What a crazy day today...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... ieri sera a nanna alle 2 come al solito, stamattina sveglia alle 6 e mezza, terapie al ginocchio, poi ufficio, con un occhio e una mano all’azienda e l’altro occhio e l’altra mano a finire il progetto SID per domani. Copisteria (speriamo facciano un buon lavoro ma ne dubito fortemente...) perchè domani si deve consegnare, e quindi di nuovo in ufficio. Oggi pomeriggio di corsa a cercare quello che manca per consegnare il progetto, sperando di trovarlo e sperando nel buon lavoro della copisteria altrimenti c’è da piangere... poi si torna in ufficio, si cerca di sistemare i duemila piccoli e grandi problemi della settimana... Una giornata di acrobazie... da pazzi... AIUTO!
Forse è l’età. Divento vecchio, petulante e insolente. Forse sono troppo esigente con me stesso e con gli altri. Non lo so... ma mi guardo intorno e vedo tanta banalità. Mi guardo intorno e vedo tante falsità. Mi guardo intorno e vedo tanta inconsistenza. Mi guardo dentro e vedo specchiarsi molte di queste cose, inevitabilmente. Una barriera di gomma che scherma il mio, il vostro, il nostro Io proteggendolo dalle intemperie della quotidianità. Nessuno di noi è migliore di un’altro. Semplicemente ci sono modi diversi di affrontare la vita. Coltiviamo spesso il nostro orticello e lo condividiamo con pochi intimi amici, nascondendo comunque con cura i rami secchi e i frutti troppo maturi. Poi ci sono accadimenti e persone che ti ricordano quanto è bello essere te stesso... fortunatamente ho incrociato più volte il mio cammino al loro. Ed è bello ritrovarsi dopo tanto tempo e accorgersi che nemmeno un giorno è passato. Senza riuscire a capire dove inizia la realtà virtuale, senza riuscire a capire dove finisce la falsità reale... Ti voglio bene anch’io...
Si è fatto molto tardi in ufficio. Un venerdì lunghissimo. Entro in casa, nemmeno il tempo di togliere le scarpe che il mio culo è già sul divano. Sono stanchissimo. Sono le nove e becco per un pelo le ultime serie di ER sul digitale. Chissà perchè mi ipnotizzano così tanto queste serie tv negli ospedali. Una strana forma di personale esorcismo probabilmente. Mi tornano in mente alcune parole ascoltate per caso il giorno prima in una conversazione non mia: pensieri anticipatori negativi. Anch’io talvolta ne soffro. Cambio subito pensiero, ho fame. Anzi non ho fame, ma mi sento in obbligo di mangiare. Mi faccio delle crocchette di pollo, che riesco anche a bruciare... Imposto un po’ di lavoro per domenica, guardo in giro quelche foto per quando (quando?) tornerò ad impugnare la mia reflex. Una coppia litiga in strada, sotto la mia finestra. Bestemmiano entrambi. Si picchiano entrambi. Urlano entrambi. Una macchina sfreccia via a tutta velocità. Poi silenzio. Arriva il momento di dormire. Il sonno mi raggiunge in fretta. Mi sveglio. Fuori piove. L’aria è fresca. Mi preparo per il viaggio, esco di casa. La pioggia è fredda. Non so se è stato più forte il godimento della mia pelle accarezzata dalla pioggia gelida o la malinconica sensazione che l’estate se n’è andata, senza averne vissuto un solo respiro. Mi metto in macchina. Destinazione friuli. Mi aspetta una giornata di lavoro lunga e noiosa. La pioggia mi accompagna per tutto il tempo. Sempre più fredda. Per fortuna a cena alba e rio fanno i bigoli, miss italia non mi piace, andiamo a berlino beppe, l’inter ha rubato e me ne frego, facebook è una figata. E nonostante io preferisca il freddo, son contento che mi si scaldino pelle e cuore.