Assordante apatia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Apatia, insoddisfazione e insofferenza. Misantropia, isolamento e intolleranza. Non ho un pensiero interessante da giorni. Mi domando se sarò ancora in grado di averne. Mi chiedo se sono mai stato capace di farne. La mia mente è un foglio bianco senza una matita. E un foglio bianco che si piega su se stesso, si traduce in barca, galleggia solitario nelloceano. Non è tristezza, non è noia, non è malinconia. E mancanza, è eccedenza, è rapidità e lentezza. E stasi e movimento, estasi e tormento.
Un po’ di autunno nell’aria, un po’ di autunno nel cuore. Qualche settimana di incertezze, poi arriva il freddo. Basterà essere previdenti, coprirsi, e tornerà di nuovo il calore, nell’aria e nel cuore.
Stairway to somewhere...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ore 9.00 Ospedale di Camposampiero. Visita in oculistica, ottavo piano. L’ascensore non arriva. In uno slancio di orgoglioso giovanilismo e salutismo mi avvio per le scale. Credo fosse il terzo piano quando hanno bussato alla porta del mio cuore e dei miei polmoni la tachicardia e il fiatone. Sempre annebbiato dalla faticosa impresa sportiva in corso, al piano di ginecologia mi innamoro di una ragazza splendida. Qualche ora dopo, con i livelli di ossigeno regolari nel sangue, mi rendo conto che tutte le donne in gravidanza sono bellissime e che se aveva il pancione probabilmente era pure sentimentalmente occupata. Torniamo alla tromba. Delle scale intendo. Il momento più duro dell’ascesa è stato senza dubbio al piano di geriatria. Mi rendevo conto della fugacità della vita, dell’importanza delle cose semplici della quotidianità, e nello stesso tempo che avevo male alle gambe. Per fortuna da inguaribile ottimista mi son detto che ormai mancavano solo un paio di piani. Torniamo alla tromba. Questa volta lo squillo di tromba che risuonava nella mia testa all’ultimo gradino, all’ottavo piano... vittoria. Conosco benissimo l’ottavo piano. Ma per recuperare fiato mi sono guardato intorno spaesato, alla ricerca dell’ambulatorio fantasma. Recuperato un filo di fiato e lucidità passo in segreteria, mi schiarisco la voce e chiedo della mia dottoressa. Scusatemi per il "mia" possessivo ma è così una bella donna, che immaginarla mia per qualche minuto mi riempie di vuoto orgoglio maschilista. Il resto della mattinata è tutta ospedalizia normalità. Al ritorno mi fermo a comprare dei piatti e dei bicchieri. Il servizio da 6 a casa non basta più. Troppi ospiti? No, poca voglia di lavare i piatti. Semplice misantropia. PS: se ho citato l’ordine dei piani dell’ospedale di Camposampiero in maniera errata chiedo scusa, ma in fase anaerobica è possibile qualche imprecisione... di sicuro oculistica è allottavo!
Quante cose da fare... ho la testa (e lagenda) davvero stracolma... Cè il sole oggi. Dopo pranzo mollo a casa la macchina e mi prendo la moto. Non piove stasera vero?
La settimana lavorativa è finalmente finita... Ho proprio bisogno di un week end di relax. Tnx 2 Rio che con la steak-eve di domani renderà il week end supercalifragilistichespiralidoso. Io porto le bozze di rosso.