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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) La Musica. Viaggiare con la mente sulle note di una canzone, sentirsi parte di un' idillio di melodie, cullati dalle onde o a cavallo di un fulmine. La Musica, che è emozione allo stato puro, è il sesto senso che si risveglia, è il sogno che prende forma...
3) la barretta di cioccolato lindt con nocciole intere
4) ...aprire gli occhi e ritrovarsi a suonare sopra un palco davanti a 10.000 persone...



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Take the time to make some sense
Of what you want to say
And cast your words away upon the waves
Sail them home with acquiesce
On a ship of hope today
And as they land upon the shore
Tell them not to fear no more
Say it loud and sing it proud
Today...

And then dance if you want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let us understand
We’re all part of the masterplan

Say it loud and sing it proud
Today...
I’m not saying right is wrong
It’s up to us to make
The best of all the things that come our way
Coz everything that’s been has past
The answer’s in the looking glass
There’s four and twenty million doors
On life’s endless corridor
Say it loud and sing it proud
And they...

Will dance if they want to dance
Please brother take a chance
You know they’re gonna go
Which way they wanna go
All we know is that we don’t know --
How it’s gonna be
Please brother let it be
Life on the other hand won’t let you understand
Why we’re all part of the masterplan



SONDAGGIO: KAISER CHIEFS VS FRANZ FERDINAND


Quale tra queste due band preferite?

Kaiser Chiefs perchè sono fighi
Franz Ferdinand perchè sono fighi
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre gli Oasis e ascolto solo loro
Nessuna delle due, i più fighi sono sempre Checco e la B.BAnd e ascolto solo loro alle sagre
Rock’’n’’roll merda... dovevi fare un sondaggio MondoMarcio VS FabriFibra

( solo gli utenti registrati possono votare )

venerdì 4 luglio 2008 - ore 16:24



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una delle cose che odio di più è che si organizzi alla carlona (e poi, chi cavolo era ‘sta Carla fuori misura???), tipo un calcetto in 9, nonostante Nick, il folletto, che vale sempre per 2.
Specialista, in questo modo incerto di coinvolgere la gente, sempre il “Gionni”, giovane vespista e aspirante skinhead figareo al quale però sembra manchi il classico “bojo”.
Odio la rucola sulla carne, odio i bar avari di correzione nel caffè, odio i fuochi scarsi.
Sono andato a trovare Marta, lei non son sicuro d’averla trovata, a differenza invece delle sambuche e di un ex tastierista in preda ai fumi dell’alcool.
Considerazioni su questo sito che ci ospita, un nick che sparisce perché esaurito dai continui sfottò, per usare un eufemismo, e dai giudizi degli altri nomi che compaiono spesso sulla colonna a destra in homepage... fa parte del gioco, no? Non sempre i giochi sono divertenti. Bisognerebbe solo alzare le spalle e fregarsene altamente, cosa che, vuoi per la sensibilità, vuoi per il carattere, non sempre si riesce a fare, costringendo chi non è capace a farsi vincere dallo sconforto.
Mi spiace per il mastro lambrettaio che le sue ferie siano finite... ma ora vado deciso e sicuro dei quarant’anni suonati di storicità!
Suona il cellulare, una proposta d’ingaggio, vicina a casa, sempre in A, con alcuni ex compagni del recente passato, con la dirigenza più discussa che si potesse trovare: non so se ridere o piangere.
Lo so che in montagna il gusto ci guadagna ma non mi voglio improvvisare camminatore.
Il mio collega che torna alla carica con i redditi altrui... la cosa più triste è stata scoprire che la vecchia, odiatissima, terribile e zitella prof di matematica, compie gli anni nel mio stesso giorno.
Serata di dispersi, assolutamente anomala, non tutte le risposte ricevute mi sono piaciute.
Nelle funzioni di Ebay esiste il rilancio automatico dell’offerta.
Non so se ho il radar guasto, ma capto segnali che un po’ mi disilludono.
Evviva le nuove maestrine e anche le piadine.
Macchine affiancate al semaforo, finestrini giù, la guidatrice che canta sopra ad un classico di Battisti a tutto volume, ci canto sopra pure io, facendomi fregare al verde, impreparato, in pieno ritornello.
L’afa delle piazze, risse, abbracci e scarpe rigate.
Le riflessioni notturne un po’ amare.
Un capo officina festeggia gli anni, in regalo un hula hop che gli passa a cicco oltre l’addome prorompente e che non sa come far uscire dalla ditta senza farsi deridere, pane e mortadella, l’ufficio è intriso di un buon profumo. Il salumiere, era il mio lavoro, un coltello per pennello.

Non piangere salame. Dei capelli verderame? No, che è morta della.
Intanto avanzo spritz. La polenta? La esporteremo con successo in Germania.
Mi piace vincere facile, ponzi pom po po po pom, ovvio che non mi arrabbio se vinco.
Notturna di cocomero, diurna di panini al latte che mi sembra di rivivere qualche festicciola d’infanzia.
Subdola di un’aria condizionata: voglio farmi di tantum verde.
Oggi sarà un venerdì burocratico. Professionalmente corto.
Sintetizzando: acquisti.
E bene o male riesco a dare un valore ai prodotti che devo comprare.
Ma a volte mi accorgo che con le persone sbaglio: ad alcune ne attribuisco più di quello che si meriterebbero.

"Il Mio Canto Libero – Lucio Battisti”

In un mondo che
non ci vuole più
il mio canto libero sei tu
E l’immensità
si apre intorno a noi
al di là del limite degli occhi tuoi
Nasce il sentimento
nasce in mezzo al pianto
e s’innalza altissimo e va
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi indifferente
sorretto da un anelito d’amore
di vero amore
In un mondo che - Pietre un giorno case
prigioniero è - ricoperte dalle rose selvatiche
respiriamo liberi io e te - rivivono ci chiamano
E la verità - Boschi abbandonati
si offre nuda a noi - perciò sopravvissuti vergini
e limpida è l’immagine - si aprono
ormai - ci abbracciano
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore
di vero amore
E riscopro te
dolce compagna che
non sai domandare ma sai
che ovunque andrai
al fianco tuo mi avrai
se tu lo vuoi

Pietre un giorno case
ricoperte dalle rose selvatiche
rivivono
ci chiamano
Boschi abbandonati
e perciò sopravvissuti vergini
si aprono
ci abbracciano

In un mondo che
prigioniero è
respiriamo liberi
io e te
E la verità
si offre nuda a noi
e limpida è l’immagine
ormai
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore
di vero amore
e riscopro te


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martedì 1 luglio 2008 - ore 19:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avete mai mangiato in sagra con dei vicini sordomuti? Che tristezza le tavolate silenziose.
Che poca voglia di prendere servizio, pensa un po’ che poi la mattina dopo si deve anche andare a lavorare...
“Attenzione, attenzione, sì è perso il bambino Gionatan...” Un baraccone intero esplode in una grassa risata. A parte Gionatan. Tanto bambino non lo è più, ma perso... quello sì, continuando a vivere in un mondo tutto suo. Ok, stasera vengo al calcetto con voi, basta però fare i capricci, eh?
La finale al baracchino birre&porchetta, sarà anche un avanzamento di grado ma c’è qualcosa che non va se, di fatto, è un nonno colui che, per farmi spostare dalla sua visuale, se ne esce con un “ehi, capo...”
Missione in stazione, un minuto per augurare buon concerto, 10 minuti per uscire dal parcheggio in quanto manovrare... è risaputo... non è la specialità di una donna al volante, soprattutto quando per dire l’ultima parola all’amica partente, non si accorge di essere in mezzo ai maroni.
Manovre, come quelle della dirigenza, una partita a scacchi contro il sindacato.
La lotta, a casa. per condurre la macchinetta taglia erba su è giù per il giardino, una questione di principio.
Un sms: zio Paul a Bologna?
Un altro sms: convocazione nel sayoteam.
Una telefonata: voglia di piadina romagnola.
Un countdown: dig it your soul!
Giuro, non capisco proprio come lavorino lì di sopra in contabilità e perché a loro sia permesso questo atteggiamento: poco collaborative, le zie. Non c’è da stupirsi, visto il loro capo, tedesco, “impedito” e lumacoso che non riesce nemmeno a rispettare i termini di pagamento delle spese condominiali...
Lo so, a volte dovrei starmene buono buono, ma trovo irresistibile quella mia puntina di acidità. Per fortuna che è solo una puntina, tutto sommato simpatica, senza cattiveria, solo un po’ maliziosa.
Catalogo le persone, chi non lo fa?
Per esempio, costui è catalogato negli “inutili”:



Che scempio sarebbe, questo???
Stasera farò il fenomeno, altro che Santiago Munez.
E dopo andrò sotto il baraccone a nutrirmi e a vedere i fuochi, altro che Santiago Munez.
Se ne avrò ancora, andrò pure a trovare Marta, altro che Santiago Munez.
La classifica degli gnocchi più buoni... impossibile farla, c’è sempre qualche baraccone a me sconosciuto, ciò falsa il giudizio. E poi ogni patata è diversa dall’altra, il gusto cambia e nessuno lo sa prima in quanto nessuno c’è dentro.
Questa è, ovviamente, una considerazione puramente gastronomica.

"Two Doors Down - Mystery Jets"

I think I’m in love,
With the girl next door
It’s driving me crazy
I can’t take it anymore
I hear her playing the drums late at night
The neighbours complain but thats the kind of girl I like

And maybe I should call her up
And buy her a round
Maybe I should move to another town
But when I hear those drums late at night
I know I’m in love
With a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love

She and her friends sit at the back of the bus
But I’m always to shy to work the courage up
I hear that she likes to dance around the room
To a worn out 12" of Marquee Moon

And maybe I should say "What’s up?"
And buy her a round
Or take her for a spin around the town
Cos when I hear those drums late at night
I know I’m in love
With a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love
Two Doors Down
I think I’m in love
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love
Two Doors Down
I think I’m in love
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives

And maybe I should call her up
And buy her a round
And one day we could move to another town
Cos when I hear those drums late at night
I know I’m in love
In love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love
Two Doors Down
I think I’m in love
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down
I think I’m in love
Two Doors Down
I think I’m in love
I think I’m in love with a girl who lives
Two Doors Down

I think I’m in love with a girl who lives


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domenica 29 giugno 2008 - ore 18:31



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Leggo il giornale, scopro che la mia squadra ha ceduto i diritti per il campionato di A2. Ripartiranno dalla serie C. Chissà dov’è il mio cartellino ora. Chiamo il Mister, la segreteria telefonica in greco non lascia dubbi sul fatto che sia in ferie.
Dalle mani ai piedi, partita tirata, mi scopro buon centrale difensivo, con zero tolleranza verso chi perde tempo. Pareggio. Il caldo aveva già vinto da solo.
Anguria e ancora anguria, ne sto mangiando solo di buonissime. O quasi. E penso al Fresco.
Venerdì che trascorrono, un po’ senza mordente, il mio mastro lambrettaio in ferie, 55 gradi in fonderia è da morire, un collega che mi fa vedere i redditi dei nostri colleghi padovani e borbottiamo entrambi pensando che per arrotondare un po’ è meglio andare a vendere il culo.
Gente che non ama aspettare e viene raggiunta quando il motore era già acceso, serata con i (quasi nuovi) colleghi, l’Euganeus lo ricordavo meno imboscato e meno pizzeria da grandi masse fameliche. Oche e... ochi, pesci nel laghetto, il giardino sembra un minigolf, senza buche.
Non ci fermiamo alla festa della birra a Creola?
Cos’è questa storia che ora nel bar della sagra di Bosco qualcuno ha cominciato ad offrire?
Per Caparezza io proprio non mi scompongo. Altra foto, medesima location, medesima mano, capelli più corti ma barba lunghissima, necessito di aiuto in quelle bancarelle.
L’inferno di pioggia e vento, tutti chiusi dentro il tendone dei coktail. Sarà stato il caldo, saranno stati i vari fumi, saranno stati i drink e la mancanza di aria, non lo so ma, nonostante fuori volassero sedie di plastica, è stata un’oretta di scalmanata allegria! Soprattutto con le musiche da “surf”.
Niente da fare, a casa mia non c’è distinzione tra menù estivo e quello invernale, in tv un episodio natalizio di Doc, il medico del Montana, in tavola minestra di fagioli e, per un attimo, ho pensato davvero che potesse essere la vigilia o santo Stefano.
Feste di laurea per la strada del mercatino, feste della cooperativa, con Lucio che non avrà di sicuro scordato i miei meravigliosi occhi, da una parte i Double Deckers che suonano, dall’altra il bar con il live degli Head Solutions. Da farsi in 4, per le vie di Piove. O farsi e basta.
Salsa vs Rock acrobatico, non ho dubbi e... vietato ridere. L’hully-gully?? Sì! E dopo, i Watussi?
Brugine, esplorazioni senza bussola nella campagna, finalmente la casa gialla con i fiocchi rossi.
Cappello di paglia, tutti se lo provano per la felicità del suo proprietario, scelte musicali tormentate, cuccioli e meno cuccioli più o meno in gamba, lentiggini e Nestlè, esiste un merchandising del Chinò?
La lettura del papiro, fini i ringraziamenti qualcuno fa partire dei Depeche Mode a caso.
La Piove bene ormai che sta sfollando, guarda un po’ chi trovo e come mi trovo.
Una mano davanti agli occhi, che non ci vediamo troppo spesso, ora.
Uno schivo a caso dell’epoca delle superiori, che continua a ciondolare in una strana solitudine, mi spiace ma, con certe canzoni, il richiamo della pista mi attira come le sirene di Ulisse, brutti proci che non siete altro.
“Guarda che a tua sorella hanno regalato un biglietto ed è andata a vedere il concerto di Bruce Willis...”
Per la serie “diamo le perle ai porci”, dato che ho capito benissimo che quello citato non era il giusto Bruce...
Non so, oggi dovevo suonare i Baustelle. Sempre quelle due canzoni. Mi sono anche rotto le scatole però.
Tagliare l’erba o non tagliare l’erba?
Taglio la corda, che oggi sto bene così.

"Datemi Un Martello – Rita Pavone"

Datemi un martello.
Che cosa ne vuoi fare?
Lo voglio dare in testa
a chi non mi va.
A quella smorfiosa
con gli occhi dipinti
che tutti quanti fan ballare,
lasciandomi a guardare,
eh che rabbia mi fa,
um um che rabbia mi fa.

Datemi un martello.
Che cosa ne vuoi fare?
Lo voglio dare in testa
a chi non mi va.

A tutte le coppie
che stanno appiccicate,
che vogliono le luci spente
e le canzoni lente.
Che noia mi da, uffa,
che noia mi da.

Eh datemi un martello
Che cosa ne vuoi fare?

Per rompere il telefono
l’adopererò.
Perché tra pochi minuti
mi chiamerà la mamma,
il babbo ormai sta per tornare,
a casa devo andare, uffa,
che voglia ne ho, no, no, no
che voglia ne ho.

Un colpo sulla testa
a chi non e’ dei nostri
così la nostra festa
più bella sarà, saremo noi soli,
saremo tutti amici,
faremo insieme i nostri balli,
il surf e l’hully-gully, ah ah
che forza sarà che forza sarà, che forza sarà



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giovedì 26 giugno 2008 - ore 17:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Qualche volta basterebbe dormire un po’ di più.
Con il caldo divento irrequieto.
Tutti che mi chiedono se fanno il Portello quest’anno: vorrei essere il sindaco di Padova e rispondere di sì.
Niente da fare, quest’anno non ho onorato la sagra di Rubano, se non con un paio di giri veloci e distratti.
Forse non se l’è proprio meritata, la mia presenza.
Campodoro rischia di diventare il mio nuovo paese?
Quel richiamo goloso dietro la vetrinetta... valeva la pena disturbare i preparativi di una cenetta prettamente femminile... un brindisi, al gusto Martini, ovvio.
Telefonate che raccontano di storie che non decollano, complici traffico e Benigni.
Un’auto alimentata a carbone, trattori per tutti i gusti, vicine di poca fede in servizio al rustego Cason, dove si respira vera aria contadina veneta nella costruzione di legno preparata dai volonterosi ragazzi.
La mia collega preferita: come scornarsi e discutere tutto il pomeriggio di fatture e addebiti e come brindare assieme alla sera con del buon moscato.
Baraccone, la tecnologia, secondo me, rischia di essere fuori luogo, la gente ci guarda strano vedendoci sfilare con i vassoi in mano: il tipico vecchiotto paesano che fa “Ah beh... i và magnare in trasferta, ciò!”
Come mai nelle sagre servono prevalentemente polenta gialla?
Il vino sulla tavola, risate, si concede il bis!
Cappelli di paglia, ad ognuno il suo e a me il mio.

Ogni testa, ogni faccia ha il suo cappello.
I giochini di legno, da diventare matti, soprattutto se i bambini li risolvono prima di te.
Lotterie pro scuola materna, una truffa, volevo l’attrezzo ginnico o il cordless... ultimamente sembra che io compri solo biglietti sfortunati.
La mostra sull’epoca fascista: il diploma di “merito demografico” ai papà???
Checco e B.Band, suoni sapienti di chi sa far sagra veramente.
I fuochi e la birra, ho capito che sono destinato a mangiare l’anguria ogni volta che vedo il buon Fresco!
Ho zie molto premurose e affezionate alla mia famiglia, tanto da telefonare a casa alle 7.30 del mattino pur di augurare subito un buon compleanno a mia madre.
Intanto compro voli e ascolto canzoni in anteprima.
Attendo uno “Shock of the lightining” per il 29 settembre, potente, ma non seduto in quel caffè o in questo.
E ieri sera suonava pure il Boss.
Bestemmio ormai sul muso al solito ritardatario, che pensi che io mi diverta?
Il tango di piazza? Nuovi compagni di viaggio? Baristi troppo indaffarati?
L’ultimo drink allo Sherwood, che poi diventano un paio, quest’anno mi piace un po’ di più.
Che stordimento stamattina, la classica riunione del giovedì, l’importante è essere protagonisti, seppur in negativo.
Convocazioni d’emergenza: chiamatemi Provvidenza!
Quali sono i colori di quest’estate? Il rosa tipico del famoso bignè, il ricercatissimo verde smeraldo calzaturiero o il rosso suo degno sostituto, un misto di questi due in stile cocomero condiviso, il giallo paglierino di un cappello agricolo che ha una tinta che fa quasi analisi dell’urina?

"She’s A Rainbow – Rolling Stones"

She comes in colors ev’rywhere;
when She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming, colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors

She comes in colors ev’rywhere;
when She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming, colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors

Have you seen her dressed in blue?
See the sky in front of you
And her face is like a sail
Speck of white so fair and pale
Have you seen a lady fairer?

She comes in colors ev’rywhere;
She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming, colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors

Have you seen her all in gold?
Like a queen in days of old
She shoots colors all around
Like a sunset going down
Have you seen a lady fairer?

She comes in colors ev’rywhere;
She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming, colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors

She’s like a rainbow
Coming, colors in the air
Oh, everywhere
She comes in color


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martedì 24 giugno 2008 - ore 00:03



(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’inizio ufficiale dell’estate.
Ciao amico, non si saluta più, quando si va via? L’imbarazzo è evidente e non solo quello.
Grazie al reagge, grazie al poco estro in un venerdì sera, le vene sono rimaste, ahimè, integre.
Ritardi che, complici afa e tagadà col volume a manetta a metà pomeriggio, hanno la capacità di farmi incavolare di brutto. Recuperi dai Ferrara Bros. Grazie, io, pentendomene a metà testa, ho già dato.
La mia nipotina che si busca il raffreddore allo scoppiare dell’estate... non si può no, eh!!
Alla ricerca di scarpe, i mocassini non piacciono a tutti. Io credo, invece, che non siano per tutti.
Che biglietti voglio comprare? Mi sorprendo, alla sorpresa altrui. Che non si sostenga che non ho avvisato per tempo. La differenza è che io decido e non la tiro molto per le lunghe.
Arzergrande, Palmiro, Lucio e l’allegra combriccola, germogliano amicizie al Germoglio.
I nati sotto il segno del Cancro, generosi, buona memoria e permalosi, certo. Bambini di 4 anni ma del Sagittario, fiori gialli in un bagagliaio già maternamente pieno. Sommariva? L’occhiale (uno solo?) è da Maverick.
Imprenditori redivivi, musica giusta, consensi mimetizzati per il nuovo taglio, caipiroske alla liquirizia, bicchieri pieni d’anguria e vodka, prezzi non proprio popolari e saponi all’anice che sembrano stecche di cioccolata: no, non si mangia.
Le valigie da dj hanno sempre il loro peso.
Braghe corte, cappello da pescatore gentilmente offerto dai supermercati Pellicano, occhiale a goccia, si prende la via dell’Heineken Jammin’ Festival. Lo svincolo per il Forte Marghera è chiuso? Allora si parcheggia nella strada mestrina a me più familiare: da via della Giustizia non è poi distante il bus navetta.
Che afa! Neanche il tempo di entrare nel parco San Giuliano che una fetta d’anguria è già nelle mie mani. Coltellino? Io? Volete mettere il gusto di sbrodegarsi per bene ascoltando i sorprendenti Counting Crows?
Le tendine parasole color verde bottiglia di birra, sparpagliate sui prati e sulla collina... non so, parevano quasi un sacco di lapidi, tipo cimitero americano... Fantasia macabra cagionata dai colpi di sole e dalla birra. Ma non ho i capelli coi riflessi al luppolo.
Tanti piacevoli incontri, alcuni sono incredibili, neanche il mettersi d’accordo sarebbe stato altrettanto efficace.
Che avrà di strano il mio anello, tanto da venir fotografato? Ho sbagliato a tenere il tempo con il battito di mani sui Baustelle a scaletta ridotta.

“Non sono mica umano, io.” E non credo neanche sia reato avere nello zaino un paio di Moretti.
Uomini con la maglia verde Radiohead, uomini con la parola “sincronicity” tatuata sulla spalla, uomini che mi parlano di concerti bagnati dei The Who, donne accessoriate di salviettine umide e caramelle all’anice: sagriamo?
Stereophonics, il sole sulla faccia e il fuoco nelle chitarre, ultimamente m’impressionano molto i gruppi gallesi.

Arriva arriva chi deve arrivare? No? Vi vengo a prendere io!
Alanis, con l’età migliora, anche se le sue canzoni rimangono per me melodie legate a qualche periodo adolescenziale.
Pontelongani sparsi, tifosi sanguinari.
Mister Donadoni, un bel regalo Di Natale: niente da dire, a casa, meritatamente.
Grazie della comprensione e della pazienza, young teacher Sting. Che bomba, i Police.

Il barbuto Sting dimostra di saper far bene i conti quando pondera il numero di arti superiori intenti nel quasi ininterrotto battimani.
La processione per il ritorno, bus strapieni che pare di essere tornati alle superiori. La redbull aperta sul muso non è una mossa simpatica da parte dell’hostess.
Tangenziale e autostrada, la certezza è che le ore di sonno saranno indubbiamente insufficienti.
Spagnoli che si propongono come fornitori, apprezzabile che non facciano battute sul calcio.
Allora, domani si sagra?
Stasera non benigno, passo.
Oggi sono lo stesso vivo e vegeto.
No: vegeto e basta.

"Don’t Stand So Close To Me - The Police"

Young teacher, the subject
Of schoolgirl fantasy
She wants him so badly
Knows what she wants to be
Inside her there’s longing
This girl’s an open page
Book marking - she’s so close now
This girl is half his age

Don’t stand, don’t stand so
Don’t stand so close to me
Don’t stand, don’t stand so
Don’t stand so close to me

Her friends are so jealous
You know how bad girls get
Sometimes it’s not so easy
To be the teacher’s pet
Temptation, frustration
So bad it makes him cry
Wet bus stop, she’s waiting
His car is warm and dry

Don’t stand, don’t stand so
Don’t stand so close to me
Don’t stand, don’t stand so
Don’t stand so close to me

Loose talk in the classroom
To hurt they try and try
Strong words in the staffroom
The accusations fly
It’s no use, he sees her
He starts to shake and cough
Just like the old man in
That book by Nabokov

Don’t stand, don’t stand so
Don’t stand so close to me
Don’t stand, don’t stand so
Don’t stand so close to me

Don’t stand, don’t stand so
Don’t stand so close to me


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venerdì 20 giugno 2008 - ore 21:51



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Forse l’estate è arrivata.
Lo si capisce dalla voglia di fare tardi la sera e dai giubboni che rimangono appesi all’attaccapanni.
La vigilia della partitona di martedì scorso, le ferrovie francesi affrontate, sa da sfida sedersi davanti ad un “cugino” firmato Renè Lacoste indossando una Fred Perry.
Sì beh, mica esistono le italiche polo di Adriano Panatta... vero?

Nella foto d’annata, col campione italiano di bistecca impanatta!
La spesa per il menù Europeo, all’Interspar le birre te le tirava dietro e tutti se ne stavano in fila carichi di patatine, snack vari e bibite, impossibile immaginare per il resto dell’umanità un programma serale diverso dal mio.
Niente divano ma bunker, perché nel bunker si può anche fumare. Vedo che nessuno ha fatto la spesa, no no, macchè, le scorte di Moretti dureranno fino ai Mondiali del 2014.
L’Italia s’è desta e la France a la maison.
Numeri sconosciuti di giovani intervistate, chiamate che seguono a mie risposte incuriosite.
Gianna??? No, era Giorgia, sorella trapiantata a Paris, altro che ammiratrice sconosciuta!
Per sabato, fatta, vada per la cena, però voglio il posto a tavola accanto al buon Palmiro.
Promosso, dalle conseguentemente mansuete ferrovie francesi, ma con l’asterisco.
E Domenec è stato mandato in “canae”, a sposarsi con una nutria francofona e golosa.
La convocazione è arrivata, non era di Donadoni l’sms, ma benone lo stesso.
Il tagadà a Rubano, è tempo di sagra paesana, una peggior posizione per le giostre proprio non esiste.
Gente che dimostra quasi un decennio in meno rispetto alla data registrata all’anagrafe, gente che cerca scarpe verdi nella solita vetrina, gente che vuol tornare a casa presto perché adesso... si lavora.
Quando, però, a dover lavorare l’indomani toccava a me, ero io che mi facevo troppi problemi, no?
Giornate dure e senza sosta tipo ieri, il dubbio più grande al sospirato ritorno a casa: panino con la Nutella o panino con la mortadella?
Che bello, essere sponsorizzati.
Mi spiace, ammetto, essere sparito da una colonnina laterale di un blog.
Una serata da fenomeni del calcio a 5. Lusso.
Le 22.40, come “andate a casa”? Ora che inizia a fare caldo? Una birra al volo nella sagra di casa, guardando la poca gente ballare sui dischi di lissssio del noto dj Bruno Pressato.
Andiamo a Sherwood, che ci sono pure i Baustelle.
“Quasi centomila Montenegro e Bloody Mary, mocassini gialli, sentimenti chiaro... scuri.”
Non so perché, è una frase che mi ha colpito dal primo ascolto.
Cavallo? Fregato!
Ciucetti pagati come l’oro, coca cola tanto non ce n’è, l’alternativa è un bicchiere con l’anguria a cubetti.
Che avrebbero di strano i miei capelli? C’è chi ne ride, c’è chi li fotografa addirittura.
Bene, aggiungiamo altri 2 concerti in luglio.
Bye bye, a tra 4 mesi??? Ah ah ah
Panini notturni, giusto per non rimanere digiuni, il frigo decreta: porchetta e asiago.
Leniti i crampi dalla fame, insonnia per i crampi alle gambe.
Vedi che ogni tanto c’è una riunione che riesce a coinvolgermi e gratificarmi...
Voglio godermi un bel weekend estivo.
Grande Egidio e grande il suo fratellino che consegna a domicilio due ruotine rombanti!
Niente, non mi taglierò le vene. Non andrò sotto il baraccone. Baracconi, cazzo.
E vediamo se è il caso di passare dal barbiere.

"Charlie Fa Surf - Baustelle"

Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va
ho quindici anni
Programmo la mia drum-machine
e suono la chitarra elettrica
vi spacco il culo
è questione d’equilibrio
non è mica facile

Charlie fa surf, quanta roba si fa
MDMA
ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggetelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf
alleluja alleluja

Mi piace il metal, l’r’n’b
ho scaricato tonnellate di
filmati porno
e vado in chiesa e faccio sport
prendo pastiglie che contengono
paroxetina
Io non voglio crescere
andate a farvi fottere

Charlie fa surf, quanta roba si fa
MDMA
ma le mani chiodate da
un mondo di grandi e di preti fa skate
non abbiate pietà
una mazza da baseball
quanto bene gli fa
alleluja alleluja


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lunedì 16 giugno 2008 - ore 23:54


Segnali Radar
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Emergenza A4, non l’autostrada per fortuna, ma i fogli per la stampante, per noi che al Tom Tom preferiamo le cartine.
La scoperta del Gran Rustico, una telefonata non risposta nel giorno di Sant’Antonio, prima di arrivare alla frontiera con la Slovenia... che non c’è più!
Sono onesti, ti avvisano 500 metri prima della presenza dell’autovelox fisso.
Provate voi a fare un pieno ad un Petrol con la pistola dell’Euro95 che va a scattini. Serve pazienza. Al costo di quasi 1,20 euro/litro.
Da Lubjana a Zagabria, sempre dritto.
Il confine croato, far parte dell’Unione Europea ha i suoi vantaggi, per lo meno in fila.
Si può pagare in euro anche qui, sicuro, diciamo che il resto... è un po’ scarso...
Egidio chiama, meglio che non gli dica da dove rispondo.
Uscita Varazdin, andiamo verso Ludbreg, a volte l’asfalto c’è, altre volte no, la malta sulle case? Non necessaria. Tutti con le automobili bardate di bandiere a scacchi bianchi e rossi. Hotel Raj, meglio della foto di 2 cm quadrati trovata in internet.
Partita di merda, contro una squadra di merda.
Karlovacko vs Ožujsko, un derby, praticamente.
Dalla strada si sentono già canzoni familiari, scopro che l’organizzazione non ha fatto dei cartelli con un programma troppo chiaro e preciso.
La bandiera gallese sul palco, la Les Paul bianca, un bassista effervescente effeminato... Grandiosi!!

Un po’ d’attesa, palco stravolto, arriva Bob and his band, tutti coi cappelli neri sulla testa.
Ho odiato i giganti. Ho odio gli scalmanati. Ho odiato tanti miei vicini.
Impazziti tutti. Onestamente io no, niente chitarra folk, voce poco possente, a tratti mi diceva poco questo vecchio piegato sulle tastiere.
Anche se, diciamolo, cantare il ritornello di quell’ultima canzone epocale, è stata un’estasi.



Colazione internazionale? Un mix indicibile di dolce e salato, a seguire la via crucis nelle chiesette colorate circondate dalle bandiere vaticane.
Il lungo ritorno, occhio agli autovelox ai caselli, un pieno in Slovenia che più pieno non si poteva, sigarette regolari, la pioggia che concede tregua solo a Trst (Trieste, ma avevano finito i soldi per comprare le vocali), gran Rustico bis e caffè.
La famiglia al completo, o quasi, mancano 6 chilogrammi all’appello, a Parigi non è tutto oro quello che luccica.
Biglietti della lotteria, chiacchiere e racconti in un’ex sala fumatori.
Riapre il Banale? Il ghiaccio nella sambuca non è servito visto il freddo che faceva.
Zie che non suonano campanelli all’alba e che nuovamente mi omaggiano di dolci pasquali; qualche dubbio sull’integrità del contenuto dato che si è già passata da un pezzo pure la Pentecoste...
Richiamo di sagre, gli gnocchi di Veggiano al ritmo del geghegè! Urge anche una dose di Baluba Shake!!
Un pensiero a chi va a farsi un soggiorno forzato in ospedale e un pensiero a chi l’ha appena finito.
“Ah, buongiorno!” e sono le 11 di sera, l’oste sempre più biondo, l’ostino sempre più grande, la ostessa con due occhi dallo sguardo perforante, il compare con zero fantasia nei messaggini, montenegro e ancora sambuca... come si sta bene dall’Ofelia!
Il mio ottimismo nel vestire: batto i denti in ufficio.
Ecco, toccherà fare l’iscrizione all’F.M.I. Che non è un partito.
Voglio di plus!! Con la clips, anche!
Egidio scalpita, io pure.
E scalpitano pure i tifosi azzurri che domani fremeranno sul mio divano.

"Don’t Think Twice, It’s All Right - Bob Dylan"

It ain’t no use to sit and wonder why, babe
It don’t matter, anyhow
And it ain’t no use to sit and wonder why, babe
If you don’t know by now
When your rooster crows at the breaks of dawn
Look out your window and I’ll be gone
You’re the reason I’m traveling on
Don’t think twice, it’s all right.

It ain’t no use in turning on your light, babe
That light I never knowed
And it ain’t no use in turning on your light, babe
I’m on the dark side of the road
But I wish there was somethin’ you would do or say
To try and make me change my mind and stay
We never did too much talking anyway
So don’t think twice, it’s all right.

It ain’t no use in calling out my name, gal
Like you never done before
It ain’t no use in calling out my name, gal
I can’t hear you any more
I’m a-thinking and a-wond’rin’ walking down the road
I once loved a woman, a child I’m told
I give her my heart but she wanted my soul
Don’t think twice, it’s all right.

So long honey, babe
Where I’m bound, I can’t tell
Goodbye’s too good a word, babe
So I’ll just say fare thee well
I ain’t saying you treated me unkind
You could have done better but I don’t mind
You just kinda wasted my precious time
But don’t think twice, it’s all right.


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venerdì 13 giugno 2008 - ore 00:42


Quasi Mala Subotica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E il tempo cambiò ancora.
E’ veramente lunatico come me, il meteo.
Calcetto, il fiato c’è, le gambe abbastanza, lucidità non sempre, gli eurogol e i passaggi geniali sono una costante: mister, perché non hai dato anche a me una maglia azzurra?
Forse perché in frigo avevo la mozzarella andata a male.
Chi è che prenderebbe tanto?
Finalmente è passato il fratello di Egidio, ma non ho idea di che faccia abbia e neanche di come si chiami, l’importante è che lavori bene ( e a pochi schei).
Mi si è quasi cariato un dente a vedere certe nuove foto elaborate, tra queste pagine web.
Ecco, delegate anche le ricerche ai pittori casalinghi, uno stadio da 35.000 posti dovrebbe vedersi su googlemap, sperando che ci sia anche un bell’alberghetto non troppo distante e che faccia vedere la partita contro la Romania, il tutto ai confini con l’Ungheria.

Chiedo troppo? Meglio che faccia chiamare Claudio Bisio!
Eh no, invece, ho chiamato io. “Full”, rispondeva semplicemente chi con l’inglese non aveva troppa confidenza. Paesi e alloggi dai nomi improponibili ma anche divertenti.
20 chilometri dal luogo dell’evento, accettabili direi.
Strano, qualcuno ritarda, noi si va all’aperto, non avremo mica paura di 4 gocce, vero?
Non occorre che mi venga ricordato un appuntamento, un avvenimento, un compleanno, di ieri o di oggi o di domani... mi irrito, quasi.
Fatta, organizzeremo per i colli bolognesi o per il barcon. Mi piacciono questi intrighi!!
Non mi piace, invece, continuare a saltare il pranzo, anche perché una boccata d’aria con una marlborina non è nutriente come un un piatto di pasta.
Ma se bisogna sempre correre...
Ascolto band scozzesi, guardo l’Austria che a sprazzi pare il Brasile e poi pareggia rubando contro la Polonia, perdo caffè per strada ma la batteria se non è carica non è carica, invidio chi va alla festa della porchetta (il maiale c’entra sempre) e spera di vedermi.
Bon, un bagaglio minimo e un bel carico di musica per il lettore.
Sperando che, il bambinone che è stato a “Gardalas” oggi, domani mattina non si prenda a letto.
Manic Street Preachers, Bob: arriviamo!!


"Mr. Blue Sky - Electric Light Orchestra“

Sun is shinin’ in the sky,
There ain’t a cloud in sight
It’s stopped rainin’
Everybody’s in a play
And don’t you know
It’s a beautiful new day.

Runnin’ down the avenue,(Pant, Pant, Pant)
See how the sun shines brightly
In the city on the streets
Where once was pity,
Mr. Blue Sky is living here today.

Mr. Blue Sky, please tell us why,
You had to hide away
For so long where did we go wrong.

Hey there Mr. Blue
We’re so pleased to be with you
Look around see what you do,
Everybody smiles at you.

Hey you with the pretty face,
Welcome to the human race
A celebration Mr. Blue Sky’s
Up there waitin’ and today
Is the day we’ve waited for

Mr. Blue Sky, please tell us why,
You had to hide away
For so long where did we go wrong.

Hey there Mr. Blue
We’re so pleased to be with you
Look around see what you do,
Everybody smiles at you.

Mr. Blue you did it right,
But soon comes Mr. Night,
Creepin’ over, now his
Hand is on your shoulder,
Never mind I’ll remember you this way.

Mr. Blue Sky, please tell us why,
You had to hide away
For so long where did we go wrong.

Hey there Mr. Blue
We’re so pleased to be with you
Look around see what you do,
Everybody smiles at you.


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martedì 10 giugno 2008 - ore 00:32


Colpi Di Sponda (Ma Non Di Quell’Altra...)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Compleanni bagnati, compleanni fortunati? Che code all’uscita della Mandria, una mandria, proprio, d’automobili. Ci si perde per davvero, dentro all’Ancora.
E’ una canzone famosa, scritta da Battisti e mogol, gli indizi: “eee…, ma…, salame, verderame”.
Discorsi immobiliari, vino non buono.
Par Hasard, di solito lì mi vedono col binocolo. Una sola sala aperta e, fatalità, solo musica latino-americana. Ormai padroneggio quell’unico movimento della spalla, nonostante non avessi la maglietta attillata, la pelle ultra lampadata, 25 anni per gamba e il capello brizzolatissimo.
Esplorazioni tra autoradio e lettori mp3; non ho capito il ragionamento secondo il quale qualcuno ha deciso di non comprare (e non venire) all’Heineken la domenica... e la tanto sospirata... emancipazione?
Non ci sono più i buffet di una volta.
Il divo Giulio, quest’ombra sull’Italia, la storia recente che ricordo di aver vissuto, reminescenze di telegiornali e delle chiacchiere degli adulti.

Chissà come mai i nomi dei politici di una volta mi sono rimasti così impressi, me li ricordo meglio di quelli attuali.
Tempo bizzarro, estivi che non aprono, solito bar alla moda, scene di ragazzi viziati, troppo ricchi e troppo ubriachi; se l’auto si fosse sfondata per davvero, avrei sogghignato per un bel po’.
Piacevoli incontri, lo so, la mia faccia ricorda. Ecco i miei amici, Checco e... Giancarlo???
Ecco chi ci farà il check-in all’aeroporto di Treviso!
Aspettiamo un invito a cena ma niente fritti, meglio il pollo. Immagino già quali potrebbero essere i bicchieri da coktail!
“Hai visto Pedrosa?” “No, neanche Valentino, comunque!” Ma che spettacolo.
No, due orette di taglio erba non abbronzano quanto una giornata al mare.
Forse dovevo mettermi a dipingere le pareti di casa, in quel caso sì avrei preso colore: da un rivenditore di vernici.
Aperitivo doppio che finalmente inizia ad assumere un gusto ben diverso dall’abituale acqua sporca d’Aperol.
Non capisco i perché di ripensamenti e marce indietro improvvise dopo che si era già d’accordo. Eeeh... una volta non c’era problema alcuno ad uscire ed imbastire passo passo il weekend, giretti di qua, di là, cena fuori, serate... la senilità avanza? Evviva l’ottimismo.
Festival della pappardella e del gran fritto di pesce a Torreglia, un nome antisonante, non c’è che dire; soddisfazione grande trovare sotto il baraccone chi nel pomeriggio mi chiedeva se conoscevo qualche buona sagra dove andare.
Momenti di amarezza nostalgica, ripensando a quel sito che doveva essere.
Valutazione: 4 salsicce. Nonostante il rabosello al posto del prosecco e considerando le patatine fritte omaggio.
Povertà presunta e messaggini sospetti, un libro aperto, anche senza occhio di bue.
Niente male la nuova sala da biliardi a Sarmeola, tavoli all’italiana, tavoli verdi per il poker, divanone, maxi schermo, sambuca (o san luca) abbondante. L’abbattimento del castello è finito 2-2, prevedo nuove sfide.
Gli Europei di calcio, divano, patatine, Moretti e tifosi, l’evento infausto.
I fiori, “siocchino”.
Eh sì... dovevo farlo un pensiero in più per uno sport alternativo a Montecchia di Crosara: la Formula 3, accidenti.

Ok, Johnny, domani vengo io a tirarne quattro.
Di calci al pallone.

"Slade Skweeze Me, Pleeze Me - Slade"

You know how to skweeze me Oh Oh
you know how to pleeze me Oh Oh
you’re learnin’ it easy Oh Oh
And I thought you might like to know
when a girl’s meaning yes, she says no.
You got rude talk you got one walk, all your jokes are blue
You’ve got long nails you tell tall tales, some you think are true

And there’s nowhere to go you won’t go
If there’s nowhere to run you go slow
If you move up to me then I’ll show you the way
Then you’ll know how to skweeze me Oh Oh
you know how to pleeze me Oh Oh
you’re learnin’ it easy Oh Oh
And I thought you’d might like to know
how to skweeze me Oh Oh
You know how to pleeze me Oh Oh
you’re learnin’ it easy Oh Oh
And I thought you might like to know
when a girl’s meaning yes, she says no.

You got a sweet tongue you sing love songs,
Can’t you learn to spell
take me back ’ome you got it all wrong
’Cos we sing that as well

You know how to skweeze me Oh Oh
You know how to pleeze me Oh Oh
you’re learnin’ it easy Oh Oh
And I thought you might like to know
How to skweeze me Oh Oh
You know how to pleeze me Oh Oh
you’re learnin’ it easy Oh Oh
And I thought you might like to know
when a girl’s meaning yes, she says no.

You know how to skweeze me Oh Oh
You know how to pleeze me Oh Oh
you’re learnin’ it easy Oh Oh
And I thought you might like to know

How to skweeze me Oh Oh
You know how to pleeze me Oh Oh
you’re learnin’ it easy Oh Oh
And I thought you might like to know.



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venerdì 6 giugno 2008 - ore 17:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’arcobaleno non l’ho proprio visto mercoledì mattina.
La differenza tra “cornette” e “tegoine” è fondamentale.
Invidio chi ha il proprio orto, che gode dei prodotti della propria terra e che, soprattutto, la lavora con passione; vedo il mio, sempre meno produttivo, sempre meno voglia di starci dietro, io per primo, che al massimo innaffio e taglio l’erba lì attorno.
Mille vicissitudini e 3 telefonate balcaniche, per 2 biglietti da 40 euro, sperando vivamente di trovarli allo stadio il giorno del concerto. In caso contrario attenterò alla vita dei Manic e del vecchio Bob.
Un po’ più semplice per l’aereo, salvo per l’orario d’arrivo, il nostro padrone di casa ci maledirà per il sonno che gli faremo perdere.
Alla riunione di corsa, col boccone ancora da mandar giù, andiamo a sentire che propone questa nuova associazione sportiva.
Una società che ha ottimi intenti e sani principi di base, tanti ragazzi giovani giovani.
Ricoprire il ruolo di veterano non mi dispiacerebbe, sia per trasmettere qualcosa di buono ai possibili nuovi compagni, sia per rimettersi in gioco, tentando una nuova avventura vincente com’è già avvenuto in passato, partendo dal basso sì, ma guardando decisamente all’insù.
Mi è scocciato cercare tutti i punti dolenti, mettere il classico dito nella piaga, ma è meglio essere chiari da subito. Ci pensiamo su?
Case nuove, bello vedere chi riesce a sistemarsi, soprattutto se in freezer c’è quel gelato inquadratissimo dell’Häagen-Dazs.
4 chiacchere notturne, che poi 4 è sempre riduttivo, fa piacere riprendere vecchie abitudini; che poi ti fan svegliare tardi proprio la mattina in cui hai un appuntamento alle 8 con un fornitore disceso apposta da Torino... la 147 poteva essere la Delorean, ieri mattina; solo che mi ha fatto spaccare il minuto qui nel 2008, altro che ballo “Incanto sotto il mare” nel 1955.
Compleanni prossimi, altri acquisti sottoforma di tickets, il fratello di Egidio che tira pacco pure lui.
Richiami al caffè? Perché no? E invece no.
Richiami all’aperol? Perché no? E invece no.
Intanto ricevo preziosi consigli per l’itinerario quasi notturno tra Stanted e Keetons Road, mentre non è da escludere un salto dall’altra parte della Manica a trovare mia sorella, in qualità di accompagnatore di 2 signore over 50...
Cercano mercenari pallamanistici per un giorno... e chi chiamano? Ho la faccia da mercenario?
Radio scarpa sentenzia: esubero di 40 persone! Neanche male.
Quindi non è il caso di sentirsi esuberanti in questo periodo.
Pornopilots in scatola, il “ciao a tutti” e l’emozione della diretta, il phon e la chioma di brother Ivan. Gran rock e temi... sociali: “Qual è il problema dell’Italia?”
Mi verrebbe da rispondere gli Italiani.
Ma non quelli che da piccoli sono cresciuti guardando i cartoni in tv e tuttora sanno a memoria qualsiasi sigla.
Nella Hit-parade della settimana che mi ha visto venire al mondo, non posso vantare, per poche settimane, la sigla di Capitan Harlock cantata dalla Banda dei Bucanieri...
Bensì:
1. Tu sei l’unica donna per me - Alan Sorrenti
2. Super superman - Miguel Bose’
3. Gloria - Umberto Tozzi
4. Ricominciamo - Adriano Pappalardo
5. Il carrozzone - Renato Zero
6. Io sono vivo - Pooh
7. Knock on wood - Amii Stewart
8. Hot stuff - Donna Summer
9. Goodnight tonight - Wings
10. I will survive - Gloria Gaynor
Ben, dio.
Una telefonata preventiva? Sì, solo che le balle mi sono girate a fuoco lo stesso, ti pareva che non veniva rimessa in discussione un’avventura così fortemente voluta e organizzata dopo mille peripezie? Cioè... è un concerto, distantino, ma sempre un concerto.
Non si può essere ancora succubi della mamma, quando si è sulla soglia dei 30 anni.
E occasioni perse per strada, ce ne sono già state a sufficienza.
Vuoi vedere che non sono nato sotto la buona stella del rock’n’roll???
Vedendo la classifica di prima direi di no.
Forse non era la classica rock’n’roll star.
Magari sono nato sotto un buon dado.
Ma sempre Star.



"E’ La Pioggia Che Va - The Rokes"

Sotto una montagna di paure e di ambizioni
c’e’ nascosto qualche cosa che non muore.
Se cercate in ogni sguardo, dietro un muro di cartone,
troverete tanta luce e tanto amore.
Il mondo ormai sta cambiando
e cambiera’ di piu’.
Ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu.
E’ la pioggia che va, e ritorna il sereno.
E’ la pioggia che va, e ritorna il sereno.

Quante volte ci hanno detto sorridendo tristemente
le speranze dei ragazzi sono fumo.
Sono stanchi di lottare e non credono piu’ a niente
proprio adesso che la meta e’ qui vicina.

Ma noi che stiamo correndo
avanzeremo di piu’.
Ma non vedete che il cielo
ogni giorno diventa piu’ blu.

E’ la pioggia che va, e ritorna il sereno.
E’ la pioggia che va, e ritorna il sereno.

Non importa se qualcuno sul cammino della vita
sara’ preda dei fantasmi del passato.
Il denaro ed il potere sono trappole mortali
che per tanto e tanto tempo han funzionato.
Noi non vogliamo cadere
non possiamo cadere piu’ giu’.
Ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu.

E’ la pioggia che va, e ritorna il sereno.
E’ la pioggia che va, e ritorna il sereno.


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