"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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martedì 19 marzo 2013 - ore 23:06
Ho provato a salvare me stesso...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
…ma continua a scivolarmi via.
E’ una strana sensazione. Di istanti bloccati, di un tempo che non maturerà mai. Una me stessa intrappolata nella spirale, così diversa da me.
Talvolta, quando torno a casa, quando guido al buio lungo le strade che erano mie, è come se venissi scaraventata in un universo parallelo che non è altro che la vita che avevo prima. Una sensazione da Lost Higways: di circolo senza uscita, di dimensioni sovrapposte.
Dev’essere perché quando mi sono rotta a pezzi e ho buttato nel cesso la mia vita, la prima cosa che ho voluto fare è stato fuggire, ricominciare, da un’altra parte, con persone nuove. E ha funzionato, eccome se ha funzionato. Grazie a dio, che ha funzionato.
Ma lì dove c’era la mia vita è rimasto tutto uguale. Non ho più spostato quasi niente, è tutto fermo a due anni fa. E non riesco nemmeno più a metterci le mani, perché è come se non fosse più roba mia. Ma non sono gli oggetti che mi disturbano, e nemmeno i luoghi che prima facevano parte di ogni mia giornata, le abitudini, i suoni, gli odori. E’ quella sensazione. Il sentirmi scaraventata in un altro periodo che puzza di defunto eppure fa sentire ancora forte la sua presenza. Il tempo si annulla e io sono ancora lì, sono ancora a pezzi, sono ancora io.
Aver bisogno di te Sognarti Trovarti Provarti Fotterti Usarti Sfregiarti Romperti
La Volpe funambola e il Principe Minotauro
(categoria: " Vita Quotidiana ")
(pic by Julie Milne)
“Nel libro la volpe insegna al piccolo principe il significato che bisogna dare alla vita mediante i riti, talvolta trascurati o dimenticati, dell’amicizia e dell’amore, che consentono di "addomesticare", cioè di creare dei legami e quindi di conoscere realmente le cose, piano piano, giorno dopo giorno.
Il Piccolo principe cerca gli uomini, cioè la legge per vivere nel mondo degli uomini, e la volpe, saggia e non astuta come nelle favole tradizionali, spiega il modo attraverso il quale è possibile la conoscenza, tramite "l’addomesticare"; certo, la conoscenza implicherà poi anche la sofferenza, ad esempio quella del distacco, ma varrà la pena soffrire se poi in cambio si guadagnerà "il colore del grano", vale a dire una nuova visione delle cose.”
In questo regno diviso tra tenebre e stelle, ammantato di nebbia e irradiato di sole, quanti uomini sanno contare, regnare, bere, vivere, amare?
Solo coloro che hanno imparato a trovare le tracce di una volpe sanno cosa significhi amare senza possedere, desiderare senza sacrificare.
E unicamente una volpe addomesticata può sorridere dei colori del grano, celando in quel sorriso il segreto di una felicità che non contempla più soltanto sé stessa.
La saggezza arriva alla fine di una strada tortuosa, nascendo da campi senza grano, e passando attraverso le vite di uomini piccoli quanto i loro minuscoli pianeti.
La saggezza arriva infine per la volpe, scorrendo lungo il dorso ammantato di soffice pelo rossiccio, mischiandosi al peso del dolore, dell’amore, di tutto il sentire che su quella fragile schiena si è accumulato.
La saggezza contempla l’amore, ma l’amore non contempla nient’altro che sé stesso e il suo esistere, in tutti i colori e le forme del grano, del cielo, delle stelle. In tutti i nomi che, in suoni ogni volta diversi, richiamano un solo nome. In ogni attesa, in ogni anelito, in tutta l’immensità del vento tra le spighe che nessuno possiede, ma che la volpe adesso può avere, ogni volta che lo desidera.
L’essenziale è invisibile agli occhi, ma lì dove si ripone il cuore c’è un giardino stellato che nessuno potrà mai calpestare.
Un giorno hai giurato che saresti stato il mio principe, un principe migliore di tutti quelli che avevo incontrato. E hai promesso che mi avresti insegnato la differenza tra desiderio e bisogno, affinché la sofferenza potesse diventare qualcosa di più dolce, acquistando consapevolezza.
Ricordo ancora a perfezione quella promessa, sussurrata attraverso il fumo davanti al tuo viso e le lacrime davanti al mio. Ero terrorizzata dalla mia voragine, così ho deciso di entrare nel tuo labirinto.
Adesso, quando ti guardo, ti vedo come un gigante, il guardiano di tutte le chiavi che nella mia vita ho fabbricato. Diverso da tutto ciò che concepisco eppure affine, così accondiscendente e proteso verso di me.
Sei un dio che pervade ogni cosa che tocca, e come un angelo rinnegato io sono quello in grado di distruggerla. Hai addomesticato il lupo che è dentro di me, hai ammaliato la volpe e le hai insegnato che nulla è scontato, nemmeno i lieto fine delle storie per bambini.
Trattengo il respiro e ti osservo in silenzio mentre dormi: sei solo un corpo abbandonato nella penombra, un eroe che, deposti i vessilli, riposa al sicuro.
Potrei restare ore a guardarti dormire, avvolto da quel sortilegio senza memoria che è il sonno. E penso a quanto sarebbe vana la mia vita se tu non fossi lì, se io rimanessi a fissare il cuscino pensando a tutto il tempo perso, scoprendo che la mia vita è senza significato.
Ma tu sei lì, a riempire i miei giorni, i miei occhi, il mio cuore. Nel ciclone informe che tutto travolge quando scende la notte, tu sei il centro immobile, l’unico punto certo che posso continuare a fissare senza smarrirmi, rincorrendoti attraverso i cunicoli del nostro labirinto che non sapremo mai dove portano.
“Neve era diventata funambola per amore dell’equilibrio. Lei, la cui vita si svolgeva come un filo tortuoso, disseminato di viluppi che intrecciavano e scioglievano tra loro sinuosità della sorte e insipidezza dell’esistenza, eccelleva nell’arte sottile e insidiosa del fare evoluzioni su di una fune tesa. Non si sentiva mai così a suo agio come quando camminava sul filo a mille piedi dal suolo. Dritto davanti a sé. Senza mai deviare d’un solo millimetro dalla rotta. Era il suo destino. Avanzare passo dopo passo. Da un capo all’altro della vita.”
(pic by Carla Manfredi)
“…in realtà per lei la cosa più difficile non era mantenersi in equilibrio, e nemmeno dominare la paura, e tantomeno camminare su quella fune infinita, su quel filo di musica intervallata da vertigini abbacinanti. La cosa più difficile, quando avanzava nella luce del mondo, era di non tramutarsi in fiocco di neve.”
Chi è perso nel labirinto impara a sue spese che la libertà non consiste tanto nel trovare l’uscita, quanto nel percorrere la strada che si snoda tra infiniti svincoli pregni di valore. La voragine ha cercato di annullarmi, il labirinto mi ha ri-insegnato il senso delle cose, ma io sono funambola, e questa è per me l’unica via possibile.
Una corda tesa dritta avanti, sottile e fragile, che si erge maestosa sopra l’ignoto. Non vedo mai dove la fune termina, ma avanzo imperterrita, sospesa al di sopra di quella voragine, decisa a temerla, sfidarla, amarla. Quante energie perse a scappare, a serrare gli occhi per non vedere, a tentare con codardia di aggirare un ostacolo che non si sposterà mai? La fune annulla ogni cosa e traccia vie nuove, anche se il prezzo da pagare è una ricerca d’equilibrio che non può arrestarsi mai. Funambola per scelta, vedo ancora la mia voragine, ma la fisso dritta negli occhi e la calpesto, lasciandole il desiderio di potermi avere un giorno, quando l’equilibrio verrà meno, o qualcos’altro attenterà a quel filo labile che si erge come mia salvezza.
“Era il tempo in cui amavo guardare le stelle avvolta dal chiarore lunare, il tempo in cui le notti erano lunghe e gelide, ma ammantate di preziosi e fragili biancori. A quell’epoca mi capitò qualcosa di incredibile, di una bellezza tale da farmi dimenticare tutto il resto. Per inseguire la luce che avevo intravisto sono salita su, sempre più in alto, ed ho iniziato a muovere i miei passi rapidi su una fune sospesa nel cielo. Lontano da tutto, ero inebriata da quella sensazione di leggerezza, e mi sentivo fragile e precaria, ma sempre più vicina alle stelle. Volteggiare su quella corda tesa, in bilico sul crinale della vita, è stato il sogno più bello che mai si possa immaginare...
Di tanto in tanto mi capita ancora di volgere lo sguardo alle stelle lontane, consapevole che una parte di me è rimasta alla deriva tra le nuvole, ed un brivido mi pietrifica al ricordo di quando volteggiavo nel cielo inseguendo un sogno. Figlia della terra, rinnegata del cielo.”
Ogni volta che lo rivedo me ne innamoro un po’ di più. E poi faccio sogni strani, e risvegli ingarbugliati tra universi paralleli.
Adoro il modo in cui The Perfect Drug condensa le sensazioni del film. Ho sempre amato il finale di questa canzone, la supplica arrendevole e dolce di chi è ormai andato oltre il punto di non ritorno, oltre la follia, soltanto per amore.
“Without you everything falls apart. Without you …it’s not as much fun to pick up the pieces.”
Deep Silent Complete
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Porsi degli obiettivi e non raggiungerli è frustrante. Ma se nel porsi degli obiettivi si è disposti ad accettare le deviazioni lungo il cammino, allora la strada, l’inaspettato, gli sforzi, le cadute, i compagni di viaggio: tutto assume un nuovo significato.
C’è una forza incredibile nell’uomo,una forza inconscia che si risveglia raramente. A volte la si scorge in chi lotta per sconfiggere qualche sofferenza, in chi è felice e motivato nel rincorrere un obiettivo importante, o in chi si trova in pericolo. E’ una forza di volontà profonda, qualcosa che assomiglia ad un istinto di sopravvivenza ma che in realtà ha sfumature molto più complesse.
Talvolta, quando si è troppo assorbiti dalla routine quotidiana, ci si dimentica che anche solo respirare non è scontato. E che c’è un cielo pieno di colori che potrebbe dar sollievo allo sguardo stanco, un silenzio più perfetto che si nasconde tra gli alberi e la neve, un buio più nero che cancella qualsiasi certezza in un bosco di notte.
Trovarsi lontani da tutto, camminare dove la natura è padrona, smarrire i sentieri tracciati dall’uomo, arrampicarsi, cadere, arrancare, e poi ritrovarsi ad ascoltare con molta più attenzione i rumori del mondo, il suono antico della terra che esiste da tanti secoli quanti non riusciremmo nemmeno a contarne, e la sensazione di essere piccoli, di essere squisitamente ed autenticamente umani.
In una frazione di secondo la consapevolezza di esistere sembra così semplice e cristallina che potrebbe esser racchiusa tutta in quel debole rumore di neve gelata che cade dai rami pochi istanti dopo il tuo passaggio. E ti chiedi cosa sarebbe successo se tu non fossi mai passato di lì, e ti senti parte di qualcosa, anche solo per un attimo.
Non riesco ad aver mai paura quando sono con te, e mi sento sempre parte di qualcosa che vale quando sono con te. Anche se siamo sconsiderate sognatrici e incaute avventuriere, come due eterne Peter Pan.
“Vivilo, nessuna preoccupazione Punto di non ritorno Vai in avanti allindietro Me lo ricorderò Sì, ogni volta che cado..”
“La mia ombra corre con me Sotto il grande ampio sole La mia ombra viene con me mentre ci lasciamo tutto Ci lasciamo tutto alle spalle.”
“Non sarò lultimo Non sarò il primo A trovare un posto dove il cielo incontra la terra E tutto giusto e tutto sbagliato Per me comincia alla fine della strada Veniamo e andiamo...”
Re mortali di cose effimere
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Aggiornamenti? Cerco lavoro, riempio le giornate, mi dedico alle mie passioni, alle amicizie, faccio progetti che forse si avvereranno o forse no.
La neve non fa sentire la sua mancanza quest’anno, ma mi manca la montagna, mi mancano le camminate, mi manca l’entusiasmo di partire la mattina per chissà dove. No, non è che manca a me, ma fa lo stesso. Fa freddo, ma vivere in città non è come a casa mia. Mi mancano le notti stellate, e mi viene da piangere dalla gioia quando torno a casa e la mia lupa mi fa le feste come se non me ne fossi mai andata.
Ho voglia di fare tremila cose ma o non basta il tempo o le persone con cui vorrei farle mi lasciano a piedi. La passione per la fotografia non fa che crescere, poi ci sono i concerti, gli aperitivi, i nuovi amici che si stanno dimostrando delle vere perle rare. E ci sono le serate nerd, i giochi da tavolo, le domeniche passate a sparare cazzate giocando in co-op. No, non mi dispiace tutto questo, ma mi sento in gabbia, mi sembra sempre di fare troppo poco. Troppo poco.
Nel fine settimana avrò la casa invasa dagli amizi, se sopravviverò sarà il tempo di un secondo tatuaggio in onore del nostro anniversario. E poi? La primavera sarà sempre più vicina, e il mio periodo nero sempre più lontano. Questo è tutto, ed è pur sempre niente.
- Gridlock: Tutto è mio –
Siedo silenziosamente su questa strada Setaccio la polvere tra le mie mani Per sentire che sono al mio posto.
Piango silenziosamente per la mia anima C’è sempre stato qualcosa di cui ho avuto bisogno Per sentire di essere completo. Sto inciampando sulla linea – guardo questa nuova condizione mentale “Tutto è mio!”
Piango silenziosamente per il genere umano A un certo punto tagliamo ogni corda, per poter toccare il sole.
E poi, subito e silenziosamente, come mongolfiere calde Le nostre menti arrivarono fino al cielo Librandosi su lande fiorite con una meravigliosa vista. Ma con questa brama per il terreno dentro. E ogni luce rossa nella città urla per chi si è perso E non è mai stato trovato – “Tutto è mio!”
- La fine –
Siamo tutti alla ricerca del nostro posto Siamo tutti alla ricerca della nostra casa Invincibili, giovani e forti Ma abbiamo perso tutto questo Quando abbiamo trasformato la vita in una strada Una direzione verso una meta Che finisce laddove nessuno vuole realmente andare.
Perciò, amico mio, benvenuto alla fine. Tutti coloro i quali non desidereranno, tutti coloro i quali non possono guarire. Tutti coloro i quali hanno perso sé stessi Sugli scaffali impolverati della vita: nessuno di loro vincerà Siamo solo re mortali su cose effimere.
Ma vedo un uomo migliore – i suoi piedi nella terra di suo padre La sua mano nella mano della madre – appartiene ancora ad un posto È sdraiato qui, sulla spiaggia – non chiede mai dove andare. Per il suo è un animo ben fondato (“legato alla terra”, radicato) Lui saprà sempre.
- Ci hanno donato la vita –
Sono il mare – lo sono perché lo dico. Per tutti i miei fratelli, per tutti i miei amici: io vi dono la miseria, io vi dono la vita. Voi vedete tutto in me – voi vedete un Dio in me Io mi vedo in te, in ogni posto.
Io vi dono questa croce, io vi dono questo fiore Io vi dono questa croce, io vi dono questo fiore. Noi condividiamo questo sentimento di impotenza, Ogni giorno, giovani figlie e figli, senza difesa.
Silenziosamente andiamo, silenziosamente passiamo. Ci è stata donata la miseria: ci è stata donata la vita. Ci è stata donata la miseria – ci è stata donata la vita.
As empty as the ocean
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nebbia onirica che lentamente condensa volti di fantasmi, pesanti come piombo. Con quanta crudele nitidezza affiorano dalle profondità nostalgiche della memoria forme perfette, che la mente aveva dimenticato.
Ogni cosa è indistinta, eppure c’è quel sentore vago che ogni dettaglio sia esattamente al suo posto.
Ti ho sognato così, bello come eri, come non ti ho mai visto. Ho sognato la neve che sono stata, il sangue versato.
Il tempo si azzera nel sonno, e noi siamo una somma indistinta di tutto ciò che siamo stati, di tutto ciò che abbiamo avuto, delle persone che ci hanno attraversato l’anima.
E’ bello, talvolta, salutare i fantasmi come se non se ne fossero mai andati, come se tutto continuasse a scorrere in un eterno presente. Come se non contasse ciò che è successo dopo.
Penso che se potessi scegliere vorrei un paradiso fatto così: un sogno eterno in cui riavere la mia vita intera.
“This garden will never bloom the moments that shone are far this ocean no longer blue conceals all beauty drowns us in gloom
Pale ghosts in the shadows dead faces in the water barren spaces left behind melt into waves in the empty flow everlasting stains a quiet solitude tension wanes within I am as empty as the ocean
The promises I made for you part from the seams too soon pipe-dreams torn apart slowly pass on vanish for good
The world is tranquil now close your weary eyes let sleep wash away this desolate reality tell you a fairy tale tell realities apart
This is our haven within this quiet room youll be safe until the dreams escape the dreams always escape
Desassosego - un Pozzo che fissa il Cielo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Il mio carattere è del genere interiore, autocentrico, muto, non autosufficiente, ma perduto in se stesso."
Ricorrenze. Gli anni sono passati, avidi e frettolosi nel loro incedere. Erano i primi giorni di marzo, e così sarà anche stavolta. Avevo sempre desiderato un segno indelebile sulla mia pelle, ma ero convinta che l’unico soggetto che potesse andar bene per sempre dovesse per forza essere qualcosa che riguardasse sé stessi, soltanto sé stessi. Poi invece mi sono innamorata.
“I have dwelled in the dark so long that I have become the night.”
Ti ricordi quando ti ho chiesto di disegnare la mia ombra? L’hai fatto anche se continuavi ad insistere perché io non facessi quella “follia”. E l’hai creata perfetta, esattamente come la volevo.
Una sagoma nera, una creatura fantastica, estranea al reale, aliena, nata senza possibilità di vivere normalmente, adagiata su una luna completamente buia. Una creatura dotata di ali, ma troppo grandi per non esser goffa. Solo un’ombra malinconica, solitaria come la luna. Una luna che mostra la sua faccia buia. L’unica luce viene da una stella sperduta: il mio faro nell’oscurità.
Volevo sulla pelle la mia ombra, la mia gemella rinnegata. Lei che mi sta sempre alle spalle, lei che è morta, lei che porto ancora con me, lei che nessuno riusciva mai a trovare. E volevo che parlasse di me, e di te, e di come l’amore cambia la vita. Volevo un simbolo, un custode silenzioso che vegliasse proprio lì dove io non riuscivo a vedere.
A distanza di tempo mi chiedo se lo facciano apposta le cose ad assumere significati diversi, tutti in egual modo valevoli, man mano che l’esistenza evolve e si trasforma. Quel che un tempo vegliava, ergendosi a simbolo di una luce nelle tenebre, è adesso tornato all’essenza sua originaria: un’ombra alle spalle. Un’ombra che svanisce inesorabilmente con il tempo, ma che non dimentica il giorno in cui qualcuno l’ha trovata. E se scompare non è perché si perde, ma perché si nasconde sotto la pelle che si è fatta suo mausoleo. Ancora oggi mi piace ricordarmi di lei, perché ogni tanto sento la sua voce, che riecheggia nell’oscurità in cui l’ho relegata.
Questa volta sarà il tempo di Neve, della Volpe funambola, del mio Desiderio. Tutto insieme, come tutto è parte di me. Sì, perché poi mi sono innamorata di nuovo.
"Confessa pure; ma confessa ciò che non senti. Libera pure la tua anima dal peso dei suoi segreti raccontandoli, ma meglio sarebbe se il segreto che racconti non lo avessi mai rivelato. Mentisci a te stesso prima di raccontare quella verità. Esprimersi è sempre sbagliare."
“Neanche dipingendo questo vetro di ombre colorate nascondo a me stesso il rumore della vita altrui mentre la guardo dal lato opposto.”
“La banalità mi tormenta. Stanco, chiudo le imposte delle mie finestre, escludo il mondo e per un momento ho la libertà.”
“C’è una grande stanchezza nell’anima del mio cuore. Mi intristisce colui che non sono mai stato e non so che specie di nostalgia sia il ricordo che ho di lui. Sono caduto addosso alle speranze e alle certezze, con tutti i tramonti.”
“Non so chi sono, che anima ho. Quando parlo con sincerità non so con quale sincerità parlo. Sono variamente altro da un io che non so se esiste.”
“Se il mondo può essere considerato un’illusione e un fantasma, tutto quello che ci succede possiamo considerarlo un sogno, qualcosa che ha finto di esistere mentre stavamo dormendo. E allora nasce in noi un’indifferenza sottile e profonda verso tutte le disgrazie e le sciagure della vita.”
"La sete di essere completo mi ha lasciato in questo stato di inutile pena. La futilità tragica della vita."
Nei reconditi anfratti dei miei lontani ricordi fluttuano candide dame in compagnia di esseri sventurati, fra la malinconica nostalgia dei rimpianti, fra centinaia di fredde e scheletriche statue...
Il palpito immortale dei miei aneliti mi portò a sconfinati altopiani di foglie morte, inverni desolati e leggendari castelli.
Fu in un cupo, interminabile corridoio che iniziai il mio cammino, da lì corsi attraversando centinaia d’antiche cripte nella cui suadente oscurità mi persi, immersa nella bellezza di languidi sguardi.
Fino ad allora, le mie dame non incontrarono la strada del bosco, perché sempre rimasero in letargo fra le mura di mille fortezze e cupe magioni, tormentate da bestie grottesche nelle sotterranee segrete dei miei sogni.
Per sempre rimarranno onirici frammenti della loro desolata esistenza e i loro scenari continueranno ad essere immersi nelle nebbie, là dove il sole si perde per sempre e le rovine del sentimento si ergono ancora sotto il lacrimare dirotto di piogge e tempestose.
La lucerna accesa per illuminare la mia oscurità smise di emettere i suoi lividi bagliori per lasciar posto alla luce del giorno...
Vago è il ricordo... ma riuscii a ritrovare il portone principale del castello, camminai su ponti levatoi e fui fuori, oltre le grate che custodivano i miei sogni in chiaroscuro.
Ora mi trovo nel fitto della boscaglia. Vedo folletti che si celano e mi sorridono mentre fluttuo su ambrate acque stagnanti.
Ma oltre il bosco continueranno ad annidarsi pericoli, tristezze e, sicuramente, anche infiniti piaceri.
Seppi che ero libera, quando mi guardai intorno e milioni di suoni e colori diversi si protesero verso di me...
Mi ricordai di vecchi racconti e rammentai i ghigni di vecchie megere che volarono sulle loro scope nei cieli purpurei della mia intimità.
Ora mi attendono città che non ho mai visto e scoprirò leggende di principi misteriosi, e il suono della musica immortale.
Sì, alla fine, sento persino l’amore; sarà fra le braccia di un vampiro sognato, ebbra della musicalità di un salone dorato, oltre ogni timore.
Immersa nel suo calore, nel gelo e nella seduzione. E il mio nome sarà Favole.
Nella quiete di una tranquilla dimora gli fu facile scoprire il suo passato, mentre contemplava assorto il suo volto assopito e dipingeva immagini di una città italiana nella quale le gondole fluttuano con calma in un soave vagare fra oscuri canali.
Fu il suo cuore segreto che manifestò la passione per il teatro, a Venezia, dove soleva rammendare i minuscoli costumi dei suoi allegri burattini.
Dopo il crepuscolo, il vampiro innamorato le offrì come dimora il suo castello e a mezzanotte celebrò una lugubre festa mascherata le cui melodie risvegliarono dal faticoso sonno la giovane dai capelli ramati. Ezequiel non dimenticò mai la sua espressione viva ed estatica, in quell’alba di spettri fluttuanti.
Come un leggiadro cavaliere, azzimato in uno sfarzoso abito da sera, danzò con lei per tutta la notte, volteggiando fra la curiosa sorpresa di tutti i ballerini di quella corte sinistra.
Da allora un teatro di marionette cessò la sua attività per far posto a un ballo di musiche e colori. Le torneranno per sempre in mente i misteriosi sguardi di ballerini mascherati, quelli che si innamorarono di Cenerentola in un palazzo veneziano.
“Mi lasci violarti, mi lasci dissacrarti mi lasci penetrarti, mi lasci complicarti . Aiutami, ho distrutto il mio interno, aiutami, non ho un’anima da vendere . Aiutami a fare l’unica cosa che funzioni per me, aiutami a fuggire da me stesso.
Voglio fotterti come un animale, voglio sentirti dall’interno, voglio fotterti come un animale, la mia intera esistenza è danneggiata. Tu mi avvicini a dio.
Puoi avere il mio isolamento, puoi avere l’odio che esso porta. Puoi avere la mia assenza di fede, puoi avere tutto ciò che è mio.
Aiutami a distruggere la mia ragione, aiutami, sento il tuo odore. Aiutami, tu mi fai perfetto, aiutami ad essere qualcun altro.
Voglio fotterti come un animale, voglio sentirti dall’interno. Voglio fotterti come un animale, la mia intera esistenza è danneggiata. Tu mi avvicini a dio.
Attraverso ogni foresta, sopra gli alberi, nel mio stomaco, sbucciandomi le ginocchia, bevo il miele dentro il tuo alveare. Sei la ragione per cui resto vivo.”
Ricorrenze.
Un visionario con un cappio intorno al collo.
Neve che diventa funambola per amore dell’equilibrio.
Il sole che arde negli occhi e rende ciechi.
Troppe stelle rimaste senza nome.
Una volpe, che impara quant’è terribile essere addomesticati.