Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno.
Italo Calvino
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
sabato 18 novembre 2006 - ore 20:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
con la tua vita intera
sei nei miei canti
come un addio a me
Sibilla Aleramo
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sabato 18 novembre 2006 - ore 20:45
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il mare di soggettività
sto perlustrando
immemore di ogni altra dimensione.
Eppure oltre il mio io
sbudellato alquanto cè già la resa incostante
alla quotidianità. Soffrire umanamente
la retorica di tutti i normali giorni delle
normali persone
Dario Bellezza
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sabato 18 novembre 2006 - ore 20:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")

immaginiamo che le lusinghe del serpente rimangano inascoltate, ed Adamo ed Eva continuino a vivere nel Paradiso Terrestre, senza alcuna sfida da affrontare, alcuna preoccupazione alla quale soggiacere
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sabato 18 novembre 2006 - ore 20:02
La prima donna
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Io sono una donna sola, per scelta.Padre e Madre di me stessa, porto dentro i genitori che avrei voluto e che non ho mai avuto, sempre in bilico tra l’essere una donna che chiede amore e un uomo, autonomo ed efficiente, che sa darselo da se"
- Lilith -
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giovedì 16 novembre 2006 - ore 19:27
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho chiuso
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giovedì 16 novembre 2006 - ore 18:23
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LADY LAZARUS
L’ho rifatto
Un anno ogni dieci
Ci riesco
Una specie di miracolo ambulante, la mia pelle
Splendente come un paralume nazi,
Il mio Piede destro,
Un fermacarte
La mia faccia un anonimo, pefetto
Lino ebraico.
Via il drappo,
O mio nemico!
Faccio forse paura?
Presto, ben presto la carne
Che il sepolcro ha mangiato si sarà
Abituata a me
E io sarò una donna che sorride.
No ho che trent’anni.
E come il gatto ho nove vite da morire.
"Miracolo!"
È questo che mi ammazza.
C’è un prezzo da pagare
Per spiare le mie cicatrici,c’e’ un prezzo da pagare
per auscultare il mio cuore
Eh sì, batte.
S.P.
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mercoledì 15 novembre 2006 - ore 17:44
ORLO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La donna è a perfezione.
Il suo morto
Corpo ha il sorriso del compimento,
un’illusione di greca necessità
scorre lungo i drappeggi della sua toga,
i suoi nudi
piedi sembran dire:
abbiamo tanto camminato, è finita.
Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
come un bianco serpente a una delle due piccole
tazze del latte, ora vuote.
Lei li ha riavvolti
Dentro il suo corpo come petali
di una rosa richiusa quando il giardino
s’intorpidisce e sanguinano odori
dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.
Niente di cui rattristarsi ha la luna
che guarda dal suo cappuccio d’osso.
A certe cose è ormai abituata.
Crepitano, si tendono le sue macchie nere.
(poi Sylvia Plath mette la testa dentro il forno e si suicida)
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mercoledì 15 novembre 2006 - ore 17:38
(categoria: " Vita Quotidiana ")
il mio corpo sarà oggetto di culto postumo
torturata dalla mia ansia di scrivere
epitaffi incompleti
un banale ricatto
preparo le fette di pane imburrato
soffio le briciole
sulla tovaglia a quadretti
come unico elemeto di disordine
un foglio stropicciato
tra le mani stanche
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lunedì 13 novembre 2006 - ore 20:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
.jpg)
e adesso inizio con calma
a delimitare tutto
i volti
le parole
i campi
le colline al mattino
misuro
nellesattezza del numero
la mia mancanza
di
precisione
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lunedì 13 novembre 2006 - ore 18:04
(categoria: " Vita Quotidiana ")
.jpg)
questi sono i binari
dei miei viaggi
sradicati
contorti
come il fumo
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