Coglia la rosa quand’è il momento che il tempo lo sai, vola.. E lo stesso fiore che oggi sboccia.. domani appassirà.
HO VISTO
Bjorne partire per la Polonia..
Garghella prendere una palla..?-?
Arek Golas saltare in alto...troppo in alto... e finire tra gli angeli che proteggono pallavolisti e amanti della pallavolo...
Simeonov incoronato "sindaco" ...prima di passare al nemico...
STO ASCOLTANDO
La notte ha mille porte e nella testa c’è una città intera che soffia e che respira che soffre e che ti attira sempre più dentro sempre più al centro sempre più in mezzo fino a che non lo distingui più il confine tra la tua pelle e il cielo tra quello che è a pezzi è quello che è intero la notte ha mille occhi credi di guardare e sei guardato sono tempi "rock’n roll" che si resta senza fiato cadono i record alle olimpiadi tutto si supera in un secondo e in ogni mondo c’è dentro un mondo che ha dentro un mondo che ha dentro un mondo
ci sono armi nei supermercati e mettono i "beep" nei vaffanculo ci dicono continuamente che nessuno è al sicuro ma questo lo sapevo già e non è mai stata una buona scusa per barricarmi dentro casa la tele accessa e la porta chiusa
safari dentro la mia testa ci sono più bestie che nella foresta
la terra vista dallo spazio è una palla azzurra e silenziosa ma se ci vivi ti rendi conto che è tutta un’altra cosa niente combacia ci sono crepe e dalle crepe passa un po’ di luce che si espande nell’universo prendi tutto quello che ti piace ho" diamanti sotto ai miei piedi" ho un oceano dentro alle vene ognuno danza col suo demone e ogni storia finisce bene
Safari dentro la mia testa ci sono più bestie che nella foresta
fuoco acqua elettricità
le scimmie saltano di ramo in ramo assaggio la notte, la notte che passa più svelta su lente lenzuola di corpi sudati si chiudono gli occhi si spegne l’insegna dell’ultima vita di luce rubate si finge il silenzio perfetto l’esterno ti sembra di pace la notte d’estate intanto il ruomore nel buio dell’anima mia che corre a gambe levate sbattendo con forza su muri di pelle e di ossa un paio di ali al vento un paio di ali al vento... al vento ...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
generalemente la prima cosa che mi viene in mano...a volte faccio abbinamenti spaventosi...ma me ne accorgo qnd sn già in giro...
Direttamente dal Giappone... Marco Meoni per le Iene...
Ma buondì...
(questo BLOG è stato visitato 7208 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
domenica 11 febbraio 2007 - ore 17:59
ragazzi...lo giuro...questa è l’ultima...
(categoria: " Cinema ")
I rischi del conformismo V lezione
Camminare liberamente, in pratica, trovare se stessi.
Keating: “Niente voti oggi, si passeggia. Ecco, così. La poesia, qualcuno ha detto, non è certo un gran diletto cantando – Sinistr, destr, sinistr, alt! Grazie, ragazzi. Avete notato che ognuno di voi si muove con la sua particolare andatura. Per esempio, Pitts se la prende comoda, tanto, prima o pio, arriverà; invece, Camerun sta pensando: “Andrà bene, forse sì, ma sì, certo, certo, o forse no, chi lo sa” e il nostro Overstreet è mosso da profonda passione.”
-risate -.
Keating: “Lo sappiamo tutti, non è vero?Ma non li ho fatti marciare per deriderli, li ho fatti marciare per illustrare la questione del conformismo: la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte agli altri. Alcuni di voi hanno l’aria di pensare: “Ah, io avrei marciato diversamente”: Allora, chiedetevi perché battevate le mani. Ci teniamo tutti ad essere accettati, ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri, anche se ad altri sembrano strani e impopolari, anche se il gregge può dire: “Non è beene!” Come ha detto Frost: “Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta ed è per questo che sono diverso”: Voglio che troviate la vostra camminata, adesso, il vostro modo di correre e di passeggiare in ogni direzione, comunque vogliate, che sia fiero, che sia sciocco, sta a voi. Giovanotti, il cortile è vostro!”
- gli studenti iniziano a camminare -
Keating: “Non dovete dare spettacolo, lo fate per voi stessi. Be’, Dalton, non partecipa?”
Charlie: “Esercito il diritto di non camminare”:
Keating: “Grazie mille Dalton, ha afferrato l’idea al volo. Andate pure controcorrente”:
La Poesia è una scintilla di rivelazione IV lezione
La poesia nasce da una scintilla di rivelazione e non importa se gli altri la considerino buffa o sciocca, perché i pensieri sono unici.
Xnox: “A Chris. Vedo il dolce suo sorriso e una luce sul suo viso. Mi scopro a sognare di mondi infiniti, sapendo che…- risatine ironiche dei compagni – sapendo che…è vita! Mi dispiace, lo so, è stupida!”
Keating: “No, no, non è stupida, ci hai provato, hai toccato un tema fondamentale, l’amore, fondamentale non solo nella poesia, ma anche nella vita.Bene, Hopkins, dato che ride, si accomodi”.
Hopkins: “Il gatto è seduto sul tetto”. – risate –
Keating: “Be’, congratulazioni, Hopkins! È la prima poesia, che totalizza zero sul grafico Prichard. – Risate - Non ridiamo di lei, ridiamo con lei. Non importa la semplicità del tema, a volte, le poesie più belle parlano di cose semplici, come un gatto o un fiore o del sole. La poesia nasce da tutto ciò che ha una scintilla di rivelazione. Cerchi solo chela sua poesia non sia banale. Allora, a chi tocca adesso? Signor Anderson, vedo che è già entrato in agonia. Avanti Todd, si accomodi, non voglio vederla soffrire”.
Todd: “No, io, poesie non mi sento…”
Keating: “L’amico Anderson ritiene che ciò che ha dentro sia inutile e imbarazzante. Non è così Todd. Non è la sua peggiore paura? E si sbaglia. Io credo che dentro di lei ci sia qualcosa che vale moltissimo. –
poi alla lavagna Keating scrive un verso di Whitman e lo legge alla classe –
“E risuona il mio barbarico yaup sopra i tetti del mondo”, firmato Walt Whitman. Di nuovo lo zio Walt. Per quelli che non lo sapessero, yaup è un ululato rauco, un grido. Ecco Todd, vorrei che mi desse una dimostrazione di uno barbarico yaup. È no, non può ululare, stando seduto, coraggio, si muova, in piedi! Assuma la posizione da ululato”.
Todd: “Yaup!”
Keating: “Non un ululato, un barbarico yaup!”
Todd: “Yaup!”
Keating: “No, andiamo, più forte!”
Todd: “Yaup!”
Keating: “Così sembra un topo, la voce!”
Todd: “Yaup!”
Keating: “Deve ululare da uomo!”
Todd: “YAUP!”
Keating: “Ecco, così, ha visto c’è un barbaro dentro di lei. No, no, non ha ancora finito. Quella foto, – indicando la fotografia di Whitman appesa al muro di fronte – chi le fa venire in mente? Non rifletta, risponda, coraggio!”
Todd: “Un matto!”
Keating: “Ma che genere di matto, non ci deve pensare, su risponda”:
Todd: “Un pazzo furioso”:
Keating: “No, no, può fare di meglio, liberi la mente, usi l’immaginazione, dica la prima cosa che ha in testa, anche se le sembra scema, coraggio”:
Todd: “Un pazzo con la bava alla bocca!”
Keating: “Santo cielo, c’è un poeta dentro di lei, figliolo! Ora chiuda gli occhi, li chiuda e,adesso, descriva ciò che vede”:
Todd: “Io ho chiuso gli occhi e la sua faccia mi ondeggia davanti”.
Keating: “ È un pazzo con la bava alla bocca”:
Todd: “ È un pazzo con la bava alla bocca e il suo sguardo mi trapana il cervello”:
Keating: “Eccellente, e adesso l’azione, gli faccia fare qualche cosa”:
Todd: “Tende le mani e mi strozza”.
Keating: “Sì, così, fantastico, fantastico!”
Todd: “E non la smette di borbottare”.
Keating: “Che cosa borbotta?”
Todd: “Borbotta la verità”:
Keating: “Certo!”
Todd: “La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi
- risate –
Keating: “No, non ci faccia caso, continui con la coperta, mi parli della coperta”:
Todd: “Tu la spingi, la tiri e lei non basta mai, anche se ti dibatti, non riesci a coprirti tutto. Dal momento in cui nasci piangendo al momento in cui esci morendo, ti copre solo la faccia e tu piangi e gridi e gemi”.
Altra scena della mia droga...
(categoria: " Cinema ")
“Osate Cambiare”
III lezione
Osare e a non avere paura di cambiare.
Keating: “Un uomo non è molto stanco, è esausto e non usate molto triste, usate… Su avanti, Overstreet, non dorma!”
Xnox: “Affranto?”
Keating: “Esatto! È affranto, ecco, il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, cioè di… forza Anderson, allora, è un uomo o un’ameba? Vediamo, Perry?”
Neil: “È… di comunicare?”
Keating: “Noo, di rimorchiare le donne!”
Tutti ridono.
Keating: “Oggi parleremo di William Shakespeare”.
Disappunto da parte degli studenti.
Keating: “Lo so, alcuni di voi preferirebbero sedersi sulla poltrona del dentista, ma noi parleremo di Shakespeare, come di un tale che ha scritto cose molto interessanti. Voi avete visto Shakespeare recitato più o meno così: “O Tito porta il tuo amico con te!” Ma chi l’ha visto fatto da Marlon Brando, sa che Shakespeare può essere diverso: “Amici, Romani, concittadini, prestatemi ascolto”. E cercate di immaginarvi John Wayne in Macbeth che fa: “Bè, cos’è un coltello quello che vedo di fronte a me?”
Risate.
Keating: “Cane, signore? No, oggi no!Guardi che un cane fa bene ogni tanto, sa? Uno può fare un pasto completo a base di cane. Si comincia un credité di dalmata, si continua con un bel cocker flambé e per dessert un pechinese al pepe rosa. Come stuzzicadenti, usate le code”.
Keating sale sulla cattedra e… “Perché sono salito quassù, chi indovina?”
Charlie: “Per sentirsi alto”.
Keating: “No, grazie per aver partecipato. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse e il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinto? Venite a vedere voi stessi, Coraggio, è proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se ci può sembrare sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate. Figlioli dovete combattere per trovare la vostra voce, più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice: ”Molti uomini hanno vita di quieta disperazione”, non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno. Ecco, così, bravo Prisky, grazie, sì. Osate cambiare, cercate nuove strade! Allora, in quanto agli esercizi, vorrei che componeste una poesia, tutta vostra, un lavoro originale. La, la, la, sì, una poesia e dovrete leggerla ad alta voce di fronte alla classe, martedì, giovanotti. Ah, senta Anderson, non creda che non sappia che questo compito le fa una paura del diavolo, vecchia talpa”.
Proprio non riesco a vivere senza...
(categoria: " Cinema ")
Comprendere la poesia
II lezione
La poesia non va misurata, ma vissuta, assaporata
Keating: “Ora aprite i vostri testi a pagina 21 dell’introduzione. Lei, Perry, vuole leggere il primo paragrafo dell’introduzione, intitolato: “Comprendere la Poesia?”
Perry: “Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito. Per comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica, la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine. La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia, diventa una questione relativamente semplice. Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia per misurarne la grandezza. Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne rivela l’autentica grandezza. Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia”.
Keating: “Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia, ma si può giudicare la poesia facendo la hit parade. Gagliardo Byron, è solo al quinto posto, ma è poco ballabile”.
Risatine divertite.
Keating: “Adesso voglio che strappiate quella pagina!: Coraggio, strappate l’intera pagina”. Mi avete sentito, strappatele? Ho detto di strappatele! Coraggio, strappatela. Molto bene, Dalton, anzi, sapete una cosa, è meglio che strappiate tutta l’introduzione, voglio che sparisca per sempre, che non ne rimanga traccia alcuna. Avanti, strappate. Vai con Dio J. Evans Prichard, professore emerito. Strappate, strappate, rompete, frantumate, non voglio sentire altro che gli strappi del professor Prichard, forza che poi attacchiamo tutto in bagno. Non è la Bibbia, non andrete certo all’inferno”.
Richard: ”Questo è matto!”
Keating: “Coraggio, fate un lavoro accurato, che non ne rimanga niente”:
Richard: “Ma non si strappa un libro!”
Neil: “Strappa, strappa e strappa, dai!”
Keating: “Strappate, signori, strappate”.
Altri: “E dai…” “Io strappo tutto il libro, è professore?” “Ah, Ah…”
Mc Allister: “Ma che diavolo sta succedendo qui!”
Keating: “Non sento più strappi”:
Mc Al. “Signor Keating!”
Keating: “Signor Mc Allister!”
Mc Al. “Mi scusi, io non sapevo che fosse qui”:
Keating: “E invece”:
Mc Al. “Ah, allora, c’è, mi scusi”:
Keating: “Continuate a strappare, ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille, Dalton. Armate di accademici, che avanzano misurando la poesia, no, non lo permetteremo, basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa, imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli occhi di Pitts dice che la letteratura dell’Ottocento non c’entra con le facoltà di economia e di medicina, può darsi. E lei, Hopkins, è d’accordo con lui e pensa: ”È sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e metrica e preoccuparci di coltivare altre ambizioni”. Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi, avvicinatevi! Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino, noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.Citando Walt Whitman: “O me o vita! Domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti, che v’è di nuovo in tutto questo? O me o vita! Risposta: Che tu sei qui, che la vita esiste e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso”. “Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso”. Quale sarà il tuo verso?”
a una persona qualsiasi...da unaltra persona qualsiasi!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ci ho pensato fino allultimo.... non sapevo veramente quale fosse il regalo più adatto ai tuoi 20 anni... poi finalmente... ho avuto unilluminazione... ho capito che a te basta unimmagine per metterti allegria... e allora... eccoti accontentata...
Garghy....di bianco vestito!
e, per addolcire un pò questo giorno d vecchiaia....
Un giorno senza sorriso è un giorno perso...
(categoria: " Accadde Domani ")
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà così difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.Quindi vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore. La vita è un`opera di teatro che non ha prove iniziali.Canta, ridi, balla, ama. Vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l`opera finisca senza applausi.
Cogliere l’attimo per rendere speciale la nostra esistenza.
Fischiettando, il professor Keating entra in aula, si avvicina agli alunni, gira trai banchi e si dirige verso il fondo dell’aula, guadagnando l’uscita, poi, sporgendo la testa dentro, invita gli studenti a seguirlo fuori.
Keating: “Su, andiamo!” Risatine ironiche da parte dei ragazzi. Un alunno: “Dov’è andato?” Un altro: “E chi lo sa!” Molti: Dai, andiamo, su forza!”
Nell’atrio
Keating: “O Capitano, mio capitano!” Chi conosce questi versi? Non lo sapete? È una Poesia di Walt Whitman, che parla di Abramo Lincon. Ecco, in questa clase potete chiamarmi professor Keating o se siete un po’ più audaci, “O Capitano,mio Capitano” Certo, anch’io ho frequentato Welton e sopravvivo, comunque, a quel tempo non ero la mente eletta che avete di fronte, ero l’equivalente intellettuale di un gracile corpicino. Andavo sulla spiaggia e tutti mi tiravano i libri di Byron in piena faccia.Allora, vediamo, Pitts, da qualcuno bisogna cominciare, dunque, chi di voi è Pitts? Molto bene, vuole aprire il suo libro a pagina 503?
Pitts: “O vergine cogli l’attimo che fugge?”
Keating: “Sì, proprio quella, è appropriata, no?”
Pitts. “Cogli la rosa quando è il momento,
che il tempo, lo sai, vola
e lo stesso fiore che sboccia oggi,
domani appassirà”.
Keating: “Grazie mille, Pitts. “Cogli la rosa quando è il momento” in latino, invece, si dice “Carpe diem”. Chi lo sa che cosa significa?”
Maeks alza il dito e risponde: “Carpe diem, cioè cogli l’attimo”.
Keating: “Molto bene, signor?”
Maeks: “Maeks”.
Keating: “Maeks, mi ricorderò il suo nome. “Cogli l’attimo, cogli la rosa quando è il momento”. Perché il poeta usa questi versi?
Charlie: “Perché va di fretta!”
Keating: “No, diing! Grazie per aver partecipato al nostro gioco. Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi! Ognuno di noi, un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. Adesso, avvicinatevi tutti e guardate questi visi del passato – e indica le foto di classe del passato esposte insieme ai trofei e alle coppe nella vetreria dell’Accademia – Lì avete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati, non sono molto diversi da voi: stesso taglio di capelli, pieni di ormoni come voi, invincibili come vi sentite voi. Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi, pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi, ora, sono concime per i fiori, ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi, sentite?
perchè stasera va così...
(categoria: " Pensieri ")
Grazie al vigile del fuoco che alle 4 di notte taglia le lamiere di un auto per estrarre il corpo di un ragazzo che rischia di morire in un incidente.
Grazie al signore che la mattina presto mi viene a svuotare il cassonetto dell’immondizia e scopa le foglie dal vialone.
Grazie a quel medico che mandando al diavolo le teorie del transfer massaggia i piedi del proprio paziente aiutandolo a vincere le sue ansie e le paure della sua malattia.
Grazie a quella giunta comunale o provinciale o regionale che approva un progetto a favore della popolazione, e chissene frega se sia di destra, di sinistra, bianca, nera, fosforescente, sbiadita o di quello che vi pare.
Grazie al panettiere che quando mi sveglio la mattina mi fa trovare il sacchetto di pane appeso alla porta.
Grazie allo scienziato che passa ore tra boccini e provette cercando il rimedio per una pestilenza.
Grazie a quel religioso di qualsiasi confessione o ateo, che quando viene avvicinato da una persona in cerca di conforto, gli mette un braccio intorno alle spalle invece di sproloquiare assurdi dogmi o filosofie senza fondamenta.
Grazie a quel Datore di lavoro che dice ‘grazie’ ad un suo dipendente anche se ha presentato i documenti con qualche minuto di ritardo.
Grazie a quel Direttore di Banca che accantona le leggi di Basilea quando un padre di famiglia o una ditta che da cibo a tanti padri di famiglia chiede uno sconfino sul conto corrente.
Grazie a quel bambino che ci tende le braccia chiedendo di esser preso in braccio e quando lo prendiamo, ci lava tutte le guance con la bava.
Grazie a quel clown che con il suo ‘gioco’ permette un intervento senza anestesia su un bambino che non può riceverla.
Grazie a quel perfetto sconosciuto che ci sorride casualmente per strada.
Grazie a quel volontario che in ospedale o all’ospizio imbocca un nonno/a rimasti soli.
Grazie a chi urla alla squadra avversaria ‘siete forti’!
Grazie a quel medico che accorre dal suo paziente appena viene chiamato.
Grazie a quel poeta, cantante, attore che sa commuovere con una frase della sua opera.
Grazie a chi sa dire ‘ho torto’ anche se a volte è difficile.
Grazie a chi sa dire ‘ti voglio bene’ anche se a volte è difficile.
Grazie a quel ragazzino più piccolo di età che ci fa notare gli errori. E’ la voce limpida della coscienza.
Grazie a chi ha fatto sorgere il sole questa mattina.