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ozzy
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COSA COMBINO: REVERENDO dei GOODFELLAS
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celine egolf(ancora)malaparte coe macgrath mishima e molto...
HO VISTO
cose che voi umani...la luce... la noia e la vita dopo la morte..cheppalle!!!
STO ASCOLTANDO
opera omnia degli iron maiden, black sabbath slipknot e opere liriche, canzoni militari e slayer.. gusti psicho eh?
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
svario e svariono in modo schizzofrenico.. ma voi vestitevi come cazzo vi pare tanto non vi apro..poliziaaaa!!!
ORA VORREI TANTO...
una donna con la gonna.. anche senza.. anche con i pantaloni anche militari basta che sia disposta a toglierseli.. w la ..poesia
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
sangue,ossa che si rompono...
OGGI IL MIO UMORE E'...
di merda, incazzato, un po’ rassegnato e sconfortato, ma spero che giri il vento perchè il mio vicino ha scorreggiato di brutto, ma brutto brutto..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono...Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto...
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martedì 29 marzo 2005
ore 15:27 (categoria:
"Pensieri")
MI APPAIONO....
.....vorrei poter dire questo.... ....dove non splende il sole penetra la luce, dove non scorre il mare le acque del cuore...si spingono in marcia e fantasmi infranti con lucciole nel capo, cose di luce...attraverso la carne si dispongono in fila, dove nessuna carne riveste le ossa.... ...vorrei poter dire questo....
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martedì 29 marzo 2005
ore 11:52 (categoria:
"Pensieri")
SONO STANCO E ORA MI SIEDO.....
...su questa sedia elettrica...
Tu non hai il biberon come mai mio piccolo siedi in braccio a lei, dormirai tra zaffiri e amori, su di lei, ti calmerai ti calmerai Dell'hotel sono il maitre se tu vuoi, parli a me siedi in braccio a lei, spazierai tra ieri e domani, siedi qua, ti spiegherò ti spiegherò, ti spiegherò ti spiegherò chi sei La sedia elettrica non vale me l'ha detto lei mi ha detto siedi e ascolta per sapere cosa sei io credo agli Angeli di carne che cercate voi mi lasci libero, libero, libero Destinazione uomo è il viaggio che reclamo in me, il mondo è un'idea senza nuvole voglio la mamma e un aeroplano urlante via da qui Amore dimmi se ci sei, dimmi se ci sei Favole del buon Gesù Angeli col biberon la tua mente va, la tua mente è polvere di stelle tu le avrai in braccio a lei, in braccio a lei, in braccio a lei, in braccio a un brivido La sedia elettrica non vale io non gioco più, gioco soltanto con chi è pazzo e grida insieme a me, seduti i ladri della mente e della verità, mi lasci libero, libero, libero Un lampo tra le mie mani azzurre e i denti blu un vuoto sì, ma dolce e fragile vedo le stelle e intanto sbarro gli occhi verso te, mi sento libero, libero, libero Baby tu mi dai, la scossa
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lunedì 21 marzo 2005
ore 09:52 (categoria:
"Riflessioni")
IL COMUNE SENSO DEL DOLORE...IL COMUNE SENSO DELL'AMORE...
Oggi ho letto questo...
MADRAS - Storia di straordinaria generosità dall'India. Una donna di 37 anni, S. Thamilzhchelvi, si è tolta la vita per poter donare le sue cornee ai due figli, di 17 e 15 anni, entrambi quasi ciechi.
Ma il suo sacrificio, probabilmente, sarà vano: gli adempimenti legali obbligatori in un caso di suicidio non permettono l'espianto immediato delle cornee, condizione necessaria per un buon esito del trapianto.
Il marito della donna, P. Shankar, ha raccontato che molti anni prima lui e la moglie avevano firmato una liberatoria presso l'ospedale Sankara Nethralaya di Madras, la città in cui abitano, per permettere l'espianto delle loro cornee in caso di morte. «Ma non avrei mai immaginato», ha detto l'uomo, «che si sarebbe tolta la vita per donare la vista ai nostri ragazzi». 21 marzo 2005
Quando sai che questo è possibile...che qualcuno ama i propri cari tanto da fare una cosa del genere..che la propria vita in presenza del dolore di chi ci sta più a cuore su questa terra è inutile e dolorosa..allora cosa pensi della tua vita? tutte le stronzate che ritieni siano importanti ogni giorno, tutte le parole di odio o dispetto egoismo e fastidio..tutto mi sembra fastidioso inutile e stupido come un accidente burocratico, come i capricci di un bambino o le fisime trendy di un fighetto o gli sproloqui di un politicante di strada o del parlamento...avrei il coraggio di fare una cosa del genere? è solo la disperazione...il non vedere il domani e quindi ritenere che la propria vita non valga niente..avere accanto ed intorno solo povertà e morte e miseria...cosa ci dicono il cuore, la mente...che cosa ci dicono le mani e le lacrime dei figli che non vedono la luce e sentono solo il battito del tuo cuore con il capo tra le tue braccia... che sorridono per una carezza o un bacio, ma che non vedono il sole, che sentono il calore della terra sotto il cielo d'estate, ma non vedono gli laberi o l'erba che schiacciano correndo...chi avrebbe il coraggio..chi amerebbe tanto...chi pregherebbe solo per paura o chi perchè pensa che non sia giusto che un povero abbia solo la sua vita e che questa per lui non valga nulla?...io non prego... ho solo paura che un giorno mi senta costretto dal mio cuore o dalla mia vigliaccheria a guardare in faccia le persone che amo.. e non sapere che fare....
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mercoledì 16 febbraio 2005
ore 10:35 (categoria:
"Pensieri")
THE STAND....
Non è importante chi l'abbia scritta e per chi..è importante che sia stata scritta...quando tutto era morte e quando nessuna speranza albergava nel cuore degli uomini...contro...spero sempre che chi ora non c'è più...e i motivi che lo hanno allontanato da questa terra non vengano mai dimenticati...non perchè erano giusti o sacri, ma perchè in quello hanno creduto o li sono stati mandati senza scelta...
Wait for me, and I'll return - only wait very hard; Wait until you are filled with sorrow as you watch the yellow rain; Wait when the wind sweeps the snowdrifts; Wait in the sweltering heat; Wait when others have stopped waiting, forgetting their yesterdays; Wait when even from afar no letters come to you; Wait even when others are tired of waiting; Wait even when my mother and son think I am no more; And when friends sit around the fire drinking to my memory, Wait, and do not hurry to drink to my memory too; Wait, for I'll return, defying every death; And let those who do not wait say I was lucky; They will never understand that, in the midst of death, You, with your waiting, saved me; Only you and I will know how I survived - It's because you waited as no one else did.
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lunedì 14 febbraio 2005
ore 11:42 (categoria:
"Pensieri")
COME SI UCCIDE UNA PERSONA......
Lo sapete come si uccide una persona?la si ignora…si fa finta di non sentire…si fa finta di capire…si inventano le parole che servono per non farsi dire la verità.. si guarda da un'altra parte.. non so.. mi sembra il peggiore dei modi di ferire, di torturare e uccidere nell’anima una persona…e più di tutte quelle che ci sono vicine…sto male…mi alzo con un macigno sulle spalle…mi vien sempre da piangere…e noi… e io…cosa posso fare…cosa posso dire…cerca di pensare alla tua di vita…costruisci e vivi qualcosa che sia solo tuo…è quanto di più valido riesca a dire.. per passare poi a…si ti sto ascoltando…lo so che stai soffrendo…cosa dovrei fare?...dirti di andartene di mollare tutto di spararti in testa?...vuoi davvero farla finita con tutto e tutti?...questo è il ricatto peggiore.. non andare perché lasci soli gli altri…tu che sei sola…per non sentire mi rifugio dove nessuno arriva… i miei ricordi…diventano per istanti la realtà della mia stanza e dentro la mia mente…il grande blu e il pelo dell’acqua…ansimo per la stanchezza, ma mai ci si tirava indietro da un'altra corsa a rotta di collo dentro l’acqua.. e poi dopo il tramonto guardo le famiglie che se ne vanno trascinando i figli recalcitranti come vitellini sui prati…l’azzurro del cielo è ora un rosso intenso, sanguigno e incandescente…ha preso tutto fuoco sulla pianura verde del mare…e cammino lentamente affondando i piedi nella umida sabbia e mi sdraio li vicino dove piccole onde lambiscono le ultime orme per lasciare tutto come quando tutto non c’era…entro un po’ nell’acqua…mi metto in ginocchio e accarezzo la superficie dello smeraldo liquido…sento le piccole sensazioni che le ancor più piccole increspature dell’acqua provocano sul mio palmo… ora le orecchie non sono più sferzate dagli schiamazzi dei coetanei ed adulti, ma sfiorate dalla discreta voce della risacca…e avvicino la testa all’acqua e la ascolto con gli occhi chiusi…e sono verde smeraldo anch’io e sussurro muovendomi tutta la libertà e la serenità che il mio stesso esistere può dare…respiro accarezzando la sabbia e riposo la notte come un grande e magnifico orso nero adagiato tra le terre e le isole come in una grotta e tra i sassi e i rami…comincia a fare freddo…la pelle abbronzata e ricoperta di sale si schermisce dall’aria intirizzendosi e facendomi vibrare con un brivido…mi sento ancora vivo…so che domani lui sarà in piedi per me so che il suo azzurro e spumeggiante sorriso sarà per sempre.. ma per dio non si può vivere sempre cosi tutte le volte in ricodi che sono dei rifugi…sono una pausa per riprendere fiato..non devo farlo per fuggire non devo farlo per uccidere chi mi ama e che amo con l’indifferenza e la codardia…il male ti mastica e ti sputa…lo so nella vita succede…vorrei però fargliela venire qualche carie a sto stronzo…ma il più delle volte ci lasciamo sputare dalla vita..non so se io riuscirò in ciò che predico oggi, ma non chiudete gli occhi, non tappate le vostre orecchie e provate voi a masticare il male e a sputarlo per terra..ascoltate chi vi è accanto e piange…io le ho baciato le lacrime e per un istante mi sono trovato ad ascoltare e guardare il prezioso verde scuro del mare…il sale e quelle ore che ti fanno stare meglio…provo a dare un po’ di tranquillità..forse i miei ricordi non sono solo per me….
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giovedì 3 febbraio 2005
ore 15:46 (categoria:
"Riflessioni")
CHE VITA.....
Molte cose....sono poche le canzoni o le poesie che parlano per me...di me...con me...
Quale guerra finirà senza generare un figlio quale pace regnerà se lo scettro non è un giglio quale uomo piangerà come fanno i temporali quale donna volerà come volano le ali Ma vita ch'è vita non si fermerà perché nei solchi del cuore la vita pensare e vivere e troppo lo sai ma il sangue non finirà Quale falce potrà mai darmi il dono della luna quale sabbia mi darà libertà nella preghiera quanta strada incontrerò dopo l'ultimo deserto
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giovedì 20 gennaio 2005
ore 13:06 (categoria:
"Riflessioni")
IL TEMPO?....
Ieri ho visto alla fermata dell'autobus un signore anziano che aiutava la moglie a scendere dagli scalini del mezzo e le teneva la mano...e quando lei ha posato il piede a terra lui non si è mosso e la moglie ha terminato la discesa giusto di fronte al marito....lui l'ha baciata sulle labbra...e lei ha sorriso e abbassato gli occhi come un'adolescente al suo primo bacio..non so...che strano...il tempo che per loro non è mai passato..per loro l'uscita da scuola è la scusa per incontrarsi e la mano non smette mai di stringere la sua...e con la coda dell'occhio si guardano...e si addormentano sentendo il respiro l'uno dell'altra...come dei neonato tranquillizat dal battito morbido e regolare del cuore della madre e dal suo caldo e avvolgente anelito di pace che allargano all'aria tiepida della camera da letto...che strano effetto mi hanno fatto...il tempo che passa...per tutti? ma non per molti..come la pubblicità si...per molti ma non per tutti...la felicità è un altra cosa ...non per tutti...non per molti...
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lunedì 17 gennaio 2005
ore 15:35 (categoria:
"Pensieri")
UNO QUALUNQUE....
Voglio raccontarvi di una persona, di un ragazzino che non era più tale e dell’uomo che non è diventato, di come fosse vivo, ma di quanto volesse essere morto…questa non è una storia di vita vissuta per dire che la guerra è una merda o che ci vanno di mezzo a morire sempre i soliti poveracci sfigati… è solo la storia di uno che ha smesso di vivere troppo presto e che era morto e non lo sapeva…è la storia di uno qualunque… solo la conosco perché lui era lo zio di mia madre..lui era un ragazzo del ’99…1899..aveva appena 17 anni e stava lavorando il campo vicino a casa..sono arrivati i carabinieri e lo hanno portato via…era il suo turno era stato arruolato e con lui altre migliaia di ragazzini per alimentare il tritacarne della guerra per riempire i vuoti lasciati dai loro padri e fratelli maggiori che giacevano oramai scarnificati e decomposti sui monti.. si è ritrovato con un fucile in mano al posto della zappa con un elmetto al posto del cappello di paglia solo gli scarponi chiodati erano meglio delle sue scarpe logore da lavoro…i libri di storia dicono che lui e gli altri erano attestati lungo l’alto corso del Piave dicono che erano in lunghe fosse chiamate trincee dicono che giovani e vecchi l’uno accanto all’altro hanno difeso fino all’ultimo la patria e hanno ricacciato indietro fino alla vittoria l’arrogante e baldanzoso straniero dicono che questi ragazzi hanno dato la loro gioventù per l’Italia… so solo quello che lui ha raccontato quando è tornato a casa a suo fratello..mio nonno.. perché non aveva mai mandato lettere… non sapeva scrivere…e lui ricordava le lunghe attese nelle trincee la paura che lo scoppio fosse sempre per lui…le ore passate ad…aspettare…prima di attaccare…lo sapevano la sera prima perché davano a tutti litri di cognac e grappa..e da noi cosi come dall’altra parte tutti erano ubriachi..l’unico modo per avere il coraggio di lanciarsi avanti a correre a morire a vivere a uccidere…cosi la mattina prima del balzo in avanti erano tutti stretti tra loro ragazzini e vecchi sergenti giovani tenenti volontari senza più illusioni e rassegnati capitani senza spada e le uniche cose che si sentivano forti erano l’odore di alcol e del piscio di tutti quelli che dalla paura se l’erano fatta addosso di gente che piangeva e chiedeva della mamma o che solo aveva paura di morire di preghiere e bestemmie e di chi diceva..non abbiate paura di andarvene da soli….prima che tutto sia finito vi raggiungeremo in molti…quando è tornato a casa aveva lo sguardo fisso e perso dove nessuno vorrebbe vedere…non ha parlato con nessuno per mesi…lavorava come un automa… la notte piangeva urlava nel letto raggomitolato invocava delle persone forse suoi commilitoni e li insultava e cacciava via…la notte non riusciva ad impegnarsi a distrarsi e tutti i suoi fantasmi e tutte le sue paure venivano a fargli visita…non l’hanno mai lasciato solo..fino alla morte..solo pensare che ha passato 50 anni della sua vita… vita… cosi… alla domenica a guardare sul muro appesa la sua Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto…seduto nell’aia a respirare il mattino…ad urlare e combattere ancora i “tedeschi”..tali erano sempre per lui tutti i nemici… a correre a perdifiato nella notte attraverso i campi per chilometri a dormire a volte nei fossi…a piangere come un neonato..piangeva sempre ogni crepuscolo che dio mandava sulla terra…a disperarsi per quello che aveva visto per tutti gli amici che aveva perso laggiù perché non era morto anche lui e perché tutto non poteva essere alle spalle… una notte si è seduto stanco prostrato assente e anche allora inghiottito nel suo inferno in terra sulla terrazza con un bastone sotto il mento e li…li l’hanno trovato la mattina con le lacrime che gli avevano solcato le guance e giù giù fino alle profonde pieghe del collo… rigido immobile ma con il viso stranamente disteso… forse sono state le sue uniche lacrime di gioia nella vita…ora era libero e i suoi fantasmi sono quelli delle favole per bambini e le notti sono solo delle pause tra un gioco e l’altro e l’estate del grano e dell’erba profumata non smette mai di scivolare tra le sue mani e l’acqua dei fossi scorre in silenzio e gli amici sono alla fine della strada bianca di ghiaia e ti aspettano e scappano e si…si allora che continua la sua vita….
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martedì 4 gennaio 2005
ore 14:03 (categoria:
"Riflessioni")
LI..................
Sentenziamo che la vita reale non è un granchè, ma a tenerci a galla sono i sogni... si i sogni un non luogo dove tutto è possibile dove siamo dio e il diavolo dove voliamo e siamo in ogni luogo e dove vediamo e dove parliamo con chiunque vivo o morto che sia...chiudiamo gli occhi e vediamo..li la ragazza che amiamo ci viene vicino ci accarezza il viso con una mano e ci dice le parole che avremmo sempre voluto sentire non le ricordiamo e svaniscono subito ma le sentiamo come la meraviglia sul volto di un bambino cui il padre fa vedere un rosso e furente tramonto come uno scontro di pianeti e come la genesi dell'universo...e lei ci dice tutto e lei ci dice la vita e il futuro la gioia il sesso le risate gli abbracci il corpo caldo sotto il sole le labbra bagnate dall'acqua...LI siamo in grado di dire tutto quello che teniamo dentro a fatica ma che li fuori non riusciamo mai a dire...LI troviamo parole bellissime e sguardi da attori...Ovunque si soffre ma LI non si sente dolore..come uno stuntman che ci evita lo schianto su una macchina in fiamme cosi noi siamo coraggiosi e folli, sbruffoni e romantici, malvagi e supereroi...siamo tutto e tutti... e li possiamo parlare con chi non c'è più dire quello che abbiamo sempre voluto dire farci salvare la vita e farci salvare l'anima da dio o dai nostri genitori farci raccontare le favole e la vita dalla nonna farci credere da s.francesco farci lottare da Peppino Impastato e da Giovanni Falcone farci sognare da un film visto mille volte e bello come la prima o da una poesia che ci taglia e fa sanguinare...LI siamo i bambini che conquistano il mondo con un vecchio bastone di legno e con un berrettone di lana sbrindellato...LI siamo un adolescente che vince una gara di corsa che arrossisce e che non trova le parole davanti ad una compagna di classe...LI siamo quelli che cambiano le azioni fatte e le parole dette nel passato e mattiamo ordine e successo nelle cazzate dei tempi che furono un anno cento...LI abbracciamo e stringiamo a noi chi ora non è qui...LI teniamo a casa un ragazzo che se fosse uscito non avrebbe più rivisto la sua famiglia...LI...LI scrivo meglio di quanto farei e la gente penderebbe dalle mie labbra e la saggezza sarebbe nelle mie mani come la sabbia al mare...LI sarei il più figo del pianeta e me ne sbatterei di tutti e tutte e darei dei consigli del cazzo che chi non ha problemi da a chi ne ha fin sopra lo scalpo e che non risolvono un emerito pene ma che ti fanno sentire ungradino sopra la marmaglia...LI sarei odiato e temuto come la buonanima..LI sarei amato come gesù e gandhi messi assieme...LI non vedrei un uomo tenere in braccio il proprio figlio morto...LI non vedrei una persona malata...LI nessuna madre ucciderebbe il proprio figlio...LI ci sarebbero solo fottutissime famiglie come quella del fottuto mulino bianco...LI magari correre nudi in inverno non it ucciderebbe...LI magarichi non ha mai viaggiato potrebbe vedere il mondo in un battito di ciglia...LI non ci sarebbe paura tranne quella di un bambino che per sfida deve saltare giù da un muro di un metro con gli amici che lo sfottono...LI un bambino solo di questo dovrebbe aver paura...LI quello che di buono abbiamo fatto sarà per sempre...LI le lacrime saranno solo di felicità...L l'eterno riposo è solo una lunga siesta e noi non saremmmo preoccupati o spaventati di chiudere gli occhi...LI la nebbia sarà come camminare in una nuvola con i piedi che toccano terra...e LI nessuno ci dirà dove andare e tenere per mano chi amiamo sarà malvisto solo se durerà meno di una vita...LI il mare sarà calmo e il sole caldo...
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martedì 21 dicembre 2004
ore 19:29 (categoria:
"Pensieri")
ANCHE.....
Mentre vado dall’ospedale verso il centro, per lavoro,taglio per l’interno del complesso e passo davanti al blocco di radioterapia..porca troia non l’avessi mai fatto in quel momento esce un ragazzo mi sembrava un ragazzo, ma poteva avere 16 come 90 anni..sorretto dai genitori con un berrettone di lana schiacciato in testa con il viso scavato come neanche i bambini africani in tempo di carestia..gli occhi infossati persi nel vuoto degli splendidi occhi azzurri senza più luce, opachi che guardano 3000 km avanti ma che forse non saranno che pochi mesi…con i genitori a testa bassa che con piglio deciso lo fanno camminare e dai loro volti segnati dall’età ma forse più da una vita spesa nel lavoro e non certo di concetto e al caldo di un ufficio…un lavoro duro e ora anche un figlio che gli sta scivolando dalle mani come la sabbia..ma loro non molleranno mai lo so che non lo faranno mai sento che lotteranno con ogni stilla di forza fisica con ogni preghiera con la disperazione e con la speranza…Fanculo le malattie e fanculo la stupida speranza che un dottore o una medicina ti danno fanculo a tutto quello di buono e cattivo una lotta per la vita del genere tira fuori fanculo alla stanchezza e alle gambe tremolanti ai pianti in solitudine e alle battute per tirarti su agli sguardi di pietà e compatimento degli altri al decadimento fisico e fanculo a te che lo vedi e lo misuri giorno per giorno alle fottute pastiglie e alle fottute visite di controllo come se fosse il tagliando della macchina…fanculo a chi si ammala a Natale e fanculo a chi muore a Natale e fanculo ancora perché non sai che se ti dimenticano tutto l’anno allora se muori oggi che ci sono le feste stai sicuro che quando la brina si formerà sulla tua lercia tomba o sul tuo graffiato loculo nessuno passerà di li… perché fanculo a noi che vogliamo scordare e seppellire e fanculo a noi che pensiamo ..tanto basta ricordarli anche a casa…fanculo a noi che siamo vivi e fanculo ai morti che solo una cosa sanno e cioè che è meglio essere vivi fanculo a quei poveri vecchietti che unici vanno a trovare i loro mariti, le loro mogli o i loro figli a cui sono sopravvissuti e che li guardano sorridenti e un po’ beffardi come per dire..cazzo siete vivi e sbattetevi un po’ per ripulire sta lastra di marmo fanculo a chi seppellisce i propri figli e fanculo a chi abbassa la testa stringendo a se i propri e schiacciando i denti prega e spera che non gli accada lo stesso…fanculo a chi ti lascia solo che se ne va senza dirtelo e fanculo a te che non sei riuscito a dirlo che non hai voluto o che te lo sei dimenticato..fanculo a chi ha sofferto e sputato sangue per una vita e ora è solo con i suoi fantasmi e fanculo a chi non li saluta o non gli parla fanculo a tutti da Babbo Natale a Gesù fanculo a tutto l’arco costituzionale e parlamentare fanculo a chi muore di fame e a chi gli da una mano tirandogli addosso le bombe fanculo a chi spappola i bambini con le bombe perché riposano il sabato o perché urlano preghiere alle nuvole fanculo a chi rapina delle speranze i disperati e fanculo ai pensionati da 400 euro al mese che rubano il tonno al supermercato fanculo a chi ti dice che non ci sono più i bei tempi in cui guadagnava 10.000 euro alla settimana vendendo macchine prese alle aste giudiziarie o rubate fanculo a chi ti dice che devi continuare a soffrire perché solo dio ti può togliere la vita fanculo a chi uccide i propri non nati figli perché sola abbandonata povera drogata stupida pazza bambina stuprata egoista senza umanità fanculo a chi vende bambini di pochi anni per due soldi al mercato di luridi esseri che rubano e infangano per sempre i loro corpi o li macellano per venderli a pezzi a chi ucciderebbe per salvare i propri ma che non si vergogna fanculo quindi anche a chi non si vergogna e fanculo ai comunisti e noglobal perché sono stupidi e arroganti ma perché anche si indignano e con loro i pochi che ancora credono in un Dio o nella bontà degli uomini fanculo quindi a loro perché nessuno più si indigna per la gente che muore di fame per i bambini senza gambe per un giocattolo di morte fanculo a chi sputa sulla bandiera perché e fanculo anche a me perché credo ancora nell’onore e nella lealtà e che nella vita si può combattere solo da una parte e che cazzo lo so lo ha detto il Che e che le battaglie si vincono sempre… per il solo fatto di averle combattute fanculo a quelli che perdono sempre ma che non so perché tutti li considerano simpatici e affascinanti fanculo quindi agli indiani e ai Confederati agli Zulù e a Gandhi (ma forse lui ha vinto alla fine….) ai repubblicani spagnoli e a Napoleone agli austroungarici e agli ultimi samurai di Onoda a quelli della decima mas a chi fino alla fine tra le macerie di Berlino (..non il baffetto eh…) fanculo a chi ha perso ma ha vinto a chi non ha fatto niente ed è morto e quindi fanculo agli italiani infoibati e agli ebrei e zingari e froci che sono passati per il camino a chi non nasce mai e a chi muore di fame agli indios e ai passanti di Napoli ai figli di madri depresse e ai folli.. fanculo ai pazzi si soprattutto a loro che forse hanno visto tutto e ora non vogliono più vedere nulla del nostro mondo normale si fanculo a voi ultimi uomini liberi…
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