. nonno_ale ha abitudini creative:
La curiosità è il motore della vita,
chi non è curioso è immobile, sazio di se stesso...
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 15 gennaio 2004 - ore 22:03
no doubt
(categoria: " Musica e Canzoni ")
It's my life, don't you forget...
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giovedì 15 gennaio 2004 - ore 13:58
help needed
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Chi mi aiuta a scegliere la cucina nuova?
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 01:12
(categoria: " Riflessioni ")
La curiosità è il motore della vita.
Chi non è curioso è immobile,
sazio di se stesso.
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 00:42
(categoria: " Pensieri ")
Il sole sbirciava dai bordi di una nuvola,
poi si mostrava,
caldo e fiero.
I tuoi occhi nascosti,
il tuo respiro sottile.
La tua pelle di pesca brillava di sabbia,
i tuoi capelli di pece, immobili e pazienti.
Io fermo a guardare, ti accarezzavo con gli occhi.
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 00:39
(categoria: " Pensieri ")
Emozioni tra terra e mare,
Luce del sole inghiottita dall’orizzonte,
Il mare che si confonde con il cielo.
Spiaggia solitaria, luci lontane,
Addio giorno,
Benvenuta sera,
Essere qui, soli,
Tu ed io.
Toglimi il fiato,
Abbracciami ancora.
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 00:37
(categoria: " Poesia ")
titire tu patulae recubans sub tegmine fagi
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 00:34
(categoria: " Riflessioni ")
Avevo promesso al mio cuore che non avrebbe più amato inutilmente.
Avevo promesso alla mia anima che non avrebbe più sognato inutilmente.
Avevo promesso ai miei occhi che non avrebbero più incontrato altri occhi inutilmente.
Ora ci sei tu, pericolosa creatura,
nelle tue labbra il destino delle mie promesse.
Angelo crudele, compagna eterna o fugace emozione.
Solo al tempo, inarrestabile giudice, posso affidare l’agognato verdetto.
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 00:28
(categoria: " Poesia ")
Il sole sbirciava dai bordi di una nuvola,
poi si mostrava,
caldo e fiero.
I tuoi occhi nascosti,
il tuo respiro sottile.
La tua pelle di pesca brillava di sabbia,
i tuoi capelli di pece, immobili e pazienti.
Io fermo a guardare, ti accarezzavo con gli occhi.
La mia mano tremava, sfiorandoti nel mio sogno segreto.
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 00:26
(categoria: " Pensieri ")
Frastagliati segmenti di vita
che racconto in sacrificate
implosioni di verità.
Agili parole,
bugie innocenti,
allusioni sommerse,
ironia pungente.
Sogno e romanzo,
speranze e vita,
anima e cuore.
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martedì 13 gennaio 2004 - ore 00:18
(Ale Manzoni "I Promessi Sposi")
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...il castello era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa, sulla cima d'un poggio che sporge in fuori da un'aspra giogaia di monti, ed è, non si saprebbe dir bene, se congiunto ad essa o separatone, da un mucchio di massi e di dirupi, e da un andirivieni di tane e precipizi, che si prolungano anche dalle due parti. Quella che guarda la valle è la sola praticabile; un pendio piuttosto erto, ma uguale e continuato; a prati in alto; nelle falde a campi, sparsi qua e là di casucce. Il fondo è un letto di ciottoloni, dove scorre un rigagnolo o torrentaccio, secondo la stagione: allora serviva di confine ai due stati. I gioghi opposti, che formano, per dir così, l'atra parete della valle, hanno anch'essi un po' di falda coltivata; il resto è schegge e macigni, erte ripide, senza strada e nude, meno qualche cespuglio ne' fessi e sui ciglioni. Dall'alto del castellaccio, come l'acquila dal suo nido insanguinato, il selvaggio signore dominava all'intorno tutto lo spazio dove piede d'uomo potesse posarsi, e non vedeva mai nessuno al di sopra di sé, né più in alto. Dando un'occhiata in giro, scorreva tutto quel recinto, i pendii, il fondo, le strade praticate là dentro. Quella che, a gomiti e a giravolte, saliva al terribile domicilio, si piegava davanti a chi guardasse lassù, come ad un nastro serpeggiante: dalle finestre, dalle feritoie, poteva il signore contare a suo bell'agio i passi di chi veniva, e spianargli l'arme contro, cento volte. E anche d'una grossa compagnia, avrebbe potuto, con quella guarnigione che tenea lassù, stenderne sul sentiero, o farne ruzzolare al fondo parecchi, prima che uno arrivasse a toccar la cima. Del resto, non che lassù, ma neppure nella valle, e neppur di passaggio, non ardiva metter piede nessuno che non fosse ben visto dal padrone del castello. Il birro poi che vi si fosse lasciato vedere, sarebbe stato trattato come una spia nemica che venga colta in un accampamento. Si raccontavano le storie tragiche degli ultimi che avevano voluto tentar l'impresa; ma eran già storie antiche; e nessuno de' giovani si rammentava d'aver veduto nella valle uno di quella razza, ne vivo, ne morto...
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