Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno.
Italo Calvino
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lunedì 18 ottobre 2004 - ore 18:37
IO
(categoria: " Poesia ")

Oggi guardo il mondo
come se per la prima volta potessi giudicarlo
ho talmente negato me stessa
che non possono biasimarmi
per quello che non ho fatto.
Si è chiuso il sipario
vi guardo.
Guardatemi.
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giovedì 14 ottobre 2004 - ore 16:17
TRA LE MANI
(categoria: " Ricette ")

> Mi son destato con questa testa di marmo fra le mani
> che mi sfinisce i gomiti né so dove appoggiarla.
> Piombava nel sogno a misura che uscivo dal
> sogno:così le nostre vite
> si sono fuse e districarle è arduo.
> Rimiro gli occhi:né aperti né chiusi
> parlo alla bocca ch’è in procinto di parlare
> sempre,reggo gli zigomi che bucano la pelle.
> Non reggo più.
> Le mie mani si perdono,mi tornano
> erose.
(Lorca)
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giovedì 14 ottobre 2004 - ore 16:07
IMPRONTE DIGITALI
(categoria: " Pensieri ")

Bisogna che qualcuno mi parli dell’identità.Bisogna che qualcuno al più presto mi dica di che si tratta.Lasciamo stare la fede o la poesia e chiamiamo le cose con il loro nome.
Che differenza c’è tra me e le altre persone?Quando posso dire di chiamarmi Paroxysm?Cosa mi fa essere talmente diversa da un tavolo sedia cielo ramo perché mi si possa attribuire un’anima.O almeno si possa pensare di farlo?
Ho bisogno di risposte.Anzi no scusate ho bisogno di domande.
Ho bisogno di esser convinta da qualcuno di non essere la copia-carbone di qualsiasi altra cosa.
Ho bisogno forse di toccare la morte per accorgermi che solo ciò che è, finisce.Ho bisogno dunque di limiti paletti confini
Ho bisogno del mal di testa per ritornare a letto e dormire un altro po’.
Ho bisogno della certezza dell’uncità.Ho bisogno di clonare il mio cervello con tutti i pensieri dentro e regalarlo a chi non sa neppure ricordasi ogni mattina i movimenti per allacciarsi le scarpe.A chi non sa contare fino a cento a chi non sa che tutti romanzi finiscono nello stesso modo.
Ironia della sorte.
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mercoledì 13 ottobre 2004 - ore 12:16
WAHROL
(categoria: " Pensieri ")

...l'ingenuità di pensare che comunicare sia naturale.Dobbiamo cedere noi stessi agli alfabeti alle note ai segni lettere suoni.Dobbiano trascriverci frettolosamente,dobbiamo sempre apparire...
Dobbiamo in sintesi dimostrare di esistere
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domenica 10 ottobre 2004 - ore 18:32
CRISALIDE CRISALIDE CRISALIDE CRISALIDE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...e dalla vita sospinti al mondo.
Cerchiamo ali cangianti cerchiamo
in fondo la metamorfosi.
Lasciare un bozzolo di seta di chilometrica determinatezza.
Lasciare quello che siamo.Crisalidi scomposte.
Svegliarsi farfalle svegliarsi sconosciuti.
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domenica 10 ottobre 2004 - ore 15:31
MEMORIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Siamo diventati meno bravi a catalogare.Attimi persone colori avvenimenti.
Ci soffermiamo sulle cose feriti dalla non memoria.
Deformata e deformati.
Siamo diventati meno bravi a non farci catalogare e scopriamo nostro malgrado che i nomi pesano come le catene degli uomini lberi.
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domenica 10 ottobre 2004 - ore 12:35
(categoria: " Amore & Eros ")

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo.
Come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.
(P.NERUDA)
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domenica 10 ottobre 2004 - ore 11:18
(categoria: " Pensieri ")
Stracci di preghiere

finchè ci sarà bisogno di preghiere
finchè il vento scorrerà tra trame
di tessuto bianco
finchè le parole
conosceranno vie
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giovedì 7 ottobre 2004 - ore 09:59
(categoria: " Riflessioni ")

'Che tu sia per me il coltello'
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mercoledì 6 ottobre 2004 - ore 18:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")

TIRED
con gli occhi chiusi
conosci solo te stesso
con gli occhi chiudi
il mondo lontano
e non importa dove sono
chi sono
divento solo
un dettaglio
della tua stanchezza.
Non togliere quel tuo velo triste
non porgere al mondo
il tuo volto indifeso crudele
crudele di luci
che rigano la pelle.
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