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Soltanto ieri, mi vedevo frammento palpitante senza ritmo nella sfera della vita. Oggi so che sono io la sfera, e che tutta la vita, in ritmici frammenti, dentro me si muove (K.Gibran)
Vi scongiuro fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze, essi sono dispregiatori della vita, sono avvelenati, che siano maledetti! (Così parlò Zarathustra - Friedrich Nietzsche)
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venerdì 30 settembre 2005
ore 10:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Oggi è il suo 55° compleanno
 Renato Zero
I migliori anni della nostra vita
Penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa e che è bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa
Io come un gentiluomo, e tu come una sposa Mentre fuori dalla finestra si alza in volo soltanto la polvere. C’è aria di tempesta!
Sarà che noi due siamo di un altro lontanissimo pianeta. Ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta. Tutti vogliono tutto per poi accorgersi che è niente. Noi non faremo come l’altra gente, questi sono e resteranno per sempre...
I migliori anni della nostra vita I migliori anni della nostra vita Stringimi forte che nessuna notte è infinita I migliori anni della nostra vita
Stringimi forte che nessuna notte è infinita I migliori anni della nostra vita
Penso che è stupendo restare al buio abbracciati e muti, Come pugili dopo un incontro, come gli ultimi sopravvissuti. Forse un giorno scopriremo che non ci siamo mai perduti! E che tutta quella tristezza in realtà, non è mai esistita!
I migliori anni della nostra vita La nostra vita... I migliori anni della nostra vita La nostra vita... Stringimi forte che nessuna notte è infinita I migliori anni della nostra vita!
Stringimi forte che nessuna notte è infinita I migliori anni della nostra vita! Stringimi...
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martedì 20 settembre 2005
ore 09:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Vorrei attaccarmi ad una flebo di camomilla e rimanere sotto le coperte per un intera settimana.
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lunedì 12 settembre 2005
ore 10:26 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Stefano Benni dal blog di Beppe Grillo
"Cari terrestri, dopo l’Iraq e Katrina, pensavo che avreste capito, ma vedo che è ora di buttare la maschera. Il mio nome, per voi è George W. Bush. Ma non è il mio vero nome. Pensate a quello che ho combinato in questi ultimi anni. Non ho mai servito il mio popolo, ma soltanto gli interessi di pochi petrolieri, mercanti di armi e miliardari assortiti. Ho vinto le elezioni con trucchi miserabili. Ho riempito la America di poveri, ho decuplicato i carcerati, ho moltiplicato i terroristi. Ho invaso l'Iraq con la scusa di armi nucleari che non esistevano, e non sono neanche riuscito a vincere la guerra, stiamo lì rintanati e blindati, senza più muovere un dito mentre gli iracheni si massacrano. E mai che abbia silurato un generale, o cambiato una strategia,o ammesso di avere sbagliato. Perché mi va bene così, terrestri. E gioco a golf nel mio ranch mentre i marines stremati e isterici sparano addosso ai civili, ai giornalisti, ai funzionari italiani . E gioco a golf nel mio ranch quando gli scienziati avvertono che un uragano senza precedenti sta per abbattersi sulle coste degli Stati Uniti. E non torno neanche dalle vacanze, non mando neanche un soldato in più sul posto, non faccio neanche controllare le dighe, dico solo “chi ha i soldi se ne vada, magari a Tahiti”. E quando l’acqua sommerge una delle più belle città americane, io dico “sparate agli sciacalli, e tutto tornerà a galla”. E li lascio cinque giorni, ad annegare nel caos dei soccorsi. E mentre tutto il mondo parla di effetto serra, io consento ai petrolieri di trivellare l’Alaska, le mie multinazionali disboscano l’Amazzonia e io dico che gli scienziati sono dei fottuti allarmisti filoterroristi. E ormai me ne frego anche del Senato e della stampa americana. Ma cazzo, non avete ancora capito chi sono?Il mio nome non è George W. Bush, ma Groghus Warwag Bustarshuk, e vengo dal pianeta Godblessme, il pianeta più militarista, stronzo e malvagio della galassia. Sono in missione per conto di Octane, il mio dio molto più potente e cazzuto del vostro. Il mio compito è quello di distruggere il pianeta Terra, e lo sto facendo con cura, giorno per giorno. Non ci credete? Beh, pensateci bene. Quanto sangue è corso,e quanto è peggiorata la vita negli Usa e nel mondo da quando sono presidente? Certo il merito non è tutto mio, ci sono altri distruttori e assassini. Ma su tutto governa la mia incompetenza, la mia arroganza, il mio nefasto talento di distruggere, senza mai saper dialogare, costruire, pacificare. Che mi crediate incompetente o malvagio, ricordate che sono l’uomo più potente del mondo, quello in grado di fare più danni, e finirò il mio lavoro, per la grandezza di Octane. Sono io il nemico numero uno, la Madre di tutte le Sciagure Galattiche, e voi ve la prendete con Obi-uan Osama Bin Laden. Beh, Osama è effettivamente un mio amico, ma resta sempre un misero terrestre. Altri due alieni sono in missione con me sul vostro pianeta. Uno si chiama Nanius Berlamerdus Lagnalagna, è un tricointermittente del pianeta Pecunia, l’etnia più vanesia, arraffona e bugiarda della galassia. L’hanno mandato in missione insieme a me. Non era un mio vice, era la mia merenda, ma è scappato miracolosamente ed è riuscito a farsi eleggere presidente del consiglio in un Paese vassallo. Il terzo non posso dire chi è, ma non è Luttwak, anche se dal grugno si direbbe. Ebbene, ora che il mio piano sta per avere successo, posso svelarmi. Continuerò a non firmare il protocollo di Kyoto, a trivellare il mondo, e se l’uragano fa fuori qualche migliaio di negri pezzenti, chi se ne frega, abbiamo sempre i rapper di Mtv e Colin Powell. Continuerò a servire gli interessi dei petrolieri e dei mercanti di armi, inventerò le ultime guerre preventive, continuerò a minacciare a distruggere invece di occuparmi del mio Paese, che è tornato ai tempi del Ku Klux Klan. Continuerò a giocare a golf, e a camminare come John Wayne, anche se il motivo del mio incedere balzellante non sono le cavalcate selvagge, ma un emorroide spaziale di cui soffro. Continuerò a indicarvi falsi nemici per non farvi vedere chi sono i veri nemici. E quando sarete estinti, prenderò la mia astronave, che è posteggiata sotto il Pentagono, e me ne tornerò nel mio pianeta. Il mio maggiordomo-merenda Nanius Berlamerdus andrà a Tahiti, ma le Hawai saranno già sommerse, e lui vivrà come un paguro in un guscio di Gucci. Non avrò più bisogno di trucchi elettorali, né bombardamenti. Tutto finirà in fretta. Peccato soltanto che, quando il vostro pianetuzzo sarà distrutto, non potrete farmi un monumento. Mi piacerebbe una grande statua in mezzo a una palude. “A Grogus Warwag di Godblessme, il marine dello spazio, il grande disinfestatore dell’America e dell’Umanità”. E non dite che sembro umano: anche se non ho sedici braccia e la bocca a tre stadi come Calderoli o non parlo saturniano come Tremonti, sono un vero warwaghese. Guardate bene il mio sguardo: è lo sguardo di un uomo talmente pieno di sé, da odiare il resto del mondo. E’ lo sguardo dell’alieno. Vi ho fregato terrestri, sia antiamericani, sia filoamericani. Mi do’ dieci e lode".
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lunedì 12 settembre 2005
ore 10:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
How can you have any pudding if you don't eat your meat?
We don't need no education We dont need no thought control No dark sarcasm in the classroom Teachers leave them kids alone Hey! Teachers! Leave them kids alone! All in all it's just another brick in the wall. All in all you're just another brick in the wall.
We don't need no education We dont need no thought control No dark sarcasm in the classroom Teachers leave us kids alone Hey! Teachers! Leave us kids alone! All in all it's just another brick in the wall. All in all you're just another brick in the wall.
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lunedì 12 settembre 2005
ore 09:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Choosing my religion Flying Spaghetti Monster
Ho finalmente trovato la religione che fa per me.
 Si chiama "Flying Spaghetti Monster" l'ultima bizzarria del Web ideata da un fisico 25enne per protestare contro l'insegnamento nelle scuole del Kansas della teoria del "disegno intelligente", tesi secondo cui la complessità dell'universo è tale da rilevare la presenza della mano di un Creatore. Messo a punto per provocare l'opinione pubblica sulla dignità di ogni "religione", come dice il nome stesso, il Flying Speghetti Monster è costituito una matassa di pasta biancastra, con due polpette incastrate ai lati e due occhietti sporgenti da alieno.
In Rete circolano già una Creazione di Adamo "taroccata" della Cappella Sistina, col mostro al posto del Creatore, e un'"Ultima cena" di Leonardo in versione "spaghetti". La provocazione sarebbe rimasta fine a se stessa, se non fosse entrata in azione la fenomenale cassa di risonanza dei blog. Così nelle ultime due settimane il "caso" del Mostro Volante Fatto di Spaghetti è esploso e digitando "Flying Spaghetti Monster" sul più diffuso motore di ricerca si possono visualizzare ben 739mila pagine indicizzate.
 Bobby Henderson lo ha inventato per puntare il dito, in modo paradossale, contro la decisione delle autorità scolastiche del Kansas, che è ancora preliminare e dovrà essere sancita in una riunione in programma l'11 e 12 ottobre nella città di Lawrence. Per quei giorni alcuni adepti del "culto" (che hanno bombardato con migliaia di fax ed e-mail i membri della commissione, agli indirizzi forniti da Bobby nel suo sito) si ripropongono di mettere in atto un "esodo di massa" a Lawrence, per far sentire la loro voce.
Del nuovo "fenomeno Internet", come lo chiama l'enciclopedia on line Wikipedia, hanno scritto il "Guardian", "Der Spiegel" (che titola "Mein Gott, ein Nudelmonster!"), il "New York Times". La satira è sguaiata e gli adepti della pseudo-religione si chiamano "Pastafarian" come i Rasta giamaicani, si salutano con un "ramen", che ricorda "amen" ma è anche il nome degli spaghetti cinesi, si suddividono in "chiese" scismatiche denominate Penne rigate, Capelli d'angelo, Ziti, Tortellini, si lasciano post in cui raccontano con accenti mistici di essere stati toccati "dalle Sue appendici filamentose" e via sghignazzando.
 La questione sul piatto della bilancia però è seria e reale. Anche ammettendo che Henderson sia spinto da un "interesse privato" (nel suo sito vende magliette e oggetti vari con il logo della religione di sua invenzione e confessa candidamente che sta cercando con ogni mezzo di sottrarsi a un destino di programmatore di slot machines a Las Vegas), infatti, nelle scuole la polemica creazionismo/evoluzionismo divampa ben al di là della burla: oltre al Kansas, anche Ohio, Texas, Missouri, South Carolina, Wisconsin, Mississippi sono stati teatro di roventi battaglie politiche e di ricorsi in tribunale per escludere il darwinismo dai programmi scolastici.
Wikipedia: LINK The Game: LINK
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giovedì 8 settembre 2005
ore 09:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Io che amo solo te
C'è gente che ha avuto mille cose, tutto il bene, tutto il male del mondo. Io ho avuto solo te e non ti perderò, non ti lascerò per cercare nuove avventure.
C'è gente che ama mille cose e si perde per le strade del mondo. Io che amo solo te, io mi fermerò e ti regalerò quel che resta della mia gioventù.
Sergio Endrigo
 Un altro grande che se ne va....
L’arca di Noé
Un volo di gabbiani telecomandati E una spiaggia di conchiglie morte Nella notte una stella d’acciaio Confonde il marinaio Strisce bianche nel cielo azzurro Per incantare e far sognare i bambini La luna è piena di bandiere senza vento Che fatica essere uomini
Partirà la nave partirà Dove arriverà questo non si sa Sarà come l’arca di Noè Il cane il gatto io e te
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martedì 6 settembre 2005
ore 11:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tornati dalle ferie, è tutto come prima: l'oscena pubblicità del numero 892892 si ripresenta, e spero che il risultato del tormentone sia quello di scolpire nella mente di un numero sempre maggiore di persone l'inganno nascosto dai due orridi ballerini. Mi spiace per coloro che lavorano all'interno del call center, che sembra essere a Palermo e occupare circa 2.000 persone (tutte informazioni da confermare, così come quella - riportata da diverse persone in più forum - che gli addetti fanno intenzionalmente perdere tempo per far lievitare il costo della chiamata), perché non hanno alcuna colpa, ma la totale mancanza di trasparenza dello spot nasconde un insulto all'intelligenza degli italiani e un attentato ai loro portafogli.
 È tutto vero....
"Ci sono in giro due cessi, magri, ambigui, in tutine attillate rosso fiamma, un incrocio tra la Carrà e Japino, che fanno la pubblicità a un numero magico: l'892892. Un servizio che replica il vecchio numero 12 della Telecom Italia (rappresentato da un pensionato in panchina), per le informazioni sugli elenchi telefonici. Per conoscere un numero telefonico si chiama l'892892 (www.892892.it) e si paga, ma quanto si paga? Nel caso migliore, dal telefono di casa, 0,12 euro di scatto alla risposta e 0,03 euro al secondo. Cinque minuti per ottenere un numero di telefono costano 0,12 + (0,03 x 300 secondi), quindi 9,12 euro. Per un'ora di conversazione paghi 108 euro.
Belin! Ma chi ha autorizzato queste tariffe? In Italia chiunque può fare i prezzi che vuole? E poi quale società fornisce questo servizio? La solita casalinga di Voghera, dopo aver visto i castoroni e le bande rosse orizzontali sul sito, risponderebbe Telecom Italia. Sbagliato!
Il proprietario è la società internazionale InfoNXX, ma il dominio www.892892.it è intestato a: "Il Numero Italia srl (società a responsabilità limitata)". Comunque, se proprio volete delle informazioni sugli elenchi, non telefonate, ma usate i siti gratuiti in Rete.
Attenzione : il numero 892892 NON E' TELECOM ma di un gruppo americano (infoxx ) che opera anche in altri Paesi. Le informazioni pervenute NON hanno mai parlato di Telecom, ma NON HANNO mai specificato di NON ESSERE Telecom.
Il servizio di Telecom è 892412".
Sarebbe utile informare quante più persone possibili, visto le tariffe che vengono applicate...
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giovedì 1 settembre 2005
ore 10:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Precipitati nel terzo mondo
 La città annegata che vediamo affiorare come un clandestino caduto in mare è il film della nostra modernità umiliata. Se lo tsunami del 2004 nell'Oceano Indiano fu la parabola orribile della fragilità del mondo povero, la tragedia del Golfo è la rappresentazione del contrario.
È l'umiliazione della potenza industriale e tecnologica di fronte a un disastro cosiddetto naturale, che diventa disastro tale solamente perché si è abbatte su un mondo innaturale e quindi incapace di assorbirlo. Il tremendo paradosso di quello che stiamo vedendo e vivendo negli Stati Uniti, dove il contraccolpo si avvertirà su tutta l'economia, sulla politica, persino sulla guerra in Iraq dimenticata anche nel giorno della strage di Bagdad, è che la complessità e la sofisticazione del tessuto urbano di una metropoli come New Orleans rende più difficile, e non più facile, sopravvivere.
La superiorità materiale del "Primo Mondo" si rivolta oggi contro abitanti sparati e in 24 ore in un "Terzo Mondo" che non sanno come affrontare. È più semplice per un villaggio di pescatori in Indonesia ricostruire la propria povera normalità di quanto lo sia per una città regione di 4 milioni di abitanti completamente dipendenti dalle proprie infrastrutture tecnologiche per vivere, mangiare, lavorare. Rimettere in funzione una centrale nucleare o centro direzionale devastato che, senza aria condizionata e senza collegamenti telefonici, è un inutile monumento di cemento armato è spaventosamente più complesso che riorganizzare la microsocietà di una piccola comunità elementare. A New Orleans non riapriranno le scuole per almeno due mesi, ci informano i governatori dei due stati più devastati, la Louisiana e il Mississippi che hanno parlato, con scarsa sensibilità storica, di una "Hiroshima". Non sanno che nella Hiroshima assai più primitiva di una New Orleans, le prime scuole riaprirono tre settimane dopo la Bomba, spesso all'aperto, con gruppetti di scolari seduti tra le macerie attorno al maestro. Cosa impossibile nella città americana o europea del 2005, dove il sistema scolastico è completamente schiavo del sistema dei trasporti e delle comunicazioni pubbliche o private, per funzionare.
Nutrirsi, mangiare, soddisfare le esigenze più elementari, il pannolino, la formula, i medicinali, un cambio di biancheria, un sapone, divengono imprese inarrivabili, nella chiusura dei supermercati e dei negozi, un fatto che spiega la furia dei saccheggi alla quale anche molti poliziotti si sono uniti. Una comunità condizionata e dunque prigioniera del proprio sviluppo si trova costretta a vivere improvvisamente come profughi del Darfur, ma senza avere il lungo, tragico addestramento quotidiano alla sopravvivenza e all'arrangiarsi. Creature addomesticate dallo sviluppo ora sono costrette a un passaggio nello stato di natura. Le vediamo vagare confuse, processioni di profughi che ciondolano sui mozziconi di ponti o si incamminano con fagotti sulle spalle, senza sapere dove vanno, pur di andare. Mentre incombono le notti affidate alla luna e alle stelle, tornato improvvisamente luminosissime nella mancanza di luci.
Nessuno osa fare previsioni sui tempi necessari per ricostruire la rete di trasmissione elettrica, perché i trasformatori e le sottostazioni sono tutte sott'acqua e le dighe hanno tutte ceduto. Le linee telefoniche terrestri sono fuori combattimento e soltanto i generatori tengono in funzione alcune "celle" per i telefonini e permettono ai camion satellitari delle televisioni di trasmettere i loro segnali.
La centrale nucleare che alimentava New Orleans è stata saggiamente bloccata prima che Katrina arrivasse. La distribuzione alimentare, costruita su frigoriferi di grossisti, dipende ora dalle colonne di autocarri militari che stanno avanzando con le razioni da campo. Parlare di lavoro, dunque di salari, non ha alcun senso, nella devastazione di magazzini, uffici, alberghi, casinò, persino di stazioni tv e giornali, tutti chiusi o evacuati. L'acqua deve essere bollita, ma con che fuochi, domanda la gente, se gas ed elettricità non ci sono?
La lezione di Katrina è banale eppure inascoltata. La modernità di una struttura urbana la rende non più resistente, ma più vulnerabile all'evento catastrofico, anche nel tempo della cosiddetta "guerra al terrorismo", quando le metropoli americane dovrebbero, ormai da almeno quattro anni, essere preparate a reagire in caso di attacchi devastati. Non esisteva invece un piano d'emergenza che fosse pronto a misurarsi con l'assalto di un terrorista naturale che aveva almeno, a differenza dei terroristi uomini, pubblicizzato da una settimana il suo arrivo. Se questo è il risultato della "sicurezza", che cosa accadrebbe a New York, a Boston, a San Francisco, a Washington, se il "doomsday scenario", la sempre annunciata aggressione terroristica con materiali radiottivi o con armi biologiche dovesse avvenire? Con i miliardi di dollari che il governo riverserà sulle zone colpite, ora che finalmente Bush si è deciso ad abbandonare le sue ormai insolenti ferie, a svolazzare a bassa quota sulla regione, dopo due giorni di inutili comizi su una guerra in Iraq che interessa soltanto chi la sta combattendo, New Orleans, Gulfport, Biloxi torneranno a vivere, tra mesi o anni.
Ma la mazzata di Katrina non ha scoperchiato uno stadio di football, ha scoperchiato la supponenza della nostra modernità, le illusioni del mondo wired, collegato, elettrificato, a banda larga, come ha scoperto imbarazzato un senatore del Mississippi quando ha invitato i cittadini a "collegarsi a internet per avere informazioni". Quale internet, senatore, gli ha chiesto un cronista? Non è più l'America, quella che vediamo a pezzi sullo sfondo delle processioni umane dei profughi vaganti, quasi tutti neri di pelle, perché sono loro, quelli che non avevano i mezzi e i soldi per fuggire (E per andare dove? Come? Con quali soldi?) quelli che sono andati a fondo. Non ci sono differenze visibili tra il pescatore cingalese e la vecchia nera rimasta con la sola borsetta, sfollata e in attesa di un autobus militare che la porti chissà dove. Entrambi vivono in un "Terzo Mondo", dipendenti dagli altri ma, per gli alieni in casa propria di New Orleans, reso più crudele dalle rovine di quel "Primo Mondo" che li ha traditi. E che ora li circonda come un set cinematografico reale e senza lieto fine.
di Vittorio Zucconi
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mercoledì 24 agosto 2005
ore 10:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Cardinale Ratzinger, nulla da dichiarare?
E' legale o no, è giusto o no, è o no cristiano che la Chiesa tenga nascosti alla giustizia civile i casi di abusi sessuali di cui i suoi membri si rendono responsabili? Tenere all'oscuro la giustizia civile è l'ordine tassativo, pena la scomunica, dettato in una lettera spedita nel 2001 a tutti i vescovi dall'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Card. Ratzinger. Mentre riceve a Colonia l'abbraccio di un milione di giovani, Benedetto XVI per quella lettera è imputato davanti alla Corte distrettuale di Harris County, in Texas. La cosa più grave però è che la Chiesa cattolica è ancora uno Stato. Alcuni giorni fa abbiamo appreso che, appena eletto Papa, il Vaticano ha avanzato per Bendetto XVI, proprio in quanto Capo di Stato in carica, richiesta formale d'immunità al presidente degli Stati Uniti, che non ha ancora reso nota la sua decisione in merito. Sono 179 le testate americane, tra cui le reti televisive CBS ed Msnbc, che hanno ripreso la notizia; anche alla Casa Bianca, durante un briefing quotidiano, è stato chiesto cosa intenda fare il presidente Bush. In Italia nulla.
Nella documentazione presentata dai radicali emerge che:
«Sin dal 1962 le più alte gerarchie vaticane, approfittando dello status di entità sovrana di cui gode la Santa sede, hanno organizzato e realizzato quella che oggi appare in tutta la sua gravità: una rete di protezione dei preti pedofili, tale da consentire la diffusione e, per molti di loro, la reiterazione delle violenze perpetrate per anni nella più assoluta impunità».
Secondo Anticlericale.net:
«Il Vaticano, che era a conoscenza del compiersi di tali reati e della loro diffusione, al fine di "governare" lo scandalo diede disposizioni tassative, attraverso un'Istruzione diffusa dalla Suprema Sacra Congregazione del Santo Uffizio, pena la scomunica, con l'unico obiettivo di evitare la fuoriuscita di qualsiasi notizia in merito. Tali disposizioni furono poi confermate nel 2001 dall'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI... Lo scandalo dei preti pedofili non si limita al recente caso esploso negli Stati Uniti. Non è solo scandalo, ma reato e non è circoscritto alla sola Chiesa americana. La giustizia ha iniziato il proprio corso, ma finora non è mai accaduto che la Santa sede abbia denunciato essa stessa alle autorià giudiziarie fatti di abusi sessuali, pur essendone a conoscenza, nè abbia collaborato alle indagini».
Attenzione. La vera questione non è tanto, o non solo, morale e religiosa, cioè la diffusione della pratica degli abusi sessuali tra i preti cattolici, ma il conflitto tra giurisdizione dello Stato e giurisdizione della Chiesa. La Chiesa cattolica dovrà pur decidere una buona volta se vuol essere Stato o Chiesa; e comunque insabbiare crimini commessi da propri aderenti sul territorio di uno stato sovrano rimane un reato: favoreggiamento.
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giovedì 21 luglio 2005
ore 14:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ciao, ciao
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