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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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Take the time to make some sense
Of what you want to say
And cast your words away upon the waves
Sail them home with acquiesce
On a ship of hope today
And as they land upon the shore
Tell them not to fear no more
Say it loud and sing it proud
Today...

And then dance if you want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let us understand
We’re all part of the masterplan

Say it loud and sing it proud
Today...
I’m not saying right is wrong
It’s up to us to make
The best of all the things that come our way
Coz everything that’s been has past
The answer’s in the looking glass
There’s four and twenty million doors
On life’s endless corridor
Say it loud and sing it proud
And they...

Will dance if they want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let you understand
Why we’re all part of the masterplan



SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

( solo gli utenti registrati possono votare )

lunedì 2 luglio 2007 - ore 19:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sto dormendo in piedi.
Anzi no, sto dormendo da seduto.
Ho rischiato di dormire seduto in sella.
Ma per strada c’è sempre qualcuna col clacson facile.
Del Naviglio ormai non mi meraviglio.
A parte che ho messo via lo scafandro da palombaro
Ritorno al Tag, guarda chi c’è , chi viene riconosciuto e chi no, ma è risaputo che sono un personaggio pubblico in quanto capitano Callaghan.
Mestre di notte, gente che mi segue per strade nuove e che si perde di conseguenza per queste strade nuove.
Che fatica organizzare una serata in sagra a Bosco... ma anche no!
“Numero 275...” Non si sente molto bene l’altoparlante, vero?
La mira non è più quella di una volta.
E i marajoni da pista di liscio e i nostri vecchi animatori.
Chi va alla festa a tema e chi parte con lo svolgimento sentendo i sempre bravissimi Pornopiloti acustici.
Il tempo di arrivare al Banale che si va allo Sherwood, tra ragazze abbandonate, baracchini che chiudono e cani che dormono.
E per un totale risveglio tonico-muscolare domenicale cosa c’è di meglio che tagliare l’erba?
E via con un compagno pescatore e signora in direzione Azzano.
Subito mi si fa notare che ho infranto la prima regola del Rock’n’roll, cioè mai andare ad un concerto con la maglia del gruppo che suona...
La seconda l’avevo già assimilata: mai ascoltare i cd dell’artista che si sta andando a vedere.
Beh, finchè vado via con la macchina paterna che non ha il lettore e trasmette solo radio Birikina... non c’è pericolo!
Metti un baraccone tipo sagra con specialità gnocchi, una fiera del disco, birra e un palco dove suoneranno due gruppi niente male: una figata!
E facce note, facce nuove, facce viste/non viste un po’ meglio del solito!
La maglietta? Sì sì caro, vai vai, in fondo in fondo infondo... là siì che le vendono... magari non proprio come la mia.
Grazie a The Great Complotto Radio che ci ha portato gli “Eco i ze Bannimen” e i “Kaiser Ciiivsfs”, altrimenti noti come “Echo and the Bunnymen” e “Kaiser Chiefs”.
Giovani di adesso e giovani di una volta, generazioni a confronto!
Grandi gli Echo, non li conoscevo molto e me ne pento, il chitarrista frangiato e paciocco là in angolo per i cavoli suoi, Ian, il cantante, pochi movimenti, lenti, occhiale da sole e cicca in bocca: alta scuola.


I Kaiser? Esaltanti, esaltati e saltati!
Come stile il contrario dei loro predecessori, il risultato invece uguale: meraviglia!
Non sapevo che il cantante fosse un impazzito totale, s’è attraversato tutto il festival nuotando sopra le teste della gente, s’è arrampicato su per i sostegni del palco, gli piaceva particolarmente alzare col piede l’asta del microfono.


Oh my god, quanto dura questa song?
Un corso d’inglese telefonico???
Ok, ma... chi paga le chiamate???

”Everything Is Average Nowadays - Kaiser Chiefs”

Sooooooooooooooooooooooo
Everything is average nowadays
Everything is average nowadays
Everyone would do it if they can
And everything is going down the pan
And everyone is following the craze
And everything is average

Now you say it’s getting better
But I don’t really see the signs
Said it is too different
You thought it would be suicide

Not much to believe in
Left up on a shelf
So get your coats we’re leaving
We’ll just do something else

Ohhhh Everything is average nowadays
Everything is average nowadays
And everything is of no consequence
Cos everyone is sitting on the fence
And everything will always stay the same
Cos everything is average

Now you said you didn’t mean it
You threw away the book of rules
You thought that we should read it
I wouldn’t even know how to

Not much to believe in
Left up on the shelf
So get your coats we’re leaving
We’ll just do something else

All I need is a ball and a wall
Or a sledge and a hill in heavy weather
All I need is a ball and a wall
A sledge and a hill in heavy weather

Oh oh oh oh etc.

Not much to believe in
Left up on the shelf
So get your coats we’re leaving
We’ll just do something else

Sooooooooooooooooooooooo
Everything is average nowadays
Everything is average nowadays
Everyone would do it if they can
And everything is going down the pan
And everyone is following the craze
And everything is average nowadays


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venerdì 29 giugno 2007 - ore 20:35


Diversamente (Cicl)Abile
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che bordeo, mercoledì al Porteo.
Che scarsa la sagra di Rubano, quest’anno peggio della precedente.
Mi candido seriamente a diventare presidente della Pro loco locale, parroco della parrocchia e magari anche sindaco...
Dopo vedrete che sagroni!
Comincia Bosco ora.
Adesso...
Se capita che uscendo dall’ufficio succede di forare e per questo devi percorrere 3 km a piedi per arrivare alla bottega di fiducia, trovandola pure chiusa per motivi familiari, quindi ne devi fare altri 2 per raggiungere l’altra bottega, pagando 13 euro di copertone e camera d’aria, poi tornare a casa facendo l’ultima tappa di 5 km, questi ultimi pedalando, rincasare alle 19e15, stanco e sudato, dopo che hai salutato i colleghi 17e15... non è che non ci rida su…
Alla fine sono solo coincidenze.
Una serie di sfortunati eventi.
Vero?
E se possono far sorridere qualcuno che necessita di ferie… ben venga!
Ma non voglio forare tutti i giorni eh, che sia chiaro!
Dopo non è che l’assicurazione mi fa arrabbiare perché tarda con l’incarico al perito…
Non è che il carrozziere mi abbia rattristato prevedendo almeno 3 settimane di appiedamento…
Se andassi a lavorare a piedi a questo punto penso che potrei minimo minimo slogarmi una caviglia per strada.
Sempre che non mi tirino sotto prima.
Ringrazio per il talismano virtuale...

La vespa per andare in guerra e la 500 per sbarcare sulla Luna…
La pizza topo Gigio era senza orecchie.
Presumo se le siano mangiate i topi in cambusa...

La pizza topo Gigio poteva avere le uova strapazzate, di coccole ovviamente , invece consisteva in una verdeggiante fusione di formaggi.
Gente malata e untrice che esce, fisicamente e anche un po’ di melona, a momenti sono quasi passati 20 anni ma non mi sono mai preoccupato come adesso..
La vecchiaia zio Ken? La pigrizia? La mamma?
E per il biglietto mi arrangio, che è meglio.
Un altro innamorato perso e contento.
Un altro ancora innamorato, perso, spero contento da stasera
Voglio i Porno acustici, voglio andare a trasformarmi al cinema, voglio ballare nei posti giusti, voglio spritzare ai portelli, anche gioia dai pori, voglio andare a bere il caffè vestito come un palombaro, voglio uscire con chi non vedo da tempo...
Ecco, non avrei mai pensato di passare un’ora, al lavoro, a vedere di Mammuth, duo comico della banda Zelig, per un progetto di inserimento di persone diversamente abili.

Speravo mi prendessero per fare un trio dato che sono diversamente abile a far ridere.
Come la mia collega più simpatica, che un sorriso me lo strappa sempre: arriva e riferendosi al fatto che ieri sera mi ha visto andar via su due ruote, armato di marsupio e Ray-Ban a goccia, dice “ieri sera te sembravi un pilota dell’aviazione del tipo TOP GAME, ghetto presente??”
Gò presente, TOP GAME, gò presente!
Spero non il nano di Maverick e neanche lo sfigato di Goose…
Mi tocco.
Il ferro.

”Bicycle Race - Queen“

Bicycle bicycle bicycle
I want to ride my
bicycle bicycle bicycle.
I want to ride my bicycle
I want to ride my bike.
I want to ride my bicycle
I want to ride it where I like.
You say black I say white
you say bark I say bite
you say shark I say hey man
"Jaws" was never my scene
and I don’t like "Star Wars".
You say Rolls I say Royce
you say God give me a choice
you say Lord I say Christ
I don’t believe in Peter Pan
Frankenstein or Superman
all I wanna do is...
Bicycle bicycle bicycle
I want to ride my
bicycle bicycle bicycle
I want to ride my bicycle
I want to ride my bike
I want to ride my bicycle
I want to ride my...
Bicycle races are coming your way
so forget all your duties oh yeah!
Fat bottomed girls
they’ll be riding today
so look out for those beauties
oh yeah.
On your marks get set go!
Bicycle race bicycle race
bicycle race.
Bicycle bicycle bicycle
I want to ride my...
Bicycle bicycle
bicycle bicycle bicycle bicycle race.
You say coke I say caine
you say John I say Wayne
hot dog I say cool it man
I don’t wanna be the
President of America.
You say smile I say cheese
Cartier I say please.
Income tax I say Jesus
I don’t wanna be a candidate
for Vietnam or Watergate
all I want to do is...
Bicycle bicycle bicycle
I want to ride my
bicycle bicycle bicycle.
I want to ride my bicycle
I want to ride my bike
I want to ride my bicycle
I want to ride it where I like...



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mercoledì 27 giugno 2007 - ore 00:03


Lola (Lugubremente Odo Lamentarsi Alfa)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo stemma frontale dell’Alfa è una figata.

Non è una figata che l’abbia raccolto da terra tra mille altri pezzi della parte anteriore della mia auto.
Due propositi per l’estate erano avere un due ruote vintage e fare un po’ di moto per rimettermi in forma.
Diciamo che l’incentivo avuto stamattina mi ha fatto trovare un’unica soluzione ai due buoni intenti:

2 ruote, vintage, a propulsione umana.
Latte più!
Lola, il latte della Lola!!!

”Lola - Kinks“

I met her in a club down in old Soho
Where you drink champagne and it tastes just like cherry-cola [LP version: Coca-Cola]
See-oh-el-aye cola
She walked up to me and she asked me to dance
I asked her her name and in a dark brown voice she said Lola
El-oh-el-aye Lola la-la-la-la Lola

Well I’m not the world’s most physical guy
But when she squeezed me tight she nearly broke my spine
Oh my Lola la-la-la-la Lola
Well I’m not dumb but I can’t understand
Why she walked like a woman and talked like a man
Oh my Lola la-la-la-la Lola la-la-la-la Lola

Well we drank champagne and danced all night
Under electric candlelight
She picked me up and sat me on her knee
And said dear boy won’t you come home with me
Well I’m not the world’s most passionate guy
But when I looked in her eyes well I almost fell for my Lola
La-la-la-la Lola la-la-la-la Lola
Lola la-la-la-la Lola la-la-la-la Lola
I pushed her away
I walked to the door
I fell to the floor
I got down on my knees
Then I looked at her and she at me

Well that’s the way that I want it to stay
And I always want it to be that way for my Lola
La-la-la-la Lola
Girls will be boys and boys will be girls
It’s a mixed up muddled up shook up world except for Lola
La-la-la-la Lola

Well I left home just a week before
And I’d never ever kissed a woman before
But Lola smiled and took me by the hand
And said dear boy I’m gonna make you a man

Well I’m not the world’s most masculine man
But I know what I am and I’m glad I’m a man
And so is Lola
La-la-la-la Lola la-la-la-la Lola
Lola la-la-la-la Lola la-la-la-la Lola


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lunedì 25 giugno 2007 - ore 22:55


Càpitano Al Capitàno...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oddio, ho le gambe e le braccia vagamente abbronzate.
E’ un evento.
Merito del picnic, nei giardini di Bucarest; per fortuna la nostra colonia era composta da belle persone e cibi buonissimi.
E’ stato il lungo weekend degli incontri: cercati, fortuiti, casuali, graditi, sgraditi, sportivi, giornalieri...
Dal giovedì sera cominciato bello sportivo, con schiacciante superiorità e falciata al Sayo, e proseguito in Prato con le canzoni di Luca e i Beehive, tra promessi sposi e inviti, dimissionari, innamorati o quasi e robot con le lame rotanti che in effetti sembravano girate...
E gente che mi guarda e ride, gente che mi guarda, mi fa una linguaccia e mi scrive che stavo meglio prima.
Che bastimento di foto di quella notte magica, grazie Manuel!!
Venerdì itinerante, cominciato con uno “strombazzamento” davanti casa e proseguito con i cowboy gay alla sagra di Rubano, non in una delle serate migliori.
Franziskaner, chi finito e va a letto presto, chi si avventura verso Villa Barbieri: una O al posto della I e mi trovavo la gente a ballarmi in soggiorno.
Sherwood, mai parcheggiato così davanti all’entrata, gente che mi guarda e ride, ho ottenuto la promozione sul campo a capitano, capitano Callaghan!

Pizzetta da Alfio, chiamate notturne e una valigia preziosa rimasta nel mio bagagliaio.
Che voglia di Giappone.
Il Sabato pomeriggio il centro è pressoché blindato.
Che Lambretta davanti al 23!!!
Trovare il libro di Gianni Morandi pensavo fosse più facile.
La valigia ritorna in mani sicure.
Piove di Sacco, Lake District e una bella combriccola di personaggi simpatici, spritz da figarei, niente anguria per strada... perché dopo fa scappare la pipì...
Racconti di avventure calienti tra argini e rive, con incontri ravvicinati di nutrie in calore.
Che scandalo, eh!
Banale, ritrovi a rate, tra una birra e una cicca... eh sì, ho visto una ranocchia!
Grazie a chi c’era per gli incoraggiamenti.
Lasciatemelo scrivere: mi sono sentito un grande.
E abbasso gli zoccoli, i tulipani, l’emmenthal e tutti i Van!
Sole (il minimo indispensabile) e birra (ad oltranza) al parco degli alpini.
Ho dimenticato il cappello di paglia.
Mai, e dico mai, andare al cinema di domenica tardo pomeriggio a vedere un film di supereroi, potrebbe possedervi lo spirito di Re Erode.
Sagra a Rubano, secondo round, già meglio, altro invito a nozze, per il terzo invito secondo me manca poco, laghi di sorbetto sotto il tavolo, fumo dentro il capannone, Mignon era partita ma ho visto che è anche ritornata.
Un complimento così, gratuito, che non mi sarei mai aspettato e che, per questo motivo, mi ha fatto diventare rosso e contento: mi sono sciolto.
Ultimo giro, da Checco a Ronchi: come “è finito il Montenegro”?
E’ una costante ultimamente.
Stamattina è arrivata una collega brasiliana, ci farà compagnia qualche giorno.
Una bella signora, 35-37 anni, bianca, vestita con un completo rosso che pare la tuta dei Visitors (solo che questa non mangia ratti), lunga coda di cavallo, un’aria assolutamente retrò.

Ma a guardarla bene ha la faccia da bulgara.
A me no che non mi invitano a mangiare fuori con lei in centro assieme ai colleghi a spese della ditta...
E mia madre che ne fa 53, rosa alla mattina, regali e cena fuori.
“Cose mai viste... doman nevega...” le testuali parole.
Sistemati i link, per il sondaggio ci penserò su.
Un gruppo a caso è tornato in studio, con il nuovo cantante...

Peccato non mi abbiano preso in considerazione per davvero.
Devo ancora prendere i biglietti per domenica invece...
Che sia perché ho quella vaga sensazione di pacco?
Io ci vado lo stesso.

”Io Mi Fermo Qui – Dik Dik“

Come un sasso che
l’acqua tira giù
io mi perdo nel blu
degli occhi tuoi

La mia libertà
non la voglio più
amo il bianco e tu
sei candida

Sì, io mi fermo qui
qui dove vivi tu
no più non cercherò
un altro nido ormai

Tu sei l’acqua dopo il fuoco non ti lascio più

Quel gabbiano che
si nasconde in me
più non volerà
in Africa

quando sto con te
sento dentro me
che tu abiti ormai
nell’anima

Sì, io mi fermo qui
qui dove vivi tu
no più non cercherò
un altro nido ormai


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giovedì 21 giugno 2007 - ore 19:44


Un Ricco Pollaio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho trovato un coso in macchina.
Il coso che ho trovato in macchina in realtà si chiama tiretto, tiretto per cerniere.
Forse ho trovato anche la proprietaria giusta...
Il mio amico ha smentito definitivamente velleità non etero, ammettendo tristemente: “non sono io contro la figa, è la figa che è contro di me!”
Inviti tardivi a serate interessanti, speriamo ne arrivino altri e magari non all’ultimo minuto.
In compenso, in compagnia del Cappe, trasferta campolongana dal Diego, coraggioso e sudato cuoco di carne alla brace in periodi particolarmente afosi.
L’attrazione della serata è stata il fratellino Dario, neanche 9 anni, una macchina da guerra per quanto parla ma la cosa bella è che non era il classico infante logorroico o isterico, era proprio simpatico e sagace.
Me lo sarei portato a casa.
Mi ha raccontato, cantato e/o fatto vedere:
la sua chitarra, le mille figurine di Dragonball, la macchinetta di Stella McQueen (e raccontato tutto il film), Nutriaman, videogiochi a raffica dai miei tempi ai suoi (solo 19 anni di differenza... ), le sigle dei cartoni di una volta (vedendo solo le videosigle nel web e avendo visto solo 2-3 di quei programmi), la badante 26enne della nonna, i pannolini della nonna, i guantoni da boxe a stelle e strisce, i compagni di scuola marocchini, i venditori cinesi, l’anoressico pointer pauroso, Harry Potter in tutte le salse, il maggiolino (l’insetto), i compiti delle vacanze, la morosa di suo fratello maggiore, la doccia che non gli piace ma deve fare e tante altre cose dalle quali il buon vino e le buone pietanze hanno distolto la mia attenzione.
Il calcetto con Gionatan, in 3 giorni ha cambiato 4 volte location e 3 volte orario.
Puntualità e organizzazione zero.
In compenso abbiamo giocato nel campetto privato del magnate veneto dei polli che c’ha ospitato nella sua umile dimora da 43 ettari, o da 4.300 are, cioè 430.000 m²!!!
Praticamente un intero colle berico.

Non avrei mai pensato si potessero fare i miliardi spenottando i pollastri!
Che testa leggera che mi sento ora.
Sayo, stasera non voglio stare in squadra col Vince perché voglio falciarlo.
Ah ah ah ah...c’è ancora chi non mangia i semi d’anguria perché ha paura che una pianta gli cresca in pancia... ah ah ah ah

Premio produzione, premio produzione, premio produzione, premio produzione, premio produzione!!!
Come bramo di tenere in mano la busta paga di luglio!!
Ho come una VAGA idea su come spendere questi 4 soldoni.

”La Soggettiva Del Pollo Arrosto – Samuele Bersani”

E’ la soggettiva del pollo arrosto
che senza testa pensa più di prima
la sua coscienza rimane sveglia
giudica tutto quello che passa
E’ la soggettiva del pollo arrosto
che guarda il mondo mentre si gira
tra le ditate degli affamati
che ormai si leccano la vetrina
è già mezzogiorno con le patate dell’altro ieri risuscitate dal forno
E’ sopravvissuto ai meteoriti ai pesticidi, alle polmoniti
agli uragani, agli attentati
e anche alla lama che lo trapassa
E’ la soggettività del pollo arrosto
e va da questo a quel marciapiede
dove i segnali appesi ai pali hanno le scritte metà in cinese
E’ venuta l’ora della sua resa,
calata l’ombra l’insegna è accesa
sul niente...
Non ha bisogno di avere il ciak
per dare inizio a una realtà
che ha protagonisti inconsapevoli di esserlo
Non c’è nemmeno necessità di effetti speciali in questa città
perchè c’è già abbastanza agitazione e panico
da vincere un oscar
E’ la prospettiva che si ribalta
nella clessidra appesa con lo spago
scende giù in fretta il filo di sabbia per la strettoia
il tempo scivola
non ha memoria del suo passato
ma sa che fine indegna lui farà
se per controllo viene ispezionato
la coscia destra è sotto la norma
E’ la soggettività del pollo arrosto
e va da questo a quel marciapiede
nel paradiso dei fumatori e dei polmoni trattati bene
è venuta l’ora della sua resa, calata l’ombra l’insegna è accesa
E’ venuta l’ora della sua resa, calata l’ombra l’insegna è accesa
sul niente...
Non ha bisogno di avere il ciak
per dare inizio a una realtà
che ha protagonisti inconsapevoli di esserlo
Non c’è nemmeno necessità di effetti speciali in questa città
perchè c’è già abbastanza agitazione e panico
da vincere un oscar
E’ la soggettiva del pollo arrosto
che senza testa pensa più di prima
la sua coscienza rimane sveglia
giudica tutto quello che passa


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lunedì 18 giugno 2007 - ore 21:47


Di Porchette,, Di Trampolieri E Di Trebbiature
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ovviamente, ad Heineken sospeso, sabato e domenica sono andate via due belle giornate.
Quante bestemmie ho sentito in questi giorni per questa constatazione.
E non erano mie dato che quest’anno ho detto “salto”.
Performances scadenti a livello sportivo/calcistico, mi chiedo come fa la gente a sconvolgersi la vita per una palla che rotola, gente ai tornei estivi di merda che si picchia, bestemmia, salta addosso all’arbitro, fa un tifo scalmanato...
Ah sì, dimenticavo, ci sono in palio dei soldi.
Il porchetta e dintorni, un po’ deludente come manifestazione ma non la porchetta, in pratica una piccola festa dell’Unità un po’ buttata là.
Lubjan ha suonato divinamente.
Tessera, buona musica si spera.
Diciamo che la musica quella buona per le orecchie e per ballare era molto intermittente, quella buona per gli occhi era invece molto ben più presente.
Latino americano per me al massimo significa Macarena.
E spero che qualche ballerino caraibico mancato non mi abbia definitivamente sputtanato!!
Che nebbione al ritorno.
Bisogna dire che la pioggia degli ultimi giorni in effetti aveva trasformato il mio giardino in una foresta.
E quando devi tagliarla sembra non finire mai.
Una volta di queste mi troveranno nella Storta impantanato assieme alla taglia erba.
Festa della Trebbiatura a Campodoro, baraccone valutato 4 salsicce abbondanti dalla giuria, all’esterno la mostra dei mestieri di una volta.
E i vecchiotti che giocavano a carte, con la camicia a quadrettoni, cappello di paglia in testa, ombra di rosso e le vecchie lire in moneta, non stavano fingendo più di tanto nel loro spettacolo mentre la gente, soprattutto di qualche generazione più moderna, li osservava ascoltando in sottofondo un gruppetto folcloristico che intonava un alquanto rustico e ballabile “Me Compare Giacometo”...
Per la prima volta mi sono avventurato verso l’ultimo pezzo di via Pelosa
Castello di Cervarese, pieno di soldati, cavalieri e trampolieri!

La battaglia è infuriata, cruenta, a colpi di cappa, spada e cannoni.
I Tabula Rasa che suonano questo metal medievaleggiante, un concerto o un cabaret in bolognese? Lo voglio anch’io il mandolino con la distorsione!!!
Tra le loro hit ricordiamo “In Taberna” e “Kallisto Tanz (con la K)”
“Questa canzone del 1300, che abbiamo scritto noi, è in tedesco, ma non chiedetemi cosa vuol dire il titolo perché il tedesco non lo so e non si capisce un cazzo…”
Un cane con gli zoccoli che faceva bèèèè…
E mille punti guadagnati dalla Ime (come se ne avesse avuto bisogno...) che con la sua precisazione Timoristica ha lasciato me e Tampax piacevolmente stupiti!
Europa 3, accidenti!
Bannato il Bannale per questo weekend.
Ieri non so, andava di Beatles.
E dopo due ore di sudato e solitario concerto acustico, l’apoteosi è spararsi a tutto volume Hey Jude aspirando una marlboro rossa morbida disteso sul letto.
Girandola di zii per casa a trovare l’inferma, probabilmente le sarà andato in disgrazia Battisti dopo la cura intensiva che s’è sparata.
Wake me up bifore you Go Go, naturalmente Yubari.
Giovinastri moderni, una volta sgommavano e correvano a tutta manetta in motorino, ora sono passati alle auto.
Tampax che non apprezza le avances della prorompente cameriera e per dispetto le sporca il prezioso posacenere.
Amaro “Pulcinella”? E’ il Medicinale Giuliani a cui hanno cambiato l’etichetta...
Nel frattempo la smorfia sembra tradirmi.
E dalla sorridente contea di “Madonna’s corner” alla rocca di Cervarese a salutare una cara parente.
Ecco, birretta da Checco, offre Gionny, senza J senza H, neo ventiquattrenne.
Ma zio Ken, come lo devo spiegare alla gente che non è vero che odio Ligabue?

”Words Don’t Come Easy – Lubjan”

Words, don’t come easy, to me,
how can I find a way,
to make you see,
I love you
words don’t come easy

Words, don’t come easy, to me,
this is the only way,
for me to say
I love you
words don’t come easy

Well I’m just a music man,
melodie ’s so far my best friend
but my words are calling out longer
I reveal my heart to you and
hope that you’ll believe it’s true, ’cause

Words, don’t come easy to me,
how can I find a way,
to make you see,
I love you
words don’t come easy

This is just a simple song,
that I’ve made for you on my own,
there’s no hidden needing, you know that I
when I say I love you honey,
please believe I really do, ’cause

Words, don’t come easy to me,
how can I find a way,
to make you see,
I love you
words don’t come easy

It isn’t easy,
words don’t come easy....

Words, don’t come easy, to me,
how can I find a way,
to make you see,
I love you
words don’t come easy

don’t come easy to me,
this is the only way,
for me to say, I love you
words don’t come easy


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giovedì 14 giugno 2007 - ore 20:04


Orcobaleno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Basta acqua, direi che per un po’ siamo a posto.
Ora dovrebbe scendere anche un po’ di vino, rosso, che fa sangue.
Un viaggio in quel di Piazzola, chi trova gli occhiali e chi un ingaggio nel campo recupero crediti.
Deborah?? Chi? NO, non è la sorella di.
Centro di sera, che nosa di serata, veramente... abbasso i bar che ti mandano via, abbasso gli sfoghi cutanei e fanculo le Audi Sporting.
E il Santo ha deciso che potevo restare a casa.
Sveglia di buonora, direzione mercato di Abano, missione cintura “col patacon”, mezzora per parcheggiare è record stagionale per il comune aponense.
Tedesche di tutte le età (geriatriche) e spose coi figli o nipotini.
E le brave figliole che spendono soldi!
Scappolato il taglio dell’erba causa nuvolosi e conseguente temporale.
Che incontri graditi all’IperCity, gente che non vedo spesso e gente che ultimamente vedo trovo quotidianamente…
E sabato Coolio al Par Hasard.
Sì, quello di “Gangsta’s paradise”, “Ooh la la” e “C u when u get there”.
E il pensiero mio, condiviso con la commessa di turno ma edulcorato di una esclamazione popolar religiosa molto diffusa in veneto: “Com’è cavolo si è ridotto per venire a suonare qua?”l
La Polo di Checco verrà ribattezzata “l’arca” (di Noel) per come sguazzava per le strade allagate.
L’arcobaleno!!!
Incontri che saltano, altri che regolarmente avvengono, Medrano in versione guru da osteria, divertente con le sue rime in dialetto veneto.
“El panin ludro…” e tutte le lettere dell’alfabeto
E comunque auguri, Dinasan!!!
Quei motivetti che non si tolgono più dalla mente, misto poteri paranormali.
Il pa-pa-pa-pa-parmigiano sembra essere il pia-pia-pia-piatto pre-pre-pre-preferito dagli scu-scu-scu-scooteristi...
Se non da mangiare, sicuramente da canticchiare in sorpasso.
Ultimamente ho bevuto un sacco di spritz buoni. E tutti in bar diversi.
Mi viene il sospetto che in realtà sia io a continuare a berlo veramente cattivo dalla fata Flora.
E intanto il sito di Suke è sparito con metà delle foto del mio blog.
Il tempo non è ancora del tutto a posto... voi che andate all’Heineken... portatevi via l’impermeabile!
Stasera, calcetto o pallanuoto?

”Somewhere Over The Rainbow – Me First And Gimme Gimmes”

Somewhere over the rainbow
Way up high
There’s a land that I heard of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Really do come true
Some day I’ll wish upon a star
And wake up where the clouds are far behind me
Where troubles melt like lemondrops
Away above the chimney tops
That’s where you’ll find me
Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly
Birds fly over the rainbow
Why then, oh why can’t I?
Some day I’ll wish upon a star
And wake up where the clouds are far behind me
Where troubles melt like lemondrops
Away above the chimney tops
That’s where you’ll find me
Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly
Birds fly over the rainbow
Why then, oh why can’t I?
If happy little bluebirds fly
Beyond the rainbow
Why, oh why can’t I?


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martedì 12 giugno 2007 - ore 00:04


Sweetie For Our Week
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il sonno, una malattia da sconfiggere.
E credo di averla sconfitta negli ultimi giorni.
Mi ricordo di un giovedì partito con uno spritz dalla fata, continuato con una finale di calcetto vinta dai nostri del Creola , con una chiacchierata con un amico di gioventù particolarmente redento e socialmente impegnato, proseguita in quel di Legnaro all’Agriparty.
Bello, molto buttata là come festa, ma un sacco di gente, vista, non vista o vista di sfuggita.
Se poi si hanno i contatti giusti con chi lavora allo stand degli hotdog e della birra…
“Maaaaaartiiiinaaaaaa!!!”
Occhio Thecrow79, che se non ti dai una mossa arriva il Tampax e ti soffia la ragazza!
Per dispetto, sapendo che lui è contro queste cose.
Venerdì, io e Tampax in versione Starsky e Hutch, alle 22 passate becchiamo questi loschi figuri che si aggirano con la macchina nel deposito materiali degli operai che stanno costruendo pista ciclabile e rotonde a nei pressi di Bosco, ci fermiamo a guardarli, loro si fermano. Dopo minuti di osservazione ci vengono incontro puntandoci addosso i fari.
Guerra di nervi per 3-4 minuti, adrenalina a mille, mani che prudono, il primo che si muove sarà lo sconfitto.
Alla fine cedono e se ne vanno.
La targa già presa.
Li seguiamo o no?
Meglio di no, non si sa che gente sia.
Fatalità li ritroviamo in tangenziale zona cinema, si accorgono di noi e cambiano bivio all’ultimo.
Non avevano sicuramente la coscienza sporca. No no macchè.
Curtarock, serata con troppo metallo.
Banale, amiche tornate dalle ferie e Pontelongani che vogliono adottare il Tampax, amiche che mi chiedono che fine ha fatto la loro amica, compagni che si chopperizzano, la ragazza più mod di Padova, colui che l’indomani sarebbe stato mio compagno di viaggio, i “bei amissi” che ha Checco, una ragazza che vive nel suo piccolo mondo antico e a momenti manco mi caga e, alla fine... la visione.
Il sabato si è aperto con una missione impossibile: trovare il pane arabo.
Taci che la nipotina mi ha salvato in corner.
Trovo Fresh77, arriviamo a Conegliano, scopro che il Manuel Caffè non è il nome del bar ma la marca del caffè, troviamo Toime, Marzietta* e Lleyton.
A Conegliano spritz, diversi, qualcuna lancia la moda del corretto Martini bianco.
E finchè Cippollini veniva festeggiato per la sua laurea, arrivavano un po’ alla volta Grezzo, Fastidio83, Sara, Kherydan e la mente di questo incontro trevigiano, la dolce Sweetwine.
Macchine che fondono, macchine (tappate) che filano, la combriccola arriva a Tarzo, in una suggestiva location, ai piedi delle prealpi, accanto lo stagno e le rane, la distilleria della Da Ponte e la Pro Loco lì vicino... io ci andrei a fare le ferie in questo angolo di verde e buona vita.
Il superpiatto di carne e verdure (mangiate tutte) sul letto di pane, vini, bibanesi, tiramisù e la fantomatica quanto deliziosa Treccia di Ferracina.
Tra chiacchere, sigarette, stupori riguardo le età, foto, risate e giri di rhum e pera, con la grappa al posto del Rhum e con la pesca al posto della pera, canzoni beat from the sixties che si alternavano con il gracidare dei potenziali principi verdi dello stagno, la notte è volata.
E al ritorno? Era destino...
Vorrei capire perché di mattina presto gli uccelli si mettono tutti a beccare l’asfalto... che siano un po’ rintronati dalla sveglia? O sono tutti aspiranti suicidi che cercano la morte gettandosi contro il biscione?
Comunque sono tornato a Padova felice e divertito, mi hanno dato meno anni di quelli che ho, mi hanno consigliato di aprire un locale beat/mod, mi hanno convinto che scooter è bello, mi hanno detto che sarebbe ora di cambiare sondaggio, che scrivo post troppo lunghi, che il mio blog da qualcuno viene visto ogni volta che si accende il pc, che il dialetto veneto non è uguale per tutti e che mangiare verdure non mi fa poi così male!!
Grazie Sweetie!!
Domenica in “disimpegno”, Rossi c’è... ah no, non c’è... gran fritto di pesce a Torreglia, nuova tappa al Curtarock dove trovo una Vic a caso armata di macchinetta fotografica, un Piva speranzoso di un arrivo in extremis dei biglietti degli Who e il vecchio Fabio, amico d’infanzia, batterista metallaro sempre più metallaro ma meno scavejon, che mi racconta delle sue avventure in Colombia e di un possibile tour americano...
Sentiti ‘sti benedetti Jennifer Gentle. Piaciuti. Abbastanza.
Organizzata quasi tutte le serate di questa settimana, tra sagre, compleanni, cene e rivisitazioni storiche.
Mancano solo la musica e il calcetto per farla veramente completa.
Dopo questo weekend mi sento pieno, di vino e d’iniziative.
E quasi non ho voglia di andarmene in ferie.

”Eppur Mi Son Scordato Di Te – Formula Tre”

Eppur mi son scordato di te
come ho fatto non so
una ragione vera non c’e’
lei, era bella pero’
un tuffo dove l’acqua
e’ piu’ blu
niente di piu’

Ma che disperazione nasce
da una distrazione
era un gioco, non era un fuoco
non piangere salame
dai capelli verde rame
e’ solo un gioco
e non un fuoco
lo sai che t’amo
io ti amo veramente
Eppur mi son scordato di te
non le ho detto di no
t’ho fatto pianger tanto perche’
io, sono un bruto, lo so
un tuffo dove l’acqua
e’ piu’ blu
niente di piu’

Ma che disperazione nasce
da una distrazione
era un gioco, non era un fuoco
non piangere salame
dai capelli verde rame
e’ solo un gioco
e non un fuoco
lo sai che t’amo
io ti amo veramente

Che disperazione nasce da...
una distrazione nasce da...
una distrazione che...
disperazione nasce da...
una distrazione nasce da...
una distrazione che...
disperazione nasce da...
una distrazione nasce da...
una distrazione che...
disperazione nasce da...
un tuffo dove l’acqua
e’ piu’ blu
niente di piu’

Ma che disperazione nasce
da una distrazione
era un gioco, non era un fuoco
non piangere salame
dai capelli verde rame
e’ solo un gioco
e non un fuoco
e non un fuoco


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mercoledì 6 giugno 2007 - ore 21:49


Cose Che Non Mi Capitavano Da Tempo O Che Non Mi Erano Mai Capitate Proprio...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


- Sentire i Princes Of The Universe e cantare tutte le canzoni dei Queen
- Bere solo una birra media ad una festa della birra
- Tirare su da un fosso uno zio malandato e maledire i conoscenti che l’avevano visto e han tirato dritto.
- Accompagnare gli amici a fare shopping alle Piramidi senza comprare nulla e vedere gente disperata perché sarebbe stata rimproverata in caso fosse tornata a casa a mani vuote e bancomat (uno dei tanti) immacolato
- Bere lo spritz nel bar fighetto di Mestrino
- Andare da Checco a Ronchi in tutta calma e venir serviti anche troppo presto
- Andare in bianco ad una notte bianca
- Ricevere l’ep di una delle mie band preferite
- Vedere un film di Tarantino e rimanerne perplesso
- Essere invitato ad un calcetto domenicale sotto un sole cocente in compagnia di una serie di bei personaggi mentre gente in costume (medievale) osservava le nostre gesta e le nostre giovani pelli lucide dal sudore.
- Trovarsi dalla Lilli (che novità! ) e fare tavolata piena, ritrovando chi era partito, sfamando chi aveva camminato tutta la notte, vedendo chi è sempre in giro, ascoltando chi ora ha di che bullarsi e aspettando ad oltranza qualcuno capace di ritardare in qualsiasi maniera e in qualsiasi occasione.
- Perdere una delle sagre più folcloristiche della stagione
- Cedere agli inviti per andare a vedere un concerto di un gruppo che onestamente non avevo mai sentito prima
- Mangiare da McDonald
- Esserci al concertone dei Modest Mouse!
- Vedere dal vivo un altro ex componente dei The Smiths, e che componente, che si dà il caso essere uno degli idoli del mio idolo, che gli somiglia pure. E per la proprietà transitiva ma non solo, diventerà anche mio idolo e comincerò ad assomigliare anche a lui... Johnny!!!!

- Andare a letto il lunedì più tardi delle sere del weekend precedente, non un gran sistema per cominciare la settimana in maniera pimpante
- Richiamare all’ordine mio padre per qualche battuta volgare in presenza di ragazzini
- Preoccuparmi seriamente per la salute di mia madre per quel neo maledetto
- Ricevere un invito per una festa a tema letterario
- Ricevere un invito per una festa a tema agricolo
- Ricevere un altrui invito alla mia festa di compleanno e non capire se mi ha fatto piacere o no
- Diffidare di amici fidati
- Ricevere dritte da una persona che non penseresti mai su un video del buon vecchio Paul



- Trovare sulla scrivania 3 ciliegie sopra una salvietta con disegnato un cuore senza sapere chi le ha messe
- Venire a sapere che una collega che si atteggia a santa di fatto non lo è con pronta testimonianza di diversi colleghi
- Finire in mezzo ad un turbine di email semiserie
- Ricevere un invito per una pizza con Hootie, Tampax e Gionathan (sempre quello)
- Organizzare una rimpatriata con alcuni fidati del Marconi.
- Non preoccuparmi troppo per tutto quello che verrà e tutto quello che sarà

”Spitting Venom – Modest Mouse“

We were spitting venom at most everyone we know
If the damned gave us a road map then we’d know just were to go
Now let it drop

Let it all drop
Let it all drop
Oh let it all fall off

Well you were talking soda pop
You were talking quite a lot
The opinions that I do not give
The opinions I aint got
So let it drop

Let it all drop
Let is all drop
Let it all fall off there oh

Well you were spitting venom at most everyone you know
If you truly knew the gravity you’d know which way to go
Well let it drop

Let it drop
Let it all drop
Oh let it all fall off

My ears were bristled firmly right against your mouth to hear
When you tried to spit the venom out your words were not so clear
Now drop

Hold on to what you need
We’ve got a knack for fucked up history
Hold on to what you need
We’ve got a knack for messed up history

Well we went downtown and we sat in the rain
Well looking what direction and waiting for a train and thought over
Its all over

I did’t know you kept track I didn’t know there was a score
Well it looks like your the winner and I aint gonna play no more
Its over
Game over

Well we walked real stiff and i came inside the ground
You hit me with yours
And said ’pull yourself together’
Its over
Oh it’s over

You can say what you want but don’t act like you care
It takes more than one person to decide whats fair
Its over
Think it over

You were spitting venom at most everyone you know
If the damned gave you a road map then you’d know which way to go
So we carried all the groceries in while hauling out the trash
And if this doesn’t make us motionless I do not know what can
What a rotten thing to say such an awful thing to say
I didn’t mean to bite you so really
I always did what I always did what I always had to sling
So let it drop

Let it all drop
Let it all drop
Oh let it all fall off

Let it drop
Let it all drop
Let it drop
Oh let it all fall off

Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had

Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had

Cheer up

Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had
Cheer up baby it always wasn’t quite so bad for every
Venom then that came out the antidote was had


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domenica 3 giugno 2007 - ore 20:29


Brighton 2007
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E dopo molto tempo, il mio resoconto sul Great Escape Festival, un lungo fine settimana all’insegna della musica.
Brighton, una città a cui mi sto affezionando molto seriamente.
Saccolongo, tangenziale, Vigonza, autostrada, Venezia, aereo, Gatwick, pullman, Brighton, taxi, Abbey Hotel.
Che non è né a Londra e tantomeno nell’Abbey Road di Beatlesiana memoria.
Durante il tragitto recuperiamo Barto e Riccardo, per me due nuove e simpaticissime conoscenze.

Albergo decisamente scarso, ascensore antidiluviano, cesso e doccia in corridoio, nessuno che rifà il letto e scorte mai reintegrate di Nescafè.
Che sagoma il portiere di notte. Per il tiro a segno.
Poi i misteri del distributore automatico di surgelati e dello schermo "cambia musica".

In ordine più o meno sparso:
Mille milioni di gadget, lecca lecca come quelli di una volta, braccialettino, a qualcuno più fortunato il pass stampa salta file.
Quest’anno al festival domina il fucsia.

Bagarinaggio non riuscito e da qua si capisce perchè quella volta mi hanno messo all’ufficio Acquisti e non alle Vendite.
Steack&Mushrooms Pie: piatto di un certo spessore.
Guinness extra-cold, sempre, comunque, dovunque.
Hoegaarden buonissima (ma la Lilly insegna: ci va la fetta d’arancia).
Colazioni tipicamente e squisitamente inglesi.
Ma quanto buoni sono i loro fagioli e i loro funghetti tra-là-là?

Le salsicce vegetariane e le salsicce fritte, le prima buone anche per me che guardo sempre di traverso le verdure, le seconde disgustose alla sola vista .
Il peggior fast-food d’Inghilterra se la gente avanza addirittura le patate fritte.
Sushi bar rotante per gente che non teme di spendere fortune intere in cibo orientale.
Don Marco testimonial della Coca-Cola.

Le donouts e i wafers col cioccolato fuso.
Il ragazzotto dalle braccia viola dal freddo e la pr bionda dell’Audio: ben ritrovati!
I gabbiani in agguato con un debole per un dj padovano.
Giovani ragazze inglesi che tormentano un giovane ragazzo italiano. Con un dinosauro.
Mucche viola giganti trasformate in locali.
O locali trasformati in mucche viola giganti.
Cani che hanno sempre qualcosa in bocca.
Il Pier, luogo di mille divertimenti, in Inghilterra è una figata, in Italia penso sarebbe impestato di brutta gente: i barattoli da buttar giù, le corse coi delfini, il luna park e la sala giochi.

Attrazioni che qui da noi non si cagherebbero neanche di striscio ma in terra albionica, con questa cornice suggestiva, assumono il sapore di uno svago d’altri tempi.
Gente che dice no alla soia e a tante altre cose, tra cui la comodità, Mika, i barattoli e la forza di gravità.



Pirati in giro per la città pieni di rhum. O altro.
Sottomarini gialli in giro per la città ma con una colonna sonora ben confusa che li accompagna.
Negozi mod dai prezzi molto poco mod…esti.
Manichini per strada di fronte all’H&M.

La finale di F.A. Cup in pub .
La cosa più bella era vedere gli Inglesi al pub che vedevano la finale di F.A. Cup.
Anche se hanno fischiato tutte le vecchie glorie del Man City.
Locali che chiudono inesorabilmente e consecutivamente al passaggio degli affamati .
Gente con le mutande della propria squadra.
Gente vestita leggerina.
Io no, ho imparato.
La scoperta che ora ho un 10.5 di piede.
Gente che sparisce ad espletare.
Zero punti ai quiz musicali: scarsissimo.
A “indovina l’anno della song” va già meglio.
Le lunghe camminate e le lunghe file per il Concorde
Quante ore passate all’Audio.
Dvd più che cd quest’anno .
Gli Italiani, esempi da seguire, la gente che si alza e si mette in fila solo dopo che noi ci si muove... impagabile.
Una giovane fotografa sempre in prima fila ai concerti.
Mai avuto paura come in queste ultime volte di beccarmi una schitarrata o una scatarrata addosso da parte della band a causa della ridotta distanza.
I chitarristii... l’80% di loro usava una Telecaster.
Una cantante, un po’ Skin vecchi tempi, ma molto più bella, magnetica, che si abbandona tra le mie braccia durante il concerto.

Io che ho le mani entrambi occupate che penso di afferrarla coi denti... finchè non mi rassegno a far cadere il giubbetto da una parte e la borsetta coi souvenir dall’altra.
Lei che continua e mi suona il basso a 2 cm dal naso.
Credo che finirò su qualche sito o giornale specializzato per via di queste scenette.
Per ora ho trovato solo un primo piano del mio testone, con un Israfel che guarda la scena con un’espressione degna del peggior film di Hollywood e una Anna magicpie smaterializzata, o sovrastata dalla front-woman dei Noisettes, o dalla mia opulenza o dal seno prominente della sua vicina di transenna.

Toh, il fotografo famoso dell’NME.
Due ragazze che ci raggiungono, una simpatica autoctona, destinata ad ascoltare la biografia dell’uomo che dice no a quasi tutto, e un’esuberante
Ragazze e ragazzi ubriachi che prima si picchiano, poi si spintonano e poi si limonano. A caso. Indifferente il sesso.
Ragazzi... devo comprare i bolli!
"Luca, quei negozi con la scritta STAMPS sono di francobolli, da collezione..."
Il programma è stato questo:

Giovedì
Kubichek!: Il primo concerto allo Zap, come l’anno scorso, e sono convinto che porti bene cominciare da questo locale... Bel gruppo, potenti, belle schitarrate, purtroppo un set corto...
1990s: Bravi direi, abbastanza standard ma onesti.
Sergeant: Ecco, questi non mi sono piaciuti tanto, troppo... giovani? Troppo "crudi" ancora. Eppoi non è stato facile seguire il concerto dalla prima fila con l’energumeno affianco che saltava sempre e cercava di rovesciarmi la birra addosso.
Dykeenies: Di questi ho un buon ricordo, poco nitido, ammetto che ero mezzo in coma nelle retrovie per apprezzarli del tutto...

Venerdì
Pistolas: Attesissimi, soprattutto per la bassista, bravi sì ma l’anno scorso mi hanno sorpreso maggiormente, ora la bassista non c’è più, le canzoni seppur sempre scatenate, con quel qualcosa di elettronico in più, hanno perso un po’ di verve.
Rosa Fears: Brutti, casinisti, volume fuori misura, non centravano nulla con l’indie, erano palesemente esuli di un qualche festival Metal.
Jacobinarina: Niente male questi ragazzini svedesi (erano svedesi?), su tutti il frontman paciocco che si scatena, il bassista dodicenne che sembrava un po’ al saggio di fine anno e il giovane chitarrista armato di Rickenbacker, vestito come un musicista dell’epoca beat... Belle melodie e l’età è dalla loro.
Air Traffic: Bellissima voce, direi gruppo stile Coldplay ma con una botta di vita in più, la dimostrazione che il rock si suona anche con il pianoforte. Ottimi!
Art brut: Tantissima gente, loro potenti e divertenti. Purtroppo vista solo una parte di concerto ma ottima impressione.

Sabato
Ripchord: A me sono piaciuti nonostante le canzoni in effetti non differissero molto tra di loro, non mi ricordo chi li ha definiti "gruppo da festa scolastica di fine anno"...
The Reverend And The Makers: Sul palco erano tantissimi, il cantante aveva l’aria del predicatore e carisma da vendere, molte tastiere e un sound per forza tendente all’elettronico, troppo accattivante il ritmo. Bella sorpresa.
Noisettes: Solo vedere la cantante saltare, cantare, suonare e a volte fare la panterona sexy, sarebbe già uno spettacolo... Aggiungiamo chitarra potente e ritmo folle ad una voce rara. Incredibili.
Jack Penate: Ecco, ammetto che ha delle belle canzoni, ma assolutamente non il mio genere, idolo delle teenager e non solo, non capisco come fa uno a salire sul palco vestito in quella maniera.

L’attesa da abusivi nell’ultima camera d’albergo rimasta.
Albania portami via.
Il gioco dei mimi.
Sandwich sotto plastica, un caffè italiano, la calura della penisola, a casa, per pranzo.
Il Festival, un lungo weekend volato in un attimo, quest’anno più gente indubbiamente, l’età media degli artisti mi è sembrata al ribasso (questo per dire che non sono io che sto invecchiando!! ), la qualità degli artisti era proprio buona con le immancabili eccezioni.
E poi, il clima di festa, la musica in ogni dove, l’english-style.
Sarebbe bastato solo questo, credo.

(Per le foto si ringrazia l’inconsapevole collaborazione di Anna e Gherardo, sempre debitore nei vostri confronti)

p.s.: visti così non sembriamo una band anche noi?

”Don’t Give Up – Noisettes”

Sometimes they’ll want to cut you down
Betta scratch that itch cos the time is now
They tell you that you gotta have a heart of steel
If you want to keep up can you afford to feel?

When the system’s wrong you gotta tear it down let it fall to the sea bed like a rusty crown
To the stars in the moonbeams glare Shackles on your feet gonna disappear

What if I tried to tell you to do what for?
Can’t you see baby life’s knocking right at your door
Oooh I just don’t know for sure.
What if I tried to tell you to do what for?

Don’t give up don’t give up
Don’t give up don’t give up
Don’t give up don’t give up
Don’t give up don’t give up

She’s got a talented face and a suitcase
Ain’t got no desire to go no place
In her case she’s got no desire with her hand in the flame say’s she don’t feel the fire
To the ’yes’ in the evenings air demons in your head got to disappear
To the stars under the moon means glare
The Shackles on your meat will disappear

What if I tried to tell you to do what for?
Can’t you see baby life’s knocking right at your door
She said, "Oooh I just don’t know for sure"
What if I tried to tell you to do what for?


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