"Son maestro di follia, vivo la mia vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia. Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente io cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signori spettatori, mi guardate dalla strada, cuori appesi ad un sospiro per paura che io cada. Ma il mio equilibrio è in cielo come i sogni dei poeti, mai potrei viver come voi che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
..e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista."
"..Detesto queste mani intrise di sangue. Detesto ciò che i miei occhi hanno visto.
Fino alle mie ginocchia nella melma e nel fango. Quanto fa male purificarsi.
Ero sempre nei miei pensieri, ma mai al mio fianco. Corri - ma se andrai via dovrai per sempre nasconderti. Così, se devi correre, fallo per un rimedio."
“E quando il mio sguardo si levò verso il mondo infinito alla ricerca dell’occhio divino, il mondo mi fissò con un’orbita vuota e sfondata, e l’eternità giaceva sul caos e lo rodeva e rimasticava se stessa.”
<<Il dolore è un oscuro mare profondo nel quale affogherei, se non guidassi con sicurezza la mia piccola imbarcazione diretto verso un sole che non sorgerà mai.>>
- Lestat de Lioncourt-
"E amerò il rumore del vento nel grano..."
"Sono una stella del firmamento che osserva il mondo, disprezza il mondo e si consuma del proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta, il mare urlante che accumula nuovi peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato, io sono il re senza corona.
Sono la passione senza parole senza pietre nel focolare, senz’arma nella guerra, è la mia stessa forza che mi ammala."
"L’amore è l’arte più difficile. E scrivere, danzare, comporre, dipingere sono la stessa cosa che amare. Funambolismi. La cosa più difficile è avanzare senza cadere."
"Red as the veins, she likes to swim in floating so gently, through this human misery"
“Camminerai dimenticando, ti fermerai sognando”
* Shadow of the Moon *
Will it hurt?
HO VISTO
Foglie sfidare il vento..
La libertà negli occhi di un lupo..
Il sole tramontare quarantatrè volte..
The seed of a Lunacy..
Dolcettiih!!!
The Perfect Element..
Troppi spettri tra le pieghe delle cose...
E una marea di film!
Faccio spesso indigestione di cinema...dal muto ai giorni nostri.
Registi assolutamente geniali?
David Lynch (Mulholland drive, Lost highway, The elephant man, Eraserhead, Wild at heart, Blue Velvet, The Straight Story, Twin Peaks, Dune, Inland Empire)
Tim Burton (Victor, Nightmare before Christmas, the corpse bride, Ed wood, Edward Scissorhands, Beetlejuice, Mars Attacks, Big Fish, Charlie and the chocolate factory, The Legend of Sleepy Hollow, Batman, Planet of the apes, Sweeney Todd)
Lars Von Trier (Le onde del destino, Dancer in the dark, Dogville, Antichrist, Melancholia)
Darren Aronofsky (Requiem for a dream, The fountain, Black Swan)
Ma qui ci sta bene un elenco più o meno random e pessimamente aggiornato (quando me ne ricordo):
Interview with the vampire, Bram Stoker’s Dracula, Murnau’s Nosferatu, Shadow of the Vampire, W. Herzog’s Nosferatu, The addiction, The hunger, Queen of the damned, The crow, Adele H di Truffaut, Suspiria Profondo rosso e Phenomena di Darione, L’aldilà di Fulci, La casa dalle finestre che ridono, Shining, Dogville, The Matrix, The others, Prendimi l’anima, Legends of the Fall, The lord of the rings, Dead poets society, A Clockwork orange, Pulp fiction, Kill Bill, In the mood for love, Viaggio in Italia, Citizen Kane, Novecento, Rapsodia satanica, Poeti dall’inferno, The Devil’s Advocate, La leggenda del pianista sull’oceano, The Green Mile, Lady Hawk, Psycho, Rear Window, The Birds, Braveheart, The Passion of Christ, Dead man, Highlander, The Princess Bride, The Ninth Gate, Jack the Ripper, The phantom of the opera, Fear and loathing in Las Vegas, House of 1000 corpses, They live, The Bridges of Madison County, The hours, Fried Green Tomatoes, V for vendetta, Neverending story, Indiana Jones, Frankenstein junior, Army of Darkness, Splatters, Non ci resta che piangere, The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy, 300, The prestige, Il giardino delle vergini suicide, Requiem for a dream, La bussola d’oro, Dellamorte Dellamore, Into the wild, I am legend, Magnolia, Il tredicesimo guerriero, Let the right one in, District 9, Inception, Shutter Island, ecc... (in aggiornamento)
Sentenced, Moonspell, Type O Negative, Katatonia, Nightwish, Charon, Poisonblack, Pain of Salvation, Nine Inch Nails, Death, Muse, Apocalyptica, Entwine, Dark tranquillity, Blind Guardian, In flames, Paradise Lost, My dying bride, After Forever, Him, Cradle of filth, Dimmu Borgir, Rhapsody, Therion, Tristania, To die for, The 69 eyes, Theatre des vampires, Lacuna Coil, Novembre, Tiamat, Placebo, Dream Theater, Death Dies, Bleed in vain, White skull, Lacrimosa, Depeche Mode, The cure, Bauhaus, Joy Division, Tool, Faith no more, Fantomas, Slipknot, Verdena, Subsonica, Battiato, De Andre’, Beethoven, Rackmaninov, Liszt, ...etc...
E’ Inutile che vi dipingiate di colori che non vi appartengono. Basta una pioggia leggera per lavare via la vernice.
Le mie radici sono nere.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
"..e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità"
"Era una musica selvaggia e indomita, echeggiava tra le colline e riempiva le valli. Provai uno strano brivido lungo la schiena...Non era una sensazione di paura, ma una specie di fremito, come se avessi dei peli sul dorso e qualcuno li stesse accarezzando." A. Orton
la mia stella: "When dusk falls and obscures the sky, you’re the shine of the Northern Star"
"Strange are the ways of the Wolfhearted..."
STO STUDIANDO...
Tutto ciò che ha a che fare con l’Arte! dalla poesia alla letteratura, alla musica, e alle arti plastiche e figurative in senso stretto! Come si può non votare la propria vita a qualcosa di così sublime e immortale? Ma soprattutto…non potrei fare a meno del costante bisogno di scrivere, ossessionata dal terrore che tutto si perda, e che ogni cosa che mi sembra tanto preziosa io non trovi il modo di esprimerla, di renderla importante per me o per qualcun altro... Così...lascio che i pensieri attraversino la mia anima e il mio corpo, scorrendo attraverso le mie vene, come sangue che si tramuta nell’inchiostro che scivola libero sul foglio..come un’emorragia inarrestabile.
"Maledetti, trafitti dalla passione, l’amore ci sopravvive, l’arte ci rende immortali." - J. W. Goethe -
...Siamo storie da raccontare...
...memorie da custodire...
...errori da ricordare...
“Sto diventando sempre meno definito col passare dei giorni. Scomparendo. Beh, potresti dire che sto perdendo la concentrazione, andando alla deriva nell’astratto per quanto riguarda il modo in cui vedo me stesso.
A volte credo di poter vedere direttamente attraverso di me. A volte posso vedere direttamente attraverso di me.
Meno preoccupato riguardo l’adeguarmi al mondo. Il tuo mondo, cioè. Perché non importa più davvero, no, non importa più davvero. Nulla di questo importa più davvero.
Si sono solo, ma dopotutto lo sono sempre stato, per quanto indietro io possa ricordare. Credo che forse sia perché tu non eri mai davvero reale, tanto per cominciare. Io ti ho creato solo per farmi del male.
Ti ho creato solo per farmi del male. Ed ha funzionato. Sì.
Non c’é nessun te. Ci sono solo io. Non c’é nessun fottuto te. Ci sono solo io.
Solamente.
Il più piccolo puntino attirò il mio occhio e si rivelò una piaga. E io avevo questa sensazione bizzarra, come se sapessi che era qualcosa di sbagliato. Ma non riuscivo a lasciarlo stare, continuavo a tormentare la piaga. Era una porta che tentava di sigillarsi, ma io mi ci sono arrampicato attraverso.
Ora sono in un qualche luogo in cui non dovrei essere, e posso vedere cose che so che non dovrei vedere.
E ora so il perché, ora, ora so perché le cose non sono belle dentro.
Only.”
OGGI IL MIO UMORE E'...
Instabile...
"You cannot kill what you did not create. All I’ve got... all I’ve got is insane!"
"Ieri ho passeggiato per le strade come una qualsiasi persona. Ho guardato le vetrine spensieratamente e non ho incontrato amici con i quali parlare. D’improvviso mi sono sentito triste, mortalmente triste, così triste che mi è parso di non poter vivere un altro giorno ancora, e non perché potessi morire o uccidermi, ma solo perché sarebbe stato impossibile vivere il giorno dopo, e questo è tutto.
Fumo, sogno, adagiato sulla poltrona. Mi duole vivere in una situazione di disagio. Debbono esserci isole verso il sud delle cose dove soffrire è qualcosa di più dolce, dove vivere costa meno al pensiero, e dove è possibile chiudere gli occhi e addormentarsi al sole e svegliarsi senza dover pensare a responsabilità sociali né al giorno del mese o della settimana che è oggi.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale; che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove."
- F. Pessoa -
"Una volta aveva foreste e montagne che erano solo sue, e lo ascoltavano. Una volta voleva correre attraverso giorni d’estate catturando ricordi per gli anni a venire. Ora sta vestendo questo nudo pavimento con la sua carne e il suo sangue, e il tempo passa. Il suo traffico di dolore potrebbe averlo solo guidato a trattare con le conseguenze, per qualche cambiamento, mentre il tempo scorre.
Io sono il bambino risvegliato (indugiando, arrampicandomi, avvinghiandomi, afferrando, bramando, lacerando, ferendo, cadendo) Io, il figlio ribelle di un lago di montagna. (di gelide lacrime liquefatte, della silenziosa Terra) (di una sbiadita palpebra, di un vento senza ali) (di una tempesta senza occhi, di Dei caduti, che hanno perso la propria strada)
Mi do alle fiamme per creare l’elemento perfetto."
- Daniel Gildenlöw -
... Live that you might find the answers You can’t know before you live...
Love and life will give you chances. From your flaws learn to forgive.
"Forse sono l’uomo con le leggendarie quattro mani Per toccare, per curare, implorare e strangolare. Ma io non so chi sono, e tu ancora non sai chi sono..." F. R.
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martedì 26 febbraio 2008 - ore 00:01
Never forget, never forgive
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Erano mesi che mi lamentavo: ansia e curiosità a livelli storici, e adesso…finalmente l’ho visto!! Ancora reduce dell’esaltazione malata di ieri, credo di poter dire con certezza che il mio fanatismo per Burton è senza cura. Da quando Edward mani di forbice ha sconvolto la mia infanzia, non ho potuto non innamorarmi follemente di quel mondo di fiaba dell’orrore così familiare, e di quell’uomo totalmente fuori dal comune, il cui genio artistico ha saputo perpetrare il fascino di un mondo eccentrico e grottesco per anni ed anni, film dopo film. Ci sono cresciuta con le pellicole di Burton, quindi il mio fanatismo estremo è più che giustificato. All’inizio mi attirava la bellezza malinconica dei sui personaggi disadattati, il suo modo di ironizzare sulle malvagità di questo mondo, il suo sistema bizzarro di dare vita a personaggi che non si dimenticano facilmente. Solo più tardi ho imparato ad apprezzarlo in modo totale, quando ho cominciato a capirci davvero qualcosa di cinema…ed è per questo che mi permetto di dire che il suo è vero Genio, con tanto di maiuscola. Per non parlare del fatto che al mio primo esame di arte medievale ho parlato proprio di lui, e non c’entrava un emerito nulla! Mi ha stupito così tante volte, che mi chiedevo se ci sarebbe riuscito ancora…ebbene: risposta più che affermativa! Sweeney Todd è pienamente un film di Burton, il suo stile è diventato ormai inconfondibile, pur riuscendo a rinnovarsi di continuo. So che ci teneva particolarmente a realizzare un film su questa storia, e ci è riuscito egregiamente. Pare davvero che stavolta abbia avuto la possibilità di dare libero sfogo alla sua creatività: ha lavorato con attori ormai collaudati, una storia perfetta, e delle scenografie da oscar. Echi di altri film burtoniani risuonano lungo tutto il film, fin dai titoli di apertura, con quel suo tipico modo di introdurci simbolicamente già nel vivo della storia: ingranaggi e sangue…come non pensare all’inizio di Edward Scissorhands? O Alla Fabbrica di cioccolato? E poi le atmosfere cupe di Sleepy Hollow, l’humor nero che più nero non si può. Per non parlare dei rasoi…le forbici di Edward! E il pallore dei protagonisti? La sposa cadavere! La fotografia è meravigliosa, così scura e perfetta; l’ambientazione è di un gotico superbo. Per le strade di una Londra più cupa che mai si respira quell’aria di mondo malato che Tim mette in scena in quasi ogni film, e che qui si dispiega fin troppo bene, in un vortice che trascina inevitabilmente verso il baratro. Vendetta, amore, malvagità, follia…tutto si tinge di sangue…e quanto sangue! E’ gore da paura!! E questa è stata la più grande sorpresa! Ma ad esorcizzare e sdrammatizzare il tutto c’è la struttura del musical, quel cantato che imperversa ad ogni scena e che a volte rischia di annoiare, ma non se c’è Burton alla regia. Tra l’altro…Johnnino (appellativo affettuoso che denota il mio fanatismo pure per lui) canta veramente bene! Dando una svolta rockeggiante alle tipiche arie da musical! E per fortuna che non hanno fatto l’errore di doppiare il cantato! (con il fantasma dell’opera sono ancora convinta che sia stato il doppiaggio a decretare il fiasco!). Insomma…non posso dire di più perché rischio di spoilerare, ma concludo ribadendo che è l’ennesima prova degna del genio di Burton, veramente eccezionale fin nei minimi dettagli. E possa venirgli una diarrea fulminante a quegli idioti che a fine film hanno avuto l’ardire di urlare che era una merda, mentre io, in preda ad invasamento mistico, gridavo che era geniale! Bene, posso solo darvi questo consiglio:…andate a vederlo!!!!! ( a meno che non siate facilmente impressionabili, và…)
Decisi di assumere come punto di partenza della mia ricerca solo poche foto: quelle che ero sicuro esistessero per me. In questa controversia tra la soggettività e la scienza maturai un’idea bizzarra: avrei tentato di formulare, a partire da alcuni umori personali, la caratteristica fondamentale, l’universale senza il quale la Fotografia non esisterebbe.
Spesso sono stato fotografato. Non appena io mi sento guardato dall’obiettivo tutto cambia: mi metto in atteggiamento di “posa”, mi fabbrico istantaneamente un altro corpo, mi trasformo anticipatamente in immagine. Io sento che la fotografia crea o mortifica a suo piacimento il mio corpo, […] e questa dipendenza io la vivo nell’angoscia di una filiazione incerta: la mia immagine sta per nascere: come sarò? Avrò l’aspetto d’un individuo antipatico o quello di un tipo in gamba? Ah, se solo potessi “riuscire” sulla carta come sulla tela d’un quadro classico. Ma siccome ciò che vorrei che si captasse è una delicata testura morale e non una mimica, e siccome la Fotografia, salvo nei casi dei grandi ritrattisti, è poco sottile, io non so come agire dall’interno sulla mia pelle. Io vorrei insomma che la mia immagine, mobile, sballottata secondo le situazioni, le epoche, fra migliaia di foto mutevoli, coincidesse sempre col mio “io”; ma è il contrario che bisogna dire: sono “io” che non coincido mai con la mia immagine: infatti, è l’immagine che è pesante, immobile, tenace, e sono io che sono leggero, diviso, disperso.
Per vedere bene una fotografia è meglio alzare la testa o chiudere gli occhi. La fotografia dev’essere silenziosa, la soggettività assoluta si raggiunge solo in uno sforzo di silenzio (chiudere gli occhi è far parlare l’immagine nel silenzio). La foto mi colpisce se io la tolgo dal solito bla-bla: “tecnica”, “realtà”, “reportage”, “arte”, ecc.: non dire niente, chiudere gli occhi, lasciare che il particolare risalga da solo alla coscienza affettiva.
La foto è letteralmente un’emanazione del referente. Da un corpo reale, che era là, sono partiti dei raggi che raggiungono me, che sono qui; la foto dell’essere scomparso viene a toccarmi come i raggi differiti di una stella. Una specie di cordone ombelicale collega il corpo della cosa fotografata al mio sguardo: benché impalpabile, la luce è qui effettivamente un nucleo carnale, una pelle che io condivido con colui o colei che è stato fotografato. Forse è per questo che non amo affatto il colore, ho sempre l’impressione che sia un’intonacatura apposta successivamente sulla verità originaria del Bianco-e-Nero.
Bisogna dunque che io mi arrenda a questa legge: io non posso approfondire, penetrare la fotografia. Posso solo esplorarla con lo sguardo, come una superficie immobile. La fotografia è piatta, in tutti i significati della parola: ecco cosa devo per forza ammettere. A torto la si associa, data la sua origine tecnica, all’idea di un passaggio oscuro (camera oscura). Bisognerebbe invece dire camera lucida, infatti, dal punto di vista dello sguardo, l’essenza dell’immagine è di essere tutta esteriore, senza intimità, e ciononostante più inaccessibile e misteriosa dell’idea dell’interiorità; di essere senza significato, pur evocando la profondità di ogni senso possibile; non rivelata e tuttavia manifesta, possedendo quella presenza assenza che costituisce la seduzione e il fascino delle sirene.
L’aria è l’ombra luminosa che accompagna il corpo, e se la foto non riesce a palesare quest’aria, allora il corpo va avanti senz’ombra, e una volta che quest’ombra sia stata separata dal corpo, non resta altro che un corpo sterile. E’ per mezzo di questo sottile cordone ombelicale che il fotografo dà vita; se, per mancanza di talento o per disavventura, egli non sa dare all’anima trasparente la sua ombra chiara, il soggetto muore per sempre.
The heart of darkness is hope of finding you there
(categoria: " Vita Quotidiana ")
“La confusione freme attorno ai nostri cuori impazientemente prosciuga la fede che illumina l’oscurità e ci libera dalle catene della nostra guerra e dal dolore che una volta chiamavamo amore
Il veleno del dubbio rende schiave le nostre menti e sanguiniamo Abbandoniamo la fiducia che ci aveva resi ciechi e svaniamo sotto le ali cremisi dell’odio, dove coloro che si sono perduti sono al sicuro finché non ameranno di nuovo
Il cuore dell’oscurità è la speranza di trovarti laggiù E quella speranza sarà il nostro requiem d’amore
Preghiamo il serpente del piacere disperatamente Le domande trovano risposta e proviamo a non piangere finché saremo sicuri che stiamo soffrendo per amore
Nella cella dei nostri sogni siamo così deboli La promessa fatta per essere rotta ancora tormenta il nostro sonno E noi non apriremo i nostri occhi, timorosi di morire ancora per amore
Il cuore dell’oscurità è la speranza di trovarti laggiù E quella speranza sarà il nostro requiem d’amore
La salvezza che stiamo cercando sarà lì ad aspettarci Nel cuore dell’oscurità da sola e spaventata Con una promessa di morte per il nostro amore
Prendimi tra le tue braccia E cantami la tua bellissima canzone Tienimi finché non saremo una cosa sola
Sarà che “Il cinema secondo Hitchcock” mi ha dato alla testa…o saranno semplicemente il sole e la calura di questi giorni (sì...per i miei standard è caldo…voglio emigrare)…comunque sia questo è l’ultimo parto della mia mente malata, al quale ovviamente non poteva non partecipare l’uomo che più di ogni altro capisce le mie follie….ma certo: vacuum!
Quindi….ecco il mio Alfred tribute…
hihihihihi….che soddisfazione: ora anche gli editor video non hanno più segreti per me!
Ma siccome non saprei come completare questo post…perché non ricorrere ad una carrellata di video?? Quindi, in omaggio alla demenza dei miei sabati sera su msn in compagnia di un’altra mente traviata, nonché mio più vecchio e caro amico, questi sono filmati che mi fanno letteralmente piegare!
Prima di tutto….animali!
Dopodiché il genio indiscusso… (mich men?? Aaaaah!!)
Quest’uomo fa cose mostruose!!
Ed infine…dopo aver scoperto la mia assurda passione per le barzellette su Gesù….mi ci mancava solo questo!! (grazie a loki x avermi illuminata!)
“E allora venne una di quelle malattie…La febbre frugava in me cavando dal profondo esperienze, immagini, fatti che avevo ignorato; steso sul letto, ero seppellito sotto me stesso, e aspettavo il momento in cui mi avrebbero ordinato di stivare di nuovo dentro ogni cosa, ordinatamente. Cominciavo, ma tra le mani tutto cresceva, s’ingarbugliava, diventava eccessivo. Allora l’ira mi afferrava e buttavo tutto dentro di me alla rinfusa, comprimendolo; ma sopra non riuscivo più a chiudermi. E così gridavo, semiaperto com’ero, gridavo e gridavo. … Per la prima volta dopo molti, molti anni, eccola ancora. La cosa che mi aveva provocato il primo, profondo spavento quando, bambino, ero a letto con la febbre: la Cosa Grande. L’avevo sempre chiamata così, mentre tutti loro stavano intorno al mio letto e mi sentivano il polso e mi chiedevano cosa mi avesse spaventato: la Cosa Grande. E quando furono andati a prendere il dottore e lui fu lì e mi parlò, io lo pregai di fare solo in modo che la Cosa Grande andasse via, tutto il resto era nulla. Ma lui era come gli altri. Non poteva portarla via. … La cosa non si poteva esprimere in modo che uno la capisse. Se per quell’evento c’erano parole, ero troppo piccolo per trovarle. E d’un tratto mi assalì la paura che, scavalcata la mia età, potessero d’un tratto presentarsi, quelle parole, e il fatto di doverle allora dire mi parve più terribile di tutto.”
-R. M. Rilke-
Lascio parlare un grande poeta, perché ha saputo esprimere l’indicibile meglio di chiunque altro, pur affermando di non esserne in grado. Io non sono mai riuscita a dare un nome a certi eventi del mio passato, forse non ci ho nemmeno mai provato con l’intenzione di riuscirci. Mi terrorizzano, come se nel momento in cui io riuscissi a pronunciare qualche cosa, rischiassi di sprofondarci di nuovo. E non è nemmeno colpa della vita, no...Io sono il mio peggior nemico.
Se non fosse stato per loro…
Sentenced - Home in despair (Crimson)
“Again the sky has fallen down on me Once more a world has crumbled down and over me
And yet in some twisted way I enjoy my misery And in some strange way I have grown together with my agony
I feel home in despair for I dwell in grief and I feel home when the airs too thick to breathe and I feel home anywhere human lives are going down the drain
For as long as I remember life has been hard I guess they have "misery" written somewhere in my stars
Tra le cose che custodisco più gelosamente in camera mia ci sono soprattutto pezzi di carta ingiallita che non rileggo quasi mai. A volte però mi ritrovo tra le mani un vecchio quaderno, e mentre cerco di leggervi dentro me stessa, ritrovo invece te…
“Quando la pioggia mi parla di te, il suo canto è silenzioso, le sue parole poetiche, i suoi gesti malinconici. Quando la pioggia mi parla di te, i miei occhi ti cercano, la mia voce ti chiama, il mio cuore ti ascolta…”
Per tutti gli anni che hai vegliato su di me, e per tutto quello che mi hai dato, posso solo dirti grazie. Grazie non solo per avermi abituato alla tua presenza costante, ma soprattutto per avermi insegnato a stare senza di te, in modo che poi potessi ritrovare la tua amicizia, leale più di prima.
…questo è il modo in cui tu mi ricordi come sono veramente…
(Nickelback – how you remind me)
Ora però mi chiedo… Mi perdonerai per essermi dimenticata del tuo compleanno???
My life is a curse I keep to myself
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte penso che così come ogni persona ha un modo diverso di porsi nei confronti della vita, anche quest’ultima di rimando non tratta tutti nella stessa maniera. Si può parlare di fortuna, provvidenza, destino…ma non servirebbe, perché niente di tutto questo và oltre delle semplici credenze. Eppure sono certa che ci siano persone alle quali la fortuna non sorride quasi mai, e che se vogliono combinare qualcosa nella vita devono semplicemente darsi da fare il doppio, perché solo così otterranno ciò che altri a volte conseguono per vie meno impervie. Certe persone questo lo sanno bene, e lo sanno perché lo hanno imparato con l’esperienza, quasi fosse divenuto un dato di fatto. E c’è poco da disperare, è così e basta. La vita non è mai stata facile per me… La vita non è facile per nessuno, ma è quel mai che fa la differenza.
(After Forever – Lonely)
"...Cosa accadrebbe se cambiassi? Semplicemente svegliandomi un giorno diversa. Qualcuno si domanderebbe il perché? Qualcuno saprebbe com’ero prima? Potrei piacere loro di più se sapessero che non sono più quella che ero? Cosa succederebbe se mentissi?
Perché la vita non è mai stata facile per me. Per niente facile da sola. Questo è il mio sentiero, ed è solitario..."
Sur le pont d’Avignon, l’on y danse, l’on y danse…
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si da il caso che io non sia un’assidua blogghista che scrive qualsiasi cosa le passa per la testa, eppure quando sono sotto stress potrei togliere l’anima a chiunque, quindi…meglio scrivere qualche sproposito su questo blog, e poi provare a rilassarsi…Sì sì, proviamo. Bene, sono in reclusione-studio da almeno tre settimane, con conseguente devastazione del sistema nervoso, e la cosa divertente è che sono già a pezzi pur non avendo dato ancora nemmeno un esame! -_-‘ Già, perché le danze si apriranno soltanto domani e continueranno ad oltranza per tutto il mese di febbraio, o per lo meno fino a quando i miei nervi non salteranno irrimediabilmente. Tra l’altro è pure inutile lamentarsi perché tanto questo destino me lo sono scelta da sola, e non sono propriamente una persona masochista, ma testarda sì, hai voglia… Quindi…speriamo che il mio francese inglesizzato l’abbia vinta all’esame di domani. Perché io ho un odio viscerale contro il francese. Oh dio, tra le schiere dei miei miti ci sono letterati, artisti, registi e attrici francesi…ma…l’arte non dovrebbe rendere certe personalità in un certo qual modo universali e al di sopra delle singole nazionalità? Sì sì, è così, quindi posso tranquillamente raggiungere la catarsi ed esclamare che io ODIO il francese!! Ahhhh…và meglio. Dovrei farne più spesso di questi post inutili.
"There you lay Innocence in heat The tension builds up with the scent so sweet
And you close your eyes And you give into it wholly And you inhale the scent unholy
Come and praise the darkest lie...
Here I lay In my darkest suit The afterglow’s devouring all of the truth
And I close my eyes
And I give into it wholly..."
"Quando, o cara e indolente, ti vedo procedere, al canto degli strumenti che si frange al soffitto, sospeso il passo armonioso e lento e girata tuttintorno la noia dello sguardo, profondo;
quando, ai fuochi del gas che la colora, contemplo la tua pallida fronte, che abbellisce un morboso fascino, e le luci della sera incendiano daurora i tuoi occhi stregati come in un ritratto...
Sei forse il frutto dautunno dai sapori regali, la funebre urna in attesa di lacrime, il profumo che fa sognare oasi lontane, il cuscino carezzevole, il canestro di fiori?
Io so che vi sono occhi pieni di malinconia che non celano alcun segreto prezioso: bei cofani senza gioielli, medaglioni senza reliquie, più vuoti e più profondi di voi medesimi, o cieli!
Ma non basta, per rallegrare un cuore che fugge la verità, che tu sia lapparenza? Che importano la tua stupidità, la tua indifferenza? Maschera o ornamento, ti saluto: io adoro la tua bellezza."