceals the stairway to heaven within
Drive into the night... I drive into the night Drunk on pain I taste the kiss of death
It’s just as I dreamed this feeling surreal fades my life away And yes, it’s meant to be this way, no more fears or pain As death is taking care of my life.
...Autumn Leaves...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Pensa all’arco della tua vita come ad un giorno sta svanendo via, le ombre si stanno allungando. Pensa all’esistenza come ad una fiamma e alla morte come alla pioggia Nuvole di temporale là tutto il tempo
Non siamo altro che foglie cadenti nell’aria volteggiamo verso il basso. Inconsapevoli stiamo roteando su noi stessi Frammenti di tempo sparpagliati Come battiti di ciglia noi siamo E’ tutto quello che siamo.
"L’autunno è arrivato ancora una volta Per porre fine a tutte le forme di vita - La morte ha preso il sopravvento e lentamente fa svanire la luce Le ombre fatali cadono Ed il sole sanguinante affonda giù in basso - I primi fiocchi di neve mi guidano sul mio ultimo sentiero
Non più vivo, quello che una volta era verde si è tramutato in rosso Le foglie cominciano la loro caduta, grigie come il pallore di ciò che è morto Il gelo invernale arriva strisciando Congelando tutta la vita che si trova sul suo cammino
Le prime foglie morte arrivano cadendo, volteggiando nell’aria con la pioggia Sento il gelo fiammante Sento il ghiaccio ardente e la neve per la prima volta.
Le ultime foglie morte arrivano cadendo volteggiando nell’aria con la pioggia La fine della vita arriva strisciando Facendo cessare il cuore sanguinante ed ora; L’ultima foglia morta arriva cadendo Volteggiando giù con leggerezza sopra la terra Sopra la terra ghiacciata."
Reazione a catena di catastrofi tecnologiche e sfighe informatiche. Panico da infondato misticismo apocalittico.
Ma alla fine siamo tutti sani e salvi…più o meno.
La mia tanto sognata settimana di vacanza è stata all’insegna delle venti ore al giorno davanti alla play col mio uomo, nonché aizzatore di tutti i peggiori fanatismi.
Per fortuna che avevamo progettato un piccolo soggiorno in una città bellissima: Trieste. Un vento assurdo, freddo, camminate infinite, e testate a tradimento, alla ricerca di quella statua di Rilke che a quanto pare c’era solo nella mia immaginazione.
Ma stare sulle rocce a strapiombo sul mare, con le onde che si infrangono poco più in basso, e il vento che riempie tutto di sé, della sua violenza e della sua furia di rapimento, è quanto di più bello potessi desiderare.
Galleria fotografica? Ma sì dai!
Se pur gridassi, chi mi udrebbe dalle gerarchie degli angeli? E se uno mi stringesse d’improvviso al cuore, soccomberei per la sua troppo forte presenza. Perché nulla è il bello, se non l’emergenza del tremendo: forse possiamo reggerlo ancora, ed ammirarlo anche, perché indifferente non degna distruggerci. Ognuno degli angeli è tremendo. E mi trattengo così, e inghiotto l’appello d’oscuri singulti. Ah! chi possiamo allora chiamare in aiuto? Gli angeli no, gli uomini no, e i sagaci animali lo notano già quanto noi inadeguati siamo qui di casa nel mondo già interpretato.
Ci resta forse un albero là sul pendio, che ogni giorno possiamo rivedere; ci resta la strada di ieri e anche l’adusata fedeltà ad una abitudine, che in noi si è rintanata, è rimasta, e non se ne andò. Oh, e la notte, la notte, quando il vento colmo di cosmici spazi ci corrode il volto- a chi mai potrebbe mancare l’agognata, che sì dolcemente disillude, essa, che di fronte al cuore solitario penosamente si leva? E’ forse più lieve agli amanti? Il destino lo nascondono soltanto l’un l’altro. Non lo sai ancora? Getta dalle tue braccia il vuoto fin dentro gli spazi che respiriamo; forse gli uccelli con volo più intimo sentono l’aria così dilatata.
Per la rubrica: Lamentiamoci
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Uhm....fantastico...la mia immagine di testata non vuole saperne di tornarsene al suo posto. E’ una congiura, ne sono certa. E dire che ho sempre cercato di ricordarmi di mettere il copyright negli angolini liberi. Victoria, non volermene... Ma io rivoglio la mia immagine...
Edit:
Niente ritorsioni del demone celeste! A quanto pare era semplicemente collassato imageshack!
Ma intanto ho colto l’occasione per mandare in pensione Victoria e passare al mio amore di sempre: Luis Royo! ^^
“Andrò tra gli abeti Là dove l’ho vista per l’ultima volta Ma la sera getta un velo sulla terra e sui sentieri dietro il ciglio del bosco E il bosco è così nero e vuoto E gli uccelli non cantano più
Senza te non posso stare Senza te Anche con te sono solo Senza te Senza te conto le ore senza te Con te si fermano i secondi Non hanno valore
Sui rami nelle fosse ora è silenzioso e senza vita E il respiro mi diventa così faticoso Ahimé, ahimé E gli uccelli non cantano più
Senza te non posso stare Senza te Anche con te sono solo Senza te Senza te conto le ore senza te Con te si fermano i secondi Non hanno valore.”
(Rammstein - Ohne dich)
“Luomo è un nulla a paragone dellinfinito, un tutto a paragone del nulla, una via di mezzo tra nulla e tutto: è proprio questa condizione che ci rende incapaci di sapere con sicurezza e di ignorare in senso assoluto. Vedo questi spaventosi spazi delluniverso che mi racchiudono, come un atomo e come unombra.” (O. Redon)
Salve mondo! Questa sera mi andava di fare la brava blogger che ogni tanto aggiorna la sua pagina. Però il problema è: di cosa parlare? Vita piatta, piatta vita. Si studia, si cazzeggia, e si prova pure a lavorare…bene o male tutto come al solito. Ma se la vita và bene ci si lamenta? Certo che no, ci mancherebbe. E allora per stasera mi gioco la carta della mia seconda vita, quella virtuale, da gderrista novella che però ha già raggiunto livelli di fanatismo stellari, invidiabili dai più incalliti nerd! Sì sì. Dopo aver ingenuamente scelto una ranger per il mio niubbinizio, mi sono resa conto che come classe fa troppo per me! E allora ci ho messo dentro di tutto e di più di quanto mi piace, la passione per il nord in primis. Della serie: datemi un orso polare e sarò una donna felice! Ma a parte certe cazzate, devo ammettere che mi sono divertita un casino a ruolare con la mia nordica impavida, ma leggermente psicolabile!
Così, nonostante il primo amore non si scordi (e non si abbandoni) mai, ho deciso che fosse ora di fare un passo avanti, verso lidi più…”estremi”. E vedere se riesco a cavarmela decentemente pur complicando un po’ la situazione ed il carattere del mio pg. Ovviamente non potevo non scegliere di nuovo una ranger, ma questa quì è tutta particolare…
In attesa di avere più tempo a disposizione per darci dentro concretamente, e passare le mie notti insonni davanti a un pc, questo è il suo background! (E così non solo aggiorno, ma già che ci sono faccio pure un bel post chilometrico!! Hihi)
L’antico e suntuoso palazzo della famiglia Von Stuck, di lontane origini nordiche, sorgeva nell’entroterra della regione di Calimshan, in una zona boschiva poco distante dalla ricca capitale. Il capofamiglia, Arnold Von Stuck, era un uomo di grande astuzia commerciale, che aveva ben presto imparato come perpetrare la tradizione dei suoi antenati: coniugare l’innato titolo nobiliare con un eccezionale fiuto per gli affari e per gli inganni di ogni sorta. Nel corso della sua vita aveva avuto solo tre figli: due maschi, che avevano saputo seguire a modo loro le orme dell’autoritario padre, e una sola femmina, fonte di continue preoccupazioni per la famiglia. Aurin era il nome della figlia minore, fin dalla nascita educata a dovere affinché potesse un giorno servire al padre come oggetto di possibili alleanze con qualche ricca casata di Calimport. La sua corporatura era esile, la pelle chiara e delicata, i tratti del volto finemente delineati; solo il colore rosso acceso dei suoi capelli tradiva qualcosa di indomito, rivelando la sua più intima natura. Nonostante la rigida educazione, infatti, Aurin dava spesso segni di insofferenza nei confronti del resto della famiglia e della vita che qualcun altro aveva scelto per lei, mentre l’aveva sempre attirata l’idea di libertà che le dava la vista delle foreste che circondavano la sua dimora. All’interno del suo essere convivevano due forze opposte, che la dilaniavano in un disordine esistenziale senza possibilità di sintesi: c’era l’animale dall’indole selvatica che desiderava soltanto fuggire, e la bambina altezzosa e viziata, abituata da sempre ad essere servita e riverita fino all’eccesso. Così si ritrovava con una sorta di continua lotta distruttiva all’interno del suo spirito e della sua mente, che non riusciva a tenere sotto controllo se non per brevi periodi, dopo i quali l’irrequietezza del suo animo ribelle esplodeva in tutta la sua forza. Come conseguenza di ciò si era presto fatta la reputazione di figlia disobbediente, fonte di non pochi fastidi per il padre che non tollerava un comportamento simile. Spesso Aurin non si curava degli studi e di tutte le formalità che una giovane dama avrebbe dovuto rispettare, e passava i pomeriggi con il fratello maggiore nei boschi dietro casa, imparando ad usare l’arco e a conoscere ogni specie animale e vegetale del luogo. Ma ciò che più rendeva furioso il padre erano le sue ripetute fughe: riusciva, non si sa come, ad eludere i controlli della servitù, e poi correva all’impazzata nella notte, inoltrandosi nell’oscurità dei boschi fino a far perdere le proprie tracce. E allora iniziavano le spedizioni di ricerca, ma nonostante il capofamiglia mobilitasse i suoi uomini migliori, non era affatto facile ritrovare la piccola fuggitiva, che sapeva come nascondersi e sopravvivere a contatto con la natura. Così a volte mancava da casa anche per svariati giorni, e quando tornava sembrava una piccola selvaggia spaesata, con la pancia vuota e la faccia smunta, perché in fin dei conti non era facile cavarsela da sola. Ma la sua smania di libertà non si placava, e raggiunti i 18 anni di età prese una decisione drastica: eludere definitivamente il suo destino, rinnegare le sue origini e la sua famiglia, sparire per sempre. Voleva vivere soltanto per sé stessa, lontano da quella gabbia di inganni e falsità. Rinunciare a una ricchezza che non aveva guadagnato, vivere in nome di una libertà assoluta, dimostrare al mondo che poteva farcela da sola, e viaggiare per terre sconosciute in cerca di ventura. Solo in questo modo la sua sete di ribellione forse si sarebbe placata, solo così poteva vivere. Una volta presa questa decisione architettò minuziosamente la sua fuga, perché questa volta doveva essere definitiva. Un giorno che uno dei suoi pretendenti, un uomo vecchio e ricco quanto suo padre, la portò in città per farle dei regali, lei ricorse alla sua astuzia per distrarlo e prendere tempo. Mentre lui contrattava il prezzo per l’acquisto di alcuni gioielli, Aurin sgattaiolò nella piccola bottega di un praticante di magia, e pagando una somma eccessiva riuscì a farsi dare uno strano intruglio, che, stando alla parola di quell’uomo bizzarro, avrebbe scatenato un incendio devastante. Tornata nelle sue stanze a palazzo aspettò che giungesse la sera, quindi cercò di liberarsi temporaneamente della schiavitù, poi prese degli abiti di umile fattura, si raccolse i capelli e li nascose sotto un ampio manto con cappuccio, rubò l’arco migliore del fratello, e un po’ di soldi dalla camera della madre. Quando tutto fu pronto prese lo strano liquido e lo versò ovunque nella sua stanza, poi uscì sul balcone, accese una torcia, e senza pensarci troppo la gettò all’interno. Mentre lei si calava all’esterno il fuoco iniziò a divampare, e in poco tempo avvolse interamente l’ala ovest del palazzo, tingendo la notte di caldi bagliori infuocati. Aurin corse senza voltarsi, sentiva le urla della servitù che cercava di mettersi in salvo, ma non le importava molto del loro destino: l’avrebbero creduta morta, solo questo le interessava. A notte inoltrata giunse a Calimport ed entrò nella prima taverna affollata: doveva trovare qualche mercante che partisse il giorno dopo per il nord, e pagarlo bene affinché la portasse con lui. La sua attenzione fu catturata però da un musicante che allietava i presenti con allegre melodie e canti in una lingua che non conosceva. Decise allora di parlargli, e scoprì che era un musico errante, diretto a nord, verso la Costa della Spada: finalmente il destino le sorrideva. Da quel giorno lasciò il passato alle sue spalle, rinnegò il suo cognome, e iniziò il suo viaggio verso terre sempre nuove.
Aurin è una giovane di circa 18 anni, di corporatura esile e snella, piuttosto alta, con la carnagione chiara, i capelli di un rosso intenso e gli occhi verdi. Agile nei movimenti e con un portamento sempre impeccabile, dovuto alla sua educazione nobiliare. Ha una parlata spigliata e un temperamento vivace, ma con frequenti sbalzi d’umore. Per nascondere la sua vera identità si fa chiamare Aurin Redon, e si dichiara figlia di un ricco mercante del sud, caduto in disgrazia poco prima di morire di vecchiaia. Da quando è fuggita da casa ha imparato a cavarsela da sola in molte situazioni, ma anche a sfruttare la sua astuzia per farsi aiutare quando si trova in difficoltà. In genere cerca l’appoggio di uomini forti ma dall’animo buono, per sfruttare la loro protezione. Il suo carattere rimane però piuttosto difficile: nonostante il suo impegno Aurin è ancora piuttosto incapace ed impacciata in alcune cose, ma il suo orgoglio non glielo fa ammettere, così a volte si rende ridicola nella sua caparbietà ostinata. Inoltre conserva ancora l’abitudine di impartire ordini e comportarsi da nobildonna viziata, ma ovviamente nessuno le da ascolto. E’ piuttosto individualista e pone sopra ogni cosa la propria libertà e i propri scopi, ma allo stesso tempo non riesce a stare a lungo da sola, così cerca l’appoggio di chi fa al caso suo in quel momento. Infatti sfruttando la sua bellezza e la sua furbizia riesce senza troppi problemi a trovare i compagni di viaggio che le fanno comodo. Nel frattempo cerca costantemente di migliorare le sue capacità combattive e di sopravvivenza, sperando di riuscire a diventare un giorno finalmente autosufficiente.
Piaciuta la storiella? Beh, bisogna ringraziare lo zio Tito se il mio fanatismo è esploso in modo incontrollabile, ma pure il mio uomo che si passa le serate ad istruirmi a dovere! ^^ E poi ovviamente Farnese Vandimion quale assoluta musa ispiratrice.
Ma…mi chiedevo: possibile che su spritz non ci siano altri malati di giochi di ruolo ondine? Ultima in particolare?? No dai, non ci posso credere, perché è troppo una figata! (*si sente una quindicenne esaltata*).
Va beh…vorrà dire che mi auto-investirò della missione di spargere questo verbo anche in tali lande sconsacrate. Ed ho pure già in mente il mio primo bersaglio… *Guarda Drauen* *si sfrega le mani sogghignando*