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ozzy
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CITTA': padova
COSA COMBINO: REVERENDO dei GOODFELLAS
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celine egolf(ancora)malaparte coe macgrath mishima e molto...
HO VISTO
cose che voi umani...la luce... la noia e la vita dopo la morte..cheppalle!!!
STO ASCOLTANDO
opera omnia degli iron maiden, black sabbath slipknot e opere liriche, canzoni militari e slayer.. gusti psicho eh?
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
svario e svariono in modo schizzofrenico.. ma voi vestitevi come cazzo vi pare tanto non vi apro..poliziaaaa!!!
ORA VORREI TANTO...
una donna con la gonna.. anche senza.. anche con i pantaloni anche militari basta che sia disposta a toglierseli.. w la ..poesia
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
sangue,ossa che si rompono...
OGGI IL MIO UMORE E'...
di merda, incazzato, un po’ rassegnato e sconfortato, ma spero che giri il vento perchè il mio vicino ha scorreggiato di brutto, ma brutto brutto..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poichè le parole le immiseriscono...Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov’è sepolto il vostro cuore segreto...
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venerdì 22 giugno 2007
ore 22:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
FAMILY DAY
Eh già...la famiglia...ultimo rifugio o prigione di tutti...ci sono tante famiglie...ci sono tante cose e tante facce in ogni famiglia..cè il cugino(di secondo grado) che si addormenta mentre si fa le seghe e lo ritrovano sul divano che russa con luccello in mano...cè lo zio che al capezzale della suocera(mia nonna maledetto figlio di puttana) afferma con tranquillità che la sua di madre lha già seppellita e che il suo dovere lo ha fatto...cè sua moglie(troia impestata) che fa finta di niente mentre si "prodiga" nel capire chi farà le notti per assisterla...cè la nonna(ti voglio bene come se fossi ancora qui con me) hce chiude gli occhi e vede i suoi figli a passeggio per milano tenedosi di peso al nonno e che chiedono un gelato che non arriverà mai...vede la guerra e la fame, vede la fuga e il respiro che si fa più leggero qui..vede che il nonno non ce la farà, ma anche che un figlio si saprà(volente o no)prendere il peso della famiglia..non vede o fa finta di non vedere come era ridotta una metà della famiglia..ci sono gli zii che tanto lontano vivevano da noi quanto generosi e amorevoli erano per lei e tutti noi...cera la loro di guerra e la loro di fame, ma le centinaia di chilometri erano un vialetto per i loro cuori..Bruno e Augusto...cè la famiglia degli altri zii che condannano e torturano i corpi e le menti..che devastano i cuori e, anche loro ,si anche loro, bruciano i ricordi sullaltare dei loro miseri interessi...ma di più uccidono lamore di tutti..vorrei trovare parole abbastanza dure per tutti voi, anche se abbiamo fatto tanto queste parole di odio e rabbia ci muoiono in gola perchè abbastanza stupidi per avere dei sensi di colpa e di impotenza per il dolore che chi amiamo era costretto a sopportare...cè la famiglia di chi ci abita di fronte e che bussa alla nostra porta per regalarci sempre della frutta o della verdura per farci sapere quanto è importante laiuto e il sostegno che ci scambiamo da 35 anni...cè Liliana che non vive più qui, ma cè Leonardo che suona sempre il nostro campanello e noi il suo...cè chi non ha più dignità da anni e riesce a camminare a testa alta e strafottente..avete perso quello che conta veramente molto tempo fa e non ve ne rendete conto...quello che il sangue ti fa capire che esiste, ma che solo tu con la tua vita puoi afferrare...quello che sai di avere avuto per sempre e che faii fatica a credere di esserti meritato...non nasci da una donna che non sia tua madre e non ami nessuno che non lo meriti...tu meriti sempre di amare, hai il privilegio di provare amore...sono solo gli altri che possono distruggerlo percfhè non possono averlo..non lo sanno che non si può fare...non lo sanno che tirano la merda perchè solo quella possono toccare...non permettere che ti tocchino dentro..non lo permettere...mai..
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lunedì 4 giugno 2007
ore 22:06 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SCOTT BAKULA
Qualche volta ti capitano dei flash,almeno per me, corredati di immani stronzate della cui esistenza non trascuro di mettere al corrente il mondo intero..ecco a volte invece capita che esse portino spunti e cosacce particolarmente intelligenti che provocano in me un immenso sforzo di comunicazione e autopromozione...maiii! non capita mai!!! Per cui non illudetevi troppo.. Ecco un paio di giorni fa ho collegato mentalmente, non senza grandi sforzi, la domanda che viene posta nel profilone di questo sito"la persona(viva o morta) che vorresti conoscere.."...di solito la gente scrive di parenti,amici o comunque persone cui tiene e che non sono più tra noi...poi mi è anche passato per la testa un episodio di una serie di qualche anno fa..si chiamava "Quantum leap"...il protagonista, interpretato da Scott Bakula (chi sa chi è è a posto..gli altri si informino...)..egli,in un futuro prossimo poteva viaggiare nel tempo ma solo all’interno del periodo tra la sua nascita e il suo presente entrando nei corpi di varie persone, uomini e donne, e per poter muoversi di epoca doveva risolvere delle situazioni che stavano a cuore alle persone che "occupava"...in una meravigliosa puntata egli si ritrova ad "Interpretare" se stesso...arriva in "sè" a undici anni nel periodo in cui il fratello è in licenza dal Vietnam(dove morirà)...egli cerca quindi di salvarlo dicendogli che il tal giorno( in cui lui sa che morirà) deve trovarsi una buca e stare li in attesa dell’alba...sa che suo padre morirà di cancro ai polmoni e cerca di farlo smettere di fumare..si comporta, agli occhi della sua famiglia, come un folle,..rabbioso non riesce a cambiare il loro futuro...e il suo collega che gli fa da guida nel passato gli chiede cosa farebbe chiunque altro se avesse la sua fortuna...cioè quella di poter parlare e rivedere le persone che più ha amato nella sua vita..non sapendo per quanto tempo potrà farlo, proverebbe a salvarli, a cambiare il loro futuro senza delle certezze di riuscita, o gli aprlerebbe..li abbreccerebbe gli direbbe tutto quello che si è pentito di non aver detto loro... Ecco il punto...che cosa faremmo tutti noi,che cosa farei io...mi sforzerei di dir loro quello che non ho avuto il tempo o il coraggio di dire? o li abbraccerei solamente..che cosa merita di essere detto che loro non sanno o hanno saputo anche dopo la loro morte...ci siamo,penso, pentiti tutti di cose non dette, di confessioni d’amore, di peccati o scuse taciute...penso che..si penso che li guarderei per ore e che li abbraccerei forte..fino a farmi male, a perdere sensibilità nei muscoli...forse sentirei il loro respiro e il battito del loro cuore nelle mie orecchie e lo terrei stretto...poi..poi penso che un minuto prima di lasciarli partire nuovamente mi allontanerei e li guarderei ancora da lontano però...da lontano le cose sembrano più belle, più sensate...tutto sembra più...più eterno...già sarebbe una bel colpo di fortuna poter fare tutto ciò...ma forse qualcuno è stato più fortunato di me e non ha niente di da farsi perdonare o che mancava dalle sue parole...
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martedì 22 maggio 2007
ore 21:14 (categoria:
"Vita Quotidiana")
COS’E’ LA VITAAA…SENZA L’AMMOREEE…
C’era una volta, tanto tempo fa,una donna e c’era anche una guerra insensata dove, per un orecchio più lungo o una gobba sul naso,due popoli si facevano letteralmente a pezzi con machete e coltelli..e c’era una volta lei che prende una ventina di bambini da un villaggio, senza chiedere loro chi fossero, e li porta via prima che vengano stuprati e macellati insieme ai loro genitori..torna indietro dopo un paio di giorni di immonda carneficina, seppellisce un centinaio di persone e se ne va con tutti i bambini… C’era una volta un prete che durante la confessione adescava i bambini…tutti…dai 6 ai 10 anni..li violentava e cancellava con il sorriso sulle labbra la loro infanzia..la loro fiducia e l’amore che ognuno di loro può provare per un adulto.. C’era una volta della gente che usava Topolino per insegnare ai bambini che è giusto e bello odiare e uccidere alla prima occasione persone che ti dicono essere tue nemiche..che vogliono distruggere il tuo popolo e la tua famiglia..che poi troverai il paradiso perché è dio che lo vuole..che si avrai forse delle vergini..eh si a 6 anni è un buon incentivo..forse no, forse è meglio che sia Topolino a dirti che è divertente farsi saltare in aria su un autobus pieno di ragazzini come te.. C’era una volta un padre che aspettava giorno dopo giorno il ritorno a casa di una figlia che ha ucciso a sangue freddo senza pietà ne rimorso la madre e il fratellino..e c’era anche un padre che dopo aver fatto ammazzare decine di persone aspettava che la porta di casa si aprisse per far entrare la sua di figlia, ma sa anche che non potrà mai essere cosi perché lei si è gettata da un balcone per volare via dai macigni che la sua coscienza si porta dietro da anni, dalle colpe non sue e dalle figlie orfane che il suo di padre ha creato prima di lei… C’era una volta Carlo che si è ficcato un sacchetto in testa e ha chiuso con la vita perché è rimasto solo con il suo dolore e la sua solitudine..perché capita che una ragazza ti dica di no..capita di prendere calci nelle palle dalla vita…a qualcuno, come a te Carlo, capita più spesso e prima dei 18..e qualcuno, come te Carlo, non riesce a reagire e ad andare avanti…perché è solo ad affrontare le difficoltà, perché non ha nemmeno un amico, “vero”, a cui confessare, perché non riesce a parlare e ad esprimere a parole che non vuole restare solo, che vuole essere amato come tutti, che non è colpa sua se si sente debole e più fragile..ora alla fine della storia lo sanno tutti, ma si china la testa e si tira avanti… C’era una volta…c’era una volta…ci sono state tante volte in cui si è sentito che la storia meritava di essere raccontata..ma forse di dovrebbero raccontare tutte le storie delle persone..perché se no si rischia di lasciarle sole..di dimenticarle, di farle morire due volte..di non sapere che ci sei solo tu e nessun altro a poterne parlare, anzi a doverne parlare…quindi…vissero tutti felici a contenti…
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lunedì 16 aprile 2007
ore 21:48 (categoria:
"Vita Quotidiana")
FRANCO E BOLOGNA
Davanti casa mia c’è, o meglio, c’era una piccola rivendita di frutta e verdura..gelati e dolcetti vari….il posto dove ci si trovava sempre fin da ragazzini. Migrando da un chiosco all’altro attorno alle vecchie scuole elementari fino alla sua sede in cemento non mancava mai tra le tappe dei nostri giri in giro di bocchioni insulsi…era la luce sempre accesa nelle lunghe notti estive ad illuminare l’oscurità di una piazza-parcheggio anonima…erano voci familiari di due anziane donne che urlavano più di noi se facevamo casino o se partivano vocaboli non proprio degni dalla vicinanza alla chiesa, ma anche carezze ed incoraggiamenti quando leggevano suoi volti di alcuni solitudine e rabbia per le sofferenze che la vita gli piazzava sul muso troppo presto…erano le castagne arrosto saltate sul bidone di ferro nero ed arrugginito dei pomeriggi d’autunno..era il”..è finito il sale…ho bisogno di due uova..vai a prendere due gelati?”…era tante cose come colui che ci ha lavorato dentro fin dall’inizio…con i suoi baffi rossi come quel personaggio della Warner vestito da pirata che cerca di fare la pelle a Bugs Bunny o a Duffy Duck..era un sorriso celato sempre sotto alla coltre rossa..era un conto sempre tondo..era un richiamo prima di andare a scuola…ma qui non c’erano solo loro..e proprio di un’altra persona volevo parlare..di Franco..anche lui con i capelli rossi e le lentiggini..figlio di tanto padre per dolcezza e bontà..babysitter di immensa pazienza con i miei amici e vicini di casa..una corsa veloce ad aiutare la vecchia e malandata zia..di lui e di una giornata particolare voglio parlare. Franco a 18 anni decide di andare a studiare medicina veterinaria a Bologna..due anni a pieni voti..cazzo era un secchione..poi un giorno, durante la pausa estiva deve tornare per delle cartacce inutili..merdose scartoffie..infami pezzi carta…torna a Bologna e il 4 agosto dell’80 va in stazione a prendere il treno per casa... da qui in avanti tutto entra nella dimensione del sogno,dell’incubo…niente è più normale, niente ci va di ricordare..mattoni, ferro, pietre, persone, ideali e violenza, follia ed ideologie…tutto va in aria a cento metri da terra…tutto si fotte dentro una nube di polvere e sangue..vortice di lutti e disperate urla.. Franco è li, da solo, ma insieme a tanti..cade per terra spinto dall’onda d’urto..come se qualcuno lo avesse spinto per terra, incredulo, si rialza..si guarda attorno e la stazione, le macchine, la gente, l’edicola e la biglietteria..nulla..non c’è più nulla…macerie,carcasse, carne e dolore…si accascia e guarda ancora incredulo intorno a se..tocca con le mani per terra e graffia il pavimento fino a sanguinare e ad appiccicarsi addosso, sotto al palmo, la polvere…da quell’istante l’orrore e la paura sono dentro di lui come quella polvere..tutto si spegne..è ovattato nella sua mente..è ora di fuggire urlando da li..dall’estraneità al male..ma quello corre più veloce di lui e gli salta addosso.. Ecco da li non è mai più potuto fuggire..ha cercato di farlo, ma Lei era sempre avvinghiata alle sue spalle..si, è tornato a casa..si, è stato ricoverato più volte e per molti mesi..si, ha accettato medicine e cure per non sentire più urla e per scrollarsi di dosso tutta quella polvera..si,non ah mai più parlato di chi era e della sua vita prima di quel giorno.. Franco se ne andato quel girono, un parte di lui, il ragazzo dolce e gentile, generoso ed intelligente, pronto e vitale, tutto questo di lui viaggia correndo e sudando verso quella stazione, con dei fogli in mano e sogni e la calda estate.. Forse direte che in quegli anno già tutto andava a puttane in bombe e scritte sui muri..in bande e partiti..forse tutto andava in calcio e fuga nel futuro..ma a lui fregava un cazzo di queste ridicole briciole di vita altrui..aveva dei sogni,,piccoli o grandi, brevi o lunghi, ma era i suoi fottuti sogni e non c’è niente di peggio nella vita di vedere che qualcuno distrugge e calpesta i nostri sogni con compiacimento e con soddisfazione..non puoi accettarlo, no non puoi farlo a 20 anni… Franco non lo ha accettato e si è dimesso dalla vita, ha detto che potete tenervela questa vostra partita truccata dove vincono sempre loro e dove non c’è più posto per i suoi sogni..ha voluto un’altra vita dove non fanno finta di regalarti speranze per poi strappartele via come un dente malato…ora non gioca più al vostro fottuto gioco..tenetevelo lui sta a casa a guardare fuori dalla finestra...del resto è già quasi estate..
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lunedì 5 marzo 2007
ore 20:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
A UNA RAGAZZA CHE NON E MAI ESISTITA...
Ho pensato a lei..molte volte..ho pensato al noi del mai..allinterno di una camera..al lenzuolo leggero che, soapeso tra la corrente daria della porta e della finestra, ci accarezza..alla seta nera, a te che sei come la seta nera..rara. delicata e lucente..non sei mai stata cosi vero? non eri forse il più prezioso dei gioielli? un acquamarina persa da dio nel deserto? No non eri molto di questo vero? Non lo hai mai pensato del resto..sono sempre state mie fantasie..sublimazioni di vapori che uscivano leggeri,innocenti e freschi dalla mia testa.. Non eri nel cielo con diamanti, ma nemmeno sotto la mia pelle eppure per me sei stata il raggio verde del tramonto sullorizzonte..leldorado da cercare fino al crollo dei corpi..fino alla follia..un luogo dellanima..ora vedo che li era una stanza chiusa..ho cercato di aprire la finestra..Ti devo dire la verità..mi sono sentito ingannato..dovevo capirlo..forse dovevo..vale la colpa di due persone..un gioco per te?Forse..non lo era di certo per me.. Affogavo nei tuoi occhi e tu li hai chiusi..Ho avuto anche troppo fiato nei polmoni per continuare a cercarti..sono stato per troppo tempo una barca senza vela nella quale aspettavo con un sorriso idiota un vento che non lavrebbe nai mossa..sono caduto da quellinutile pezzo di legno per affogare..non è successo..è successo altro..sono morto e sono rianto..trattenere ancora il respiro è diventata un abitudine, solo che ora non ne vedo un chiaro fine..ci sarà penso..avrei anche voluto dirtelo, ma mi sembrava di elemosinare pietà, compassione e amore..solo le prime due le puoi ottenere e la terza la confondi con le altre, ma sai benissimo che non passa di li..no..non passa di li ora, domani..orame ne fotto..che volgarità..non ritengo importanti tante cose per cui prima mi consumavo nella rabbia e nella disperazione..ora non mi importa..prima erano importanti tante cose..ora non mi importa di capire se lo sono ancora e in che misura..si dice che dopo certi eventi le priorità cambiano, che si da un valore nuovo a cose e persone diverse,che cambiano i valori! Ecco a me ora non frega niente di capire questo..forse è solo che ho paura di scoprire che nulla è cambiato..che le cose che mi facevano star male prima sono ancora la che mi aspettano..che non è vero che tutto cambia..che sono debole come prima..si ho paura che tu sia ancora li a ferirmi..eh già..le illusioni..niente dura di più..niente è in grado di sopravvivere alla morte come le illusioni..
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venerdì 16 febbraio 2007
ore 11:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
UNA VOLTA LEGGEVO...
Mi ricordo di una frase...non ricordo chi..forse Keats....
Amami sul serio o scaglia parole di fuoco!....
...o tutto o niente...già.... perchè abbia scritto tutto ciò rimarrà ai posteri...
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lunedì 12 febbraio 2007
ore 20:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
NON SI VEDE NIENTE....
Ecco un tale, forse Woody Allen, ha detto che le due parole più belle non sono "Ti amo", ma "E benigno"...ecco pressapoco...per me le parole più belle sono "Non si vede più niente"...Dio che belle...e poi anche.."tra un paio di mesi se non ci sono cambiamenti si possono dimezzare le creccolaccia infami.."...ancora meglio...un po di fiato torna a galla...un peso più leggero da portare...la fine del tunnel si vede la in fondo...almeno di QUESTO tunnel...quindi darò fondo alla mia bontà declamando un Te Deum molto speciale...cosi come lo sono i destinatari..in modo diverso ognuno...ecco..GRAZIE infame buchetto nel cuore per avermi rimesso col culo per terra e per avermi dato una seconda possibilità..GRAZIE anche per aver illuminato chi merita e chi no...per aver tirato fuori dal fango le cose vere e quelle che servono..GRAZIE per gli amici veri e per chi, non conoscendoti, ti ha abbracciato forte..forse perchè non mi conosceva bene!...GRAZIE alle infinite colonne sonore della mia vita, asportate fuori dal passato e dalle persone che sono passate...GRAZIE al figlio di puttana che mi ha sfondato il lunotto posteriore della macchina NUOVA...crepa bastardo e ricordati che hai una taglia di 100 euro sul tuo miserabile culo, e sono sicuor che la tua miserabile vita o salute non li valgono nemmeno...prega il tuo dio(porco di sicuro) che non ti trovi...GRAZIE ad alcuni colleghi che non sono solo colleghi..GRAZIE al luogo, e a chi lo dirige, dove trovo rigugio e pace molto spesso..e da quasi 5 anni...cazzo nemmeno a scuola da piccolo passavo tante volte!..GRAZIE ai filgi di puttana arabi(anzi mussulmani..se no rischio che non si offenda quello che deve offendersi alias il fottuto maometto(non merita nemmeno la maiuscola!)..perchè sono riusciti a rendere accettabile persino lortodossia ottocentesca della chiesa cattolica e perchè ancora molte donne la ritengono degna di rispetto(naturalmente donnine sinistrorse!) contente loro....del resto veli e lapidazioni, infibulazioni e sequestri in casa, falo da vive e ripudiazioni non sono serviti a molto evidentemente...GRAZIE allunico mussulmano(beh non nego che ne esistano di certo) che rende il lavoro meno pesante e che una mano a decollare me la da ogni giorno...GRAZIE a quelle fanciulle che con il loro splendore rendono meno grigia ogni giornata...certo anche con la loro intelligenza..se no mi bastonan per strada!...ecco per questi motivi ringrazio le rispettive categorie e persone...seguiranno ulteriori grazie tra un paio di mesi...spero...
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giovedì 25 gennaio 2007
ore 20:13 (categoria:
"Vita Quotidiana")
GODITI IL SILENZIO
Si ci sono momenti durante i quali non riesci a spegnere quel fastidioso ronzio che ti fa vibrare la testa..stai li appoggiato con la guancia al vetro, svogliatamente intontito. Si e non sono passati neanche sei mesi e ancora vivi trattenendo il respiro in attesa… in attesa di cosa? Non so.. non so ma sei ancora guardingo e diffidente.. tutto ha l’aria del provvisorio, di qualcosa che è destinato a scivolarti addosso come gocce di pioggia..stille di umidità che sfumeranno sui tuoi abiti..dovresti aver capito ormai che non è più tempo di far finta di niente, non dovresti farti troppe seghe mentali sui come e sui perché di quello che ti è successo..le cose corrono veloci intorno a te..le persone anche..brutto coglione ancora non riesci a superare sta paura? Non dovresti ritrovarti cosi spesso a pensare ai bei tempi del “futuro senza ombre”, del “siamo eterni e indistruttibili”..anche allora non era cosi e tu lo sai.. lo capivi anche allora che intorno a te il dolore esisteva..che le persone se ne andavano via..volavano veloci per entrare nel mare dei ricordi..solo che allora era molto più facile far finta di niente..la vita era cosi lucente e le tue energie fluivano cosi rapide, infuocate che non c’era tempo per fermarsi a pensare..ma te li ricordi tutti vero?..ti erano cosi vicini che nelle foto vi potevate quasi sovrapporre. Erano cosi le foto di una squadra di calcio..tutti attaccati come gemelli siamesi..sorridenti..un po’ intimiditi o pensierosi per l’effetto scenografico..con la lingua di fuori o con i corni sulla testa di qualche altro..si che te li ricordi..dai comincia..si da lui..passi tante volte davanti al luogo dove è morto che non p uoi far finta di niente, non sei più un ragazzino..Alessandro..già lui..il giorno prima eravamo a giocare una partita..un sabato di sudore e adrenalina..eri appena diventato titolare..a 11 anni sono cose importanti, che ricorderai con chiarezza, orgoglio per sempre..eravamo li a ridere, a prendere per il culo il povero Bistecca perché gli facevano male le scarpe, dato che il coglione non si era tagliato le unghie dei piedi, anche il povero Bistecca è un nome su una lastra di marmo..eh si stavo per seguire il suo stesso modus vivendi, anzi morendi…beh, eravamo li a ridere e io sempre dietro a lui..era di 3 anni più vecchio..un po’ il veterano, il capobanda che tutti seguivamo e che rispettavamo, un po’ aria da duro, un po’ arrogante come tutti i ragazzini con un pizzico di carisma..mi aveva preso in simpatia e questo mi esentava da alcuni atti di nonnismo-bullismo tipici degli adolescenti pseudo-calciatori..come le frustate con gli asciugamani bagnati o l’alzata fino afarti saltare le mutande..attraverso la testa però!..o l’olio canforato nelle medesime mutande. C’era il dopo partita nel solito bar giocare a calcetto o a parlare di fighe, argomenti assurdi, soprattutto quest’ultimo, data la totale assenza sia di materia prima che di reali esperienze..ma si sa, vantarsi senza timore di venir contraddetti non costa nulla e ti da lo stesso tono che daranno le sigarette magari tra un paio d’anni. Ricorderò sempre le poche cazzate e le parole sagge, in realtà da un 14enne non potevano arrivare delle perle di chissà quale valore, ma io le ritenevo tali..chi non lo faceva da ragazzino?..queste parole erano in realtà strane, contraddittorie in una certa maniera, dette da lui..e cioè che quello che eravamo allora sarebbe durato lo spazio delle scuole medie, che la vita avrebbe diviso tutti..che quello che ritenevamo il successo, la notorietà adolescenziale, le indissolubili amicizie sarebbero sbiadite con il tempo..con scuole diverse, con ragazze “vere”, con la sofferenza che inevitabilmente la vita porta con sé..e lui lo sapeva molto bene dato che aveva perso nel giro di un paio d’anni il padre e il fratello ( e dopo lui stesso, dal dolore, anche la madre si sarebbe ricongiunta ai meravigliosi amori della sua vita). Allora facevo di si con la testa, dicevo di capire e di essere d’accordo, mi faceva sentire grande il fatto che lui si lasciasse andare a discorsi del genere con me; mi pareva “pesante” come il parlare di fisica quantistica lo sarebbe oggi, ma sentivo anche che qualcosa si fermava, come una nube nera in lontananza fa capire ad un ragazzino che la giornata estiva sta per finire prima del tramonto. Cosi è stato poche ore prima..poi il giorno dopo un motorino e una fioriera di cemento..e poi non è stato più Ale..poi non è stata più la squadra e poi nessuno era più un ragazzino..si ci abbiamo provato tutti a far finta di niente, ma capita che un giorno al bar si rida in compagnia di un amico che mentre porta da bere alla sua ragazza in discoteca inciampi e versi tutto addosso al più grosso e attivo buttafuori del Veneto..e poi che uno di loro dica ridendo..”si come quella volta che Ale aveva fatto lo sgambetto ad un avversario che è finito addosso all’arbitro ed è stato espulso dopo un mega-rissone a centrocampo..” si smorza il sorriso sulla bocca di tutti..anzi no.rallenta solo un po’..pensiamo a lui..veloce corre il filo della memoria e poi tutti a ridere ancora di più..una nuotata nel mare dei ricordi..a volte il mare è azzurro e calmo..a volte non ti fa paura lì dove non tocchi..
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venerdì 22 dicembre 2006
ore 13:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
MUORI, GESU’ BAMBINO MUORI!
Ringraziando per prima cosa gli autori del titolo, mai come ora ha a che fare,speriamo dico,con quello che cè nel testo....si una firma e svuoto il conto, ma buono è il fine ...cercodi "baffarmi" in maniera adeguata per stasera..penso che quest’anno sarà diverso.. che il buon gesù bambino lo sapeva che sarebbe dovuto morire per i nostri peccati...beh sono cazzi suoi e di quel degenerato di suo padre che ha sacrificato il figlio sull’altare dei nostri peccati...ma allora non ne siamo più responsabili?mah...che io voglio tirare avanti con questa vita ancora per un po’ di anni..che la roulette russa non fa per me...che le donne ti fanno male...che il nero metallizato costadi più..che la cedrata tassoni la vendono ancora e nei posti più impensati..che ti accorgi della disperazione degli altri,ma che in fondo la tua èpiù importante..che i difetti tuoi ora sono delimitati da quelli degli altri imperfetti che popolano sto cazzo di posto..che, porca troia,non ti puoi innamorare sempre di quelle strane, impossibili o impegnate...cazzo....che ti mancano le balle in compagnia..troppo, ma che in fondo ci si abitua a tutto...che vorresti scrivere,ma che non hai più il coraggio di guardarti dentro...proprio orachene avresti più bisogno..che tutte le parole ti sembrano inadeguate, inutili e piccole piccole...che mi sembra di avere passato in treno l’inferno, ma che mi sono addormentato, con un unico ricordo tangibile nel biglietto timbrato...che gli altri mi guardano e non capiscono che so in che stazione mi sono fermato ora...che ho evitato il binario morto..che il pponte della libertà è li... che lei non è li ad aspettarmi..che la juve è in B...èccheccazzo questa è vermente incredibile...che ho voglia di un altro "Signore della fattoria"...che addormentarmi durante Dogville la prima volta è stato bellissimo, chiuso li al sicuro prima di tutto il resto...che fallire fa parte di tutto il resto..che fanculo tutto il resto...che gesù bambino nasce ogni anno e muore ai bordi delle strade o nei miti dell’estate..che tu ci creda o no non importa, importa cosa fai e chi ami, importa chi ti ama e perchè...quindi che ci si freghi del reparto neonatale di betlemme è irrilevante!!!!
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venerdì 17 novembre 2006
ore 13:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
CHARACTERS ON THE LITTLE STEAM (TRAD. PERSONAGGIO SUL VAPORETTO)
Ecco giunti alfine all’amara verità, inevitabile ed inprocrastinabile....devo parlare di Gente di un certo livello, di personaggi che riempiono, mio malgrado, i viaggi di trasferimento sul merdoso vaporetto DM(per i civilizzati della terraferma è il diretto murano) Si comincia con ALBA’NIA CACCO’lA(leggere bene gli accenti prego). Il nome cosi originale deriva dalla sua losca e scaltra abitudine di esplorare le sue narici solo in certi momenti e più precisamente solo quando il vaporetto è pieno cosicchè tutti possano godere dello spettacolo meraviglioso di lui che si gratta via dal naso delle immense croste, più o me o farcite di materia liquidosa tipo ripieno di bignè, e che attacca con nonchalanche sui suoi pantaloni. In realtà enso che infilando la mano sotto la calca di gente le sue deiezioni finiscano sui pantaloni e giacche dei suoi compagni di viaggio, badate bene che questa pratica cosi benemerita egli la svolge solo a vaporetto stracolmo, da solo non si gratta nemmeno i coglioni...Di lui colpiscono lo sguardo assente e le due parole che riesce a spiaccicare in italiano..."spaghetti" e "bella, fottere"...so da fonti certe che lavora a murano da almeno 8 anni, di certo non impiegati a dialogare con degli esseri umani...Passiamo quindi ad un altro fenomeno da baraccone , il mio preferito, DA DAI VIETCONG...egli, nella migliore tradizione dei film sul vietnam, si veste come il generale Giap anche in inverno..e cioè sandali(con calzini, va ben mona ma insomma...) e giacche verdi militare e sguardo fiero di combattente per la libertà e baffetto muschioso...Il nome gli deriva dal fatto che le uniche frasi di senso compiuto che gli ho sentito dire sono..DA DAI fatto casino in cucina(è un cuoco ma non vi dirò mai dove...dovete rischiare di mangiare le cose fatte da lui...), DAI meLda che piove, DA DAi figa buona, a domanda su dove venisse..Io no vietnam io malesia..tu conosci? li fotti fotti, lungo lungo...SIIIII proprio cosi ha detto...signori è il mio eroe!!!!Al che il suo interlocutore, maestro vetraio ubriaco duro da circa 7 ore, risponde …Ghesboro i to morti cani, ma ti, chi casso te conosse?(pausa)…ma ti ga’ almanco na sorea qua?………
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