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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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Take the time to make some sense
Of what you want to say
And cast your words away upon the waves
Sail them home with acquiesce
On a ship of hope today
And as they land upon the shore
Tell them not to fear no more
Say it loud and sing it proud
Today...

And then dance if you want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let us understand
We’re all part of the masterplan

Say it loud and sing it proud
Today...
I’m not saying right is wrong
It’s up to us to make
The best of all the things that come our way
Coz everything that’s been has past
The answer’s in the looking glass
There’s four and twenty million doors
On life’s endless corridor
Say it loud and sing it proud
And they...

Will dance if they want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let you understand
Why we’re all part of the masterplan



SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

( solo gli utenti registrati possono votare )

venerdì 7 settembre 2007 - ore 19:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Venerdì, adoro questo giorno.
E’ capace di farmi dimenticare 2 giornatine talmente insulse che se qualcuno le avesse tolte dal calendario probabilmente non le avrei rimpiante.
Era da un po’ che non ero così nervoso e, di mio, c’ho messo gran poco.
Un mercoledì vissuto di corsa e male, tra lavoro, amichevoli ferraresi e sms senza risposta, un grande fratello o una piccola grande sorella? La rossa, doppio malto. Un incontro di pochi minuti ma uno sguardo ed un sorriso che, visti i precedenti, dovrò tenere a mente per molto.
Un giovedì frenetico, professionalmente appassionante ed intenso, miracoloso, per quanto riguarda la resurrezione della mia chiavetta usb, un po’ troppo lungo per riuscire a mettere la borsa in bagagliaio e partire subito, ma non abbastanza lungo per non rispondere alla convocazione del porno football dream team.
Evviva Santorso, gli spritz a stomaco vuoto e i 2,5 Kg persi in 2,5 settimane.
Oggi tutto tranquillo, a parte un’ora da paura vera, ho scoperto che qualcuna non è così sconcia come sembra, che i programmatori sono tutti identici in ogni azienda che vai, che c’è chi vivrà al Socco praticamente per tutta la durata della fiera, che c’è ancora chi non sa dove abito (verso il Canton, lungo la strada del ragno ).
Raccogliamo istantanee, cari amici, di vita, dolce vita.
Proponevo un addio al celibato molto festa di paese visto il sagrone che c’è verso Vicenza, baraccata, pista di liscio con le vecchiotte… e il tutto in diretta su Telecittà. Piuttosto del Badia…
E per finire un brindisi alla mia nipotina preferita, un buonissimo e dolce compleanno dallo zio, che non vede l’ora che passino i prossimi 8 giorni per farti due orecchie così!


”Lilac Wine – Jeff Buckley“

I lost myself on a cool damp night
I gave myself in that misty light
Was hypnotized by a strange delight
Under a lilac tree

I made wine from the lilac tree
Put my heart in it’s recipe
It makes me see what I want to see
And be what I want to be

When I think more than I want to think
Do things I never should do
I drink much more that I ought to drink
Because it brings me back you

Lilac wine is sweet and heady,
Like my love
Lilac wine, I feel unsteady,
Like my love

Listen to me, I cannot see clearly
Isn’t that she, coming to me
Nearly here

Lilac wine is sweet and heady,
Where’s my love
Lilac wine, I feel unsteady,
Where’s my love

Listen to me, why is everything so hazy
Isn’t that she, or am I just going crazy, dear

Lilac wine, I feel unready for my love
Feel unready, for my love.



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mercoledì 5 settembre 2007 - ore 00:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che sia finita veramente l’Estate?
Un colpo caldo, un colpo freddo, un colpo gobbo.
Gigapaluusa, serata a trazione rock, presa nota dei negozi giusti, grazie Fabio (vero fanatico)! Gente che sbevacchia, più di quella che apprezza...
Addii al nubilato al Portello, le novelle spose sono proprio feroci di questi tempi.
Banale, tra saluti e non saluti, clima vagamente teso, gente che gesticola e altra che fa finta di farsi i cazzi suoi: me la rido abbastanza con la mia sambuca.
La prossima volta giuro che taglio le gomme all’abusivo dalla simpatia inversamente proporzionale alla bontà dei suoi panini.
L’acqua scorre. L’acqua evapora. Le lucertole intanto muoiono.
E tra la festa sixties e la sagra è stata lotta dura. Ma ha vinto quest’ultima.
Coronella, frazione di Poggio Renatico, provincia di Ferrara, 19 persone affamate di caplaz alla zucca.
Soddisfacente per il palato, un po’ meno per il portafoglio.
Eddy, no, le mie amiche non sono come quelle di chi mi chiedi.
Gli effetti del Sangiovese freddo:
Topolin, topolin…

Noel santo subito!

Cavallo goloso....

Datemi il collo!

Ringhio?? Ringhio!!

Ferrara by night, basta vi prego, mi sta andando in disgrazia.
Ma…chi diavolo era Sandro???
Il cerchiello stile Cicciolina!!
Un’ora troppo baucca per arrivare a Padova… poche idee e ben confuse, la digestione toglie probabilmente anche le ultime energie rimaste dopo l’incursione al postamat e al distributore di cicche.
Villa Barbieri? Ma, sì, no, forse.
Come “mi sono dimenticata di chiederti se venivi”?
Ed una presunta domenica di relax a guardare la Motogp a Misano che si trasforma dopo pochi giri in una certa domenica di relax a guardare le avventure del pirata spaziale più famoso dei cartoni animati.
Terrazza sì, terrazza no… come un sms può mettere in crisi un uomo e i suoi piani per lo spritz.
E penso sia normale, parlando con gli amici, condividere una qualche fantasia… erotica, sì…
Però se l’amico in questione è un’amica allora c’è qualcosa che non va!
Appiani in Festa, atto secondo, piaciuto decisamente meno di giovedì… sarà che il Padova ha perso?
Tutti vanno in palestra con la Ire, soprattutto quelli grossi, rasati, tatuati e le Fred Perry attillatisssssime.
Scorci di futuro sposo e coinvolgimento, ahimè, nell’organizzazione dell’addio al celibato.
Ok, compare d’allenamento, quando ti sposerai tu, una settimana a festeggiare la vigilia!
E c’è chi è pronto a tradire il dovere per l’ipotetico piacere.
Portello ad ore troppo tarde, brevi attimi, ma intensi, di zie, coi nipotini seduti in pendenza.
Chi è che scrive “con lo stile di Noel”?
Ma soprattutto: cosa significa scrivere “con lo stile di Noel”?
E il mister che mi palpa la pancia e mi ricorda che devo farla sparire… dopo torna indietro e sorridendomi mi dice “madonna Luca, come fai ad avere questa costanza…”
Ad avere la pancia? Ad allenarmi? A sopportarlo? A non fargli domande sul suo migliore amico samurai tatuato?
Ho scoperto quanto può costare una borsa grande di Louis Vitton.
Ed è uno scandalo.
Le vacanze fanno male ai colleghi, a me decisamente meno.
Ieri sono tornati veramente tutti.
Con i cervelli rimasti ancora in ferie.
Stasera vado a letto quasi con le balle girate.

Ps: questo post è stato scritto volontariamente in stile Marzietta*

”Got Love To Kill - Juliette And The Licks“

Woman
Skip in and walk like you own the place, baby
Move on
You gotta get your groove on
And take it all

Didn’t you want to change the world
Like a child in flight
But then you turn and walk away
Say goodbye to another day

Hey hey ho ho...

Strong man
You’re trying to raise your fists with nothing to fight
Slow down
Ain’t no enemy but yourself lover

Didn’t you want to change the world
Like a child in flight
But then you turn and walk away
Say goodbye to another day

Hey hey ho ho...

What’s it gonna be
What’s it gonna be, do you want me
What’s it gonna be
What’s it gonna be, do you want me
Is that even a question in your mind

So don’t fuck me discontent
Like your love is spent
When I’m lying alone
Baby, where’s your home
You’re looking for me
It’s all for free
I’ve got love to kill for my man of steel
Burning cold
Telling me no
You’re burning cold
I can’t let you go
No I can’t let you go

Hey hey ho ho...

What’s it gonna be
What’s it gonna be, do you want me
What’s it gonna be
What’s it gonna be, do you want me
What’s it gonna be, baby
What’s it gonna be, do you want me
What’s it gonna be
What’s it gonna be, do you want me
Is that even a question in your mind
Is that even a question in your mind


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venerdì 31 agosto 2007 - ore 18:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per essere uno che non mangia poi tanti gelati, mi pare di aver fatto un signor sbrodego dentro la coppetta: cocco, cioccomenta, banana e puffo.
Ma il puffo non sapeva da anice una volta?
Le cadute “storiche”, tipo quella dell’Amusement Park dove c’è ancora la rampa(zza) che trema.
Ok ok, capito tutto, Lubjana!!
Ho notato che nessuno aspettava la riapertura del mio barbiere di fiducia… no, no, prendere il tagliando n°52, quando l’ultimo andato sotto era il 12, è stato sconfortante a sé!
Ma mi chiedo… i nonneti e i giovincelli in vacanza… perché devono andare a sbarbarsi e a farsi la piega alle 17 quando arriva il mondo lavoratore?
Trasferta in Piemonte? Tori no, mucche anche sì.
Può dispiacere perché non rivedere una ragazza che ti ha colpito, con cui si è parlato, per la quale mi si vorrebbe tirar pacco, quando manco ci si ricorda il nome???
Cattivo, Luca (nome inflazionatissimo ultimamente), che non condivide e quando condivide passa anche per mona.
Qualche tiro antipatico che non ti aspetteresti mai.
Ed avanzo non so quante ore di sonno dal Ghè, gliele metto tutte in conto.
Tra una deviazione e una gimcana, tra un bar peso e altri che, stranamente esclamerei, alle 2 di notte di un anonimo giorno feriale sono chiusi, ragazze scledensi, thienesi, zanadiensi, che hanno in “Sdraiami” di Berarda Del Vecchio (ogni commento sul nome è meritato) la loro Bibbia: un titolo, un perché.
E dovevo andare al Kapei a Marano per ricominciare a farmi le Pip? Niente occhiaie ma, dopo la terza, la bocca un po’ impastata di liquirizia.
Simpatica la liquidatrice della Ras che si inventa le dinamiche degli incidenti pur di pagare meno il carrozziere.
Assicurazioni, che mafia legalizzata.
Oddio, da Moma a Ronchi… questa mi è nuova!! Niente giro mail, stavolta??
Appiani in festa… all’Euganeo, praticamente una sagra di… destra e in cucina la marmaglia di Mestrino al gran completo, Gionathan al lavoro finché non ci ha visto: grazie per la solita crosta e per avermi fatto raffreddare i bigoli!
Calciatori, tutti uguali, col loro capello lunghetto, leccato, la mano che passa dietro l’orecchio per un’effeminata sistemazione… Povero Padova.
Ma dove l’hanno trovata una valletta così insulsa?
Il Cigno, un uomo ed una flemma che si vanta per aver vinto il torneo di calcio a 5 con la squadra di Forza Nuova.
Cigno e Forza Nuova, due termini che stridono tra loro... E’ come mettere un Bassethound insieme ad un branco di lupi, non so se rendo l’idea.
Grandi Supernova e gran pubblico di amici, ritrovati, arrivati, andati, senza biglietti per Vasco, un po’ sbattuti e anche un po’ svedesi.
Che commesso poco serio, meglio il grugno del caro Vinnie.
Se una collega mi dice che le piacerebbe fare serata con me… per sparare puttanate… come la devo interpretare???
FR793, ho come la vaga idea che sarà una sigla fissa nella mia testa per le prossime settimane, accompagnata da un neanche tanto lungo countdown.
Ho scoperto che esistono la sagra dell’Anguria e pure quella della Polenta.
Stasera si sagra senza di me?
Ed io pornopiloterò senza di voi.


”Cum On Feel The Noize – Oasis“

So you think you got an evil mind
Well I tell you honey
And I don’t know why
And I don’t know why
So you think my singin’s’ out of time
Well it makes me money
And I don’t know why
And I don’t know why
Anymore, oh no

So cum on feel the noize
Girls grab the boys
We’ll get wild, wild, wild
We’ll get wild, wild, wild
So cum on feel the noize
Girls grab the boys
We’ll get wild, wild, wild
At your door

So you think I’ve got a funny face
Well it aint no worry
And I don’t know why
And I don’t know why
say I’m a dog and God it’s no disgrace
And there aint no hurry
And I don’t know why
And I don’t know why
Anymore, no no

So cum on feel the noize
Girls grab the boys
We’ll get wild, wild, wild
We’ll get wild, wild, wild
So cum on feel the noize
Girls grab the boys
We’ll get wild, wild, wild
at your door

So you think we have a lazy time
Well you should know better
And I don’t know why
I just don’t know why
And you say I got a dirty mind
Well I’m a mean go-getter
And I don’t know why
I just don’t know why
Anymore, oh no

So cum on feel the noize
Girls grab the boys
We’ll get wild, wild, wild
We’ll get wild, wild, wild
So cum on feel the noize
Girls garb the boys
We’ll get wild, wild, wild
at your door

So cum on feel the noize
Girls garb the boys
We’ll get wild, wild, wild
We’ll get wild, wild, wild
So cum on feel the noize
Girls garb the boys
We’ll get wild, wild, wild
We’ll get wild, wild, wild

So cum on feel the noize
Girls garb the boys
We’ll get wild, wild, wild
We’ll get wild, wild, wild

alright so cum on feel the noize (spoken)
girls grab their boys
you’re more crazy now
you’re more crazy now
c’mon goodbye to jane
or I’ll crack the whip when the whip comes down
girls grab your boys
cause it’s wild, wild, wild


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lunedì 27 agosto 2007 - ore 18:48


Schegge Agostane
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Scampoli d’avvenimenti da ultima settimana di ferie.
La mia pizzeria preferita che ritocca i listini e miete vittime illustri, un 66,66% della compagnia, formata da 3 persone.
Come me la godo ad essere l’unico che sta benone nonostante qualcuna insistesse per il contrario.
Sabato sera salvato in extremis, gente che aspetta pazientemente ed un trio che alla fine se ne va a casa nonostante la prova finale fallita. Jim Carrey ha vinto 2 Golden Globe ma, in effetti, nemmeno un Oscar.
Compleanni e case da festeggiare, la distanza mi è decisamente favorevole.
Adunata polesana, si ricomincia, a trasferirmi farei senz’altro prima.
Qualche novità, i pensieri a dopo, ora c’è tempo solo per sudare, faticare e basta.
Qualcuno nel frattempo è impazzito a forza di farsi le seratone al mare; i sensi ora gli si sono ipersviluppati.
Affidiamoci al suo estro per il mio look ritoccato.
Povera Lilla, gattacci maledetti.
Portelli bagnati, Portelli (s)fortunati, ospite la Romy de’ Roma, la pioggia cade e la carie nel mio molare si acuisce tra gli Asinelli e la Garisenda.
Sbarco nella vecchia Inghilterra, le storie son sempre quelle ma muoio lo stesso dal ridere, che ci posso fare?
E come dire di no ad una sfida a base di football e rock’n’roll? Che porno-team!
Spritzstock, gente poca, Supersonici meno brillanti del solito, mai mangiata così tanta frutta in una sera.
E la dimostrazione che si sta anche in 6 su una panda, con uno stambecco, un impala, una renna, un cervo forse, appeso di fuori, per la gioia della pilotessa.
E se il Banale non gira, si gira giù alla rotonda della Saimp per un paninazzo di quelli giusti.
Ma quanto schifo fanno le melanzane piccanti?
In quanto zio mi preoccupo se mia nipote va in giro per Padova a farsi annusare le braccia!
Buskers… ma c’erano anche loro a Ferrara? Euuiua la compagnia e abbasso i moijti tarocchi.
Macchinette fotografiche finite in mani sbagliate.
E che soddisfazione vedere Tampax che si mette spontaneamente in posa "Hello,Manchester!!" al momento degli scatti!
Dove andare a ballare fino a mattina se non a… Rovigo? Villa Selmi, che vago dejà-vu!
Alfio, un supereroe armato di piade e pizzette nella notte che sfuma.
Stavolta non ho trovato gli uccellini storditi che camminavano in mezzo alla strada.
Padre mio, perché devi metterti a fare bricolage di domenica, quando vorrei e dovrei starmene a dormire tutto il giorno senza rumori molesti?
La mia vendetta: chitarra elettrica senza cuffie.
Black&Decker batte Eko 2-0.
Monterosso, bigoli o ruspiosi? Il tempo per decidere non è mancato. E’ scoraggiante avere il tagliando col numero 820, soprattutto se stanno servendo il 645 e se si ha un certo appetito.
Comunque non erano buoni... no no, macchè!
Il prossimo anno, per riempire i baracconi nostrani, tiriamo su noi un signor scandalo a sfondo sessual-religioso nella nostra parrocchia!
Prima giornata di lavoro passata, un po’ lenta e un po’ pigra, il conto alla rovescia per le prossime ferie è già partito.
E la prospettiva di fare un soggiorno da ospite non è neanche male.
Intanto, come al solito, borsone, scarpe e via di corsa.

”La – Old Man River”

The suns coming up in the sky
I’m watching the birds passing on by
It makes me wanna cry
It makes me wanna cry

Lalala lalala laaaaaaa
lalala lalala laaaaa
la la la la la laaaaaa la la la la laaaaaaa

Im lying face upon the ground
Watching the clouds running around
It makes me feel so high
It makes me feel so high

Lalala lalala laaaaaaa
lalala lalala laaaaa
la la la la la laaaaaa la la la la laaaaaaa

Lalala lalala laaaaaaa
lalala lalala laaaaa
la la la la la laaaaaa la la la la laaaaaaa

Lalala lalala laaaaaaa
lalala lalala laaaaa
la la la la la laaaaaa la la la la laaaaaaa

One day this trip will surely end
And theres no need to start again
One day this trip will surely end
And theres no need to start again

so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind
so leave it all behind
leave it all behind



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venerdì 24 agosto 2007 - ore 17:05


Padovano De’ Roma
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dal ritorno a Padova praticamente ha fatto quasi sempre brutto.
L’estate l’ho lasciata nel Lazio.
L’Eurostar preso di buonora (per essere una domenica), viaggio lungo ma neanche tanto, pausa cicca a Firenze e Roma oramai è ad un’ora.
Termini, un terminal di un aeroporto.
Subito abbonamento all’A.t.a.c. per qualsiasi mezzo pubblico transitante.
Controllori con poca voglia d ifare, il vecchietto che gli dice tranquillamente che lui è senza biglietto, grazie all’autista che non ci fa smontare dove dovevamo.
7 piani, le ambulanze dietro casa, il Policlinico subito dietro: un posto tranquillo nonostante l’arrivo di 4-5 volanti, il portoncino scassinato e i furti nel piano sotto il nostro.
Stanza carina, il ventilatore un amore a prima vista, la padrona di casa un po’ ansiosa, niente in confronto al marito.
Avanza ancora mezzo litro di latte, povero.
Per cortesia, aumentiamo il numero di vaschettine di marmellata ai frutti di bosco che qualcuno rischia di fare baruffa.
Buono il succo, vero Tampax?
Mi raccomando, 40 secondi prima di lavarsi.
Partenza in quarta, la metro vicinissima, per la stradina neanche un’automobile sana, taci che le nostre sono rimaste a casa. La linea blu, cessa, peggio di quelle dei film anni 70 americani di ambientazione metropolitana.
La linea rossa invece tenuta bene con tanto di aria condizionata. Si vede che a Roma c’è un’amministrazione di sinistra!
Svariate vesciche ai piedi e pure qualche crampo.
Abbiamo ammirato il Colosseo, maestoso, peccato che Il Gladiatore mi avesse creato chissà quale aspettativa di opera suprema, l’Arco di Costantino, su attraverso i Fori, rimanenze di un’epoca passata, il Campidoglio, con la statua equestre di Marco Aurelio al centro, i Musei Capitolini, tra un metal detector e una cicca, tanto per cominciare bene.

Patriottismo all’Altare della Patria, fanatismo guardando quel balcone in Piazza Venezia, via del Corso, cinture urbane da 5 euri,
Mac Donald? Ma siamo sicuri? I 50 metri del cartello sono risultati essere un po’ troppo ottimisti ma abbiamo scoperto essere una caratteristica prettamente romana quella di prendere sottogamba le misure spaziali.
Pantheon, Vittorio Emanuele II ci riposa in pace dentro, i barboni ci riposano pacifici fuori.
Ristorante argentino, una soluzione curiosa per le tante serrande abbassate ad un’ora neanche troppo tarda.
Il suono dell’acqua che scorre è un richiamo tra i vicoli, la fontana di Trevi, un capolavoro, ahimè accerchiato da pile di immondizie indecorose.
Autobus notturni, fortuna nostra, colpo di culo indovinarne la vera destinazione.
Primo giro ai Musei Vaticani, 2 km di coda sono stati scoraggianti. Via a San Pietro, un’opera che ha del divino per la magnificenza della chiesa, quasi del vergognoso per lo sfarzo ostentato.
Er Cupolone, che vista su Roma.

Qualche giapponesina ci lascia il cuore.

Castel Sant’Angelo, nei suoi giardini a prendere i freschi aspettando Dina e Lory in ritardo di 24 ore.
Il Circo Massimo, non ho visto il tendone massimo però, e la Bocca della Verità, la mano c’è ancora.
La Romy, una sorella che tutti dovrebbero avere, lezioni di guida romana, sconsigliate a chi in centro non supera in curva a destra e non sviluppa almeno i 90 Km/h.
Per fortuna che le strade erano deserte.
Trastevere, carbonare, cacio e pepe, matricine (senza la A davanti), filetti fritti di baccalà, fiori di zucca e supplì, la famosa coda alla vaccinara è un piatto troppo invernale per apprezzarlo a metà agosto senza morire.
Si mangia bene di sicuro ma i vini dei Castelli Romani sono peggio del Tavernello se confrontati con un nostrano Cabernet.
Le bancarelle e i chioschi del lungo Tevere, con vista isola Tiburtina, altro che il Naviglio di Padova.

Trastevere, locali famosi e meno famosi, Freni&Frizioni con i coktail a sorpresa, troppo a sorpresa, la gelateria con la grattachecca al cocomero, il chioschetto con la grattachecca al cocomero dal gusto amarena.

La ciocco-enoteca… Che dire del fattaccio? Se non che ingoiare chupiti coccolatosi interi è pericoloso? Tampax schiva in pieno stile Matrix, la Romy probabilmente non ha visto il film in questione e non schiva niente.
Tanto caffè panna e cioccolata non è che sporcano....
Gente piegata dal ridere, gente che si vergognava, gente che si puliva e gente che cercava di minimizzare l’episodio.
"Ehi, gringo, attento che quello è un locade de’ ricchioni!!"
3 ore di sonno e via per i musei Vaticani, alle 7 della mattina avevamo già gente davanti… che culo, aprono alle 10.
Checco che spaventa i furbastri salta fila, stranamente non Italiani.
Bolgia infernale, sembra un controsenso, le mille sale da vedere, da lasciar spalancati bocca e obbiettivo.
Le sale di Raffaello, gli Egizi, gli Etruschi, il Braccio Nuovo, e, dimenticando un sacco di opere, la Cappella Sistina, probabilmente la massima espressione dell’arte umanamente concepibile, da godersi in silenzio con il naso all’insù e non in mezzo ad un mercato rionale nel quale sembrava essere.
E comunque sono uscito con le prove della longevità di Saccolongo, esistente prima di tanti altri comuni limitrofi!

Il baretto più ladro di Roma, ladro quanto i bambini rom che si appropriano delle lattine sugli altrui tavolini.
Campo dei Fiori by night, occhio ai pagliacci di strada e ai camerieri che decidono che noi non abbiamo più bisogno della guida con gli orari degli autobus.
La pipì, scappa sempre nei momenti meno opportuni, niente da fare se una è debole di “susta”
Colazioni ferragostane a base di bombe ipercaloriche di brioche e panna che rispondono al nome di maritozzi, risate con romani d.o.c., maledizioni rom vanificate con una grattata pazzesca.
Chi va a prendere il sole ad Ostia e chi si fa una vasca come si comanda.
Il museo delle macchine di Leonardo, piazza del Popolo, la terrazza del Pincio (un nome, un programma per noi veneti maliziosi), Galleria Borghese dove vengo giustamente scambiato per un turista inglese, tra scene di maleducazione senile nostrana e scene d’ammmore, quasi a voler segnare il territorio, per la serie “ragazzi, questa è mia!”
Trinità dei Monti e giù per i gradini di Piazza di Spagna e mi chiedo come fanno le modelle a scendere sopra quei tacchi, giapponesi che si fotografano davanti le boutique delle migliori griffe, piazza Cavour “what’s my life for?“ avrebbe detto Morrissey.
Le terme di Diocleziano, cartelli ingannevoli e irritanti, gatti spaparanzati tra le rovine nel sito a loro dedicato che non so come si chiama, l’Archeobus, a rischio di liquifazione, il fresco delle catacombe di San Callisto e vai di via Appia.
Il buon vecchio Aldo con Alessia, lezioni di romanità e romanismo, qualche dubbio ce l’ho ancora... i cristiani combattenti???
E al tg-R Lazio quel “negrone“ simpatico di Fidel!
Anch’io voglio la t-shirt “Trust Ever“!
I palazzi dello Stato, tricolori e sbirri ovunque. Ma morire trovare un tabacchino aperto o col distributore automatico.
Ovviamente quando lo troviamo, non ha neanche le marlboro morbide!
Bancarelle di tutti i tipi, perso Porta Portese, mercatino di via Sannio, il pressing tutto sommato garbato ma asfissiante dei mercanti... Cosa cerco??
Chi da vestire, chi borse, chi niente. Ma come farsi scappare quel libro con la copertina rossa scritto dall’omino col baffetto?
San Giovanni in Laterano, quasi meglio di San Pietro, e Santa Maria degli Angeli, con la meridiana colpita da un raggio di sole ad ogni stagione.
Ritiro dei bagagli, scrocco del bagno, “come mai lei non ha l’accento romano molto marcato?“
“Dipende dalla cultura, dall’educazione e dall’istruzione che uno ha, che crede...“ Scusa eh!!
Gente che s’ingozza al Mac, qualcuno che boicotta e s’ingozza ma allo Spizzico.
Appenderemo le scarpe da turista per un bel po’ ora, qualcuno l’ha fatto davvero ma sui fili del tram.



Lasciamo la città più bella del mondo, tra le sue meraviglie e le sue mancanze.
Di nuovo Eurostar, evviva le coppiette ferraresi che ci rubano i posti, tanto non sanno che a Firenze il treno cambia senso di marcia. Evviva le limonate e la creanza.
Problemi di bagaglio mademoiselle? Don’t worry, io genio!
L’afa nel deserto agostano di Padova, quasi mi era mancata.
L’ultima cartolina con il papa Benedetto XVI, a chi la mandiamo?
Caro Babbo Natale...

”Roma Capoccia – Antonello Venditti”

Quanto sei bella Roma quann’è sera,
quando la luna se specchia dentro ar fontanone
e le coppiette se ne vanno via,
quanto sei bella Roma quando piove.
Quanto sei bella Roma quann’è er tramonto,
quando l’arancia rosseggia ancora sui sette colli
e le finestre so’ tanti occhi
che te sembrano dì : quanto sei bella!
Ah, quanto sei bella.
Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà der Colosseo,
vedo la santità der Cuppolone,
e so’ più vivo, e so’ più bono, no, nun te lasso mai,
Roma capoccia der monno infame.
Na carrozzella va co’ du’ stranieri,
un robivecchi te chiede un po’ de stracci,
li passeracci so’ usignoli, io ce so’ nato, Roma,
io t’ho scoperta, stamattina.
Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà der Colosseo,
vedo la santità der Cuppolone,
e so’ più vivo, e so’ più bono, no, nun te lasso mai,
Roma capoccia der monno infame.
Roma capoccia der monno infame


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venerdì 10 agosto 2007 - ore 16:18


Prossima Stazione: Termini
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Finita l’ultima settimana lavorativa. Ultima...
Lo fosse davvero, come per qualcuno che non ha ancora una data di termine per le sue vacanze.
Temporali, fulmini, acqua, finisce spesso così, quando passo per l’IperCity.
La ricerca ha dato buoni frutti e un’ispirazione mica male per una business da fare online...
Ma che brutte le Barbie moderne con le tette piccole e la testa grossa!
Il Club del Sandwich e della Guinness, lasciamo stare Battaglia che ci impantaniamo fino alle orecchie.
Portello mezzo chiuso e mezzo vuoto per essere un mercoledì, in effetti un mercoledì un tantino freddo e umido.
Che tavolata affollata d’amici, nipoti e zie.
La mensa in questi periodi non ha offerto il massimo, paura di avanzare troppo cibo.
Pizze con i colleghi, a mezzodì, nessuno incalzato dal lavoro, solo il calzone sembrava incalzato, ma dalla voracità altrui.
Cene in buona compagnia, Electra versione casalinga, la soppressa col “bueo”, i misteri della moka elettrica e la golosità di una viennetta air ciok.
Ma... dove sta questa Virgin Radio?
L’acqua incute… interesse?
Da Matteo, senza Matteo ma con i clienti affezionati.
Stasera si prepara la valigia, devo lasciar fuori l’abito(?) della festa per gli sposini di domani.
E domenica ci si alza presto.
Ultime ricerche su internet, cosa vedere, cosa mi piacerebbe vedere.
Non sarebbe male trovare anche una sirena così che sguazza dentro la fontana.

Mi riempirò le tasche di monetine da lanciare.
Il mercato di Porta Portese c’è solo la domenica mattina.
Baglioni di merda.
Arrivederci.

”Vacanze Romane – Matia Bazar”

Roma, dove sei? Eri con me
Oggi prigione tu, prigioniera io
Roma, antica città
Ora vecchia realtà
Non ti accorgi di me e non sai che pena mi fai

Ma piove il cielo sulla città
Tu con il cuore nel fango
L’oro e l’argento, le sale da the
Paese che non ha più campanelli
Poi, dolce vita che te ne vai
Sul Lungotevere in festa
Concerto di viole e mondanità
Profumo tuo di vacanze romane

Roma bella, tu, le muse tue
Asfalto lucido, "Arrivederci Roma"
Monetina et voilà
C’è chi torna e chi va
La tua parte la fai, ma non sai che pena mi dai

Ma Greta Garbo di vanità
Tu con il cuore nel fango
L’oro e l’argento, le sale da te
Paese che non ha più campanelli
Poi, dolce vita che te ne vai
Sulle terrazze del Corso
"Vedova allegra", máìtresse dei caffè
Profumo tuo di vacanze romane


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martedì 7 agosto 2007 - ore 19:47


Eso... Che???
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non è male, no, stare in ufficio in 4 gatti, senza capi, a fare quei lavori rimandati da una vita, con un misto mp3 per colonna sonora e senza frenesia di sorta.
Mancano i consueti messaggi, di chi è in ferie e si fa ben consigliare sui film da vedere, di chi partiva in treno con le sue 14 valigie, di chi si mangiava il gelato...
Venerdì al maschile, oh sì, macchine tedesche vagamente rumorose, uomini sempre meno duri, debilitati da una nuova malattia venerea esotica che stranamente prende lo stomaco…
Una vita salubre, cibi magri e non troppo caldi, no alcol e no fumo.
Come si fa?
Anche le donne di Bacco, tra un paninone, un nascondino e un cruciverba, hanno ormai capito di chi si parla.
Portello, scene di delirio, un ragazzo che urla nella notte “Nooo, io non sono contro…” oppure “Nooo, ho preso l’esofagiteeee”, scaglia bici, sfonda barriere, calcia sedie.
Finché non l’han preso e gentilmente accompagnato via
Chissà con chi ce l’aveva… una donna?
C’è sempre qualcuna che fa perdere la pazienza a qualcuno.
Notizie, brutte, passa la voglia di allegria, meglio aspettare tempi migliori, spero tanto sia solo un rimando.
Chi va a Chioggia? Nessuno è degno, a quanto pare.
E apparizioni, reali o immaginarie? Un Reffo che richiede: “’Dodo, fammi Come as you are, più lenta e jazzata alla fine…”
Forte… sì, no, mah…
Incontri lungo il Naviglio, rapimenti e ritorni al Banale, luogo in cui è impossibile non trovare qualcuno che si conosce.
Perché tardano sempre tanto a mettere musica degna di questo nome?
Si esagera, con le canzoni dei Blur in pista… non approvo, non approvo.
Eh no, lo spritz da Pippo non è il migliore, neanche la correzione di Martini funziona alla grande.
Per una pizza tra amici, in compagnia di una squadra di donne in rosso, la bussola segna direzione Est, molto Est, tanto Est.
Chi siamo noi, Tampax? I cyborg!
Voglio la tutina rossa, con la sciarpa e i bottoni gialli sulla pancia!!!
E il dispositivo di accelerazione dentro il molare!
Che avevate contro gli Oasis? Erano gli omonimi da sagra, vero?
Giovani sposini alle prese con il dolce, risultato eccellente direi.
La regola dell’anticipo con carta uguale, vengono fuori quelli più scaltri. Tira su altre quattro carte, moro!

C’era una volta un amico che cambiava sempre le regole ogni volta che si giocava...
Spero che le regole continui a farle lui.
La raccolta dei fichi e delle pere? Scritto così un po’ di malizia qualcuno la metterebbe.
Se non fossi costretto in ditta, parteciperei a quest’attività molto agricola, l’erba di casa ormai ha già un taglio fin troppo skin-head.
Lo spritz del lunedì pomeriggio, a Rubano e frazioni, in effetti, è un problema di una certa gravità.
La zia un po’ cialtrona e il televisore nuovo: ora l’apparecchio ha capito e ha voluto farsi adottare da una famiglia saccolongana a caso.
Come ritrovare una persona dopo anni, che ha abbandonato il mondo della pallamano per quello di quei 4 spilunghi di pallavolisti.
Ora scrocca, si alcolizza, s’è inacidita, vagabonda, si palestra e si abbuffa di tartine al caffè Madrid.
Cambiando discorso… potremmo andare su serio qualche giorno in ferie
Ho buttato via tipo 8-9 chili di carta, pulizie grosse sulla scrivania.
Cosa butto via nei prossimi 3 giorni???
Le email di spam che mi arrivano in continuazione da qualcuno che cerca sempre di fare un po’ di terrorismo.


”Irene – Roberto Vecchioni”

Oh certo che può sembrare inutile
una stazione a chi non parte mai,
ma i treni che davvero portan via,
non han fiori sui sedili,
ma da fuori non lo sai,
devi entrarci per sapere dove vai.
Irene, non aspettare più,
la spiaggia era d’oro per illuderci,
col vantaggio di non pensarci su,
non è il tempo della volpe
ora è il corvo il mio Dio,
questo niente nella mano sono finalmente io.
Corri via, scappa via,
ma devi farlo da te,
senza starlo a chiedere
come fai, sempre fai
con tutto quel che hai.
Corri via,, via, scappa via,
insieme o contro di me,
non importa, basta che
cerchi tu, solo tu
di scegliere chi sei.

I gufi che stanno sulla spalla tua
ti mangiano gli occhi e non li mandi via,
(c’è il vantaggio di non pensarci su),
è che ti dicono: "poi ci ringrazierai..."
e a volte la musica non viene più,
allora vorrei che mi capissi tu,
e guardassi con rabbia insieme a me
tutto il tempo da borghesi
perso a coltivar ninfee,
senza mai capire gli uomini e le idee...
corri via, via, scappa via


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venerdì 3 agosto 2007 - ore 19:13


Stat Rosa Pristina Nomine, In Mea Domo Est
(categoria: " Vita Quotidiana ")


In effetti non era possibile che l’indiano ce le regalasse sul serio le rose.
Che subdoli che vogliono farti sentire in colpa.
Prosecchino per cominciare, tavolino per la pizza pazza in piazza dove, in effetti, manca un segno zodiacale.
Coi pomodirini? Anche no!
Storie di insalata, motorini rossi, nipotini e cani putrefatti.
Telefonate a nipotine così distanti e così vicine.
Non so, a forza di parlare di serial televisivi m’è rimasto un numero in testa… 108, 108, 108...
Profiterol e caffè corretto baileys... prossimamente!
Max Pezzali… eh sì, Max Pezzali. E Mauro Repetto?
La prossima volta che farò tardissimo e avrò bisogno di una buona scusa so che dovrò inumidire il cellulare.
Portello Bordello, gente tanta, troppa, vecchie conoscenze e nuove conoscenze dopo svariati tentativi.
Spritz mistificati al melone, inviti di compleanno, storie di ufo e spot vintage.
E anch’io ho fatto “La Squadra” e più di una volta.
E non mi sono mai messo spontaneamente in porta!
Saluti, baci e buone vacanze ma occhio alle violenze urbane.
Quale miglior vaso, per due rose sperdute, di un boccale da birra?
Drinnn “ciao papà sono io, mi passi la mamma?”
“El puteo gà bisogno dea so mamma, piccenin…”
Per farsi fare IL dolce direi proprio di sì!
Padova Piove ogni mezzora, era una barzelletta patavina molto tipica, io l’ho smentita raddoppiando i tempo di percorrenza.
Il mio inglesino preferito in un’auto... “elegante”? Solo lui sa se la traduzione è corretta.
La ginnastica davanti St. Paul, le foto rubate, mutui e affitti, gli esercizi di giapponese.
Se conosco il Glastonbury Festival?
Davvero ci han suonato quelli della sigla di C.S.I.?
Tavola imbandita, zii, cugini e cani ciechi...
Ma i quadrupedi non vedenti usano sempre il cane guida o l’uomo guida?
Due ruote per ritornare oltre manica e un arrivederci, stavolta sul serio.
Da stasera sono in ferie praticamente tutti, pochi esclusi.
Sempre saputo di essere, ahimè, bastian contrario.
Impianterò un ombrellone in ufficio e infilerò i piedi in una scatoletta di sabbia sotto la scrivania.
E dormirò di gusto.
Viva gli inviti inaspettati!

”Who Are You? – The Who”

I woke up in a Soho doorway
The policeman knew my name
He said, "You can go sleep at home tonight
If you can get up and walk away"
I staggered back to the underground
The breeze blew back my hair
I remembered throwing punches around
And preachin’ from my chair

Who are you
Hu hu hu hu
Who are you
Hu hu hu hu

I took the tube back out of town
Home to the rolling pin
I felt a little like a dying clown
But with a streak of Rin Tin Tin
I stretched back and I hiccupped
Looked back on my busy day
Eleven hours in the tin pan
God there’s got to be another way

Who are you
Hu hu hu hu
Who are you
Hu hu hu hu

There’s a place where I know you walked
The love falls from the trees
My heart is like a broken cup
I only feel right on my knees
I spill out like a sewer hole
Yet still receive your kiss
How can I measure up to anyone new
After such a love as this

Who are you
Hu hu hu hu
Who are you
Hu hu hu hu


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mercoledì 1 agosto 2007 - ore 19:30


Guerrieri… Giochiamo A Fare La Guerra?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sapevo io che non dovevo guardarlo… che mi faceva male rivedere, a distanza di qualche lustro, “I guerrieri della notte”.
Voglio spaccare teste e fare teppismo, voglio fare baruffe a sangue e bighellonare durante la notte, voglio fare il giustiziere, voglio la metropolitana malfamata anche qua a Padova e voglio un gilet rosso di pelle!!!

Così picchieri il solito furbastro italico che non ha rispetta la fila, per esempio alla sagra di Trambacche.
E anche quello che non ha ordinato abbastanza frittura per accontentare i sagraioli.
Ritrovo di vecchi amici italiani e nuovi amici spagnoli… Tampax parla fluentemente spagnolo a sua insaputa, viva la carne fresca e lo sport del balonmano.
Serata tipica italiana per giovani iberici?
Il Portello, ovviamente, caffè Madrid, più scontatamente.
E visto il caldo occorso negli ultimi tempi che ha accelerato lo sviluppo delle piantagioni, il capo conserva e capo famiglia ha dato inizio all’operazione pomodoro prima del previsto, a tradimento.
Cassette e vasetti dappertutto.
Il tutto perché la pasta al burro fa più schifo di quella al sugo!
Vena poetica, mi scorre nelle vene, sprecata per gente poco poetica evidentemente.
Facciamo un weekend in giro? Chi è una bomba vivente, semplicemente da innescare, e chi invece sembra disinnescato del tutto.
Un brindisi al Portello con i futuri sposi, un saluto a vecchie amiche di gioventù, di ritorno dalla Spagna, e un altro ancora, tra chi in Spagna vedrà andarsene il migliore amico e tra chi non vede l’ora di farsi riparare la fatidica collana.
Una principessa, proprio, quella che bestemmiava dentro il cesso.
Un troione, da sbarco, la russa dell’ultimo Grande Fratello che passeggiava per il Naviglio.
Una sventurata, povera, quella che se l’è prese dal moroso.
Calcetti che saltano e allenamenti che cominciano una settimana prima del previsto, in piene ferie, che gioia, che voglia di sport, sotto i tacchetti! Che non ho.
E stasera l’allegra combriccola.
Consueto giro mail e altrettanto consueto casino con orari e ritrovi!
Ma d’altronde… anche questo fa parte della bellezza di questi incontri!

”Nowhere To Run – Arnold McCuller”

Nowhere To Run to, baby, nowhere to hide
Got Nowhere To Run to, baby, Nowhere to hide.
It’s not love I’m a running from,
It’s the heartbreak I know will come.
’Cause I know you’re no good for me, but you’ve become a
part of me.
Ev’rywhere I go your face I see ev’rystep I take you take
with me.

Nowhere To Run to, baby, nowhere to hide
Got Nowhere To Run to, baby, Nowhere to hide.
I know you’re not good for me, but free of you I’ll never be,
no.
Each night as I sleep, into my heart you creep.
I wake up feelin’ sorry I met you, hoping soon that I’ll forget you.
When I look in the mirror to comb my hair
I see your face just a smiling there.

Nowhere To Run, Nowhere to hide from you baby,
Got Nowhere To Run to, baby, Nowhere to hide.
I know you’re no good for me, but you’ve become a part of
me,
How can I fight a lover that shouldn’t be when it’s so deep,
so deep, deep inside of me
My love reaches so high I can’t get over it.
It’s so wide I can’t get around it, no
Nowhere To Run, Nowhere to hide from you baby.
Just can’t get away from you baby, no matter how I try to
baby,

Nowhere to hide. I know you’re no good for me,
but free of you I’ll never be,
Nowhere To Run, Nowhere to hide,
Got Nowhere To Run to baby.


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domenica 29 luglio 2007 - ore 16:53


Dai Sixties... Alle Paninare...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ultime ore di libertà prima di riprendere possesso della mia postazione in ufficio domattina.
Se ci sarà ancora.
Ammetto che, sfogliando Il Mattino, quando ho letto che in ditta ieri c’è stato un incendio, ho sperato in un po’ in danni tali a chiudere lo stabilimento per un po’...
L’atletica la si è cagata ben poco, a parte per le finaliste del salto triplo.
E Dik Dik furono, vecchi, bravi, un po’ troppe cover (oltre alle loro “storiche”), una serata in cui hanno suonato un miscuglio di canzoni rock, inglesi, americane, italiane, da Battisti, sponsor numero uno della serata, a Lennon, da Hendrix a Dylan, dai Rokes ai Pink Floyd.
Finale pirotecnico, isola di Wight ad libitum e fuochi d’artificio.
Come mi sentivo giovane in mezzo al pubblico.
Portelli, gente che va e Luca che arriva, altri cambiano location, altri sono sopraffatti dai divani, altri si riposano in vista di dolci ritorni e altri che rincasano presto per via della partenza intelligente del giorno successivo.
Il mondo comunque è sempre più piccolo.
Banale, la prima vasca finisce presto.
La seconda dura fino alla fine, tra amici che arrivano, amici che si scatenano, altri che tornano dalla Spagna, killer semiseri e vecchi compagni che non si riesce ad evitare.
E mi raccomando: mai andare in pista a ballare con un bicchiere di Sambuca in mano.
Con “Every day I love you less and less” il braccio sinistro diventa tutto appiccicoso.
Con la successiva “Chelsea Dagger”, tra balli scatenati e risse, è la camicia che assume quel gusto particolare dell’anice.
Troppo caldo per il centro, centro commerciale, le misteriose strade tra la Guizza e Sant’Agostino.
Cara la tabacchina Simpatia, cara la fata Flora, cara anche la sua graziosa cameriera, acida come uno yogurt aperto e rimasto una settimana sotto questo sole di Luglio.
Caffè e amaro nel bar giusto, ma al momento sbagliato… e come ci hanno squadrato gli autoctoni.... abbiamo la faccia da “foresti” in effetti…
Ho voglia di mettere una croce su tre baracchini del naviglio. Con un’ascia.
Forte Bazzera, in qualche modo si arriva, bella la vista aeroporto, la musica è finalmente di quella giusta, la gente un po’ meno ed un po’ meno giusta del solito.
Volevo schienare qualche personaggio ma il pastore tedesco mi ha anticipato di brutto.
Chi vuole la pelle nera?
Io no, mi tengo il colorito mozzarella.
Un “abusivo” tutto al femminile, sapevo che era uno specchietto per le allodole per fuorviare l’attenzione dai panini sotto misura…
Viva le paninare, wild boys!

"Il Geghegè – Rita Pavone“

Abbiamo un riff (geghe geghe geghegè)
che fa così (geghe geghe geghegè)
e questo riff (geghe geghe geghegè)
vuol dire che (geghe geghe geghegè)
il mio saluto è geghegè (geghe geghe geghegè)

forse voi pensate che (geghe geghe geghegè)
questo geghe geghe ge’(geghe geghe geghegè)
voglia dire geghege’(geghe geghe geghegè)
ed invece questo riff
vuol dire voglio bene a te!

E cosi’ parliamone tra noi
col geghege’
tu mi puoi dire quello che vuoi ma che dire non sai

Abbiamo un riff (geghe geghe geghegè)
che fa cosi’ (geghe geghe geghegè)
io dico a te (geghe geghe geghegè)
tu dici a me (geghe geghe geghegè)
facciamo insieme il geghege’(geghe geghe geghegè)

E cosi’ parliamone fra noi
col geghege’
tu mi puoi dire quello che vuoi ma che dire non sai!

Abbiamo un riff (geghe geghe geghegè)
che fa cosi’ (geghe geghe geghegè)
io dico a te (geghe geghe geghegè)
tu dici a me (geghe geghe geghegè)
facciamo insieme il geghege’(geghe geghe geghegè)

Abbiamo un riff (geghe geghe geghegè)
che fa cosi’ (geghe geghe geghegè)
io dico a te (geghe geghe geghegè)
tu dici a me (geghe geghe geghegè)
facciamo insieme il geghege’(geghe geghe geghegè)
ge geghege’
ge geghege’
mmm yeah


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